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NEWS
Settembre 2008
      
Sacconi firma il commissariamento
dell'Inail
Sei mesi di tempo per il riordino dell'Ente
Il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha firmato i decreti di
commissariamento di Inail, Inps, Inpdap. L'obiettivo di tale decisione è la
volonta di procedere nel giro di sei mesi a un riordino organico degli Enti
di previdenza. Per quel che riguarda l'Inail, Marco Fabio Sartori è stato
designato come il commissario straordinario che dovrà procedere alla
razionalizzazione delle spese e a un ampliamento delle sinergie tra enti.
"Quello emanato dal dicastero di via Flavia - si legge nelle nota dell'Inail
- è un atto dovuto. Per quanto riguarda l'Inail, infatti, il consiglio di
amministrazione e il Civ sono scaduti il 10 settembre e, come si legge nel
provvedimento, è ancora in corso di definizione il procedimento di
costituzione del nuovo organismo".
Sartori, dunque, avrà sei mesi di tempo - fino al 31 marzo prossimo - per
sviluppare una strategia (in concerto con quella di INPS e INPDAP) che
ottemperi agli obiettivi previsti dal decreto d'estate (n. 112, convertito
con la legge 133 del 6 agosto), dalla Finanziaria 2008 e dalla legge
247/2007, che ha recepito il Protocollo sul welfare.
"L'incarico è pieno e i tempi molto stretti", ha dichiarato Sartori. "Oltre
alle scadenze sulla gestione del personale, c'è il riferimento al piano di
riordino degli enti e alle sinergie che dovranno garantire impegnativi
risparmi di spesa. Con i presidenti Mastrapasqua e Crescimbeni cercheremo di
lavorare con il massimo di sintonia possibile per arrivare alla stesura di
un piano industriale condiviso. E le prime realizzazioni potrebbero arrivare
dal territorio, con l'unificazione delle nostre sedi, laddove possibile, in
quelle che chiameremo le case del Welfare".
Intanto Vincenzo Mungari, dopo oltre sei anni di presidenza dell'Istituto,
ha lasciato il suo incarico ringraziando tutti - dirigenza e personale
dell'Istituto - per l'impegno collettivo messo in atto, il cui risultato è
stato "il consolidamento del primato dell'INAIL come protagonista del
welfare attivo e pilastro del sistema previdenziale".
Fonte: INAIL
Opuscoli multilingue per la sicurezza nei
cantieri
Disponibili on line alcuni pratici opuscoli per la prevenzione degli
infortuni nei cantieri edili: "Un cantiere sicuro ti allunga la vita", "Le
macchine di cantiere", "Le figure della sicurezza nei cantieri edili" e "Il
preposto nei cantieri edili".
L'Associazione per la Sicurezza dei Lavoratori
dell'Edilizia di Milano e di Lodi (A.S.L.E - R.L.S.T.), libera
associazione senza scopo di lucro che si propone di favorire e rafforzare la
tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori edili nei cantieri e
sui luoghi di lavoro, ha reso disponibili nel proprio sito alcuni pratici
opuscoli dedicati alla sicurezza sul lavoro nei cantieri edili.
Gli opuscoli fanno parte delle iniziative dell’associazione per assicurare
una migliore informativa sulle disposizioni di legge in materia di sicurezza
e per fornire agli addetti ed alle imprese del settore edile certezze
operative e punti di riferimento efficaci.
In particolare segnaliamo due opuscoli destinati ai lavoratori edili: “Un
cantiere sicuro ti allunga la vita”, breve guida alle principali indicazioni
di prevenzione dei rischi, disponibile anche in arabo e rumeno, e “Le
macchine di cantiere”.
Segnaliamo anche gli opuscoli “Le figure della sicurezza nei cantieri edili”
e “Il preposto nei cantieri edili”, che illustrano con semplicità compiti e
le responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro di tutti coloro che
operano dentro e fuori dal cantiere.
Nota: pur essendo stati pubblicati nel 2007, e quindi con riferimenti
legislativi non aggiornati, gli opuscoli contengono molte indicazioni
pratiche sempre attuali e utili.
UN
CANTIERE SICURO TI ALLUNGA LA VITA
Consigli pratici per chi lavora in edilizia.
Una guida utile per ribadire ancora una volta la necessità di un serio
rispetto di tutti gli aspetti collegati alla prevenzione ed alla sicurezza
in un settore così specifico quale quello dell'edilizia. Il fascicolo
intende fornire ai lavoratori tutta una serie di semplici ma fondamentali
regole da rispettare e da far rispettare, al fine di rendere i luoghi di
lavoro più sicuri e affidabili.
L’opuscolo è disponibile in italiano, arabo e rumeno.
Indice
IL RISCHIO DI ESSERE TRAVOLTI DA FRANE
IL RISCHIO DI CADUTE
- Cadere dentro gli scavi
- Cadere dall’alto
- Cadere dal ponteggio
- Cadere dalle scale
- Cadere dai pilastri
- Cadere fuori dal solaio
- Cadere dentro vani e vani scale
- Cadere all’esterno
- Cadere fuori dal tetto
- Cadere dentro le aperture
IL RISCHIO DI ESSERE COLPITI DA OGGETTI
IL RISCHIO DI RESTARE FULMINATI DA SCARICHE ELETTRICHE
IL RISCHIO DI PROCURARSI DELLE LACERAZIONI
IL RISCHIO DI SCHIACCIAMENTO DA MACCHINE OPERATRICI
PREVENIRE ED EVITARE RISCHI CON L’USO DEI DPI
LE
MACCHINE DI CANTIERE
Cosa fare, cosa evitare.
Dall'analisi delle statistiche sui fattori di rischio per la salute e sugli
infortuni mortali ad essi correlati, le macchine operatrici di cantiere
(gru, macchine di movimento terra, betoniere), detengono un triste primato:
sono causa diretta o indiretta di gran parte delle morti bianche nei
cantieri edili (circa il 30% degli incidenti). Le indicazioni e le immagini
contenute in questa pubblicazione intendono rappresentare le situazioni più
comuni, durante la quotidiana attività lavorativa, in cui l'utilizzo
improprio o inadeguato delle macchine del cantiere diventa la causa
principale degli infortuni da investimento o schiacciamento.
Indice
La conformità e la marcatura CE
I DPI dell’operatore
I sistemi di sicurezza delle macchine
Macchine specifiche
Delimitazione dell’area operativa
Assistenza ai lavori durante le operazioni di movimentazione
Le interferenze del cantiere sulla viabilità
Le interferenze fuori dal cantiere
Evitare l’uso improprio delle macchine
Manutenzione e utilizzo delle macchine
LE
FIGURE DELLA SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI
Quali sono i loro compiti, cosa devono fare.
Questa pubblicazione è rivolta ai lavoratori e a tutti i soggetti che
concorrono alla sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare sul cantiere
edile, e spiega in termini comprensibili quali sono i compiti e le
responsabilità in materia di sicurezza di tutti coloro che operano a una
costruzione, dentro e fuori dal cantiere.
IL
PREPOSTO NEI CANTIERI EDILI
Ruoli, funzioni e responsabilità.
L'importanza di promuovere costantemente la cultura della sicurezza nel
settore edile è un impegno che coinvolge direttamente le imprese e ogni
soggetto operativo sui cantieri. In questo scenario è particolarmente
importante definire con chiarezza ruoli, funzioni e responsabilità. In tal
senso, il preposto costituisce uno dei soggetti essenziali e allo stesso
tempo meno definiti dal punto di vista normativo. La pubblicazione desidera,
quindi, fare il punto su cosa si intende per preposto e mostrare, anche
tramite un adeguato apporto di riferimenti alla giurisprudenza, come esso
sia , invece, precisamente definibile.
Fonte: puntosicuro.it
Luoghi con pericolo di esplosione: locali
di ricarica batterie
Analisi fisica e normativa del fenomeno dell’emissione di gas dalle
batterie e corretta procedura di classificazione dei locali adibiti alla
ricarica. Le norme CEI relative all’estensione delle zone pericolose e la
ventilazione dei locali.
Il CEI, l’ente preposto alla normazione tecnica nei settori elettrotecnico,
elettronico e delle telecomunicazioni, svolge un ruolo importante nella
promozione della cultura della sicurezza negli impianti elettrici.
In questi anni ha offerto diverse occasioni per ampliare la cultura tecnica
sui luoghi a pericolo di esplosione, ad esempio pubblicando diversi volumi
sulle norme CEI in relazione alla classificazione dei luoghi a rischio o
all’installazione e verifica degli impianti elettrici in questi luoghi.
A questo proposito nel numero di agosto/settembre 2008 della rivista
CeiMagazine è stato recentemente pubblicato un reportage dal titolo
“Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione: locali di
ricarica batterie” che prende le mosse dalla pubblicazione del nuovo volume
“Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione: locali di ricarica
batterie”; un volume scritto dal professor Riccardo Tommasini del
Politecnico di Torino con l’intento di chiarire le problematiche relative
all’argomento, “analizzando dal punto di vista fisico e normativo il
fenomeno dell’emissione di gas dalle batterie e la corretta procedura di
classificazione dei locali adibiti alla ricarica”.
Nel reportage dopo aver elencato le diverse tipologie di batterie, si
ricorda che la “durata di vita e l’emissione di gas dalle batterie dipende
in modo sostanziale dalle modalità di ricarica della batteria. Inoltre “deve
essere posta particolare attenzione nella ricarica delle batterie VRLA, dove
l’utilizzo di un caricabatteria non idoneo può ridurre drasticamente la
durata di vita della batteria”.
Le batterie VRLA (Valve Regulated Lead Acid), che nella documentazione
commerciale sono definite in molti modi (“a ricombinazione, sigillate,
ermetiche, sealed, senza manutenzione”), sono batterie regolate con valvole.
I caricabatterie sono di due tipi:
- caricabatteria non regolato: “un dispositivo che fornisce una semplice
carica con tensione e corrente non costante” e in cui “la corrente
diminuisce (taper) automaticamente nel tempo, seguendo l’evoluzione della
carica della batteria”;
- caricabatteria auto-regolato: “un caricatore che controlla
continuativamente lo stato di carica della batteria e sospende la ricarica
quando è stato fornito il quantitativo corretto di energia elettrica
provvedendo solamente una sovraccarica minima nel caso in cui ad esso venga
collegata una batteria completamente carica”.
In commercio sono disponibili caricatori con diversi profili di carica in
funzione delle differenti fasi previste nella ricarica.
Ma veniamo ai pericoli legati alla ricarica.
Durante questa attività una batteria di accumulatori emette una certa
quantità di gas (idrogeno ed ossigeno).
La quantità di gas emesso è “molto variabile e dipende sostanzialmente da:
- tipologia di cella (Piombo, Nichel-Cadmio);
- tecnologia costruttiva (batteria regolata a valvole o a vaso aperto);
- profilo di ricarica (IU, IUI, etc.);
- fase di ricarica”.
Ad esempio la massima emissione di idrogeno (0,00042 m3/Ah alla temperatura
di 0°C) “corrisponde al caso di una batteria completamente carica ove
l’energia fornita produce solamente l’elettrolisi dell’acqua”.
Situazione questa – continua il reportage - che non dovrebbe accadere nel
funzionamento normale in quanto “i dispositivi di ricarica dovrebbero essere
controllati e/o temporizzati in modo da interrompere (o ridurre) il flusso
di corrente al termine della fase di carica”.
Comunque “l’emissione di gas è funzione della corrente di ricarica ed è
quindi maggiore durante la ricarica rapida (boost charge) rispetto alla
carica di mantenimento a tampone (float charge)” e si ha anche “una certa
emissione di gas durante la carica di equalizzazione (equalize charge)”.
Queste emissioni di gas, per ciascuna cella (o monoblocco) di una batteria
regolata a valvole, avvengono dalla valvola di sicurezza e producono
nell’intorno della valvola stessa, una zona potenzialmente pericolosa.
Per comprendere l’estensione di questa zona si può fare riferimento alla:
- Norma CEI EN 50272-2 (relativa alle batterie stazionarie) che “indica un
metodo di calcolo dell’estensione della zona classificata, normalmente
dell’estensione di alcuni decimetri, basato sulla nozione di volume
esplosivo ipotetico”;
- Norma CEI EN 50272-3 (relativa alle batterie di trazione) che “indica,
convenzionalmente, una estensione della zona di 0,5 m”.
Valutazioni che tengono anche conto di eventuali anomalie di funzionamento
del sistema di ricarica o degli elementi delle batterie.
In ogni caso “si avranno estensioni della zona pericolosa diverse nel caso
di emissione da una batteria regolata a valvole (emissione alla pressione
iniziale pari alla pressione di apertura della valvola di sicurezza con
bassa portata di emissione) e da una batteria a vaso aperto (emissione a
pressione atmosferica con portata di emissione più consistente rispetto al
caso precedente)”.
Chiaramente l’estensione della zona pericolosa dipende anche dalle
condizioni di ventilazione e risulterà minore in ambiente esterno rispetto
all’ambiente interno.
Riguardo a questo aspetto è necessario sottolineare “che negli ambienti ove
vengono ricaricate le batterie è comunque necessario provvedere una adeguata
ventilazione ambientale”.
Abbiamo visto che tutte le batterie emettono, in misura minore o maggiore,
una certa quantità di gas e che vi è una differenza di emissione in funzione
della tipologia costruttiva della batteria (batterie regolate a valvole e
batterie a vaso aperto).
Vi è tuttavia differenza di frequenza di emissione anche “in considerazione
della destinazione d’uso della batteria, cioè tra batterie di trazione e
batterie stazionarie”: le “batterie di trazione, spesso del tipo a vaso
aperto, vengono infatti scaricate e ricaricate ciclicamente (tipicamente
ogni giorno) e quindi producono quotidianamente l’emissione di una certa
quantità di gas”.
La ventilazione dei locali batterie si può realizzare con sistemi di
ventilazione forzata (artificiale) o con ventilazione naturale.
Una buona soluzione progettuale è quella di “realizzare un sistema di
estrazione artificiale dell’aria in corrispondenza di ciascuna batteria, per
mezzo di un’apposita cappa di aspirazione”.
Questo permette di “confinare nel migliore dei modi la zona ove è presente
l’emissione di gas e, con un’opportuna portata di aspirazione, ridurre la
zona potenzialmente esplosiva a pochi centimetri intorno alle aperture di
sfiato, anche nelle condizioni di carica più gravose”.
Normalmente nelle sale batterie stazionarie e nei piccoli locali di ricarica
per batterie di trazione si utilizza “una ventilazione ambientale generale,
senza aspirazione localizzata (cappe)”. Una ventilazione di questo tipo “può
essere realizzata con un sistema di estrazione artificiale oppure per
ventilazione naturale, in ogni caso la portata di ventilazione dovrà essere
dimensionata sulla base della portata complessiva di gas emesso da tutte le
batterie presenti”.
- CeiMagazine,
agosto/settembre 2008 (formato PDF, 1.7 MB).
Fonte: puntosicuro.it
Infortuni sul lavoro, da Honeywell
sistema per la prevenzione
Chieti - La Honeywell Turbo Technologies di Atessa, in provincia di Chieti,
in prima linea per ridurre gli incidenti sul lavoro. L'azienda ha, infatti,
sviluppato dal 2004 un sistema di gestione della salute e della sicurezza
sul lavoro conforme allo standard europeo OHSAS 18001. ''Questo sistema -ha
detto a LABITALIA Vincenzo Colasante, responsabile servizio prevenzione e
protezione dell'azienda- sostiene le attivita' aziendali per eliminare,
minimizzare o gestire i rischi''. Grazie all'applicazione dello standard
OHSAS, il sistema di gestione aziendale gode di un monitoraggio effettuato
su diversi livelli. ''Un responsabile servizio prevenzione e protezione
(RSPP) -ha continuato Colasante- provvede ad assicurare il coordinamento per
gli adempimenti della politica HS&E (Health, Safety and Enviromental)
coinvolgendo l'intera organizzazione: dal datore di lavoro ai lavoratori''.
Nel rispetto dello standard OHSAS, la Honeywell ha avviato anche una
politica di gestione dei rischi che si avvale di precise regole, come
l'individuazione dei pericoli associati alle attivita' che l'azienda
coordina, la determinazione e il costante aggiornamento dei rischi che hanno
impatti significativi sulla sicurezza del personale e, infine, l'uso di tale
valutazione come base per un piano di miglioramento continuo. ''Tutte le
segnalazioni d'incidenti, mancati incidenti o condizioni di pericolo -ha
spiegato ancora Colasante- sono attentamente analizzate e valutate alfine di
identificare la pericolosita' della notizia. Le persone sono state istruite
alle tecniche di analisi delle cause (Root Cause Analysis), da cui
scaturiscono piani di azioni mirati e un'opportuna formazione del
personale''.
E anche al manifestarsi di un'emergenza, l'azienda risponde con una
procedura ad hoc che ha lo scopo di contenere quanto piu' possibile i danni
alla salute delle persone e all'ambiente lavorativo. Grazie a questi
principi, vengono costantemente identificati l'organizzazione interna ed
esterna, le attrezzature, il metodo di risposta alle emergenze, i protocolli
di manutenzione, le ispezioni degli impianti e l'addestramento dei
dipendenti. Non solo. La procedura adottata permette anche il contenimento
delle sostanze pericolose, dei rifiuti e degli oli usati in modo da ridurre
al minimo i danni per l'ambiente.
Fonte: Adnkronos/Labitalia
SICUREZZA LAVORO: 42 MILA EURO DI
SANZIONI NEL PESCARESE
Sanzioni per 42mila euro sono state elevate dai carabinieri della compagnia
di Penne e dal personale della Asl di Pescara nei confronti di due imprese
edili, una appaltatrice e l'altra subappaltatrice, responsabili di un
cantiere in contrada Tratturo del comune di Rosciano (Pescara). Nel corso
del controllo i carabinieri, coordinati dal capitano Di Pietro, hanno
riscontrato sette violazioni alle norme in materia di sicurezza nei luoghi
di lavoro e cinque violazioni per l'impiego di lavoratori non assunti,
facendo cosi' scattare la maxi sanzione introdotta dal decreto Bersani Le
due imprese sanzionate hanno sede nelle province di Pescara e Bari.
Fonte: ilcentro.repubblica.it
Bologna: Comune approva odg sulla
sicurezza del lavoro in edilizia
Bologna - Sul rapporto “Sicurezza sul lavoro in edilizia a Bologna e
provincia: dati e riflessioni sul 2007”, il Consiglio comunale di Bologna ha
approvato oggi uno specifico ordine del giorno.
L'Odg invita la giunta a "dare continuità ed impulso all’iniziativa
promuovendo la partecipazione di altri agenti alle prossime edizioni dei
corsi “Cantiere vigile” mantenendo almeno costante (e se possibile
incrementando) il numero di operatori coinvolti, intensificando la
collaborazione con gli enti competenti in materia; a formalizzare, se del
caso, la delega in materia di sicurezza sul lavoro in capo ad un Assessore;
ad esaminare la possibilità d’istituire, come avvenuto in altre città, un
premio per le aziende che si segnalano per concrete iniziative in materia di
sicurezza sul lavoro; e infine a prestare la massima attenzione in sede di
aggiudicazione dei lavori pubblici di competenza comunale, secondo le
modalità e con gli strumenti consentiti dalla legislazione vigente in
materia di appalti, all’affidabilità dell’impresa esecutrice per quanto
riguarda la sicurezza sul lavoro".
L'ordine del giorno, presentato dal consigliere Paolo Natali e sottoscritto
dai consiglieri Gianguido Naldi, Valerio Monteventi e Emilio Lonardo, ha
ottenuto la seguente votazione: 24 voti favorevoli (PD; SD; RC; Verdi;
Società civile) e 5 astenuti (LtB; FI-PDL; Misto).
Fonte: sassuolo2000.it
Influenza sotto controllo
Si è svolto l'8 settembre in Francia, ad Angers, il Consiglio dei Ministri
della Salute dell'Unione Europea: l'Italia è stata rappresentata dal
Sottosegretario di Stato con delega alla Salute, Prof. Ferruccio Fazio, che
ha segnalato la necessità di una standardizzazione dei Piani sanitari,
inclusa la creazione di un pool di risorse comuni e lo scambio di campioni
di virus per migliorare le capacità di diagnosi e terapia, nonché di un
potenziamento della ricerca nell'ambito dell'VIII Programma Quadro,
attraverso la creazione di un'apposita task force che lavori principalmente
al vaccino antinfluenzale e a farmaci antivirali di nuova generazione. Per
quanto riguarda l'epidemia di influenza stagionale, il Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche Sociali ha predisposto la Circolare con le
raccomandazioni sul controllo dell'influenza (stagione 2008/2009), che
elenca i gruppi di popolazione per cui l'offerta attiva e gratuita del
vaccino è prioritaria da parte dei servizi territoriali di prevenzione,
direttamente o attraverso servizi collegati (medici di famiglia, ospedali,
datori di lavoro). La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per il
personale a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di
infezione da virus non umani (allevatori, macellatori ecc.). Il vaccino
antinfluenzale non deve essere somministrato a lattanti al di sotto dei sei
mesi né a soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad
una precedente vaccinazione.
Dossier "Pandemie influenzali e raccomandazioni
Fonte: govrerno.it
Formazione e lavoro nei boschi della
montagna pistoiese
Consegna degli attestati per chi ha frequentato i tirocini e le attività
formative nell’ambito del progetto “Libres”. Coinvolte 50 aziende del
settore
Sessantaquattro attestati per chi ha frequentato i tirocini e le attività
formative nell’ambito del progetto “Libres lavoro in bosco regolare e
sicuro”: il 24 settembre presso la sede della Comunità montana appennino
pistoiese l’assessore alla Formazione, istruzione e lavoro della Provincia
di Pistoia Giovanna Roccella e la presidente della Comunità Carla Strufaldi,
consegneranno gli attestati ai partecipanti alle iniziative che hanno visto
coinvolte oltre 50 aziende della montagna, e che si sono concluse con
l’assunzione di 9 persone a tempo indeterminato e 5 a tempo determinato.
“Emergere in sicurezza conviene”, è stato lo slogan scelto per questo
progetto teso a far emergere il lavoro sommerso, favorire la nuova
occupazione, la stabilità occupazionale e prevenire gli infortuni sul lavoro
nell’ambito della filiera del legno ed in particolare nel taglio del bosco.
Dunque è grande la soddisfazione degli enti organizzatori per il risultato
di coinvolgimento e di qualità della formazione in un settore così
strategico per la montagna pistoiese.
Il progetto Libres, “Lavoro in Bosco Regolare e Sicuro”, è stato coordinato
dalla Provincia e gestito dalla Comunità Montana Appennino Pistoiese, con
l’agenzia formativa Sophia che ha avuto il compito di realizzare le varie
azioni, che, come il programma prevedeva, comprendevano la formazione (di
lavoratori e imprenditori), tirocini e consulenza a lavoratori ed imprese.
Dal percorso è anche nato materiale didattico e informativo, libretti e
depliant sulla sicurezza, sulla normativa tra cui la brochure “Stop al
lavoro nero”.
Caratteristica del progetto è stata la forte collaborazione sul piano
locale, tra l’Amministrazione provinciale e la Comunità Montana, ma anche
con i Comuni montani, i sindacati, le associazioni datoriali, e
l’Associazione Boscaioli Pistoiese, che si è espressa in un Comitato di
Pilotaggio il quale ha seguito passo dopo passo tutte le azioni. Molto
importante anche il grande coinvolgimento delle aziende che hanno aderito al
progetto.
Grazie al progetto Libres sono state contattate per le varie attività quasi
tutte le aziende (52) operanti nel territorio montano nel comparto del
taglio del bosco; sono stati avviati 21 tirocini retribuiti (520 euro
mensili per la durata di 3 mesi per ogni partecipante) rivolti a disoccupati
e inoccupati, di cui solo due non hanno terminato il percorso; sono stati
attivati, per la consulenza a lavoratori, imprese e agli stessi cittadini,
quattro sportelli mobili costituiti da consulenti, esperti del settore
forestale, agricolo e del mondo del lavoro, attivi su tutto il territorio
supportati dal personale della Polizia della montagna; si sono svolti otto
corsi di formazione (sia per lavoratori che per imprenditori).
Per gli incentivi alle imprese per nuove assunzioni, la Comunità Montana ha
emanato un bando nel maggio scorso per contributi alle aziende del settore
agroforestale che nel periodo di realizzazione del progetto hanno assunto
personale con contratto subordinato a tempo determinato superiore a sei mesi
e/o indeterminato. Era prevista l’erogazione, per ogni assunzione a tempo
determinato, di 1.000 euro e per ogni assunzione a tempo indeterminato di 4
mila euro.
Libres è nato ed è stato finanziato nell’ambito del “Nuovo patto per uno
sviluppo qualificato maggiori e migliori lavori in Toscana”, sottoscritto
nel 2004 dalla Regione con le parti sociali e le organizzazioni delle
categorie produttive in cui era stata individuata come priorità quella
dell’emersione del lavoro sommerso nel settore del taglio del bosco. A
questa iniziativa hanno aderito le Province di Arezzo, Grosseto e Pistoia,
che ne hanno portato avanti le azioni.
Fonte: intoscana.it
INAIL - consultabile il numero 210 del
servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT
Andamento Infortunistico
Commissione Parlamentare
-Senato della Repubblica deliberazione 24 giugno 2008 - Istituzione di una
Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul
lavoro con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche" (normativa)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/commissione_infortuni_lavoro/istituzione_commissione.pdf
-France: la sous-déclaration des maladies professionnelles et des accidents
du travail couterait jusqu'à 1 milliard d'euros (articolo)
http://hesa.etui-rehs.org/fr/newsevents/newsfiche.asp?pk=1108
-Facciamo il punto sull'agricoltura (Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670420288/Bozza4%20DATI%20INAIL%20N7_2008.pdf
-Morti sul lavoro: riviste al ribasso le stime 2007 (Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670420288/Bozza2DATIINAIL8.pdf
-INAIL: Rapporto Annuale sull'andamento infortunistico 2007 (Rapporto)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N1488850399/RappoAnnuale2007%20OK%20(2).pdf
-National census of fatal occupational injuries in 2007 (articolo)
http://www.bls.gov/news.release/pdf/cfoi.pdf
Convegni
-Titolo VIII del DLgs. 81/2008. Prevenzione e protezione da agenti fisici
negli ambienti di lavoro: facciamo il punto
(convegno - Modena, 9 ottobre 2008)
http://www.ispesl.it/informazione/eventi/dil/2008dba.pdf
Infortuni sul lavoro
Occasione di lavoro
-La rapina subita quale "occasione di lavoro" ai fini dell'indennizzabilità
INAIL (articolo)
http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=1008&cat=9
Responsabilità
-In caso di macchinario con disfunzioni il datore di lavoro deve provare il
caso fortuito - Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 18107 del 2 luglio
2008 (sentenza)
http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=1134
-Omicidio colposo e lesioni colpose: le pene in caso di infortuni sul lavoro
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/commenti.php?sObjectType=article&sObjectId=8210
Ispezione del lavoro
Ministero del Lavoro: Linee programmatiche dell'attività di vigilanza per
l'anno 2009 (Linee guida)
http://bollettinoadapt.unimore.it/allegati/08_26_89_SERVIZI_ISPETTIVI_E_ATTIVIT%C0_DI_VIGILANZA.pdf
Lavoro notturno
-Decreto 112/2008: le novità in relazione agli orari di lavoro (articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8193
Malattie Professionali
-INAIL circolare n. 47 del 24 luglio 2008 - Nuove tabelle delle malattie
professionali nell'industria e nell'agricoltura D.M. 9 aprile 2008
(normativa)
http://normativo.inail.it/bdninternet/2008/ci200847.htm
Regolarità contributiva
-Il durc o documento unico di regolarità contributiva non può essere
sostituto da dichiarazioni sostitutive in quanto insufficienti a verificare
l'integrale adempimento degli obblighi previdenziali per tutti i lavoratori
- Consiglio di Stato, Sezione V, Decisione n. 4035 del 25 agosto 2008
(sentenza)
http://www.dirittodeiservizipubblici.it/sentenze/sentenza.asp?sezione=dettsentenza&id=2388
Risarcimento danni
-Morti sul lavoro: ai familiari il risarcimento del danno morale
senza necessità della prova - Corte di Cassazione Sentenza n. 20188 del 22
luglio 2008 (sentenza)
http://cedoc.sirio.regione.lazio.it/DOCUMENTI/cassciv_20188_2008.pdf
Rischio professionale
-Norme a tutela dei lavoratori esposti ed ex-esposti al cloruro vinile
monomero (CVM)- polivinilcloruro (PVC) (Disegno di Legge)
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00305250.pdf
-Promozione del benessere organizzativo e sviluppo di azioni di contrasto
dei rischi psicosociali (Dossier)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8229
Valutazione
-Valutazione dei rischi (articolo)
http://osha.europa.eu/it/topics/riskassessment/index_html
Sicurezza del Lavoro
Cantieri
-Inadempimento di uno Stato - Direttiva 92/57/CEE - Prescrizioni minime di
sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili - Art. 3,
n. 1 - Trasposizione non corretta - Corte UE - Prima sezione Sentenza del 25
luglio 2008 (sentenza)
http://www.laprevidenza.it/news/documenti/corte_ue_sent_25_7_08_proc_c_504_06/2802
Formazione
-A. Cannata: "Terziario avanzato, formazione professionale e sicurezza sul
lavoro" (articolo)
http://www.diritto.it/all.php?file=26228.pdf
-Rapport sur la formation des managers et ingénieurs en santé au travail
(Dossier)
http://bollettinoadapt.unimore.it/allegati/08_26_41_SALUTE_E_SICUREZZA.pdf
Rumore
-Rumore e vibrazioni: linee guida per l'applicazione del decreto 81/08
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8194
Il numero 210 del servizio di
documentazione multimediale INAIL.DOCMULT è consultabile sul sito dell'INAIL
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm
Fonte: INAIL
Sicurezza sul lavoro, la mancata
prevenzione costa 45 miliardi di euro
È di 45 miliardi di euro l'anno, pari al 3,5% del Pil, il danno economico
legato alla mancata prevenzione sulla sicurezza sul lavoro: la stima è del
presidente dell'Aias (Associazione professionale italiana ambiente e
sicurezza), Giancarlo Bianchi, che l'ha fornita durante un incontro
organizzato alla Fiera del Levante.
Ne dà notizia in un comunicato l'ufficio stampa dell'ente fieristico. A un
anno di distanza dall'ultimo incontro, si è fatto il punto sulle politiche
legate alla questione sicurezza: l'incremento professionale e le tutele di
addetti e responsabili del servizio prevenzione e protezione, le misure già
prese e da prendere in ambito regionale, e l'efficacia dell'ultima legge
nazionale in materia, il testo unico del 9 aprile 2008.
«Questa legge è estremamente innovativa sia in Italia sia in Europa - ha
spiegato Bianchi - perché per la prima volta si è creato un sistema di
gestione che tiene conto di tutti i settori della prevenzione. È nato un
sistema informativo che fornirà dati quantitativi e consentirà alle regioni
di programmare concretamente gli interventi».
Fonte: unita.it
Piazza Armerina 1° tappa Carovana lavoro
sicuro
Piazza Armerina è stata scelta dai promotori della Carovana per il lavoro
sicuro ( l’ex ministro Cesare Damiano, il sen Giuseppe Giulietti e
l’associazione Art. 21). come la tappa iniziale che attraverserà il nostro
Paese, fermandosi nei luoghi - simbolo dove il lavoro è a rischio e dove le
morti bianche sono diventate tragedia.
La carovana per il lavoro sicuro è una grande campagna mediatica per una
cultura della prevenzione che ha lo scopo di non abbassare la guardia nella
lotta contro il lavoro nero e la precarieta’; chiedere che vangano applicate
e migliorate le norme contenute nel protocollo sul welfare del 23 luglio
2007 e nel testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; che
venga attuata la delega sui lavori usuranti entro il 31 dicembre 2008.
Essa collega idealmente i luoghi segnati da eventi tragici per la storia del
lavoro, da Torino a Molfetta, da Marghera a Mineo.
A Piazza Armerina, anch’essa sede di tragiche morti bianche, la Carovana si
fermerà il 25 settembre p.v., dalle ore 18.00, nella Piazza del Teatro
Garibaldi dove verrà reinstallata la struttura artistica di Enzo Germanà “
Morire per lavorare” che, su iniziativa dell’Amministrazione comunale, era
stata allestita, nell’ambito delle manifestazioni di Piazza d’estate, presso
i capannoni dell’ ex ITIS, ottenendo ampi consensi da parte del pubblico con
oltre 3000 visitatori.
L’installazione, costituita da materiale riciclato, simboleggia
artisticamente la tragedia del lavoro in Italia (precario,in nero,illegale,
insicuro…assente completamente) con il corredo delle migliaia di lavoratori
che ogni anno perdono la vita per incidenti che in tantissimi casi si
potrebbero evitare.
In serata presso il Teatro è prevista una tavola rotonda e la proiezione di
uno dei film sulle morti bianche presentati alla 65° Mostra del Cinema di
Venezia dove è stata presentata la Carovana. Nella nostra Città saranno
presenti i promotori dell’ iniziativa, Cesare Damiano e Giuseppe Giulietti,
e altri noti esponenti del mondo della politica, della cultura, del
giornalismo e dello spettacolo che hanno aderito alla Carovana.
La Carovana proseguirà il 26 settembre per Gela per concludersi a Torino il
6 dicembre nel 1° anniversario della tragedia della Thyssen Kroup.
La tappa di Piazza Armerina è patrocinata e organizzata del Comune.
Fonte: vivienna.it
Meno infortuni, il 75% nel tragitto
casa-lavoro
Gli infortuni sul lavoro in Sardegna sono in diminuzione (-3%) in termini
assoluti, in linea col dato nazionale, ma sono aumentati lo scorso anno
quelli mortali (36, cioè 6 in più rispetto al 2005, secondo i dati Inail) e
di questi il 75% sono incidenti sulle strade (7 sardi sono morti per
infortuni sul tragitto casa-lavoro). Sono alcuni dei dati di un documento
approvato dal Crel (Consiglio regionale dell'Economia e del lavoro), che è
stato già inviato alla Giunta regionale con una serie di proposte, prima tra
queste l'istituzione di un Comitato regionale di coordinamento sulla
sicurezza, una sorta di Autority che intervenga sulle specificità della
società sarda.
CAGLIARI - Le proposte del Crel sono state illustrate dal presidente, Gino
Mereu, il quale ha ricordato che nell'isola non solo è stato recepito il
decreto legislativo approvato dal Governo, ma e' stato integrato da una
delibera della Giunta regionale che prevede indennizzi (fino a 30 mila euro)
per le vittime ma anche un fondo (4 milioni) per iniziative di prevenzione e
sensibilizzazione sul tema. L' isola, in particolare risente della presenza
di 80-100 lavoratori atipici su una forza lavoro complessiva di circa 600
mila unità e dell'approccio carente in termini di protezione delle donne
(39% del mercato del lavoro) che hanno differenti esigenze e agenti
stressanti anche quando vengono impiegate nello stesso settore degli uomini.
Dai dati raccolti emerge che più dell'85% degli infortuni mortali riguarda
lavoratori di microimprese (fino a 9 addetti) che sono le più deboli
nell'affrontare i problemi della formazione e sicurezza. Come testimonia il
fatto che l'11% degli incidenti si verifica nei primi 7 giorni di lavoro
(16% nel settore delle costruzioni).
Sono sei le “parole chiave” indicate come obiettivi per puntare a una
maggiore sicurezza del lavoro e tutela della salute (Cultura, Formazione,
Informazione, Addestramento, Prevenzione e Controllo) e, oltre
all'istituzione del Comitato regionale di coordinamento sulla sicurezza, il
Crel indica una serie di azioni che vanno da politiche per disincentivare il
ricorso al lavoro nero al raccordo dei dati e la messa a regime di un
software comune ai vari enti, da meccanismi per l'elezione ma soprattutto
l'addestramento pratico dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza a
una campagna di sensibilizzazione e informazione tra i lavoratori per
affermare i valori della sicurezza. Tra gli obiettivi fondamentali vengono
anche interventi indispensabili sulla viabilità e per incentivare l'uso del
mezzo pubblico e uno studio sulle particolari problematiche della sicurezza
nel campo femminile.
Fonte: sardegnaoggi.it
Barrafranca: Inas Days 2008 per sicurezza
lavoro
Enna. La sicurezza sul lavoro è un tema che riguarda tutti i lavoratori e il
benessere lavorativo rappresenta un diritto fondamentale cui nessuno deve
rinunciare. Purtroppo, i dati su incidenti e malattie professionali, causati
dalle mancanze a livello di prevenzione, sono preoccupanti. Per comunicare
informazioni sulla tutela in caso d’infortuni e di come prevenirli, di come
affrontare il mobbing o di come lavorare a casa in tutta sicurezza, il
Patronato INAS ha organizzato una campagna informativa denominata “ INAS
DAYS”.
In quest’occasione, i cittadini potranno chiedere chiarimenti e notizie
sull’argomento agli operatori dell’Istituto presenti nei centri commerciali,
nelle aziende e nelle piazze dei più importanti comuni italiani.
Prevenire gli infortuni sul lavoro, e l’insorgenza delle malattie
professionali è un’urgenza sociale che si fa sempre più pressante: è
sufficiente leggere le cifre.
Nel 2007 sono stati denunciati 914.600 infortuni, e nel 2006 sono state
denunciate 26.403 malattie professionali.
Per contrastare la realtà che emerge da questi numeri, è importante che i
lavoratori sappiano come comportarsi per prevenire un incidente o che cosa
fare nel caso in cui ne siano vittime.
Il Patronato INAS-CISL consapevole del fatto che l’informazione è la prima
forma di prevenzione, sabato giorno 26 Settembre p.v., con i propri
operatori sarà presente a Barrafranca in Piazza Regina Margherita, dove sin
dal mattino, tutti i cittadini potranno chiedere chiarimenti e notizie sul
tema della sicurezza sul lavoro.
Fonte: vivienna.it
Benevento, Orientamento e sicurezza nel
mondo del lavoro: aiutano la pace
Di orientamento e sicurezza nel
mondo del lavoro s’è parlato stamattina in un dibattito, al Marco Polo di
Via Santa Colomba di Benevento. S’è trattato di una delle ultime iniziative
di lancio della marcia Benevento-Pietrelcina che partirà domani alle 9.30 da
Piazza Risorgimento alla volta del paese d’origine di San Pio, sotto la
parola d’ordine Lavoro e legalità promuovono giustizia e pace.
A moderare gli interventi e i saluti il direttore delle testate “il
Quaderno” Carlo Panella. Per prima a parlare gli ospiti, in un’aula magna
gremita di alunni e docenti, attenti e partecipi, è stata la dirigente
scolastica dell’istituto professionale per i servizio commerciali, turistici
e sociali, Carmela Formicola cui si sono aggiunti i saluti di Ugo Chiavelli,
dirigente del Settore Tecnico Amministrativo
Provinciale 17/08 Formazione Professionale, pure artefice dell’iniziativa
con il proprio sevizio Istruzione, e il presidente della Tavola di
Riconciliazione (che organizza la marcia) Antonio Meola.
Molto dettagliato il primo dei tre interventi in programma, quello di
Tiziana Pascucci, responsabile della comunicazione di Omniaforum, su
“Orientamento nel mondo del lavoro”. Con delle slide ha illustrato agli
alunni le alternative che gli si proporranno terminati gli studi e come
proporsi sul mercato del lavoro, a partire da come si compila il proprio
curriculum. Fondamentale per loro è professionalizzarsi e poi proporsi con
precisione e competenza sul mercato del lavoro.
Vincenzo Iele, della Direzione Provinciale del lavoro, ha conferito su
“Sicurezza nei luoghi di lavoro”riportando i dati degli infortuni che ne
segnalano la gravità sociale e il forte impatto. Iele ha sottolineato le
difficoltà a svolgere l’azione repressiva contro chi ignora o chi viola le
norme sulla sicurezza sul posto di lavoro, in una terra povera
economicamente come il Sannio, ribadendo che la prevenzione resta la via
principale per affrontare la questione.
A chiudere la triade degli interventi quelli di Sergio Tanga di Sviluppo
Italia che ha delineato i tratti salienti del tema “Imprenditorialità
giovanile”, sollecitando i giovani a crearsi il proprio destino. Ha messo in
guardia dal facile approccio con la materia d’impresa “per evitare che si
parta disoccupati e si finisca disoccupati indebitati… Necessaria per ciò è
la passione iniziale e le competenze successive acquisite con un’azione
coerente verso l’obiettivo, conoscendo la circoscritta realtà in cui si
vuole operare e pubblicizzando adeguatamente il prodotto.
Filiberto Parente, infine, vicepresidente della Acli, nelle conclusioni ha
fatto appello al “buon lavoro” quello che ferisce non solo il corpo ma anche
la dignità del lavoratore/imprenditore. Una lavoro sicuro, ma anche
qualificato con tutto il contributo che in tal senso può iniziare già a dare
la scuola prima agenzia formativa del territorio.
Fonte: ilquaderno.it
Incidenti lavoro: fuga di cloro, dieci
operai intossicati
Alla Momentive di Valle
Biferno, impianti bloccati
TERMOLI- 19 SET - Dieci persone intossicate per una fuga di cloro in
un'azienda chimica del Nucleo Industriale Valle Biferno di Termoli. Gli
operai sono ricoverati per terapie anti-avvelenamento al San Timoteo di
Termoli. Gli impianti della Momentive sono stati bloccati e messi in
sicurezza. Durante il turno di lavoro, dall'impianto e' fuoriuscito tricloro
silano che e' stato inalato dai lavoratori che hanno subito avvertito
bruciori e difficolta' respiratorie.
Fonte: ANSA
'Tir-Iguarda', un progetto per ridurre il
rischio incidenti degli autotrasportatori
Cna e Inail presentano un percorso di promozione della sicurezza stradale
che si propone di sviluppare un modello di prevenzione adeguato a chi guida,
costruire una cultura della sicurezza stradale, sollecitare il miglioramento
dei controlli e l’adeguamento delle attuali infrastrutture
BOLOGNA - Sicurezza stradale sempre più in primo piano. Ogni giorno in
Italia, si verificano in media 652 incidenti (dati ACI/Istat). Nel 2006 sono
stati 238.124 (-0,8% rispetto al 2005). I veicoli merci coinvolti
costituiscono circa il 7,2% del totale. Sempre le statistiche evidenziano
come gli incidenti coinvolgono, nella maggior parte dei casi, due o più
mezzi (182.084). Nel periodo 2000-2006, il numero complessivo degli
incidenti è diminuito (da 256.546 del 2000 a 238.124 del 2006) come pure il
numero di feriti e deceduti. Quasi il 50% degli incidenti avviene in tre
regioni: l’Emilia Romagna (12,4%) è al secondo posto dietro la Lombardia.
Nonostante il lieve regresso, gli incidenti stradali rappresentano la prima
causa di morte nella popolazione italiana sotto i 40 anni. I dati
sull’incidentalità sottolineano come una mobilità sicura e sostenibile
rappresenti un obiettivo prioritario, coinvolgendo ogni giorno tutti coloro
che si trovano sulle strade. Tra questi gli autotrasportatori, per i quali
gli incidenti costituiscono veri e propri infortuni sul lavoro.
Per fronteggiare questo problema, le istituzioni hanno predisposto norme per
regolare il trasporto e tutelare la sicurezza stradale. Misure specifiche
(ad esempio la Carta di qualificazione del conducente) sono state introdotte
per gli autotrasportatori. Al di là dell’incidenza limitata del trasporto
merci sul totale degli incidenti, resta il problema di creare maggior
sicurezza in rapporto ad una circolazione di veicoli merci sempre più
elevata conseguente alla crescita continua della domanda di trasporto merci
su gomma: su strade e autostrade italiane si registrano ormai 3.720.000
veicoli commerciali conto proprio e conto terzi adibiti al trasporto merci.
C’è dunque bisogno di monitorare attentamente la realtà del comparto, tenuto
conto che gli studi sinora effettuati, hanno evidenziato come oltre il 18%
degli incidenti avvenga tra le 22,00 di sera e le 7,00 del mattino e come
nel 15% dei casi, la guida distratta sembra essere quella prevalente,
unitamente al “colpo di sonno”.
Alla luce di questi dati CNA e INAIL, in collaborazione con ASAPS
(Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale), hanno deciso di dar vita
al progetto Tir-Iguarda, che, come spiegato da Giovanni Montali, Segretario
CNA-FITA e Alessandro Crisci, Direttore INAIL Emilia Romagna – nel corso
della conferenza stampa di presentazione svoltasi questa mattina a Bologna –
“si propone di intervenire sulle cause degli incidenti, attraverso
informazione e formazione, per affermare una vera e propria cultura della
sicurezza ed un modello di comportamento alla guida di un mezzo pesante. L’
obiettivo è: dare più sicurezza sul lavoro agli autotrasportatori e
prevenire i fattori di rischio puntando su competenze, competitività e
preparazione”.
Tir-Iguarda si propone di monitorare, attraverso un questionario, gli
atteggiamenti alla guida di un campione di autotrasportatori della regione,
iniziando con una prima tranche di 450 imprenditori operanti nelle province
di Bologna, Forlì-Cesena e Parma. L’elaborazione dei dati consentirà di
sintetizzare i fattori critici sui quali intervenire con azioni mirate per
il cambiamento dei comportamenti errati. Ma sarà monitorato anche lo stato
fisico degli autotrasportatori mediante uno screening visivo che consentirà
di valutarne la capacità percettiva. “I test visivi – ha sottolineato
Daniele Dondarini, coordinatore regionale di CNA Benesseree Sanità - saranno
somministrati da un’equipe multidisciplinare, con ricercatori sociali e
ottici–optometristi coordinati da docenti dell’Università Bocconi di Milano.
L’elaborazione dei dati emersi dalla ricerca ed il report scientifico
consentiranno di sviluppare un modello di intervento sulla categoria.
Contemporaneamente sarà avviata un’attività formativa, attraverso corsi
specifici, per fornire agli autotrasportatori nuove competenze relative alle
capacità di attivare procedure preventive e di controllo”.
CNA ed INAIL hanno anche realizzato un opuscolo informativo sulle novità
relative a tempi di guida e riposo, direttiva sull’orario di lavoro,
tachigrafo digitale, che è stato inviato a tutte le imprese di autotrasporto
dell’Emilia Romagna.
“Il tema della sicurezza sul lavoro e della prevenzione dei fattori di
rischio – ha concluso Giovanni Montali - è fondamentale e non solo perché i
gravi incidenti verificatesi negli ultimi mesi hanno concentrato su questi
aspetti l’attenzione dell’opinione pubblica. Il settore dell’autotrasporto
intende fare la propria parte per far emergere i fattori di professionalità
e preparazione che contraddistinguono le imprese che operano in questa
regione. Ma per un discorso completo sulla sicurezza non si può tuttavia
tacere dell’assoluta inadeguatezza delle infrastrutture, tanto più in una
regione come l’Emilia Romagna, snodo vitale per il traffico nazionale ed
internazionale. Una carenza, quella delle infrastrutture, che penalizza la
mobilità e crea ulteriori elementi di disagio e pericolo. In questo senso è
preoccupante che la Corte dei Conti abbia tagliato il rafforzamento sulla
Pontremolese il cui obiettivo era la riduzione del trasporto su gomma per
spostarlo su ferrovia. Sono ormai improcrastinabili l’attuazione e il
completamento dell’Alta Velocità/Alta Capacità, per non parlare della
Cispadana, della Romea e degli interventi nel comprensorio ceramico a
Sassuolo.”.
Fonte: emilianet.it
Deborah Di Vincenzo - sarà dedicata
alla sicurezza sul lavoro l'edizione 2008 degli Inas Days.
ISERNIA Sicurezza e prevenzione. Sono queste le parole chiave per
debellare un fenomeno sempre attuale in Molise così come nel resto d'Italia:
gli infortuni sul lavoro. Proprio per questo motivo sarà dedicata alla
sicurezza sul lavoro l'edizione 2008 degli Inas Days.
Il 26 e 27 settembre gli operatori del patronato saranno nelle piazze e nei
luoghi d'incontro in tutta Italia, per fornire chiarimenti sui diritti dei
lavoratori in caso di infortuni.
Nella nostra regione l'iniziativa sarà ospitata ad Isernia, precisamente
presso il centro commerciale «In Piazza». Il patronato Inas Cisl ha intanto
indetto una conferenza stampa per presentare il progetto. L'incontro con i
giornalisti si terrà lunedì alle ore 11:00 presso la sala riunioni della
Cisl in via Gorizia. Ad illustrare i particolari dell'evento saranno il
responsabile regionale dell'Inas Roberto Carile ed il segretario generale
dell'Usr-Cisl Pietro Iocca. Tanti i chiarimenti che verranno forniti nel
corso della due giorni dedicata alla sicurezza. Chi si deve assicurare e
come, le prestazioni previste, la normativa per i lavoratori a tempo
determinato, come ottenere le prestazioni Inail. Sono infatti solo alcune
delle informazioni utili contenute nei materiali distribuiti nel corso degli
Inas Days.
Le cifre relative agli infortuni sono sotto gli occhi di tutti. E tracciano
uno scenario tragico in Italia, nonostate — ad onor del vero — l'Inail
segnali un lieve calo del numero di incidenti. Non bisogna in nessun modo
abbassare la guardia. E gli unici mezzi per difendersi da un fenomeno tanto
allarmante sono appunto sicurezza e prevenzione.
Da sempre l'Inas, il patronato della Cisl, è in prima linea con l'obiettivo
di tutelare i lavoratori anche in quest'ambito. Per questo anche quest'anno
ha scelto di essere presente nelle piazze delle città italiane per fornire
chiarimenti sui diritti dei lavoratori.
Nell'ambito dell'Inas Days di quest'anno particolare attenzione sarà rivolta
anche agli infortuni domestici. Si tratta anche in questo caso di un
fenomeno di dimensioni piuttosto ampie su cui tutti devono essere
sensibilizzati e tutelati. «È vivo il ricordo di tragedie commemorate di
recente, che hanno visto molti italiani morire di lavoro all'estero: le
miniere di Marcinelle e Monongah — ha affermato il presidente dell'Inas
Cisl, Antonino Sorgi —. L'impegno dell'Inas per evitare che la storia si
ripeta parte dall'informazione ai lavoratori, prima vera forma di tutela
contro gli infortuni, in Italia come all'estero.
Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
Perché a Taranto non si conosce
tutta la verità sull’inquinamento? PeaceLink svela i retroscena dal 2002 al
2007.
A Taranto 17 ricerche sull’inquinamento e l’impatto sulla salute dei
cittadini sono costate un miliardo ma non sono mai state divulgate. E ben 72
analisi sulla diossina e i PCB sono risultate sistematicamente “a norma”.
Ecco quello che i tarantini dovevano sapere e non hanno mai conosciuto dal
2002 al 2007.
Per anni non è stata data pubblica diffusione a 17 ricerche
sull’inquinamento a Taranto. Tali ricerche sono costate ai contribuenti
539.000 euro (oltre un miliardo delle vecchie lire) ma i cittadini non ne
hanno conosciuto il contenuto. Centinaia di pagine ricchissime di dati sono
rimaste di fatto un patrimonio scientifico ignoto proprio ai tarantini che
dovevano essere i primi beneficiari di quelle 17 ricerche.
PeaceLink ha pertanto chiesto e ottenuto la pubblicazione su Internet di
quelle 17 relazioni che ora sono finalmente visionabili sul sito
www.arpa.puglia.it
Era stata proprio l’Arpa Puglia a pubblicare lo scorso 17 settembre vari
stralci di quelle ricerche per supportare le proprie osservazioni al
ministero dell’Ambiente relative all’inquinamento dell’Ilva.
Lo stesso giorno PeaceLink ha chiesto al prof. Giorgio Assennato la
pubblicazione integrale di tutte le ricerche in questione, le quali, pur
trattando diversi aspetti dell’inquinamento, fanno parte di un unico
progetto dal titolo “Impatto sulla salute di particolari condizioni
ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale”.
L’Arpa Puglia ha accolto la richiesta di PeaceLink e ha tempestivamente
provveduto a reperire le relazioni che sono state pubblicate il giorno
seguente sul web, accompagnate dal seguente comunicato:
“Su richiesta di un’associazione ambientalista, ARPA Puglia pubblica la
relazione conclusiva e le singole relazioni delle Unità Operative del
Programma di ricerca finalizzata del Ministero della Salute 2002 - Istituto
Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro dal titolo “Impatto
sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di
provvedimenti di pianificazione territoriale”".
Apprezziamo questa collaborativa disponibilità dell’Arpa Puglia a divulgare
informazioni che fino a ora l’autorità centrale ha preferito custodire nei
cassetti.
Eppure si tratta di relazioni di varie unità operative che in questi anni a
Taranto hanno raccolto dati sui seguenti argomenti: genotossicità
dell’inquinamento (unità 1), metalli pesanti nei suoli contaminati (unità
2), sostanze tossiche nelle acque di falda (unità 3), sistemi di
monitoraggio ambientale a Taranto (unità 4), microinquinanti dell’aria
(unità 5), studio delle impronte digitali (fingerprints) di gruppi di
composti inquinanti (unità 6), studio del particolato atmosferico in alcune
zone dell’area tarantina (unità 7), analisi del rischio industriale (unità
8), valutazione sistematica dei livelli di inquinamento dell’aria e
previsione di situazioni di emergenza (unità 9), modellistica applicata ai
comparti aria e suolo (unità 10), misure di prevenzione e protezione della
salute dei lavoratori dal rischio cancerogeno in industrie ad alto rischio
dell’area tarantina (unità 11), effetti dell’esposizione professionale agli
idrocarburi policiclici aromatici (unità 12), valutazione dell’esposizione
professionale e ambientale a metalli accertati e/o sospetti cancerogeni
(unità 13), studio di casi di tumore nel comune di Taranto sulla base delle
evidenze scientifiche (tumore polmonare, mesotelioma pleurico, tumore
vescicole, tumori del sistema linfoemopoietico) (unità 14), realizzazione di
una mappa dei rischi occupazionali e della prevalenza dei fattori di rischio
(unità 15), studio dell’esposizione della popolazione di Taranto, Statte,
Crispiano e Massacra ad inquinanti presenti nell’aria (unità 16), GIS
(sistema informativo geografico) e individuazione dei fattori di valutazione
del rischio per la salute umana (unità 17).
Mica poco!
Ma cosa sapevamo noi cittadini del contenuto di tutte queste ricerche fino
ad ora? Nulla.
Abbiamo effettuato una verifica a tappeto di tutte le pagine web presenti su
Internet. Possiamo documentare con assoluta certezza che fino a ora nessuno
(tanto meno il Ministero della Salute) aveva divulgato le relazioni che
attualmente l’Arpa Puglia pubblica integralmente su richiesta di PeaceLink.
Questa è un’oggettiva sottrazione di informazioni che avevamo il diritto di
conoscere se non altro perché quelle ricerche le avevamo pagate con le
nostre tasse. Non abbiamo avuto a disposizione informazioni che sarebbero
servite per documentare meglio le nostre osservazioni presentate con altre
associazioni ambientaliste per l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e
per l’istanza alla Commissione Europea.
Pertanto da oggi invitiamo i giornalisti, i docenti, gli studenti e tutti
coloro che hanno a cuore l’ambiente a Taranto a collegarsi al sito
www.arpa.puglia.it per scaricare e studiare questa documentazione al fine di
utilizzarla nell’iniziativa scientifica e culturale in difesa della salute
dei cittadini.
Ma le sorprese non finiscono qui. PeaceLink è entrata in possesso anche di
un elenco di 72 esiti di analisi effettuate a Taranto dal 16 ottobre 2002 al
29 ottobre 2007 per verificare la presenza di diossina e PCB negli alimenti.
Sono analisi su latte bovino, mangime bovino, mangime per pesci, spigole,
orate, carne bovina, uova, latte e mitili. Tutte le analisi hanno dato esito
“conforme”, ossia non hanno fatto emergere quantitativi di diossina e PCB
sopra i limiti di legge. Come mai invece è bastata una sola analisi
commissionata da PeaceLink (marzo 2008) su un campione di formaggio pecorino
locale per certificare un significativo (e non isolato) superamento dei
limiti di legge? Dopo quella analisi sono seguite altre indagini della Asl
di Taranto che, sotto la direzione del dipartimento di prevenzione del dott.
Conversano, hanno confermato l’allarme di PeaceLink, evidenziando in vari
campioni preoccupanti sforamenti per la diossina e i PCB. Da allora sono
state analizzate le masserie e le relative greggi, i cui capi in questi
giorni vengono drammaticamente abbattuti. Come mai allora le 72 analisi
commissionate dal Ministero della Salute non hanno mai trovato una presenza
di diossina tale da far scattare l’allarme?
Stiamo parlando proprio di quel Ministero della Salute che ha tenuto nel
cassetto quelle 17 ricerche sull’inquinamento a Taranto che oggi il pubblico
può finalmente consultare on line.
Ma qual era lo scopo di quelle 72 analisi sulla diossina risultate tutte “a
norma”? “Effettuare la sorveglianza e il monitoraggio della presenza, negli
alimenti di origine animale, di residui di sostanze chimiche che potrebbero
essere dannose per la salute pubblica”, si legge del PNR (Piano Nazionale
Residui) in vigore dal 1988 con cui il Ministero della Salute ha promosso il
controllo della diossina a Taranto senza che lo sapessimo e inviando tutti i
campioni all’Istituto Zooprofilattico di Foggia.
Con che tipo di attrezzature in quell’Istituto siano state effettuate le
analisi?
Come mai le analisi non hanno riguardato pecore e capre che hanno pascolato
attorno all’area industriale di Taranto?
Le 17 ricerche sull’inquinamento mai divulgate e le 72 analisi sulla
diossina tutte “a norma” generano in noi inquietanti interrogativi.
Ma soprattutto ci chiediamo: quanto ci ha tutelato il Ministero della
Salute?
Alessandro Marescotti - Presidente di PeaceLink
http://www.peacelink.it
http://www.tarantosociale.org
Fonte: radiopopolaresalento.it
Odontotecnici & testo unico sulla
sicurezza, in arrivo i corsi di formazione
Confartigianato Imprese Arezzo: ‘In merito agli adempimenti sulla sicurezza
per tutte le categorie lavorative abbiamo preparato insieme alla struttura
Pmi Service-Geos un pacchetto di servizi specifici per la categoria degli
Odontotecnici. Le iscrizioni entro il 30 settembre’
E’ stato pubblicato lo scorso 30 aprile il decreto legge sulla sicurezza del
lavoro per tutte le categorie lavorative. A questo proposito Confartigianato
Imprese Arezzo informa di aver messo a punto insieme alla struttura Pmi
Service-Geos, un pacchetto di servizi specifici per la categoria degli
Odontotecnici.
In merito agli adempimenti del Testo Unico sulla Sicurezza per tutte le
categorie lavorative il datore di lavoro che non ha provveduto ad effettuare
una precedente Valutazione dei Rischi è obbligato ad effettuarla
immediatamente, mentre chi ha provveduto precedentemente ad una Valutazione
Rischi (D. Lgs 626/94) ha l’opportunità di una deroga fino al 31 dicembre
2008. Quali sono i principali adempimenti? Il datore di lavoro deve
considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e
computarli in un documento ove siano previsti anche i rischi connessi e i
vari dispositivi di protezione individuali e collettivi, non facendolo
andrebbe incontro a sanzioni quali l’arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da
5mila a 15mila euro. E prevista inoltre la Formazione Obbligatoria delle
figure della sicurezza e la figura del Medico Competente: tutti i lavoratori
sono sottoposti a sorveglianza sanitaria e la mancanza della nomina del
Medico Competente compromette la completezza del DUVR con relativa sanzione
da 3mila a 9mila euro.
‘Per quanto riguarda gli adempimenti per l’Associazione Provinciale degli
Odontotecnici associati è stato preparato un pacchetto di servizi da parte
della struttura Pmi Service-Geos, che prevede un Corso Responsabile Servizio
Prevenzione e Protezione della durata di 16 ore da effettuarsi in tre moduli
nella giornata di venerdì con data da destinarsi del costo di 125 euro –
dice Manuela Boncompagni, Coordinatrice dell’Associazione provinciale degli
Odontotecnici di Confartigianato – Un Corso addetto Antincendio della durata
di 4 ore del costo di 90 euro e l’elaborazione del Documento Unico
Valutazione Rischi con sopralluogo di un tecnico Pmi Service-Geos del costo
di 200 euro’.
‘Le iscrizioni ai corsi di aggiornamento dovranno essere effettuate entro il
30 settembre 2008 – conclude Boncompagni – Per chiarimenti tecnici ed
eventuali sopralluoghi presso i Laboratori è possibile contattare il
referente della Geos Danilo Biagioli (cell. 3475136900 - Segreteria Geos
0575/314650), il sig. Alessandro Lambardi Laboratorio Odontar (0575/984708)
e Confartigianato Imprese Arezzo (0575/314281)’.
Fonte: arezzonotizie.it
Immigrati: via a una campagna per
favorire l'integrazione
Programmazione anticipata dei flussi migratori,valorizzazione dei canali
regolari d'ingresso e nuove politiche per facilitare ancora di più la venuta
per lavoro in Italia di immigrati qualificati. A dettare le linee
programmatiche del Governo sul fronte immigrazione è il ministro del Welfare
Maurizio Sacconi, in occasione della presentazione, nella sede del ministero
del Lavoro, di una campagna di comunicazione per favorire l'integrazione
delle persone immigrate nel nostro Paese. Sacconi spiega, poi, come
l'Esecutivo stia ancora lavorando per ultimare l'esame delle oltre 700mila
domande di regolarizzazione pervenute e che presentano molte difficoltà. «Ma
non ci saranno sanatorie», assicura il ministro, anche se, al momento, è
difficile fare delle previsioni sul numero esatto di domande che saranno
accolte, ma, con ogni probabilità, verrà superato il tetto dei170mila posti,
attualmente disponibili. I maggiori problemi riscontrati nelle istruttorie,
continua il ministro, vengono, soprattutto, sul fronte delle domande di
regolarizzazione delle lavoratrici domestiche (380mila in totale): dove nel
ben 48% di casi sono state presentate da datori di lavoro immigrati. «È,
quindi, necessario - sottolinea Sacconi - un supplemento di indagine perché
potrebbero avere carattere elusivo».
E proprio sulla necessità di favorire una pacifica e serena convivenza tra
italiani e cittadini stranieri, punta la campagna di comunicazione, promossa
dal ministero del Lavoro, che, da ottobre, attraverso tour di contatto,
tornei di calcio a cinque e altre varie iniziative pubblicitarie su tv,
stampa, radio, affissioni e internet, toccherà le principali città italiane
interessate dal fenomeno immigrazione (Roma, Prato, Modena, Torino, Milano,
Brescia, Vicenza, Treviso, Venezia, Mantova, Bari, Lecce e Palermo), per
creare e sostenere tra i destinatari del messaggio un dialogo interculturale
effettivo e consapevole. La campagna avrà, anche, una tappa d'eccezione
all'interno del calendario del Festival "O'Scià", la manifestazione ideata
dall'omonima fondazione del noto cantautore Claudio Baglioni, in programma
nelle isole Pelagie dal 24 al 27 settembre.
L'iniziativa di comunicazione per i migranti, che durerà 9 mesi e costerà 1
milione e 564mila euro, si presenta con un'immagine: un ragazzo di colore
che lavora in un cantiere, con tanto di casco protettivo e completamente in
regola, che sorridendo, con proverbi o modi di dire tipici della località in
cui vive, spiega ai passanti che ci fa in Italia: «sono qui per lavorare!».
Durante i tour di contatto per l'integrazione verrà, anche, distribuito un
vademecum illustrativo, realizzato in 8 lingue per accompagnare il cittadino
straniero nel suo percorso d'integrazione: dal contratto di lavoro
all'iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all'apertura
di un conto corrente in banca. Una sezione della pubblicazione è dedicata
alle principali norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Argomento quanto
mai utile, sottolinea il ministro Sacconi, «considerato come, dai dati
amministrativi in nostro possesso, la popolazione immigrata risulti la più a
rischio di lavoro irregolare, con uno zoccolo duro di infortuni e morti
bianche, davvero inaccettabile».
Fonte: ilsole24ore.com
Confartigianato Enna: Normativa
settore agroalimentare
“Confartigianato” e i Servizi della s.r.l.”, alle imprese del settore
agroalimentare per adeguamento normative vigenti in materia di tutela
ambientale e Sicurezza.
Le norme che regolano la tutela ambientale e la sicurezza nei luoghi di
lavoro hanno raggiunto un alto grado di complessità e sono particolarmente
severe e rigorose.
Il Servizio Ambiente - Sicurezza – di Confartigianato Servizi srl si pone
come un valido strumento operativo in grado di aiutare le imprese che
operano nel settore alimentare, ad adempiere agli obblighi imposti e
supportando le stesse, anche in casi di controlli da parte degli organi di
vigilanza.
I servizi che ti offre Confartigianato Servizi Srl per metterti in regola
sono:
o Informazione costante e puntuale sulle normative vigente e sulle novità
legislative;
o Stesura manuale autocontrollo alimentare ( come da regolamento CE
852/2004)
ex D.lgs155/97(HACCP)
o Analisi alimentari tramite laboratorio convenzionato
o Consulenza periodica per la compilazione schede manuale autocontrollo
alimentare
o Consulenza e tenuta dei registri di carico e scarico rifiuti;
o Contratto con ditta smaltitrice autorizzata
o Redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR)
· Attività Formativa:
· Corsi per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione; (RSPP)
· Corsi per addetti al Pronto Soccorso;
· Corsi per addetti alla Prevenzione Incendi;
· Corsi alimentaristi in sostituzione al libretto sanitario
La Confartigianato Servizi srl , invita a tutti i datori di lavoro a recarsi
presso la sede sita in Enna alla via Borremans 53/f , per verificare insieme
la situazione della propria azienda, e offrirti una consulenza per tutti gli
adempimenti necessari che servono per metterti in regola.
Fonte: vivienna.it
Samarate - Blitz della direzione
provinciale del lavoro: nei guai tre datori di lavoro e un “coordinatore
della sicurezza”. Area sotto sequestro. Manca la sicurezza nel cantiere,
quattro denunciati
Passerelle strette, senza protezione con ferri appuntiti appena sotto,
capaci di ferire gravemente gli operai che potevano precipitare ai piani
sottostanti. E’ in quadro desolante che si è parato dinanzi al personale
della direzione provinciale del lavoro che ieri mattina, 16 settembre hanno
fatto irruzione in un cantiere di Somarate. Il luogo di lavoro, dove erano
in corso lavori edili per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro è
stato individuato dopo un accurato lavoro di intelligence e di appostamento
sul territorio. Alla fine gli agenti hanno trovato “significative violazioni
in materia di sicurezza”, “una situazione di estrema pericolosità per la
violazione delle più elementari norme”.
Gli Ispettori del Lavoro in forza alla Direzione Provinciale del Lavoro di
Varese, assieme ai Militari del Nucleo Carabinieri per la tutela del Lavoro
hanno posto sotto sequestro preventivo il cantiere, su benestare
dell’autorità giudiziaria. Al termine delle verifiche sono stati denunciate
in tutto quattro persone: 3 datori di lavoro ed un professionista in qualità
di Coordinatore per la sicurezza per gravi violazioni delle norme in materia
di sicurezza di cui al D.Lgs n.81/2008 (T.U. in materia di sicurezza).
“Ciò che risulta decisamente allarmante è la riscontrata mancanza – scrivono
gli inquirenti - , per quanto riguarda i lavoratori di dispositivi di
sicurezza, quali ad esempio cinture di sicurezza, ecc e fatto ancor più
grave è la possibile caduta dall’alto degli stessi, in quanto si muovevano
su passerelle strette, senza alcuna protezione con ferri appuntiti
sottostanti. Il controllo rientra nell’ambito della più vasta attività di
contrasto al lavoro nero e di controllo delle norme di sicurezza nei
cantieri edili che vede impegnato il personale ispettivo della Direzione
Provinciale del Lavoro di Varese ed i Militari del Nucleo Carabinieri per la
Tutela del Lavoro della medesima, al fine di garantire una costante e
puntuale presenza sul territorio”.
Fonte: varesenews.it
Envie: rifiuti abusivi, 7 persone
smaltivano senza permessi
Lunedì a Envie, i carabinieri della compagnia di Saluzzo,
coordinati dalla procura della repubblica presso il locale tribunale, hanno
effettuato un'operazione di servizio volta a controllare i laboratori della
pietra. Si è trattato di un'operazione svolta sulla stessa linea delle
attività dei mesi scorsi nella zona di Barge e Bagnolo Piemonte e che, come
allora, ha portato alla luce diverse violazioni della normativa in vigore
sia in materia di ambientale che in materia di sicurezza sul lavoro. Il
servizio, pianificato e condotto dai militari saluzzesi, si è avvalso del
prezioso supporto dei militari del 1° nucleo elicotteri di Volpiano (to) per
il controllo e la messa in sicurezza degli obiettivi e per la verifica
dell'eventuale presenza di fuggiaschi (lavoratori in nero o clandestini).
Anche la collaborazione del personale del nucleo operativo ecologico
carabinieri di Alessandria, di quello del nucleo ispettorato del lavoro di
Cuneo, dell'ausilio di operatori dell'agenzia regionale per la protezione
ambientale di Cuneo, dello Spresal di Saluzzo e dell'ufficio tecnico del
comune di Envie è stata di rilevante sostegno nello svolgimento dei
controlli.
Due delle ditte controllate sono state poste sotto sequestro e messe a
disposizione dell'autorità giudiziaria di Saluzzo, avendo i militari non
solo riscontrato la presenza di materiale definito 'rifiuto speciale' (quale
il legno trattato, la vetroresina combusta, la plastica, il metallo ed altro
materiale) collocato ed occultato nel sottosuolo - coperto con un copioso
strato di terra -, ma essendosi anche trovati di fronte a modifiche
sostanziali dell'ambiente circostante, tra l'altro sottoposto a vincoli
paesaggistici. Sono state quindi denunciate a diverso titolo sette persone,
proprietarie dei fondi e delle ditte di lavorazione, per violazioni alla
normativa ambientale. Nessun operaio extracomunitario non in regola è stato
sorpreso nel corso del servizio presso le suddette ditte, tuttavia il
personale del servizio di ispezione del lavoro di Cuneo, avendo riscontrato
la presenza di un lavoratore non in regola con la normativa
di settore, ha contestato violazioni di natura penale ed amministrativa. Sia
il personale dello Spresal che quello dell'Arpa hanno riscontrato specifiche
violazioni in materia sanitaria e di sicurezza sul lavoro e sono ancora in
corso ulteriori accertamenti, riservandosi eventuali ulteriori contestazioni
al termine dell'esame della documentazione richiesta e prelevata
nell'occasione presso le ditte.
Le aree artigianali della superficie di circa mq 6.000 complessivi e del
valore di oltre 60.000 euro, sono state sottoposte a sequestro preventivo e
probatorio. Questi interventi rientrano tra le diverse attività di controllo
del territorio e della verifica rispetto delle norme in materia aziendale. I
controlli nello specifico settore continueranno anche nelle prossime
settimane al fine di verificare il rispetto delle norme che regolano non
solo le attività nello specifico settore ma anche quelle relative alla
tutela dell'ambiente naturale e dell'ambiente di lavoro più in generale.
Fonte: targatocn.it
Corte di Giustizia europea - Sentenza con
la quale lo Stato italiano è stato condannato per non aver recepito le
direttive comunitarie in relazione all’obbligo posto a carico del
committente di nominare i coordinatori per la sicurezza nei cantieri
temporanei o mobili. Commento dell'Ing. Gerardo Porreca .
Considerata la sua importanza si trasmette in allegato il testo della
sentenza della Corte di Giustizia europea (Prima Sezione) del 25/7/2008,
emessa su ricorso della Commissione delle comunità europee, corredata di un
commento, con la quale lo Stato italiano è stato condannato per non aver
recepito le direttive comunitarie in relazione all’obbligo posto a carico
del committente di nominare, nel caso della presenza di più imprese, sempre
e senza deroga alcuna i coordinatori per la sicurezza nei cantieri
temporanei o mobili.
La decisione assunta dalla Corte di Giustizia appare clamorosa in quanto,
benché si riferisce ad una prescrizione contenuta nel D. Lgs. n. 494/1996
ora abrogato dal Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro di
cui al D. Lgs. n. 81/2008, è mirata anche allo stesso Testo Unico che di
fatti ha perpetrato nell'ordinamento giuridico italiano l’inadempimento alla
direttiva comunitaria oggetto della sentenza.
In altre parole ora, secondo gli indirizzi forniti con questa sentenza, il
legislatore italiano dovrebbe, salvo a voler affrontare un altro
procedimento parallelo da parte della Commissione delle comunità europee,
provvedere a modificare le disposizioni contenute nell'art. 90 del Testo
Unico, giudicate contrastanti con gli indirizzi della direttiva comunitaria,
e con particolare riferimento al comma 11 dello stesso articolo che, come è
noto, al posto delle condizioni di deroga già individuate con il D. Lgs. n.
494/1996 nella entità e nella rischiosità del cantiere, ha introdotto una
deroga all’obbligo di nominare il coordinatore in fase di progettazione che
riguarda i lavori privati e quelli non soggetti al permesso di costruire i
quali, come è noto, costituiscono una buona parte dei lavori esistenti oggi
in Italia.
Il testo ed il commento della sentenza sono consultabili sul sito
www.porreca.it all'indirizzo
http://www.porreca.it/Notizia%2029.2008.htm
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DOCUMENTO
Fonte: Ing. Gerardo Porreca
Linee guida per la riduzione del rischio
da vibrazione
Prassi e metodi per limitare gli effetti delle vibrazioni: il Rapporto
tecnico UNI CEN/TC "Vibrazioni al corpo intero - Linee guida per la
riduzione del rischio da vibrazione", elaborato dal Comitato tecnico europeo
"Mechanical vibration and shock".
È noto che le attività lavorative svolte a bordo di mezzi di trasporto o di
movimentazione espongono il corpo - e in particolare la colonna vertebrale -
a vibrazioni o impatti che possono risultare nocivi per i soggetti esposti.
Parliamo di macchine mobili, che vanno dai trattori alle macchine movimento
terra, dai camion agli autobus, dai carrelli elevatori alle imbarcazioni.
Gli effetti delle vibrazioni dipendono poi anche dalla loro frequenza,
direzione, intensità, presenza di urti, dal tempo di esposizione e dalla
postura dell’operatore stesso.
Sull'argomento è stato recentemente pubblicato il Rapporto tecnico UNI
CEN/TR 15172 "Vibrazioni al corpo intero - Linee guida per la riduzione del
rischio da vibrazione", elaborato a livello europeo dal CEN/TC 231 "Mechanical
vibration and shock".
La Parte 1 "Metodo tecnico progettuale per la progettazione delle macchine"
fornisce prassi e metodi per limitare gli effetti delle vibrazioni
meccaniche al corpo intero nelle posizioni degli operatori e metodi pratici
nei quali i pericoli delle vibrazioni al corpo intero associati con le
macchine mobili possono essere ridotti dalla progettazione della macchina (è
importante comprendere che progettazione e fabbricazione delle macchine
mobili sono operazioni complesse e richiedono estese competenze tecniche).
Il rapporto tecnico considera quattro importanti aspetti della riduzione
degli effetti insorgenti dall’esposizione a vibrazioni pericolose generate
dalle macchine:
1. identificazione delle sorgenti principali e delle modalità operative che
producono le vibrazioni che potrebbero essere pericolose alla salute e i
fattori aggiuntivi che potrebbero peggiorare gli effetti nocivi delle
vibrazioni per la salute degli operatori;
2. riduzione dell'ampiezza della vibrazione alla sorgente;
3. riduzione della trasmissione delle vibrazioni dalla sorgente
all'operatore;
4. adattamento ergonomico della posizione degli operatori: postura, campo
visivo.
Esso è destinato principalmente all’uso come linee guida per il personale
coinvolto nell’acquisto, uso, fornitura, commercializzazione o ispezione di
macchine mobili.
La Parte 2 "Misure di prevenzione sul posto di lavoro" delinea invece le
misure praticabili per la riduzione e il controllo dell’esposizione alle
vibrazioni al corpo intero nei posti di lavoro, per fornire un ausilio
professionale di tipo pratico ai datori di lavoro e ai funzionari
responsabili per la salute e la sicurezza. Il Rapporto tecnico UNI CEN/TR
15172-2 tratta l’identificazione e la riduzione dei rischi per la salute che
derivano dall’esposizione alle vibrazioni pericolose prodotte da macchine e
comprende: l’identificazione delle sorgenti principali delle vibrazioni al
corpo intero al posto di lavoro; la formulazione di una strategia per la
riduzione e il controllo dell’esposizione alle vibrazioni; l’implementazione
della strategia.
Il documento esamina le misure efficaci applicate nel contesto degli sforzi
dei responsabili dei luoghi di lavoro per proteggere i lavoratori dagli
effetti nocivi sulla salute del corpo intero prodotte da vibrazioni e dagli
urti.
Per informazioni tecniche: Divisione Meccanica,
meccanica@uni.com
Per informazioni commerciali: Diffusione UNI,
diffusione@uni.com
Fonte: Uni.
Decreto 81/08: obbligo di garantire il
miglioramento della sicurezza
Garantire il miglioramento
nel tempo dei livelli di sicurezza, un principio generale del D.Lgs. 81/08
ma anche un obbligo operativo: l'omissione del programma, all’interno del
documento di valutazione dei rischi, comporta conseguenze penali. Di R.
Dubini.
Garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza: principio
generale e obbligo operativo. Di Rolando Dubini, avvocato, tratto da Le
guide di Dada.net.
Il decreto legislativo n. 81/2008, sulla scorta anche della direttiva
europea quadro n. 391/89 e rafforzando la filosofia del d.lgs. n. 626/94,
insiste in più disposizioni sulla centralità del programma di miglioramento
nel tempo dei livelli di sicurezza, che il datore di lavoro deve
costantemente garantire nel tempo di svolgimento delle diverse attività
lavorative:
“Art. 2. Definizioni
1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto
legislativo si intende per:
q) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i
rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito
dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad
individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare
il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei
livelli di salute e sicurezza”.
Non solo tale principio del miglioramento continuo viene affermato a livello
definitorio, ma viene definito come una delle misure fondamentali di tutela
dei lavoratori:
“Art. 15. Misure generali di tutela
1. Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei
lavoratori nei luoghi di lavoro sono:
t) la programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il
miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso
l'adozione di codici di condotta e di buone prassi”.
Infine l'art. 28 - Oggetto della valutazione dei rischi - lo conferma come
uno degli elementi fondamentali e costitutivi del documento di valutazione
dei rischi lavorativi, laddove ricorda che detto documento deve, tra
l'altro, contenere “c) il programma delle misure ritenute opportune per
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza”.
Anche l'art. 35 - Riunione periodica – prevede al comma 2 che almeno una
volta all'anno nelle aziende con più di 15 dipendenti deve essere discusso
il documento di valutazione dei rischi, tra cui il programma di
miglioramento di cui all'art. 28 comma 1 lett. c) e al successivo comma 3 è
previsto che “nel corso della riunione possono essere individuati: (...) b)
obiettivi di miglioramento della sicurezza complessiva sulla base delle
linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro”.
Va poi ricordato che l'omissione del programma che garantisce le misure
opportune per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza di cui
all'art. 28 c. 1 lett. c del d.lgs. n. 81/2008 è punita dall'art. 55 comma 3
con l'ammenda da 3.000 a 9.000 euro, che non è soggetta a prescrizione
dell'Asl, e che richiede l'ausilio di un difensore in sede penale onde
proporre istanza di oblazione penale ex art. 162 bis del codice penale.
Rolando Dubini
Nota: si veda anche la proroga al 1° gennaio 2009 dell'adeguamento del
documento di valutazione dei rischi alle nuove indicazioni contenute nel
D.Lgs. 81/08, prevista dalla LEGGE 2 agosto 2008, n. 129 “Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, recante
disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi
di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga
di termini”.
Fonte: puntosicuro.it
Ascoli Piceno: Sicurezza sul lavoro, un
incontro fra sindacati e Provincia
La formazione in tema di
sicurezza sul lavoro questo è il tema centrale dell'incontro promosso oggi
dalle organizzazioni sindacali e la Provincia di Ascoli Piceno Assessorato
alla Formazione professionale. Un tema estremamente importante se
consideriamo che la maggior parte degli infortuni, oltre l'80% è causato
dalla mancata conoscenza dei rischi e dalla insufficienza e grave carenza
nell'informazione e formazione delle maestranze.
Proprio recentemente la Regione Marche ha trasferito a ciascuna delle
quattro province la somma di € 750.000,00 derivanti di fondi ministeriali
per attivare iniziative di formazione continua nel settore della sicurezza
lavoro tema.
I rappresentanti sindacali CGIL-CISL-UIL sottolineano che la formazione sul
tema della sicurezza è fondamentale come strumento di prevenzione capace di
arginare le "morti bianche", una notevole somma è stata messa a disposizione
ed è, pertanto, necessaria la collaborazione di tutti al fine di
razionalizzare gli interventi formativi con una ricaduta capillare su tutto
il territorio provinciale.
"In questa fase iniziale" riferisce l'Assessore Emidio Mandozzi "vogliamo
avviare un percorso di ascolto partendo dalle associazioni sindacali
cofirmatarie del Protocollo d'Intesa per l'integrazione e lo sviluppo di un
sistema efficace di prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di
lavoro, per proseguire poi con tutte le altre parti sociali (associazioni
datoriali, ordini professionali) che incontreremo nei prossimi giorni.
Queste risorse sono estremamente importanti e rappresentano un'occasione da
non perdere per tutte le imprese del territorio, formazione per altro
obbligatoria secondo le disposizioni dell'attuale testo unico sulla
sicurezza D.lgs. 81/2008."
Una volta conclusa, questa prima fase di ascolto - conclude il dirigente del
Servizio Formazione Professionale Maurilio Cestarelli - avvieremo le
procedure di evidenza pubblica che permetteranno agli organismi gestori
individuati dalla stessa normativa di presentare i bandi di formazione
rivolti ai responsabili e addetti sicurezza e prevenzione e protezione, ai
Rappresentanti dei lavori sulla sicurezza e ai lavoratori e preposti all'uso
di attrezzature di lavoro in quota.
Fonte: ilquotidiano.it
SCHIFANI: RECUPERARE SENSO COSTITUZIONALE
LAVORO. SICUREZZA ESSENZIALE
''Occorre oggi più che mai recuperare il senso costituzionale del lavoro, il
suo ruolo fondante, di base nel nostro patto costituente, il suo valore
insostituibile come strumento di crescita dell'individuo e di promozione di
condizioni di giustizia e eguaglianza sostanziale''. E' quanto ha
sottolineato il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso della
presentazione a Palazzo Giustiniani del libro postumo di Bruno Trentin
''diario di guerra'' alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano.
La seconda carica dello Stato ha rimarcato però come ''ancora molto deve
essere fatto per elevare il lavoro a quella altissima dignità individuale
collettiva che la nostra Costituzione ci chiede''. Il riferimento e' alle
''cronache drammatiche degli ultimi mesi'' alle morti bianche sul lavoro,
''indegne di un paese civile''.
''La sicurezza sul lavoro - ha ribadito con forza Schifani - e' un valore
essenziale la cui tutela deve risultare ferma e capillare e non solo oggetto
di drammatici titoli sui giornali".
Il presidente del Senato ha ricordato come, in tal senso, il parlamento
abbia fatto la sua parte adottando i provvedimenti necessari. E aggiungendo
quindi: ''Ora spetta alle imprese attuarli, e agli organi di controllo e
ispezione verificarne l'attuazione''.
''In questo ambito - ha concluso Schifani - si gioca la credibilità di una
democrazia matura e garantista, la concretezza della presenza dello Stato,
la serietà dei rapporti di lavoro".
Fonte: asca.it
Liguria - Troppi infortuni sul lavoro dal
rapporto annuale Inail
Aumentare le ispezioni sui luoghi di lavoro per contrastare efficacemente il
problema degli infortuni e delle morti bianche. È quanto chiesto da Alessio
Saso (Alleanza nazionale) alla Giunta con un’interrogazione che prende le
mosse dal rapporto annuale Inail sulla sicurezza sul lavoro. Secondo il
documento, infatti, gli infortuni denunciati in Liguria nell’ultimo anno
sono stati circa trentamila. Edilizia, industria dei metalli e trasporti
sono i settori più colpiti dagli infortuni.
«Il rapporto Inail registra un trend che non tende a diminuire – ha
denunciato Saso - mi sembra importante sottolineare due punti: se non
aumentano le ispezioni e i controlli, ai datori di lavoro spesso conviene
“rischiare”: per questo motivo bisogna potenziare le ispezioni sul
territorio. Un secondo punto riguarda un fattore culturale: parte degli
incidenti sul lavoro sono dovuti alla mancata trasmissione delle necessarie
professionalità, quindi alla formazione dei lavoratori sul campo. Un terzo
motivo riguarda stili di vita non appropriati che si stanno diffondendo
anche fra i lavoratori».
«La legge 30 approvata un anno fa - ha risposto l’assessore al lavoro
Giovanni Enrico Vesco - ha già dato risposte importanti su diversi fronti e
l’ispezione nei luoghi di lavoro sarà rinforzata. Tutte le organizzazioni
sindacali e l’Inail hanno manifestato interesse per i contenuti della legge.
Dal punto di vista della prevenzione, Inail ha portato avanti una campagna
informativa (a Genova con la mostra fotografica “Il rischio non è un
mestiere”) e la Regione ha sottoscritto un protocollo d’intesa con diversi
enti per promuovere la cultura della sicurezza e della legalità sui posti di
lavoro già a partire dalle scuole. Per quanto riguarda le piccole medie
imprese, che sono quelle maggiormente a rischio sul fronte della sicurezza,
abbiamo erogato finanziamenti per migliorare gli standard di qualità.
Abbiamo promosso l’interconnessione delle banche dati tra enti interessati».
«Si moltiplicano le figure che si interessano di sicurezza - ha ribadito
Saso – cose belle sulla carta, ma poi quando si verificano gli incidenti non
nessuno di prende le vere responsabilità. Ribadisco la necessità di
frequenti e diffuse ispezioni sui luoghi di lavoro, unico modo per
responsabilizzare imprenditori e lavoratori stessi».
Fonte: cittadellaspezia.com
Inail: a Torino firmato l’accordo
per la sicurezza in agricoltura
Il 1 agosto è stato firmato a Torino un protocollo per la sicurezza nei
luoghi di lavoro in agricoltura. L'accordo è stato sottoscritto dal Prefetto
di Torino Paolo Padoin, in rappresentanza del Gruppo di lavoro per la
sicurezza in agricoltura istituito presso la Prefettura, con il Comitato
Paritetico per la Sicurezza e salute sul luogo di lavoro (Cpsl) di Torino.
"Questa intesa favorirà la condivisione delle informazioni riguardanti il
lavoro agricolo" ha dichiarato Onofrio di Gennaro, direttore regionale
vicario dell'INAIL Piemonte "e nello stesso tempo servirà a promuovere la
cultura della sicurezza in un settore particolarmente esposto".
Il protocollo prevede infatti che il comitato paritetico (Cpsl) fornisca al
Gruppo di lavoro i dati sulla tipologia degli infortuni, sulle misure di
sicurezza applicate, e sulla presenza e le attività del medico competente.
Verrà realizzato, inoltre, un elenco annuale delle caratteristiche
produttive (produzioni, lavorazioni, etc.) maggiormente legate
all'insorgenza di infortuni e malattie professionali.
Attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, verranno poi
sviluppate azioni per migliorare la consapevolezza e la cultura della
sicurezza presso datori di lavoro e lavoratori e si provvederà alla
distribuzione di materiale informativo, anche in lingua straniera, agli
operai coinvolti. È prevista, inoltre, l'analisi degli infortuni
verificatesi in alcune aziende e la stesura di indicazioni riguardanti le
procedure di sicurezza da adottare.
Il Gruppo di lavoro, di cui fanno parte i rappresentanti dell'INAIL, ha
ritenuto utile l'avvio di questa formula operativa per gli ottimi rapporti
sperimentati dal Cpsl con le aziende agricole. Il Comitato opera
abitualmente con i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza a livello
territoriale (Rlst), per la diffusione della cultura della sicurezza nei
luoghi di lavoro e la conoscenza e il rispetto della normativa vigente.
Fonte: INAIL
MARCHE/SICUREZZA LAVORO: ASCOLI, NON
ABBASSARE LA GUARDIA
''Non bisogna mai calare l'attenzione sul tema della prevenzione e della
sicurezza nei luoghi di lavoro, che va affrontato sotto molteplici punti di
vista, primo fra tutti quello della formazione e informazione''. Lo ha
sostenuto stamane all'Hotel La Fonte di Portonovo, l'assessore regionale al
Lavoro delle Marche, Ugo Ascoli intervenendo all'apertura del IV Convegno
nazionale, organizzato dalla Società di Medicina Italiana del Lavoro e
Igiene Industriale(SIMLII), dedicata appunto alla salute, sicurezza e
prevenzione nei luoghi di lavoro.
Ascoli ha ribadito l'importanza di continuare a studiare approfonditamente
il problema anche se - secondo i dati INAIL - si registra un lieve
miglioramento sul numero degli incidenti. Tuttavia sono dati sempre
opinabili, dal momento che sfuggono gli infortuni accaduti nel ''lavoro
sommerso''.
Ugualmente - ha aggiunto Ascoli - non abbiamo la certezza delle statistiche
sulle malattie professionali, anche per la complessità della diagnosi.
Addirittura - ha continuato - le stime dell'Organizzazione Internazionale
del Lavoro, ci dicono che per ogni morte sul lavoro occorre calcolarne
almeno altre 4 a causa di malattie professionali. I dati INAIL , come spunto
di riflessione così parlano. Dal 2001 al 2007 in Italia si sono verificati 6
milioni e 740.161 infortuni sul lavoro registrati; i casi mortali sono stati
9.588. La tendenza va verso una leggera diminuzione di entrambe le voci.
Stessa tendenza anche per le Marche dove si registra un netto miglioramento
(non siamo più nella bassa classifica ma in posizione intermedia). ''Ma e'
anche vero - ha puntualizzato Ascoli - che se guardiamo i dati dal 2005,
cioè negli ultimi tre anni, nel corso dei quali gli infortuni sul lavoro
sono stati 100.079 di cui 105 mortali, la situazione non e' comunque
consolante. I soggetti maggiormente colpiti sono gli emigrati, i lavoratori
precari e i giovani. Rimane quindi un problema di grande spessore e che
rende più deboli i deboli, colpendo cioè fasce già vulnerabili di
popolazione, che non possiedono adeguati strumenti di conoscenza o di
esperienza''. La Regione Marche - e' detto in una nota - ha eletto a
priorità il tema della sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro e ''si
sta fortemente impegnando per la formazione e informazione, stanziando ogni
anno - ha concluso Ascoli - una notevole quota delle risorse FSE per la
realizzazione di percorsi formativi''. Ecco, quindi, la scelta di formare le
nuove figure dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e
degli Addetti dei servizi di prevenzione e protezione aziendale, attraverso
gli studi e le ricerche del Dipartimento Scienze sociali della facoltà di
Economia.
Fonte: asca.it
Cuneo: sicurezza sul lavoro, deciso
protocollo d'intesa
Un protocollo d'intesa raccoglierà proposte e ipotesi di lavoro avanzate dal
Coordinamento provinciale in materia di sicurezza sul lavoro riunito oggi
dal presidente Raffaele Costa. “La Giunta provinciale – ha spiegato Costa –
ha ricevuto dal Consiglio un compito preciso: far sì che l'esperienza
maturata nelle prime azioni del Coordinamento provinciale non vada perduta.
Si tratta di un compito difficile, ma nello stesso tempo stimolante.
Assistiamo ad una guerra, subdola, che miete vittime innocenti ogni giorno:
padri, madri di famiglia, fratelli, amici. Il conto delle vittime rischia,
perfino, di tramutarsi in una irreversibile assuefazione, un arrendersi
all'evento ormai considerato come ineluttabile”. I dati provinciali rilevano
una situazione preoccupante: le vittime da gennaio a luglio 2008 sono state
11 a Cuneo, 4 ad Alessandria, 4 ad Asti, 3 a Novara, 1 a Biella, 18 a
Torino, 1 a Vercelli. I morti sul lavoro nell'intero Piemonte sono, quindi,
fino ad oggi 42 (erano 66 nel 2007). “Dobbiamo – ha continua Costa – creare
un punto di confronto e di studio anche utilizzando forme flessibili sul
fronte organizzativo per: approfondire l'analisi dei dati di fonte Inail e
Asl, favorendo una contestualizzazione territoriale del fenomeno infortuni;
diffondere, nel mondo della scuola e della formazione professionale, una
vera e propria cultura della prevenzione e della sicurezza, attraverso il
co-finanziamento o comunque la promozione di moduli formativi specifici;
promuovere la formazione sui temi della sicurezza nelle aziende, in
particolare nei settori e per le categorie dei lavoratori maggiormente a
rischio; garantire la mediazione territoriale con le iniziative
tecnico-politiche di settore portate avanti da altre realtà istituzionali.
Quanto alle modalità pratiche, auspico si riesca ad individuare una forma
giuridica agile e flessibile, un luogo di studio e dialogo, uno stimolo
maggiore per interrogarsi sul tema e suggerire soluzioni pratiche per dare
risposte concrete ai bisogni della popolazione provinciale”.
L'assessore al Lavoro, Angelo Rosso, si è fatto portavoce di un appello alla
creazione della cultura della sicurezza capace di coinvolgere tutti gli
attori del mondo dell'occupazione: “In caso di incidente – ha ricordato – la
prima vittima è l'infortunato, ma le conseguenze investono l'intero sistema
sociale composto dalle famiglie dei lavoratori, dalle aziende e dagli stessi
imprenditori”. Il tavolo ha accertato la disponibilità delle parti a
continuare l'esperienza del Coordinamento provinciale, senza volersi
sostituire al Comitato regionale di coordinamento, ma come opportunità
ulteriore per maggiori contributi sul tema. Numerosi anche i suggerimenti e
gli argomenti trattati durante i lavori: oltre agli aspetti tecnici,
l'attenzione dei relatori si è concentrata su mondo dell'agricoltura e
lavoratori interinali, formazione e inserimento dei giovani, azioni mirate
nelle scuole, organi di controllo. Hanno partecipato al dibattito Silvia
Revello dell'Inail, il sostituto procuratore Ezio Basso della Procura della
Repubblica di Mondovì, Santo Alfonzo dello Spresal Asl Cn 1, Luciano Roccati
dell'Ispesl (Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro), Alfonso
Territo della Cisl, Roberto Giobergia per Coldiretti, Gianni Mariano del
Comando provinciale vigili del fuoco, Anna Cacciatore dello Spresal Asl Cn
1, Bruno Carli di Confcooperative, Mauro Gola per Confindustria, Diego
Tampalini di Confcommercio, Santina Bruno dello Spresal Asl Cn 2. Al tavolo
erano presenti anche il presidente del Consiglio provinciale Giorgio
Bergesio, il vice-presidente Giulio Ambroggio, oltre a rappresentanti di
Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) e Carabinieri.
Fonte: targatocn.it
Lanciano (Chieti)- SICUREZZA LAVORO: AL
VIA CORSO PER RESPONSABILE PREVENZIONE
Al via il corso per “responsabile di servizio di prevenzione dai rischi”
(RSPP) a Lanciano, organizzato dal Cna di Chieti. Il corso, che si terra’
presso l’hotel “Villa Medici”, e’ rivolto a tutte le imprese con uno o piu’
dipendenti. Al corso, della durata di 16 ore, potra’ partecipare
esclusivamente il titolare/legale rappresentante dell’impresa. Ogni anno, si
legge in una nota del Cna, nella sola provincia di Chieti, si registrano
piu’ di 1000 infortuni nel solo settore dell’artigianato, quasi la meta’
degli incidenti nel settore costruzioni (455 anno 2007). La maglia nera,
conclude la nota, va alla provincia di Chieti con 1019 infortuni, il maggior
numero in tutta la regione (3.470), seguita da Teramo, Pescara e L’Aquila.
Fonte: aziende-oggi.it
Prato - Uno spazio per i rappresentanti
dei lavoratori per la sicurezza
Uno spazio dove poter
confrontare opinioni e per approfondire i temi relativi alla sicurezza sul
lavoro. E' quanto e' possibile fare da ora in poi al Centro per l'impiego
Fil di Prato.
La provincia ha accolto la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori per
la sicurezza nel corso dell'ultima conferenza provinciale del settore. Il
luogo, che vuole essere un volano per il trasferimento delle esperienze, si
pone come punto di riferimento anche per chi e' stato appena nominato o e'
al di fuori del mondo sindacale. La stanza ha in dotazione anche un computer
con allacciamento ad internet e presto avra' un numero di telefono riservato
a questo particolare utilizzo. Il punto d'incontro sara' disponibile ogni
giovedi' pomeriggio dalle 15 alle 18, a partire dal 18 settembre.E' gia'
attiva una casella di posta elettronica alla quale i rappresentanti per la
sicurezza possono rivolgersi. L'indirizzo e' pisll-rls@usl4.toscana.it.Intanto
al Centro per l'impiego sta per partire il prossimo corso di 32 ore
(obbligatorio) per i nuovi RLS, mentre 5 seminari di aggiornamento (i temi
sono alcool e alimentazione, lavoratrici gestanti e madri, lavoro in quota,
rumore e vibrazioni) sono in preparazione.
Fonte: toscanatv.com
Mozione dal 53° Congresso Nazionale: come
cambia la responsabilità degli Ingegneri
"Costituzione, etica e
cultura della responsabilità" è il tema affrontato nell'appuntamento annuale
degli Ingegneri, occasione in cui gli stessi hanno ragionato sulla sfida
della sostenibilità e sui problemi che ne derivano nei diversi profili -
politico, tecnico-scientifico ed etico culturale - anche per gli
appartenenti alla categoria.
La mozione congressuale elaborata nel Congresso Nazionale di La Spezia muove
dai riscontrati "problemi sistemici" suscitati dagli obiettivi di
sostenibilità, i quali richiedono un radicale cambiamento di rotta dei
modelli economici e degli odierni stili di vita altamente energivori. Il
documento esprime l'ampliamento dei confini tracciati di recente al concetto
di responsabilità per i professionisti dell'ingegneria ed il proposito di
promuovere nel futuro il ruolo strategico dell'ingegnere nella società, in
particolare per le problematiche etiche ed ambientali, attraverso
l'assunzione, da parte del CNI, del ruolo di promotore di un Comitato
Nazionale di Etica Ambientale in affiancamento al Comitato Nazionale di
Bioetica.
A seguito di considerazioni, i rappresentanti degli ordini degli Ingegneri
d'Italia hanno convenuto, tra l'altro:
l'impegno degli Ordini Provinciali ad avviare contatti con le Facoltà di
Ingegneria per favorire l'aumento, in Italia, del numero di insegnamenti di
etica ambientale, oggi già attivi in una decina di atenei;
la messa a punto da parte del CNI del Codice di un codice di condotta etico
e della Carta di Qualità del Servizio Professionale di cui agli art. 26 e 37
della direttiva UE 2006/123/UE.
SCARICA
DOCUMENTO
Fonte: ingegneri.info
Contro gli incidenti nei cantieri a
Milano arriva il badge "controllore"
Sottoscritto un
accordo tra Provincia, sindacati e Assimpredil. Tra le misure previste anche
il dispositivo che non solo limiterà l'accesso al luogo di lavoro solo a chi
è in regola con l'attrezzatura ma verificherà anche il rispetto generale
della normativa sulla sicurezza
MILANO - Scende in campo la tecnologia contro gli infortuni e il lavoro nero
nei cantieri. La Provincia di Milano ha infatti sottoscritto un accordo con
organizzazioni sindacali e Assimpredil per tutta una serie di misure da
adottare nei cantieri pubblici. Tra questi un badge elettronico che ciascun
lavoratore dovrà indossare per poter entrare nei cantieri: un dispositivo
grazie al quale sarà possibile non solo verificare la regolarità del
lavoratore ma anche il suo rispetto di tutte le norme di sicurezza. "E' un
passo molto importante contro il dramma degli incidenti sul lavoro", ha
detto il presidente della Provincia Filippo Penati, "e mi auguro che anche
la società che dovrà gestire tutte le opere relative all'Expo 2015 lo
sottoscriva".
Alla firma dell'accordo era presente anche il prefetto di Milano, Gian
Valerio Lombardi, che si è impegnato a richiamare l'attenzione sul
protocollo sia di tutti i comuni della provincia che delle aziende private.
Il protocollo diventerà immediatamente esecutivo nel prossimo cantiere che
la Provincia sta per aprire, quello del Palazzo dell'Innovazione in via
Soderini. Sarà, inoltre, applicato tra qualche mese per la costruzione della
sede della nuova provincia di Monza e Brianza.
Fonte: INAIL
A Prato nasce il punto di incontro per la
sicurezza sul lavoro
Al Centro per l’impiego la
Provincia rende disponibile uno spazio che sarà aperto il giovedì
pomeriggio, a partire dal 18 settembre
Uno spazio per potersi incontrare, scambiare esperienze e confrontare
opinioni in ‘campo neutro’, ma anche per approfondire alcuni temi invitando
esperti, tecnici e professionisti. E’ quanto avevano richiesto i
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nel corso dell’ultima
conferenza provinciale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Provincia di Prato ha risposto all’appello e ha messo a disposizione una
stanza presso il Centro per l’impiego (via Galcianese 20/F).
Questa mattina l’assessore al Lavoro della Provincia Paola Giugni, Leandro
Innocenti della Cgil, Gianni Rizzuto della Cisl e Alfredo Zallocco
responsabile del Servizio sicurezza dell’Asl 4 hanno presentato il punto
d’incon-tro alla stampa insieme ad alcuni RLS. Tutti hanno sottolineato come
creare un luogo di riferimento per i RLS (che nella provincia sono circa
7-800) significa offrire loro l’opportunità di confrontarsi e dare risposta
concreta a problemi di cui sono responsabili.
“Al centro per l’impiego si riunisce anche il tavolo per la sicurezza e gli
esperti che vi partecipano possono essere un altro sostegno per i
responsabili della sicurezza, che svolgono un compito difficile e hanno
bisogno di formazione e aggiornamento”, ha detto Giugni. “Quello che spesso
ci chiedono è di non essere lasciati soli e il compito di questo luogo è
proprio questo, fornire un supporto anche a chi è stato appena nominato o è
al di fuori del mondo sindacale”, ha proseguito Innocenti. Rizzuto ha
aggiunto che il ‘punto d’incontro’ deve diventare un volano per il
trasferimento delle esperienze, “fare il responsabile per la sicurezza è
spesso complesso, nelle aziende si contrattano anche diritti basilari e ci
si espone in prima persona”. Zallocco infine ha concluso ricordando come nel
nuovo testo unico sulla sicurezza i RLS abbiano assunto un ruolo decisivo
soprattutto in ambito territoriale e come nel nostro distretto, composto
nella quasi totalità da aziende piccole siano uno strumento fondamentale”.
La stanza ha in dotazione anche un computer con allacciamento ad internet e
presto avrà un numero di telefono riservato a questo particolare utilizzo.
Il punto d’incontro sarà disponibile ogni giovedì pomeriggio dalle 15 alle
18, a partire dal prossimo giovedì, 18 settembre, grazie anche al contributo
di alcuni RLS ‘storici’ che operano nelle aziende del territorio.
CGIL, CISL, UIL e l’ASL di Prato si sono dichiarati disponibili a
collaborare per il buon funzionamento del punto d’incontro mentre da tempo è
attiva una casella di posta elettronica alla quale i RLS possono rivolgersi.
L’indirizzo è pisll-rls@usl4.toscana.it.
Intanto al Centro per l’impiego sta per partire il prossimo corso di 32 ore
(obbligatorio) per i nuovi RLS, mentre 5 seminari di aggiornamento (i temi
sono alcool e alimentazione, lavoratrici gestanti e madri, lavoro in quota,
rumore e vibrazioni) sono in preparazione.
Fonte: intoscana.it
PREVIDENZA: DAMIANO, CI ASPETTAVAMO
APPLICAZIONE PROTOCOLLO
“Al posto del commissariamento, ci saremmo aspettati l’applicazione del
protocollo di luglio: vale a dire il piano industriale e la nomina dei
Consigli di indirizzo e vigilanza”, lo ha detto l’ex ministro del Lavoro
Cesare Damiano a margine del convegno di oggi del Pd sulla riforma della
Previdenza. Damiano si augura che “il commissariamento a termine di sei mesi
vanga utilizzato per concludere la riforma e si provveda alla nomina dei Civ”.
L’ex ministro ha ricordato che “all’atto del passaggio di consegne dal
governo Prodi al nuovo, io ho portato al ministro Sacconi un dossier
relativo alla riforma degli Enti”. Quello che oggi, afferma l’esponente del
Pd, “ribadiamo e’ l’obiettivo: quello di perseguire un Welfare di qualita’
che guardi alle giovani generazioni e una razionalizzazione che preveda
anche risparmi ai fini indicati dal Protocollo del 2007. Risparmi per 3,5
miliardi di euro in 10 anni dal 2008 al 2017. Risorse che vanno anche
all’obiettivo di applicare il protocollo”. Ma che non sono legate al ‘SuperInps’:
“non abbiamo mai proposto il SuperInps e insistiamo sulla riforma su due
poli: un quello della sicurezza, tanto piu’ utile con la riforma sulla
sicurezza del lavoro, per l’Inail. Il secondo assicurativo: Inps per il
privato e Inpdap per il settore pubblico”.
Sulla riforma in questa direzione “registriamo larga convergenza.
Condividiamo l’avviso comune delle parti sociali che indica l’esigenza di un
modello duale di gestione e di sorveglianza. Il Pd svolgera’ una forte
azione parlamentare per andare in direzione della riforma. Mi auguro che cia
sia grande convergenza”
Fonte: stato-oggi.it
CONFINDUSTRIA: A Este si parla della
sicurezza nei luoghi di lavoro
Un road show in sei tappe per
spiegare agli imprenditori le novità del testo unico sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro e l'impatto che avrà sull'organizzazione aziendale. È
l'iniziativa di Confindustria Padova, che conferma l'impegno per la
prevenzione e la sicurezza al fianco delle imprese e dei lavoratori
promuovendo sei incontri itineranti con esperti nelle sedi di Padova e delle
Delegazioni territoriali. Si parte oggi da Este, dalle 17.30 alle 19.30,
nella sede della Delegazione atestina di Confindustria (via Cavour 89/a). Il
road show proseguirà quindi nel mese di settembre, giovedì 18 nella
Delegazione Confindustria Ovest-Colli a Rubano, giovedì 25 a Camposampiero,
venerdì 26 a Piove di Sacco, lunedì 29 a Cittadella, martedì 30 nella sede
di Confindustria Padova, sempre con inizio alle 17.30.
Fonte: gazzettino.it
inail: Nel 2007 denunciati in Italia
12.912 infortuni agli insegnanti e 90.478 agli studenti.
E' iniziato l'anno scolastico
2008/2009 per gli studenti lombardi, i primi a ritornare sui banchi di
scuola. Oggi è la volta della Provincia autonoma di Bolzano, mentre per
tutti gli altri la scuola inizierà il 15 settembre. Gli ultimi a rientrare
nelle aule scolastiche, saranno il 17 settembre gli studenti della Sicilia.
Gli insegnanti, al pari degli altri lavoratori, sono assicurati all'Inail se
rientrano nel campo di applicazione del Testo unico dell'assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro, ossia se per lo svolgimento della loro
attività fanno uso di macchine elettriche o frequentano un ambiente dove
tali macchine sono presenti o sono direttamente adibiti ad attività che si
configurano come esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche ed
esercitazioni di lavoro. L'attività di educazione fisica e quella
ludico-motoria sono assimilate all'esercitazione pratica. Gli studenti, per
il fatto che, a differenza degli insegnanti, non hanno un rapporto di
lavoro, sono assicurati in via eccezionale per gli infortuni che accadono
nel corso delle esperienze tecnico-scientifiche e delle esercitazioni
pratiche e di lavoro previste dalla specifica disposizione del punto 28
dell'art. 1 del TU del 1965, con esclusione degli infortuni, come quelli in
itinere, non connessi alla specifica attività per la quale sussiste
l'obbligo di legge. Gli studenti, peraltro, sono tutelati anche durante i
viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo.
Gli ultimi dati relativi agli infortuni denunciati all'Inail per le scuole
pubbliche e private parlano, per l'anno 2007, di 12.912 infortuni denunciati
per gli insegnanti e di 90.478 infortuni per gli studenti.
La Lombardia è la regione in cui si infortunano più alunni e professori. Gli
arti inferiori degli insegnanti sono quelli più colpiti da infortunio per
questa categoria, mentre quelli superiori lo sono per gli studenti.
Fonte: INAIL
Teramo, con 'Safer' più salute e
sicurezza sul lavoro
L'assessore Francesco Zoila:
''Il progetto mira a costituire una rete tra gli attori territoriali
interessati e a migliorare il grado di consapevolezza-conoscenza dei
lavoratori''
Al via il progetto 'Safer' (Sicurezza e Attenzione fino all'Esclusione dei
Rischi) per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro della provincia di
Teramo. Nella sede dell'ente, si e' costituito il nucleo centrale di
coordinamento, del quale fanno parte la provincia, in qualità di ideatrice e
coordinatrice del progetto, e i soggetti territoriali istituzionalmente
interessati: Inail, Inps, Direzione Provinciale del Lavoro, Asl, Camera di
commercio e ISPESL.
Francesco Zoila, assessore provinciale al Lavoro e Formazione professionale,
parla con LABITALIA dell'iniziativa che verrà presentata ufficialmente a
settembre. ''Il progetto -afferma- mira a raggiungere due obiettivi:
costituire una rete, stabile e dinamica, tra gli attori territoriali
interessati dalle tematiche legate alla salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro e migliorare il grado di consapevolezza-conoscenza dei lavoratori al
fine di creare una nuova cultura a partire dai giovani, attraverso azioni
mirate di formazione''.
''La provincia -ricorda- punta a realizzare una governance condivisa e
partecipata sul tema della salute e della sicurezza, a definire in maniera
approfondita e moderna il concetto di sicurezza e a formare datori,
lavoratori e giovani sulle tematiche, sensibilizzando il territorio e dei
suoi agenti sulle evidenze del progetto".
Il progetto 'Safer' prevede l'istituzione di uno sportello informativo e di
sensibilizzazione che rappresenta il primo atto formale del Nucleo centrale
di coordinamento finalizzato a creare uno strumento operativo per dare corpo
e forma alle azioni dell'intervento. L'attivita' centrale e strategica dello
sportello sarà quella di garantire una corretta, completa, comprensibile e
utile informazione inerente tutte le tematiche collegate alla sicurezza e
salute nei luoghi di lavoro. A fornirla saranno chiamati esperti e
professionisti del campo, individuati dai membri del nucleo in relazione a
quelle che sono le proprie competenze.
Lo sportello potra' essere ubicato a livello centrale (ad esempio, presso il
settore Lavoro della provincia di Teramo) oppure potra' essere itinerante e
ospitato presso le sedi dei quattro centri per l'impiego provinciali. La
ratifica della sua istituzione dovra' avvenire nel corso della prima
riunione del Nucleo. Soltanto successivamente, e comunque non oltre il mese
di novembre, dovranno essere dettagliate le sue funzioni e individuati gli
esperti che saranno chiamati a presidiarlo, al fine di renderlo
immediatamente operativo.
In collaborazione e con il cofinanziamento dell'Inail, sempre a partire dal
mese di novembre, e fino a marzo 2009, saranno avviati corsi di formazione
per gli imprenditori e i loro familiari coinvolti attivamente nell'impresa.
Parallelamente, sarà condotta una campagna di informazione-sensibilizzazione
presso le ultime classi delle scuole, privilegiando gli istituti tecnici.
L'area di intervento per la sperimentazione sarà quella della Val Vibrata
Fonte: adnkronos.com
regione marche: Oltre 7 milioni di
euro alle Province per apprendistato e formazione lavoro
La somma è stata così suddivisa: 1 milione e 229mila euro ad Ancona, 1
milione e 173mila euro a Pesaro. Seguono Ascoli e Macerata con 997mila e
792mila euro
Ancona, 13 agosto 2008 - Sette milioni e 193mila euro. E' questa la somma
che la Regione Marche assegna alle amministarzioni provinciali in tema di
lavoro. In particolare 4 milioni e 193 mila euro saranno destinati alle
attività relative all'apprendistato, 3 milioni per la formazione continua.
La somma è stata decisa da due distinte deliberazioni approvate, su
iniziativa dell'assessorato regionale all'istruzione, formazione, lavoro,
nell'ultima seduta prima della pausa estiva. La ripartizione alle Province
si è basata per l'80% sulla percentuale degli apprendisti occupati sul
territorio di riferimento - complessivamente 32.404 - e per il 20% in base
agli apprendisti formati nel 2007, pari a 5.759 su tutto il territorio
regionale.
Le assegnazioni sono state cosi suddivise: alla Provincia di Ancona, con una
percentuale del 27% di apprendisti occupati (8.750) e il 38,5% (2.221) di
formati spetta 1 milione e 229 mila euro; a Macerata con il 22,2% (7.215) di
occupati e 5,42 % (312) 792.553 mila euro; ad Ascoli Piceno 997.611 mila
euro, somma corrispondente al 27,06 % di apprendisti occupati (8.768) e
10,71 (617) occupati; a Pesaro-Urbino 1 milione e 173 mila euro,
caratterizzata da una percentuale del 23,6 per gli occupati (7.671) e il
45,3% di formati (2.609 apprendisti).
La giunta regionale, con lo stesso atto, ha fissato anche le linee di
indirizzo e le priorità nell'impiego delle risorse: la prosecuzione di
interventi avviati; la formazione degli apprendisti minori che abbiano
assolto l'obbligo scolastico, il vincolo, oltre che delle 120 ore di
formazione esterna, anche di realizzare anche moduli aggiuntivi;
l'ampliamento dell'offerta formativa attraverso le opportunità messe a
disposizione dal Fondo Sociale Europeo. Inoltre una quota di risorse (10%),
dovrà essere utilizzata per le azioni di accompagnamento collegate alle
attivita formative che dovranno concludersi entro il giugno 2009.
Per quanto riguarda la somma di 3 milioni destinati alla formazione continua
per l'anno 2008, la relativa deliberazione prevede che le somme siano
impiegate dalle Province per accrescere le competenze dei lavoratori nel
settore della sicurezza del lavoro. Sono state assegnate quindi quote
paritarie di risorse: 750 mila euro ad ognuna delle quattro Province.
Il tema della sicurezza sul lavoro rappresenta una delle priorità
strategiche della Regione e inserito ampiamente nel Programma
dell'Occupazione e nel Piano delle Politiche attive del lavoro 2007-2009.
Gli interventi da considerare prioritari sono, dunque, la formazione delle
nuove figure dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e degli
addetti dei servizi di prevenzione e protezione aziendale. Nel settore
edilizio, prioritari gli interventi formativi in favore degli addetti alle
attrezzature di lavoro in quota.
Fonte: ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com
MACERATA/PROVINCIA: CHECK UP PER LA
SICUREZZA SUL LAVORO E L'AMBIENTE
Macerata - Si chiama ''Check up
sicurezza e ambiente'' ed e' l'iniziativa che la Provincia di Macerata ha
approvato e cofinanziato su progetto dell'associazione di categoria
Casartigiani. Obiettivo e' quello di verificare lo stato di attuazione degli
adempimenti che le aziende sono chiamate a compiere. In pratica il progetto
permette alle imprese di effettuare un controllo gratuito per verificare la
propria situazione rispetto alla normativa in materia di sicurezza sul
lavoro, ambiente, risparmio energetico.
''L'Amministrazione provinciale - ha detto l'assessore Daniele Salvi - tiene
molto alla questione della sicurezza sui luoghi di lavoro per la quale ha
anche istituito un apposito Tavolo di coordinamento coinvolgendo gli enti
competenti e le varie associazioni sindacali e degli imprenditori''. ''Check
up'' si snoda su vari interventi. Tra questi l'apertura di dieci sportelli
informativi sul territorio (Macerata, Civitanova, Tolentino, Recanati, San
Severino, Treia, Montefano, Ripe San Ginesio, Pieve Torina e Cingoli) presso
studi di consulenza e strutture di servizi alle imprese. La consulenza
gratuita, da parte di operatori qualificati, si svolgera' sia presso tali
sportelli, sia direttamente nella sedi delle aziende. L'adesione della
Provincia di Macerata non e' solo economica, ma l'assessorato provinciale
alle Politiche del Lavoro avra' un ruolo di partecipazione attiva
nell'attuazione del progetto, definendo - di concerto con Casartigiani - il
piano operativo ed affiancando l'associazione nella fase esecutiva.
L'approvazione del progetto ''Check up sicurezza e ambiente'' fa seguito ad
altre iniziative promosse dalle associazioni di categoria del settore
artigiano che la Giunta provinciale ha deciso di sostenere. Una di queste e'
quella promossa dalla Confartigianato in materia di imprenditoria giovanile,
denominata ''Progetto Domani'' e un'altra e' stata proposta dalla Cna in
materia di logistica. Per quest'ultima, che e' rivolta principalmente al
distretto calzaturiero, recentemente e' stato sottoscritto un protocollo
d'intesa con l'adesione anche della Provincia di Ascoli Piceno.
Fonte: asca.it
Una Carovana di pace contro la strage
delle morti sul lavoro
I morti: 679. Gli infortuni:
679mila. Gli invalidi: 16mila dall’inizio dell’anno. La guerra in casa
nostra si chiama lavoro. Per combatterla non bastano i proclami né gli
eserciti, serve «un’alleanza politica, sociale e culturale». Quell’alleanza
che Cesare Damiano e Beppe Giulietti vogliono saldare con la “Carovana per
un lavoro sicuro” di Articolo 21, al via il cinque settembre dalla Mostra
del Cinema di Venezia. Un tour fra le piazze, le scuole, gli auditorium e i
luoghi d’incontro delle città simbolo delle stragi bianche. Dal capoluogo
veneto, dove verranno proiettati i film sulla tragedia della ThyssenKrupp di
Mimmo Calopresti (“La fabbrica dei tedeschi”) e di Pietro Balla e Monica
Repetto (“ThyssenKrupp Blues”), fino a Mineo (Catania), dove l’11 giugno
persero la vita sei operai in una cisterna del Comune. In mezzo le tante,
troppe, piazze sulle quali gravano il ricordo e i nomi dei caduti sul
lavoro.
Un’iniziativa che nasce innanzitutto dal monito del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché si possa sempre tornare a casa dopo
il lavoro. Ma un’iniziativa che - vogliono precisare i due padrini, l’ex
ministro del Lavoro Damiano e l’esponente dell’Idv e portavoce di Articolo
21 Giulietti - «non è di propaganda, ma di contenuto: per continuare la
lotta al lavoro nero e alla precarietà, per applicare realmente il
protocollo del luglio 2007, approvato da 5milioni di lavoratori, per
difendere il Testo Unico su Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro firmato
dal governo Prodi». Per questo e «perché non si accendano i rilfettori su
questa guerra solo quando è la cronaca nera ad imporlo», aggiunge Giulietti.
Tante le adesioni già arrivate dal mondo politico, sindacale, dello
spettacolo e della cultura. Attori e registi, cantanti e poeti, sindaci e
parlamentari, familiari delle vittime e cittadini. Adriano Celentano, di cui
il 4 settembre a Venezia verrà riproposto Yuppy Du, primo film sulle stragi
bianche, e Claudia Mori, sono stati tra i primi ad unirsi alla Carovana. Ma
anche “Busta” dei Subsonica è del tour, con il suo gruppo che si esibirà a
Torino il 6 dicembre in occasione del passaggio della manifestazione. O
Daniele Segre, di cui verrà proiettato “Morire di lavoro” a Mineo in
occasione del passaggio della Carovana il 26 settembre. Fiorella Mannoia
promette di parlarne durante i suoi concerti, così come Mariella Nava, tra
l’altro autrice di «Stasera torno prima», brano scritto e cantato contro le
morti sul lavoro. E tra i cantanti ci sono anche quelli del Banco di Mutuo
soccorso, storica band di rock progressivo italiano. C’è il teatro con, tra
gli altri, Ottavia Piccolo che sta prerando delle letture dal Metello di
Pratolini, libro che tocca da vicino il problema delle morti sul lavoro
nella Firenze di fine ‘800.
Di «grande iniziativa di civiltà» parla Marco Muller, direttore della Mostra
di Venezia, quando spiega le ragioni dell’adesione del suo Festival alla
“Carovana per il lavoro sicuro”. Mentre «un grazie particolare - aggiunge
Giulietti - va ad Antonio Padellaro, perché ha aderito personalmente
all’iniziativa, ma soprattutto perché con il suo giornale è stato tra i
primi a battersi affiché non si spegnessero i riflettori sul dramma delle
vittime bianche».
Molti chiaramente i sindacalisti che appoggiano l’iniziativa, tra questi
anche la leader dell’Ugl Renata Polverini e i politici, con più di 258
parlamentari, che hanno firmato l’appello dei due colleghi Damiano e
Giulietti.
«La carovana è aperta a tutti», aggiungono loro, che puntano a coinvolgere e
sensibilizzare prima di tutto cittadini e lavoratori. Ché si rendano conto
che «la sicurezza non è solo individuale, come vuol far credere la destra»,
dice Beppe Giulietti. «È la sicurezza sociale la vera emergenza da
affrontare» aggiunge l’esponente dell’Idv. mentre il suo collega si dice
«deluso e amareggiato da questo governo: bravo a togliere ma non a proporre
alternative».
Damiano, entra nel tecnico e tira fuori i numeri: «Il taglio delle risorse
al pubblico impiego - denuncia il parlamentare Pd - colpirà anche quei 1.411
nuovi ispettori che noi avevamo messo al servizio della sicurezza nei luoghi
di lavoro, a partire dai cantieri edili, tra i più insicuri nel nostro
Paese».
Tante tappe tanti drammi da Venezia alla Sicilia
Il 29 agosto a Gavoi (Nu), cittadina che ospita il “Festival letterario
della Sardegna”, Comune e assessorato alla Cultura organizzano un incontro
sul tema delle morti bianche con Giampaolo Patta, già sottosegretario alla
Salute dell’ultimo governo Prodi e redattore del Testo Unico sulla sicurezza
sul lavoro.
La carovana partirà ufficialmente il 5 settembre dalla Mostra del Cinema di
Venezia, dove verranno proiettati i film “La fabbrica dei tedeschi” di Mimmo
Calopresti e “ThyssenKrupp Blues” di Pietro Balla e Monica Repetto. Ma già
il giorno prima la mostra riproporrà Yuppy Du di Adriano Celentano, che nel
1975 fu tra i primi a portare su pellicola gli omicidi bianchi. A Venezia
seguirà il 22 settembre Campello sul Clitunno (Pg), dove il 25 novembre del
2006 persero la vita quattro lavoratori dell’oleificio Umbra Olii. A
Campello, familiari delle vittime e cittadini hanno chiesto ad Artcolo 21 di
costituire una troupe che segua il processo sulla strage. Il 26 settembre
doppia tappa siciliana tra Mineo (Ct), dove l’11 giugno scorso all’interno
di una cisterna del Comune morirono sei operai e Gela (Cl), sede del più
grande petrolchimico d’Europa, dove insieme al sindaco Rosario Crocetta
verrà proiettato il film di Calopresti sulla strage alla ThyssenKrupp. La
carovana arriverà il 18 ottobre a Fossano (Cn), dove al Molino di Cordero il
16 luglio 2007 cinque lavoratori persero la vita a seguito di un’esplosione.
Non è ancora fissata la data della tappa di Carbonia, che ospiterà la
manifestazione all’auditorium della vecchia miniera di Serbariu. Poi Taranto
- anche qui giorno da fissare - sede dello stabilimento Ilva, teatro di
diversi incidenti sul lavoro.
La Thyssen un rogo raccontato in due film
Un dramma del lavoro emblematico, dove si sposa il cinismo e l’arroganza di
chi pensa al profitto e non alla sicurezza, il dramma di chi ha perso i
propri cari in un rogo orribile, la solidarietà e la rabbia di quella che un
tempo si chiamava la classe operaia.
Tutto questo, e molto altro, è stato la Thyssen, la tragedia della fabbrica
torinese, dove il 6 dicembre 2007 hanno perso la vita sette lavoratori.
Una tragedia diventata un film, anzi due, presentati al Festival del cinema
di Venezia da dove ha deciso di partire la “Carovana per un lavoro sicuro”.
Mimmo Calopresti il regista della Fabbrica dei tedeschi è stato tra i primi
ad aderire all’iniziativa perché facendo il film ha visto quanto sia
importante, come ha detto in un’intervista, «parlare di morti sul lavoro, ma
anche tornare a parlare di lavoro. Ho incontrato molte persone che hanno
contrati strani, precari, insoddisfatti, che lavorano troppe ore con salari
bassi. Purtropo su questi temi l’attenzione si accende solo quando c’è una
tragedia». Anche i resgisti del secondo film «ThyssenKrupp Blues», Pietro
Balla e Monica Repetto sono entrati a far parte della Carovana
«Le riprese del film sono iniziate nel maggio del 2007. Stavamo cercando i
protagonisti per un documentario sulla vita quotidiana di operai. Abbiamo
incontrato uomini e donne, spesso senza bandiere, con le loro fragilità,
amori e desideri. Diversi dall’immagine compatta di “classe” a cui eravamo
abituati. “Thyssenkrupp Blues” racconta una società, la nostra, in cui
lavorare può voler dire morire»
Fonte: l'unità
INAIL SCEGLIE BRACCIALETTI PER
SENSIBILIZZARE SU SICUREZZA
Braccialetti in silicone con
messaggi di sensibilizzazione per la sicurezza sul lavoro. E' questa
l'ultima iniziativa dell'Inail, presentata al Meeting di Rimini, per
sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e della
sicurezza sul lavoro.
L'idea - spiega l'Inail in una nota - e' quella di prendere un oggetto di
tendenza, legato esclusivamente ai codici ''ludici'' della moda, e renderlo
veicolo di un messaggio sociale forte. Ovvero: trasformare un accessorio per
sua natura simbolo di frivolezza in uno strumento di consapevolezza e in una
presa di coscienza.
L'INAIL ha scelto la 29* edizione del Meeting per l'amicizia fra i Popoli di
Rimini - inauguratosi ieri e in programma fino al 30 agosto prossimo, per
avviare la sperimentazione di un'originale modalita' di comunicazione.
Al posto di ''classici'' affissioni e volantini, quindi, saranno dei
braccialetti di silicone colorati sui quali sono stati incisi messaggi di
forte impatto emotivo sull'importanza della prevenzione e della sicurezza
sul lavoro. I braccialetti verranno distribuiti gratuitamente ai
partecipanti al meeting con un apposito kit dal titolo esplicito:
''Sicurezza: una cultura da indossare''.
''Inail insieme a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di
Benetton - sottolinea il responsabile della comunicazione dell'Inail, Marco
Stancati - ha cercato di individuare delle forme non convenzionali di
comunicazione, basate sul presupposto di fondo di promuovere, come prima
cosa, una partecipazione attiva degli stessi destinatari del messaggio. Da
qui l'idea dei braccialetti. Oggi esiste indubbiamente un buon livello di
sensibilizzazione nei confronti delle tematiche legate alla sicurezza sul
lavoro: il passaggio faticoso che si tratta adesso di realizzare e'
promuovere la consapevolezza del ruolo che ciascuno puo' avere nella
prevenzione''.
A settembre l'Inail distribuira' i braccialetti della sicurezza in un
contesto decisamente diverso, quale quello della Fiera del Levante di Bari,
e se i risultati attesi verranno confermati, l'intenzione e' di inserire
l'iniziativa in una piu' ampia campagna di comunicazione sui comportamenti
sicuri in collaborazione col Ministero del Lavoro.
Fonte: asca.it
Abrogato l'art. 13 del D.m. 37/2008
Il provvedimento contenuto
nelle Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
Tributaria
E' stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di coversione del
Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112 - Disposizioni urgenti per lo sviluppo
economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione Tributaria. (G.U n. 147 del 25/06/2008 -
Suppl. Ordinario n. 152)
Le Legge è in vigore dal 21 agosto 2008.
Come già emerso dalle bozze circolate nei giorni scorsi, il Governo ha
espresso l'intenzione di rivedere la normativa in materia di installazione
di impianti all'interno degli edifici, con particolare riguardo alla
semplificazione burocratica e al sistema di verifiche e sanzionatorio. In
attesa di un quadro organico d'intervento, previsto entro il 31 dicembre
2008, il Governo ha abrogato l'art. 13 del D.m. 37/2008, relativo alla
documentazione, che aveva suscitato immediate necessità di chiarimento.
Art. 35. Semplificazione della disciplina per l'installazione degli impianti
all'interno degli edifici
1. Entro il 31 dicembre 2008 il Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro per la semplificazione normativa, emana uno o piu'
decreti, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volti
a disciplinare:
a) il complesso delle disposizioni in materia di attivita' di installazione
degli impianti all'interno degli edifici prevedendo semplificazioni di
adempimenti per i proprietari di abitazioni ad uso privato e per le imprese;
b) la definizione di un reale sistema di verifiche di impianti di cui alla
lettera a) con l'obiettivo primario di tutelare gli utilizzatori degli
impianti garantendo una effettiva sicurezza;
c) la revisione della disciplina sanzionatoria in caso di violazioni di
obblighi stabiliti dai provvedimenti previsti alle lettere a) e b).
2. L'articolo 13 del regolamento di cui al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e' abrogato.
In fase di conversione è stato aggiunto un comma 2 bis che abroga alcuni
obblighi, e relative sanzioni, del D.Lgs. 19 Agosto 2005, n. 192 -
Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico
nell'edilizia.
2-bis. Sono abrogati i commi 3 e 4 dell'articolo 6 e i commi 8 e 9
dell'articolo 15 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.
Fonte: sicurweb.it
Il Decreto Legge 112 modifica il Testo
Unico
Niente sanzione per tessera
di riconoscimento mancante, la violazione reiterata dell'orario di lavoro
non può motivare la sospensione dell'attività
Il Decreto-Legge 25 giugno 2008, n. 112 - Disposizioni urgenti per lo
sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria,
pubblicato nella G.U. n. 147 del 25/06/2008, S. O. n.152, convertito in
Legge e già in vigore, introduce alcune modifiche al Testo Unico per la
Sicurezza, in coerenza con gli annunci del Ministro Sacconi.
Con l’articolo 39 comma 12 interviene sull’apparato sanzionatorio del testo
unico abrogando la sanzione amministrativa [da 2.500 a 10.000 euro] per il
datore di lavoro/dirigente che non si curino di fornire i lavoratori in
attivita' in regime di appalto e di subappalto di un tesserino di
riconoscimento [articolo 55, comma 4 lettera (h].
Con l’articolo 41 commi 11 e 12 esclude dai motivi validi per la sospensione
dell’attività da parte dell’autorità ispettiva la violazione della normativa
sull’orario di lavoro [articolo 14 comma 1, e comma 4 lettera b)].
Riportiamo gli articoli del D.Lgs. 81/2008 che vengono toccati da modifiche,
evidenziano in colore verde le abrogazioni.
Tessera di riconoscimento
Art. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente
…
4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:
…
h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro per la
violazione degli articoli 18, comma 1, lettera u), 29, comma 4, e 35, comma
2;
La lettera recita:
Art.18. Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
1. Il datore di lavoro, che esercita le attivita' di cui all'articolo 3, e i
dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attivita' secondo le
attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
...
u) nell'ambito dello svolgimento di attivita' in regime di appalto e di
subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento,
corredata di fotografia, contenente le generalita' del lavoratore e
l'indicazione del datore di lavoro;
Orario di lavoro
Art. 14. Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela
della salute e sicurezza dei lavoratori
1. Al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei
lavoratori, nonche' di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e
irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l'esecuzione
dei lavori di cui all'articolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di
vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su
segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive
competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione di un'attivita'
imprenditoriale qualora riscontrino l'impiego di personale non risultante
dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o
superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di
lavoro, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in materia
di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di
cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e
successive modificazioni, considerando le specifiche gravita' di esposizione
al rischio di infortunio, nonche' in caso di gravi e reiterate violazioni in
materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con
decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, adottato
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del
citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della
sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l'adozione del
provvedimento di sospensione dell'attivita' imprenditoriale sono quelle
individuate nell'allegato I. L'adozione del provvedimento di sospensione e'
comunicata all'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 ed al Ministero delle infrastrutture, per gli aspetti di
rispettiva competenza, al fine dell'emanazione di un provvedimento
interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla
partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione
nonche' per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio
della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni. Le
disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori
nell'ambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolo non
si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241.
e, di conseguenza a quanto abrogato nel comma 1:
4. E' condizione per la revoca del provvedimento da parte dell'organo di
vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al
comma 1:
a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da
altra documentazione obbligatoria;
b) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle
ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento
dei tempi di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto
legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e
reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e
della sicurezza sul lavoro;
c) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a Euro 2500 rispetto a
quelle di cui al comma 6.
Fonte: sicurweb.it
Agricoltura: arriva il manuale sicurezza
Castel di Lama | E' questa
l'idea messa a punto dal comitato Fiera Castel di Lama il quale distribuirà
suddetto il manuale insieme ad un cd durante il convegno che si terrà il 6
settembre in occasione della fiera regionale dell'agricoltura e zootecnica.
Un puntuale e quantomai utile "Manuale" per la sicurezza del lavoro in
agricoltura, con allegato CD da distribuire agli imprenditori ed operatori
del settore, sarà presentato sabato 6 settembre a Castel di Lama ( AP)
durante un convegno a tema che si terrà nel corso della prossima Fiera
dell'agricoltura e zootecnia ( 4-7 settembre 2008).
Il volume, ricco di istruzioni pratiche e informazioni preziose per chi
lavora nel comparto agroalimentare, è stato realizzato dalla società di
consulenza LIAN, ed è frutto di uno specifico studio di settore, mirato a
conoscere meglio e prevenire le situazioni di rischio e di pericolo per chi
opera, con macchine e attrezzature sempre più potenti ed efficaci,
nell'ambito in questione.
"Gli incidenti nel campo agricolo ormai purtroppo si susseguono con
frequenza - spiega Giuseppe Traini, presidente del Comitato Fiera di Castel
di Lama - e noi per questo abbiamo pensato bene di accettare l'invito che ci
è stato proposto dalle organizzazioni di categoria del settore, e di parlare
di questo argomento, oltre che di presentare e donare a tutti gli
intervenuti il manuale per la sicurezza.
Era un obbligo per un rassegna come la nostra, attenta da 14 anni a tutte le
questioni inerenti l'agricoltura e la zootecnia, ospitare un convegno
dedicato e che affronti tutte gli aspetti di tale importante problema."
L'appuntamento con la tavola rotonda dal titolo "Agricoltura, Lavorare in
sicurezza", è in calendario per le ore 10 di sabato 6 settembre, presso la
sala convegni dell'area fiera di Piattoni. Ad organizzarlo, convocando i
massimi esperti del settore oltre che decine di operatori, agricoltori e
tecnici che lavorano nel settore, sono state la Coldiretti di Ascoli-Fermo,
insieme con la società LIAN, e la collaborazione di CIA, COPAGRI e
Confagricoltura.
Ma quello di sabato non sarà l'unica occasione per affrontare nel merito le
più urgenti problematiche riguardanti la terra, il lavoro sui campi,
l'allevamento e i prodotti tipici. Durante la rassegna lamense infatti, si
discuterà anche di "Valorizzazione delle carni locali" ( venerdi 5
settembre, alle 10,30, presente Massimiliano Ossini, conduttore di "Linea
Verde" su RaiUno), in un convegno promosso dall'Asssociazione provinciale
Allevatori insieme all'Assessorato provinciale all'Agricoltura - con
l'intervento del sindaco lamense Patrizia Rossini e di altre autorità locali
e regionali - e di olio e prodotti di qualità, in un appuntamento
organizzato dalla CIA per la domenica mattina, 7 settembre alle 10,30.
Per informazioni è possibile rivolgersi ai seguenti recapiti telefonici:
0736-811664; 81871
Fonte: ilquotidiano.it
Sicurezza, chek-up gratuito per le Pmi
maceratesi
Un progetto permetterà alle
piccole e medie imprese di verificare il livello di conformità rispetto alle
normative che regolano sicurezza sul lavoro, ambiente e risparmio energetico
Un “check-up” gratuito per verificare la propria situazione rispetto alla
normativa in materia di sicurezza sul lavoro, ambiente e risparmio
energetico. E’ quanto potranno ora fare le piccole e medie imprese con
l’iniziativa "Check up sicurezza e ambiente”, che la Provincia di Macerata
ha approvato e cofinanziato su progetto dell’associazione di categoria
Casartigiani.
Obiettivo è verificare lo stato di attuazione degli adempimenti che le
aziende sono chiamate a compiere.
Il progetto prevede vari interventi, tra cui l’apertura di dieci sportelli
informativi sul territorio (Macerata, Civitanova, Tolentino, Recanati, San
Severino, Treia, Montefano, Ripe San Ginesio, Pievetorina e Cingoli). La
consulenza gratuita da parte di operatori qualificati si svolgerà, sia
presso tali sportelli, sia direttamente nella sedi delle aziende.
Fonte: pmi-business.it
Sicurezza delle macchine e adeguamento al
progresso tecnico
Cassazione: il datore di
lavoro è tenuto ad adeguare le macchine alle prescrizioni di sicurezza che
la tecnica attualmente suggerisce anche se esse erano rispondenti alle
disposizioni in vigore al momento della loro costruzione. A cura di G.
Porreca.
Sicurezza delle macchine e
adeguamento al progresso tecnico ai sensi dell’art. 2087 del codice civile.
Cassazione Penale Sez. IV - Sentenza n. 6280 dell’8 febbraio 2008 - (u. p.
11 dicembre 2007) - Pres. Piccialli – Est. De Sandro – Ric. M. G., M. E., M.
A.
Commento a cura di Gerardo Porreca (www.porreca.it).
Tre importanti e fondamentali indirizzi derivano dalla lettura di questa
sentenza della Sez. IV penale della Corte di Cassazione, che appaiono
comunque in linea con le espressioni già fornite in passato dalla stessa
Corte. Il primo di essi indica che il datore di lavoro è tenuto, ai sensi
dell’articolo 2087 del codice civile, ad adeguare le macchine ai fini della
applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle
prescrizioni che la scienza e la tecnica attualmente suggeriscono anche se
le stesse macchine rispondevano alle disposizioni di sicurezza in vigore al
momento storico della loro costruzione, il secondo che nel caso di imprese
gestite da società di capitali gli obblighi concernenti l’igiene e la
sicurezza sul lavoro gravano su tutti i componenti del Consiglio di
Amministrazione ed il terzo che il datore di lavoro oltre a fornire i
dispositivi di protezione individuale è tenuto a controllare che il
lavoratore li utilizzi ed è esente da responsabilità solo in presenza di un
comportamento del lavoratore che presenti i caratteri dell'eccezionalità,
dell'abnormità, dell'esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle
precise direttive organizzative ricevute.
La macchina alla quale si riferisce la sentenza è un carrello elevatore
elettrico presso il quale un magazziniere si è infortunato nel tentativo di
allargare le pale del peso di circa 55 kg ciascuna spingendole manualmente
verso l’estremità della loro corsa. Lo stesso veniva colpito al piede
sinistro da una di queste, fuoriuscita dalla sua guida, e si procurava lo
schiacciamento con indebolimento permanente dell’arto sinistro. La macchina
era risultata non soddisfacentemente conforme alle disposizioni legislative
ed ai regolamenti vigenti in materia di sicurezza in quanto era sprovvista
dei dispositivi di sicurezza per l'arresto delle pale alle estremità della
loro corsa, in violazione del D. Lgs. n. 626 del 1994 articolo 6 comma 2).
Dell’accaduto venivano ritenuti responsabili per lesioni colpose il
Presidente del Consiglio di Amministrazione e due consiglieri delegati della
società presso cui era accaduto l’infortunio. Agli stessi veniva contestato
oltre che di avere messo a disposizione del lavoratore l’attrezzatura
irregolare di non avere preteso che il lavoratore usasse i mezzi di
protezione messi a sua disposizione ed in particolare le scarpe
antinfortunistiche (D. P. R. n. 547 del 1955 articolo 4 lettera c).
Condannati dal Tribunale e successivamente dalla Corte di Appello gli
imputati hanno fatto ricorso alla Corte di Cassazione sostenendo che la
responsabilità della violazione della norma di sicurezza doveva gravare
sulla società fornitrice del carrello elevatore e addetta alla manutenzione
dello stesso in quanto l’attrezzatura era priva di fermi di fine corsa tra
l’altro non facilmente visibili all’utente. Gli imputati ribadivano,
inoltre, di aver consegnato all’infortunato delle scarpe infortunistiche, di
averlo formato ed informato e di averlo finanche richiamato per iscritto per
ricordarne l’obbligatorietà dell’uso per cui i giudici di merito non
avrebbero tenuto conto della violazione da parte dello stesso lavoratore
infortunato dell’articolo 39 comma 2 del D. Lgs. n. 626/1994 che impone ai
lavoratori l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione personale
messi a loro disposizione. I due consiglieri dal canto loro si dichiaravano
estranei alle responsabilità penali addebitate in quanto consiglieri
delegati non preposti alla sicurezza.
La Corte di Cassazione nel rigettare il ricorso degli imputati ha precisato
in merito alla sicurezza della macchina che “il datore di lavoro deve
ispirare la sua condotta alle acquisizioni della migliore scienza ed
esperienza per fare in modo che il lavoratore sia posto nelle condizioni di
operare con assoluta sicurezza. Pertanto, non sarebbe sufficiente, per
mandare esente da responsabilità il datore di lavoro, che non abbia assolto
appieno il suddetto obbligo cautelare, neppure che una macchina sia munita
degli accorgimenti previsti dalla legge in un certo momento storico, se il
processo tecnologico sia cresciuto in modo tale da suggerire ulteriori e più
sofisticati presidi per rendere la stessa sempre più sicura (per
riferimenti, sez. 4, 26 aprile 2000, Cantero ed altri)”.
“Trattasi di affermazioni – prosegue la Corte di Cassazione - pienamente
condivisibili, che poggiano sul disposto dell'articolo 2087 c.c. secondo cui
l'imprenditore, al di là di ogni formalismo, è comunque tenuto ad adottare
nell'esercizio dell'impresa quelle misure che, sostanzialmente ed in
concreto, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica,
sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del
lavoratore”.
In merito alle responsabilità dei consiglieri delegati la sez. IV ha poi
precisato che “proprio perché la sicurezza non era stato oggetto di
specifica delega, gli obblighi imposti ai datori di lavoro dalla normativa
antinfortunistica dovevano ritenersi gravanti su tutti i componenti del
Consiglio di amministrazione”.
Per quanto riguarda, ancora, la fornitura e l’utilizzo del dispositivo di
protezione individuale non indossato dal lavoratore la Corte di Cassazione
ha fatto appello all’applicazione di un principio generale in forza del
quale “poiché le norme di prevenzione antinfortunistica mirano a tutelare il
lavoratore anche in ordine ad incidenti che possano derivare da sua
negligenza, imprudenza ed imperizia, la responsabilità del datore di lavoro
e, in generale, del destinatario dell'obbligo di adottare le misure di
prevenzione può essere esclusa, per causa sopravvenuta, solo in presenza di
un comportamento del lavoratore che presenti i caratteri dell'eccezionalità,
dell'abnormità, dell'esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle
precise direttive organizzative ricevute, che sia del tutto imprevedibile o
inopinabile”.
Del resto, conclude la sez. IV, “nell'ipotesi di infortunio sul lavoro
originato dall'assenza o inidoneità delle misure di prevenzione, nessuna
efficacia causale, per escludere la responsabilità del datore di lavoro, può
essere attribuita al comportamento del lavoratore infortunato, che abbia
dato occasione all'evento, quando questo sia da ricondurre, comunque, alla
mancanza o insufficienza di quelle cautele che, se adottate, sarebbero valse
a neutralizzare proprio il rischio di siffatto comportamento”.
Fonte: puntosicuro.it
Modifiche al decreto 81/08 e novita’ per
i tempi di lavoro
Convertito in legge il
Decreto 112/08: cancellata la procedura sulle dimissioni volontarie,
modificato l’apparato sanzionatorio del decreto 81/08 in merito ai tesserini
di riconoscimento e in materia di superamento dei tempi di lavoro e di
riposo.
È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n. 133 del 6 agosto
2008, con la quale è stato convertito, con modificazioni, il Decreto Legge
n. 112 del 25 giugno scorso.
Tra le varie novità segnaliamo la cancellazione della procedura telematica
sulle dimissioni volontarie, la modifica all’apparato sanzionatorio del
Decreto Legislativo 81/08 per quanto riguarda le violazioni di esposizione
dei tesserini di riconoscimento e in materia di superamento dei tempi di
lavoro e di riposo giornaliero e settimanale.
Il Decreto Legge n. 112/08 prevede l’abrogazione di una serie di norme (con
efficacia dal 25 giugno 2008) tra cui appunto la legge 17 ottobre 2007, n.
188, la norma che aveva introdotto la procedura telematica per le dimissioni
volontarie. Procedura che, attraverso un sistema aveva come obiettivo
l’eliminazione delle cosiddette “lettere di dimissioni in bianco” che alcuni
datori di lavoro hanno imposto di firmare al lavoratore all’atto
dell’instaurazione del rapporto di lavoro o in corso dello stesso, lasciando
in bianco la data.
Il sistema telematico, però, oltre ad essere aggirabile con vari
stratagemmi, aveva dato luogo a problemi di gestione da parte degli enti
preposti.
DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008, n. 112, articolo 39 Adempimenti di natura
formale nella gestione dei rapporti di lavoro.
[…]
10. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati, e
fermo restando quanto previsto dal decreto di cui al comma 4:
[…]
l) la legge 17 ottobre 2007, n. 188;
Ulteriori abrogazioni previste dal Decreto Legge n. 112 riguardano
l’abolizione delle sanzioni previste dal Decreto Legislativo 81/08 per
quanto riguarda le violazioni di esposizione dei tesserini di
riconoscimento: al comma 12 è è previsto che “Alla lettera h) dell’articolo
55, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole “degli
articoli 18, comma 1, lettera u)” sono soppresse.
Questo l’articolo 55 del Decreto Legislativo 81/08, “Sanzioni per il datore
di lavoro e il dirigente”.
[…]
4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:
[…]
h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro per la
violazione degli articoli 18, comma 1, lettera u), 29, comma 4, e 35, comma
2;
L’articolo 18, “Obblighi del datore di lavoro e del dirigente”, prevede:
1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all'articolo 3, e i
dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le
attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
[…]
u) nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di
subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento,
corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e
l'indicazione del datore di lavoro;
Altre novità riguardano i casi in cui il Decreto legislativo 81/08 prevede
la sospensione dell’attività imprenditoriale per le violazioni in materia di
orario di lavoro, in particolare nei casi di superamento dei tempi di
lavoro, di riposo giornaliero e settimanale.
L’articolo 41 del decreto legge 112/087 “Modifiche alla disciplina in
materia di orario di lavoro”, prevede infatti:
[…]
11. All’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
le parole: “ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina in
materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e
settimanale di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile
2003, n. 66, e successive modificazioni, considerando le specifiche gravita'
di esposizione al rischio
di infortunio,” sono soppresse.
12. All’articolo 14, comma 4, lettera b), del decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81 le parole: “di reiterate violazioni della disciplina in materia
di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di
cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, o” sono soppresse.
È stata quindi abrogata la norma, secondo la quale gli ispettori del lavoro
potevano adottare un provvedimento sospensivo in presenza di reiterate
violazioni in materia di superamento dei tempi di lavoro, lasciando però in
vigore le altre due ipotesi sospensive: l’individuazione di lavoratori in
nero in percentuale pari o superiore al 20% della forza lavoro trovata sul
posto e le gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza sul
lavoro.
Fonte: puntosicuro.it
Al via il "Libro unico del lavoro"
Dal 18 agosto
eliminati i libri paga, i libri matricola e altri libri obbligatori
sostituiti con il Libro Unico del lavoro. Le indicazioni del Ministero del
lavoro su modalità di tenuta, regime transitorio e istruzioni al personale
ispettivo.
È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali 9 luglio 2008 sulle “Modalità
di tenuta e conservazione del libro unico del lavoro e disciplina del
relativo regime transitorio”, libro previsto dall'articolo 39 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, che ne disciplina l'istituzione e la
tenuta da parte dei datori di lavoro privati che occupano lavoratori
subordinati, collaboratori coordinati e continuativi e associati in
partecipazione con apporto lavorativo.
Il libro unico nasce con l’intento di semplificare gli adempimenti di natura
formale nella gestione dei rapporti di lavoro e prevede la sostituzione dei
libri paga, dei libri matricola, del registro d’impresa e di altri libri
obbligatori.
Il regime transitorio prevede che le nuove regole saranno obbligatorie dal
2009: “Fino al periodo di paga relativo al mese di dicembre 2008 i datori di
lavoro, in via transitoria, possono adempiere agli obblighi di istituzione e
tenuta del libro unico del lavoro, secondo le disposizioni dettate dall'art.
39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 e dal presente decreto, mediante
la corretta e regolare tenuta del libro paga, nelle sue sezioni paga e
presenze o del registro dei lavoranti e del libretto personale di controllo
per i lavoranti a domicilio, debitamente compilati e aggiornati.”
Per fornire le prime istruzioni operative al personale ispettivo, il
Ministero del lavoro ha inoltre pubblicato la circolare n. 21/08 del 21
agosto “Libro Unico del Lavoro e attività ispettiva – articoli 39 e 40 del
decreto legge n. 112 del 2008”.
Fonte: puntosicuro.it
CONFAGRICOLTURA,NUOVI ADEMPIMENTI DA 1-1-2009
Il
provvedimento 'Mille Proroghe 2008', approvato il 30 luglio dal Senato e che
contiene a partire dal 1 gennaio 2009 gli obblighi di rielaborazione della
Valutazione dei rischi, deve essere all'attenzione degli agricoltori.
La sollecitazione e' della Confagricoltura, che ricorda come la "valutazione
dei rischi, unitamente alla redazione del relativo documento, sarà efficace
a decorrere dal 1 gennaio 2009. Per le imprese di nuova costituzione il
termine entro cui effettuare la valutazione dei rischi ed elaborare il
relativo documento decorre novanta giorni dopo l'inizio effettivo
dell'attività". Ricordiamo - conclude Confagricoltura - che il decreto
legislativo 9 aprile 2008 n.81 prevede che questo documento abbia data
certa"
Fonte: agi.it
Decreto 112/2008: le novita' in relazione agli orari di lavoro
Le nuove
definizioni di lavoratore notturno e lavoratore mobile, inapplicabilità del
D.Lgv. 66/2003 al personale dei servizi di vigilanza privata, non più 11 ore
consecutive di riposo nei regimi di reperibilità, le nuove deroghe, le nuove
sanzioni.
Come segnalato nel numero di ieri di PuntoSicuro, è stata pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale la legge n. 133 del 6 agosto 2008, con la quale è stato
convertito, con modificazioni, il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno scorso.
Questo decreto legge, entrato in vigore il giorno della promulgazione, e
giustificato dalla necessità di "introdurre misure urgenti per lo sviluppo
economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della
finanza pubblica e la perequazione tributaria", si occupa di diverse
tematiche di organizzazione del lavoro che possono avere importanti ricadute
sulla sicurezza dei lavoratori.
In questo spazio vogliamo approfondire le novità della legge n. 133/2008
riguardo agli orari di lavoro, novità affrontate nell’articolo 41,
“Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro”, che vengono a
modificare molti elementi del D.Lgs. n. 66/2003 e successive modificazioni.
La prima modifica, cambiando parti dell’articolo 1 del D.Lgs. 66/2003, è
relativa alla definizione di “lavoratore notturno” precisando che, stante la
mancanza di una discliplina collettiva, si considera lavoratore notturno
qualsiasi lavoratore che svolga “per almeno tre ore” (questa la novità del
Decreto n. 112/2008) lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni
lavorativi all'anno. Questo limite minimo, continua il testo, “è
riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale”.
Sempre con cambiamenti nel D.Lgs. 66/2003, si modifica anche la definizione
di “lavoratore mobile”. Introducendo la frase “sia per contro proprio che
per conto terzi” il lavoratore mobile ora è definito come “qualsiasi
lavoratore impiegato quale membro del personale viaggiante o di volo presso
una impresa che effettua servizi di trasporto passeggeri o merci sia per
conto proprio che per conto di terzi su strada, per via aerea o per via
navigabile, o a impianto fisso non ferroviario”.
Con queste novità le disposizioni in materia di tempi di lavoro dei
lavoratori mobili (D.Lgs. n. 234/2007) si estendono alle aziende che
effettuano attività di autotrasporto per conto proprio e non più solo per
conto terzi.
Un altra novità è invece l’estensione dell’inapplicabilità del D.L.vo n.
66/2003 al personale dei servizi di vigilanza privata. Per loro, come
ricorda il DPR di Modena, valgono le regole fissate dalla contrattazione
collettiva o dalla normativa speciale, a meno di ulteriori chiarimenti del
Ministero del Lavoro.
Questo il risultato delle modifiche al comma 3 dell’articolo 2 del decreto
n. 66/2003: “le disposizioni del presente decreto non si applicano al
personale della scuola di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
Non si applicano, altresì, al personale delle Forze di polizia, delle Forze
armate, nonché agli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale,
in relazione alle attività operative specificamente istituzionali e agli
addetti ai servizi di vigilanza privata”.
Veniamo ora alle modifiche relative a pause e riposi.
Riguardo al riposo giornaliero l’art. 7 del D.Lgs. n. 66/2003 stabilisce che
il lavoratore, in un normale orario settimanale, ha diritto ad 11 ore di
riposo consecutivo per ogni periodo di 24 ore, con esclusione delle attività
caratterizzate da prestazioni frazionate (come nel settore delle pulizie) o,
secondo la nota del Ministero del lavoro del 29 maggio 2008, delle attività
di tele-lavoro.
Con il nuovo decreto il diritto di consecutività delle 11 ore di riposo si
perde anche per le attività in “regimi di reperibilità”.
Modificando l’articolo 17, comma 1, del D.Lgs. n. 66/2003, inoltre viene
introdotto un nuovo regime di deroghe di diversi elementi
dell’organizzazione lavorativa.
Il nuovo comma 1, dell’articolo 17 ora recita: “Le disposizioni di cui agli
articoli 7, 8, 12 e 13 possono essere derogate mediante contratti collettivi
stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali
comparativamente più rappresentative. Per il settore privato, in assenza di
specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali le deroghe
possono essere stabilite nei contratti collettivi territoriali o aziendali
stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale”.
Dunque riguardo a riposo giornaliero (art. 7), pause (art. 8),
organizzazione del lavoro notturno (art. 12) e durata del lavoro notturno
(art. 13), in assenza di una regolamentazione derogatoria nazionale, si può
ora mettere in atto una contrattazione collettiva di secondo livello per
introdurre deroghe in ambito aziendale o territoriale.
Un’altra modifica è relativa al riposo settimanale.
Nell’articolo 9 del 66/2003 si legge: “il lavoratore ha diritto ogni sette
giorni a un periodo di riposo di almeno ventiquattro ore consecutive, di
regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo
giornaliero di cui all’art. 7”. In questo punto il Decreto 112/2008 aggiunge
queste righe: “il suddetto periodo di riposo consecutivo è calcolato come
media in un periodo non superiore a 14 giorni”.
Questa modifica, che aumenta la flessibilità dei riposi, permetterebbe
dunque di organizzare turni di lavoro con prestazioni lavorative anche per
più di 6 giorni consecutivi purché nei 14 giorni di calendario siano
presenti almeno 2 periodi di riposo di 24 ore consecutive.
Vengono inoltre modificate anche le eccezioni alla disciplina dell’articolo
9.
Aggiungendo, nel testo originale del comma 1, il “cambio turno” (e non il
solo “cambio squadra”) tra le attività che fanno eccezione sono comprese:
“attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi turno o
squadra e non possa usufruire, tra la fine del servizio di un turno o di una
squadra e l’inizio del successivo, di periodi di riposo giornaliero o
settimanale”.
Un Ultima parte dei cambiamenti è riservato all’apparato sanzionatorio.
Ad esempio è variata la sanzione, richiamata al comma 4 dell’art. 18 bis del
66/2003, per le violazioni in merito al riposo giornaliero: “la violazione
delle disposizioni previste dall’art. 7, comma 1, è punita con la sanzione
amministrativa da 25 a 100 euro in relazione ad ogni singolo lavoratore e ad
ogni singolo periodo di 24 ore”.
A titolo esemplificativo la vecchia sanzione prevedeva un importo compreso
tra 105 e 630 euro, ridotto poi a 210 euro con la legge n. 689/1981.
Inoltre ora nel comma 6 e in relazione al lavoro straordinario si legge: “la
violazione delle disposizioni previste dall’art. 5, commi 3 e 5 è soggetta
alla sanzione amministrativa da 25 a 154 euro. Se la violazione si riferisce
a più di 5 lavoratori ovvero si è verificata nel corso dell’anno solare per
più di 50 giornate lavorative, la sanzione amministrativa va da 154 a 1.032
euro e non è ammesso il pagamento in misura ridotta”.
Infine da sottolineare i cambiamenti riguardo alla sospensione dell’attività
imprenditoriale per violazioni in materia di orario di lavoro. Sospensione
che, in molte situazioni lavorative, può essere un ottimo strumento
dissuasivo per favorire una migliore organizzazione del lavoro ed una
maggiore attenzione alla sicurezza.
Come già indicato nel precedente articolo di PuntoSicuro, l’articolo 41 del
decreto n. 112/2008 abroga la norma con la quale gli ispettori del lavoro
potevano adottare un provvedimento sospensivo in presenza di reiterate
violazioni in materia di superamento dei tempi di lavoro. Rimangono tuttavia
in vigore le altre due ipotesi sospensive: l’individuazione di lavoratori in
nero in percentuale pari o superiore al 20% della forza lavoro trovata sul
posto e le gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza sul
lavoro.
Fonte: puntosicuro.it
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