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News:    Il "TESTO UNICO" è stato pubblicato come D.Lgs. n. 81 del 09/04/08 sul Supplemento n. 108/L della G.U. n. 101 del 30/04/2008.

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NEWS

Ottobre 2008

 

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Le fonti sono riportate alla fine delle notizie. L'A.S.L. Az. Sicurezza Lavoro (www.aslsicurezzalavoro.it) non è responsabile del contenuto degli articoli riportati in questa pagina.

 

29/10/2008

 

Sicurezza sul lavoro: Corsi ad Alghero
 

ALGHERO - La Confcommercio ha da tempo attivato un servizio per assistere gli operatori del terziario nei complessi adempimenti da svolgere per ottemperare alle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Ciò con l’intento di divulgare la cultura della prevenzione e di contribuire a migliorare il livello qualitativo delle imprese.

Nell’ambito di tali obiettivi, la Confcommercio ha intensificato l’attività formativa in materia di sicurezza sul lavoro. Sono attualmente in programma e si svolgeranno a breve i corsi per le aziende che debbono istituire al proprio interno le figure di “Responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro”, del “Addetto all’Emergenza/antincendio” e del “addetto al pronto soccorso”. Tali figure sono obbligatoriamente previste in tutte le attività con personale dipendente.

Sono interessate anche le aziende dove uno o più soci svolgono mansioni lavorative, pur in assenza di dipendenti propriamente detti. I corsi in programma sono conformi nei contenuti alle disposizioni ministeriali e si avvalgono per la didattica di tecnici specializzati in materia. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato abilitante. Gli operatori interessati possono contattare gli uffici della Confcommercio per ogni informazione in materia e per le modalità di accesso ai corsi.

Fonte: notizie.alguer.it

 

 

Infortuni sul lavoro? Attenzione ai comportamenti sicuri
 

Massima attenzione dei media, in questo periodo, sul tema degli infortuni sul lavoro unita (e non potrebbe essere altrimenti) all’impegno delle Istituzioni nei confronti dei lavoratori e dei piccoli imprenditori, per la diffusione e l’incremento della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Seppure i dati ufficiali non consentano di abbassare la guardia nei confronti di un argomento che ha assunto un grande impatto sociale ed emotivo, secondo il rapporto annuale dell’INAIL, il bilancio infortunistico per l’anno 2007 rilevato al 30 aprile 2008 (confermando quello che sembra un trend consolidato da almeno sei anni), presentava miglioramenti rispetto all’anno precedente, sia per l’andamento generale del fenomeno sia per il numero di infortuni mortali: un fenomeno, che proprio in questi ultimi mesi, ha scosso per una serie di tragici eventi la coscienza civile e sociale del Paese.

la lotta agli incidenti sul lavoro deve essere, quindi, sostenuta da uno sforzo continuo e costante, anche al di là delle cifre più ottimistiche rispetto al passato e necessita, evidentemente, di un cambiamento prima di tutto culturale nell’approccio al lavoro, per consentire una futura diminuzione degli infortuni.

Tra le iniziative messe in campo allo scopo di diffondere la cultura della prevenzione sui luoghi di lavoro, l’INAIL ed il Ministero del Lavoro hanno avviato recentemente una campagna denominata “Attenzione ai comportamenti sicuri” incentrata sul tema dell’attenzione e che intende esortare sia lavoratori che i datori di lavoro a perseguire tale valore comune in difesa della sicurezza sul lavoro, incentivando i comportamenti utili alla prevenzione degli infortuni e ribadendo la necessità di rispettare le disposizioni di legge introdotte in materia dal nuovo Testo Unico.

In tale contesto vale la pena di ricordare che, ad esempio, gli imprenditori artigiani lavorano fianco a fianco con i loro dipendenti e quindi ne “condividono” quotidianamente i rischi relativi agli infortuni, nello svolgimento della attività imprenditoriale.

Il messaggio della campagna informativa, punta quindi a stimolare la consapevolezza che, la sicurezza sul lavoro deriva dall’adozione di comportamenti responsabili ed idonei a non mettere a repentaglio l’incolumità propria ed altrui, affiancati all’impiego dei dispositivi di protezione prescritti dalle norme di legge.

Evidentemente le sole sanzioni e prescrizioni normative, soprattutto con riferimento alle Pmi, non vengono considerati i soli strumenti efficaci per contrastare e ridurre ulteriormente questo fenomeno.

Le Istituzioni, dunque, sembrerebbero seriamente impegnate su questo fronte, agendo anzitutto attraverso un’attività di formazione ed informazione mirata che, tra l’altro, dovrebbe coinvolgere più profondamente anche la scuola, attraverso un approccio specificatamente orientato al mondo del lavoro e che prepari i giovani all’inserimento professionale. Il tutto possibilmente con la destinazione di specifiche risorse finanziarie per supportare queste attività soprattutto nelle Pmi. 

Fonte: blog.pmi.it

 

 

I progetti della Prefettura di Siena per la sicurezza dei luoghi di lavoro, lo sviluppo e la collaborazione interistituzionale

La Conferenza Permanente di Siena, presieduta dal Prefetto Giulio Cazzella, ha affrontato questa mattina gli aspetti della collaborazione interistituzionale tra Stato e Enti locali, le problematiche relative alla tutela dei lavoratori e la prevenzione degli incidenti sul lavoro e, più in generale, lo sviluppo economico e sociale della provincia. Alla riunione erano presenti i dirigenti degli uffici statali nel territorio e i rappresentanti degli Enti Locali.

Il Prefetto, nel premettere che, quale titolare dell’Ufficio Territoriale di Governo, ha il compito di garante dell’esercizio coordinato dell’attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato e della loro leale collaborazione con gli enti locali, ha precisato di non volersi sovrapporre o sostituire all’azione che i responsabili territoriali degli uffici statali esercitano, fatte salve quelle situazioni critiche eccezionali che la legge espressamente contempla offrendo specifici strumenti di intervento.

Cazzella ha aggiunto che il coordinamento dell’attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato deve intendersi nel senso di un impegno a rimuovere, nello spirito dei leale collaborazione, eventuali difetti di coordinamento o difficoltà nello svolgimento dell’azione amministrativa di rispettiva competenza. In questa ottica, il Prefetto ha invitato i partecipanti a contribuire alla definizione di una piattaforma operativa condivisa su progetti che saranno oggetto di appositi gruppi di studio e di lavoro.

Un primo progetto riguarderà lo studio di iniziative finalizzate a sollevare tutte le amministrazioni pubbliche e gli enti locali da procedure e costi inutili, anche con l’utilizzazione massima della posta elettronica e di altri mezzi virtuali di dialogo, per contribuire con i risparmi anche ad un maggiore sviluppo economico generale.

Un secondo progetto è rivolto alla sicurezza dei lavoratori nelle sue varie componenti tecniche, normative e di legalità (lavoro nero).

Un terzo progetto, curato direttamente dalla Prefettura con il Comune di Siena, l’Amministrazione provinciale, le Università senesi e l’Ufficio Scolastico Provinciale ed aperto alla partecipazione delle istituzioni economiche senesi, riguarderà una serie di iniziative nelle quali saranno gli studenti a realizzare progetti di sviluppo per il territorio senese.

Fonte: Ministero dell’Interno

 

 

Cassazione: datore non vigila in modo "pressante"? E' sempre responsabile
 

La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 39888/2008) ha stabilito che nelle aziende, il datore di lavoro, in caso di infortuni sul lavoro, è soggetto a sanzioni penale se non ha vigilato in modo pressante sul dipendente e ciò anche se questo era soggetto al controllo di operai più esperti. Il datore di lavoro, infatti, secondo la Corte, deve vigilare affinché tutti i lavoratori rispettino le norme antinfortunistiche. Gli Ermellini hanno osservato che "anche una diligente formazione ed informazione […] non dispensa il datore di lavoro dagli obblighi di controllo e vigilanza affinché il lavoratore, soprattutto se poco esperto perché apprendista, non corra il rischio di eventi lesivi".
"Il datore di lavoro – prosegue la Corte – deve controllare che siano osservate le disposizioni di legge e a quelle, eventualmente in aggiunta, impartitegli; ne consegue che, nell'esercizio dell'attività lavorativa, in caso di infortunio del dipendente, la condotta del datore di lavoro che sia venuto meno ai doveri di formazione e informazione del lavoratore e che abbia omesso ogni forma di sorveglianza circa la pericolosa prassi operativa instauratasi, integra il reato di lesione colposa aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. E' infatti il datore di lavoro che, quale responsabile della sicurezza del lavoro, deve operare un controllo continuo e pressante per imporre che i lavoratori rispettino la normativa e sfuggano alla tentazione, sempre presente, di sottrarvisi anche instaurando prassi di lavoro non corrette".

Fonte: studiocataldi.it

 

 

Sì alla sicurezza, no alla burocrazia.

 

Sì alla sicurezza, no alla burocrazia. È il tema della lettera che Confartigianato di Oderzo-Motta ha inviato ai suoi 1500 iscritti, sottolineato i cambiamenti introdotti dal nuovo decreto sulla sicurezza del lavoro. La richiesta di modificare il Testo unico della sicurezza sul lavoro è stata inviata anche al ministro Maurizio Sacconi. «Invece di abbattere la burocrazia - spiega Confartigianato - le nuove norme inondano di carte le imprese artigiane. Il testo unico sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori riempie le nostre aziende di burocrazia a costi eccessivi. Il provvedimento continua a rappresentare un intervento punitivo che nulla ha a che vedere con le logiche della prevenzione, della formazione, della informazione, della consulenza e della collaborazione fra istituzioni, imprese, sindacati e lavoratori». Secondo Confartigianato il decreto 81 non coglie gli obiettivi di semplificazione degli adempimenti che, specie per piccole e medie imprese rappresenta una esigenza da tempo attesa per una migliore attuazione delle normative di sicurezza. Da qui una serie di proposte indirizzate al Governo, per il tramite del ministro Sacconi. La principale richiesta di Confartigianato è la semplificazione degli adempimenti tenendo conto delle specificità e delle caratteristiche delle piccole imprese, graduando gli obblighi in base alle dimensioni aziendali. Modificare il sistema delle sanzioni, tenendo conto della natura delle violazioni, prevedendo per tutte le sanzioni l'alternativa tra l'arresto e l'ammenda. Escludere le aziende che non hanno ancora iniziato l'attività di applicazione degli obblighi previsti dal testo unico. Finanziare la formazione e progetti di sicurezza con i cospicui avanzi dell'Inail nell'artigianato, visto che gli artigiani pagano di più di quanto ricevono, nonostante negli ultimi sette anni gli infortuni siano diminuiti dell'11\%. «Proprio le piccole imprese - sottolinea Ezio Dan, presidente mandamentale di Confartigianato - hanno garantito una costante diminuzione degli infortuni. Per questo insistiamo nel chiedere una riduzione dei premi Inail. La nostra Confartigianato è convinta e fiduciosa che il Governo, e in particolare il ministro Sacconi, ascolteranno le nostre proposte e miglioreranno il testo unico». Il mondo artigiano e della piccola impresa costituite una parte importante dell'ossatura del sistema produttivo nell'opitergino-mottense. Si tratta in molti casi di piccole realtà, spesso a conduzione familiare, con pochi addetti. Aziende per le quali il doversi attenere a farraginosi adempimenti burocratici costituisce di fatto un onere assai gravoso, anche sul piano finanziario. Il che di questi tempi va ad incidere in modo negativo sulla vita dell'azienda. Insomma secondo Confartigianato più prevenzione, più cultura della sicurezza, meno burocrazia.

Fonte: gazzettino.it

 

 

La cultura della sicurezza sul lavoro si forma sui banchi di scuola

GUARDA IL VIDEO E' con questa convinzione che l'Asl di Prato e istituto tecnico industriale Buzzi attuano un percorso formativo rivolto agli studenti dell'ultimo anno
 

Audio/Video
  Audio/Video La cultura della sicurezza sul lavoro si forma sui banchi di scuola


Il progetto e' giunto alla sesta edizione. Visto il successo del primo esperimento facoltativo, realizzato fuori orario scolastico, l'istituto decise di inserirlo nel programma di lezione. Dal 2003 ad oggi oltre un migliaio di allievi ha conseguito un attestato di partecipazione al corso che, partendo dall'apprendimento delle fondamentali norme in materia, arriva fino allo studio di esempi pratici di infortuni sul lavoro. Anche i dati relativi agli infortuni sul lavoro nella provincia di Prato, che nel 2007 ha registrato 3782 casi denunciati, evidenziano la necessita' di incrementare ulteriormente la cultura della sicurezza e preparare in maniera adeguata i giovani che stanno per entrare nel mondo del lavoro. Nell'iniziativa sono stati coinvolti Inail, provincia, sindacati e procura della Repubblica. Il corso si compone di 100 ore e vedra' impegnati sette tecnici dell'Unita' funzionale prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro

Fonte: intoscana.it

 

 

Nuova puntata di 'Edilizia sicura' sul tema delle cadute dall'alto


Dal primo gennaio al 21 ottobre 2008 nei cantieri edili italiani vi sono stati 156 morti sul lavoro.
Ben 55 di questi sono morti per cadute dall'alto. A questo tema è dedicata la puntata di 'Edilizia sicura' che andrà in onda a partire da domani in Emilia Romagna (Emittenti del network regionale E' Tv, per Imola e comprensorio la tv Canale 11, e in Italia il venerdì alle 17,45 su Sky TV Canale 891).
La trasmissione è anche visibile sul sito www.cpto.it e su www.Youtube.it.

Ecco in sintesi i contenuti della trasmissione:
in apertura si dà notizia (e si invita a vedere sul loro sito internet) dell'interessante e documentato servizio sulle morti bianche (e sulle cadute
dall'alto) realizzato in alcuni cantieri edili da Matteo Viviani per la trasmissione delle IENE del 14 ottobre scorso.
Successivamente vengono mandati in onda: brani di un video INAIL e ASL Reggio Emilia sulla prevenzione delle cadute dall'alto, un cartone animato NAPO, un intervento di Pietro Izzo, docente nei corsi anticaduta IIPLE, e alcuni 'Consigli da amico' di Giuliano Pancaldi, tecnico AUSL Bologna.
Successivamente, dopo un richiamo del 60° della Costituzione e di quanto in essa contenuto sul diritto alla salute e sicurezza sul lavoro, viene mandato in onda un messaggio sulla sicurezza per lavoratori e imprenditori di lingua araba.
In chiusura si dà notizia del SAIE, del Edil Trophy promosso da IIPLE, dello stand informativo realizzatovi da CNCPT, Formedil e Casse edili. Sul ruolo della CNCPT viene mandata in onda un'intervista con il CoDirettore nazionale CNCPT, avv. Giuseppe Scarno.

Il CPTO IIPLE di Bologna

Nota bene:
il volantino aggiornato di 'Edilizia sicura' è scaricabile da http://www.cpto.it/volantino_ES_08_09.pdf


Fonte: edili.com

 

 

SICUREZZA LAVORO: ACCORDO TRA INAIL E FEDERAZIONE DISTRETTI


Roma - Accordo quadro di collaborazione per la sicurezza sul lavoro tra Inail e Federazione dei Distretti Italiani (FDI). Siglato da Marco Fabio Sartori, Presidente dell’Inail, e Valter Taranzano, Presidente della FDI l’accordo attiva una rete di sostegno ai distretti italiani e mira a diffondere modelli di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e ad investire nella prevenzione.

L’accordo-quadro prevede, in particolare, la realizzazione nei distretti industriali di un modello generale di supporto alle aziende (denominato SGSL/sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro); l’individuazione di un distretto pilota nel quale applicare il modello elaborato mediante la costituzione di un gruppo di lavoro misto INAIL/FDI, da diffondere successivamente tramite la rete dei distretti stessi; un’assistenza mirata, anche formativa, ai distretti che adottino il modello.

Nell’ambito dell’accordo-quadro, che avra’ durata triennale, le Direzioni regionali INAIL ed i rispettivi Distretti potranno stipulare singoli accordi attuativi incentrati sulle specificita’ locali, con il coinvolgimento sinergico di enti, organismi e parti sociali. La diffusione della cultura della sicurezza mediante l’applicazione, a livello territoriale, del modello SGSL, offrira’ occasioni di confronto e, sotto il profilo strettamente assicurativo, potra’ creare i presupposti perche’ l’impegno delle aziende nella prevenzione degli infortuni possa essere riconosciuto anche attraverso un’oscillazione del tasso del premio.

La diffusione del modello pilota SGSL nella rete dei distretti favorira’, pertanto, la circolazione dell’informazione per una capillare condivisione dei piu’ efficaci strumenti di contrasto agli infortuni sul lavoro, creando le premesse per ulteriori progetti pilota successivi al primo.

Fonte: industriale-oggi.it

 

 

"La sicurezza sul lavoro non è un gioco”


E’ giunto all’atto finale il convegno, organizzato dalla Segreteria di Stato alla Sanità, per fare il punto sulla normativa sammarinese a dieci anni dall’emanazione della legge quadro in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Tema che tocca da vicino anche la nostra realtà se si pensa ai 713 infortuni sul lavoro registrati lo scorso anno. Un’emergenza che impone di promuovere un forte livello di responsabilità e la partecipazione diretta dei protagonisti del lavoro: imprese, sindacato, lavoratori e istituzioni.
E dal sistema istituzionale possono arrivare valide risposte a supporto del miglioramento, attraverso opportune azioni di vigilanza. Sull’esempio di quanto accade in Italia.
In chiusura, la tavola rotonda cui hanno partecipato i vertici dell’ISS, rappresentanti degli ordini tecnici, del mondo delle imprese, delle organizzazioni sindacali, delle ditte di servizio per le aziende e degli avvocati. Ognuno con il proprio contributo sulle proposte avanzate.

Fonte: sanmarinortv.sm

 

28/10/2008

 

SICILIA/MORTI BIANCHE: INCARDONA, ESSENZIALE LA FORMAZIONE


Palermo - ''Nella nostra regione, la collaborazione tra le istituzioni, per garantire il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e' un fatto concreto". E' quanto ha detto l'assessore regionale siciliano al Lavoro, Carmelo Incardona, partecipando a Palermo al convegno sulla sicurezza nei lavori pubblici, ricordando che ''sul piano della prevenzione, i controlli nei cantieri sono costanti e rappresentano un punto centrale della strategia di contrasto alle violazioni. Stiamo potenziando gli organici degli ispettorati del lavoro.

Essenziale, però, è la formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro".

''L'assessorato al Lavoro - ha segnalato Incardona - ha avviato una serie di attività in questo senso, a partire dalla Carovana per l'orientamento, prevedendo il finanziamento di attività formative con le risorse comunitarie del Fondo sociale europeo.

Inoltre, le parti sociali stanno segnalando i nominativi per la costituzione del tavolo tecnico sulla sicurezza nel lavoro che, al più presto, potrà essere insediato. I suoi compiti - ha evidenziato l'assessore concludendo - saranno quelli di studiare e analizzare i problemi relativi alla sicurezza e la salubrità sui luoghi di lavoro, di valutare l'efficacia degli interventi delle istituzioni, di formulare proposte sulle politiche di prevenzione e sostegno alla sicurezza e di verificare i risultati conseguiti''.

Fonte: asca.it

 

 

La sicurezza entra subito nelle scuole


Il sen. Oreste Tofani l'ha spuntata. Certo, non è quello che s'aspettava perché da tempo insiste affinché l'insegnamento della sicurezza nei luoghi di lavoro nelle scuole sia stabilito per legge ma le sinistre (allora al governo) non l'hanno voluto inserire nel Testo unico.
 

Però un risultato l'ha ottenuto, anche se siamo sicuri si fermerà solo quando vedrà realizzato il suo proposito. La notizia viene resa nota dall'Anmil di Frosinone ed è questa: «Il governo accoglie l'ordine del giorno del senatore Tofani sull'avvio nelle scuole di lezioni di sicurezza sul lavoro. Il documento, presentato all'assemblea dal presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro e le morti bianche, impegna il governo ad assumere iniziative volte a prevedere che a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto delle disposizioni e dei relativi princìpi di autonomia didattica e nell'ambito delle dotazioni finanziarie e di personale disponibili a legislazione vigente, in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, siano previsti percorsi didattici per la promozione di una corretta cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
«In particolare - spiega infine l'associazione - l'odg chiede all'esecutivo di assumere iniziative volte a prevedere che nella scuola elementare e nelle secondarie di primo e secondo grado i programmi siano riorganizzati in modo tale che una parte dell'orario previsto sia dedicata alla promozione della cultura della prevenzione nonché all'informazione e alla formazione».

Fonte: iltempo.ilsole24ore.com

 

 

Notizie dal governo: Newsletter Anno IX n. 39 del 28 ottobre 2008

 

- Proroga degli sfratti, in vigore il decreto legge

- Pensione ed esonero nel pubblico impiego

- On line il sito del Ministro Giorgia Meloni

- Accordo strategico per la cattura dell'anidride carbonica

- Valutazione economica dei brevetti

- Giornata delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale

 

Ascolta la newsletter (formato mp3)


Fonte: governo.it

 

 

Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro: la banca dati è finalmente a disposizione degli utenti

"La nostra missione - si legge in questa sezione del sito dell'Osha dedicata alle banche dati dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro - è fare dell'Europa un luogo sicuro in cui lavorare. Un luogo più sicuro e più produttivo. Le nostre pubblicazioni - viene spiegato agli utenti - sono fatte per questo e sono scaricabili gratuitamente. Qualunque sia l'area di interesse, c'è qualcosa in merito".
Perché sia più facile trovare quello che serve il sito ha un motore di ricerca:
 

Vai al sito osha


Fonte: osha.europa.eu
 

 

Le nuove regole sulla sospensione dell'attività escludono le micro imprese


Il sito consulentidellavoro.it (portale ufficiale della categoria) riporta un chiarimento fornito dal Ministero del Lavoro in merito alla sospensione dell'attività imprenditoriale sulla base della direttiva Sacconi (all'articolo 14 del dlgs n. 81/2008 -TU sicurezza) che ha impartito nuove istruzioni in particolare sull'esercizio discrezionale degli ispettori del potere di adottare il provvedimento.
Circa l'istituto della sospensione dell'attività di impresa, il Ministero nella nota protocollo n.13270 del 2 ottobre 2008, precisa che il relativo provvedimento potrà essere adottato "normalmente dalle ore 12 del giorno successivo all’accesso ispettivo". Disposizione che non riguarda le micro imprese con un solo dipendente irregolare.

Si legge sul sito che "la direttiva sulle ispezioni del 18.9.2008 spiega che al fine di non creare «intollerabili discriminazioni» e di «non punire esasperatamente le micro-imprese» la «discrezionalità dell'ispettore nell'adozione del provvedimento dovrà limitarsi esclusivamente alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge e delle condizioni di effettivo rischio e pericolo in un'ottica di tutela e prevenzione della salute e sicurezza dei lavoratori».
Pertanto, suggerisce agli ispettori di adottare la sospensione normalmente con decorrenza dalle ore 12 del giorno successivo all'accesso ispettivo ovvero, nell'edilizia e in agricoltura, dalla cessazione dell'attività in corso che non possa essere utilmente interrotta, salvo che non vi sia pericolo imminente o grave rischio per la salute dei lavoratori o di terzi, nel quale caso l'ordine di sospensione va impartito con decorrenza immediata.

Non solo. La direttiva, inoltre, spiega che nella micro-impresa trovata con un solo dipendente irregolarmente occupato non sono sussistenti di regola i requisiti di tutela di cui al TU sicurezza idonei a sfociare nel provvedimento di sospensione. In altre parole stabilisce l'esclusione dell'applicazione del provvedimento di sospensione alle micro-imprese con un lavoratore in nero".

Il ministero del lavoro, interpellato in ordine alla decorrenza delle novità, spiega che la direttiva è pienamente operativa e che, pertanto, il personale ispettivo è già tenuto a uniformarsi a quanto dalla stessa previsto. Ciò vale anche per quanto riguarda l'istituto della sospensione, in attesa di nuove e più puntuali indicazioni operative. Per esempio il ministero dovrà chiarire l'esatta portata della (nuova) ipotesi di esclusione, ossia quella delle micro-imprese. Ciò che serve capire, allora, è come individuare una «micro-impresa». Stando alle indicazioni Ue (raccomandazione n. 361/2003), è tale l'impresa con organico inferiore a 10 persone e con fatturato o totale di bilancio annuale non superiore a 2 milioni di euro.

Fonte: consulentidellavoro.it

 

 

MACERATA: INFORTUNI SUL LAVORO, IMPEGNO COMUNE PER SICUREZZA


Macerata - ''La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro per essere meglio garantita, oltre che di interventi legislativi e regolamentari, ha bisogno di una maggiore cultura della prevenzione, facendo crescere la sensibilizzazione dei cittadini su tali aspetti. Con questa convinzione Provincia di Macerata e Direzione provinciale del Lavoro avvieranno iniziative di collaborazione e cooperazione di carattere informativo e formativo con riferimento anche alla legalità del lavoro. Ne hanno discusso l'assessore provinciale alla formazione e politiche del Lavoro, Daniele Salvi e il nuovo direttore provinciale del Lavoro, Pierluigi Rausei, in un incontro che si e' tenuto per discutere i temi della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e gli specifici interventi in programma da parte delle due Istituzioni. ''Con il direttore Rausei - ha dichiarato l'assessore Salvi - abbiamo esaminato i vari progetti in campo sia della Provincia di Macerata che della Direzione provinciale del lavoro, evidenziando la necessità di unire le forze per rispondere al meglio al problema di come far crescere la sensibilità e le azioni concrete per garantire in modo effettivo il diritto alla sicurezza di chi lavora''.

Tra le iniziative concrete, interventi nelle scuole, giornate di informazione e formazione dedicate al tema e attività dirette ai cantieri. Su quest'ultimo aspetto e' stato deciso di avviare una sinergia operativa per promuovere un evento di tipo didattico, relativo alla sicurezza nei cantieri edili, rivolto agli alunni delle classi terminali degli Istituti tecnici per geometri ed ai laureandi della facoltà di Architettura dell'Università' di Camerino.

Fonte: asca.it

 

 

APPALTI: COLLABORAZIONE SICILIA-PIEMONTE-LAZIO PER SICUREZZA CANTIERI


Palermo - Un convegno nazionale sulla sicurezza nei lavori pubblici prenderà il via domani a Palermo e proseguirà l'11 dicembre a Torino e il 27 gennaio a Roma, con l'obiettivo di procedere, attraverso un percorso mirato per argomenti, all'approfondimento delle tematiche legate all'entrata in vigore del testo unico sulla sicurezza dell'aprile scorso, con particolare riferimento alla gestione della sicurezza nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Gli eventi sono stati organizzati nell'ambito del gruppo di lavoro interregionale ''Sicurezza appalti'' costituito presso Itaca (Istituto per l'Innovazione e la trasparenza degli appalti), grazie alla collaborazione fra la Regione siciliana e le Regioni Piemonte e Lazio, che ospiteranno le manifestazioni. Nel corso dei lavori saranno presentate le diverse iniziative intraprese dalle Regioni sul tema della sicurezza.

La prima iniziativa, programmata a Palermo domani, affronterà la gestione della sicurezza nei cantieri con particolare attenzione ai lavori commissionati dalle stazioni appaltanti: la seconda iniziativa, a Torino l'11 dicembre, tratterà la gestione della sicurezza nei contratti pubblici di servizi e forniture, a seguito delle importanti novità introdotte dalla normativa nazionale, infine l'ultima tappa a Roma del 27 gennaio, sulla base delle criticità emerse nei due precedenti appuntamenti, rappresenterà un momento di confronto e dibattito, anche con rappresentanti istituzionali, per fare il punto sulle questioni ancora aperte e individuare concrete proposte operative.

''Nella nostra regione - commenta l'assessore ai Lavori pubblici Luigi Gentile - le varie attività connesse alla gestione della prevenzione degli infortuni, all'igiene e sicurezza dei lavoratori nei cantieri edili e di ingegneria civile per la realizzazione di opere pubbliche, spesso risultano carenti a fronte di situazioni di rischio lavorativo particolarmente elevate. In tale contesto l'assessorato ha già attivato numerose iniziative, coinvolgendo i Comitati paritetici territoriali, l'Associazione nazionale dei costruttori e le organizzazioni sindacali di categoria, ma un confronto diretto con le esperienze di altri partner pubblici e privati - tema del convegno - non potrà che arricchire un percorso che ci vede protagonisti nell'azione di prevenzione degli incidenti sui posti di lavoro".

Fonte: asca.it

 

 

"DURC interno": rinvio del termine per l'autocertificazione


L'INPS ha rinviato al 31 dicembre 2008 il termine per la presentazione del modello SC37, con cui le imprese debbono autocertificare di non aver commesso irregolarità in ordine alla sicurezza sul lavoro e alla disciplina dell'orario.

È stato prorogato al 31 dicembre il termine per la presentazione all'Inps del modello SC37, con il quale le aziende devono autocertificare di non aver commesso irregolarità rispetto alla sicurezza sul lavoro e alla disciplina sull'orario (articolo 1, comma 1175, Legge 296/2006, legge finanziaria 2007). L'Istituto, sempre con il modello SC37, chiede anche l'autocertificazione sul rispetto dei contratti collettivi.
Il rinvio al 31 dicembre è stato comunicato dall'Inps con il messaggio 23462 del 23 ottobre. La proroga di due mesi per il cosiddetto "Durc interno" è giustificata dal fatto che si è in attesa della definizione da parte del ministero del Lavoro delle soluzioni per semplificare le modalità di trasmissione del modello. Infatti, il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ha sottolineato le criticità dell'adempimento.

Quella di ieri è solo l'ultima di una serie di proroghe. Il primo termine era fissato al 18 maggio, quindi c'è stato uno slittamento al 30 settembre, quindi al 31 ottobre, a causa dell'esigenza di semplificare gli adempimenti richiesti ai datori di lavoro nei confronti della pubblica amministrazione. Erano infatti in corso, da parte del ministero, approfondimenti finalizzati a una maggiore semplificazione, anche nell'ipotesi di un unico adempimento nei confronti di Inps e Inail. Secondo la legge 296/2006 i datori di lavoro, per la fruizione dei benefici, sono tenuti al rispetto degli accordi e dei contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Le aziende che dal 1° gennaio 2008 intendono fruire dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale dovranno essere in possesso della regolarità contributiva, attestata dal documento unico di regolarità contributiva.

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Imperia: ad Imperia la sicurezza si impara con un sorriso


Dal mese di ottobre 2008 oltre 30 mila lavoratori della provincia di Imperia riceveranno con lo stipendio la vignetta realizzata da Tiziano Riverso, il cartoonist della red century.

Il Comitato consultivo e la direzione dell'INAIL di Imperia hanno dato il via ad una originale campagna di sensibilizzazione sui temi della sicurezza e della salute sul lavoro. L'iniziativa si rivolge direttamente ai lavoratori e lo fa attraverso uno strumento atteso e puntuale: la busta paga. Da ottobre i corrispettivi salariali verranno, infatti, consegnati dentro buste bianche dell'INAIL con sopra stampata una vignetta del disegnatore satirico Tiziano Riverso. Il fumetto che i lavoratori troveranno sulla propria busta paga nei prossimi mesi rappresenta due uomini - uno in completo e cravatta, l'altro in tuta da operaio - che discuto tra loro. Il primo dice "Il lavoro nobilita...", mentre il secondo aggiunge: "Ma l'infortunio disabilita!".

Tiziano Riverso - vignettista, fumettista e illustratore - non è nuovo a questo genere di iniziative e spesso ha coniugato la propria creatività e la propria matita con temi sociali e sindacali. Il disegnatore (che ha offerto gratuitamente la propria opera) ha all'attivo, oltre a fumetti e mostre, collaborazioni con periodici d'informazione (Il Giorno, la Repubblica)) e satirici (Il Male, Par condicio), con case editrici librarie (Mondadori, Bompiani, Kowalski, Greco&Greco) e musicali. Sensibile all'arte del sorriso ha collaborato con i cabarettisti Flavio Oreglio, Ale & Franz, Leonardo Manera e Rocco Barbaro, anche partecipando con la sua lavagna luminosa al laboratorio di Zelig.

Tutte le opere più recenti di Riverso sono disponibili online sul sito www.redcentury e fra queste una selezione di vignette ralizzate per la campagna promossa dalla sede Inail di Imperia.

La sede INAIL di Imperia fa saper che "il numero di 30mila buste è stato calcolato tenendo conto che la popolazione della Provincia è di circa 220mila abitanti; si pensa quindi di raggiungere oltre il 10 % della popolazione e il 90 % di quella attiva con esclusione dei dipendenti pubblici che hanno un sistema di trasmissione dei fogli paga elettronici o comunque non raggiungibili in sede locale". Le buste corredate dalla vignetta saranno consegnate alle associazioni di categoria, alle ditte che ne faranno richiesta e ai consulenti del lavoro che, attraverso il loro presidente provinciale, hanno aderito all'iniziativa. Il progetto di prevenzione dell'INAIL Imperia si basa sul fatto che "la busta paga, per lo più, è legata ad un messaggio positivo e gradito dai lavoratori e quindi un messaggio collegato alla stessa dovrebbe trovare le condizioni di spirito e d'animo per essere accettato e interiorizzato". Per le stesse ragioni "si ritiene che la busta, dopo essere arrivata in famiglia, possa rappresentare un messaggio positivo anche per i membri della famiglia in quanto, normalmente, la busta viene adoperata anche per custodire documenti e certificazioni".

Fonte: sanremonews.it

 

 

Dal D.Lgs. 187/05 al D.Lgs. 81/08


Cosa è cambiato con il Decreto Legislativo 81 in materia di protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni?

In riferimento alla corretta applicazione del Decreto legislativo 81/08 alla prevenzione e alla protezione dai rischi di esposizione alle vibrazioni nei luoghi di lavoro, pubblichiamo un approfondimento dell’avvocato Rolando Dubini.

Vibrazioni. A cura di Rolando Dubini.
Rispetto al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, nel D.Lgs. 81/08 vi sono delle novità rilevanti: cambia il valore limite per le esposizioni a corpo intero e sono introdotti valori limite su tempi breve. Infatti, l’art. 201 del CAPO III (Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni) del TITOLO VIII, riporta i valori limite di esposizione e valori d’azione:

a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio:
1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2 ; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2 ;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione, è fissato a 2,5 m/s2 .

b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero:
1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2 ;
2) il valore d’azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2.

Inoltre, il comma 2 dispone che, nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero, deve essere considerato il “livello giornaliero massimo ricorrente”, secondo un criterio in precedenza non previsto.

Cambia il valore limite di esposizione giornaliero al corpo intero, passato da 1,5 m/s2 a 1 m/s2. L’articolo 201 del D.Lgs. 81/2008 mette in evidenza un’altra novità: i “periodi brevi”.

Il significato del periodo breve può dedursi da una precedente versione della Direttiva EU, ove era stato introdotto il concetto di “breve periodo” (”short term”).
Per quanto riguarda le vibrazioni mano-braccio (20 ms-2) per short term la Direttiva intendeva “a few minutes”, il che in significherebbe non più di 15 minuti.
Per le vibrazioni tutto il corpo lo short term era fissato a 1.25 ms-2 (rispetto ai 1.5 ms-2 del D.Lgs. 81/2008) ma non vi era alcun riferimento a “a few minutes”.
Si potrebbe considerare 15 minuti per vibrazioni mano-braccio, mentre il valutatore deve decidere autonomamente, giustificando, il breve periodo per le vibrazioni tutto il corpo.

Fonte: “Guide di Dada.Net”.

 

 

La Provincia di Treviso Ente Pilota nella Prevenzione degli Incidenti sul Lavoro in Agricoltura


Treviso è la prima Provincia in Veneto ad attivare iniziative formative per “tecnici preventori” in agricoltura
Firmato il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione e Promozione di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro in Agricoltura

La Provincia di Treviso Amministrazione Pilota nella Prevenzione degli incidenti stradali in agricoltura. È stato infatti firmato alla direzione INAIL del Veneto il Protocollo d’Intesa per la Prevenzione e Promozione della Salute e della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro in Agricoltura. Firmatari il direttore regionale INAIL del Veneto Pietro Paone, il dirigente della Direzione Prevenzione della Regione Veneto Giovanna Frison, l’assessore a Salute e Sicurezza sul Lavoro della Provincia di Treviso Michele Noal (in rappresentanza del presidente Muraro), il presidente dell’Ente Bilaterale dell’Agricoltura di Treviso (EBAT) Onofrio Rota e il dirigente di Veneto Agricoltura Luigino Disegna.

Treviso allora diventa la prima Provincia in Veneto ad attivare iniziative formative per “tecnici preventori” in agricoltura. L’iniziativa ha permesso di costruire un modello formativo utile perché partecipativo, in quanto coinvolge l’ente Bilaterale di Treviso (EBAT) che ha al suo interno rappresentanti dei lavoratori e delle associazioni di categoria, nonché gli enti locali e l’INAIL. Il progetto prevede una parte di formazione frontale in aula e una parte in e-learning e si evolverà attraverso il potenziamento della parte on-line attraverso la realizzazione di schede scaricabili anche in più lingue.

“Siamo soddisfatti – spiega l’assessore provinciale Michele Noal – perché questo è un altro passo concreto della Provincia di Treviso nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro, grazie all’apposito Tavolo creato nella Marca cui partecipano tutti gli attori interessati. Il corso ha avuto molto successo, perché nei primi due giorni si sono già registrati oltre 50 iscritti, dando così avvio alla seconda fase. Ancora una volta, dunque, si è fatto rete per ottenere risultati concreti. Ora definiremo la tempistica per estendere questo progetto a tutte le Province del Veneto”.

Fonte: newsfood.com

 

24/10/2008

 

FVG: REGIONE, IMPORTANTI ACCORDI IN TEMA DI SICUREZZA E FORMAZIONE


Trieste, 24 ott - Il Tavolo di concertazione regionale, presieduto dall'assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen ha raggiunto due importanti Accordi in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro e formazione continua.

L'accordo sulla sicurezza, sottolinea l'assessore Rosolen, coinvolge per la prima volta le direzioni regionali del Lavoro, della Formazione e della Sanita' allo scopo di cogliere tutti gli aspetti di un tema largamente trasversale che richiede una costante azione di coordinamento. L'Accordo prevede la realizzazione di un importante programma di formazione rivolto ad ampliare la cultura della sicurezza nei confronti dei lavoratori che si avviano ad entrare in azienda per la prima volta ovvero cambiano settore di attivita' nel corso della vita lavorativa.

L'accordo sulla formazione continua, evidenzia l'assessore Rosolen, e' invece rivolto ad estendere ed ampliare detta formazione in particolare nei confronti dei lavoratori che tuttora ne risultano esclusi, quali i lavoratori parasubordinati, quelli a tempo determinato, i lavoratori anziani, le donne, l'imprenditoria piccola e piccolissima, ecc. Esso prevede la realizzazione di programmi annuali, una costante azione di monitoraggio dei fabbisogni dei lavoratori e delle attivita' di formazione realizzate dalle imprese e dalle Agenzie formative.

Fonte: asca.it

 

 

Alessandra Pasqualotto: Aziende a confronto sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro


grazie al seminario specialistico organizzato dall'Assindustria Rieti che ieri nella sala meeting del Lungovelinocafè ha messo insieme gli ispettori del lavoro dell'Asl Rieti (intervenuta con il servizio Psal dott.ssa Palla e il Servizio Sian dott. Brunelli), della direzione provinciale del Lavoro, il comando provinciale dei Vigili del Fuoco e la Medicina del lavoro.
Il seminario è stato dedicato interamente al settore turistico e molte sono state le imprese dell'accoglienza a rispondere all'invito della sezione turismo degli industriali reatini tra agriturismo, ristoranti, tra cui anche un ristorante cinese, alberghi e bed & breakfast.
Un tema, quello della sicurezza nei luoghi di lavoro, di grande evidenza per il mondo imprenditoriale inserito proprio nel «Mese della sicurezza» di Assindustria e seguito a quello riguardante l'industria e l'edilizia. In aula particolare attenzione hanno suscitato le "istruzioni per l'uso" in ambito igiene degli alimenti e formazione del personale alimentarista, l'autocontrollo e tutte le misure per tenere puliti gli impianti utilizzati per la produzione di acqua potabile, gestione dei rifiuti, prevenzione delle malattie contagiose oltre alle buone pratiche di lavorazione.
Tra gli interventi anche il comandante dei Vigili del fuoco Antonio Albanese per parlare della gestione delle emergenze, di Francesco Stoppa del Dpl Rieti sui contratti di lavoro, di Maurizio Chiarinelli, medico del lavoro che ha inoltre presentato il nuovo master in Scienze gastronomiche e patologie alimentari della Sabina Universitas.

Fonte: iltempo.ilsole24ore.com

 

 

Ragusa: Parola d’ordine “sicurezza”. Tavola rotonda promossa dal quindicinale “la Città”


Il periodico editoriale “La Città – il giornale di Ragusa e provincia” ha promosso in collaborazione con “Euroconsult” e “Svimed” la Tavola rotonda “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. All’interno della Campagna europea sulla valutazione dei rischi l’intento dell’iniziativa è stato quello di riunire attorno ad uno stesso tavolo sindacati, associazioni datoriali, enti pubblici e aziende. Riunirsi per discutere insieme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Delle problematiche ad essa inerenti. Su ciò che è stato fatto e su ciò che tutti potremmo realizzare al fine di ridurre al minimo la possibilità di eventi tragici. Numerosi gli spunti emersi nel corso dell’incontro. Parola d’ordine è apparsa per tutti la prevenzione. “Si deve lavorare sempre col fine di evitare le tragedie – ha esordito il dott. Salvo Mallia, assessore provinciale al territorio ed ambiente – e migliorare il momento della formazione dei lavoratori. Non è solo la morte a destare dolore, ma anche innumerevoli forme di infortunio che possono verificarsi nel corso di una qualunque giornata di lavoro”. “Occorre sensibilizzare i giovani fin dalle scuole elementari – ha spiegato il dottor Emanuele Giampiccolo dell’Ispels – e formarli ad una cultura della sicurezza. Come Ispels mi trovo a girare varie province della Sicilia e devo dire che a Ragusa la situazione, almeno per quanto riguarda gli impianti elettrici e di sollevamento, è abbastanza buona”. “L’insicurezza – ha spiegato Gianfanco Motta, presidente dell’Asi – è l’elemento che caratterizza la nostra quotidianità. Dall’economia al lavoro. Per questo è un bene che ci sia un impegno per stabilire dei criteri fissi e che, in tema di sicurezza, ci siano dei controlli. Auspico, però, che gli Enti preposti preferiscano un approccio più educativo che repressivo nei confronti delle aziende”. Che il problema investa la società nel suo complesso lo conferma il dottor Stracquadanio dell’Inail: “Meno infortuni – spiega – equivalgono ad un onere minore per la società”. Sugli interventi di controllo si soffermano anche il dottor Conticello della Ausl 7 e il comandante dei vigili del fuoco, ingegnere Scarciotta. Per entrambi ogni controllo non deve essere di tipo repressivo ma deve puntare ad una vera e propria formazione culturale. “Il problema – ha affermato Conticello – è che se la grande impresa concepisce la sicurezza come un investimento vantaggioso, sono tante le piccole e medie imprese che non comprendono l’importanza di rispettare le norme minime di sicurezza”. “Eliminare i rischi – ha detto l’ingegnere Scarciotta – è del tutto impossibile. Ridurre al minimo ogni probabilità di incidente è doveroso. Occorre una maggiore collaborazione tra enti preposti al controllo e datori di lavoro”. Idea che è stata confermata dai presenti in rappresentanza di alcune tra le più importanti realtà imprenditoriali del territorio. Per i sindacalisti intervenuti in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil la questione sicurezza deve essere affrontata a partire dalle responsabilità individuali di ogni attore sociale. “Il lavoro nero – ha specificato Gianni Iacono della Uil – è strettamente collegato con il rischio degli infortuni”. “A Ragusa – ha aggiunto Giovanni Avola della Cisl – occorre aumentare la rappresentanza dei lavoratori nelle singole aziende”. Sui problemi inerenti il mondo dell’agricoltura è intervenuto l’ingegnere Arone di Confagricoltura. “Determinate norme del nuovo Testo unico – ha rivelato – sono di fatto impraticabili per il settore agricolo. Settore che, inoltre, ha a che fare con la difficile realtà del lavoro stagionale e precario. Elementi che rendono la formazione del dipendente assai più complessa che per altre tipologie d’aziende”. Innovazione, informazione ed integrazione sono, infine, le parole d’ordine che il professor Schillaci della Facoltà di Agraria individua per aumentare la sicurezza negli ambienti di lavoro, con particolare riferimento all’agricoltura. “Le nuove strumentazioni impongono una formazione continua del lavoratore – ha spiegato il docente – e molti incidenti sono legati ad una scarsa conoscenza di tali innovazioni. C’è poi il problema dei tanti lavoratori stranieri verso i quali è ancor più complesso dedicare tempo per la formazione. Integrazione, inoltre, vuol dire cercare un approccio integrato ai diversi livelli aziendali per contribuire tutti alla sicurezza dei luoghi di lavoro”.

Fonte: radiortm.it

 

 

SCUOLA: TOFANI (PDL), BENE OK ODG PER INSEGNARE SICUREZZA SUL LAVORO


Roma - '' L'Aula del Senato ha approvato oggi un ordine del giorno, a firma del vicepresidente dei senatori del Pdl, Oreste Tofani, che impegna il governo ad assumere iniziative volte a prevedere che a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto delle disposizioni e dei relativi principi di autonomia didattica e nell'ambito delle dotazioni finanziarie e di personale disponibili a legislazione vigente, in tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado siano previsti percorsi didattici per la promozione di una corretta cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, prevedendo che i programmi di studio siano riorganizzati in modo tale che una parte dell'orario previsto sia dedicata alla promozione della cultura della prevenzione, nonché all'informazione e alla formazione sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

''Esprimo la mia soddisfazione per l'approvazione dell'ordine del giorno '', afferma il vicepresidente dei senatori del Pdl, Oreste Tofani. ''La tragedia quasi quotidiana delle morti bianche ed i continui e numerosi incidenti sul lavoro impongono con urgenza un forte impegno delle istituzioni e delle forze politiche, nel rispetto di quel fondamentale principio costituzionale che sancisce la tutela del lavoro e della sua dignita".

Fonte: asca.it

 

 

Incidenti sul lavoro, Lombardia maglia nera


È la Lombardia la regione con il più alto numero di incidenti sul lavoro: complessivamente 155.450 denunce nel 2007 (il 94,8% nell'industria e nei servizi, il 3% in agricoltura), ma con 2.500 casi in meno rispetto al 2006 (meno 1,6%) e addirittura 3.500 rispetto al 2005 (meno 2,2%). In calo anche il numero degli incidenti mortali: passati dai 233 del 2006 ai 211 del 2007 (meno 9%). Fa eccezione a questo trend positivo la situazione di lavoratori atipici e stranieri (vedi lancio successivo) che invece hanno registrato un incremento. E se si prendono in considerazione i dati dei primi mesi del 2008 (da gennaio ad agosto) si può osservare un'ulteriore calo nelle morti bianche: 43 casi in mano rispetto allo stesso periodo del 2007.

"Il numero di incidenti sul lavoro e di morti bianche è in calo da cinque anni -conferma Francesco Bartela, direttore regionale Inail Lombardia-. Ma non per questo bisogna abbassare la guardia: ci sono buone leggi che vanno applicate e bisogna vigilare sulla loro applicazione”. Ma per farlo occorrono forze e strumenti. “L'Inail Lombardia può contare su 49 ispettori -commenta Francesco Barela- mentre le imprese attive sul nostro territorio sono quasi 600mila. Difficile lavorare in queste condizioni.

Se in numeri assoluti la Lombardia occupa la prima posizione nella graduatoria nazionale, prendendo in considerazione l'indice di frequenza (il numero di infortuni indennizzati ogni mille addetti ndr), pari a 24,58 la regione si piazza ben al di sotto della media nazionale fermo a 29,03. Più “virituose” solo Lazio, Campania e Sicilia. “Ma se il Lazio fa storia a parte, vista l'elevata incidenza del pubblico impiego -commenta Marco Fabio Sartori, presidente commissario straordinario dell'Inail- per Campania e Sicilia non si può non tenere in considerazione il lavoro nero”. Per affrontare questo problema Sartori propone l'istituzione di un'unica struttura dedicata all'attività ispettiva della sicurezza sui luoghi di lavoro: “Dobbiamo uscire da questa suddivisione delle competenze che, di fatto, provoca la paralisi”.

 

L'obiettivo per Francesco Barela è tolleranza zero contro l'illegalità e per farlo occorre investire soprattutto sulla formazione: “Il 60% degli infortuni avviene per mancanza di informazioni sulle procedure lavorative -commenta-. Occorre volontà e partecipazione di tutti: enti, lavoratori, istituzioni e, soprattutto, la scuola. Per diffondere tra i ragazzi la cultura della legalità”. Aumentano gli infortuni sul lavoro e le morti bianche tra immigrati, lavoratori atipici e interinali in Lombardia, un dato in controtendenza rispetto a quello delle altre categorie di lavoratori.

“Uno dei fattori che incide su questo incremento è l'eccessiva mobilità di questi addetti all'interno dei cicli lavorativi -commenta Francesco Barela-. Spostandosi frequentemente hanno una formazione limitata mentre le specificità richieste sono diverse”. Per quanto riguarda i lavoratori stranieri impegnati nel settore agricolo, si è passati dai 668 casi del 2005 ai 595 del 2006 ai 624 del 2007. Le province che hanno registrato il maggior numero di infortuni sono state Mantova (133 casi) e Brescia (125) che insieme costituiscono oltre il 40% del complesso regionale.

Nel mondo dell'industria e dei servizi invece si è passati dai 25.139 casi del 2005 ai 28.837 del 2007. Oltre il 40% degli infortuni è stato denunciato nella provincia di Milano (8.981 casi), seguono Brescia (5.819) e Bergamo (4.180). Calano invece le morti bianche, in contrasto con la tendenza nazionale: dai 47 del 2006 ai 43 del 2007. Di cui 13 in provincia di Milano e 10 in quella di Bergamo. Sono i lavoratori marocchini a pagare il tributo più alto, con 4.999 incidenti e 5 morti sul lavoro, seguiti dai romeni (2.795) e dagli albanesi (2.670 incidenti e sei decessi).

In crescita anche gli infortuni che riguardano i lavoratori parasubordinati (in prevalenza impiegati nei settori dell'attività immobiliare, dei servizi e del commercio), in linea con il trend nazionale: si è passati dai 1.282 casi del 2005 ai1.528 del 2007. Milano è la provincia in cui questa forma contrattuale è più diffusa e dove si registra il maggior numero di incidenti 618 casi.

Altrettanto diffuso in Lombardia è il lavoro interinale (forma contrattuale ora sostituita dalla “somministrazione di lavoro”), che coinvolge soprattutto operai adibiti a lavori manuali nei settori dell'industria manifatturiera. In crescita il trend infortunistico: dai 3.720 casi del 2005 ai 4.651 del 2007. Tre gli “interinali” morti sul lavoro nel 2007, uno in più rispetto al biennio precedente.

Fonte: affaritaliani.it

 

23/10/2008

 

I quesiti sul decreto 81/08: sugli obblighi nei cantieri


Chiarimenti sull’obbligo della nomina dei coordinatori, della redazione del POS e sulla redazione del PIMUS. A cura di G. Porreca.

Sull’obbligo della nomina dei Coordinatori della Sicurezza, della redazione del POS e sulla redazione del PIMUS. Commento a cura di Gerardo Porreca (www.porreca.it).

Quesito
Nel caso di un cantiere in cui è prevista la presenza di un’unica impresa per l’effettuazione di lavori di entità inferiore a 200 uomini-giorno ma in presenza di rischi di caduta dall’alto il committente che non ha l’obbligo di nominare il Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione è tenuto comunque a nominare Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione? Il committente deve comunque notificare il cantiere agli organismi competenti, redigere il PIMUS e far redigere dall’impresa appaltatrice il POS?

Risposta
Essendo prevista la presenza di un’unica impresa il committente, qualunque sia la natura dei lavori a realizzarsi e indipendentemente dal fatto che gli stessi richiedano il permesso di costruire o la denuncia di inizio attività non è tenuto, in base a quanto stabilito dai commi 3 e 4 dell’articolo 90 del D. Lgs. n. 81/2008, contenente il Testo Unico in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, a designare né il coordinatore in fase di progettazione né quello in fase di esecuzione i quali sono invece richiesti, salvo l’esonero di cui al comma 11 dello stesso articolo 90, nel caso della presenza di più imprese, anche non contemporanee oltre che nel caso in cui (comma 5) dopo l’affidamento dei lavori ad una unica impresa l’esecuzione dei lavori o di parte di essi venga affidata ad un’altra impresa dovendo in tal caso il committente designare il coordinatore in fase di esecuzione il quale, da quel punto in poi è tenuto a redigere il PSC.

Il committente nel caso segnalato non dovrà fare neppure (art. 99 comma 1 lettera c) la notifica preliminare agli organi di vigilanza competenti in quanto si è in presenza di un’unica impresa e per lo svolgimento di lavori di entità presunta non uguale o superiore a 200 uomini-giorno. In ogni caso comunque il datore di lavoro dell’impresa esecutrice, fosse pure l’impresa che opera in cantiere unica, deve redigere, così come indicato nell’art. 96 comma 1 lettera g) del Testo Unico, il piano operativo di sicurezza (POS) anche nel caso in cui non vi sia una impresa affidataria ed un coordinatore in fase di esecuzione al quale l’impresa affidataria è tenuta a trasmetterlo (art. 101 comma 3).

Per quanto riguarda, infine, il piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio (Pi.I.M.U.S.) l’obbligo della sua redazione, ai sensi dell’art. 136 comma 1 del Testo Unico, è a carico del datore di lavoro dell’impresa che deve montare il ponteggio e lo stesso lo dovrà fare tra l’altro servendosi di personale e sotto la sorveglianza di un preposto appositamente addestrati (art. 136 commi 6).

Fonte: puntosicuro.it

 

 

In Lombardia un corso finanziato da Fondimpresa


Una nuova opportunità di formazione gratuita per le figure professionali in saldatura: corso per la qualifica di international welding inspectors. Il corso è destinato a coordinatori e ispettori del processo di saldatura e di costruzioni saldate.

Aqm srl organizza la prima edizione del corso: INTERNATIONAL WELDING INSPECTORS- IWI –LIVELLO STANDARD. Conforme alla linea guida IAB-041-2001/EWF-450 Revision 1 April 2004 dell’International Institute for Welding.

Chiunque sia coinvolto a livello aziendale o in qualità di consulente esterno nell'ispezione di manufatti saldati, a livello di controllo qualità o di supervisione, deve conoscere e comprendere le principali tecnologie di saldatura, le tecniche di testing e di valutazione dei difetti riscontrati. Un Welding Inspector è la figura professionale in saldatura dedicata alle attività di carattere ispettivo che deve avere un'approfondita conoscenza del processo di saldatura, oltre che dei metodi di ispezione necessari per saper assicurare che il prodotto corrisponda alle specifiche tecniche definite, essendo il processo di saldatura un processo speciale.

Questa edizione del corso rientra in un finanziamento riservato alle aziende aderenti al fondo interaziendale Fondimpresa. I destinatari sono i dipendenti di aziende che aderiscono a Fondimpresa e che hanno sede nelle province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Il corso si svolgerà a Provaglio D’Iseo (BS).

Il corso inizierà il 4 novembre e avrà durata di 158 ore. Le iscrizioni verranno accettate per ordine di arrivo e fino al 31/10/2008 fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
Per informazioni o effettuare l’iscrizione vedere pagina EVENTI

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Il 1’ gennaio entrano in vigore le norme sulla sicurezza del lavoro


Il D.Lgs 81 del 2008, col quale è stata riordinata tutta la disciplina relativa alla sicurezza nei luoghi dei lavoro e la salute dei lavoratori (assorbendo al suo interno anche il D.Lgs 626 del 1994), entrerà in vigore il 1’ gennaio del 2008. Entro tale data, tutti i datori di lavoro, indipendentemente dal settore di appartenenza, dovranno provvedere ad adeguare la propria azienda alle nuove previsioni legislative.

Il Decreto Legislativo 81/08 rimodula, e in alcuni casi riscrive, la disciplina per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e quindi, anche il decreto legislativo n. 626 del 1994. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2008 ma, con l’approvazione del cosiddetto “Decreto Mille Proroghe” avvenuto il 30 luglio 2008, la sua entrata in vigore è stata posticipata al 1’ gennaio 2009.

In particolare, il rinvio dell’entrata in vigore, riguarda l’art. 17 comma 1 lettera a) e l’art. 28. Gli articoli in questione, sono relativi alla valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro e la redazione di un relativo documento, nel quale vengono indicati tutti gli interventi da attuare per eliminare pericoli e rischi precedentemente individuati e il medico competente a svolgere la sorveglianza sanitaria e le visite mediche.

Obbligati a redigere il documento di valutazione dei rischi e pericoli nei luoghi di lavoro (e quindi a compiere la preventiva valutazione), sono tutti i datori di lavoro, indipendentemente dal settore di appartenenza o dalle dimensioni e natura aziendale.

Il mancato adeguamento a tali disposizioni comportano una serie di pene che, rispetto al passato (come per esempio previsto del D.Lgs 626/94), sono state notevolmente inasprite e si è arrivato anche all’introduzione di pene di carattere detentivo.

I datori di lavoro hanno a disposizione ormai poco tempo per adempiere gli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Visto il poco tempo a disposizione e la complessità delle disposizioni legislative sulla sicurezza dei lavoratori, che richiede profonde conoscenze e abilità, è consigliabile che i datori di lavoro si rivolgano a dei consulenti professionisti esterni, per compiere tutte le attività necessarie per adeguarsi.

Il consulente infatti, assiste l’impresa in ogni passaggio del percorso che porta all’adeguamento alle disposizioni sulla sicurezza del lavoro, permettendo così risparmi in termini di risorse e tempi.

AL Service srl offre il servizi di consulenza e assistenza relativi all’adeguamento alle norme sulla sicurezza del lavoro.
Il servizio e il team di consulenti della AL Service sono caratterizzati da elevata professionalità, anni di esperienza, aggiornamento continuo, disponibilità di attrezzature e strumenti necessari per effettuare analisi di vario tipo, presenza nel proprio staff di dottori specializzati in medicina del lavoro, disponibilità di unità mobili per effettuare visite mediche direttamente nella sede del cliente e la capacità di operare in tutto il territorio nazionale. Il tutto per garantire adeguamenti totali in tempi brevi.

Fonte: comunicati-stampa.net

 

 

Vigili Fuoco/ Ogni anno, 750 mila richieste consigli da cittadini


Roma - Ogni giorno i Vigili del Fuoco rispondono alle richieste di circa 2 mila cittadini italiani e oltre 750 mila persone chiedono ogni anno consigli e assistenza al corpo nazionale sui tempi della prevenzione la sicurezza sui luoghi di lavoro. E' quanto emerge da alcune stime del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco sulle attività svolte attraverso gli sportelli e soprattutto telefonicamente per richieste di consigli, suggerimenti e assistenza sulle più svariate materie, dalla prevenzione sui luoghi di lavoro, alla certificazione antincendio delle attività produttive, alla sicurezza tra le mura domestiche.

In pratica 370 mila cittadini-utenti e/o operatori professionisti della prevenzione incendi e della sicurezza sui luoghi di lavoro ricevono informazioni e risposte nell'attività di "sportello" svolta dai comandi provinciali. Ad essi vanno aggiunti gli altri 380 mila cittadini-utenti che ricevono informazioni e risposte telefoniche.

Sono oltre 750 mila gli italiani che ogni anno trovano una risposta nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco attraverso oltre mille tra ingegneri, architetti, geometri e periti del Corpo nazionale.

Fonte: notizie.alice.it

 

 

LAVORO, SODDISFAZIONE PER INCLUSIONE VIGILI DEL FUOCO NEL COMPARTO SICUREZZA


Roma - “Sono pienamente soddisfatto per il risultato raggiunto stamane in Commissione lavoro poiché sono stati attribuiti al Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, la giusta risonanza e il giusto riconoscimento dalle disposizioni in esame”. Così commenta l’On. Aldo Di Biagio, deputato del Pdl eletto nella Ripartizione Europa, l’approvazione, da parte della Commissione lavoro, dell’emendamento della maggioranza, all’articolo 39-bis del decreto 1441-quater che riconosce al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco la specificità prevista per le Forze armate e per le Forze di polizia ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere, dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale.

“Come ho avuto più volte occasione di ribadire e di sottolineare nei miei interventi istituzionali e nelle proposte emendative da me sollecitate insieme all’On. Gianfranco Paglia - ha affermato il deputato del PdL - il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco svolge una funzione essenziale e non trascurabile per la tutela e l’incolumità dei cittadini alla stregua delle Forze Armate e delle Forze di polizia Infatti le disposizioni contenute nel decreto legislativo 300 del 1999 prevedono l’assegnazione di responsabilità e compiti di difesa civile al Ministero dell’Interno, esercitati attraverso le attività del Corpo dei Vigili del fuoco, al fine di tutelare la continuità dell’azione di Governo e la salvaguardia del sistema sociale, aspetti e richiami normativi assolutamente non accessori in sede legislativa”.

“Il risultato ottenuto in questa sede – ha concluso l’On. Di Biagio – è l’espressione più chiara dello sforzo mio e dei miei colleghi, membri della Commissione lavoro, di una battaglia vinta con orgoglio e soddisfazione. Abbiamo voluto con forza il riconoscimento della categoria all’interno del comparto sicurezza tracciato dalle disposizioni in esame, per porre fine ad una discriminazione che permane da troppo tempo e che si è tentato, invano, più volte di superare”.

Fonte: politicamentecorretto.com

 

 

Firma protocollo d'intesa tra Parma e Bilbao


Parma e Bilbao città che intendono lavorare per uno sviluppo delle rispettive comunità e dei territori mediante percorsi comuni volti ad aumentare la visibilità e la capacità di penetrazione a livello europeo e internazionale. L’importante protocollo di intesa che verrà firmato sabato tra le Amministrazioni di Parma e Bilbao segna l’avvio di iniziative congiunte in campo culturale e di nuovi progetti in grado di attrarre risorse economiche sia europee che di privati.

Attive già da anni per assumere ruoli di maggiore rappresentanza verso le politiche messe in atto dalla Unione Europea, la città di Parma e la città di Bilbao sono sedi rispettivamente dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. La città di Bilbao ha inoltre conosciuto negli ultimi anni una straordinaria trasformazione grazie ad un rinnovamento urbanistico incentrato attorno al nuovo sistema di metropolitana e soprattutto attorno al celeberrimo Guggenheim Museum.

Attraverso la creazione di gruppi di lavoro tematici tra i due Comuni, il protocollo d’intesa prevede di poter progettare potenziamenti nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, del turismo culturale ed ambientale, del commercio, delle Università, strategie comuni per valorizzare le peculiarità e gli asset culturali delle rispettive città, i teatri, le fondazioni culturali, il sistema museale, con particolare riferimento all’arte contemporanea, alla musica lirica e sinfonica.

Fonte: lungoparma.com

 

 

 

MARCHE: SICUREZZA NEL LAVORO, LE SANZIONI PER FINANZIARE LA PREVENZIONE


Ancona - Nuovi indirizzi alle Zone territoriali dell'Asur nell'applicazione delle sanzioni amministrative in materia di tutela e sicurezza del lavoro, sono stati stabiliti dalla Giunta regionale delle Marche sulla base del ''Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" (Decreto Legislativo 81/2008), che e' entrato in vigore lo scorso 15 maggio.

L'atto e' una delle iniziative inserite nel protocollo d'intesa firmato dall'assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, con i sindacati CGIL-CISL-UIL lo scorso giugno, per sostenere l'attività' che i Servizi di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell'Asur devono svolgere per raggiungere gli obiettivi indicati dal ''Patto per la Salute nei luoghi di lavoro" concordato tra Stato e Regioni nel 2007. Nel nuovo testo unico, si legge in una nota, sono previsti numerosi obblighi relativi alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, la cui violazione e' punita da pene sia di carattere penale, sia pecuniarie di tipo amministrativo (Mezzolani ha detto che ''le somme ricavate andranno ad integrare l'apposito capitolo di entrata per finanziare l'attivita' di prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro") nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni che garantiscono i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. A svolgere attivita' controllo sono i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dei Dipartimenti di prevenzione (PSAL).

''In questa fase di prima applicazione del decreto legislativo - ha sottolineato l'assessore Mezzolani - visti gli innumerevoli quesiti posti dagli operatori dei PSAL dell'Asur, si e' ritenuto necessario stabilire, per quanto riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie, linee unitarie di indirizzo per tutto il territorio regionale''.

Fonte: asca.it

 

 

Sicurezza sul lavoro, Confindustria ed Edipower incontrano le imprese


Incontro di formazione sul Testo Unico. Blandina: «Fondamentale la collaborazione per la diffusione della cultura della legalità»

«L’incontro di oggi è la conferma di quanto sia importante uno stretto rapporto di collaborazione tra la nostra Associazione e le imprese del territorio». Così Ivo Blandina (nella foto), presidente di Confindustria Messina, ha aperto i lavori dell’incontro di formazione sul Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro con le imprese dell’indotto dell’Edipower di San Filippo del Mela, che si è tenuto oggi presso il Salone della Borsa della Camera di Commercio. «Un’efficace ed intensa sinergia tra le piccole e le grandi imprese - ha aggiunto Blandina - contribuisce in maniera determinante a garantire la sicurezza sui posti di lavoro, riduce i rischi e concorre alla diffusione della cultura della legalità. Il nostro obiettivo è quello di trasferire i modelli di competenza dalle grandi imprese che partecipano allo sviluppo complessivo del territorio e da Confindustria agli altri comparti produttivi della nostra provincia».

«Aziende come la nostra - ha puntualizzato il Direttore della Centrale Fulvio Ivo Guidi - sono il volano dell’economia. Ma se dobbiamo dare il nostro apporto, dobbiamo avere la professionalità e la capacità di fornire regole condivise. Un momento di formazione come quello che oggi è stato organizzato con Confindustria, è la conferma che le idee di Confindustria sono le nostre idee: legalità, burocrazia efficiente, sicurezza».

Subito dopo l’intervento di Guidi è iniziata la parte formativa, con i contributi del Responsabile ASIQ Edipower Natalino Remartini, del Responsabile della Linea Sicurezza Edipower Pier Andrea Bolis e del Responsabile della Programmazione Lavori di Centrale Salvatore Muliedda. In platea i rappresentanti delle 97 aziende dell’indotto dell’Edipower (che garantiscono oltre un migliaio di posti di lavoro, ai quali si aggiungono le 250 e passa unità dei dipendenti della Centrale), 49 delle quali sono messinesi. Tra la centrale e l’indotto, costituito da aziende che operano nei settori metalmeccanico, elettrico, strumentale, edile, servizi, smaltimento rifiuti, informatico ed altro, si muove un fatturato annuo che supera i cento milioni di euro. I lavori del pomeriggio sono stati aperti da Giovanni Grasso, direttore di Confindustria Messina, che ha illustrato il valore di questa iniziativa, anche per la ricaduta in termini di maggiori opportunità di lavoro che ne può derivare, e sono proseguiti con i contributi del Direttore Acquisti Appalti Edipower Fausto Antonioli e del Responsabile Qualità Edipower Gianni Bartolomucci.

Al termine dei lavori sono stati consegnati gli attestati di frequenza rilasciati ai responsabili ed agli addetti del servizio di prevenzione e protezione per l’aggiornamento formativo previsto dalla normativa in vigore.

Fonte: tempostretto.it

 

 

OSHmail 80 - Special edition: European Week 2008


Nuove news sul sito osha

http://osha.europa.eu/data/oshmail/oshmail-80/oshmail_view?set_language=it


Fonte: osha.europa.eu

 

22/10/2008

 

Provincia Cuneo: protocollo di intesa per la sicurezza sul lavoro

 

Un protocollo d'intesa definirà il progetto comune di azione per gli enti aderenti al Coordinamento provinciale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il documento, presentato alla Giunta provinciale dal presidente Raffaele Costa e dall'assessore al Lavoro Angelo Rosso, avrà valenza triennale. Queste le linee guida: attenzione agli infortuni in agricoltura e nel lavoro interinale sensibilizzazione dei piccoli costruttori di macchine ed utensili da lavoro per l'adeguamento costante alle direttive europee, elaborazione di strumenti per la valutazione dei rischi tarati alle particolari esigenze delle aziende, istituzione di una campagna di comunicazione contro il rischio di monetizzazione della sicurezza, contro cioè il mero incarico a professionisti esterni per assicurare il rispetto formale della normativa.

“La riunione organizzativa convocata in Provincia a metà settembre – dichiarano Costa e Rosso – ha evidenziato la disponibilità dei rappresentanti territoriali e degli attori sociali all'elaborazione di un'azione comune per limitare i dati purtroppo ancora preoccupanti degli infortuni sul territorio. Sul fronte pratico è emersa l'esigenza di una realtà organizzativa autonoma, agile ed aperta al contributo di enti ed associazioni. Serve inoltre un coinvolgimento operativo da parte della Regione, attraverso la presenza di un rappresentante in seno al Coordinamento provinciale e un raccordo informativo tra amministrazioni per lo svolgimento delle funzioni di prevenzione, vigilanza, promozione della comunicazione, formazione e analisi dei dati relativi a eventi dannosi e rischi”.

Il Coordinamento sarà chiamato a realizzare gli indirizzi dettati dal Consiglio provinciale che, con un ordine del giorno, ha richiesto alla Giunta di mantenere un luogo di confronto e dialogo sui temi della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, nonostante il superamento delle competenze conseguente all'istituzione del Comitato regionale di coordinamento. Numerosi i settori di intervento suggeriti, a cominciare dall'analisi dei dati sugli infortuni provenienti da fonti Inail e Asl, per evidenziare i problemi del territorio. Il Comitato provinciale dovrà anche occuparsi della divulgazione tra i giovani e gli insegnanti della cultura della sicurezza attraverso l'elaborazione nelle scuole di moduli formativi specifici; intensificherà la formazione in tutti i settori e le aziende, con particolare attenzione per le categorie più a rischio, come i lavoratori immigrati o atipici; favorirà, valorizzerà e sosterrà l'applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro. La stipula del protocollo d'intesa interesserà Direzione provinciale del lavoro, Inail, Procura della Repubblica di Mondovì, Spresal, Ispesl (Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro), Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), Cgil, Cisl e Uil, Coldiretti, Confindustria, Api, Unione provinciale agricoltori, Confederazione italiana agricoltori, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confcooperative, Legacoop, Comando provinciale vigili del fuoco.

Fonte: targatocn.it

 

 

Viterbo - Artigianato, arrivano gli incentivi per il 2008

 

- Pubblicati i bandi per gli incentivi 2008 a favore delle imprese artigiane.
I beneficiari dei bandi, che prevedono contributi per investimenti, per assunzioni di personale e per il settore ambiente e sicurezza, sono tutte le imprese ubicate nella Regione Lazio iscritte all’Albo Artigiano.

Per quanto riguarda il bando sugli investimenti, le spese ammissibili, per le aziende localizzate in aree destinate ad insediamenti produttivi e nuove imprese artigiane, riguardano la costruzione, l’acquisto, l’ampliamento e l’ammodernamento di laboratori e sedi produttive, l’acquisto di macchinari e attrezzature, anche usati e gli investimenti connessi all'installazione di macchinari e attrezzature, quali opere murarie e di ristrutturazione, realizzazione di impianti, attrezzature di produzione e di movimentazione connesse alla funzionalità di macchinari e attrezzature.

Le spese devono essere state sostenute a partire dal primo novembre 2007 e non devono essere inferiori a 15mila euro.

Il contributo in conto capitale, concesso sulla base dell'ordine di presentazione delle domande fino ad esaurimento dei fondi disponibili, è pari al 30% dell'investimento ammesso e comunque non può superare, per singola domanda, il limite massimo di 25mila euro.

Per i contributi previsti per l’assunzione di personale, i beneficiari sono le imprese iscritte ad enti bilaterali di categoria che assumano personale con rapporto di apprendistato o con contratto di inserimento e personale qualificato, da non oltre un anno, con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

I contributi per il personale assunto con contratto di apprendistato o di inserimento sono determinati in 1750 euro per ciascuna annualità di tirocinio, con un massimo di due, mentre per il personale assunto con contratto a tempo indeterminato i contributi arrivano a 3mila euro per ciascuna annualità di prestazione di lavoro continuativo, sempre con un massimo di due.

Per i soggetti portatori di handicap fisico, psichico o sensoriale, la misura dei contributi è aumentata del 50%.

Gli incentivi sono concessi alle imprese che abbiano assunto personale a partire dal primo gennaio 2008.

Infine, le spese ammissibili per investimenti nel settore ambiente e sicurezza sono: consulenze finalizzate ad analizzare lo stato di fatto dell'azienda e a definire programmi di miglioramento purchè effettuate da soggetti qualificati e nella misura massima del 25% dell'investimento complessivo; interventi tecnologici, infrastrutturali e gestionali volti alla diminuzione dell'impatto sull'ambiente, a monte e a valle del ciclo produttivo; installazione di dispositivi di controllo e definizione di piani di monitoraggio ambientale; interventi tecnologici e infrastrutturali volti ad incrementare la sicurezza sui luoghi di lavoro; sostituzione di macchinari, attrezzature e dispositivi con l'introduzione di macchinari, attrezzature e dispositivi che consentano di incrementare i livelli di sicurezza esistenti; opere di ristrutturazione ed adeguamento locali, purché accessorie ed in misura non superiore al 25% dell'investimento relativo alle opere stesse.

Sono ritenute ammissibili le spese sostenute a partire dalla data di presentazione della domanda e concluse entro un anno dalla medesima data.

Il contributo in conto capitale, concesso sulla base dell'ordine di presentazione delle domande fino ad esaurimento dei fondi disponibili, è pari al 30% dell'investimento ammesso e comunque non può superare, per singola domanda, il limite massimo di 15mila euro.

Per ulteriori informazioni, gli uffici di Fidimpresa Viterbo sono a disposizione ai nr. tel. 0761.337913-14 (Antonella Corbianco – Velide Natali).

Fonte: tusciaweb.it

 

 

INAIL - consultabile il numero 214 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT


Andamento Infortunistico
 

-Malattie professionali: denunce in crescita nel 2007, come e perché
(Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670420288/Bozza2%20DATI%20INAIL%20N9_2008.pdf


-Nel 2007, 1200 "morti bianche", gli invalidi del lavoro sono oltre 800mila
(articolo)
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_12/incidenti_lavoro_a48cf8f8-9842-11dd-af17-00144f02aabc.shtml
 


Congressi e convegni
 

-Prima Conferenza Nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro
(conferenza - Roma, 28 ottobre 2008)
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/3B2D5C0F-85B3-42C2-BAD1-E9B556FA25ED/0/Conferenzavigilanza28102008.pdf


-"Il D.Lgs. 81/2008. Conoscerlo per applicarlo"
(convegno - Santa Maria Imbaro (CH), 24 novembre 2008)
http://www.istitutoaffarisociali.it/flex/files/D.5abd2bcbc6ec600ebba8/dlgs81_lanciano24nov.pdf



Diritto processuale

-Trattazione prioritaria per i processi in materia di infortuni
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8312



Infortuni sul lavoro

Responsabilità
-Responsabilità in caso di infortuni - Corte di Cassazione Sezione Quarta Penale, Sentenza n. 38819 del 14 ottobre 2008
(sentenza)
http://cedoc.sirio.regione.lazio.it/DOCUMENTI/cass_pen38819.pdf


-Infortuni sul lavoro - Tutela oltre il massimale - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 23113 del 9 settembre 2008
(sentenza)
http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=5981



Ispezione del lavoro


-Sospensione dell'attività di impresa
(articolo)
http://www.consulentidellavoro.it/browse.php?mod=article&opt=view&id=4681

 


Malattie Professionali

Burnout
-La sindrome del burnout nel comparto della scuola
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8314


Silicosi
-Silicosi associata a malattia non professionale - Giudicato - Preclusione nel giudizio per rendita superstiti - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 18820 del 9 luglio 2008
(sentenza)
http://www.cortedicassazione.it/Documenti/18820.pdf



Mobbing

-Mobbing: in tema di condanna del datore di lavoro per inerzia decisionale - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22858 del 9 settembre 2008
(sentenza)
http://www.laprevidenza.it/news/documenti/cass_22858_08/2964

 


Prestazioni INAIL

-Ministero del Lavoro, Decreto 23 luglio 2008, rivalutazione dell'assegno di incollocabilità con decorrenza 1° luglio 2008
(normativa)
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/238/5.htm


-Ministero del Lavoro, Decreto 23 luglio 2008, determinazione delle retribuzioni convenzionali per gli anni 1999-2005 per la liquidazione delle rendite INAIL per infortunio e malattia professionale dei tecnici sanitari di radiologia a decorrere dal 1° gennaio 2005
(normativa)
http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2008-10-10&task=dettaglio&numgu=238&redaz=08A07274&tmstp=1224666839323



Rischio professionale

Valutazione
-Indelegabilità della valutazione dei rischi
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8294



Sicurezza del Lavoro


-Attenzione ai comportamenti sicuri: la campagna
(campagna)
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info-77442594.jsp

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/campagna_sicurezza_lavoro/index.html

http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/Campagne/#Attenzione


-Atti del convegno: "Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro"
(Dossier)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8316


-Opuscolo informativo formativo per i lavoratori esposti ad inquinanti urbani
(Dossier)
http://w3.uniroma1.it/medicinadellavoro/Struttura/Documentazione/OPUSCOLO_IU_LE.pdf


-Alcool e lavoro - Opuscolo per i lavoratori
(Dossier)
http://w3.uniroma1.it/medicinadellavoro/Struttura/Documentazione/OPUSCOLO%20ALCOOL.pdf


Tossicodipendenza
-G. Vittadini, A. Lanfranco: "Alcolismo e tossicodipendenza in ambiente lavorativo
(articolo)
http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2008/infcro200810/infcro20081013_alcol.pdf



Welfare

-Collegato Lavoro: lavori usuranti, riorganizzazione di enti, lavoro sommerso - Disegno di legge stralciato il 5 agosto 2008 n. 1441-quater-A
(Disegno di Legge)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=43246

 

Il numero 214 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT è consultabile sul sito dell'INAIL 
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm

 

Fonte: inail.it

 

 

Confindustria Valle d’Aosta presenta lo sportello Ambiente e Sicurezza

 

Aosta - Il servizio vuole fornire alle aziende uno strumento di orientamento nell’applicazione del corpus normativo in materia di sicurezza e ambiente oltre che promuovere e sviluppare una cultura della sicurezza, attraverso l’informazione e la consulenza.
Attivato in collaborazione con Confindustria Canavese è stato presentato questa mattina, mercoledì 22 ottobre, presso la sede di Confindustria Valle d’Aosta il nuovo sportello Ambiente e Sicurezza.
Il servizio prevede informazioni telefoniche e per posta elettronica, incontri in ufficio, sopralluoghi negli stabilimenti per verificare la conformità legislativa, assistenza alle aziende (nei rapporti con USL, ISPESL, ARPA e Ispettorato del Lavoro, etc.) per eventuali prescrizioni impartite che comportano sanzioni amministrative o penali.
Ogni 15 giorni sarà presente negli uffici dell’Associazione un esperto del settore che fornirà assistenza e consulenza mirata e specialistica in materia di sicurezza sul lavoro, igiene industriale, ambiente e territorio rivolta soprattutto alle imprese che non dispongono di personale specializzato e intendono essere informate tempestivamente su tali argomenti.

“L’obiettivo del servizio – si legge in una nota - è quello di fornire alle aziende uno strumento di orientamento nella doverosa e puntuale applicazione del corpus normativo in materia di sicurezza e ambiente e, più in generale, di promuovere e sviluppare maggiore cultura della sicurezza, attraverso l’informazione e la consulenza”. Confindustria Valle d’Aosta evidenzia inoltre che “Il riassetto normativo della prevenzione dei rischi lavorativi realizzato con il decreto legislativo n. 81/2008, insieme ad aspetti sicuramente condivisibili, presenta infatti rilevanti criticità. Il Decreto è complesso (306 articoli e 51 allegati) e non offre risposte alla necessità delle imprese di poter contare su prescrizioni chiare e puntuali la cui osservanza dia la certezza di aver completamente e correttamente adempiuto, senza l’alea della tardiva e penalizzante individuazione dei “giusti” rimedi a posteriori, in sede ispettiva o giudiziaria”.

Giovedì 23 ottobre, con inizio alle ore 15,00 sarà, inoltre, presentato il quadro di riferimento normativo della legislazione regionale in materia di aiuti alle imprese. L’incontro si concentrerà, tra l’altro, sugli incentivi regionali, i costi finanziabili, la misura massima di aiuto pubblico concedibile, gli adempimenti formali da seguire per evitare errori procedurali che possono allungare i tempi di erogazione.

Fonte: aostasera.it

 

 

TUTELA E SICUREZZA DEL LAVORO: NUOVI INDIRIZZI PER L’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI

 

Mezzolani: “Le somme ricavate andranno ad integrare l’apposito capitolo di entrata per finanziare l’attività di prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro”

Nuovi indirizzi alle Zone territoriali dell’Asur nell’applicazione delle sanzioni amministrative in materia di tutela e sicurezza del lavoro. Sono stati stabiliti dalla Giunta regionale sulla base del “Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” (Decreto Legislativo 81/2008), che è entrato in vigore lo scorso 15 maggio.

Questo atto è una delle iniziative inserite nel protocollo d’intesa firmato dall’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani, con i sindacati CGIL-CISL-UIL lo scorso giugno, per sostenere l’attività che i Servizi di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asur devono svolgere per raggiungere gli obiettivi indicati dal “Patto per la Salute nei luoghi di lavoro” concordato tra Stato e Regioni nel 2007.

Nel nuovo testo unico sono previsti numerosi obblighi relativi alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, la cui violazione è punita da pene sia di carattere penale, sia pecuniarie di tipo amministrativo, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni che garantiscono i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati. A svolgere attività controllo sono i Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dei Dipartimenti di prevenzione (PSAL).

“In questa fase di prima applicazione del decreto legislativo – dichiara l’assessore Mezzolani – visti gli innumerevoli quesiti posti dagli operatori dei PSAL dell’Asur, si è ritenuto necessario stabilire, per quanto riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie, linee unitarie di indirizzo per tutto il territorio regionale”.

In particolare, a seguito del controllo, copia del verbale in cui si attesta la contestazione o la notificazione della violazione, dovrà essere inoltrata entro trenta giorni alla Regione. In questo caso, gli interessati possono far pervenire al presidente della Giunta Regionale scritti difensivi e documenti e possono chiedere di essere sentiti dalla medesima autorità.

“L’aspetto rilevante – continua Mezzolani – sta nel fatto che i proventi derivanti dal pagamento delle sanzioni amministrative, che sono incassati dalla Regione Marche, vanno a integrare un capitolo regionale di entrata appositamente istituito per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai Dipartimenti di Prevenzione dell’ASUR”.

Nello stesso capitolo confluiranno anche i pagamenti delle somme aggiuntive, pari a 2.500 euro, dovute per la revoca del provvedimento di sospensione da parte del Servizio PSAL che lo ha adottato, a seguito dell’accertamento della reiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Sempre per raggiungere gli obiettivi del “Patto per la Salute nei luoghi di lavoro”, l’assessorato alla Salute, con la collaborazione dell’Asur, sta completando l’analisi dei dati relativi all’utilizzo degli introiti derivanti dalle sanzioni penali, in modo da rispettare l’impegno preso di adeguare, entro la fine di questo anno, la vecchia legge regionale in materia del 2001 al nuovo “Testo Unico”.
 
Fonte: ilmascalzone.it

 

 

Infortuni sul lavoro: riunione in Prefettura della Conferenza Permanente, ecco le decisioni

 

Confermare la massima attenzione della struttura di rete interistituzionale volta a prevenire il verificarsi di gravi incidenti sul lavoro e predisporre iniziative di sostegno e assistenza ai familiari delle vittime, in linea con le nuove previsioni sul collocamento obbligatorio, contenute nella Legge Finanziaria 2007. E' l'obiettivo, trapelato oggi, nel corso della Conferenza Permanente, presieduta dal Prefetto di Imperia Maurizio Maccari, che ha affrontato il delicato tema degli infortuni sul lavoro.

In apertura di seduta, il rappresentante di governo ha fatto presente che la riunione e' scaturita dall'esigenza, segnalata dal Ministro dell'Interno, di dare massimo sostegno ai familiari delle vittime del lavoro, alla luce delle innovazioni normative (previste dall'art. 3, comma 123 della legge Finanziaria 2007), che hanno esteso il diritto al collocamento obbligatorio agli orfani o, in alternativa, al coniuge superstite di coloro che siano deceduti per incidente ovvero per l'aggravarsi di infortuni sul lavoro.

Nel corso dei rispettivi interventi, il Direttore Provinciale dell'INAIL, i rappresentanti della Direzione provinciale del Lavoro e dell'ASL, il Presidente del Comitato Consultivo INAIL, il Vice Presidente del Comitato Paritetico Territoriale, il Presidente dell'Ordine degli Architetti, i rappresentanti dell'Associazione Provinciale Consulenti del Lavoro e delle Organizzazioni Sindacali, dopo aver illustrato l'attività posta in essere, hanno dichiarato di condividere pienamente la proposta del Prefetto volta alla costituzione, nell'ambito della Conferenza permanente - Sezione Sviluppo Economico e Attività Produttive - di un tavolo tecnico composto da rappresentanti di Prefettura, INAIL, ASL, Provincia , Comitato Tecnico Territoriale e Organizzazioni Sindacali, con il compito di dare ogni possibile assistenza ai familiari delle vittime, al fine della tempestiva applicazione della normativa citata.

Di particolare rilievo è stato l'intervento del Direttore di Confindustria Imperia, il quale ha fatto presente che il Comitato Esecutivo dell'Associazione ha voluto lanciare una sfida culturale, elaborando una proposta di integrazione del Codice Etico - da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea - tesa a prevedere l'espulsione di quelle imprese che dovessero rendersi responsabili di gravi violazioni alle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Il Prefetto ha espresso vivo compiacimento per questa iniziativa che conferma la particolare sensibilità che si registra in provincia di Imperia nei confronti del delicato problema. La riunione si è conclusa prendendo atto che la proficua attività di rete posta in essere in sede di Conferenza Permanente ha consentito di promuovere incisive e concrete iniziative.

Fonte: riviera24.it

 

 

In calo incidenti sul lavoro in Puglia - Vendola: i più a rischio sono gli atipici

 

BARI – «In Puglia si conferma una generale tendenza alla diminuzione degli incidenti sul lavoro, ma aumenta l'incidenza tra i lavoratori atipici e gli stranieri: questo vuole dire che le figure che hanno una più fragile contrattualizzazione sono più esposte al rischio di incidenti». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commentando i dati del rapporto Inail 2007 sulla infortunistica in Puglia presentati oggi a Bari dal direttore regionale dell’Istituto, Alfredo Violante, che parlano di una riduzione dello 0,7% degli infortuni nel 2007.

Vendola ha parlato dei risultati in materia di controlli e prevenzione raggiunti grazie alla collaborazione tra Regione e Inail. «Abbiamo aumentato il personale addetto alla sicurezza del 35% – ha detto Vendola – e questo ha portato al 100% in più dei controlli».
«Il problema – ha aggiunto – è riuscire a cambiare la cultura dell’impresa, per fare capire che i controlli sulla sicurezza non sono un impedimento, ma sono indispensabili, e che più sicurezza sul lavoro porta anche vantaggi economici».

Per Vendola, infine, c'è oggi il rischio che con la recessione si anteponga la difesa del profitto a quella della vita umana: «Anche in tempi di crisi – ha concluso - bisogna affermare che la vita è un valore indisponibile e che non può essere barattato con il plusvalore delle imprese».

Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

 

 

Sicurezza sul lavoro: pubblicati i dati degli interventi dell'Ausl di Rimini


1025 ditte controllate e 200 provvedimenti emessi per un totale di 220mila euro di sanzioni: sono i dati relativi alla sicurezza sul lavoro in provincia, sulla base dei controlli effettuati dall'Ausl di Rimini nei primi 9 mesi dell'anno.

I comparti lavorativi maggiormente interessati dagli interventi sono stati quello edile, del legno, sanitario, dei servizi e dei trasporti. Cadute dall’alto, seppellimenti e sprofondamenti, scariche elettriche, caduta di materiali e rischi causati da macchine sono invece le principali cause di infortuni registrate.

Fonte: newsrimini.it

 

 

Inquinamento elettromagnetico: CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3°, 26/09/2008 (Ud. 13/05/2008), Sentenza n. 36845


INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - Radio Vaticana - Getto pericoloso di cose - Art. 674 cod. pen - Configurabilità - Condizioni - Superamento dei limiti tabellari - Configurabilità dell'illecito amministrativo o dell'illecito penale - Presupposti. In materia di inquinamento elettromagnetico: a) il fenomeno dell’emissione di onde elettromagnetiche rientra, per effetto di una interpretazione estensiva, nell’ambito dell’art. 674 cod. pen.; b) detto reato è configurabile solo quando sia stato provato, in modo certo ed oggettivo, il superamento dei limiti di esposizione o dei valori di attenzione previsti dalle norme speciali e sia stata obiettivamente accertata un’effettiva e concreta idoneità delle emissioni ad offendere o molestare le persone, ravvisabile non in astratto ma in concreto; c) il mero superamento dei limiti tabellari, non accompagnato dalla prova certa ed oggettiva di un effettivo e concreto pericolo di nocumento per la salute e la tranquillità delle persone, configura solo l’illecito amministrativo previsto dall’art. 15 della legge 22 febbraio 2001, n. 36. (Presidente E. Lupo, Relatore A. Franco, Imp. Tucci ed altri). CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. III, 26/09/2008 (Ud. 13/05/2008), Sentenza n. 36845

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO - Radio Vaticana - Getto pericoloso di cose - Concreto pericolo di nocumento - Art. 674 cod. pen - Superamento dei limiti tabellari - Art. 15 L. n. 36/2001 - Disciplina applicabile. Nei casi d’inquinamento elettromagnetico, il semplice superamento dei limiti tabellari dà luogo ad un illecito amministrativo punito con le sanzioni previste dall'art. 15 della legge 22 febbraio 2001, n. 36. Mentre, se poi, oltre al superamento dei limiti, vi sia anche la prova certa ed oggettiva di un effettivo e concreto pericolo di nocumento per la salute o la tranquillità delle persone, allora potrà essere ravvisabile il reato di cui all'art. 674 cod. pen.. (Presidente E. Lupo, Relatore A. Franco, Imp. Tucci ed altri). CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez. 3°, 26/09/2008 (Ud. 13/05/2008), Sentenza n. 36845

Fonte: ambientediritto.it

 

21/10/2008

 

In un anno 154mila incidenti sul lavoro. E' il triste primato della Lombardia

 

I numeri parlano chiaro: nel 2007 i morti sul posto di lavoro sono stati 209. E’ questo il dato da cui prende le mosse la mozione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale

Milano, 21 ottobre 2008 - Un altro record di cui non andar fieri, ad aggiudicarselo è la regione Lombardia, nella quale si verificano il maggior numero di incidenti sul lavoro. I numeri parlano chiaro: nel 2007 ci sono stati oltre 154 mila incidenti, di cui 209 mortali. E’ questo il dato da cui prende le mosse la mozione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia.

Il documento, di cui è primo firmatario il capogruppo del Prc, Mario Agostinelli, impegna la Giunta a definire con Asl, Inail, ISPESL e parti sociali un rafforzamento degli interventi in fatto di prevenzione, sulla base del piano regionale 2008/2010. Il testo chiede anche un incremento dei controlli nelle aziende ‘’con priorità di intervento nei comparti a rischio" e la collaborazione ‘’tra gli operatori delle Asl preposti alle attività di vigilanza - si legge nel documento - e i diversi attori esterni del sistema di prevenzione’’.

La mozione impegna la Giunta, inoltre, a realizzare un sistema informativo per prevenire gli incidenti sul lavoro e a ‘’concretizzare in tempi brevi la convenzione tra Regione Lombardia e Inail nazionale per la realizzazione di un centro di riabilitazione, nonché il reinserimento degli infortunati nei luoghi di lavoro".
 
Fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com

 

 

LAZIO/ARTIGIANATO: DE ANGELIS, 3MILA EURO PER OGNI GIOVANE ASSUNTO

 

Roma, 21 ott - Tremila euro all'anno per ogni giovane assunto a tempo indeterminato dalle imprese artigianali. E' una delle novità previste dal primo bando del Testo Unico sull'artigianato, presentato stamani dall'Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato della Regione Lazio, Francesco De Angelis. Sul Bollettino Ufficiale del Lazio, sostiene l'Assessore, e' pubblicato ''il bando regionale gestito da Sviluppo Lazio che mette a disposizione 5 milioni di euro per le imprese artigianali che presenteranno progetti validi di sviluppo, per creare nuova occupazione giovanile e rafforzare la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale''. Il bando rimarrà aperto fino al 31 dicembre.

Tre sono gli obiettivi del bando - ha spiegato De Angelis: ''innanzitutto avvicinare i giovani ai mestieri artigianali, solo così potremo garantire la sopravvivenza dell'artigianato. Per questo abbiamo stabilito un incentivo di 1.750 euro annui alle imprese che inseriscono in azienda un giovane o lo assumano come apprendista, aumentando i contributo fino a 3mila euro per ogni assunto a tempo indeterminato, con un ulteriore bonus del 50% nel caso in cui si tratta di portatore di handicap''. Il secondo obiettivo, prosegue l'Assessore, e' ''rafforzare le piccole imprese, finanziando l'acquisto o la ristrutturazione dei fabbricati dove esse operano, e finanziando l'acquisto di nuovi macchinari. Infine intendiamo dare qualità al ciclo produttivo, finanziando le spese delle imprese per potenziare i sistemi di sicurezza nei luoghi di lavoro, l'abbattimento delle emissioni e la tutela dell'ambiente''.

Fonte: asca.it

 

 

Sicurezza sul lavoro, a Forlì più di 3500 incidenti all'anno


La settimana dal 20 al 25 ottobre è la settimana europea per la sicurezza sul lavoro e rientra nel quadro della campagna biennale "Ambienti di lavoro sani e sicuri", indetta dall'Unione Europea. A Forlì i dati confermano come gli infortuni sul lavoro siano un problema prioritario, con più di 3500 infortuni ogni anno, di cui circa 130 con esiti permanenti e mediamente quattro mortali. Il settore più a rischio è il metalmeccanico, che 'produce' il 25% di tutti gli infortuni.

Il Metalmeccanico è il settore che ha l'Indice di Incidenza (cioè il numero di infortuni ogni 100 addetti, che è l'indicatore di rischio comunemente utilizzato) più elevato; tuttavia dal 2001 mostra una accentuata diminuzione (-28%).

Il settore delle Costruzioni è responsabile di circa il 15% degli infortuni ed ha un Indice di Incidenza decisamente inferiore a quello del metalmeccanico e che si colloca anche dopo il settore Legno, che però ha un numero di infortuni molto più basso.

Contrariamente a quanto avviene nel resto della Regione, nel nostro territorio il settore dei Trasporti mostra un I.I. molto basso (4.40% contro una media regionale del 10.75%).

Infortuni gravi
Gli infortuni gravi con esito permanente hanno un'incidenza di 2,1 ogni mille addetti, praticamente sovrapponibile alla media regionale (2,2 ogni mille addetti); tale incidenza non accenna a diminuire, anzi mostra, come a livello regionale, una lieve tendenza all'aumento, che tuttavia scompare se si escludono gli infortuni "in itinere" cioè sulla strada.

Infortuni in agricoltura
Nel quinquennio 2001 - 2005 si sono verificati in agricoltura 2412 infortuni (in media 482 all'anno), di cui 122 con esito permanente; tuttavia nello stesso periodo si è verificata una sensibile diminuzione sia degli infortuni totali (- 22,4%), sia degli infortuni con esiti (- 11%), in controtendenza rispetto alla regione, dove gli infortuni con esiti sono aumentati rispettivamente del 25% e del 17%. In agricoltura non è possibile calcolare gli Indici di Incidenza, perché non sono disponibili dati sul numero di addetti.

Infortuni mortali
Nel quinquennio 2002 - 2006 si sono verificati 32 infortuni mortali, di cui 5 in agricoltura e 27 nell'industria (di cui 20 per incidenti stradali). Il settore con il più alto numero di morti ed il rischio più elevato è quello delle costruzioni.

Al primo posto come causa di infortuni mortali sul lavoro vi sono gli incidenti stradali (nell'industria circa il 70% degli infortuni mortali sono avvenuti sulla strada, in più della metà dei casi durante il tragitto casa- lavoro e viceversa); la seconda causa di infortuni mortali sono le cadute dall'alto, seguite dalla movimentazione di materiali e dalla folgorazione.

In agricoltura praticamente tutti gli infortuni mortali sono avvenuti durante l'utilizzo di macchine agricole, specialmente per ribaltamento del trattore in collina. E' da segnalare che l'età mediana delle vittime in agricoltura è di 63 anni, molto più alto che in edilizia (35 anni) e negli altri settori (44 anni).

Il quadro epidemiologico attuale degli infortuni sul lavoro pur in presenza di un lento e costante calo del rischio infortunistico globale, non mostra una sostanziale diminuzione degli eventi più gravi, che sono sempre più correlati causalmente con carenze della sicurezza di carattere organizzativo e gestionale.

Questo quadro pone con maggiore evidenza la necessità di un approccio sistemico al problema della sicurezza sul lavoro che preveda non solo un potenziamento delle azioni di controllo, ma anche interventi per la promozione della cultura della sicurezza, che possa tradursi in efficaci soluzioni organizzative.

In questo contesto va sottolineata l'importanza fondamentale della informazione e della formazione, nonché della diffusione di "buone prassi" , che aiutino le Piccole e Medie Imprese ad adottare modelli di organizzazione e gestione della sicurezza semplici, economici ed efficaci.

In quest'ottica l'Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro del Dipartimento di Sanità Pubblica di Forlì sta portando avanti, tra l'altro, i seguenti importanti programmi di prevenzione che affrontano le criticità del territorio:

Prevenzione infortuni nel settore "Metalmeccanica": iniziato nel 2006, ha coinvolto fino al 30 giugno 2008 circa 250 aziende con diverse azioni: 12 incontri informativi con distribuzione di linee guida e altro materiale di assistenza, 4 corsi di formazione (con 15 repliche), ispezioni in 225 aziende.

Prevenzione infortuni nel settore "Edilizia", con ispezioni dal 2006 in più di 250 cantieri, che hanno coinvolto circa 480 ditte. In luglio e settembre 2008 sono state programmate due settimane di vigilanza intensiva congiuntamente all'INAIL e alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Progetto per la promozione di un "Sistema di gestione della Sicurezza semplificato per le Piccole e Medie Imprese", che ha l'obiettivo di migliorare l'organizzazione della sicurezza offrendo linee guida di facile applicazione. Il progetto, nato dalla constatazione che circa l'80% degli infortuni si verifica per carenze organizzative, è stato predisposto e portato avanti dal Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) di Forlì in collaborazione con INAIL provinciale e regionale, che insieme hanno elaborato un modello semplificato di organizzazione della sicurezza. Nel 2007 - 08 è stata fatta con successo una sperimentazione del modello in 15 aziende volontarie e nel 2009 si procederà alla sua diffusione su scala più vasta.

Sempre nell'ottica di promuovere la sicurezza nel mondo del lavoro e facilitare la corretta applicazione delle misure di prevenzione L'Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (UOPSAL) del Dipartimento di Sanità Pubblica (DSP) di Forlì partecipa alla Campagna Europea organizzando due iniziative:

Seminario "Il ruolo del Medico Competente e la Sorveglianza Sanitaria alla luce del Decreto Legislativo 81/08", rivolto ai Medici Competenti aziendali, che si terrà mercoledì 29 ottobre alle ore 16 presso la Sala "Pieratelli" dell'Ospedale Morgagni

Convegno "Sicurezza sul lavoro:le novità del D. Lgs 81/08", organizzato con la collaborazione dell'INAIL e indirizzato alle aziende, ai consulenti, ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza; si terrà il 6 novembre alle ore 14.30 nella Sala "Zambelli", presso la Camera di Commercio di Forlì

Scopo di entrambe le iniziative è quello di illustrare le importanti novità introdotte quest'anno nella legislazione sulla sicurezza sul lavoro, soprattutto in tema di valutazione e gestione dei rischi, cercando di chiarire i dubbi di interpretazione e fornendo indicazioni concrete e semplici, nell'ottica di facilitare una corretta e puntuale applicazione delle misure di tutela.

Fonte: consorzioparsifal.it

 

 

Perugia - Donne e Lavoro, concorso a fumetti

 

L′8 marzo 2009 si concluderà il concorso a fumetti:"Umbria Donne e Lavoro: strisce di sicurezza".

Il Concorso “Umbria donne e lavoro” è giunto alla sua quarta edizione. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle manifestazioni realizzate congiuntamente dall’ Inail e dall’Anmil in occasione della Festa della Donna, a cui aderiscono anche la Provincia di Perugia, Assessorati alle Pari Opportunità ed Attività Culturali, Economiche e Sociali, la Provincia di Terni, Assessorato alle Politiche Formative e del Lavoro-Pubblica Istruzione-Coordinamento degli interventi delle politiche attive per l’occupazione, la Consigliera di Parità della provincia di Perugia e della provincia Terni, il Comune di Perugia e di Terni. Partecipa all’evento anche la Biblioteca delle Nuvole, biblioteca comunale dei fumetti di Perugia.

"Il concorso – sottolinea Anna Innocenti, Direttore Regionale Inail Umbria – attraverso la forza emotiva e rappresentativa del fumetto si propone di dare una nuova voce ed una diversa visibilità al tema della sicurezza sul lavoro, attraverso il punto di vista delle donne".
L’obiettivo è dare un maggiore rilievo territoriale ed istituzionale al tema della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Concorso è aperto a tutte le donne, italiane e straniere, che hanno compiuto la maggiore età alla data di scadenza della domanda di partecipazione.
La partecipazione al concorso è gratuita.

 

Scarica il Bando

 

Fonte: consorzioparsifal.it

 

 

Operaio morto, sei nei guai


La procura chiama in causa l’Astaldi e i suoi «quadri»
 

E’ MORTO schiacciato dall’escavatrice che è precipitata, trascinandolo con sé, nella buca profonda 25 metri della stazione Marconi della metropolitana leggera. Era il 5 novembre 2007 e Alan Spranzi, 41 anni di Collio, una figlia di 7 anni, era stato la seconda vittima dei lavori di costruzione del metrobus. Poco più di un mese prima, il 26 settembre, era morto un altro operaio, Franco Rizza 52 anni, di Capodiponte, moglie e due figli, precipitato con un volo di 3 metri da un ponteggio. È omicidio colposo per la procura la morte di Spranzi. L’Astaldi, la società che ha l’appalto dei lavori per il cantiere di Brescia mobilità, rischia una multa di circa un milione e mezzo di euro per aver omesso di pianificare un adeguato piano di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il pm Paolo Savio ha infatti chiuso le indagini sul secondo infortunio mortale applicando per l’Astaldi la legge 231 che prevede la responsabilità amministrativa delle società e contestando il reato di omicidio colposo nei confronti di sei persone, Cesare Umiliaco, 57 anni, romano datore di lavoro per conto dell’Astaldi, Paolo Carmona 35 anni residente a Brescia, dirigente per la sicurezza e direttore di cantiere sempre per conto dell’Astaldi, Giovanni Annunziata 5 2 anni capo cantiere, Mauro Segat 48 anni assistente di cantiere, Donato Bertoncelli, 62 anni, coordinatore per la sicurezza durante la progettazione dell’opera, Giovanni Pinchetti, 54 anni, coordinatore per la sicurezza per Brescia mobilità. Per negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle norme preposte alla prevenzione degli infortuni, non avrebbero, secondo l’accusa, adottato le misure che erano necessarie a tutelare l’operaio. I responsabili dell’Astaldi non avrebbero inoltre verificato l’adeguatezza del piano operativo di sicurezza della società.

DOPO IL PRIMO infortunio mortale nei cantieri del metrobus in via Bissolati in cui morì Franco Rizza (il processo per omicidio colposo è in corso) la procura ha costituito una «task force» coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Salamone e dai pm Paolo Savio e Silvia Bonardi che si avvale, per l’attività investigativa e gli accertamenti sulla regolarità dei lavori e in particolare della sicurezza, della polizia di Stato della procura della Repubblica e della Guardia di finanza. Il gruppo di lavoro, diretto da Marco Mariconda della polizia di Stato e Claudio Scarselletta della Guardia di finanza, ha acquisito la documentazione dall'Asl, Brescia mobilità, Inps, Inail e Ufficio del lavoro e ha rilevato una serie di irregolarità inerenti la sicurezza e gli investimenti ridotti, ma anche la regolarità e il possesso dei requisiti delle ditte che lavorano in subappalto per il metrobus di Brescia. 
 
Fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com

 

 

Decreto 81/08: quale formazione per dirigenti e preposti?


Alcune considerazioni su come effettuare una corretta formazione di dirigenti e preposti. Chi deve operare la vigilanza? Problemi nell’applicazione e modelli di gestione conformi all’art. 30 del d.lgs. 81/08. A cura di Alessandro Mazzeranghi.


Uno dei punti richiamati al comma 1 dell’art. 30 riguardo agli aspetti che devono essere tenuti sotto controllo dal modello di gestione esimente ai fini del D.Lgs. 231/01 per quanto riguarda i reati di omicidio e lesioni colpose, con mancato rispetto delle norme antinfortunistiche, è l’indicazione della necessità di vigilare sull’effettivo rispetto delle procedure instaurate in azienda e quindi verificare che tutti i soggetti interessati seguano concretamente il modello, questo indipendentemente dal fatto che il modello sia corretto, perché qualora il modello sia correttamente sviluppato anche nella sua parte speciale relativa alla sicurezza, ma non sia associato a una promozione, a un controllo della attuazione del modello medesimo, quindi a una spinta all’attuazione delle procedure delle regole di sicurezza in genere e a una vigilanza sulle medesime, il modello di fatto risulterebbe inefficace e quindi perderebbe anche il suo valore esimente per le responsabilità amministrative dell’azienda.

Ora noi sappiamo che il problema della vigilanza sull’aspetto operativo non è un problema che riguarda l’alta direzione e neanche la dirigenza, che sono comunque sempre o quasi sempre lontane dalla situazione sul campo e quindi non hanno gli strumenti pratici per attuare direttamente un’opera di promozione e vigilanza del rispetto delle procedure. Le figure chiave in questo processo non sono neanche gli intermedi talvolta, per esempio i capi reparto, anch’essi spesso sono coinvolti in attività di pianificazione e controllo, che non li tengono sufficientemente a contatto con la realtà operativa. Ne risulta quindi che la vera vigilanza, quella che impedisce o almeno riduce i comportamenti scorretti è quella che può essere attuata dai preposti che operano sul campo, che sono naturalmente i preposti di più basso livello presenti in azienda, quali i capi turno, capi squadra, capi settori di determinati servizi. Questi soggetti, per il fatto stesso che operano strettamente a contatto con i lavoratori, hanno tutto l’interesse a non porsi in contrasto con questi, perché il loro risultato finale su cui si misurano le prestazioni a fine anno, è spesso legato al buon rapporto che sanno instaurare con i lavoratori che più o meno si rendono disponibili per raggiungere determinati obiettivi lavorando con attenzione, precisione e impegno. Peccato che, forse per effetto del fatto che negli obiettivi di fine anno la sicurezza spesso non viene quantificata, questo impegno è volto ad altri fattori e trova nella sicurezza, nel lavorare secondo procedure, nel lavorare secondo sequenze definite e regolamentate, un ostacolo, apparente quanto meno, al raggiungimento degli altri obiettivi .

Per trasformare questa situazione e coinvolgere i preposti nelle attività di vigilanza, lo stesso decreto legislativo 81 all’art. 19 evidenzia in modo esplicito quest’obbligo dei preposti, ma non da alcuna indicazione, com’è naturale che sia in una Legge, su quelli che possono essere i metodi, le logiche, o i modelli organizzativi idonei per avere un effettivo coinvolgimento dei preposti. È quindi necessario superare questo ostacolo, ovvero è necessario che le aziende, al di là dell’attività di costruzione di un modello organizzativo idoneo e quindi completo in tutte le sue parti comprese quelle operative, si impegnino anche nel coinvolgimento nel processo di miglioramento della sicurezza dei preposti e anche dei lavoratori stessi, ma in questa sede vogliamo concentrarci principalmente sui preposti e sull’obbligo di vigilanza e di informazione in merito a problematiche di sicurezza di cui essi vengono a conoscenza, obblighi entrambi sanciti dall’art. 19 già prima citato.

Il primo punto da prendere in considerazione, per coinvolgere i preposti prima di tutto nella vigilanza, è la chiara definizione delle loro mansioni all’interno dell’azienda. Non si può pretendere che un preposto, posto di fonte all’art. 19, riesca a tradurlo correttamente nella sua realtà organizzativa aziendale, capendo quindi quali sono gli aspetti della vigilanza che spettano a lui e quali sono gli aspetti di vigilanza che spettano ai suoi diretti superiori o a chi, ancora in veste di preposto, collabora con lui. Se l’azienda non traduce l’art. 19 nella sua realtà, dando ad ogni preposto e categoria di preposti un’indicazione precisa su quello che l’azienda medesima chiede da loro l’organizzazione aziendale o meglio l’articolazione di funzioni, così come chiamato dall’art. 30, non è idonea a far funzionare il modello istituito e quindi questo può far perdere uno dei requisiti essenziali per l’effetto esimento del modello medesimo. Questa definizione che dicevamo non deve essere una definizione generica, ma si deve riferire alla concreta operatività del preposto e deve distribuire fra preposti di diverso grado l’impegno, sia della conduzione dell’attività lavorativa, sia dei controlli di impianti e mezzi di produzione, sia della vigilanza, in modo tale che questa distribuzione sia equilibrata e a nessuno vengano richieste prestazioni in materia di sicurezza superiori alle sue effettive possibilità. Anche questo errore farebbe perdere di efficacia ed efficienza il modello, rendendolo di nuovo non idoneo ai fini esimenti. Quindi la mappatura delle attività dei preposti e un’attenta distribuzione delle responsabilità che entri nei dettagli operativi, senza però avere una pretesa di esaustività su tutti gli aspetti di estremo dettaglio, deve essere il primo passo dell’azienda che deve chiarire a se stessa quale effettivamente è la propria organizzazione, quale effettivamente è la richiesta che fa ai suoi collaboratori.

Fatto questo però il problema non è affatto risolto, se si costruisce una sorta di mansionario logico, ben articolato, preciso, indiscutibile e lo si propone a dei preposti, oggi è molto probabile che questo mansionario venga ritenuto un arbitrio da parte dell’azienda che tenta di attribuire ai lavoratori e ai preposti delle responsabilità che a loro non spettano al solo fine di preservare i vertici aziendali dalle proprie responsabilità. È quindi necessaria un’attività di formazione, di coinvolgimento, di crescita culturale dei preposti che deve essere impostata dall’azienda sin da subito quando decide di instaurare un modello organizzativo, perché solo così arriverà ad avere una platea di lavoratori e preposti ricettiva rispetto alle sue indicazioni quando saranno pronti i documenti che descrivono precisamente l’articolazioni di funzioni adottata. Non è sufficiente dire a un preposto che ciò che gli si chiede era già quello che gli si chiedeva in precedenza salvo che ora è messo in forma esplicita; questo può essere vero nella maggior parte dei casi o almeno in alcuni, ma non viene recepito in questi termini e viene rifiutato come una scusa a mascherare un’imposizione impropria ed ingiusta da parte dell’azienda.

Essendo invece il ruolo dei preposti fondamentale, come ben sappiamo, nella gestione della sicurezza in azienda, è necessario partire immediatamente, quando si stabilisce che la strada che l’azienda vuol perseguire è quella di un modello organizzativo esimente, da una formazione di base che faccia intuire e illustri il ruolo che effettivamente non può essere altro che dei preposti nella conduzione e nella vigilanza sull’operatività. Solo facendo questo e avendo i tempi sufficienti e anche operando non tramite ragionamenti teorici, ma anche e prevalentemente sul campo tramite valutazioni congiunte on the job della realtà operativa e delle reali possibilità di intercettare errori o manchevolezze da parte dei lavoratori, si può arrivare al coinvolgimento dei preposti e quindi alla convinzione da parte di questi ultimi che il loro ruolo svolga effettivamente in azienda una funzione determinante sotto il punto di vista della sicurezza.

Questo tipo di operazione, abbiamo detto, non è semplice e deve essere fortemente supportata da tutto il vertice aziendale, a partire dalla direzione per arrivare alla dirigenza per arrivare a coloro che sono seppur preposti soggetti che non sono direttamente coinvolti sul campo ma comandano coloro che sono sul campo. Tutte queste persone devono mostrare una convinzione comune nel riguardo al ruolo del preposto e alla sua importanza e devono in qualche modo trasferire questa sensazione percezione di importanza ai loro collaboratori. Questo evidentemente presenta delle controindicazioni perché il collaboratore, che a un certo punto ritiene di avere maggiore importanza oggi di quanta ne aveva ieri, potrebbe ritenere legittime alcune richieste aggiuntive; altre volte ci si accorge che l’inquadramento stesso dei lavoratori che svolgono il ruolo di preposti non è del tutto corrispondente alla mansione svolta.

Questi sono problemi che devono essere valutati preliminarmente, ma che in una forma o nell’altra si presentano nella maggior parte dei casi almeno secondo l’esperienza di chi scrive. Superato questo ostacolo o meglio fatta chiarezza anche su questo aspetto è importante quindi coinvolgere la famiglia dei preposti più che i singoli preposti per far capire loro il ruolo importante svolto in azienda ma anche il supporto che l’azienda gli mette a disposizione in termini di strumenti, di checklist, di modi di comportare, di istruzioni on the job, affinché possano svolgere la loro attività di conduzione e vigilanza senza avere dubbi sulla corretta esecuzione della medesima, oppure senza ritenere che il loro compito diventi esclusivamente quello del vigile che non fa altro dalla mattina alla sera che controllare il prossimo.

Su questo il compito formativo dell’azienda è fondamentale e non può essere neanche standardizzato perché ogni azienda ha una sua organizzazione e in questa il ruolo di preposto è vissuto diversamente; non a caso il medesimo D.Lgs. 81 prevede che la formazione dei preposti avvenga in azienda, non tanto come luogo fisico riteniamo, quanto piuttosto come luogo di persone che condividono una comune esperienza e una comune organizzazione e che quindi sono preposti in un modo specifico, diverso probabilmente da quello in cui lo sono i preposti dell’azienda che ha il capannone a 100 metri di distanza da quello della loro.

La progettazione della formazione, l’erogazione e così via devono essere estremamente accurati e certamente non si può pensare che con lezioni frontali di durata più o meno prolungata si possa rapidamente risolvere il problema; questo problema si risolve, quello della crescita culturale dei preposti, attraverso un affiancamento puntuale sul campo tramite il quale si prendono insieme in considerazione delle situazioni e si possa ragionare su quali comportamenti sarebbero stati quelli corretti da parte dei medesimi preposti.

Un’esperienza maturata in questi ultimi anni ha evidenziato che per far crescere in una azienda di medie dimensioni un gruppo di preposti di medio livello, per la precisione capi reparto, ci sono voluti 3 anni per arrivare ad una completa comprensione del ruolo ed a una fattiva collaborazione con la direzione e la dirigenza in materia di sicurezza senza fraintendimenti, scivoloni e polemiche. Analogo progetto rivolto a preposti di livello inferiore richiederà probabilmente tempi di lunghezza comparabile, quindi non 2 mesi, non una lezione, ma piuttosto un anno di continuo lavoro di affiancamento o più, certamente nell’azienda di cui parliamo questa attività potrà essere svolta con l’aiuto dei capi reparto che sono già formati e quindi l’impegno non sarà così gravoso in termini di impegno continuativo o in aula di ore di docenza.

L’impegno sarà invece da parte di coloro che comunque passano 8 o più ore della loro giornata lavorativa in reparto o a stretto contatto col reparto, l’impegno sarà quello di rispondere pacatamente e tranquillamente ai quesiti posti e di impegnarsi in caso di errore ad insegnare il corretto modo di comportarsi ai preposti medesimi, senza incorrere nella tentazione di intervenire direttamente sui lavoratori saltando il ruolo di preposto e di fatto togliendo dignità e funzione a queste figure che poi potrebbero sentirsi del tutto deresponsabilizzate. Molte volte infatti abbiamo sentito parole come “intanto la vigilanza è compito del capo reparto, io devo fare produzione”. Queste brevi note vogliono solo evidenziare una criticità che non emerge direttamente dalla legge ma che diventa sul campo sicuramente una delle principali per la effettiva attuazione di un modello organizzativo che può essere progettato, implementato, sviluppato nei migliore dei modi possibili, ma che non troverebbe comunque efficacia né tantomeno efficienza se le persone coinvolte a tutti i livelli di responsabilità non svolgono adeguatamente il loro ruolo.

Ing. Alessandro Mazzeranghi


Fonte: puntosicuro.it

 

 

Dati da inserire nella tessera di riconoscimento: il Ministero del Lavoro risponde all'interpello ANIE


Il Ministero del Lavoro ha risposto all'istanza di interpello dell’ANIE – Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche - sui dati da inserire nelle tessere di riconoscimento nel rispetto del D.Lgs. 196/2003

Il quesito dell'ANIE consisteva nella domanda "se rispetto all’esigenza che i dati riportati su detta tessera consentano l’identificazione del lavoratore, l’indicazione della data di nascita non risulti sproporzionata e possa, pertanto, essere omessa, risultando sufficiente l’indicazione degli altri elementi indicati dalla circolare n. 29/2006 (fotografia, nome e cognome del lavoratore, nome o ragione sociale del datore di lavoro)".
Il Ministero rinvia al proprio chiarimento contenuto nella Circolare 29/2006 (“i dati contenuti nella tessera di riconoscimento devono consentire l’inequivoco e immediato riconoscimento del lavoratore interessato e pertanto, oltre alla fotografia, deve essere riportato in modo leggibile almeno il nome, il cognome e la data di nascita. La tessera inoltre deve indicare il nome o la ragione sociale dell’impresa datrice di lavoro”) sottolineando che esso "ha solamente esplicitato il concetto di “generalità del lavoratore” senza apportare alcuna indebita integrazione concettuale e terminologica del precetto legislativo, risultando sotto ogni profilo, formale e sostanziale, rispettosa del principio del trattamento dei soli dati personali che siano pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità per cui sono raccolti e trattati".
Viene poi sottolineata "la necessità di leggere la norma de quo in correlazione con quanto sancito dal successivo comma 4: “i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere all’obbligo di cui al comma 3 mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori”. Il Registro di cantiere di cui all’art. 36 bis, comma 4, del D.L. n. 223/2006 – vidimato dalla competente D.P.L. e da tenersi sul luogo di lavoro – è strutturato sul modello del “vecchio” libro di matricola. Infatti sullo stesso dovranno essere trascritti gli estremi (id est i dati anagrafici) del personale giornalmente impiegato in cantiere e ciò al fine di soddisfare, se pur in altro modo, il contenuto precettivo di cui al precedente comma 3 dell’art. 36 bis, a norma del quale: “nell’ambito dei cantieri edili i datori di lavoro debbono munire, a decorrere dal 1° ottobre 2006, il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento”.
 

Risposta del Ministero del Lavoro all'interpello ANIE


Fonte: lavoro.gov.it

 

 

Lavoro: indagine Eurisko, ai minimi storici sicurezza impiego per italiani


MILANO - La sicurezza del posto di lavoro percepita dagli italiani è ai minimi storici. Lo rivela l'ultima indagine Gfk Eurisko presentata al convegno degli psicologi lombardi a Milano. In base alle statistiche, il 56% delle 1000 persone intervistate come campione rappresentativo della popolazione italiana ritiene che il proprio posto di lavoro sia meno sicuro rispetto a un anno fa. "Si tratta di un dato allarmante - ha constatato Claudio Bosio, psicologo e vice presidente dell'Istituto di ricerche Gfk Eurisko - che ha importanti effetti sull'economia, poichè influisce per il 10-15% sui consumi, e sull'agenda politica".


Fonte: corriere.it

 

 

INCIDENTI LAVORO:VIESPOLI,PRESTO 50 MLN, ANCHE PER CONTROLLI


"Non bisogna fermarsi ai dati che indicano un calo degli infortuni sul lavoro, perché servono nuovi e importanti passi in avanti". Lo ha affermato il senatore Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro, intervenuto al margine del convegno dell'Inail per la presentazione dei dati sulla sicurezza del lavoro in Campania, relativi al 2007.


Il Governo, ha sottolineato Viespoli, si sta muovendo in questa direzione e "a breve si sbloccheranno diverse situazioni, a partire dai 50 milioni di euro per il piano straordinario che permetta di aumentare controlli e prevenire gli infortuni. Abbiamo già definito il riparto, ora dobbiamo passare in Conferenza Stato-Regioni". "L'obiettivo - continua - è diffondere una cultura della sicurezza, a cominciare dalla scuola, che porti a più informazione, più comunicazione e più formazione nei luoghi di lavoro". "Molti infortuni - prosegue - sono da attribuire a problemi di ordine comportamentale, che nascono sempre da deficit di conoscenza". "La sanzione è importante e significativa - ha concluso - tuttavia viene dopo. Il problema principale è la prevenzione".


Fonte: tvsette.net

 

 

Sicurezza del lavoro in edilizia: La Prefettura di Biella organizza un convegno


Il tema della sicurezza sul lavoro edile è stato l’argomento di un incontro nella Prefettura di Biella al quale hanno partecipato il Presidente dell’Amministrazione Provinciale, il Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro, i rappresentanti di SPreSAL dell’A.S.L. di Biella, dei sindacati CGIL, CISL E UIL territoriali, del Collegio dei costruttori, della Cassa Edile, dell’Ente Scuola Edile, di Confartigianato e di CNA.

Il comparto dell'edilizia risulta tra quelli dove si registrano rilevanti problematiche spesso riconducibili al mancato rispetto della normativa e delle misure previste per il mantenimento delle condizioni di sicurezza. Secondo le statistiche nazionali, sono infatti le cadute dall’alto le maggiori cause (circa il 60%) di infortuni delle persone occupate nell’attività edile e troppo frequentemente si verificano per comportamenti imprudenti, errati o per l’inosservanza delle regole poste a tutela dell’incolumità.

Dopo un’articolata discussione si è concordato di programmare per il prossimo mese di novembre l’organizzazione di un convegno rivolto ai lavoratori ed alle imprese, nell’ambito del quale richiamare efficacemente l’attenzione dei diretti interessati sull’estrema importanza dell’adozione delle necessarie misure di sicurezza, la cui puntuale osservanza contribuisce in maniera determinante alla prevenzione dell’infortunistica sul lavoro.


Fonte: diariodelweb.it

 

 

Commissione permanente per la sicurezza nei cantieri navali


LUCCA - Associazione industriali, Confartigianato, Cna hanno sottoscritto un accordo con Cgil, Cisl e Uil per l'istituzione di un tavolo permanente di confronto per migliorare i livelli di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L'intesa si e' resa necessaria per le peculiarità dei settori della cantieristica navale, con lavorazioni diverse che si svolgono contemporaneamente e fanno capo a responsabili diversi. La prima riunione del nuovo organismo si terrà il 29 ottobre.


Fonte: noitv.it

 

 

La Cassazione sulla figura del datore di lavoro nel caso di societa'


Nel caso in cui un’impresa abbia carattere di società e non sia possibile individuare gli organi tenuti a garantire la sicurezza sul lavoro, la responsabilità anche penale grava sul legale rappresentante della società medesima. A cura di G. Porreca (www.porreca.it).


Cassazione Penale Sez. III - Sentenza n. 11749 del 17 marzo 2008 - Pres. De Maio – Est. Teresi – P.M. Di Popolo – Ric. B. C.

Nel caso in cui il datore di lavoro è una persona giuridica e non sia possibile individuare gli organi tenuti a garantire la sicurezza sul lavoro il destinatario degli obblighi di adottare le misure necessarie a preservare la incolumità dei lavoratori è il legale rappresentante dell’ente imprenditore quale persona fisica attraverso la quale la persona giuridica agisce nel campo delle relazioni intersoggettive. Su questa figura grava perciò, in qualità di preposto alla gestione della organizzazione del lavoro, la responsabilità anche penale per la mancata applicazione delle norme antinfortunistiche a meno che non conferisca a terzi una valida delega. È una conclusione questa alla quale era già in passato pervenuta la stessa Corte di Cassazione in occasione di altre sentenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il fatto. Il legale rappresentante di una società contitolare di un cantiere organizzato per la demolizione di un fabbricato è stato condannato dal Tribunale alla pena di euro 400,00 d'ammenda per avere omesso di adottare dispositivi antinfortunistici nei confronti di lavoratore dipendente che, mentre era intento ai lavori di demolizione, si è infortunato precipitando a causa del crollo di un solaio sul piano sottostante per la mancanza di impalcati di protezione e per l’assenza di una cintura di sicurezza collegata a una fune di trattenuta. Lo stesso veniva però assolto dall’imputazione di lesioni colpose di cui all’art. 590 c.p. per le quali era stato ritenuto responsabile e giudicato separatamente un suo contitolare che svolgeva anche le funzioni di capocantiere.

Il rappresentante legale della società ha proposto appello alla Corte di Cassazione facendo presente che il contitolare aveva operato in assoluta autonomia nel cantiere e sostenendo che la estraneità al cantiere che aveva portato alla sua assoluzione del reato di lesioni colpose per l’infortunio accaduto escludeva altresì la sua responsabilità per le contravvenzioni contestate in materia di sicurezza sul lavoro.

Nel rigettare il ricorso la Corte di Cassazione ha sostenuto che correttamente l’imputato era stato ritenuto corresponsabile delle contravvenzioni ascrittegli in quanto il Tribunale ha accertato che l’imputato “legale rappresentante di una società di costruzioni edilizie e, quindi, tenuto all'osservanza degli obblighi imposti al datore di lavoro in materia di sicurezza dei lavoratori, ha omesso d'adottare dispositivi antinfortunistici in un cantiere predisposto per la demolizione di un fabbricato” ed ha sostenuto altresì che “non lo esimeva da responsabilità il fatto di non essere stato presente in cantiere al momento dell'infortunio occorso a un dipendente in conseguenza dell'omessa predisposizione di presidi di sicurezza, né l'esito del giudizio sull'imputazione di lesioni colpose”.

La Sez. IV ha evidenziato inoltre che “il soggetto destinatario delle norme contestate all'imputato è il datore di lavoro titolare delle obbligazioni prevenzionali più importanti in materia d'igiene dei locali e di sicurezza del lavoro, cui sono rivolte le prescrizioni antinfortunistiche e quelle dirette ad assicurare soddisfacenti condizioni d'igiene e di sicurezza” e che “sussiste, quindi, responsabilità penale, almeno per colpa, se il datore di lavoro non adotti le misure atte a prevenire l'inquinamento dell'ambiente di lavoro e pericoli o danni al personale addetto e se non assolva l'onere di provare che il servizio di prevenzione sia funzionante e che a esso sia preposto un dirigente responsabile”.

Prosegue ancora la suprema Corte puntualizzando che “Nel caso in cui l'impresa abbia carattere di società e non sia possibile individuare gli organi tenuti a garantire la sicurezza del lavoro, la relativa responsabilità grava anche penalmente sui legali rappresentanti della società, perché costoro, ancorché non svolgano mansioni tecniche, sono pur sempre preposti alla gestione della società e s'identificano, quindi, con i soggetti primari destinatari delle norme antinfortunistiche” e sostenendo ancora che “se il datore di lavoro è una persona giuridica, destinatario delle norme, per quanto attiene all'adozione degli apparati strumentali necessari a preservare l'incolumità dei lavoratori è il legale rappresentante dell'ente imprenditore, quale persona fisica attraverso la quale la persona giuridica agisce nel campo delle relazioni intersoggetive”.

“Tale compito” conclude la Corte di Cassazione, “discende dalla legge e non richiede espresso conferimento e da esso il datore di lavoro può esimersi solo mediante conferimento di valida delega”.


Fonte: puntosicuro.it

 

 

Sicurezza sul lavoro: fondi formazione per 3,7 mln di euro

 

Il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni in azienda passano anche dal potenziamento della conoscenza di tutti i rischi connessi alle consuete attività.

La formazione dei lavoratori, quindi, rientra tra gli strumenti indispensabili per raggiungere efficacemente l’obiettivo di aumentare il livello di prevenzione degli infortuni e la conseguente diminuzione degli incidenti sul lavoro.

Il nuovo Testo Unico in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro ha “aggiornato” gli obiettivi della legge 626/94 introducendo diverse innovazioni, rendendo di nuovo attuale la necessità di svolgere attività formative nei confronti dei lavoratori e, nel caso di Pmi e imprese artigiane, degli stessi imprenditori.

Tra gli strumenti a disposizione delle piccole e medie imprese e mirati alla formazione dei lavoratori, segnaliamo i fondi, pari a circa 3,7 milioni di euro, recentemente messi a bando da Fondartigianato, il fondo interprofessionale per la formazione continua istituito per le imprese artigiane, e finalizzati esclusivamente per la realizzazione di attività di formazione continua destinate alla prevenzione degli infortuni ed alla tutela della salute e sicurezza del lavoro, in particolare per:

  • favorire la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro;

  • rafforzare azioni e comportamenti idonei allo sviluppo della tutela e sicurezza individuale e collettiva;

  • supportare processi atti al miglioramento e/o armonizzazione di innovazioni e/o cambiamenti organizzativi;

  • migliorare gli standard di sicurezza anche attraverso interventi formativi a contenuto mirato, sia per tipologie di rischio trasversali sia legate alla specifica realtà aziendale;

  • favorire l’azione congiunta dei diversi attori che esprimono esperienza e competenza in merito al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro;

  • sviluppare buone pratiche e/o scambi di esperienze tra i diversi territori regionali, in ragione delle peculiari situazioni e delle possibili sinergie positive.

Con questa iniziativa si instaura dunque un approccio che può ottenere buone prospettive di successo, nelle Pmi, tra la strategia dell’apprendimento per tutta la vita e la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; un argomento sul quale, crediamo, non si smette veramente mai di imparare.


Fonte: blog.pmi.it

 

 

"Solo tre ispettori per mille cantieri" e ancora un incidente sul lavoro


Malgrado allarmi e campagne informative, la sicurezza nel settore dell’edilizia è ancora un miraggio. Lo ha dimostrato l’inchiesta del Carlino uscita giovedì: in tre cantieri su quattro si lavora senza protezioni


Macerata, 17 ottobre 2008 - Malgrado allarmi e campagne informative, la sicurezza nel settore dell’edilizia è ancora un miraggio. Lo ha dimostrato l’inchiesta del Carlino uscita giovedì: in tre cantieri su quattro si lavora senza protezioni. Come può succedere ancora?

"I problemi sono molteplici, riguardano i lavoratori, le imprese, i tecnici, e sono aggravati dal fatto che il nostro ufficio ha solo tre ispettori — commenta Pierluigi Rausei, a capo della Direzione provinciale del lavoro — Da parte dei lavoratori, soprattutto se più anziani ed esperti, la disponibilità a usare i dispositivi di sicurezza è poca. Anche se la ditta compra caschi, guanti, tute e scarpe, i lavoratori li sentono più come un peso che come uno scudo. A volte sono troppi sicuri di loro stessi, pensano di poter continuare a lavorare come hanno sempre fatto. Ma se cade un mattone dall’alto, con il casco non ci sono pericoli, senza si può rischiare la vita. Quelli fotografati dal giornale non hanno neppure il tesserino, obbligatorio da due anni".

"C’è poi un secondo livello — aggiunge il direttore — Qui registriamo una drammatica presenza di imprese fuori dai criteri della sicurezza come da quelli della legalità, anche in materia di fisco e previdenza. La Direzione del lavoro e l’Asur intervengono, ma noi abbiamo solo tre ispettori in servizio, e l’Asur non è messa molto meglio. Queste imprese irregolari invadono il territorio, lavorando soprattutto con il privato e facendo una concorrenza sleale con i prezzi. Tra l’altro si nota anche un fenomeno: se un’impresa è legata alle associazioni di categoria, c’è più tutela per la sicurezza".

La Direzione del lavoro ha deciso di puntare molto sull’informazione, sulla diffusione della cultura della sicurezza. "La realizzazione di questo processo — aggiunge Rausei — è affidata soprattutto a due soggetti: da un lato i lavoratori, che devono pensare a loro stessi e alle loro famiglie, dall’altro i tecnici di cantiere, che devono controllare e che hanno responsabilità penali. Le foto pubblicate giovedì mostrano tre cantieri dove i tecnici non stanno facendo il loro dovere. La mia convinzione comunque è che questa sia una partita informativa e preventiva, più che repressiva, sia perché noi non abbiamo il personale per controllare tutti i cantieri, sia perché sarebbe sufficiente capire che il rischio si abbatte solo se ognuno fa la sua parte".

Chi si occupa di formazione sono le associazioni di categoria. Ma arrivare a tutti i lavoratori è impossibile. "Facciamo corsi continuamente — conferma Italo Pierotti della Cna — e posso dire che le nostre associate sono molto scrupolose sulla sicurezza. Ma la verità è che le imprese edili in provincia sono 1.300, e a ogni riunione della commissione se ne iscrivono di nuove. Non solo: il 50 per cento delle nuove imprese sono aperte da stranieri, e di queste il 60 per cento sono nell’edilizia. Oggi può aprire una ditta anche una persona senza alcuna qualifica, che magari parla male l’italiano, e che dopo qualche mese se ne va. Questo fa sì che ci siano sacche di lavoratori che non riusciamo in alcun modo a raggiungere, e che operano in maniera del tutto irregolare. Forse una soluzione potrebbe essere quella di premiare, anche con incentivi e sgravi fiscali, le imprese a norma".


Fonte: pmi.it

 

16/10/2008

 

CalciAttori e Confindustria per la sicurezza sui luoghi di lavoro


Sabato allo stadio di Cerignola gara amichevole di calcio organizzata dal Formedil. Ci sarà anche l'idolo delle teenagers Matteo Branciamore

Foggia - Una giornata dedicata alla sicurezza. Il Formedil ha organizzato sabato alle ore 11, allo stadio 'Domenico Monterisi' di Cerignola, una gara di calcio amichevole tra la nazionale di Confindustria e il calciAttori team per sensibilizzare la popolazione su un tema così importante. Per la gioia delle teenagers di Capitanata è segnalata la presenza dell'attore Matteo Branciamore, che ha riscosso molto successo nella fiction 'I Cesaroni'. Il Formedil ha scelto Cerignola come luogo della manifestazione per ricordare l'operario della Fiat di Melfi morto lo scorso marzo mentre era al lavoro e per celebrare il 50° anniversario delle riprese del film 'Totò gambe d'oro' che si girò proprio a Cerignola. All'evento parteciperanno anche il vescovo del centro ofantino Felice Di Molfetta, l'assessore regionale Elena Gentile, il presidente della Provincia Antonio Pepe e il sindaco di Cerignola Matteo Valentino. 
 
Fonte: ilgrecale.it

 

 

“La sicurezza sul lavoro non è un gioco”


Se ne è parlato nel convegno organizzato dalla Segreteria di Stato alla Sanità, cui ha partecipato anche la Reggenza. Un’occasione per fare il punto sulla normativa sammarinese a dieci anni dall’emanazione della legge quadro in materia.
“Un tema scottante, quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, che impone una riflessione a 360 gradi per promuovere un forte livello di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti”. Così il Segretario Chiaruzzi in apertura del convegno. 713 gli infortuni sul lavoro registrati lo scorso anno a San Marino, 133 in meno rispetto al 2006 ma pur sempre indicativi di un’emergenza. Il fenomeno coinvolge maggiormente le fasce d’età comprese tra i 26 e i 30 anni e dai 41 ai 51 anni.
Occorre pertanto privilegiare gli aspetti legati alla prevenzione, migliorare le condizioni di sicurezza ed elevare gli standard qualitativi dei processi produttivi per meglio tutelare la salute di chi lavora. Ecco perché, nelle intenzioni della Segreteria di Stato, va incentivata la partecipazione diretta dei protagonisti del lavoro – istituzioni, imprese, sindacato e naturalmente i lavoratori stessi – chiamati ad esporre ognuno la propria esperienza, individuando criticità, lacune e inadeguatezze della normativa in vigore da 10 anni.
A tutti i presenti è stata inoltre distribuita una copia della legge 31/98 arricchita dei vari decreti emanati nel corso degli anni, proprio nell’intento di raccogliere osservazioni e proposte per interventi concreti sia in ambito tecnico che legislativo. Note e contributi sull’intero impianto legislativo che andranno inviate alla Segreteria di Stato alla Sanità entro il 24 ottobre, per essere analizzate nella terza sessione del convegno, prevista a fine mese.


Fonte: sanmarinortv.sm

 

 

I quesiti sul decreto 81/08: sugli obblighi del lavoratore autonomo


Chiarimenti sugli obblighi del lavoratore autonomo in merito alla sorveglianza sanitaria e alla partecipazione a corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. D.lgs 81/08, artt. 21 e 41. A cura di G. Porreca.

Sugli obblighi del lavoratore autonomo. Chiarimenti circa gli articoli 21 e 41 del decreto legislativo 81/08. Commento a cura di Gerardo Porreca (www.porreca.it).

Quesito
L’articolo 21, comma 2 del D. Lgs. 81/2008 prevede che i lavoratori autonomi possano beneficiare della sorveglianza sanitaria prevista dall’articolo 41 (visite mediche preventive e periodiche) e possano partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro secondo le previsioni di cui all’articolo 37. Questo significa che per gli stessi non sussiste l’obbligo di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e di frequentare corsi di formazione?

Risposta
Da una prima e superficiale lettura dell’art. 21 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, sembrerebbe che il lavoratore autonomo sia obbligato esclusivamente a quegli adempimenti indicati esplicitamente nel comma 1 dello stesso articolo e cioè ad utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III del D. Lgs. n. 81/2008 (lettera a), a munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al titolo III dello stesso D. Lgs. (lettera b) ed a munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, nel caso in cui effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto (lettera c).

Le cose però non stanno così e ciò discende da un esame più approfondito e da una lettura più integrale del citato D. Lgs. n. 81/2008, né avrebbe senso una interpretazione delle disposizioni di legge così limitativa anche alla luce degli indirizzi forniti dalla legge delega 3/8/2007 n. 123 e della logica della prevenzione in base alla quale deve essere garantita la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori e di tutti coloro che prestano la propria attività lavorativa nei luoghi di lavoro.

Si osserva preliminarmente che le disposizioni contenute nel D. Lgs. n. 81/2008, secondo quanto indicato nell’art. 3 comma 4 dello stesso decreto e relativo al suo campo di applicazione, “si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati, fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo” il quale al comma 11 precisa in più che “nei confronti dei lavoratori autonomi di cui all'articolo 2222 del codice civile si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e 26“.

È evidente quindi che il legislatore, anche per dar corso alle indicazioni contenute nella già citata legge delega n. 123/2007, ha voluto, ai fini della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e dell’applicazione delle norme di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, equiparare i lavoratori autonomi agli altri lavoratori imponendo di conseguenza a questi gli stessi obblighi che il decreto medesimo pone a carico di tutti gli altri lavoratori, fermo restando ovviamente il rispetto delle disposizioni che sono ad essi destinati specificatamente e contenute sia nell’art. 21, che detta delle prescrizioni specifiche oltre che per i componenti delle imprese familiari anche per i lavoratori autonomi, che nell’art. 26 il quale impone degli obblighi a carico anche degli stessi lavoratori autonomi nel caso di contratti d’appalto, d’opera o di somministrazione.

Da quanto sopra detto sembra evidente quindi che il lavoratore autonomo debba adempiere agli obblighi che il D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 20 pone a carico di tutti i lavoratori. In tale articolo, peraltro, al comma 1 viene precisato che “ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quelle delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni” e fra i suddetti obblighi è possibile riscontrare appunto al comma 2 lettera h) quello di partecipare ai programmi di formazione e di addestramento ed al comma 2 lettera i) quello di sottoporsi ai controlli sanitari previsti dallo stesso D. Lgs. o comunque disposti dal medico competente.

La convinzione, a dire il vero abbastanza diffusa, che il lavoratore autonomo non abbia l’obbligo di sottoporsi alla formazione ed alla sorveglianza sanitaria in relazione ai rischi della propria attività lavorativa deriva da quella che si ritiene una imprecisione del legislatore che li avrebbe dovuti inserire esplicitamente nell’articolo 21 del D. Lgs. n. 81/2008 assieme agli obblighi in esso elencati al comma 1 nonché da una frettolosa lettura del comma 2 dello stesso articolo che indica che i soggetti di cui al comma 1, fra i quali appunto i lavoratori autonomi, hanno facoltà di:
“a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all'articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;
b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all'articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali”.

È del tutto evidente ora che la facoltà che il legislatore esprime al comma 2 non è quella di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria in relazione ai rischi specifici della propria attività ed alla formazione incentrata sui rischi medesimi, che come già detto si ritengono obbligatorie, bensì di poter “beneficiare”, per dar corso alla sua autotutela, della sorveglianza sanitaria sottoponendosi a visita medica, a proprie spese, da parte del medico competente del datore di lavoro che lo ospita, così come avviene per qualsiasi altro lavoratore che è alle sue dipendenze, e di poter altresì “partecipare”, sempre a sue spese, ai corsi di formazione specifica in materia di salute e di sicurezza sul lavoro ai quali il datore di lavoro che lo ospita avvia i propri lavoratori dipendenti.

Una conferma di quanto sopra sostenuto in merito agli obblighi che il Testo Unico ha inteso porre a carico dei lavoratori autonomi discende, infine, dalla lettura dell’allegato XVII al Testo Unico medesimo riportante la documentazione che sia le imprese che i lavoratori autonomi devono rilasciare, in caso di appalto, al datore di lavoro committente prima dell’inizio dei lavori al fine di consentire allo stesso la verifica della loro idoneità tecnico-professionale prevista dall’art. 26 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008, riportante gli obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, e per quanto riguarda i cantieri temporanei o mobili prevista dall’art. 90 comma 9 lettera a) a carico del committente per conto del quale viene realizzata l’intera opera.

In tale allegato XVII, infatti, al comma 2 fra la documentazione che i lavoratori autonomi devono almeno esibire al committente vengono esplicitamente indicati alla lettera d) gli “attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria previsti dal presente decreto legislativo”, documentazione che nel caso dei cantieri temporanei o mobili il committente è obbligato fra l’altro a trasmettere, ai sensi dell’art. 90 comma 9 lettera c) all’amministrazione competente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività.

Con la lettura dell’allegato XVII il quale, benché richiamato esplicitamente dal Titolo IV per la verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese operanti nei cantieri temporanei o mobili, si deve intendere applicabile, essendo contenuto nell’ambito dello stesso Testo Unico, anche per la verifica tecnico-professionale di tutte le attività imprenditoriali di cui all’art. 26 del Titolo I dello stesso D. Lgs. si ritiene in definitiva che non ci sia più spazio per qualsiasi altra interpretazione e che sia stato definitivamente sciolto qualsiasi dubbio in merito agli obblighi a carico dei lavoratori autonomi sia della sorveglianza sanitaria, se necessaria, che della formazione specifica in materia di salute e sicurezza sul lavoro.


Fonte: puntosicuro.it  

 

 

Dal precariato alle morti bianche: la nuova sezione del festival Cinemambiente


Il Festival in programma a Torino dal 16 al 21 ottobre inaugura la rassegna in collaborazione con l'Inail. Tra i titoli: ''Una stagione all'inferno'', ''Morire di lavoro", ''Mi spezzo ma non mi impiego"

Il Festival Cinemambiente 2008, in programma a Torino dal 16 al 21 ottobre, inaugura una nuova sezione: Ambiente Lavoro, in collaborazione con l'Inail Piemonte. Una riflessione sulle morti bianche e sui forti legami, in Italia e all'estero, con i temi dei diritti e dell'ambiente, e per una sempre maggiore sensibilizzazione nei confronti della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

In Italia sono circa 1.200 ogni anno i lavoratori che muoiono, e almeno 50.000 rimangono invalidi. Il mondo del lavoro del nostro paese - nonostante la consolidata tendenza alla riduzione degli infortuni e delle malattie professionali - possiede una complessità legata al precariato, alla flessibilità, alla multietnicità, alla crisi produttiva. Fattori che sembrano rendere i luoghi di lavoro meno sicuri, e che allo stesso modo sottolineano il paradosso di un'epoca in cui tecnologia e leggi dovrebbero garantire standard di sicurezza più elevati. In questo contesto nasce un'esigenza di promozione della cultura della sicurezza, rivolta non solo a lavoratori e datori di lavoro, ma all'intera società.

Lavoratori precari e stranieri: secondo l'Inail le categorie oggi più a rischio. Alcuni film della rassegna sono dedicati proprio a loro: Una stagione all'inferno di Alessandro Nucci che descrive la situazione di immigrati costretti a turni massacranti e situazioni terribili; il documentario Paradise- Three Journeys into this World di Elina Hirvonen, dove i lavoratori non possono denunciare gli incidenti per paura di perdere il posto di lavoro o di dover lasciare l'Italia se privi di permesso di soggiorno; il lungometraggio di Roberto Paolini Arrivederci a Taranto sui problemi dell'area industriale della città. E ancora: Morire di lavoro di Daniele Segre, il documentario tedesco Losers and Winners ambientato nella Ruhr; Sun/Humbrella di Du Haibin.

Scrittori ed esperti saranno anche chiamati ad una tavola rotonda di riflessione. Tra gli ospiti: lo scrittore e giornalista Andrea Bajani, che ha spesso affrontato il tema del lavoro in alcuni sui scritti come Cordiali saluti sul tema degli esuberi e Mi spezzo ma non mi impiego sul precariato; Antonio Boccuzzi, operaio sopravvissuto al rogo della Thyssenkrupp e oggi deputato del Partito Democratico; Libero De Rienzo, regista e attore, che ha curato per l'Anmil uno spot dedicato alle vittime sul lavoro, Mariella Nava, cantautrice che ha scritto e interpretato la canzone Stasera torno prima sulle vittime del lavoro; il regista Daniele Segre. Modera l'incontro il giornalista Rai, caporedattore del Tg3 e membro dell'Associazione Articolo 21 Santo Della Volpe. La sezione Ambiente Lavoro ha ottenuto il riconoscimento della Presidenza della Repubblica.

Fonte: superabile.it

 

 

LAVORO: SACCONI, MI IMPEGNO A RENDERE OPERATIVI 850 ACCERTATORI


Interrogato dal leader Idv, Antonio Di Pietro, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha spiegato, durante un Question Time alla camera, che si impegnerà per rendere operativi gli 850 ''accertatori del lavoro" assunti nel 2006.

''Mi impegno - ha affermato il ministro - a proporre all'interno del nuovo contratto collettivo nazionale del ministero del Lavoro la possibilita' di definire meglio le funzioni di questo personale permettendo loro di operare piu' efficacemente nel contrasto al lavoro nero e nel pieno rispetto delle norme a tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro".


Fonte: asca.it

 

 

STATO-REGIONI: L'ODG DELLA CONFERENZA


La Conferenza Stato-Regioni, esaminera' i seguenti argomenti: Parere sul disegno di legge recante ''Istituzione del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza''. Parere in ordine alla nota metodologica per la stima delle manovre regionali in materia di IRAP e di addizionale regionale all'IRPEF. Accordo sulla proposta di bandi di ricerca sanitaria per l'anno 2008 finalizzata per: a) progetti di cui agli articoli 12 e 12 bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni; b) progetti proposti dagli Istituti zooprofilattici sperimentali in materia di sicurezza degli alimenti; c) progetti in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Intesa sulla proposta di modifica dell'intesa recante ''Linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta per alimenti destinati al consumo umano''. Parere sulla Relazione 2008 sugli interventi di sostegno alle attivita' economiche e produttive. Sostituzione in seno alla Commissione per l'istruttoria dei progetti relativi agli interventi per la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari di cui all' articolo 1, comma 5, della legge n. 338, del 14 novembre 2000. Intesa di cui all'art. 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

281, sul decreto relativo agli interventi da finanziare inerenti i siti italiani UNESCO - II* finanziamento. Intesa sullo schema di regolamento recante criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Designazione del componente della Commissione Consultiva per lo spettacolo dal vivo - Commissione circhi e spettacolo viaggiante, in sostituzione del componente dimissionario.

Intesa sullo schema di decreto concernente ''Disposizioni nazionali di attuazione dei regolamenti (CE) n. 479/08 del Consiglio e (CE) n. 555/08 della Commissione per quanto riguarda l'applicazione della misura della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione''. Parere sullo schema di decreto recante il Regolamento per il trattamento dei dati sensibili e giudiziari del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura - CRA - (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.) Parere sul disegno di legge recante: ''Disposizioni in materia di istruzione, universita' e ricerca''. Acquisizione della designazione di un rappresentante regionale in seno alla Consulta per il Mezzogiorno (CNEL). Parere sullo schema di decreto legislativo recante ''Disciplina delle modalita' di finanziamento dei controlli sanitari ufficiali di cui al Regolamento CE n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004''. Proposta di nomina del Direttore dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.


Fonte: asca.it

 

15/10/2008

 

ok anci fvg a protocollo con inail


UDINE - Il Comitato esecutivo dell'ANCI del Friuli Venezia Giulia ha dato il via libera, oggi a Udine, al protocollo d'intesa regionale fra i Comuni e l'Inail per la sicurezza sul lavoro. Il protocollo - informa una nota dell'ANCI regionale - sarà sottoscritto il 23 ottobre prossimo a Trieste, nell'ambito del congresso nazionale dell'ANCI. Il testo prevede una fase preliminare, con l'avvio di un progetto sperimentale denominato ''I Comuni e l'Inail del Friuli Venezia Giulia per la sicurezza sul lavoro" che prevede un'analisi della situazione in quattro piccoli Comuni delle quattro province, per una corretta valutazione delle attività soggette all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. In seguito, e' prevista una consulenza per l'applicazione, ove spettante, dei benefici ex articolo 24 delle modalità di applicazione delle tariffe dei premi di assicurazione. Verrà quindi valutata l'opportunità' di estendere l'esperienza ad un altro campione di Comuni.

Fonte: ANSA

 

 

RIPRENDE la programmazione di Edilizia Sicura in TV.


Domani 16 Ottobre sul Network regionale E'-TV alle 19,50 andrà in onda la prima puntata della nuova serie di "Edilizia Sicura" la trasmissione TV interamente dedicata alla sicurezza sul lavoro prodotta dal CPTO di Bologna.

Quest'anno Edilizia Sicura avrà alcune interessanti novità tra cui la possibilità di essere scaricata dal sito www.youtube.com


La prima puntata di Edilizia Sicura in onda domani sarà interamente dedicata alla settimana europea della sicurezza e alla nuova campagna europea sulla valutazione del rischio: “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Un bene per te. Un bene per l'azienda”

Per maggiori informazioni sulla programmazione di Edilizia Sicura sia in TV sia in radio è possibile collegarsi al sito www.cpto.it oppure scaricare il nuovo volantino cliccando direttamente sul seguente indirizzo.

http://www.cpto.it/volantino_ES_08_09.pdf


Fonte: CPTO di BOLOGNA

 

 

Regione toscana istituisce fondo per famiglie vittime di incidenti su lavoro

Il contributo prescinde dalle responsabilità e dalla dinamica degli incident, sarà 'una tantum' erogato a titolo di assistenza sociale e ne avranno diritto il coniuge e i figli della vittima, ma anche il convivente in rapporto di coppia non sancito da matrimonio

Firenze - Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato ieri sera all'unanimità' la legge che istituisce un fondo di solidarietà a sostegno delle famiglie delle vittime in incidenti sul lavoro. Il fondo e' dotato di 3 milioni di euro a disposizione fino al 2010. Approvato all'unanimità' anche un ordine del giorno sottoscritto dai gruppi (primo firmatario il presidente della commissione Attività produttive, Vittorio Bugli) che impegna la Giunta regionale a garantire la copertura finanziaria degli interventi per quest'anno con la prossima variazione di bilancio.

Con la nuova legge, la Toscana mette a disposizione per i prossimi anni, fino al 2010, tre milioni di euro per i familiari delle vittime di incidenti mortali sul luogo di lavoro. Un milione di euro all'anno, questo e' lo stanziamento previsto dalla legge, che ha valore retroattivo e assicura il contributo per gli eventi mortali verificatisi a partire dall'1 gennaio 2008.

Al contributo, che sarà ''una tantum'' ed erogato a titolo di assistenza sociale, avranno diritto il coniuge e i figli della vittima, ma anche il convivente in rapporto di coppia non sancito da matrimonio, purché individuato da dichiarazione resa ai sensi del decreto 445/2000. L'entità' del contributo varia da 20 mila euro, in caso di presenza di coniuge o convivente senza figli, fino a 25 mila euro con la presenza di tre o più figli.

Per ottenerlo, i familiari delle vittime dovranno presentare alla Regione una domanda, le cui modalità saranno definite entro novanta giorni da un apposito regolamento. ''Si tratta di un segnale, sempre poco rispetto alla vera e propria strage che si sta consumando anche sul nostro territorio'', ha dichiarato Vittorio Bugli (Pd), presidente della commissione Attività produttive, nell'illustrazione del provvedimento in aula.

''Il contributo prescinde dalle responsabilità e dalla dinamica degli incidenti. Le commissioni Attività produttive e Sanità, che hanno lavorato insieme sul testo, hanno voluto la copertura anche per tutto il 2008 e l'aggiornamento annuale delle cifre stanziate. Con l'emendamento così ampiamente condiviso, abbiamo inteso assicurare la copertura finanziaria, se necessario, con una variazione di bilancio'.

Quello che e' indispensabile, ha aggiunto Bugli, ''e' non fermarci qui, fare di tutto per determinare una svolta che e' anche culturale. A cominciare dalla Festa della Toscana, quest'anno dedicata al lavoro, e appoggiando la proposta dell'assessore Enrico Rossi per fare del 2009 l'anno della sicurezza sul lavoro'.

Marcella Amadio (An-Pdl) ha motivato il voto favorevole, confermando le perplessità ''sulla decisione di non includere tra i beneficiari le vittime di quegli incidenti mortali che pur riguardando ditte e lavoratori toscani, si verifichino al di fuori del territorio regionale''.

Allo stesso modo, il consigliere Marco Cellai (An-Pdl) ha confermato, insieme al voto favorevole, ''la contrarietà riguardo all'articolo in cui si sancisce il diritto a ricevere il contributo anche per il convivente, oltre che per il coniuge. Faccio uno sforzo nell'ottica della solidarietà'', ha aggiunto Cellai, che conferma ''la valutazione in positivo del senso della legge''.

A fronte di un ''provvedimento indiscutibilmente positivo'' e della capacità del Consiglio regionale ''di dare un segno che molti hanno chiesto'', Luca Ciabatti (Prc) apre la discussione ''sul punto politico decisivo: siamo davvero convinti che quello degli incidenti sul lavoro sia un problema legato alla formazione, o pensiamo che invece discenda anche dalla condizione materiale di chi lavora? Da appalti e subappalti, dalla precarizzazione, dalla ricattabilità, dalla fatica dei ritmi di lavoro. Sarà opportuno affrontare questa discussione nel Consiglio dedicato all'economia''.

A nome della commissione speciale Lavoro, il presidente Eduardo Bruno (Pdci) ha voluto sottolineare ''l'impegno di maggioranza e minoranza. Tutti hanno voluto questa legge. Non e' un risarcimento, e' un segnale di solidarietà a fronte di questa tragica serie di incidenti: quest'anno siamo già a 16 in Toscana''. Si tratta di una legge ''soddisfacente'' anche per Andrea Agresti (An-Pdl), che ha annunciato il voto favorevole del gruppo An, ricordando il lungo lavoro ''avviato già un anno fa dalla commissione Lavoro'. Tuttavia, ''la legge pecca nell'escludere dal contributo le vittime di incidenti stradali compiuti nel percorso per e dal luogo di lavoro. Sulla strada si verifica l'80% degli incidenti mortali''.

''Voto favorevole e convinto'' anche da parte di Monica Sgherri, capogruppo di Rifondazione comunista. ''Il Consiglio ha saputo dare una risposta doverosa e in tempi velocissimi, un segno che dovevamo dare per fare in modo che alla tragedia della morte non si aggiunga anche la tragedia dei familiari che non riescono ad andare avanti''.

La dichiarata ''estrazione cattolica'' non ha impedito a Rossella Angiolini (Fi-Pdl) di votare a favore della legge, ''il cui significato non e' quello di riconoscere le unioni di fatto, ma vuole dare un contributo alle famiglie delle vittime e ci permette di dimostrare un minimo di sensibilita'''.


Fonte: adnkronos.com

 

 

La data certa all’ufficio postale

L’apposizione della data certa presso un ufficio postale: uno strumento semplice e giudicato idoneo per rispondere alle prescrizioni del decreto legislativo 81/08. Le indicazioni per le modalità alternative.

L’articolo 28 del decreto legislativo 81/08 prevede, in merito alla valutazione dei rischi che questa abbia data certa:
Art. 28, comma 2. “Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa [...]”.

In merito alle modalità per garantire la data certa del documento, il decreto legislativo 81/08 non si esprime. Sono quindi utili le indicazioni date dal Garante per la protezione dei dati personali in un provvedimento del 5 dicembre 2000 in cui sono elencate alcuni dei possibili strumenti idonei ad assegnare ad un documento una data certa.

Rimandando ad un precedente articolo di Punto Sicuro per l’illustrazione di queste possibilità, desideriamo evidenziare una semplice opportunità offerta degli uffici di Poste italiane: il ricorso alla cosiddetta "autoprestazione" prevista dall'art. 8 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, con apposizione del timbro direttamente sul documento avente corpo unico, anziché sull'involucro che lo contiene.

È sufficiente recarsi presso un ufficio postale e richiedere il servizio di “data certa”: “certificazione dell’esistenza di un documento in una determinata data”, servizio disciplinato dalla disposizione di servizio n. 93 del 6 settembre 2007.

Questa la procedura:
- apporre l’indicazione, datata e sottoscritta sulla prima pagina del documento, del numero delle pagine, preceduta dalla dizione “documento unico”;
- apporre la dicitura, sulla prima pagina del documento: “si richiede l’apposizione del timbro postale per la data certa”, seguito da data e firma;
- affrancare con francobolli (applicati sul primo foglio) e richiedere infine all’ufficio postale l’apposizione del timbro che annulli l’affrancatura.

In questo modo si ottiene la certezza dell’esistenza “di quel documento a quella data”.
In pratica è come richiedere una spedizione senza però far effettivamente viaggiare il documento, che infatti viene immediatamente restituito al mittente dall’ufficio postale.

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Da inizio anno prossimo Nuclei speciali di assistenza

Dei Vigili del fuoco per prevenzione incidenti sul lavoro


BARI - A partire dai primi mesi del 2009 dovrebbero essere costituiti da tecnici ed esperti dei vigili del fuoco Nuclei regionali di assistenza. Saranno uno per ciascuna regione per piccole e medie imprese sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro. Lo ha reso noto il capo del dipartimento Soccorso pubblico Pecoraro. Ogni squadra avra' il compito di sensibilizzare le aziende alla prevenzione,formare alla sicurezza i dipendenti, assumere essa stessa una approfondita conoscenza dei luoghi di lavoro.


Fonte: ANSA

 

 

Lavoro. Su Youtube l'educazione alla sicurezza nei cantieri

Parte la nuova serie della trasmissione radio e tv dedicata alla prevenzione degli infortuni nel settore edile. Sedici puntate da dieci minuti l’una con tecnici specializzati ma anche spot, comicità, cartoni animati. Messa in onda con la collaborazione dell’Inail dell’Emilia-Romagna

BOLOGNA - Sbarca anche su Youtube ques'anno la nuova serie di "Edilizia sicura", la trasmissione radio e tv che insegna come prevenire gli infortuni a tutti i lavoratori dei cantieri edili. In onda da giovedì prossimo 16 nuove puntate da 10 minuti l'una, con gli interventi sulla sicurezza da parte dei tecnici specializzati ma anche con le gag di popolari comici come Vito, Alessandro Bergonzoni, Claudio Bisio e tanti altri, e gli spot e i cartoni animati per educare alla sicurezza come stile di lavoro. Prodotta dal Cpto (Comitato paritetico territoriale operativo per la prevenzione infortuni, l"igiene e l'ambiente di lavoro in edilizia di Bologna e provincia) e dall'Iiple (Istituto per l'istruzione professionale dei lavoratori edili) e messa in onda con la collaborazione dell'Inail dell'Emilia-Romagna, la trasmissione è nata nel 2001 e di recente ha ottenuto l'apprezzamento della presidenza della Repubblica.

"Edilizia sicura" è visibile sul piccolo schermo in tutta l'Emilia-Romagna (nei canali del network E' Tv e sul Canale 11 per il territorio di Imola) e in tutt'Italia sul digitale satellitare tramite il canale Sky tv 891. Disponibile da quest'anno anche su Youtube, a Bologna la trasmissione si potrà inoltre ascoltare sintonizzandosi su RadioCittàFujiko. Ogni puntata viene replicata 8 volte per due settimane ad orari e giorni regolari (su E' tv il giovedì alle 19,50, il venerdì dopo le 24, il sabato alle 12 e la domenica alle 11,40, su Canale 11 la domenica alle 13,45 e il lunedì alle 20.45), fino alla fine della serie, prevista a maggio del 2009.

"L'edilizia resta uno dei settori più pericolosi per il rischio di incidenti", afferma il direttore Inail dell'Emilia-Romagna Alessandro Crisci, ricordando i 22 infortuni mortali avvenuti l'anno scorso ai danni dei lavoratori edili della regione e i 244 avvenuti in Italia. In un panorama "di cui è importante sottolineare la gravità", il direttore ricorda però anche la diminuzione degli infortuni totali per l'edilizia, scesi dell'8,9% tra il 2006 e il 2007 in Emilia-Romagna, "un dato che testimonia la validità delle azioni di sensibilizzazione".

Secondo le cifre Auditel, in regione ogni puntata della trasmissione è vista per almeno un minuto da più di 300 mila persone. "Abbiamo scelto la televisione perché facendo zapping le persone possano incontrare il programma - spiega Crisci - così anche il piccolo schermo, un mezzo 'atipico' per le attività di formazione, può rivelare la sua utilità". "La cultura divulgativa della sicurezza si crea con un linguaggio semplice e accattivante che può arrivare a tutti: maestranze, lavoratori del settore ma anche committenti e società civile", aggiunge il presidente di Iiple Antonio Mazza. Uno degli obiettivi principe del programma è "aumentare la percezione del pericolo, che per chi lavora in edilizia è ancora troppo bassa". E proprio alla valutazione del rischio è dedicata la prima puntata di "Edilizia sicura", che andrà in onda giovedì 16 ottobre alle 19,50 su E' tv: al suo interno, interventi dei tecnici specializzati e un filmato sull'argomento realizzato dagli uffici dell'Unione europea. A seguire, ogni 15 giorni, una nuova puntata tematica: tra gli argomenti in programma "la prevenzione delle cadute dall'alto, gli scavi, il rischio elettrico, il rumore, ma anche gli infortuni in strada, che da soli costituiscono la metà degli incidenti mortali sul lavoro" spiega il responsabile del programma Antonio Ghibellini. In arrivo anche puntate dedicate agli stili di vita e ad attività specifiche come le ristrutturazioni.


Fonte: superabile.it

 

 

Piemonte: Firmato il patto per lo sviluppo della regione
 

È stato firmato oggi a Torino, dopo due anni di lunga e difficile gestazione, il Patto per lo Sviluppo Sostenibile del Piemonte. Il documento è stato sottoscritto da 26 soggetti economico-sociali-istituzionali tra cui Regione, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Confapi Confcommercio, Confartigianato e Anci.

Per la segretaria generale della Cisl, Giovanna Ventura: «La firma del Patto, pur giungendo un po' in ritardo rispetto alla data del suo concepimento, segna una fase di svolta in un momento in cui c'è un gran bisogno di ottimismo e soprattutto vi è la necessità di mettere insieme tutte le forze sociali per raggiungere la massima coesione nel tessuto economico della regione. Con questo accordo vogliamo fare in modo che la crisi che si sta manifestando si fermi prima di arrivare alle famiglie e ai lavoratori».

L'appello ad unire le forze e l'invito a lavorare nella medesima direzione per mantenere robusta e competitiva l'economia piemontese è stata espressa da tutte le categorie economiche e sociali intervenute alla cerimonia della firma.
La sfida è rilanciare e sostenere uno sviluppo sostenibile, facendo leva su un mercato del lavoro integrato con il sistema della formazione, sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, su qualità ed efficienza del sistema sanitario e socio-assistenziale, sullo sviluppo dell'innovazione e della ricerca, sulla riqualificazione e salvaguardia del territorio, su infrastrutture e mobilità, sulla valorizzazione delle autonomie locali e sulla piena attuazione del federalismo fiscale.

Il Patto si muove lungo sei direttrici: il sostegno alla competitività e alla domanda interna del sistema economico regionale per accrescerne il livello di coesione sociale; il miglioramento e riqualificazione delle condizioni socio sanitarie della popolazione regionale, per tutelare il diritto alla salute e per promuovere i diritti di cittadinanza; il miglioramento della qualità dell'ambiente, dell'utilizzo delle risorse energetiche, lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e delle attività ad esse propedeutiche; il miglioramento della gestione e sviluppo delle reti e infrastrutture; il miglioramento della «governance» sul territorio regionale, riformando e semplificando la pubblica amministrazione; l'attuazione del federalismo amministrativo e fiscale.

È rilevante inoltre l'impegno, che sarà oggetto di traduzione in specifica norma della prossima Legge Finanziaria Regionale, di una ulteriore riduzione dell'aliquota dell'addizionale regionale Irpef a favore dei redditi fino a 22mila euro, di cui stando agli ultimi dati disponibili, ovvero le dichiarazioni dei redditi 2005 - beneficeranno più del 70% dei contribuenti regionali, con l'impegno di rimodulare le fasce per scaglioni di reddito in relazione all'avanzamento del federalismo fiscale.
«La rimodulazione dell'Irpef, il welfare inclusivo e il tavolo sull'istruzione - ha concluso Ventura - sono il frutto di una grande azione sindacale espressa in questi anni soprattutto dalla Cisl e vanno nella direzione da noi auspicata».
Per la realizzazione del Patto la Regione Piemonte ha impegnato sue risorse per un valore di 13 miliardi euro nel triennio 2009-2011.
 

Fonte: diariodelweb.it

 

 

Vertice intergovernativo italo-romeno

Il primo Vertice Intergovernativo italo — romeno ha avuto luogo a Roma il 9 ottobre 2008. I colloqui hanno confermato l'eccellente qualità delle relazioni bilaterali e hanno consentito di identificare ulteriori aree di cooperazione.
Le due parti hanno convenuto che
le loro relazioni bilaterali, così come la cooperazione nell'ambito della UE, della NATO, dell'InCE (Iniziativa Centro Europea) e di altre organizzazioni regionali, possano trarre grande beneficio da un dialogo politico rafforzato. E' stato pertanto concordato di tenere Vertici Intergovernativi con cadenza regolare, i cui seguiti saranno assicurati tramite riunioni inter-sessionali.
Entrambe le parti hanno confermato il loro impegno a costruire un'Unione Europea più forte ed efficiente e hanno preso nota con soddisfazione del rispettivo completamento del processo di ratifica del Trattato di Lisbona. E' stato inoltre espresso l'auspicio affinché i processi di ratifica ancora in corso in alcuni Paesi possano completarsi positivamente, al fine di assicurare l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona il più presto possibile.
Le parti hanno convenuto di rafforzare il coordinamento sulle principali questioni regionali. Hanno riconfermato la loro volontà di appoggiare la prospettiva europea e di integrazione Euro-Atlantica dei Paesi dei Balcani occidentali, in linea con le pertinenti decisioni prese in ambito UE e NATO. Sono stati discussi gli ultimi sviluppi in Georgia. La prospettiva di un rafforzamento delle relazioni della UE con i Paesi del "vicinato orientale" è stata accolta con favore.
L'area del Mar Nero è stata identificata come una zona di cruciale importanza ed entrambe le parti hanno deciso di incoraggiare la cooperazione, nella prospettiva di un maggiore coinvolgimento dell'Unione Europea nella regione, anche con riguardo alle interconnessioni con l'Adriatico ed i Mari del Mediterraneo, da un lato, ed il Mar Caspio, dall'altro.
Le due parti hanno esaminato le opportunità di collaborazione in vista della Presidenza italiana del G8. Hanno proceduto ad uno scambio di vedute circa l'attuale situazione dei mercati finanziari internazionali ed il modo per limitarne l'impatto.
Nell'ambito della cooperazione economica ed industriale, le due parti hanno preso nota con soddisfazione dei forti legami esistenti. Accogliendo positivamente le conclusioni del Forum Economico organizzato da Unimpresa (Associazione delle imprese italiane in Romania) il giorno precedente, esse hanno confermato il comune interesse a favorire la collaborazione in settori strategici come l'energia, le nuove tecnologie, la ricerca scientifica, le infrastrutture, l'agricoltura.
Nel settore dell'energia, le due parti hanno esaminato le opportunità di collaborazione, inclusa la partecipazione di aziende italiane nello sviluppo di impianti nucleari in Romania. Sono stati esaminati i progetti di infrastrutture e di corridoi energetici che potranno migliorare la sicurezza energetica dell'UE rafforzando altresì le prospettive di una politica europea più attiva ed integrata in tale settore. E' stata inoltre esaminata la fattibilità di progetti di comune interesse nell'area balcanica. Le parti hanno avuto uno scambio di vedute circa le proposte della Commissione Europea sui temi dell’energia e dei cambiamenti climatici, con l’obiettivo di definire posizioni comuni.
Riguardo le infrastrutture di trasporto, è stata indicata l’importanza di definire specifici programmi di cooperazione, in modo da favorire lo sviluppo dell’intermodalità e delle reti regionali.
Ulteriori misure saranno assunte per rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni locali, così come a livello dei prefetti, anche con riferimento alle tematiche riguardanti i cittadini romeni residenti in Italia, in considerazione dell'importanza riconosciuta da entrambe le parti a tale comunità.
I due Paesi hanno convenuto di collaborare strettamente per preparare l'ingresso della Romania nell'area Schengen nel 2011, quale sviluppo importante per il rafforzamento dell'area europea di sicurezza, libertà e giustizia. Le due parti hanno convenuto di sviluppare la collaborazione a livello di polizia di frontiera, attraverso lo scambio di operatori e servizi di pattugliamento misto presso i valichi di frontiera più sensibili.
Le competenti Autorità italiane e romene intensificheranno gli sforzi comuni per combattere la criminalità ed assumere misure appropriate contro chi commette reati. L'effettiva e completa attuazione del quadro giuridico esistente, sia sul piano bilaterale che multilaterale, riguardo la cooperazione giudiziaria e di polizia nelle materie penali continuerà a rappresentare un'importante priorità per entrambe le parti. I rappresentanti delle due parti si incontreranno regolarmente in modo da esaminare i risultati della cooperazione e fissare le misure da attuare in via prioritaria. Particolare attenzione verrà attribuita alla effettiva attuazione dell'Accordo bilaterale per il trasferimento di persone condannate, firmato a Roma il 13 settembre 2003 ed entrato in vigore il 26 maggio 2006.
Le due parti hanno rilevato che il 12 ottobre 2008 entrerà in vigore l'Accordo bilaterale sui minori romeni non accompagnati, firmato a Roma il 9 giugno 2008, consentendo alle Autorità italiane e romene di adottare le misure necessarie per il loro ritorno in patria. Consultazioni riguardanti l'attuazione dell'Accordo si svolgeranno regolarmente.
Le due parti hanno convenuto di rafforzare la cooperazione riguardante l'inclusione sociale e di procedere ad uno scambio di know how sull'uso dei fondi UE per progetti sociali e di integrazione, tra cui misure a favore delle persone di origine rom. A tal fine, le parti hanno convenuto di promuovere iniziative bilaterali, quali la creazione di gruppi di lavoro che potranno identificare le attività concrete da perseguire sia sul piano bilaterale che in ambito UE. Sarà inoltre ulteriormente incoraggiata la cooperazione tra le Autorità locali.
Italia e Romania hanno convenuto di promuovere la cooperazione nel settore del lavoro, con particolare riguardo alle opportunità di impiego, alla salute sul luogo di lavoro, alla sicurezza dei lavoratori ed alla lotta al lavoro illegale.
Le due parti hanno convenuto di promuovere la collaborazione nel settore sanitario, ponendo particolare attenzione alla prevenzione, agli stili di vita e alla riabilitazione. Hanno altresì deciso di proseguire l'esame delle tematiche relative ai servizi sanitari resi da entrambe le Parti ai cittadini dell'altra parte. E' stato inoltre concordato di procedere ad uno scambio di conoscenza riguardo l'utilizzo dei fondi strutturali per migliorare i servizi e le strutture ospedaliere.
Una più intensa cooperazione verrà perseguita nel settore consolare. La parte romena ha confermato l'apertura a breve di Consolati Generali a Trieste, Bologna e Cosenza. Verranno scambiate buone pratiche, in particolare per quanto riguarda l'assistenza sociale dei cittadini all'estero e le procedure per il voto all'estero.
Le due parti hanno concordato di intensificare ulteriormente la cooperazione culturale, con una particolare attenzione verso l'arte contemporanea. Sarà incoraggiata la promozione linguistica e culturale. Nel quadro dell'Accordo bilaterale per la cooperazione culturale, scientifica e tecnologica firmato nel 2003, esse promuoveranno lo scambio di docenti e studenti. Saranno sviluppati programmi di studio congiunti, con l'obiettivo di giungere al rilascio di titoli accademici congiunti nelle aree di interesse comune, quali quelle afferenti ai settori scientifico-tecnologico ed ambientale. Verrà intensificata la partecipazione comune sia ai Programmi comunitari (Erasmus Mundus, Lifelong Learning Programme), che ai Programmi del Network universitario InCE. Verrà incoraggiata la realizzazione di concreti progetti di cooperazione tra i Centri ed Istituti di ricerca italiani e romeni in aree chiave quali l'energia rinnovabile, l'ambiente, le nuove tecnologie, etc. Le
due parti hanno preso nota della recente firma del Protocollo per gli Scambi Giovanili. Verranno avviate consultazioni per il rinnovo dei Protocolli di cooperazione culturale e scientifica. E' stato infine convenuto di finalizzare un accordo di co-produzione cinematografica .  
 
Fonte: etribuna.com

 

 

Lavoratori edili: riduzione dell'11,5% dei contributi

Dall’Inps le istruzioni operative per fruire del beneficio fiscale

 

Con la Circolare n. 89 del 7 ottobre 2008, l’INPS ha fornito le istruzioni operative per la riduzione contributiva riservata al settore edile che, per l’anno 2008, è fissata al 11,50% dal DM Lavoro/Economia del 24 giugno 2008.

L'articolo 1, c. 51 della legge n. 247/2007 (allegato 1) – ricorda l’INPS – ha reintrodotto in maniera stabile, a decorrere dall’anno 2008, la riduzione contributiva a favore delle imprese edili, introdotta dall’articolo 29 della legge 341/1995, e ha disposto che, entro il 31 maggio di ogni anno, il governo verifichi la possibilità di confermare ovvero di rideterminare (con decreto ministeriale da emanarsi entro il 31 luglio) la misura della riduzione contributiva.

In assenza di decreto ministeriale, scatta un meccanismo automatico di applicazione dell’aliquota dell’anno precedente, che opera decorsi 30 giorni dal 31 luglio e sino all’adozione del previsto decreto, salvo conguaglio da parte degli Istituti previdenziali in relazione alla misura effettivamente accordata, o nel caso di mancata adozione del decreto stesso entro il 15 dicembre.

Inoltre - chiarisce la circolare – in assenza di una espressa previsione di efficacia retroattiva del nuovo dettato normativo, e atteso che il beneficio ha in precedenza prodotto effetti sino al 31/12/2006, la riduzione contributiva decorre esclusivamente dal 1° gennaio 2008 e non opera, quindi, con riferimento all’anno 2007. I datori di lavoro interessati alla riduzione contributiva sono quelli esercenti attività edile individuati dai codici ISTAT dal “45.11” al “45.45.2”.

L’agevolazione:
- compete per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2008;
- non trova applicazione sul contributo previsto dall’articolo 25, c. 4 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, versato dai datori di lavoro unitamente alla contribuzione a copertura della disoccupazione involontaria;
- è subordinata al rispetto delle condizioni previste dall’art. 6, commi da 9 a 13, della legge 389/1989 per l’accesso agli sgravi nel Mezzogiorno, comprese quelle dettate dal comma 1 in materia di retribuzione imponibile.

La riduzione contributiva, inoltre, non spetta per quei lavoratori per i quali sono previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (a mero titolo di esempio, assunzione dalle liste di mobilità, contratti di inserimento /reinserimento, ecc.).

Sulla materia – ricorda la Circolare – è intervenuta la legge 4 agosto 2006, n. 248, la quale, in sede di conversione del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, ha introdotto all’art. 36-bis, comma 8, ulteriori requisiti necessari ai fini della fruizione dell’agevolazione, disponendo che i datori di lavoro del settore edile:
- devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della certificazione di regolarità contributiva anche da parte delle Casse Edili;
- non devono aver riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente alla data di applicazione dell’agevolazione.

Le disposizioni della Legge 248/2006, specifiche per il settore edile, si affiancano a quelle dell’art. 1, c. 1175, della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007) che impone, a decorrere dal 1° gennaio 2008, a tutti i datori di lavoro che intendano fruire dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale, l’obbligo del rispetto del contratto collettivo, nonché il possesso dei requisiti di regolarità contributiva attestata tramite il Documento Unico di Regolarità Contributiva


Fonte: edilportale.com

 

 

Mobbing: in esame il provvedimento sui comportamenti persecutori sul luogo di lavoro

"Sono da ricondurre, nell'ambito della definizione di mobbing, tutti quegli atti e comportamenti posti in essere da datori di lavoro, capi intermedi e colleghi, che si traducono in atteggiamenti persecutori, attuati in forma evidente, con specifica determinazione e carattere di continuità, atti ad arrecare danni rilevanti alla condizione psico-fisica del lavoratore, ovvero anche al solo fine di allontanarlo dalla collettività in seno alla quale presta la propria opera": recita così il primo comma dell'articolo 1 del disegno di legge in materia di mobbing nei luoghi di lavoro, in esame questa settimana in Commissione Lavoro del Senato.
Il provvedimento, di sette articoli, precisa la definizione di comportamento mobbizzante, le conseguenze in termini di danni psicofisici alla vittima di tale comportamento e le procedure che si possono attivare per far valere la responsabilità di chi lo mette in atto ( i superiori, i capi intermedi, i colleghi stessi del lavoratore, vittima della persecuzione)
In particolare le attività di mobbing si sostanziano in atti di ostilità, attacchi alla reputazione, creazione di falsi pettegolezzi, insinuazioni malevole, segnalazioni diffamatorie, attribuzioni di errori altrui, carenza di informative e informazioni volutamente errate, al fine di creare problemi, controlli e sorveglianza continui, minacce di trasferimenti, apertura di corrispondenza, difficoltà di permessi o ferie, assenza di promozioni o passaggi di grado, ingiustificata rimozione da incarichi già ricoperti, svalutazione dei risultati ottenuti.
A coloro che pongono in essere tali atti i comportamenti vengono applicate le misure previste con riferimento alla responsabilità disciplinare. Analoga responsabilità grava su chi consapevolmente denuncia gli atti e i comportamenti di cui all'articolo 1, ancorchè notoriamente inesistenti, al solo fine di trame un qualsivoglia vantaggio.
Il lavoratore che abbia subìto violenza o persecuzione psicologica nel luogo di lavoro e non ritenga di avvalersi delle procedure di conciliazione previste dai contratti collettivi, ma intenda adire in giudizio, può promuovere il tentativo di conciliazione ex art. 410 del codice di procedura civile. Il procedimento è regolato dall'articolo 413 del codice di procedura civile.
Il giudice condanna il responsabile del comportamento sanzionato al risarcimento del danno, la cui liquidazione ha luogo in forma equitativa.

....Qualche numero
"Per quel che attiene al nostro Paese, talune statistiche riferiscono di una percentuale modesta, pari al 4,2 per cento del totale dei lavoratori dipendenti in Italia, circa 750.000 vittime. In realtà il dato che emerge, appare assai lontano dal vero, in quanto ancora oggi le violenze morali in ambito lavorativo, risultano particolarmente difficili da quantificare: sia perché lo studio del fenomeno giunge con notevole ritardo, rispetto alle altre nazioni, sia perché le stesse vittime rifiutano di considerarsi tali, per timore di ulteriori ritorsioni, o per altri motivi.
Una ricerca effettuata dall'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL), avrebbe accertato l'esistenza di circa 1.500.000 lavoratori, vittime del mobbing nel giugno 2000.
Se si tiene conto, tuttavia, del fatto che oltre al lavoratore interessato, anche i familiari sono pienamente coinvolti dalle ritorsioni – sia di ordine pratico che psicologico – causate dal fenomeno sopra descritto, non è difficile pervenire ad un numero globale di circa 4.000.000 di soggetti perseguiti in via diretta o indirettamente.
Sempre l'ISPESL riferisce che il 71 per cento delle denunce riguarderebbe i dipendenti del pubblico impiego. Nel 62 per cento dei casi, si tratterebbe di persone con più di cinquanta anni; 1'81 per cento sarebbe, poi, composto da quadri e impiegati. Da un'altra analisi risulterebbe che a esercitare il mobbing sarebbero per il 57,3 per cento i superiori e per il 30,3 per cento i colleghi. Lo stesso mondo politico risulta influenzato dal mobbing visto che già negli anni Settanta a un deputato venne riconosciuta una indennità per effetto del mobbing, seguita da una pensione di invalidità. In proposito, si è inteso configurare all'articolo 7 la pratica del mobbing anche nel contesto della vita dei partiti politici e delle associazioni in genere, così come regolate dall'articolo 36 del codice civile."

Fonte: Relazione Parlamentare ddl 434

 

 

Sicurezza: Guariniello, serve la super-procura / Foglio

“Ci sono resistenze. Ma la “super-procura” nazionale sugli infortuni sul lavoro è una strada obbligata per rimuovere le lentezze della magistratura. La procura di Torino non può diventare un modello: il nucleo che oggi conta una decina di colleghi è diventato un vero e proprio riferimento per le migliori competenze nazionali. Tutto questo non si può riprodurre ovunque. Ci vorrebbe troppo tempo, uno sforzo organizzativo improbo, conoscenze non improvvisate e procedure consolidate. Una procura nazionale dedicata a questi temi favorirebbe le indagini e i processi che troppo spesso in Italia si fanno male, si fanno tardi, o non si fanno affatto”. A dirlo è il procuratore aggiunto della Procura di Torino Raffaele Guariniello, in una conversazione con il Foglio, parlando della sicurezza sul lavoro, su cui ha costituito a Torino uno specifico pool di magistrati.

Il procuratore se la prende con la lentezza della giustizia italiana: “Quando c’erano le preture le cose andavano un po’ meglio. Oggi la crisi della giustizia ha determinato una paralisi nei procedimenti che riguardano gli infortuni sul lavoro. Sono indagini complesse, sono processi difficili, A volte per la natura stessa dei reati e delle situazioni in cui si consumano, a volte anche perché ci si trova con collegi di difesa agguerriti, che non a caso, e del tutto legittimamente, tutelano gli interessi di persone facoltose o comunque fermamente intenzionate a difendere la propria immagine”. Per Guariniello il problema non è la mancanza di leggi: “La normativa italiana è una delle più avanzate. Il testo unico è uno strumento legislativo formidabile. Ma bisogna applicarlo”.

In conclusione, per Guarinello “la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro non può accontentarsi delle parole: invocare più formazione vuoi dire poco, se non si procede a una verifica dell’apprendimento. Così come è inutile chiedere leggi sempre nuove. Le norme ci sono tutte, ma richiedono un atteggiamento positivo, da parte di tutti. Dai magistrati agli ispettori. Dagli imprenditori ai manager, dai lavoratori ai loro rappresentanti. Invece a volte ci sono reazioni incomprensibili: prenda il caso dei controlli anti-droga e antì-alcol sui luoghi di lavoro. Che senso ha invocare la privacy?”.


Fonte: rassegna.it

 

 

Morti sul lavoro: Liguori chiede istituzione tavolo permanente 

Palazzo Civico illuminato in onore di Alfredo Bellini

Il consigliere comunale Luca Liguori nella recente sessione di Consiglio Comunale ha presentato una mozione a fronte dell’ennesimo incidente mortale sul lavoro. Nell’incidente ha perso la vita Alfredo Bellini e per onorare la memoria della vittima nel corso della seduta è stato osservato un minuto di silenzio.

Nella mozione, Liguori chiede che al più presto si proceda all’istituzione di un tavolo permanente per il coordinamento provinciale di ambiente, salute e sicurezza sul lavoro. Il documento proposto da Liguri è stato firmato da tutti i gruppi consiliari.

In segno di lutto il Consiglio Comunale ha deliberato che il giorno delle esequie di Alfredo Bellini la facciata di Palazzo Civico resterà illuminata tutta la notte.


Fonte: cittadellaspezia.com

 

13/10/2008

 

Si  segnala qui di seguito  le news e gli ultimi inserimenti nel sito www.porreca.it di particolare interesse.
 
Sentenze della Corte di Cassazione:
 
-  sulla responsabilità di un coordinatore a seguito del crollo di un muro in un cantiere edile

 -  sulla applicazione della "Direttiva Cantieri" per opere progettate prima della sua entrata in vigore
 - 
sui limiti della indelegabilità da parte del datore di lavoro della valutazione dei rischi

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La Direzione per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro precisa in una sua nota del 2/10/2008 che il provvedimento di sospensione delle attività imprenditoriali, per quanto riguarda il lavoro irregolare, si applica, "normalmente dalle ore 12 del giorno successivo all'accesso ispettivo" e con esclusione nei confronti delle microimprese con un solo dipendente irregolarmente occupato.

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Quesiti sulla applicazione del Testo Unico:

Quali procedure sono da applicare secondo il T. U. alle macchine messe a disposizione prima e dopo il recepimento delle relative direttive comunitarie? Quali sanzioni sono da applicare per gli inadempimenti relativi all'uso corretto dei DPI? Può il datore di lavoro delegare lo svolgimento diretto dei compiti del SPP? Un quesito sulla obbligatorietà dei presidi sanitari secondo il T.U.

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Si segnalano alcuni interessanti articoli sulle varie tematiche legate al D. Lgs. n. 81/2008 sul T. U. pubblicati sulle principali riviste specializzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dal sistema di gestione della sicurezza al sistema sanzionatorio, dalle responsabilità dei datori di lavoro dirigenti e preposti alla esposizione ad agenti biologici, dalle vibrazioni allo stress lavoro-correlato.

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Dalla ASL TO3 un contributo al dibattito sulla nomina del responsabile dei lavori nei cantieri edili pubblicato sul Bollettino n. 4/2008 della Regione Piemonte. Secondo gli autori, M. Montrano e G. Porcellana, alcuni obblighi sono automatici ed altri gli sono trasferiti dal committente. Viene però sollevato un ulteriore dubbio: il progettista ed il D. L. sono quelli architettonici o delle strutture? 

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Il D. Lgs. n. 81/2008, contenente il Testo Unico in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, prevede che il committente effettui una verifica tecnico-professionale delle imprese e dei  lavoratori autonomi ai quali intende affidare i lavori. Approfondiamo la tematica relativa alla documentazione necessaria per tale verifica e scopriamo un caso esemplare di.....semplificazione documentale.

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Nell'ambito del tour nazionale organizzato dalla Pubbliformez Formazione Pubblica Amministrazione si sono tenuti due seminari uno a Catania il 25/9/2008 ed uno a Cagliari il 7/10/2008 sul tema "Il Testo Unico sulla sicurezza (D. Lgs. n. 81/2008). La tutela della salute e la sicurezza nelle strutture di lavoro della Pubblica Amministrazione". In entrambi ha relazionato l'ing. Gerardo Porreca.

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Quesiti sulla applicazione del Testo Unico:

Quali possono essere le modalità da porre in essere nella formazione dei preposti? Il trasferimento degli obblighi dal committente al responsabile dei lavori è automatico o è soggetto a delega? Quale è la formazione prevista dal Testo Unico per il datore di lavoro in caso di svolgimento diretto? Quali i criteri di individuazione del RSPP per i servizi di prevenzione e protezione interni?

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Il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha emanata una direttiva sulla attività di vigilanza datata 18/9/2008 e destinata al personale ispettivo proprio e degli istituti previdenziali con l'obiettivo principale di diffondere una cultura diversa dell'ispezione e intesa essenzialmente a prevenire gli abusi ed a sanzionare i fenomeni di irregolarità sostanziale.

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Quesiti sulla applicazione del Testo Unico:

Qual'è la sanzione è da applicare nel caso in cui gli impianti elettrici risultano privi dei requisiti di sicurezza previsti dal T. U.? Come deve il datore di lavoro assegnare le funzioni di preposto nella propria azienda, con delega scritta o verbale o in che modo? I laureati forniti di lauree quinquennali corrispondenti alle classi indicate nel T. U. sono esonerati dal frequentare i moduli A e B?

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Nell'ambito del tour nazionale organizzato dalla Compagnia Nazionale della Sicurezza si è tenuto a Marina di Pulsano (Ta) il 27/9/2008 un Seminario di aggiornamento  sul D. Lgs. n. 81/2008. A Bari l'1/10/2008 durante il "Salone della sicurezza sul lavoro" organizzato da MissioneSicurezza si è tenuto un  Convegno su tematiche della sicurezza sul lavoro. In entrambi è intervenuto l'ing. Gerardo Porreca.

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Sentenze della Corte di Cassazione:
 
-  sulla sicurezza delle macchine e sull'adeguamento ai sensi dell'art. 2087 del codice civile
 
-  sulla responsabilità penale del responsabile del servizio di prevenzione e protezione
 - 
sull'obbligo della nomina da parte del committente del responsabile dei lavori

 Leggi cliccando sulla singola sentenza

 

La Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha emanate con la circolare n. 20/2008 le prime istruzioni operative, destinate al personale ispettivo, in merito all'introduzione del Libro Unico del Lavoro di cui agli artt. 39 e 40 del D. L. n. 112/2008. Confermata la necessità di un radicale mutamento dell'attività di vigilanza.

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La Corte di Giustizia europea, su ricorso della Commissione delle Comunità europee, ha condannato con sentenza del 25/7/2008 la Repubblica Italiana per non aver trascritto correttamente nell’ordinamento italiano la prescrizione sulla nomina del coordinatore  prevista dalla direttiva 92/57 sui cantieri temporanei o mobili. Deve essere sempre nominato nel caso di presenza di più imprese

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Fonte: ing. Gerardo Porreca

www.porreca.it

  

 

RIFIUTI: CHIAIANO, PER COMUNE MARANO SCARSE MISURE SICUREZZA

Napoli, 13 ott. - Per gli amministratori del Comune di Marano, confinante al territorio del quartiere partenopeo di Chiaiano dove si sta allestendo la discarica di Napoli, i lavori in corso nel sito dell'ex cava Poligono sono "sconsiderati" ed effettuati "in violazione delle norme in materia di sicurezza". In una nota che da' conto della visita alla discarica in allestimento del sindaco Salvatore Perrotta e dei suoi assessori 'ad hoc' Franco Ortolani e Giovanni de' Medici (entrambi tecnici indicati dai comitati anti-discarica, il primo anche consulente per un periodo dell'ex Commissariato per l'Emergenza rifiuti della Campania), il primo cittadino lamenta l'assenza di "interlocutori tecnici" della struttura del sottosegretario All'Emergenza rifiuti durante una "visita istituzionale" e la negazione dell'accesso alla cava di quella che definisce "una troupe televisiva indipendente che sta girando un documentario sulla vicenda". "I lavori in parete appaiono inadeguati - dice de' Medici, riferendosi alla messa in sicurezza delle pareti della cava che presentano linee di frattura - vi sono forti dubbi sull'efficacia e non abbiamo potuto vedere sul ciglio se sia stata effettuata la sistemazione idraulica. Siamo di fronte a un intervento sconsiderato che sconvolge un'area ad alto rischio". Ortolani riferisce di aver evidenziato che lavoratori e militari "sono esposti a grave rischio per la vita specie con l'approssimarsi della stagione delle piogge. Ho mostrato carte alla mano le fratture che isolano i prismi che potrebbero distaccarsi dalle pareti e che nella strada di accesso il brecciame, negli ultimi 40 metri poggiato su una lingua di tufo, senza canalizzazione potrebbe dar luogo a uno sprofondamento. Inoltre non e' stata fatta alcuna bonifica alla piattaforma di base della cava". A parlare di violazioni della legge sulla sicurezza nel lavoro e' il consigliere comunale di fresca delega al Lavoro Gemma Infantocci per la mancanza del "responsabile di cantiere, mezzi in movimento senza opportuna cartellonistica, alcuni operai senza casco e altri senza scarponi antinfortunistici". Questa sera Ortolani riferirà in Consiglio comunale della visita e il sindaco Perrotta invierà una lettera a quello di Mungano e al presidente della VIII municipalità di Napoli per tenere un consiglio congiunto.  
 
Fonte: agi.it

 

 

Lombardia - Contributi a fondo perduto per migliorare la sicurezza

Contributi a fondo perduto per le aziende lombarde che realizzeranno investimenti per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 ottobre.

La Regione Lombardia sostiene le imprese artigiane lombarde iscritte all’ELBA che realizzano investimenti materiali e immateriali per migliorare la sicurezza e l’ambiente nei luoghi di lavoro.
E.L.B.A. è l’Ente Lombardo Bilaterale dell’Artigianato nato il 5 marzo 1993 con un accordo tra le Organizzazioni Artigiane Lombarde, CONFARTIGIANATO - C.N.A. - C.L.A.A.I. – CASARTIGIANI LOMBARDIA, e le Organizzazioni Sindacali C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L..
E.L.B.A. gestisce vari Fondi che rappresentano lo strumento economico e finanziario per erogare prestazioni e servizi alle imprese artigiane e ai loro dipendenti.

Presentazione ELBA (formato PDF, 77 kB).

ELBA si rivolge alle imprese iscritte che realizzano investimenti materiali ed immateriali finalizzati al miglioramento della sicurezza e dell’ambiente nei luoghi di lavoro e inseriti nel programma predisposto e presentato all’EBA competente per territorio ai sensi dell’azione “C” in materia di sicurezza e ambiente nei luoghi di lavoro la cui realizzazione sia effettuata entro il 30/11/2008.

Alle imprese sarà riconosciuto un contributo a fondo perduto pari al 15% dell’investimento effettuato, fino a un massimo di 1.500 euro a fronte di investimenti pari ad almeno 3.000 euro.

Per gli investimenti di entità superiore a € 10.000,00 e nel limite di € 50.000,00 il contributo è così strutturato:

- contributo pari a € 200,00 per concorso spese di istruttoria sostenute per l’acquisizione della garanzia sussidiaria da parte di uno dei Confidi, espressione dell’associazionismo artigiano e aderenti ARTIGIANCREDIT LOMBARDIA SCRL - Consorzio Regionale Unitario tra le Cooperative e Consorzi Garanzia Collettiva Fidi Artigiani della Lombardia;
- contributo pari all’1% annuo per la durata del finanziamento calcolato sulla quota di capitale oggetto di garanzia sussidiaria rilasciata da uno dei Confidi espressione dell’associazionismo artigiano e aderenti ad ARTIGIANCREDIT LOMBARDIA SCRL - Consorzio Regionale Unitario tra le Cooperative e Consorzi Garanzia Collettiva Fidi Artigiani della Lombardia;
- contributo in conto interessi a fronte di un finanziamento concesso da uno degli istituti di credito convenzionati con i Confidi, espressione dell’associazionismo artigiano ed aderenti ad ARTIGIANCREDIT LOMBARDIA SCRL - Consorzio Regionale Unitario tra le Cooperative e Consorzi Garanzia Collettiva Fidi Artigiani della Lombardia.

Il contributo è calcolato in forma anticipata sulla base dell’interesse pari all’Euribor tre mesi lettera rilevato alla data della stipula del contratto di mutuo chirografario di durata massima di 36 mesi.

Le domande di contributo, dovranno essere presentate entro le ore 12.00 di mercoledì 15 ottobre 2008, direttamente all'E.L.B.A. competente per territorio.

La modulistica per le richieste di finanziamento.

Fonte: investimentiartigiani.it.
 

 

Cantieri edili: tessere di riconoscimento e privacy

Chiarimenti del Ministero del Lavoro circa i dati da riportare sul tesserino di riconoscimento per il personale occupato nei cantieri edili e il rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha risposto all’istanza di interpello dell’ANIE – Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche – che richiedeva chiarimenti circa i dati da riportare sul tesserino di riconoscimento per il personale occupato nei cantieri edili e il rispetto del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003).

In particolare l’ANIE chiede se “tenuto conto che, ai sensi della normativa in materia di privacy (D.Lgs. n. 196/2003), i dati personali trattati devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto alla finalità perseguita, anche se derivanti da obblighi di legge, - rispetto alle finalità generali perseguite dal citato art. 36 bis e rispetto all’esigenza che i dati riportati su detta tessera consentano l’identificazione del lavoratore – l’indicazione della data di nascita non risulti sproporzionata e possa, pertanto, essere omessa, risultando sufficiente l’indicazione degli altri elementi indicati dalla circolare n. 29/2006 (fotografia, nome e cognome del lavoratore, nome o ragione sociale del datore di lavoro).”.

Con il provvedimento dell'11 dicembre 2000, avente ad oggetto i cartellini identificativi dei lavoratori, il Garante per la protezione dei dati personali affrontava la problematica della conformità alla legislazione sulla privacy delle norme contrattuali e organizzative che impongono al personale, a contatto con l’utenza, di appuntare sul vestito o sulla divisa un cartellino identificativo contenente vari dati personali.

Il Garante ha ritenuto che “i cartellini identificativi contenenti anche i dati anagrafici del lavoratore riportassero dati non pertinenti in quanto l’informazione contenuta nei cartellini e, grazie ad essi, diffusa in modo indifferenziato non fosse rilevante in relazione alle finalità di mera trasparenza e correttezza nel contatto con il pubblico o i clienti.”.

La Direzione Generale per l’attività ispettiva del Ministero non ritiene però "di dover aderire a questa interpretazione per il caso in esame" né alle osservazioni dell’interpellante in quanto "la tutela del diritto alla riservatezza può essere graduata ad opera del Legislatore in rapporto ad un’esigenza concreta – purché costituzionalmente protetta – posta come termine di paragone (v. il caso di legittimità costituzionale dell’art. 132 D.Lgs. n. 196/2003 in Corte Cost. n. 372/2006); la maggiore o minore limitazione alla tutela del diritto alla riservatezza sarà costituzionalmente fondata se posta in relazione con la maggiore o minore gravità attribuita dal Legislatore ad illeciti diversi individuati secondo scelte di politica legislativa."

Oltre a ciò, nell’interpello si conclude che “si consideri anche la necessità di leggere la norma de quo in correlazione con quanto sancito dal successivo comma 4: “i datori di lavoro con meno di dieci dipendenti possono assolvere all’obbligo di cui al comma 3 mediante annotazione, su apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei lavori”. Il Registro di cantiere di cui all’art. 36 bis, comma 4, del D.L. n. 223/2006 – vidimato dalla competente D.P.L. e da tenersi sul luogo di lavoro – è strutturato sul modello del vecchio libro di matricola. Infatti sullo stesso dovranno essere trascritti gli estremi (id est i dati anagrafici) del personale giornalmente impiegato in cantiere e ciò al fine di soddisfare, se pur in altro modo, il contenuto precettivo di cui al precedente comma 3 dell’art. 36 bis.”. 
 
Fonte: puntosicuro.it

 

 

Decreto 81/08: sugli obblighi del committente e dell’impresa affidataria

Approfondimento circa il Titolo IV del Dlgs 81/08 "Cantieri temporanei o mobili" sui nuovi obblighi del committente, dell’impresa affidataria e sulla nomina dei coordinatori per la sicurezza. A cura della Direzione Sanità della Regione Piemonte.

Riportiamo di seguito la seconda parte dell'approfondimento relativo ai al Titolo IV - Cantieri temporanei o mobili - del D.Lgs. 81/08 pubblicato nel numero di agosto del Bollettino Regionale sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro “Io scelgo la sicurezza” a cura della Direzione Sanità, Prevenzione Sanitaria ambienti di vita e di lavoro della Regione Piemonte.
Ricordiamo che la prima parte approfondiva la nuova definizione di responsabile dei lavori.

L’articolo è a cura di di M. Montrano e G. Porcellana (ASL TO3).

Il Titolo IV del Dlgs 81/08: Cantieri temporanei o mobili.
Seconda parte: nuovi obblighi del committente, dell’impresa affidataria e nomina dei coordinatori per la sicurezza.

Due ulteriori novità contenute nell’art. 89 sono rappresentate dalla definizione della “impresa affidataria”, individuata quale impresa titolare del contratto di appalto con il committente e che, nell'esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi e dalla definizione di idoneità tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, che viene definita come “il possesso di capacità organizzative, nonché di disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento alla realizzazione dell’opera”.

La definizione di “impresa affidataria” si rendeva necessaria in relazione ai nuovi obblighi previsti dall’articolo 97 (Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria), mentre per quanto attiene alla verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi si fa rilevare che, nell’allegato XVII al D.lgs. 81/2008, viene elencata la documentazione che le imprese stesse e i lavoratori autonomi devono esibire al committente, o al responsabile dei lavori, per attestare la loro idoneità tecnico-professionale. In attesa che venga chiarito a quale soggetto il committente deve trasmettere la documentazione indicata nell’articolo 90 comma 9 lettere a) e b), (viene citata una non meglio qualificata “amministrazione competente” mentre in più passi del decreto si cita l’ “amministrazione concedente” o l’organo di vigilanza), si rileva che l’assenza del documento unico di regolarità contributiva (DURC) continua a produrre la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativi. Stessa sorte è prevista quando nel cantiere l’organo di vigilanza accerta l’assenza del piano di sicurezza e coordinamento o del fascicolo tecnico (naturalmente ove previsti), oppure l’assenza della notifica preliminare di cui all’art. 99.

L’obbligo a carico del committente di trasmettere all’amministrazione competente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire, il nominativo delle imprese esecutrici, unitamente alla documentazione di cui alle lettere a) e b) del comma 9 dell’art. 90, è stato esteso anche ai lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero ai lavori realizzati direttamente con proprio personale dipendente senza ricorso all’appalto. Un altro elemento che ha suscitato le maggiori sorprese è costituito dal rivisto obbligo legato alla nomina dei coordinatori per la sicurezza. L’art. 90 comma 3 del decreto stabilisce i casi nei quali sussiste l’obbligo da parte del committente di designare i coordinatori in fase di progettazione e in fase di esecuzione. Come è noto, sino al 15/05/2008 (data di entrata in vigore del decreto) la nomina di tali figure era richiesta nel caso in cui nel cantiere era prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanee, e nel caso che l’entità del cantiere fosse pari, o superiore, ai 200 uomini-giorno o, anche, nel caso di cantiere con entità inferiore a tale soglia ma in presenza di particolari rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori indicati nell’allegato II del D.lgs. 494/1996.

La nuova disposizione stabilisce l’obbligo da parte del committente della nomina dei coordinatori, anche in caso di coincidenza con l’impresa esecutrice, nel caso in cui, in cantiere, sia prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese. Non è più necessaria quindi la presenza dell’ulteriore condizione legata all’entità del cantiere o alla maggiore pericolosità. Tale disposizione trova una deroga nel comma 11 dello stesso articolo 90, là dove viene espressamente indicato che, in caso di lavori privati (e quindi con esclusione dei lavori pubblici) non soggetti a permesso di costruire, l’obbligo di cui all’art. 90 comma 3 non si applica ma si applica, in ogni caso, quanto disposto dall’articolo 92 comma 2. Il legislatore con un abile manovra dilatoria (leggasi il passaggio dall’articolo 92 comma all’articolo 90 comma 4) chiede comunque, in questi casi, la designazione di un coordinatore per l’esecuzione dei lavori quando, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori, o di parte di essi, viene affidata a una o più imprese.

Il risultato di tale disposizione, che peraltro provoca una non giustificata disparità tra cantieri pubblici e privati, è quello di perdere una importante opera di pianificazione della sicurezza durante la fase di progettazione dell’opera, momento in cui la presenza di un coordinatore per la progettazione è assolutamente indispensabile, ricordando che il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia di cui al D.P.R. n. 380/2001 permette la realizzazione di fabbricati anche di discreta entità con la cosiddetta “superDIA” senza il ricorso al permesso di costruire. Alla luce di ciò non ci sarà da meravigliarsi se nascerà una procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese per recepimento in peius della direttiva comunitaria 92/57 (direttiva cantieri). Vale, poi, la pena approfondire la dinamica della già citata responsabilità del committente e del responsabile dei lavori definita dall’articolo 93. Diversamente da quanto disposto dall’art. 6 comma 1 del D.lgs. 494/1996, così come modificato dal D.lgs. 528/1999 che prevedeva che “il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all’adempimento degli obblighi limitatamente all’incarico conferito al responsabile dei lavori”, viene affermato nell’articolo 93 comma 1 che “in ogni caso il conferimento dell’incarico al responsabile dei lavori non esonera il committente dalle responsabilità connesse alla verifica degli adempimenti degli obblighi di cui agli articoli 90, 92, comma 1, lettera e), e 99”.

Trattasi della verifica degli adempimenti legati agli obblighi del committente, all’obbligo del coordinatore in fase di esecuzione di segnalare le 11 Agosto 2008 11 FocusFocus inadempienze delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi e dell’obbligo della trasmissione della notifica preliminare. Per quanto attiene al responsabile dei lavori, a questi viene affidato l’obbligo di verificare l’adempimento del coordinatore in fase di progettazione (redazione del PSC e del fascicolo tecnico) e l’adempimento degli obblighi del coordinatore in fase di esecuzione previsti dall’articolo 92 comma 1, ad esclusione di quanto indicato nella lettera e), in quanto affidata al committente, e nella lettera f) (sospensione delle singole lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente direttamente riscontrato). Si rileva che per la violazione dell’articolo 93 non è stata prevista alcuna sanzione, circostanza che comporta il rischio di vanificare tali azioni di verifiche richieste al committente e al responsabile dei lavori e che potranno essere, eventualmente, oggetto di esame in caso di infortunio sul lavoro. Come già anticipato, con l’articolo 97 vengono introdotti nuovi obblighi a carico del datore di lavoro dell’impresa affidataria che deve, adesso, vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati e sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.

L’impresa affidataria è titolare, altresì, degli obblighi di verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese subappaltatrici e dei lavoratori autonomi ai quali affida lavori da svolgere in cantiere. All’impresa affidataria viene, altresì, affidato il difficile compito di coordinare gli interventi finalizzati all’attuazione delle misure generali di tutela (art. 95) e degli obblighi previsti dall’articolo 96, nonché di verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della loro trasmissione al coordinatore per l’esecuzione. Un’ultima nota deve essere fatta sugli obblighi di trasmissione previsti dall’articolo 101. Anche in questo caso siamo di fronte a innovazioni rilevanti. Va ricordato che l’articolo 13 del D.lgs. 494/1996 stabiliva che “prima dell’inizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmette il proprio piano operativo di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione”. L’articolo 101 del D.lgs. 81/2008 dispone che tutte le imprese esecutrici devono trasmettere il proprio POS all’impresa affidataria la quale, previa verifica della congruenza rispetto al proprio piano di sicurezza, lo trasmette al coordinatore per la esecuzione. Ogni singolo controllo non può durare più di quindici giorni e l’inizio dei lavori è permesso solo dopo l’esito positivo delle suddette verifiche. Gli effetti di tale disposizione dovrebbero portare ad impedire l’inizio dei lavori nei cantieri là dove le imprese esecutrici non hanno correttamente pianificato la sicurezza con i propri piani operativi di sicurezza o nei casi in cui tali piani operativi non siano coerenti tra loro o con il piano di sicurezza e coordinamento. L’uso del condizionale è d’obbligo, in quanto, troppo spesso, abbiamo visto e letto piani operativi “fotocopia” senza concretezza operativa e di una genericità impressionante. Peraltro, è lo stesso legislatore che non crede all’obbligo da lui stesso imposto, considerato che la mancata osservanza dell’art. 101 commi 2 e 3 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1200 a 3600 euro.

Da quanto sin qui argomentato, è di tutta evidenza come le modifiche introdotte dal D.lgs. 81/2008 sono significative; inoltre, ne esistono altre di minore rilievo, che non sono descritte in questo articolo. Tali modifiche irrompono violentemente nei vari contesti esistenti e diventa veramente drammatico conciliare i nuovi obblighi con situazioni di cantiere ormai stabilizzate o, addirittura, in via di conclusione. Si ritiene che sarebbe stato opportuno prevedere un periodo transitorio o una diversa entrata in vigore degli obblighi, magari legata agli incarichi di progettazione così come fu fatta al momento dell’entrata in vigore del D.lgs. 528/99. In quella occasione, infatti, il decreto fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2000 n. 13, le varie disposizioni entrarono in vigore tre mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (18 aprile 2000) e furono previste ben tre strade da percorrere, in relazione all’incarico di progettazione esecutiva (art. 25 del D.lgs. 528/ 99). Ma tutto questo ormai appartiene al passato e, chissà perché, ciò che appartiene al passato appare quasi sempre migliore.

Fonte: Bollettino Regionale sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro “Io scelgo la sicurezza”, mese di agosto 2008 (formato PDF, 374 kB).
 

 

Nuova campagna INAIL per contrastare gli infortuni sul lavoro

“Basta un pò di attenzione”: al via la campagna di comunicazione di INAIL e Ministero del Lavoro per incentivare lavoratori e imprese all'adozione diffusa di comportamenti responsabili e utili alla prevenzione degli incidenti sul lavoro.

È partita il 7 ottobre con lo slogan "Attenzione ai comportamenti sicuri" la campagna congiunta di INAIL e Ministero del Lavoro per la diffusione e l'incremento della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Secondo quanto annunciato dal dicastero di via Flavia, la campagna - realizzata in collaborazione con McCann-Erickson - è incentrata sul tema dell'attenzione, intesa come valore comune per la difesa della sicurezza al quale devono essere esortati sia i lavoratori che le imprese. L'iniziativa, inoltre, vuole incentivare i comportamenti utili alla prevenzione degli infortuni e ribadisce la necessità di rispettare le disposizioni di legge introdotte in materia dal nuovo Testo Unico.

"Questo genere di informazione punta a stimolare la consapevolezza del fatto che la sicurezza sul lavoro dipende dall'adozione di comportamenti responsabili e idonei a non mettere a repentaglio l'incolumità propria ed altrui", spiega una nota diffusa dal ministero. "Comportamenti da affiancare all'impiego degli indumenti e degli strumenti di protezione prescritti dalle norme di legge".

La presentazione dei braccialetti di silicone, distribuiti a 2.500 studenti dal Capo dello Stato al Quirinale durante la cerimonia di apertura dell'anno scolastico, ha costituito la prima fase della campagna.

La seconda fase si protrarrà per circa tre mesi e prevede la pubblicazione di avvisi su quotidiani e periodici, la diffusione di spot radiofonici e la presenza di banner su vari siti internet.

Inoltre, nel corso del mese di novembre, è programmata l'affissione di manifesti sagomati dedicati al tema della sicurezza sul lavoro negli autobus di alcune tra le principali città italiane (Milano, Verona, Treviso, Roma e Napoli).

I materiali della campagna "Attenzione ai comportamenti sicuri"

Manifesto 1 (formato .pdf 176 Kb)
Manifesto 2 (formato.pdf 296 Kb)
Manifesto 3 (formato.pdf 52 Kb)
 
 
Fonte: INAIL

 

 

I quesiti sul decreto 81/08: come agire in caso di macchine non conformi?

Il quesito di un tecnico ASL della prevenzione in merito alla responsabilità del fabbricante: come procedere nel caso, in corso di vigilanza o in caso di infortunio, si accerti la non conformità di una macchina? La risposta dell’avvocato Dubini.

In merito alla responsabilità del fabbricante e alle procedure nel caso si accerti una non conformità delle macchine (art. 23 e 70 d.lgs. 81/2008) riportiamo due quesiti giunti alla nostra redazione.

Il primo quesito.

"Sono un tecnico ASL della prevenzione, vorrei porre alcune domande in merito alla responsabilità del fabbricante e alle procedure da attuare nel caso, in corso di vigilanza, si accerti la non conformità di una macchina (art. 23 e 70 d.lgs. 81/2008).

Nello specifico: in corso di vigilanza si accerta la non conformità di una macchina (o meglio quella che per chi accerta è una presunta non conformità della macchina, come si usa dire in mancanza di riscontro ministeriale); l'art. 70, comma 4°, d.lgs. 81/2008 mi dice che la competenza per dichiarare la non conformità è "l'autorità nazionale per la sorveglianza del mercato" e che noi (Asl) dobbiamo astenerci dal compiere gli atti di cui agli artt. 20 e 21 d.lgs. 758/94 prima che detta autorità abbia deciso.

La mia (personale) interpretazione è che nulla viene innovato rispetto agli obblighi di trasmissione di cui all'art. 347 c.p.p.: a mio avviso si trasmette la notizia di reato (quella che per noi è una non conformità della macchina) alla A.G. e si rimane in attesa delle determinazioni dell'ente preposto (nel frattempo il procedimento penale, sempre a mio avviso è sospeso) poi se la nostra impostazione è confermata si darà corso alle azioni previste dagli artt. 20 e 21 d.lgs. 758/94, se non lo è si trasmetterà comunque al PM il responso ministeriale per le sue conseguenti determinazioni (a logica dovrebbe archiviare, ma, nell'autonomia dell'azione giudiziaria, è possibile anche procedere diversamente???).

Chiedo se è giusta questa interpretazione, o è più corretto limitarsi a trasmettere al ministero e alla AG solo a seguito di avvenuta conferma? Francamente mi sembrerebbe una forzatura della norma in quanto gli obblighi di trasmissione non vengono in alcun modo eliminati, inoltre non trasmettere alla AG significherebbe anche precluderle lo svolgimento di quelle autonome azioni previste dall'art. 23, comma 3°, d.lgs. 758/94."

La risposta dell’avvocato Dubini.

Non è vero che il procedimento penale rimane sospeso. Se entro 60 giorni non procedete con la prescrizione, il procedimento penale riprende il suo corso:

Art. 23 D.Lgs. n. 758/94 (Sospensione del procedimento penale)

1. Il procedimento per la contravvenzione è sospeso dal momento dell'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all'art. 335 del codice di procedura penale fino al momento in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all'art. 21, commi 2 e 3.

2. Nel caso previsto dall'art. 22, comma 1, il procedimento riprende il suo corso quando l'organo di vigilanza informa il pubblico ministero che non ritiene di dover impartire una prescrizione, e comunque alla scadenza del termine di cui all'art. 22, comma 2, se l'organo di vigilanza omette di informare il pubblico ministero delle proprie determinazioni inerenti alla prescrizione. Qualora nel predetto termine l'organo di vigilanza informi il pubblico ministero d'aver impartito una prescrizione, il procedimento rimane sospeso fino al termine indicato dal comma 1.

Art. 22 (Notizie di reato non pervenute dall'organo di vigilanza)

2. Nel caso previsto dal comma 1, l'organo di vigilanza informa il pubblico ministero delle proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla data in cui ha ricevuto comunicazione della notizia di reato dal pubblico ministero. Nel caso previsto dall'art. 22, comma 1, il procedimento riprende il suo corso quando l'organo di vigilanza informa il pubblico ministero che non ritiene di dover impartire una prescrizione, e comunque alla scadenza del termine di cui all'art. 22, comma 2, se l'organo di vigilanza omette di informare il pubblico ministero delle proprie determinazioni inerenti alla prescrizione. Qualora nel predetto termine l'organo di vigilanza informi il pubblico ministero d'aver impartito una prescrizione, il procedimento rimane sospeso fino al termine indicato dal comma 1.


Il testo Unico non è coordinato con queste disposizioni, e il D. Lgs. n. 758/94 perciò prevede che, art. 22 c. 2, che "comunque alla scadenza del termine di cui all'art. 22, comma 2, se l'organo di vigilanza omette di informare il pubblico ministero delle proprie determinazioni inerenti alla prescrizione".

Il fatto che si attenda la decisione di un organismo amministrativo, mentre voi siete u.p.g., per mantenere sospeso il procedimento penale è in contrasto totale con l'ordinamento penale italiano. Si tratta di un caso in cui Voi non informate il p.m. delle vostre determinazioni, perché non determinate nulla, ma aspettate, e l'azione penale riprende il suo corso. Il PM tra l'altro può comunque sequestrare le macchine pericolose su tutto il territorio nazionale, a prescindere.

Tra l'altro va notato che l'art. 70 comma 4 del d.lgs. n. 81/2008 rende applicabile l'allegato V, ex dpr 547/55, anche alle macchine marcate CE, visto che fa riferimento al comma 2 (hanno sbagliato, intendevano il comma 1, ma visto che l'interpretazione è letterale, innanzitutto, si deve considerare così la norma).

Il secondo quesito del tecnico Asl.

“Sempre con riferimento alle norme sopra citate, ma in corso di inchiesta infortuni: trasmetto l'inchiesta infortuni asserendo che, a mio avviso, l'infortunio ha come elemento causale la violazione all'art. 23 d.lgs. 758/94 da parte del costruttore (pur evidenziando che il ministero deve ancora esprimersi).

L'AG procederà così per l'ipotesi di lesioni colpose (che potrà avere un'autonoma condanna proprio con riferimento alla violazione specifica) e il procedimento per il reato contravvenzionale seguirà un secondo binario in attesa delle determinazioni ministeriali.

Corretto? secondo alcuni senza preventiva non conformità da parte del ministero non possiamo esprimerci neanche in corso d'inchiesta infortuni per una violazione all'art. 23 d.lgs. 81/2008.

La risposta dell’avvocato Dubini.

No, il comma 4 dell'articolo 70 riguarda esclusivamente la contestazione all'utilizzatore, da cui discende poi la cervellotica trasmissione ad organo amministrativo.

Ma non è analogicamente estensibile all'art. 23 del d.lgs. n. 81/2008.
Gli organi amministrativi dovrebbero fare vigilanza sui mercato delle macchine, come prescrive la direttiva macchine, non ostacolare l'attività degli organi di vigilanza, facendo valutazioni astratte e compiacenti verso i fabbricanti che meno lo meritano della pericolosità della macchina, senza neppure conoscere le modalità di utilizzo.

Altri articoli di PuntoSicuro in merito alla sicurezza delle macchine.
Quale sicurezza per le macchine nel Testo Unico?
Sicurezza delle macchine e adeguamento al progresso tecnico
 
Fonte: puntosicuro.it

 

 

Come motivare i lavoratori al comportamento sicuro

Disponibile on line un documento che fornisce alcuni consigli idonei a motivare un comportamento sicuro sul lavoro. Suggerimenti per contrastare le false sicurezze e le abitudini.

Suva, l’istituto svizzero per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni sul lavoro, ha promosso la campagna "STOP alla manipolazione dei dispositivi di protezione" e ha diffuso diversi documenti sulla prevenzione dei rischi conseguenti a queste manomissioni.
Ad esempio PuntoSicuro ha dato informazione della recente realizzazione di una lista di controllo dedicata a questa tematica e di un cortometraggio che illustra i meccanismi, spesso non evidenti, che portano un lavoratore o un preposto a manipolare i dispositivi di protezione.

Ma Suva vuole sottolineare anche il problema delle responsabilità: “il datore di lavoro deve provvedere affinché i dispositivi di protezione non siano resi inefficaci”.
Per aiutarli in questo dovere è stata pubblicato un documento che riporta consigli utili per datori di lavoro, dirigenti, preposti, addetti alla sicurezza affrontando uno dei problemi più importanti nella sicurezza sul lavoro: la motivazione al comportamento sicuro.

In “Sono delle teste dure!- ma è proprio vero?” si forniscono i consigli per motivare al comportamento sicuro sul lavoro e indicazioni su come fare per convincere i collaboratori a comportarsi in modo sicuro e a usare i dispositivi di protezione individuale.

L’opuscolo è dedicato ai superiori e agli addetti alla sicurezza a presenta alcuni suggerimenti utili a motivare al rispetto della sicurezza. Analizziamo quali possono essere i principali ostacoli al comportamento sicuro:

- “l’essere umano si culla in false sicurezze: il pericolo deve essere reale per spingere la persona a temere per la propria incolumità”;

- “crediamo di non poter fare nulla contro i pericoli: occorre avere la certezza di poter contrastare il pericolo e di attuare le necessarie misure di sicurezza. In caso contrario, si tende a minimizzare il pericolo per rimuovere il disagio che si prova”;

- “lavorare in modo sicuro contrasta spesso con altri bisogni o esigenze”: vorremmo tutelare la nostra incolumità, ma ci sentiamo obbligati a fornire il rendimento che si attende da noi, magari anche per ottenere il riconoscimento dei superiori o la stima dei colleghi. Prima di agire valutiamo le possibili conseguenze della nostra azione, ma spesso “optiamo per la soluzione più comoda oppure per quella che ci permette di fare bella figura” ritenendo “improbabile che ci succeda qualcosa”;

- “l’esperienza a volte trae in inganno”: se normalmente il nostro comportamento è guidato da esperienze buone e cattive e tendiamo a ripetere i comportamenti gratificanti fino all’instaurazione di abitudini, nel mondo del lavoro dovremmo comportarci diversamente. Infatti sul luogo di lavoro tendiamo a non renderci conto dei vantaggi del comportamento sicuro semplicemente perché non abbiamo subito un infortunio. Sappiamo per esperienza, invece, che “rispettare la sicurezza richiede da parte nostra un maggiore impegno di energie e di tempo e che impone anche delle restrizioni personali”.

Il primo passo è identificare gli ostacoli al comportamento sicuro nel vostro collaboratore, parlandone con lui e ascoltando le sue esigenze e difficoltà.
Successivamente per promuovere comportamenti sicuri saranno necessarie diverse azioni.

Informare sui pericoli e le opportune misure di sicurezza
Un collaboratore consapevole dei pericoli, sarà più disponibile a comportarsi in modo sicuro.
Deve essere informato in modo competente, con esempi di infortuni accaduti o con la simulazione di situazioni pericolose. Deve pensare: “questo sarebbe potuto succedere anche a me!”. E magari immaginarsi le possibili conseguenze.

Rendere protagonisti
“Il modo migliore per associare comportamenti sicuri e bisogni individuali è di coinvolgere gli attori nel processo di elaborazione delle misure o nella scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI) o dei nuovi strumenti di lavoro”.
Può essere utile, ad esempio, analizzare vantaggi e svantaggi di una nuova misura di sicurezza direttamente con i dipendenti, magari coinvolgendoli anche nell’analisi delle misure attuate.

Promuovere la cultura della sicurezza in azienda
Molto spesso i collaboratori valutano l’importanza che l’azienda attribuisce alla tutela della sicurezza in base alla coerenza e serietà con cui l’impresa mette in atto tutte le necessarie azioni per eliminare o ridurre ogni rischio per la loro incolumità. “Quanto più radicata la cultura della sicurezza nella direzione e nei superiori, tanto più semplice promuovere i comportamenti sicuri in azienda”.

Motivare facendo ricorso ad incentivi e sanzioni
È importante incentivare i comportamenti sicuri.
Ad esempio con:
- apprezzamenti positivi;
- integrandoli nella valutazione della prestazione;
- dando un’immagine positiva ai comportamenti corretti: “i veri professionisti lavorano nel rispetto della sicurezza”.
Tuttavia è importante anche penalizzare i comportamenti scorretti.
È possibile farlo con un avvertimento orale o scritto, con la privazione di alcuni benefici e, in casi estremi, con il licenziamento.

Questo documento di Suva termina ricordando che la motivazione, per quanto supportata correttamente, non può incidere su tutti gli elementi della prestazione umana.
Ad esempio stanchezza, monotonia e stress aumentano le probabilità di errore.
Dunque ogni azienda deve anche mettere in atto “specifiche misure di natura tecnica ed organizzativa per ridurre i rischi dovuti a distrazione o errore umano”.

- SUVA: sito web della campagna “STOP alla manipolazione dei dispositivi di protezione”;
- SUVA: informazioni, dati e tabelle relative alla campagna;
- SUVA: “Sono delle teste dure!- ma è proprio vero?”.
   
Fonte: puntosicuro.it

 

 

INAIL - consultabile il numero 213 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULTv


Appalti Pubblici

-Il Terzo Decreto Correttivo al Codice dei Contratti, Decreto Legislativo 11 settembre 2008
(normativa)
http://www.giurdanella.it/8247



Congressi e convegni

-"Le riforme del lavoro dal punto di vista delle piccole imprese"
(Convegno - Milano, 3 novembre 2008)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/eventi/novembre08/c031108.pdf



Diritto Societario

-Decreto Legislativo 4 agosto 2008, n. 142 - Attuazione della direttiva 2006/68/CE, che modifica la direttiva 77/91/CEE relativamente alla costituzione delle società per azioni nonchè alla salvaguardia e alle modificazioni del capitale sociale
(normativa)
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/216/1.htm


-S. Mainardi: "Esternalizzazioni e trasformazione delle Università in Fondazioni. Profili di diritto del lavoro"
(articolo)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/wp/it/mainardi_n77-2008it.pdf



Finanza e Fisco

-Federalismo fiscale
(Dossier)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_fiscale/index.html


-Agenzia Entrate - Circolare n. 55/E del 17 settembre 2008: Art. 5-bis del decreto legislativo n. 218/1997 introdotto dall'art. 83, comma 18, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 - Adesione al processo verbale di constatazione
(circolare Agenzia Entrate)
http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb2d8a47099d766/circolare%2055E%20del%2017%20set%202008.pdf



Lavori Pubblici

-Documenti lavori pubblici, nuove regole per l'accesso
(articolo)
http://www.aziendalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85637&idCat=371



Lavoro

Licenziamento
-Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22287 del 4 settembre 2008
(sentenza)
http://www.laprevidenza.it/news/documenti/cassazione-4-settembre-2008-n/2877



Lavoro a tempo determinato

-V. Speziale: "La riforma del contratto a termine dopo la legge 247 del 2007"
(Dossier)
http://www.unich.it/scigiur/wrkpapers/speziale1.pdf


-Massi: "I contratti a termine dopo le recenti novità"
(articolo)
http://www.dplmodena.it/contrattiatermine.pdf



Lavoro part-time

-Part-time: obbligo di predeterminazione dell'orario di lavoro - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22003 del 1° settembre 2008
(sentenza)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1584



Mercato del Lavoro

-A.O. Reus: "Legislazione e giurisprudenza spagnola sui contratti temporanei"
(articolo)
http://www.europeanrights.eu/getFile.php?name=public/commenti/Reus_testo.doc



Mobbing

-Il dirigente mal valutato va risarcito - Tribunale di Roma Sezione Lavoro, Sentenza n. 8338 del 25 giugno 2008
(sentenza)
http://www.aziendalex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85557&idCat=394


-Mobbing, elementi essenziali, protrazione della condotta nel tempo - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22858 dell'11 settembre 2008
(sentenza)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=42933


-"Mobbing: la malattia non è l'unica via per il risarcimento"
(articolo)
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplSezioni/ECONOMIA/girata_economia.asp?ID_blog=208&ID_articolo=128



Previdenza Sociale

-Gestione separata: i nuovi chiarimenti dell'INPS
(circolare INPS n. 88 del 1° ottobre 2008)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=43164


Contributi
-Art. 29 del D.L. 23.6.1995 n. 244, convertito nella legge 8.8.1995 n. 341 e successive modificazioni. Riduzione contributiva nel settore dell'edilizia. Decreto ministeriale 24 giugno 2008
(circolare INPS n. 89 del 7 ottobre 2008)
http://www.inps.it/circolari/Circolare%20numero%2089%20del%207-10-2008.htm



Pubblica Amministrazione

-Lo svolgimento di mansioni superiori deve essere sempre retribuito - Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 23741 del 17 settembre 2008
(sentenza)
http://www.eius.it/giurisprudenza/2008/123.asp


-Relazione 2007 sulla Pubblica Amministrazione
(Rapporto)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/relapa2007/index.html


Procedure Concorsuali
-Se la graduatoria è ancora valida non è possibile indire procedure di selezione - TAR Lombardia, Sezione III, Sentenza n. 4073 del 15 settembre 2008
(sentenza)
http://www.laprevidenza.it/news/documenti/tar_4073_2008/2947



Trasporti

-Decreto Legislativo 4 agosto 2008, n. 144 attuazione della direttiva 2006/22/CE, sulle norme minime per l'applicazione dei regolamenti n. 3820/85/CEE e n. 3821/85/CEE relativi a disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su stradae che abroga la direttiva 88/599/CEE
(normativa)
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/218/1.htm



Welfare

-Trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia - Requisiti - Corte di Cassazione Sezione Lavoro Sentenza n. 18580 del 7 luglio 2008
(sentenza)
http://www.cortedicassazione.it/Documenti/18580.pdf


-Recupero interessi corrisposti sui trattamenti previdenziali per ritardi imputabili a Enti e Amministrazioni
(Istruzioni Operative)
http://www.inpdap.gov.it/archiviofile/normativa/interna/09-09-2008-notaop22.pdf


 

Il numero 213 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT è consultabile sul sito dell'INAIL 
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm

 

Fonte: inail.it

 

 

SICUREZZA LAVORO: PROSSIMI OBIETTIVI PER LA PREVENZIONE

Roma, 8 ott. - Il Decreto Legislativo 81/2008, cosiddetto Testo Unico sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre ad accorpare e contestualmente abrogare la maggior parte della legislazione esistente in materia, introduce anche significative modifiche che, se da un lato prevedono semplificazioni e novita’ positive, dall’altra stanno facendo emergere aspetti critici e problematiche applicative. Il convegno si e’ svolto questa mattina, presso la Fiera di Modena “Ambiente Lavoro Convention”. organizzato dalla Regione Emilia Romagna, INAIL, ISPESL, Coordinamento Tecnico Interregionale della Prevenzione nei Luoghi di Lavoro, rappresenta un’ importante occasione di analisi e di confronto sulle principali novita’ introdotte o annunciate dal decreto, con particolare riferimento a ruoli e responsabilita’ che la norma delinea, ai compiti ed alle opportunita’ per le aziende nonche’ al perfezionamento degli obiettivi di prevenzione per il prossimo futuro. Il convegno era rivolto a: responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione aziendali, ai consulenti di sicurezza e di igiene industriale, ai medici competenti, ai dirigenti e tecnici degli organi di vigilanza. Tra i relatori e’ intervenuto Stefano Signorini capo della Segreteria tecnico-scientifica dell’ISPESL, che ha parlato delle buone prassi che si possono elaborare con la ricerca e con il rafforzamento della trasferibilita’ delle conoscenze, che e’ proprio tra gli obiettivi principali del piano triennale dell’Istituto. Un altro obiettivo nel campo della ricerca e’ il consolidamento della cultura di prevenzione dei rischi e miglioramento della qualita’ del lavoro”. 
 
Fonte: industriale-oggi.it

 

 

VENETO/LAVORO: COMMISSIONE, PIÙ RISORSE PER SPISAL

Venezia - Via libera allo stanziamento regionale di un milione e 200 mila euro, per migliorare l'attivita' degli Spisal, i servizi territoriali delle Ulss per la prevenzione, l'igiene e la sicurezza sui luoghi di lavoro. La commissione Sanita' del Consiglio regionale del Veneto, presieduta da Raffaele Bazzoni, ha approvato all'unanimita' il riparto aggiuntivo per il 2008 che destina un terzo dei proventi delle sanzioni comminate alle aziende inadempienti al rafforzamento dei controlli e al potenziamento dei servizi stessi nelle attivita' di vigilanza, formazione e informatizzazione. La commissione, che in precedenza aveva incontrato i responsabili degli Spisal e il coordinamento dei tecnici della prevenzione, ha tuttavia dato alcune indicazioni alla Giunta per il prossimo riparto sollecitando per il 2009 maggiori risorse finanziarie e un aumento dell'organico degli Spisal, in funzione al numero e alla tipologia di aziende dei diversi ambiti territoriali e alla qualita' degli interventi. Nel Veneto, infatti, i 21 servizi Spisal contano circa 300 dipendenti, dei quali 131 tecnici specializzati nella prevenzione, che dovrebbero vigilare sulle condizioni di lavoro delle oltre 400 mila aziende attive nel territorio. Con l'organico attuale i servizi di prevenzione - hanno spiegato alla commissione i responsabili Spisal - riescono a controllare solo il 2,5 per cento delle aziende e il 10 per cento dei cantieri edili autorizzati, mentre gli obiettivi nazionali prevedono un numero di controlli pari al 5 per cento delle imprese del territorio.  
 
Fonte: asca.it

 

 

Malattie per amianto: ecco il Rapporto della Asl RmE

Registrati 352 casi di tumore per esposizione all'amianto dal 2001 al 2008. Nel 2007 i casi sono stati 70

Sintesi del rapporto stilato alla fine di settembre 2008 dal Registro regionale mesiotelomi del Dipartimento epidemiologia della Asl Rm E.Il mesotelioma maligno è una neoplasia rara, ad elevata letalità e a prevalente origine professionale; in molti casi è un indicatore di pregressa esposizione ad amianto. La raccolta sistematica dei casi di mesotelioma viene realizzata a livello nazionale attraverso il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) istituito presso l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) secondo il DPCM 308/2002. Gli obiettivi principali di questo sistema di sorveglianza sono: stimare l’incidenza della patologia, raccogliere informazioni sulla pregressa esposizione ad amianto, valutare gli effetti dell’uso dell’amianto nelle varie attività industriali e individuare fonti di contaminazione inattese o misconosciute.

Nel 2006 è stato istituito il COR del Lazio presso il Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma E per la gestione del Registro Regionale dei mesoteliomi maligni. A questa struttura collaborano: la Sezione di Anatomia Patologica dell’Università la Sapienza di Roma (Dipartimento di Medicina Sperimentale) e il Laboratorio di Igiene Industriale - Centro Regionale Amianto (CRA)- della ASL Viterbo e i Servizi Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di lavoro (PRESAL) delle ASL del Lazio. Il Registro Mesoteliomi del Lazio raccoglie tutti i casi di mesotelioma maligno (MM) della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, anche sospetti, relativi a soggetti residenti nel Lazio, con lo scopo di stimare l’incidenza della patologia e valutare la consistenza di possibili esposizioni professionali ad amianto.

Al giugno 2008 sono stati segnalati all’archivio del Registro Mesoteliomi del Lazio 701 possibili casi. Alla fine della valutazione della documentazione sono risultati 352 casi di mesotelioma clinicamente confermati per il periodo 2001-2007. L’analisi è stata pertanto condotta su 352 casi residenti nel Lazio al momento della diagnosi, separatamente per il periodo 2001-2006 e 2007. I casi di MM clinicamente confermati incidenti nel 2007 risultano 70, di cui 54 maschi e 16 femmine; l’età alla diagnosi varia da 26 a 95 anni (età media 64 anni nelle femmine e 68 nei maschi). Sulla base dei dati del 2007 è possibile stimare una incidenza annuale pari a 2,04 per 100,000 abitanti nei maschi e 0,56 per 100,000 abitanti nelle femmine. Per tutti i 352 casi di MM incidenti nel Lazio nel periodo 2001-2007 è stato analizzato il luogo di residenza alla diagnosi, considerando solo quei comuni nei quali si sono verificati almeno due casi.

Casi osservati

FROSINONE 3
Anagni 2
Cassino 3
Castrocielo 2
Ceccano 2
LATINA 4
Aprilia 4
Cisterna di Latina 2
Formia 2
Gaeta 3
Sabaudia 3
Sezze 3
Terracina 4
RIETI 4
ROMA 176
Albano Laziale 4
Anzio 4
Artena 2
Capena 3
Cerveteri 2
Ciampino 2
Civitavecchia 8
Colleferro 3
Fiumicino 2
Frascati 3
Lariano 3
Marino 6
Mentana 4
Monterotondo 2
Nettuno 4
Pomezia 6
Rocca Priora 2
Santa Marinella 2
Tivoli 8
Valmontone 2
Velletri 2
VITERBO 5
Montalto di Castro 2
Ronciglione 2
Tuscania 2
 
Fonte: online-news.it

 

 

Via alla nuova campagna per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

"Attenzione ai comportamenti sicuri", è questo il nome della nuova campagna congiunta INAIL/Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, per la diffusione e l'incremento della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La campagna è incentrata sul tema dell'attenzione: lo scopo è quello di esortare lavoratori e datori di lavoro a vivere l'attenzione come valore comune in difesa della sicurezza sul lavoro, incentivando i comportamenti utili alla prevenzione degli infortuni e ribadendo la necessità di rispettare le disposizioni di legge introdotte in materia dal nuovo Testo Unico.

La campagna è divisa in due fasi: la prima – con la presentazione dei braccialetti di silicone, indossati dal Ministro Sacconi al Meeting di Rimini 2008 – è già partita con la distribuzione dei braccialetti a 2500 studenti da parte del Capo dello Stato al Quirinale durante la cerimonia di apertura dell'anno scolastico, mentre la seconda, che si protrarrà per 3 mesi, si è aperta la settimana scorsa con la pubblicazione di avvisi sulla stampa quotidiana e periodica, la diffusione di spot radiofonici e la presenza di banner su vari siti internet. 
 
Fonte: prontoconsumatore.it

 

 

«Infortuni in calo ma le leggi vanno riviste»

Gli infortuni sul lavoro nella provincia di Bergamo sono in calo. Questa la buona notizia emersa domenica 12 ottobre durante le celebrazioni della 58ª giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro organizzate a Caravaggio dall'Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro (Anmil) di Bergamo.

«Una giornata – ha affermato il presidente Luigi Feliciani nell'auditorium della Cassa Rurale – che non vuole essere solo un momento di commemorazione ma anche un'esortazione a preservare in modo più efficace la salute e la vita dei lavoratori». Ed infatti, nonostante si possa parlare di calo degli infortuni, la situazione è ancora allarmante. Da gennaio ad agosto in provincia, secondo fonti Inail, gli infortuni sul lavoro sono stati 12.298. Nove quelli mortali. «Molto è stato fatto soprattutto nell'ambito dell'informazione e della formazione» hanno affermato durante le celebrazioni di ieri Addolorata Malgeri, dell'Inail di Bergamo, e Giuliano Capetti, assessore provinciale all'Istruzione, Formazione e Lavoro. Inail e Provincia, con la collaborazione anche dell'Anmil, ogni anno promuovono nelle scuole secondarie di secondo grado e negli istituti professionali campagne di informazione e formazione. A giudicare però dai numeri sugli infortuni presentati ieri molto deve essere ancora fatto soprattutto per spingere gli imprenditori ad investire sulla sicurezza. Una risposta da questo punto di vista potrà venire dal decreto 81 del 2008 sulla sicurezza sul lavoro che, per le aziende che violano le norme in materia di sicurezza, può anche prevedere la sospensione dell'attività.

«Sono però necessarie oltre alle misure punitive anche incentivi – ha aggiunto il consigliere regionale Marcello Raimondi (Forza Italia) – è per questo che la Regione nel piano 2008-2010 per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro, ha previsto per gli imprenditori virtuosi sconti sui premi Inail». In provincia di Bergamo due dei settori in cui si verificano maggiori incidenti sul lavoro sono quello agricolo ed edile. Per aumentare il livello di sicurezza in questo settore durante le celebrazioni di ieri i presidenti della Provincia, Valerio Bettoni, e dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) di Bergamo, Paolo Ferretti, hanno sottolineato la necessità di modificare la legge che, per gli appalti pubblici, prevede l'assegnazione dei lavori all'azienda che applica il maggiore ribasso d'asta. «In questo modo – ha spiegato il presidente Bettoni – si incentiva l'imprenditore a risparmiare in altri settori come quello della sicurezza». Calo della sicurezza e del costo della manodopera che, come sottolineato dal consigliere regionale Giuseppe Benigni (Pd) e dal parlamentare Ettore Pirovano (Lega Nord), va imputato anche alla piaga del lavoro nero.
La 58ª giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro è stata voluta dall'Anmil non solo per incentivare l'attività di prevenzione degli infortuni, ma anche per spronare le istituzioni ad impegnarsi per un miglioramento delle condizioni di vita degli infortunati. Il primo passo da compiere, come sottolineato ieri dal presidente Luigi Feliciani, è la revisione della rendita che gli infortunati ricevono in base all'inflazione: «Adeguamento che stiamo aspettando dal 2000».
Il secondo passo, un maggiore impegno delle politiche di reinserimento nel mondo del lavoro. Da questo punto di vista buone notizie sono venute ieri dall'Inail, che dopo due anni ha sbloccato i fondi per il servizio di ricollocamento degli infortunati. Ed anche dalla Provincia. L'assessore provinciale Giuliano Capetti ha annunciato l'approvazione di un nuovo piano provinciale che reinserirà nel mondo del lavoro 540 infortunati. 
 
Fonte: eco.bg.it

 

 

Ispica: Stipulato protocollo d'intesa per sostenere legalità, sicurezza e incolumità della persona umana

Il Comune di Ispica ha stipulato un protocollo di intesa con l’Ufficio Provinciale del Lavoro al fine di sostenere i sistemi locali di lavoro e agevolare il ripristino della legalità, della sicurezza e dell’incolumità della persona umana. A firmare il protocollo a Palazzo di Città sono stati il sindaco Piero Rustico e il rappresentante dell’Ufficio Provinciale del Lavoro direttore Paolo Calabrese. L’accordo è scaturito dalla necessità improcrastinabile di operare congiuntamente per affermare un’etica condivisa e affermare, nell’ambito del sistema locale, tutte le norme in materia di lavoro. Obiettivo del protocollo è quindi quello di combattere il fenomeno della illegalità in materia di lavoro e individuare il peso reale dell’economia sommersa ponendo attenzione alle situazioni lavorative irregolari in cui sono coinvolti soprattutto i giovani, le donne e gli extracomunitari. La sinergia tra i due enti si strutturerà quindi in azioni mirate a migliorare la sicurezza nei cantieri di lavoro, ad avviare processi di comunicazione, sensibilizzazione e costituzione di reti di cooperazione per favorire l’emersione del lavoro nero e in azioni di monitoraggio dei profili professionali richiesti dal mercato del lavoro territoriale al fine di sostenere i giovani, i disoccupati e gli inoccupati. “Il protocollo vuole rappresentare - ha detto subito dopo la firma del protocollo il sindaco Piero Rustico - un segno tangibile dell’impegno di questa amministrazione per la legalità e la sicurezza sul lavoro in tutti gli ambiti del sistema economico locale. Ad esso va abbinata l’indispensabile collaborazione delle imprese, dei lavoratori e dei cittadini”.
 
Fonte: radiortm.it

 

 

Sicurezza sul lavoro. L'assessore Fiori chiede più risorse per controlli 

"Le leggi ci sono e sono anche fatte bene; quello che manca purtroppo sono i controlli". Lo ha detto ieri l'assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Rimini, Annamaria Fiori, in occasione della giornata nazionale per la sicurezza sul lavoro promossa dall'ANMIL.

Rimini - Occorre aumentare il personale ispettivo soprattutto nelle AUSL, ha detto la Fiori, e rafforzare la formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aumentando il numero delle ore a disposizione per svolgere il loro ruolo.
La Fiori ha inoltre ricordato la criticità particolare del settore edile.

Pubblichiamo l'intervento dell'assessore Fiori:

Negli ultimi anni, il settore edile ha subito un vero e proprio boom, in termini di investimenti e di addetti. Un' espansione (ora comunque in evidente frenata a causa della crisi delle borse mondiali) a cui, però, non è corrisposta un'altrettanto adeguata crescita delle misure di sicurezza: l'edilizia rimane il settore più a rischio di infortuni, soprattutto per cadute dall'alto. Dalla piaga del lavoro nero, alla massiccia presenza di manodopera multietnica, dalla diffusa scarsa professionalità alla carenza cronica di formazione, sono molteplici gli elementi che contribuiscono ad accrescere i rischi.
Un ruolo strategico per la prevenzione è quello svolto dai Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende USL, che, oltre alle iniziative di informazione e facilitazione, ogni anno mediamente controllano un numero rilevante di cantieri, nell'anno 2006 sono stati controllati complessivamente 330 cantieri.
Il decreto legislativo 494/96 riguardante la sicurezza sui cantieri temporanei o mobili, è senza dubbio un' importante norma di derivazione europea che ha posto le basi per migliorare le condizioni di lavoro nel settore delle costruzioni, dove, più alti sono gli infortuni sia in relazione alla loro gravità che alla loro frequenza. In questi 10 anni molto si è fatto, ma molto resta ancora da fare.
I punti importanti che hanno dato la svolta verso il cambiamento e verso la sicurezza nei cantieri, sono senz'altro:
1) la valutazione del rischio, già introdotta con il Dlgs 626 del 94 nell'ambito della sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro;
2) la figura di coordinamento sia in fase di progettazione che in fase di esecuzione delle opere nei cantieri.
Per avere una corretta valutazione del rischio è importante avere una visione reale del cantiere, sapere esattamente come avviene una lavorazione, ma contemporaneamente considerare in che contesto questa viene ad inserirsi.
Osservando un cantiere edile ed estrapolando una semplice attività lavorativa, vediamo che la valutazione del rischio dell'attività scelta non è sempre così facilmente standardizzabile. Questa può subire l'influenza di molte variabili come ad esempio:
a) La scelta di attrezzature e macchine da utilizzare,
b) La scelta di sostanze e/o materiali da impiegare,
c) L'ambiente dove si opera ( interno/esterno);
d) La scelta dei sistemi di protezione da utilizzare,
e) La quantità di tempo stabilito per eseguire la lavorazione,
f) La situazione dello stato psicofisico del lavoratore,
g) L'interferenza del committente.
La figura introdotta dalla normativa del " coordinatore - valutatore" , ha sicuramente raggiunto un obiettivo importante per ciò che riguarda la comunicazione, l'informazione, la conoscenza di tutti i processi lavorativi, della macchina cantiere nel suo contesto generale.
L' obiettivo prefissato dalla normativa è sicuramente importante, ma per raggiungerlo nella sua completezza oltre a formare i Coordinatori, occorre creare le condizioni intorno affinché questi possano operare insieme alle varie figure interessate, cioè creare la mentalità della sicurezza in tutte le figure coinvolte.
I Committenti che siano consapevoli delle scelte e decisioni che prendono in merito al progetto, ai materiali, ai tempi di esecuzione delle opere e alle spese per la sicurezza.
Le imprese che siano sufficientemente preparate, attrezzate, che abbiano lavoratori formati. Spesso sono perfette solo sulla carta, ma vivono con molte problematiche; imprese strozzate dai debiti, lavoratori non in regola, lavoratori non formati non seguiti dal medico competente, lavoratori stranieri che non parlano la lingua italiana, attrezzature obsolete o non adatte alle lavorazioni.
Concertazione con le imprese non è sempre facile, oggi molte vivono grosse difficoltà soprattutto nel reperire operai specializzati, il mercato offre manodopera che giunge da paesi stranieri che per cultura e tradizione non vive le problematiche sulla sicurezza come nel nostro paese.
Come si può formare quindi una mentalità, una percezione della sicurezza?
Si tratta di rendere disponibili tutti gli strumenti e le conoscenze per il rispetto e l'applicazione effettiva (e non solo formale) delle misure di prevenzione e sicurezza e di verificare in maniera puntuale, nei controlli, l'impostazione progettuale e le misure operative messe in atto.
Per quanto riguarda il versante della promozione e della formazione è necessario fare un salto di qualità affinché tutti i soggetti, dai lavoratori e dagli imprenditori, siano pienamente responsabili della salvaguardia della salute.
La scuola di ogni ordine e grado, oggi deve farsi carico di questa necessità formativa ad ampia scala. Dobbiamo puntare molto sulla formazione scolastica se vogliamo intervenire ed abbassare il numero di vittime che ogni anno avvengono proprio a causa di assenza formativa sul tema della sicurezza; pensate anche alla sicurezza stradale, la sicurezza in ambienti domestici, la sicurezza antincendio, la sicurezza in ambienti di lavoro, la sicurezza alimentare, ecc.
Ogni giorno noi siamo chiamati ad interagire con queste problematiche, a conoscere le regole della strada, i pericoli presenti in casa, come comportarci in caso d'incendio al supermercato o al cinema, regole di primo soccorso, regole per la conservazione o la scelta degli alimenti, conoscere le sostanze pericolose, ecc. Tutti questi svariati aspetti della
sicurezza devono essere insegnati a scuola fin dalla giovane età, solo così si può acquisire una mentalità della sicurezza.
Il Comune di Rimini si è mosso da tempo sui temi della sicurezza attraverso l'attivazione di 2 protocolli che sono stati sottoscritti in tempi separati. Un protocollo è stato attivato dal Comune con tutti gli enti preposti alla vigilanza, finalizzato all'intervento in materia di controllo della regolarità, igiene e sicurezza del lavoro e del rispetto delle normative.
Il campo di azione viene identificato nell'intensificazione delle attività di controllo sulla regolarità e sicurezza del lavoro all'interno degli appalti e convenzioni comunali, e più in generale delle attività che ricevano, in varie forme, contributi da parte dei Comune, con possibilità di estensione, previo accordo con le strutture interessate, agli appalti e convenzioni delle aziende a partecipazione comunale e degli enti strumentali.
II Comune di Rimini nell'anno 2003 ha attivato autonomamente azioni di verifica amministrativa sul rispetto delle clausole definite dai contratti fra Amministrazione e Appaltatori/Contraenti/Concessionari/Destinatari di benefici, avvalendosi anche dell'Unita' Operativa di Agenti di P.M.
II Comune di Rimini in tutti i casi in cui, nell'ambito delle verifiche rilevasse possibili violazioni in materia di regolarità e sicurezza del lavoro le segnala alla Direzione Provinciale del Lavoro - Servizio Ispezione ovvero all'Azienda USL, Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza del Lavoro, secondo le rispettive competenze.
Il Comune insieme ad azienda Usl, al fine di affrontare in modo sempre più efficace il problema della sicurezza nei cantieri, ha approntato un nuovo protocollo siglato due settimane fa e centrato unicamente a verifiche nei cantieri.
Infatti Il Comune e Az. USL considerata l'importanza delle tematiche relative alla sicurezza sul lavoro hanno deciso di attuare un accordo per intensificare le azioni preventive nei confronti di rischi e di possibili incidenti sui cantieri edili.
Avvalendosi degli operatori di Polizia Municipale, nell'ambito delle verifiche e dei controlli di polizia edilizia nei cantieri , questi provvederanno a rilevare le situazioni di grave rischio infortunistico ed igienico e a darne segnalazione tramite l'ufficio edilizia e ambiente della PM, all'organo di vigilanza.
L'estrema varietà delle situazioni lavorative e l'introduzione di tecnologie avanzate, in un ambito ancora non del tutto professionalizzato, quale è quello dell'edilizia, costituiscono delle difficoltà che ostacolano i processi di miglioramento dei cantieri, ovvero quei processi che fanno emergere la selezione di imprese effettivamente compatibili con la costruzione dell'opera in sicurezza, nel rispetto della filosofia che scaturisce dai decreti legislativi 494/96 e 528/99. Tutto questo è ulteriormente aggravato dalla variabilità delle opere edili
e dalla contemporaneità delle varie attività anche in condizioni ambientali sfavorevoli.
Il numero dei morti sul lavoro è ancora molto alto proprio a causa di mancanza di cultura della sicurezza; serve invece una cultura che porti a cambiare mentalità, metodologie e abitudini di lavoro; che conformi i comportamenti ad un modo di lavorare più sicuro per tutti. Molto spesso in edilizia, nelle piccole aziende familiari, sono proprio i titolari o i loro figli a perdere la vita. Questo significa che non c'è formazione alla sicurezza: Ad esempio nelle scuole che preparano i professionisti della progettazione ( geometra, architettura, ingegneria) non ci sono corsi che contemplano lo studio della sicurezza. In edilizia vi sono inoltre dalle 700 alle 800 mila imprese di cui meno di 60 mila hanno una sorta di certificazione. Il problema è che per aprire un impresa edile basta solo l'iscrizione alla Camera di Commercio. Non vengono richiesti titoli, idoneità o capacità professionali. Né tantomeno tirocini specifici.
L'analisi in dettaglio delle problematiche inerenti questo particolare settore permette di individuare alcuni elementi di criticità rapportabili alle principali concause di infortunio:
- contrasto tra l'evoluzione della progettazione e delle tecniche di costruzione con modalità di lavoro non sempre rispettose delle normative vigenti;
- idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi;
- carenza di formazione/informazione/addestramento delle maestranze;
- presenza di lavoro irregolare;
- parcellizzazione dell'organizzazione di impresa, con il ricorso sistematico al subappalto con relativa riduzione dei costi che vanno a discapito della qualità e della sicurezza;
- introduzione di nuove forme contrattuali, cosiddette "temporanee", come il comando o il distaccamento;
- affidamento dei lavori "al massimo ribasso".
Questo ha permesso di individuare alcuni obiettivi "base", su cui indirizzare le azioni:
* sensibilizzare la committenza, pubblica e privata, verso una corretta pianificazione e progettazione della sicurezza nei cantieri nonché una puntuale selezione delle ditte in base alla verifica del possesso dell'idoneità tecnico professionale;
* sensibilizzazione e coinvolgimento della pubblica amministrazione alle problematiche della tutela della salute e della sicurezza, anche come "soggetto moltiplicatore" dei messaggi di prevenzione sul territorio;
* aumento dei livelli di qualità della pianificazione/progettazione della sicurezza;
* interventi rivolti alla committenza e alle imprese per la riduzione del ricorso al lavoro irregolare;
* miglioramento della qualità degli interventi di vigilanza e controllo, insieme con iniziative di facilitazione e informazione;
* diffusione delle conoscenze finalizzate alla crescita complessiva della cultura della sicurezza.
Occorre intervenire su due versanti: quello legislativo e quello contrattuale, senza tralasciare l'importanza di una forte campagna di sensibilizzazione verso l' opinione pubblica e verso ogni singolo lavoratore: perché la difesa della propria salute comincia da ognuno di noi. Riconoscere le situazioni di pericolo è alla base di ogni comportamento utile alla prevenzione. Poi è necessario fare in modo che questa diventi prassi comune anche nell'organizzazione del lavoro e della società per non lasciare il lavoratore solo, occorre, insomma svegliare le coscienze e reagire.
Un'ipotesi di contenimento del fenomeno potrebbe essere l'istituzione di una patente a punti per le imprese, ottenuta dopo un'adeguata preparazione su legislazione del lavoro, sicurezza delle normative antinfortunistiche, possesso dei requisiti professionali e tecnico organizzativi. Una patente che metta in grado l'impresa di lavorare e che, in caso di gravi inadempienze riguardo le norme di sicurezza dei lavoratori, possa essere sospesa o revocata
Anche se recentemente sono stati introdotti provvedimenti importanti: il DURC e il decreto Bersani, questi non sono ancora sufficienti se non si continuerà nella logica del potenziamento dei controlli e della certezza della sanzione.
Il DURC ha portato novità di rilievo che però vanno rafforzate con l'introduzione del criterio della congruità contributiva ( ossia va rapportato il valore dell'opera da realizzare con il valore del lavoro e quindi del numero dei lavoratori effettivi impiegati in cantiere).
Concludo con una recente dichiarazione del presidente della repubblica. " le morti sul lavoro sono intollerabili. Occorrono leggi e il controllo dello Stato, ma soprattutto il controllo delle imprese, dei loro dirigenti, dei lavoratori e dei loro rappresentanti."
In realtà le leggi ci sono e sono anche fatte bene; quello che manca purtroppo sono i controlli. Per aumentarli bisogna aumentare il personale ispettivo soprattutto nelle ASL che rappresentano l'organo di vigilanza preposto ai controlli per la sicurezza sul lavoro. E' inutile fare un testo unico per la sicurezza se poi non si rafforza il personale delle ASL che hanno molte aziende da controllare. Sarebbe necessario inoltre rafforzare la formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (ora sono 32) ed aumentare il numero delle ore a disposizione e svolgere il loro ruolo.
 
Fonte: newsrimini.it

 

 

UMBRIA: SICUREZZA IN CANTIERI, FORMAZIONE PER NUOVI ASSUNTI EDILIZIA 

Perugia, 13 ott - Per tutti i nuovi assunti del settore edile, dal primo gennaio 2009 sara' obbligatorio la partecipazione ad un corso di 16 ore di formazione pratica sulla sicurezza in cantiere assolvendo in tal modo anche all'obbligo formativo del D.Lvo 81/2008 e dalla DGR Umbria n.

790 del 2007. Dal 1* gennaio quindi, le Scuole Edili e i CPT predisporranno un calendario dei corsi in base al quale le imprese potranno programmare le proprie assunzioni. I corsi si svolgeranno in due giornate consecutive. Al lavoratore verranno consegnati inoltre, gli indumenti da lavoro: tuta, le scarpe antinfortunistiche e il casco, che rimarranno di loro proprieta'. E' quanto hanno annunciato con una nota la Scuola edile e il Comitato paritetico che hanno gia' organizzato incontri specifici a Perugia e Terni. I contenuti e le modalita' di svolgimento del corso sono stati pensati in modo uniforme a livello nazionale; si tratta di una formazione prevalentemente pratica che avverra' attraverso l'esecuzione delle operazioni piu' semplici che solitamente ci si trova a dover svolgere in cantiere. I docenti cercheranno di trasmettere al lavoratore i rischi impliciti di ciascuna operazione e le modalita' di esecuzione in completa sicurezza. Nei laboratori delle Scuole edili saranno create delle postazioni fisse, ciascuna deputata - e' detto in una nota - a spiegare e far eseguire alcune lavorazioni.

Ai partecipanti sara' illustrato come comprendere le protezioni di un ponteggio, come lavorare in altezza senza correre rischi; come realizzare la corretta imbracatura di un carico; come utilizzare le attrezzature da taglio in completa sicurezza; come movimentare carichi correttamente; come leggere la segnaletica di sicurezza. I momenti in aula saranno limitati e dedicati soprattutto a quelle operazioni che sarebbe complicato simulare in laboratorio, come per esempio i lavori stradali, il getto di cemento, l'armatura e il disarmo di un solaio. Lo schema della formazione e' stato pensato anche in funzione dei numerosissimi lavoratori stranieri presenti in edilizia, per i quali verranno organizzate esercitazioni di carattere pratico. Inoltre, gli Enti, hanno anche attivato corsi serali di italiano tecnico, prevedendo l'erogazione di un contributo in denaro ai partecipanti; i corsi sono destinati ai lavoratori stranieri che hanno difficolta' di comprensione della lingua italiana.

A Perugia, assieme ad altre Scuole in Italia, la sperimentazione dei corsi 16 ore si terra' tra ottobre e novembre, con 2 moduli: il 30 e 31 ottobre il primo, il 13 e 14 novembre il secondo. A Terni la sperimentazione si svolgera' a novembre, con un percorso formativo a settimana.
 
Fonte: asca.it

 

 

L’ASIA BENEVENTO FAVORISCE LA FORMAZIONE PER I LAVORATORE DEL SETTORE RIFIUTI 

È stato sottoscritto questa mattina, presso la Confindustria di Benevento, un protocollo tra l’Azienda Servizi Igiene Ambientale di Benevento, la Confindustria Benevento e le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL , volto a garantire la formazione del personale operante nel settore rifiuti.

Obiettivo del protocollo è di promuovere l’aggiornamento e la riqualificazione del personale in modo da favorire lo sviluppo aziendale e tutelare la salute della sicurezza dei lavoratori e del sistema gestione ambientale.
È a tutti ormai nota l’attenzione del Presidente dell’Asia, Lucio Lonardo, verso tutte le iniziative che possono migliorare e qualificare la gestione dei rifiuti nella provincia beneventana.
Già dal suo insediamento, infatti, il Presidente Lonardo si è mostrato aperto e sensibile ad ogni forma concertativa. Ed oggi, la sigla del protocollo con le principali Organizzazioni sindacali, e con il Sistema Confindustriale ne è la riprova
Questa iniziativa dell’Asia è volto garantire, da un lato, lo sviluppo aziendale e, dall’altro, la salute e la sicurezza dei lavoratori e del sistema di gestione ambientale.
Il piano formativo proposto si inserisce nell’ambito di Fondimpresa che rappresenta un Fondo Paritetico Interprofessionale per la Formazione Continua costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per sostenere e realizzare concrete politiche di formazione continua dei lavoratori.
La sicurezza sui luoghi di lavoro e il miglioramento dei livelli di prevenzione e protezione dei lavoratori rappresentano tematiche di particolare rilievo per il mondo delle imprese e dei lavoratori, pertanto l’iniziativa odierna sancisce un importante risultato frutto delle sinergie tra la Confindustria, Azienda di Servizi e Igiene Ambientale, e le principali sigle sindacali.
Confindustria, attraverso il suo direttore ha espresso il più vivo apprezzamento all’Asia e al suo Presidente per il progetto avviato e soprattutto per la sensibilità dimostrata verso tematiche di grande attualità ed interesse soprattutto in considerazione della drammaticità degli ultimi eventi riportati su tutte le cronache nazionali.
 
Fonte: tvsette.net

 

 

Imola: Sicurezza lavoro: Inail E- R, in edilizia - 8, 9% infortuni

 

Diminuiscono anche le morti, da 31 del 2006 a 22 nel 2007

Gli infortuni sul lavoro in edilizia in Emilia-Romagna sono passati dai 12.946 del 2006 agli 11.800 del 2007, con un calo dell'8,9%. Sono i numeri dell'Inail, in linea con il trend nazionale, con un calo del 7,7%. Diminuite anche le morti, da 31 a 22 nel 2007. A Bologna gli infortuni sono calati del 9,1%, le morti del 33,3% (da 9 a 6). ''I dati rimangono preoccupanti - ha detto il direttore regionale dell'Inail, Alessandro Crisci - ma la tendenza in atto ci fa guardare al futuro con ottimismo''.
 
Fonte: ansa.it

 

03/10/2008

 

MORTI BIANCHE: GELLI, "PRESTO A REGIME LA LEGGE SUGLI APPALTI"

Firenze - "Le tragedie sul lavoro avvenute in Toscana in queste ore ci costringono a forzare quanto più possibile i lavori per nominare celermente il Comitato di indirizzo previsto dalla nuova Legge regionale sugli appalti, il cui regolamento e' stato approvato solo un mese fa. Allo stesso tempo ci adopereremo affinché le amministrazioni comunali possano offrire la loro piena collaborazione agli altri organizzazioni di vigilanza attraverso il coinvolgimento attivo delle polizie municipali." Lo ha annunciato Federico Gelli, vice presidente della Regione Toscana a margine del consiglio comunale aperto di Barberino del Mugello dedicato alla tragedia della Variante di valico. Gelli ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime, sottolineando come la piena applicazione della legge non possa far altro "che migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la sicurezza all'interno dei cantieri, tenuto! conto che si tratta di un testo che contiene norme ben più grave; avanzate rispetto al testo unico nazionale sulla sicurezza". Il Comitato di indirizzo ha il compito di esprimere indirizzi, pareri e proposte per la programmazione delle attività dell'Osservatorio regionale sui contratti pubblici. E' nominato dalla presidenza della Regione ed e' composto dai dirigenti regionali competenti in materia di Osservatorio e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, dai rappresentanti degli enti locali, delle aziende sanitarie, delle associazioni sindacali, delle organizzazioni imprenditoriali, del sistema camerale e degli ordini professionali. Possono far parte del Comitato il rappresentante della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo del capoluogo regionale ed i rappresentanti degli organi statali di amministrazione e vigilanza.
 
Fonte: agi.it

 

 

Imola: Conferenza territoriale sulla sicurezza 

Hanno partecipato oltre cento persone tra Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e Rsu (Rappresentanti sindacali dei lavoratori).

Oltre cento persone tra Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e Rsu (Rappresentanti sindacali dei lavoratori) hanno partecipato alla 1ª Conferenza territoriale sulla sicurezza, denominata «La sicurezza sul lavoro, una ricchezza per la società», organizzata da Cgil, Cisl e Uil territoriali che si è svolta questa mattina dalle 9 alle 13 a Imola, presso la sala delle Stagioni. All'iniziativa sono intervenuti il sindaco di Imola, Daniele Manca, Maurizio Barelli dell'ufficio di presidenza del Circondario imolese, Paolo Galli, responsabile dell'Area tutela salute in ambiente di lavoro e sicurezza dell'Ausl di Imola, Guido Scarascia di Unindustria Bologna, Silvio Marchi responsabile della sede imolese dell'Istituto Edile e i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio e Cna.
«E' nostra intenzione - ha esordito Marzia Montebugnoli della Cisl di Imola - rendere questa Conferenza un appuntamento annuale così da poter periodicamente fare il punto sulla sicurezza sul lavoro nel nostro territorio. La qualità della vita e la qualità del lavoro non possono essere considerate disgiuntamente e la cultura della prevenzione deve diventare patrimonio comune. Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil imolesi hanno concordato insieme al Circondario l'istituzione di un Osservatorio sulla sicurezza e sugli appalti che a nostro avviso dovrà permettere di attivare un tavolo che riunisca sindacati, associazioni datoriali e Ausl».
Per il sindaco di Imola, Daniele Manca, sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro «occorre tenere alta la guardia, anche se nel nostro territorio il numero degli infortuni è in diminuzione». «Solo da un sistema economico di qualità – ha continuato Manca – deriva un lavoro più sicuro ed è quindi questa la direzione che dobbiamo seguire. Per creare una cultura della sicurezza occorre lo sforzo di tutti, questo non significa duplicare le esperienze sulla sicurezza ma piuttosto integrarle tra loro».
Il Circondario imolese è quindi chiamato a svolgere il ruolo di regista per facilitare il confronto tra coloro che si occupano di sicurezza. «Sul nostro territorio – ha affermato Barelli – su questo tema ci sono duplicati di iniziative singolarmente efficaci che però sarebbero più produttive se il lavoro venisse fatto coralmente. A tal fine stiamo elaborando con le associazioni imprenditoriali, i sindacati e le istituzioni dei dieci Comuni del circondario il Patto per la qualità e lo sviluppo territoriale, due obiettivi che non possono prescindere dalla sicurezza sul lavoro».
Un contributo importante alla discussione è stato dato dal dottor Paolo Galli che ha sottolineato quanto la formazione continuativa giochi un ruolo rilevante nel percorso di prevenzione. «Da verifiche sull'efficacia della formazione tra i lavoratori metalmeccanici – ha precisato Galli – è emerso che dopo cinque anni i lavoratori che avevano partecipato a corsi di formazione avevano lo stesso livello di conoscenza di chi non aveva mai ricevuto alcun tipo di formazione. La gestione della sicurezza non può essere un'attività estemporanea a cui ci si dedica solo quando emergono dei problematiche, ma deve essere pianificata attraverso la valutazione dei rischi». A proposito dell'Osservatorio di prossima costituzione Galli ha suggerito «di lavorare su temi concreti e su azioni specifiche traendo spunto dai dati che saranno analizzati».
I controlli da soli non possono risolvere il problema, anche perché i numeri parlano chiaro: su 9.250 aziende locali solo 400 all'incirca sono sottoposte a controlli, numero che si attesta sul livello regionale. Anche un potenziamento dell'attività di vigilanza non sarebbe sufficiente a migliorare la situazione.
Prima delle conclusioni sono interventi anche Domenico Giagnacovo, segretario della Flai-Cgil, secondo il quale la qualità del lavoro si traduce sulla qualità del prodotto soprattutto nel settore agroalimentare; Alessandra Loreti della Filcams-Cgil che ha parlato dei ritmi di lavoro a cui sono sottoposti i lavoratori del settore terziario; Roberto Castellari, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, il quale ha sottolineato la necessità di rendere più incisivo il ruolo degli Rls e Rlst; Carmine Romano, Rls della Cooperativa Ceramica, per il quale è importante anche investire nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile per scongiurare gli incidenti nei tragitti casa-lavoro; Rossana Carra della Fecma-Cisl, che ha espresso l'esigenza di codificare l'origine di determinate malattie rispetto alla tipologia di lavoro.
«Parlare di sicurezza per sensibilizzare e prevenire è importante – ha affermato Franco Mingotti della Cgil di Imola a conclusione dei lavori – ma quel che più occorre è la volontà politica e sociale, perché le normative ci sono e sarebbero efficaci se sono venissero applicate rigorosamente. Un altro tema che va approfondito è quello degli appalti. Sul nostro territorio, ad esempio, si tende sempre di più a esternalizzare sia nelle imprese che nel pubblico. Questo ricorso massiccio all'appalto e al subappalto allenta le tutele nei confronti del lavoratore perché su tutto prevale una logica del profitto. Di questi aspetti si deve necessariamente tenere conto quando si parla di sviluppo e qualità di un territorio ed è questa nostra Conferenza territoriale vuole essere un punto di partenza».
 
Fonte: sabatoseraonline.it

 

 

Buone idee dalla Carovana per il lavoro sicuro 

 
La carovana, partita dal Festival del Cinema di Venezia, nelle tappe di Gela, Piazza Armerina, Crispiano, Taranto, ha messo insieme con gli ideatori Cesare Damiano e Beppe Giulietti, uomini di cultura e di cinema, dirigenti sindacali e datoriali, associazioni e amministratori, parlamentari e lavoratori, operatori della prevenzione e dell’informazione.
La grande novità è che si discute di sicurezza sul lavoro non all’indomani dell’ennesima tragedia, quando, non senza un pizzico di routine e di ipocrisia, si levano vaste e generali condanne dell’accaduto, ma in un percorso che si snoda lungo l’itinerario simbolo degli incidenti. Gli interlocutori istituzionali, politici sociali assumono impegni e dimostrano di voler fare la propria parte per rendere più sicuro e dignitoso il lavoro italiano.
Si decide allora di prendere contatto con le autorità scolastiche locali per avviare sin da quest’anno corsi sperimentali di sicurezza del lavoro nelle scuole, così come prevede il Testo Unico varato dal Governo Prodi (D.Lgs.81/08). Sarebbe utile naturalmente che un’iniziativa congiunta dei ministri Lavoro e Istruzione favorisca il decollo di tali corsi sull’intero territorio nazionale, ma in attesa che ciò avvenga, e senza rinunziare a premere in tale direzione, è bene non perdere tempo; è bene partire dal basso, per offrire buone pratiche che possano poi essere traslate altrove.
Spesso la mancanza di sicurezza sul lavoro è associata al lavoro nero e all’uso spregiudicato del subappalto. Si è chiesto che gli amministratori accrescano l’impegno ad evitare le gare di appalto al massimo ribasso, a far rispettare il costo incomprimibile della sicurezza sul lavoro e il riferimento ai contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. La vigilanza affinché nei cantieri edili si mantenga alto il rispetto delle norme contro il lavoro nero serve a difendere i lavoratori, ma anche le imprese virtuose dalla concorrenza sleale.
Gli incontri della Carovana hanno confermato la forte esigenza di coordinamento delle competenze. Regione, enti locali, INAIL, DPL, forze sociali devono sempre più operare insieme per qualificare l’intervento e la tutela del lavoro.
L’esigenza di estendere la rete dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sia a livello aziendale sia a livello territoriale richiede che il Ministro del Lavoro emani il decreto per l’election-day di tali rappresentanti su tutto il territorio nazionale.
L’alleanza tra mondo della cultura e dell’arte e mondo del lavoro funziona..
Negli incontri della Carovana vengono proiettati spezzoni di film (da Morire di lavoro di Daniele Segre alla Fabbrica dei Tedeschi di Mimmo Calopresti); si ascolta la canzone che Mariella Nava ha dedicato agli infortunati sul lavoro; si leggono brani letterari dedicati all’argomento.
Cinema, letteratura, musica possono concorrere acchè il mondo del lavoro non scivoli nell’irrilevanza. Il resto spetta alla politica, ai rappresentanti dell’impresa e del sindacato.
 
Fonte: articolo21.info

 

 

INCIDENTI LAVORO: TOSCANA, SERVE SVOLTA PER COMBATTERE PROBLEMA 

Firenze - ''Il 2009 sarà l'anno della svolta. Quanto e' accaduto e' una tragedia di una gravità senza precedenti in Toscana e esige da tutti una risposta all'altezza del problema''. Lo ha detto l'assessore alla salute della Regione Toscana Enrico Rossi, dopo aver partecipato all'incontro convocato in Prefettura in seguito ai due incidenti sul lavoro che ieri hanno provocato quattro vittime in provincia di Firenze. ''L'atteggiamento peggiore sarebbe quello di ricadere nell'idea della tragica fatalità - ha aggiunto Rossi -. Noi vogliamo fare il contrario, mettere in cima a tutto la sicurezza sul lavoro e mettere in moto coralmente la società toscana''.

L'assessore ha poi annunciato alcune iniziative concrete: ''Nel 2009 - ha detto - impegneremo un grosso investimento per una campagna di comunicazione sociale sulla sicurezza sul lavoro a cui chiederemo di partecipare a tutte le agenzie formative, la scuola, la Chiesa. Penso a una campagna mirata, diffusa, prolungata, con l'obiettivo di cambiare la cultura, il modo di pensar e, il senso comune,i comportamenti della gente. Inoltre tutti gli organismi della pubblica amministrazione preposti alla prevenzione e alla vigilanza si devono coordinare meglio e anche le forze dell'ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, devono essere chiamate a sviluppare attenzione e attivita' in questo campo.

Chiameremo inoltre le migliori competenze tecniche per verificare approfonditamente quanto accaduto e studiare come accrescere strutturalmente e tecnicamente i livelli di sicurezza nei vari settori. Infine - assicura Rossi - come coordinatore nazionale degli assessori alla sanita', mi battero' perche' il Testo unico sulla sicurezza non venga toccato ma piuttosto attuato attraverso decreti e regolamenti''. Ieri l'assessore Rossi si era recato personalmente sul cantiere della variante di valico dove sono morti tre operai.
 
Fonte: asca.it

 

 

MARCHE/LAVORO: SALVI, SICUREZZA E' PRIORITA'

Macerata - ''La sicurezza sul lavoro e' ritenuta una priorita'''; cosi' lo Assessore provinciale alle politiche del lavoro, Daniele Salvi ha annunciato i seminari per le piccole e medie imprese, ''che rappresentano un'importante occasione di aggiornamento, considerando - ha detto - che il problema della gestione della sicurezza nel lavoro, in queste realta' locali, e' piu' che altro un problema organizzativo e di preparazione del personale''.

Domani infatti inizia un ciclo di nove seminari a carattere informativo e formativo, distribuiti sul territorio provinciale, nell'ambito del progetto ''Check-up Sicurezza e Ambiente'', approvato e cofinanziato dalla Provincia di Macerata su proposta dell'associazione di categoria Casartigiani. Le novita' in materia di sicurezza, introdotte con il decreto legislativo 81 di quest'anno, costituiscono l'argomento attorno al quale si articoleranno gli incontri, la cui partecipazione e' aperta a tutti. Il primo appuntamento e' in programma a Civitanova Marche, domani sabato 4 ottobre, alle 9.30 alla Sala Convegni Sandwich Time (Zona Commerciale Aurora via Einaudi). Tema dell'incontro e' ''Sintesi delle disposizioni del nuovo decreto sulla sicurezza sul lavoro''; interverranno Daniele Salvi, Assessore alle politiche del Lavoro e attivita' produttive della Provincia di Macerata; Roberto Calisti, medico presso l'Asur Zona Territoriale n.8; Salvatore Mazziotta della Direzione provinciale del Lavoro; Graziano Ciccarelli di Casartigiani, Mario Guardiani, consulente per la sicurezza.

Sono stati invitati rappresentanti delle Associazioni Artigiane e dell'Opta. ''Il nostro obiettivo - ha concluso Salvi - e' quello di aiutare le imprese a gestire correttamente le problematiche della sicurezza e dell'ambiente'' oltre che ad utilizzare gli strumenti di sostegno e le agevolazioni che vengono offerte dalla Regione Marche, dalla Provincia e dalla Camera di Commercio di Macerata, che nel piano pluriennale per la formazione ammontano a oltre 750 mila euro.
 
Fonte: asca.it

 

 

MORTI BIANCHE: SINDACATI TOSCANI, MAI PIU’ MORTI SUL LAVORO
 

Firenze - Al suono delle chiarine il gonfalone della citta’ di Firenze e quello della provincia commemorano davanti alla prefettura i quattro morti di ieri in due diversi incidenti. Non si puo’ morire per un bullone: e’ la denuncia di Cgil, Cisl e Uil. Davanti alla prefettura circa 300 persone, un grande striscione con scritto ‘Mai piu’ morti sul lavoro’. I segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti dal prefetto di Firenze Andrea De Martino. “Non vogliamo, non possiamo - si legge in una nota dei sindacati - rassegnarci a queste stragi. Il lavoro deve rappresentare per tutti la propria realizzazione, la possibilita’ di emancipazione e sostentamento, non puo’ essere causa di morte”. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che quanto successo ieri a Barberino del Mugello e a Sesto Fiorentino “e’ un prezzo troppo alto, pagato soprattutto dai lavoratori e dalle proprie famiglie ma anche dall’intera comunita’. Tutti devono e possono fare di piu’: ogni infortunio mortale puo’ essere evitato. Le leggi esistenti vanno applicate e tutti devono esercitare un’effettiva assunzione di reponsabilita’”. I sindacati di Firenze hanno salutato positivamente il nuovo decreto 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno sottolineato che quanto accaduto ieri “ci fa capire quanto c’e’ ancora da lavorare a tutti i livelli per garantire la sicurezza. Non possiamo continuare - ha concluso la nota - ad avere un sistema che manca di una vera cultura delle sicurezza, con imprese che spesso competono riducendo i costi della sicurezza, con lavoratori che spesso hanno una formazione inadeguata o assente: occorre potenziare ulteriormente il sistema di controllo e vigilanza”. Tra i lavoratori anche il presidente della Provincia, Matteo Renzi che ha sottolineato come “nel 2008, in una Repubblica fondata sul lavoro non si puo’ morire di lavoro”.

Fonte: aziende-oggi.it

 

 

Regione Umbria: Presentati i dati sull'attività delle Asl umbre sul versante della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro
 

Interventi di vigilanza in oltre 3mila 700 aziende (di cui 2mila 700 nel settore costruzioni) e in circa 1600 cantieri (il 24 per cento di quelli aperti), per un totale di aziende con dipendenti ispezionate pari al 9 per cento, contro una media nazionale del 5. Sono questi alcuni tra i dati più significativi illustrati dall’assessore alla Sanità della Regione Umbria Maurizio Rosi, per rendere noto quanto fatto dai servizi delle Asl umbre sul versante della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro nel biennio 2006/2007 e per confrontare i due primi semestri degli anni 2007 e 2008.
Nella nostra regione gli infortuni sul lavoro rappresentano una criticità – ha spiegato - soprattutto quelli con conseguenze invalidanti, che si verificano più di frequente nei settori metalmeccanici, dell’edilizia e del legno, caratterizzati dal prevalere di piccole e piccolissime imprese, da un peso sempre maggiore di lavoratori stranieri, da una flessibilità dei rapporti di lavoro con frequenti cambi di mansione, da un diffuso utilizzo di lavoratori irregolari. Sono tutti fattori - ha sottolineato Rosi - che minano la sicurezza e amplificano il rischio di infortunio, ma in questi ultimi anni molti obiettivi sono stati raggiunti.
Parallelamente all’aumento delle attività di prevenzione, nel biennio 2006/2007 in Umbria si è registrata una diminuzione di infortuni con un calo del 3,2 per cento nel 2006 rispetto al 2005 (-500 infortuni) e un ulteriore calo del 3 per nel 2007 rispetto al 2006. Dato ancora più rilevante - ha detto Rosi - è la riduzione registrata rispetto agli infortuni mortali che, seppure fenomeno ancora grave, sono passati da 38 nel 2004 a 20 nel 2007. Anche confrontando i primi semestri 2007/2008 - ha aggiunto l’assessore – si riscontra una maggiore copertura del territorio (dal 4 al 6 per cento), con un numero di sopralluoghi nelle aziende che passa da 1.882 a 2.783 ed un rilevante incremento di violazioni riscontrate.


Fonte: Radio Galileo

 

 

Savona, Consiglio comunale sulla sicurezza dei luoghi di lavoro
 

Savona. Sarà interamente dedicato al tema degli infortuni e delle malattie professionali il consiglio comunale savonese del 7 ottobre, incentrato sull’ordine del giorno presentato dal presidente dell’assemblea Marco Pozzo, insieme ai consiglieri Federico Larosa e Alessandro Parino.

La seduta a carattere monotematico inizierà alle ore 15, per discutere della sicurezza sui luoghi di lavoro e sulla promozione dell’adozione di misure di prevenzione degli infortuni e delle malattie lavorative. Sono stati invitati a intervenire al consiglio il prefetto di Savona, Nicoletta Frediani, i rappresentanti delle confederazioni sindacali, il direttore dell’Unione industriali, Luciano Pasquale, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Vincenzo Lotito, il responsabile per la prevenzioni della sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Asl 2, Angelo Sergi, il direttore dell’Inail savonese, Alessandra Lanza, l’assessore regionale alle Politiche attive del lavoro, Giovanni Vesco.

Sarà il sindaco Berruti a chiudere la seduta con una relazione sul problema, dando infine lettura dell’ordine del giorno concordato nella V commissione consiliare, che verrà posto in votazione.


Fonte: ivg.it

 

 

INCIDENTI LAVORO: INCONTRO E PRESIDIO IN PREFETTURA A FIRENZE
 

Firenze - Dopo gli incidenti sul lavoro che ieri hanno causato quattro morti e due feriti gravi in un giorno in provincia di Firenze, Cgil Cisl Uil e le categorie interessate hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente al prefetto di Firenze. L'incontro si svolgerà alle 12 nella sede della Prefettura, davanti alla quale i lavoratori organizzeranno un presidio.

''Sulla sicurezza - afferma Maurizio Petriccioli, segretario generale della Cisl Toscana - non debbono più esserci mezze promesse, non debbono più esserci mezzi termini. Non possono più essere tollerate soluzioni a metà.

In tutte le aziende, specie quelle più a rischio, deve essere possibile raggiungere accordi sull'organizzazione del lavoro per evitare turni troppo pesanti e quindi pericolosi.

Tutti - aggiunge Petriccioli - devono fare la loro parte perché queste stragi non si ripetano.

Purtroppo chi continua a ritenere che con il denaro si possa fare tutto, e' disposto a tutto per il denaro: anche a sacrificare la dignita' e la vita delle persone''.

Fonte: asca.it

 

 

Fondimpresa: domande di finanziamento entro il 15 ottobre
 

Il 15 ottobre scade il termine per presentare le domande di partecipazione all'Avviso 1/2008, per piani formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro: uno stanziamento di oltre 6 milioni di euro.

Ricordiamo la scadenza di presentazione delle domande di finanziamento al Fondo per la formazione continua: Fondimpresa.
Questo fondo è stato costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil e ha come obiettivo il finanziamento di progetti di formazione per i dipendenti, in particolare per piani formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il 15 ottobre alle ore 12.00 scadrà il secondo periodo di presentazione riferito all’Avviso 1/2008 che prevede uno stanziamento di euro 6.000.000,00 (seimilioni/00). Ricordiamo che la valutazione dei Piani formativi presentati verrà effettuata da un Comitato di valutazione nominato da Fondimpresa, sulla base dei criteri specificati nell'Avviso integrale. I Piani formativi finanziati saranno pubblicati sul sito di Fondimpresa.

Nell'Avviso integrale sono contenute le modalità e gli adempimenti connessi all'attuazione dei predetti regolamenti. Le strutture di Fondimpresa sono a disposizione per informazioni e chiarimenti sulle modalità di presentazione dei piani. A questo scopo è stato aperto un indirizzo mail dedicato, cui inviare tutti i quesiti relativi a questo Avviso: avviso2008@fondimpresa.it. Oppure tel. 0669542215-230-233-252; fax 0669542214.

La partecipazione è riservata alle aziende che hanno aderito con l’iscrizione al Conto Formazione, un meccanismo che consente a Fondimpresa di accantonare nel conto individuale di ciascuna azienda aderente una quota pari al 70% del contributo obbligatorio dello 0,30% sulle retribuzioni dei propri dipendenti versato al Fondo tramite l'INPS.

Le risorse finanziarie che affluiscono nel "conto formazione" sono a completa disposizione dell'azienda titolare, che può utilizzarle per fare formazione ai propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni, sulla base di Piani formativi aziendali o interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.

Con questo meccanismo, sono già oltre 130.000 i lavoratori formati dall'inizio del 2007, con 1.160 piani, per un finanziamento Fondimpresa di oltre 58 milioni di euro.

Per ricevere da Fondimpresa i codici per l'accesso al servizio informatico che consente la presentazione e la gestione di un Piano formativo da finanziare con l'importo accantonato sul proprio "conto formazione", l'azienda aderente deve registrarsi all'indirizzo http://pf.fondimpresa.it, seguire il link 'Registrazione' e scegliere la voce 'Responsabile aziendale'.

Le risorse del "conto formazione" possono finanziare fino ai due terzi della spesa complessiva di ciascun Piano formativo, mentre il restante terzo resta a carico dell'impresa titolare e può essere coperto con la spesa sostenuta per i propri dipendenti in relazione alle ore di partecipazione alle attività di formazione.

Fondimpresa ha pubblicato anche un secondo avviso relativo al finanziamento per i Piani relativi a imprese di minori dimensioni (meno di 200 dipendenti) che prevede due scadenze di presentazione delle domande: la prima, dal 17 novembre al 15 dicembre 2008, la seconda, dal primo al 30 aprile 2009.

L'Avviso integrale (formato DOC).
Gli Allegati

 

Eventuali quesiti possono essere inviati all’indirizzo avviso2_2008@fondimpresa.it .
 
- Il testo dell'Avviso 2/2008 (formato PDF, 111 kB)
- Formulario (formato DOC, 636 kB)
- Scheda informazioni (formato DOC, 56 kB)
- Condizioni finanziamento (formato DOC, 121 kB)
- Indicazioni ATI-ATS (formato DOC, 34 kB)
- Lettera interesse aziende (formato DOC, 61 kB)
- Autocertificazione DM 10 (formato DOC, 31 kB)
- Lettera Aziende Conto Formazione (formato DOC, 34 kB)
- Linee Guida (formato PDF, 377 kB)
- Allegati delle linee guida.
 

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Toscana: 38 milioni di euro di aiuti per turismo e commercio
 

Trentotto milioni di euro. Questa la cifra, proveniente da fondi sia comunitari che regionali (Por 2007-2013 e Prse 2007-2010), che sara' messa a disposizione delle piccole e medie imprese turistiche e commerciali, tramite bandi, nel periodo 2008-2013 dalla Regione Toscana per incentivare gli investimenti nei processi di sviluppo, di qualificazione, di integrazione di filiera e aggregazione territoriale.
Lo ha annunciato stamani a Palazzo dei Congressi l'assessore al regionale turismo, commercio e cultura della Regione, Paolo Cocchi, presentando i nuovi bandi per la concessione di aiuti alle PMI del turismo e del commercio.
''Un'opportunita' per le imprese - ha detto l'assessore Cocchi - che puo' contribuire a innalzare la qualita' e la sostenibilita' della loro offerta, i due perni su cui far leva per sostenere la concorrenza delle altre destinazioni turistiche. Siamo fiduciosi che approfitteranno dei finanziamenti disponibili''.
I bandi finanzieranno, con 8 milioni di euro, investimenti in consulenze per l'acquisizione delle certificazioni
ambientali quali ISO 18001, Emas e Ecolabel, della certificazione sociale SA8000 e della certificazione OH SAS 18001 relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro, e con 16 milioni di euro investimenti per le consulenze sull'innovazione, compresa la messa in atto di modelli innovativi di processo e organizzazione.
Per questi aiuti ''immateriali'' alle imprese turistiche e commerciali di tutto il territorio regionale sono previsti dal Por 2007-2013 contributi in conto capitale fino a un massimo del 50% dell'investimento previsto. L'altro filone di finanziamenti, 14 milioni di euro provenienti dal Prse 2007-2010, riguarda gli aiuti per gli investimenti strutturali che le imprese intendono sostenere nei prossimi anni per migliorare il livello di accoglienza e i servizi per turisti e consumatori.
In questo caso il contributo sara' assegnato con la formula del prestito rimborsabile a tasso zero diversificato per settore. Alle imprese commerciali sara' dato infatti un prestito rimborsabile fino al 75% dell'investimento ammesso (con un tetto massimo di investimento da parte delle imprese di 100 mila euro), mentre per il settore del turismo il prestito coprira' fino al 40% dell'investimento (400.000 euro e' il tetto massimo fissato per il prestito).

Fonte:regione.toscana.it

 

02/10/2008

 

I quesiti sul decreto 81/08: laurea e aggiornamento RSPP/ASPP

Chiarimenti sull’obbligo e sull’esonero dalla frequenza dei corsi di aggiornamento per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e gli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) laureati.

Quesito
Un laureato in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro esonerato dalla frequenza dei Moduli A e B destinati agli RSPP e ASPP e che ha frequentato anche Modulo C è tenuto a frequentare i corsi di aggiornamento previsti dall’art. 32 del D. Lgs. n. 81/2008 oppure è esonerato anche da tale frequenza considerato che i corsi di aggiornamento sono obbligatori solo per i moduli B?

Risposta
La risposta al quesito è nell’art. 8 bis del D. Lgs. n. 626/1994 e s.m.i. ora riscritto con l’art. 32 del D. Lgs. n. 81/2008, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Secondo il comma 6 dell’art. 8 bis del D. Lgs. n. 626/1994 e s.m.i., infatti, coloro che sono in possesso di laurea triennale di "Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro" sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2 e quindi in pratica dalla frequenza dei soli moduli A e B. Per poter svolgere la funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione è necessario, ai sensi del comma 4 dello stesso articolo, possedere anche un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative, di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali che in sostanza corrispondono ai moduli C.
Il D. Lgs. n. 81/2008 con l’art. 32 comma 5 ha ripreso le disposizioni sulla formazione degli RSPP e ASPP di cui all’art. 8 bis del D. Lgs. n. 626/1994 estendendo le classi di lauree per le quali è consentito l’esonero dalla frequenza dei moduli A e B ma con il comma 6 dello stesso articolo ha confermato che tutti i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione e protezione sono tenuti indistintamente a frequentare dei corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale e secondo gli indirizzi che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ha fornito con l’accordo del 26/1/2006.
Per quanto sopra detto e per quanto indicato nel quesito il lettore è tenuto a frequentare dei corsi di aggiornamento secondo le indicazioni fornite al punto 3 del citato accordo del 26/1/2006 della Conferenza Stato Regioni.
 

Fonte: porreca.it

 

 

Forum Café: funzionari provinciali a confronto su attualità e management
 

Al tema della promozione della salute sul luogo di lavoro è stato dedicato il terzo incontro del”Forum Cafè”, progetto promosso dall’Ufficio sviluppo personale della Provincia e rivolto a dirigenti dell’amministrazione provinciale e del mondo della scuola.

Prosegue l’iniziativa "Forum Cafè", che offre ai funzionari provinciali e della scuola l’opportunità di confrontarsi sui temi di attualità del management pubblico. Gli incontri informali puntano a favorire lo scambio di esperienze, riflessioni, dubbi o perplessità su tematiche di interesse nell'ambito professionale.

La promozione della salute sul luogo di lavoro è stata al centro del terzo incontro del Forum Cafè", tenutosi ieri (30 settembre) a Bolzano. Franz Plörer, direttore della Fondazione Vital, ha sinteticamente descritto l’attività della fondazione e illustrato criteri quantitativi e qualitativi nonché le modalità per valutare l'impegno e i risultati di una organizzazione in termini di promozione alla salute per il proprio personale.

Il direttore della Ripartizione personale della Provincia, Engelbert Schaller, e la direttrice dell’Ufficio sviluppo personale Manuela Pierotti, moderando l’iniziativa, hanno poi sottolineato quanto al suddetto tema sia connesso il benessere anche psicologico dei collaboratori e delle collaboratrici, e quanto sia importante in tale contesto il ruolo e la figura del dirigente. Alcuni partecipanti hanno quindi esposto e condiviso esperienze concrete, evidenziandone difficoltà e successi.

Fonte: provincia.bz.it

 

 

Prefettura di Biella: formazione e banche dati contro gli incidenti sul lavoro
 

l Prefetto Narcisa Brassesco Pace ha ribadito la propria piena disponibilità a continuare a svolgere attività d’impulso in sinergia con tutti i soggetti a vario titolo impegnati sul delicato tema
 

Sicurezza nel luoghi di lavoro, quando la cronaca incalza le istituzioni. All’indomani del tragico incidente mortale sul lavoro in cui ha perso la vita un operaio della ditta tessile Giletti di Trivero, si è tenuta ieri nella Prefettura di Biella una riunione sul problema della sicurezza degli ambienti lavorativi.

Il Prefetto Narcisa Brassesco Pace ha ribadito la propria piena disponibilità a continuare a svolgere attività d’impulso in sinergia con tutti i soggetti a vario titolo impegnati sul delicato tema, così come già positivamente sperimentato nell’esperienza dell’Osservatorio sulla regolarità e sulla sicurezza del lavoro nei cantieri edili.

Presenti all'incontro l’Unione Industriale Biellese e i sindacati CGIL, CISL E UIL territoriali di Biella, parti sociali promotrici e firmatarie, lo scorso 7 luglio, di un importante protocollo d’intesa con il quale, seguendo un orientamento partecipativo sui temi della sicurezza, hanno concordato di costituire un gruppo di analisi e osservazione (GAO) che, attraverso l’uso di banche dati esistenti, raccolga le informazioni utili per definire i settori che fanno registrare un maggior rischio. L’iniziativa prevede anche corsi di formazione per accrescere la cultura della sicurezza in azienda nell’ottica di favorire la prevenzione.

I partecipanti alla riunione hanno chiesto il sostegno del Prefetto per ampliare la base di adesione all’Osservatorio, per acquisire ulteriori dati che consentano di arricchire la conoscenza statistica del fenomeno dell’infortunistica sul lavoro, e programmare interventi mirati.

Fonte: diariodelweb.it

 

 

SICUREZZA LAVORO. Provincia di Roma, al via numero per segnalare anomalie
 

Un numero per segnalare anomalie riscontrate sui luoghi di lavoro ed ottenere informazioni sulle leggi. E' partita ieri "Pronto Sicurezza Lavoro", la campagna per la sicurezza sul lavoro della Provincia di Roma. Il numero dedicato, 06 67665311, darà informazioni sulle leggi e si rivolgerà ai piccoli imprenditori, ma anche a chi pensa di subire danni, mettendolo in contatto con i sindacati. Lo riferisce la Provincia di Roma in una nota.

Parallelamente all'attivazione della linea telefonica dedicata, la Provincia di Roma ha creato una task force composta da 12 agenti della Polizia provinciale che inizierà un corso di formazione in tema di sicurezza sul lavoro della durata di 2 settimane. La squadra agirà sul campo e nel caso riscontrasse anomalie informerà le forze dell'ordine e le Asl.

"La Provincia - ha spiegato il della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - negli atti burocratici non ha competenze in tema di sicurezza sul lavoro. Non possiamo censire nè colpire ma possiamo controllare. Per la sicurezza tutti possiamo fare qualche cosa. Vogliamo dare la percezione a chi è solo, a chi è vittima del caporalato, a chi è senza contratto che c'è un numero della Provincia che si attiva".


Fonte: helpconsumatori.it

 

 

Provincia Arezzo - Imprese e lavoratori: due milioni di euro per progetti di formazione
 

Presentati i contenuti del bando Multiasse del Servizio formazione professionale e lavoro della Provincia di Arezzo Due milioni di euro, per l’esattezza 2.170.000, è quanto investirà la Provincia di Arezzo con un bando rivolto alle imprese, ai lavoratori e alle persone in cerca di lavoro, che passerà attraverso le agenzie formative accreditate.
Questo si inserisce in un piano integrato di interventi a favore dell’occupazione che prevede un investimento complessivo di oltre 16 milioni di euro e che servirà a finanziare varie attività formative da qui a tutto il 2009. In particolare, con questo bando, s’intende finanziarie e incentivare nelle aziende l’innovazione tecnologica e la ricerca, creando adeguati percorsi di formazione. Il programma di interventi nasce da un accurato lavoro di ascolto e concertazione che la Provincia ha realizzato unitamente ai propri interlocutori: la popolazione, i sindacati, le associazioni di categoria, gli altri soggetti interessati. Una fetta consistente dei 2 milioni di euro, per la precisione 780.000, che la Provincia investirà in corsi di formazione gratuiti, ha come destinatari gli iscritti presso i centri per l’Impiego e i residenti in provincia di Arezzo in possesso di diploma di scuola media superiore. Corsi di formazione post diploma che saranno proposti dalle agenzie formative e che avranno come oggetto i seguenti ambiti professionali: amministrazione del personale; sicurezza nei luoghi di lavoro; innovazione tecnologica di processo, prodotto, marketing nei settori quali oro, moda, tessile-abbigliamento, calzature e servizi; internazionalizzazione; risparmio energetico; promozione vendite; qualità e sicurezza dell’ambiente; logistica sostenibile; conservazione ambientale. "Questo bando fa parte di un programma che è lo strumento con il quale la Provincia dà avvio alle attività relative al Fondo Sociale Europeo e intende essere un insieme integrato di azioni e di iniziative che hanno l’obiettivo di combattere la disoccupazione e di creare un ambiente favorevole allo sviluppo del sistema imprenditoriale locale", spiega Alessandra Dori, Assessore provinciale alla formazione professionale e lavoro. In collaborazione con tutti i portatori di interesse, siamo giunti a individuare e a disegnare un piano che dovrebbe assicurare una buona capacità di risposta del territorio alle sfide, difficili e gravose, a cui la globalizzazione ci sottopone. L’obiettivo rimane quello di poter contare su persone che siano in grado di partecipare consapevolmente e attivamente alle dinamiche sociali ed economiche del nostro territorio. Più di un milione di euro, invece, sarà investito in progetti formativi rivolti esclusivamente alle imprese per incrementare la loro creatività e anche la loro partecipazione alle stesse attività formative. I progetti finanziati, proposti dalle agenzie accreditate, dovranno essere finalizzati ai seguenti settori: innovazione tecnologica e organizzativa; Made in Italy, in particolare promozione, comunicazione e commercializzazione nei settori orafo, tessile-abbigliamento e calzature; internazionalizzazione; logistica; servizi alla persona; energia; restauro e conservazione; agroalimentare; ambiente; Information and Communication Technology; turismo e cultura; marketing territoriale e servizi alle imprese. "è un bando di grande rilevanza prima ancora che per le risorse messe a disposizione, peraltro molto rilevanti, per la filosofia che lo anima – afferma Andrea Cutini, Assessore provinciale alle attività produttive. Non c’è dubbio che il futuro sviluppo di questo territorio è legato da una parte al rafforzarsi della cultura d’impresa e, dall’altra, alla capacità di innovarsi e di aprirsi di fronte ai grandi cambiamenti in atto. Per questo abbiamo destinato risorse significative sia alla promozione di nuova imprenditorialità che al sostegno di innovazione tecnologica, internazionalizzazione, attività di ricerca e sviluppo, risparmio energetico e diffusione di processi produttivi ecocompatibili, convinti che tutto ciò debba avere uno spazio più rilevante all’interno delle nostre imprese e del nostro sistema economico". Il Servizio di Formazione professionale e lavoro della Provincia di Arezzo sta incontrando, proprio in questi giorni, le agenzie formative per gli ultimi chiarimenti sul bando. Saranno premiati quei progetti capaci di coinvolgere più attori presenti sul nostro territorio. Il bando scade il 10 novembre 2008, ha validità sino al 31 dicembre del 2009 ed è reperibile in internet all’indirizzo http://www.impiego.provincia.arezzo.it/formazione; per ulteriori informazioni: s.becucci@provincia.arezzo.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo e Numero Verde 800 440 440.

Fonte: arezzonotizie.it

 

 

Ispezioni sul lavoro, nuove linee di indirizzo Inps
 

L'INPS, con Circolare 85 del 12 settembre 2008, anche in considerazione della Circolare 20/2008 del 21/8/2008 della Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fornito precise linee di indirizzo riguardo l'organizzazione, la programmazione e lo svolgimento dell'attività ispettiva:
- le ispezioni dovranno essere condotte in coppia, questo a garanzia sia per i verbalizzanti sia per i datori di lavoro;
- le visite ispettive devono essere attentamente preparate rapportando la forza da impegnare alle dimensioni dell'azienda ispezionanda e alla sua articolazione nel territorio;
- in fase di assegnazione delle pratiche ai funzionari bisognerà valutare i carichi di lavoro di ciascun ispettore, tenendo conto delle dimensioni e delle difficoltà presumibili delle indagini e ciò al fine di consentire una rapida conclusione degli accertamenti ed evitare accumuli di giacenze, specie se riferite ad ispezioni già iniziate;
- la formulazione dei programmi individuali e il controllo dei risultati dovranno essere opportunamente formalizzati con cadenza mensile, costituendo un momento importantissimo di razionalizzazione dell'organizzazione del lavoro individuale e dell'Ufficio e, inoltre, una efficace leva organizzativa per l'ottimizzazione dei risultati;
- per gli accertamenti che si rendessero necessari in itinere o di iniziativa, l’integrazione del programma avverrà a mezzo e-mail e sarà effettuata, a seconda dei casi, da parte dell’ufficio o da parte dell’ispettore;
- in fase di esecuzione è rimessa alla valutazione dell'ispettore, nell’ambito del programma assegnatogli, la scelta dei luoghi e dei tempi nei quali effettuare o proseguire l'accertamento, e ciò anche per assicurare “l'effetto sorpresa” che è fondamentale per l’efficacia dell'intervento;
- l’ispettore dovrà tenere strettamente riservata ogni notizia relativa al programma e non dovrà preventivamente comunicare in sede i luoghi, gli orari e le aziende da visitare;
- l’ispettore dovrà mensilmente relazionare in modo particolareggiato e puntuale sull’attività svolta utilizzando l’allegato “Prospetto consuntivo mensile”;
- gli spostamenti presso le filiali delle aziende o presso consulenti, ovvero presso altre amministrazioni, per acquisire elementi utili al completamento dell'ispezione, non richiederanno un’ulteriore autorizzazione, anche per quanto riguarda l'eventuale utilizzo del mezzo proprio;
- l’intervento degli ispettori nelle attività concernenti le procedure concorsuali dovrà essere limitato esclusivamente a quelle situazioni in cui non sia stato possibile pervenire alla quantificazione del credito Inps in via amministrativa;
- i verbali che pervengono dalle Direzioni Provinciali del Lavoro dovranno essere definiti esclusivamente dagli uffici amministrativi, salvo che per il loro contenuto non si ravvisi la necessità di ulteriori specifici approfondimenti. I fatti riportati nei verbali delle DPL, comunque, in nessun caso dovranno costituire oggetto di successiva verbalizzazione;
- è opportuno che la convocazione degli ispettori da parte degli uffici legali di sede, in occasione di discussione delle cause civili, venga limitata ai casi di effettiva necessità;
- nella programmazione delle ispezioni in agricoltura prioritario criterio di selezione sarà il mancato versamento dei contributi risultanti dalla denuncia;
- per quanto riguarda l’eventuale annullamento di rapporti di lavoro è premessa indispensabile la certezza dell’assenza di prestazioni lavorative;
- nei casi in cui la denuncia DMAG sia stata presentata da aziende senza terra o anche da aziende impropriamente o indebitamente somministratrici di mano d’opera, si procederà, ove non sia conosciuto il nominativo dell’effettivo utilizzatore dei lavoratori, all’addebito alla ditta denunciante dei contributi dovuti, avuto riguardo alle conseguenze penali dell’omesso versamento delle quote trattenute ai lavoratori;
- nel caso di accertati rapporti di lavoro fittizi l’ispettore trasmetterà copia del verbale anche all’ufficio gestione posizione assicurative agricole per la tempestiva notifica ai lavoratori interessati del provvedimento di annullamento; ciò permetterà agli interessati di porre in essere i mezzi di impugnativa previsti a loro tutela.


Fonte: dpl modena

 

01/10/2008

 

Testo unico della sicurezza sul lavoro: di necessità virtù…

Sicurezza: per lungo tempo uno spauracchio per molte imprese preoccupate della conformità aziendale.

Certo è che - oltre all’attenzione mediatica legata ai fatti di cronaca quotidianamente riportati - la vecchia legge 626 era oggettivamente uno strumento da rivedere, con una “presa di posizione normativa” necessaria a gestire i ritmi turbolenti di questo mercato globale.

Ecco perché il legislatore ha di recente messo a punto il nuovo decreto legislativo che ingloba anche responsabilità penali e civili in tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro: il D.lgs. 81/2008.

Le novità sostanziali del Testo unico della sicurezza sul lavoro? Diverse e articolate. A mio avviso, le più importanti sono quelle collegate al tema della responsabilità sociale nonché ai modelli di organizzazione e di gestione.

Sul tema dei modelli di gestione c’è molto da approfondire perché essi rappresentano la chiave di volta per la nuova gestione della sicurezza in azienda.

Infatti nell’art. 30 del D.lgs. il comma 5 riporta testualmente “…In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti.”.

In soldoni vuol dire che le aziende che si sono dotate - o che si doteranno - di una di queste certificazioni potranno essere considerate conformi alla normativa.

Questo passaggio è fondamentale perché non solo indica un percorso ben preciso su come affrontare la transizione, ma suggerisce alle aziende di adottare dei modelli organizzativi che possono anche presentare un esborso non previsto ma che, alla lunga, permettono di gestire meglio le fasi della propria organizzazione aziendale.

E, come è ben noto, in fase di cambiamento l’ottimizzazione del modello organizzativo è il passaggio fondamentale per l’adattamento del “Sistema Azienda”.

Fonte: blog.pmi.it

 

 

Variante di Valico: premi ai lavoratori per la sicurezza nei cantieri
 

Bologna - Incentivi mensili ai lavoratori e alle squadre di lavoro delle imprese affidatarie e subappaltatrici dei lavori per la realizzazione della Variante di Valico e finanziamenti alla formazione per la prevenzione degli infortuni.



Gli incentivi aumenteranno proporzionalmente alla riduzione degli indici di gravità e di frequenza degli infortuni. Autostrade per l’Italia ha proposto di realizzare una politica per la riduzione dell’incidentalità nei cantieri della Variante di Valico con uno stanziamento che potrà raggiungere la cifra di un milione di euro.

L’idea è nata alcuni mesi fa e la proposta di Autostrade è stata accolta favorevolmente dal “Tavolo permanente per la sicurezza nei cantieri della Variante Autostradale di Valico” presieduto dall’Assessore Provinciale all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Politiche per la Sicurezza sul Lavoro, Paolo Rebaudengo, di cui fanno parte Autostrade per l’Italia SpA, le imprese affidatarie dei principali lavori stradali, i Comuni interessati dal passaggio dell’autostrada, l’Azienda USL di Bologna, l’INAIL, la Direzione Provinciale del Lavoro, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, i Vigili del Fuoco, il 118, l’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna e l’Osservatorio ambientale e socio-economico della VAV. Insieme, sono state studiate le modalità per mettere in pratica una nuova “politica motivazionale”.

“Siamo sempre molto attenti al rispetto di tutte le norme sulla sicurezza – ha detto Gennarino Tozzi, Direttore Operativo Sviluppo Rete di Autostrade per l’Italia – e contribuiamo già con finanziamenti ad hoc, che vanno dal 12 al 16% dell’importo complessivo degli investimenti, alle imprese per la formazione e la gestione della sicurezza. Ma non basta. A monte degli incidenti c’è quasi sempre anche il comportamento individuale. Con questa iniziativa vogliamo coinvolgere direttamente i lavoratori a contribuire fattivamente”.

Constatando che il comportamento dei lavoratori è il risultato combinato di numerosi fattori (formazione, organizzazione e clima aziendale, esperienze pregresse, percezione del rischio), il progetto vuole produrre un cambiamento del modello culturale e valoriale delle imprese e delle persone, sviluppando una cultura nella quale il valore della sicurezza trovi sempre più spazio. In quest’ottica è fondamentale un totale coinvolgimento dei lavoratori, partecipi di un processo che favorisca un contesto positivo e di fiducia. Uno dei cardini del progetto è la registrazione e analisi dei “quasi infortuni”, da parte delle squadre che evidenziano problemi di sicurezza non adeguatamente controllata che solo per fortuna non si sono verificati.

“Si tratta di un risultato molto apprezzabile – ha dichiarato Paolo Rebaudengo, perché si tratta di un accordo originale sin qui mai realizzato nel campo della prevenzione degli infortuni. Pur basandosi sul presupposto del rispetto delle norme sul lavoro si fa leva anche sul fattore umano e, in particolare, sull’esigenza di motivare le persone. E’ di grande rilievo l’aver messo la sicurezza sul lavoro in testa ai valori aziendali così come è di particolare pregio l’investimento di una società committente come Autostrade. Mi auguro che questo progetto apra un nuovo scenario nel panorama delle politiche industriali finalizzate alla sicurezza sul lavoro”.

L’assegnazione annuale dei premi avverrà in un pubblico incontro.


Fonte: bologna2000.com

 

 

Sicurezza nei luoghi di lavoro 01/10/2008 PUBBLICATE LE NUOVE LINEE GUIDA

Il Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con l’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) ha, recentemente pubblicato le prime indicazioni applicative per la corretta applicazione dei Capi I, II e III del Titolo VIII del D.Lgs. n. 81/2008 riguardante la prevenzione e la protezione dai rischi di esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro. Le nuove indicazioni sostituiscono le precedenti Linee guida operative per l'applicazione dei D.Lgs. 187/2005 e 195/2006.

Le indicazioni riguardano i rischi previsti ai Capi ICapo II (rumore), al Capo III (vibrazioni).
Ricordiamo, poi, che la legge n. 129/2008 ha stabilito che le disposizioni di cui agli articoli 17, comma 1, lettera a), e 28, nonché le altre disposizioni in tema di valutazione dei rischi che ad esse rinviano, ivi comprese le relative disposizioni sanzionatorie, previste dal presente decreto, diventano efficaci dall’1 gennaio 2009 e che fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni previgenti.

Relativamente agli agenti fisici l’emanazione del Decreto Legislativo n. 81/2008, pur essendosi fondamentalmente ispirata alla legislazione previgente, ha posto in capo alle aziende obblighi di valutazione e gestione del rischio che presentano anche elementi di novità.
Ricordando che l’obbligo alla valutazione e alla gestione di ogni rischio per la salute e sicurezza ricade su tutte le aziende nelle quali si applica integralmente il DLgs.n. 81/2008, l’obiettivo delle prime indicazioni applicative è di fornire una prima serie di indicazioni operative che orienti gli attori aziendali della sicurezza ad una risposta corretta al provvedimento legislativo.
A seguito dei positivi riscontri sulle prime indicazioni operative per l’applicazione dei decreti n. 187/2005 (vibrazioni) e n. 195/2006 (rumore) il Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con l’ISPESL ha puntato, aggiornandone i contenuti, a risolvere i più comuni quesiti (FAQ) che vengono proposti ai tecnici del settore.
In alcuni casi il dibattito tecnico e la produzione normativa sono ancora in corso o appena avviati per cui nelle prime indicazioni operative vengono fornite anche indicazioni temporanee, ma sempre con l’obiettivo di indicare percorsi legislativamente corretti e tecnicamente attuabili.
Le indicazioni riportate prime indicazioni applicative riguardano i rischi previsti ai Capi I, II e III del Titolo VIII del DLgs.n. 81/2008. Sono attualmente in fase di preparazione analoghe indicazioni per il Capo IV (campi elettromagnetici) ed il Capo V (radiazioni ottiche artificiali).

A cura di Paolo Oreto


Fonte: lavoripubblici.it

 

 

L'accertamento di tossicodipendenza nelle mansioni a rischio

In attesa delle linee guida nazionali, la Regione Piemonte ha approvato le Linee di indirizzo regionali in merito all'applicazione dell'intesa del 30 ottobre 2007 in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza nelle mansioni a rischio.

Il 30 ottobre 2007 scorso la Conferenza Stato Regioni ha ratificato l’intesa tra governo, regioni e enti locali che attua, dopo 17 anni, le previsioni previste dall’articolo 125 del DPR n. 309/1990 “Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza”.

Questa intesa prevede la possibilità di effettuare test antidroga per prevenire, a garanzia della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, incidenti dovuti alla pericolosa condizione di alterazione per assunzione di sostanze stupefacenti e psicotrope da parte degli stessi lavoratori.
Questi test, i cui costi sono a carico del datore di lavoro, prevedono sia visite mediche che esami di laboratorio.

Per una corretta applicazione di questa intesa sono in dirittura di arrivo delle linee di indirizzo nazionali: come sottolineato dal Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero al termine della conferenza Stato-Regioni del 18 settembre scorso, “le regioni hanno dato un parere favorevole all’accordo sulle procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per l’incolumità e la salute di terzi, formulando nel corso del confronto alcune osservazioni e cercando di coniugare la sicurezza dei cittadini con la fondamentale esigenza della tutela dei diritti dei lavoratori. Abbiamo lavorato sul testo per superare termini e procedure che fossero improntante ad un atteggiamento pregiudiziale di sospetto, percorrendo invece la strada del ragionevole dubbio in linea con quanto stabilito dalle Direttive comunitarie. Inoltre le Regioni – ha concluso Loiero - hanno concordato un percorso di provvedimenti successivi attuativi, fra cui quelli che dovranno individuare le categorie di lavoratori la cui mansione possa effettivamente procurare eventuali rischi a terzi. In questa fase sarà comunque necessario e opportuno il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali” (www.regioni.it).

In attesa che le linee guida risultanti dalla conferenza unificata vengano divulgate, presentiamo il documento che la Regione Piemonte ha recentemente pubblicato in merito: "Linee di indirizzo regionali in merito all'applicazione dell'intesa del 30.10.2007 sancita in sede di conferenza unificata in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza nelle mansioni a rischio (ai sensi dell'art. 8, comma 6, Legge 5 giugno 2003, GU n. 266 del 15.11.2007)".

Il documento, elaborato da un gruppo di lavoro (medici del lavoro, medici Ser.T., psicologi Ser.T., medici SPRESAL e medici legali) coordinato dal Dott. Gaetano Manna, riporta indicazioni operative per l’applicazione dell’Intesa. Intesa che parte dal presupposto che la sorveglianza sanitaria debba essere ”rivolta non solo alla salute del lavoratore ma anche alle possibili ricadute dei suoi comportamenti su soggetti terzi”.

Concetto che “ha trovato ulteriore conferma nell’art. 41 comma 4 del D. Lgs. 81/08 che, relativamente alla sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente, prevede che questa venga finalizzata, nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, alla verifica di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti”.

Riportiamo l’indice di queste istruzioni operative con particolare riferimento alle note interpretative e agli allegati e alle note esplicative:

1. PREMESSA
2. I COMPITI RISPETTIVI:
- MEDICO COMPETENTE
- SER.T.
- S.PRE.S.A.L
3. NOTE INTERPRETATIVE (al testo dell’Intesa del 30/10/2007)
4. BIBLIOGRAFIA
5. GLOSSARIO
6. FLOW CHART DELLE LINEE DI INDIRIZZO
7. ALLEGATI
- A) Conferenza Unificata - Intesa del 30/10/2007
- B) Tabelle “I” e “II” Ministero Salute - Sostanze stupefacenti e psicotrope
- C) Nota esplicativa su benzodiazepine, metadone e buprenorfina
- D) Protocollo d’intesa tra Commissione provinciale patenti e Ser.T della Provincia di Cuneo del 2005
- E) Catena di custodia
- F) Elenco dei Laboratori pubblici regionali con i requisiti di cui alla D.G.R. n. 19-6647 del 3.08.2007


Regione Piemonte, "Linee di indirizzo regionali in merito all'applicazione dell'intesa del 30.10.2007 sancita in sede di conferenza unificata in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza nelle mansioni a rischio".
 

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Sedici ore di formazione obbligatoria nei cantieri edili


Il nuovo contratto nazionale degli edili prevede sedici ore di formazione obbligatoria per i lavoratori che entrano nei cantieri per la prima volta. L’obbligo per le imprese decorrerà dal 1° gennaio 2009.

Il 25 settembre il Formedil, Ente nazionale per l'addestramento professionale nell'edilizia, e le parti sociali (Ance, Feneal - Uil, Filca – Cisl, Fillea – Cgil) hanno presentato la sperimentazione relativa alla principale novità prevista dal contratto nazionale per i lavoratori del comparto edile stipulato lo scorso giugno.

Con l’obiettivo di contrastare nell’edilizia sia il problema del lavoro nero, recentemente sottolineato nella sua drammaticità da alcune pubblicazioni, sia gli infortuni sul lavoro, questo contratto prevede infatti sedici ore di formazione obbligatoria per i lavoratori che entrano nei cantiere per la prima volta.

Questa novità, che riguarderà circa 80mila operai ogni anno, parte da gennaio 2009.
Da questa data ogni impresa avrà l’obbligo di far partecipare il nuovo personale senza esperienza di cantiere a specifici corsi di base che si terranno presso la scuola edile più vicina. Il corso, che si svolgerà in due giornate a tempo pieno, fornirà ai partecipanti i rudimenti in materia di sicurezza, in modalità comprensibili anche ai lavoratori stranieri e con il rilascio di un “libretto formativo” che seguirà da quel momento l’evoluzione della formazione del lavoratore.

Questa sperimentazione, che gode del patrocinio del ministero del Lavoro e dell'INAIL, rappresenta – secondo le parole del presidente di Formedil, Massimo Calzoni – è un “salto di qualità per tutti”. Infatti con le sedici ore “le imprese potranno usufruire di un servizio gratuito e qualificato che consente loro di avviare al lavoro al cantiere mano d'opera più consapevole e, soprattutto, iniziata professionalmente al mestiere edile. I due anni di sperimentazione diranno se questo strumento consentirà di ridurre le numerose sacche di irregolarità ancora esistenti di determinare una drastica riduzione degli infortuni”.

Questo salto di qualità potrebbe preludere - come si auspica il presidente dell'INAIL, Marco Fabio Sartori – la possibilità futura che “in un ciclo produttivo ormai sempre più strutturato sulle esigenze della flessibilità” queste sedici ore di formazione potrebbero spettare al lavoratore non solamente al suo primo ingresso in un cantiere, ma anche “per ogni nuova mansione che egli dovrà affrontare".

Ricordiamo che il nuovo contratto delle costruzioni ha anche riconfermato il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) come strumento forte per la verifica della regolarità delle imprese. Inoltre definisce i cosiddetti indici di congruità, che individuano non solo i corretti versamenti alle Casse Edili e agli istituti previdenziali, ma anche le percentuali di incidenza minima della manodopera sul valore dell’opera.
Tutte iniziative che, insieme all’obbligo per le aziende di comunicare alle Scuole Edili i nominativi delle persone assunte e di avviarli alla formazione, consentono di contrastare con sempre maggiore efficacia l’elusione contributiva e il lavoro nero.
 

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Sicurezza sul lavoro: a Trapani sigilli a petroliera in costruzione


L’assenza di parapetti a protezione dei lavoratori contro possibili cadute dall’alto, e’ una delle irregolarità che hanno determinato il sequestro preventivo della petroliera “Marettimo M.”, attualmente in costruzione nel porto di Trapani. Il particolare e’ rivelato dai carabinieri che hanno eseguito il provvedimento, a conclusione di controlli condotti con funzionari dell’Ispettorato del lavoro e dell’Inps, con un totale di 70 uomini impegnati nell’operazione. In una nota diffusa oggi pomeriggio dalla Società cantieri navali di Trapani, intanto, viene precisato che “la verifica si e’ conclusa soltanto (quest’ultima parola e’ sottolineata nel documento, ndr) con la contestazione di alcune pretese inadeguatezze sotto il profilo della sicurezza di parte dei ponteggi collocati nelle aree interne della costruenda nave, ormai in fase di completamento essendo stato già eseguito il 90 per cento dei lavori”.

Fonte: a.marsala.it

 

 

UMBRIA/SANITA': SICUREZZA IN AMBIENTI DI LAVORO, IN CALO INFORTUNI

Perugia, 30 set - Interventi di vigilanza in oltre 3mila 700 aziende (di cui 2mila 700 nel settore costruzioni) e in circa 1600 cantieri (il 24% dei cantieri aperti), per un totale di aziende con dipendenti ispezionate pari al 9% contro una media nazionale del 5 per cento. Sono questi alcuni tra i dati più significativi di una conferenza-stampa che l'assessore alla Sanità della Regione Umbria Maurizio Rosi, alla presenza di dirigenti regionali del settore ''Prevenzione e Sanità pubblica'', ha tenuto stamani a Perugia per illustrare quanto fatto dai servizi delle Asl umbre per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro nel biennio 2006/2007 e per confrontare i due primi semestri degli anni 2007 e 2008. Nel biennio 2006/2007 in Umbria si e' registrata una diminuzione di infortuni con un calo del 3,2% nel 2006 rispetto al 2005 (-500 infortuni) e un ulteriore calo del 3% per nel 2007 rispetto al 2006. ''Dato ancora più rilevante - ha precisato Rosi - e' la riduzione registrata rispetto agli infortuni mortali che, seppure fenomeno ancora grave, sono passati da 38 nel 2004 a 20 nel 2007''. Anche confrontando i primi semestri 2007/2008 riscontriamo una maggiore copertura del territorio (dal 4 al 6 per cento), con un numero di sopralluoghi nelle aziende che passa da 1.882 a 2.783 e un rilevante incremento di violazioni riscontrate.
''Quello degli infortuni sul lavoro e' un settore delicato. Nella regione gli infortuni sul lavoro rappresentano una criticità - ha proseguito l'assessore -, soprattutto quelli con conseguenze invalidanti, che si verificano più di frequente nei settori metalmeccanici, dell'edilizia e del legno, caratterizzati dal prevalere di piccole e piccolissime imprese, da un peso sempre maggiore di lavoratori stranieri, da una flessibilità dei rapporti di lavoro con frequenti cambi di mansione, da un diffuso utilizzo di lavoratori irregolari''. Sono tutti fattori - ha sottolineato Rosi - che minano la sicurezza e amplificano il rischio di infortunio, ma in questi ultimi anni molti obiettivi sono stati raggiunti, sia per il grande impegno delle Asl e di tutte le istituzioni interessate, dalle associazioni datoriali a quelle sindacali all'Inail, sia grazie a recenti accordi e normative nazionali, finalizzate ''a superare le disomogeneità tra regioni, tenute a definire standard di prevenzione e vigilanza minimi''.
 

Fonte: asca.it

 

 

Si chiude campagna informativa di 'Abruzzo Lavoro'

 

Cazzola: “Abbiamo avuto modo di conoscere buone pratiche messe in atto da imprese italiane e straniere”.

 

lanciato a Pescara nel corso del meeting europeo ‘La sicurezza siCura’ che ha visto il confronto di delegazioni di molti Paesi, tra cui la Germania, sui temi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta dell’evento conclusivo della campagna di informazione contro gli incidenti sul lavoro lanciata da Abruzzo Lavoro, ente strumentale della regione Abruzzo, per sensibilizzare aziende, lavoratori e opinione pubblica in generale sul tema della sicurezza. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’agenzia Sinergia Adv. di Pescara e con la società di consulenza di direzione K_Shift. “Abbiamo avuto modo di conoscere buone pratiche - ha detto il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, Giuliano Cazzola - messe in atto da imprese italiane e straniere. E’ stato dimostrato come si possano ottenere risultati importanti lavorando in azienda a specifici progetti che considerano la salute dei lavoratori come condizione per ottenere una maggiore produttività. In Italia, invece, il dibattito è caratterizzato dalla natura persecutoria che prevale sul dialogo che esiste nelle imprese”.

“Collaborazione e concertazione tra istituzioni e parti sociali - ha rimarcato Cazzola - possono combattere gli infortuni. E’ venuto il momento di riconoscere che le Asl non sono in grado di occuparsi adeguatamente di sicurezza del lavoro. Ho presentato un progetto di legge che prevede un polo della sicurezza incentrato sull’Inail (in cui incorporare gli enti minori del settore) al quale attribuire pure i ruoli e le competenza in materia ora svolti dal Servizio sanitario nazionale”.

BALZANO (INAIL), ABRUZZO NON E’ PIU’ MAGLIA NERA

“L’Abruzzo - ha ricordato Ferdinando Balzano, direttore regionale Inail - non è più la maglia nera degli infortuni sul lavoro. Con 22.737 casi denunciati, il 2007 è stato il terzo anno consecutivo che ha visto una diminuzione degli infortuni (ben 1.000 in meno) nella regione. Certo non dobbiamo lasciarci andare a facili trionfalismi, perché anche un solo morto ha il suo peso. Sempre nel 2007, abbiamo registrato 25 casi mortali (41 nel 2006). L’incidenza degli infortuni stradali sul totale è, invece, rimasta costante pari al 40%”.

Fonte: adnkronos.com

 

 

MORTI BIANCHE IN CAMPANIA, LOPA: ABBIAMO BISOGNO DI NORME ESECUTIVE

Per le morti bianche bisogna immediatamente attivare un coordinamento sulle attività di vigilanza. Lo ha dichiarato il Rappresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa, sulle recinti morti sul lavoro nel settore agricolo-agroalimentare, che ha colpito la Campania. Bisogna sempre più coordinare la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha ribadito l’esponente dell’Agricoltura, riordinare la materia in un testo unico, semplificare, coordinare, ma soprattutto investire sulla prevenzione. Abbiamo bisogno, continua Lopa, di norme esecutive, come ad esempio il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza. Tale coordinamento che si può attuare tramite un atto amministrativo, armonizzerebbe e razionalizzerebbe le competenze istituzionali, evitando sovrapposizioni e duplicazioni di interventi, oltre a garantire indirizzi generali uniformi su tutto il territorio nazionale. Il coordinamento permetterebbe, ha spiegato Lopa, senz'altro, un uso più razionale ed efficiente delle risorse umane disponibili presso le amministrazioni pubbliche interessate ed un parziale superamento dei limiti derivanti dalle carenze strumentali e di organico. In tal modo si potrebbe aumentare il numero delle ispezioni sul territorio per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza. Bisogna sottolineare, ha concluso Lopa, non solo l’importanza della sicurezza sul lavoro, che ancora necessita nella nostra Regione, la Campania, a Napoli e in tutto il Paese di una rilevante attenzione, ma anche confermare l’impegno delle forze sociali, politiche e sindacali sulle nuove forme del lavoro, in cui più facilmente si annida la precarietà e l’incertezza per il futuro, specialmente tra i più giovani, per combattere gli infortuni sul lavoro e i fenomeni del lavoro nero e del caporalato nel campo agricolo, per questo motivo abbiamo fissato un incontro con il Sottosegretario all’Agricoltura, Antonio Buonfiglio, per discutere del fenomeno interno al settore.

Fonte: julienews.it

 

 

Enpad presenta progetto di protezione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro

I volontari dell’Enpad nel perseguire i principali obiettivi dell’ente legati alla protezione dei diritti civili, il 29 settembre u.s., si sono recati presso il Ministero del Lavoro, Direzione Provinciale del Lavoro (D.P.L.) di Brindisi, dove è stato presentato il loro progetto di protezione igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro, al fine di evitare i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

Durante l’incontro con i dirigenti della Dpl isp. Anna Saponaro e la sua collega Silvana Tagliento, la delegazione dell’ Enpad composta da Lucia Delle Grottaglie, da Simona Maniscalco, Massimo Addis e Massimo Alibrando, ha ottenuto la disponibilità degli stessi dirigenti per avviare un programma di informazione e formazione diretta ai lavoratori. Questo per sviluppare e promuovere la prevenzione, l’igiene e la sicurezza nei luoghi di lavoro, considerando le dovute valutazioni dei rischi legati al rumore alle sostanze tossiche con l’adeguamento e le prescrizioni minime dei macchinari, antincendio, dispositivi di protezione individuale visite mediche ecc. In poche parole prevenire gli infortuni sul lavoro.

Ovviamente l’Enpad come rappresentante di parti sociali si prefissa anche la protezione del lavoro in modo completo, dal diritto al lavoro alla certezza del reddito. Come ad esempio nelle aziende finite sotto inchiesta, dove il peggio è solo per i lavoratori che dall’oggi al domani si vedono notificare i provvedimenti di disconoscimento dei rapporti di lavoro anche per gli anni pregressi.
Perdendo di fatto ogni tipo di forma di protezione prevista dal nostro stato sociale. In altre parole si perdono dall’oggi al domani i benefici utili ai fini contributivi, assicurativi, previdenziali indispensabili ai fini pensionistici. L’Enpad definisce tali situazioni piaghe sociali che in una repubblica fondata sul lavoro non dovrebbero accadere. A tale scopo l’Enpad continuerà in modo itinerante ad incontrare tutte le pubbliche istituzioni in quanto è necessario rispettare ed applicare realmente i diritti dei lavoratori.

Fonte: brundisium.net

 

 

Presentato a Bari il «camper della sicurezza sul lavoro»

Presentato nella Prefettura di Bari il «camper della sicurezza sul lavoro», un progetto di informazione in materia di sicurezza sul lavoro che l'Istituto nazionale per l'assicurazione degli incidenti sul lavoro (Inail) del capoluogo pugliese vuole promuovere con le istituzioni e le parti sociali della regione.

Il Prefetto di Bari Carlo Schilardi e il direttore regionale dell’Inail Alfredo Violante hanno illustrato l'iniziativa che consiste in un camper, attrezzato ad aula interattiva, che si sposta presso i cantieri edili e le piccole imprese per svolgere, sul campo, un’attività di formazione e informazione. Destinatari sono i lavoratori dipendenti di aziende artigiane e i piccoli e medi imprenditori del territorio pugliese.

Il Prefetto Schilardi ha ricordato che «questa iniziativa rientra nel programma delle attività di prevenzione e controllo per il rispetto del 'minimo etico di sicurezza sui cantieri', lanciato nella conferenza permanente del luglio scorso».

Fonte: diariodelweb.it


 

 

FVG: ROSOLEN, RIDURRE DI 5 MILA UNITA' INFORTUNI SUL LAVORO

Trieste, 29 set - Ridurre di ulteriori 5 mila unita' gli infortuni sul lavoro in Friuli Venezia Giulia, dopo che nell'ultimo quinquennio il loro numero e' gia' diminuito di quasi 3 mila, con un'attenzione particolare a quelli piu' gravi e disastrosi. Questo l'obiettivo dell'Amministrazione regionale, annunciato oggi dall'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen che, nel Centro congressi dell'Area di ricerca, ha aperto un corso di formazione rivolto agli operatori di tutte le Aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia.

Al corso, che e' stato organizzato per conto della Regione dall'Azienda per i servizi sanitari n. 1 ''Triestina'', partecipano un centinaio tra medici, ingegneri e specialisti che operano all'interno delle strutture dedicate alla Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle varie Aziende. Il programma del corso prende spunto in particolare dal nuovo Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che e' stato emanato nell'aprile di quest'anno e che ha introdotto importanti novita' normative.

Nel Centro congressi dell'Area di ricerca, gli interventi sono stati aperti dal direttore sanitario dell'Azienda n. 1 ''Triestina'' Mario Reali e dal responsabile della struttura Prevenzione e sicurezza Valentino Patussi, che hanno sottolineato soprattutto l'importanza di intensificare la prevenzione e di integrare le competenze fra tutti i soggetti che a diverso titolo operano in questo campo.

''Senza una strategia - ha detto l'assessore Rosolen - capace realmente di prevenire, senza un piano di intervento unitario condiviso dalle diverse istituzioni che si occupano di sicurezza, senza una forte motivazione di tutti i soggetti in carne ed ossa, diventa difficile, se non impossibile, pensare di contrastare un nemico che non commette quasi mai errori, che colpisce con naturale spietatezza le sue vittime''.

Al centro delle riflessioni dell'assessore c'e' stato il tema della formazione, non solo degli operatori della sicurezza ma in primo luogo degli stessi lavoratori. Proprio la formazione sara' uno degli aspetti cruciali del nuovo Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro promosso dalla Regione, attualmente in fase di confronto con le parti sociali, con il quale per la prima volta gli assessori al Lavoro e alla Salute integrano le loro competenze per affrontare un tema che coinvolge contemporaneamente le garanzie dei lavoratori e la tutela della loro salute.

Una recente ricerca dell'Agenzia regionale del Lavoro, ha ricordato l'assessore, dimostra che solo un terzo dei lavoratori coinvolti in Friuli Venezia Giulia nel processo di turn-over annuale e' sottoposto a percorsi di formazione in tema di sicurezza, dunque solo 7-8 mila su 20-25 mila in totale.

Occorre prima di tutto partire dai lavoratori che sono maggiormente a rischio (giovani, immigrati) e dai settori dove si verificano piu' infortuni (in primo luogo il manifatturiero), per poi estendere a tutti, come indicato nel Protocollo, una fase di formazione sulla sicurezza al momento stesso del primo ingresso in azienda.

E' anche necessario, ha rilevato ancora l'assessore Rosolen, innovare profondamente la formazione sulla sicurezza, che non puo' limitarsi a una lezione in aula sulle leggi in materia.

L'Agenzia regionale ha avviato a tale proposito, nel secondo semestre di quest'anno, un ampio lavoro di ricerca, coinvolgendo con interviste piu' di 2 mila lavoratori. Questa indagine, i cui risultati sono in corso di elaborazione, potra' fornire importanti spunti sull'atteggiamento dei lavoratori nei confronti della sicurezza, premessa per impostare poi la formazione.

Fonte: asca.it
 

 

INAIL - consultabile il numero 211 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT



Disabilità

-Quarta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" - Anni 2006 - 2007
(relazione)
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/EBEFFDC5-52FD-4E39-874E-E94C7698B595/0/IVRelazionealParlamento.pdf



Economia

-Ipotesi di accordo fra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulle relazioni industriali per il rilancio della crescita del Paese attraverso la maggiore produttività, per il miglioramento della competitività delle imprese e delle retribuzioni dei lavoratori e per lo sviluppo dell'occupazione
(relazione)
http://www.italiannetwork.it/news.aspx?In=it&id=4307

 


Finanza e Fisco

-Finanziaria 2009: il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri
(disegno di legge)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=43020


-Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri
(disegno di legge)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=42789


-Federalismo fiscale: presentazione, principi e regole
(articolo)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/federalismo_fiscale/index.html

 


Lavoro

Apprendistato
-Contratto di apprendistato professionalizzante - Disposizioni operative in materia di comunicazioni obbligatorie a seguito delle innovazioni contenute nell'art. 23 della legge n. 133 del 9 agosto 2008
(istruzioni ministeriali)
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/BB0A4F4D-8561-4A8A-AB69-DF7FC31570A8/0/notacircolareapprendistato17092008.pdf


Licenziamento
- Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22127 del 2 settembre 2008
(sentenza)
http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=5851


-Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 20376 del 24 luglio 2008
(sentenza)
http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=5613



Lavoro a tempo determinato

-M. Barone: "Brevi riflessioni sul D.Lgs. 368/01, lavoro a tempo determinato, come modificato dalla legge 247/2007 e legge 133/2008"
(articolo)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1577

 


Mercato del Lavoro

-Anche il lavoro saltuario può essere subordinato - Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 21031 del 1° agosto 2008
(sentenza)
http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85411&idCat=112


-S. Sabetta: "Il rischio demografico"
(articolo)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1576


-P. Ichino: "Scenari di riforma del mercato del lavoro italiano"
(articolo)
http://www.pietroichino.it/wp-content/uploads/2008/09/rifmdl_viii08351.pdf

 


Mobbing

-Corte di Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 22858 del 9 settembre 2008
(sentenza)
http://www.aslsicurezzalavoro.it/legislazione/Sentenze/Sentenza%2022858%20del%2009_09_08.pdf



Pari Opportunità

-Commissione delle Comunità Europee - Relazione di valutazione finale della strategia quadro e del programma di azione comunitaria relativo alla strategia comunitaria per la parità tra donne e uomini (2001-2006)
(relazione)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/documentazione/com/2008/com(2008)-503.pdf

 


Previdenza Sociale

-Corte di Giustizia UE (Terza Sezione), Sentenza dell'11 settembre 2008
(sentenza)
http://www.laprevidenza.it/news/documenti/corte_ue_sent_11_9_2008_c_228_07/2926


-Cassazione Sezione Lavoro, Sentenza n. 20080 del 21 luglio 2008
(sentenza)
http://www.studiolegalelaw.it/new.asp?id=5557



Pubblica Amministrazione

-A. Podda: "Scompare il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro"
(articolo)
http://www.diritto.it/art.php?file=/archivio/26492.html


Corte di Giustizia delle Comunità europee (Prima Sezione) Sentenza dell'11 settembre 2008
(sentenza)
http://www.cortedicassazione.it/Notizie/GiurisprudenzaComunitaria/CorteGiustizia/Scheda.asp?ID=674


-Il dipendente pubblico che attesta falsamente la sua presenza in ufficio incorre in reato di falso ideologico - Cassazione Seconda Sezione Penale, Sentenza n. 35058 del 10 settembre 2008
(sentenza)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1578


 

Il numero 211 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT è consultabile sul sito dell'INAIL 
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm

 

Fonte: INAIL

 

 

INCIDENTI LAVORO: CORTE CONTI, DANNI A ERARIO DA IMPRENDITORI

Palermo - “Un impegno comune per assicurare la piena sicurezza delle procedure, dei luoghi e dei relativi strumenti”. Con questo invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si sono aperti i lavori del convegno su “Ispezioni, controlli e responsabilità negli ambienti di lavoro”, a Palermo, organizzato dalla Dirco, Associazione nazionale dirigenti della Corte dei Conti. Si e’ parlato dell’applicazione della nuova norma in materia di sicurezza sul lavoro (DLgs 81 del 2008) che, come ha evidenziato l’avvocato Cristiano Bevilacqua, “prevede un inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro e da maggiori poteri ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, inoltre, ha evidenziato Bevilacqua, “i contratti d’appalto sono nulli qualora non prevedano appositamente il costo per la sicurezza nei cantieri”. Sergio Agrifoglio (ordinario di diritto amministrativo Università di Palermo) ha, invece, sottolineato come “le imprese che non rispettino le norme sulla sicurezza sono dei veri e propri bari sul mercato”. “La Corte dei Conti della Sicilia - ha affermato Guido Carlino, procuratore generale della Corte dei Conti in Sicilia - sarà certamente chiamata a pronunciarsi sugli aspetti che riguardano i profili di responsabilità nei confronti del datore di lavoro pubblico per eventuali danni all’erario discendenti da violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e discendenti anche da dalla materia pensionistica privilegiata, le pensioni d’invalidità del lavoro”. “Sembra esserci in Italia - ha, invece, sottolineato l’avvocato giuslavorista, Salvatore Vincenzo Greco - un’inversione di tendenza rispetto alle cosiddette morti bianche: nel 2007 i morti del lavoro sono calati del 5% rispetto all’anno 2006, passando da 1.400 a 1.300 vittime circa”. Greco ha anche sottolineato che il 60% degli incidenti e’ determinato da errore umano causato da cattiva organizzazione del lavoro. Durante il convegno, Francesco Trombetta, segretario regionale del Dirco Sicilia ha proposto “di fissare una data, quella odierna, per la commemorazione delle vittime sul lavoro”. “Purtroppo - ha commentato ancora Antonio Vella, responsabile del Servizio ispettivo del lavoro in Sicilia - anche gli ultimi fatti sono poco confortanti: le operazioni di Trapani e Catania hanno rilevato che il 50% dei lavoratori operanti sul luoghi di lavoro non era messo in regola”.

Fonte: diritto-oggi.it
 

 

SPESL: DIVENTA CENTRO RIFERIMENTO PER SICUREZZA LAVORO

 Roma - L’ISPESL assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione dei rischi, delle linee guida e dei protocolli per la tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro. Il Commissario Straordinario dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro, Antonio Moccaldi, ha parlato, questa mattina a Spoleto, della missione dell’ISPESL, alla luce del D.Lgs. 81 del 9 Aprile 2008. L’Istituto fornisce consulenza al Ministero della Salute, agli altri Ministeri e alle Regioni nelle materie di competenza. Collabora con il Ministero della Salute alla elaborazione e attuazione della programmazione sanitaria e scientifica e presta consulenza al Governo e alle Regioni per la formazione dei rispettivi piani sanitari. Esplica attivita’ di consulenza in materia di produzione e impiego dell’energia termoelettrica, nucleare, di sostanze radioattive e di qualunque forma di energia utilizzata a scopo diagnostico o terapeutico. Rende noti, mediante pubblicazioni scientifiche, i risultati delle ricerche effettuate, i metodi di analisi elaborati e la documentazione scientifica elaborata o raccolta nell’interesse della sicurezza del lavoro. Effettua, per organismi pubblici e privati, attivita’ di formazione, perfezionamento e aggiornamento in materia di prevenzione degli infortuni, sicurezza sul lavoro e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, in particolare al personale del Servizio Sanitario Nazionale e ad altri organismi operanti nel settore, finalizzata alle figure professionali individuate dal D.Lgs. 81/2008, nonche’ ai lavoratori stessi. E ancora svolge attivita’ di consulenza, informazione e formazione e assistenza, a titolo oneroso, alle imprese, con particolare riguardo a quelle piccole e medie, nonche’ ai lavoratori ed agli organismi paritetici tra le Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Fonte: aziende-oggi.it
 

 

Un sistema per migliorare la PMI. (Ovvero: perché certificare la propria azienda)

È quasi una moda: il boom delle certificazioni aziendali. Non se ne può più fare a meno: il consumatore acquista più volentieri il prodotto certificato e certificarsi diventa indice di affidabilità dell'azienda e qualità del prodotto

La certificazione di qualità sta diventando sempre di più un "passaporto" che garantisce le prestazioni delle aziende nelle più svariate attività. Si può certificare ogni cosa, dallo standard produttivo (serie ISO 90001:2000) all'impatto ambientale (ISO 14001 o EMAS), dalla certificazione di prodotto (EN 45000) al comportamento etico (SA800), dalla sicurezza sui luoghi di lavoro (OHSAS 1801) alla figura professionale, all'igiene dei prodotti alimentari (HACCP). Ma cosa vuol dire per un'azienda certificarsi? Ci sono due aspetti della stessa medaglia da tenere presente: si può certificare il prodotto o il servizio oppure il sistema di gestione aziendale, in entrambi i casi si parla sempre di qualità. Questo implica una riorganizzazione e quindi un investimento che l'azienda deve assumersi per potersi accreditare il "timbro" che ne attesta la conformità. Non vi è, per le aziende, un obbligo di certificazione anche se, di fatto, lo diventa per le imprese che lavorano con le strutture pubbliche, perché da queste sempre richiesta. Inoltre, l'idea di garantire al consumatore o al cliente una certa qualità, ha portato ad un aumento delle certificazioni e ad una maggiore diversificazione delle stesse a seconda dei settori e dei prodotti.

Ma a chi conviene?
Sicuramente all'azienda, ai suoi clienti ed al consumatore. Se ci troviamo di fronte ad un incremento delle certificazioni vuol dire che, nonostante i costi da sopportare per adeguare le proprie strutture alle normative, le aziende decidono di affrontare la spesa per conseguire un miglioramento della gestione, della competitività, dell'immagine, un aumento del fatturato, grazie proprio alla qualità che esprime il prodotto finale, e, di conseguenza, un ammortamento dei costi.
Le stesse norme UNI EN ISO 9000, seguendo la crescente richiesta di certificazioni di qualità da parte del mercato, si sono evolute e semplificate (oggi diventate UNI EN ISO 9001:2000) per orientarsi di più alla soddisfazione e fidelizzazione del cliente.
In Italia le aziende preposte all'accreditamento sono sostanzialmente tre e sono nazionali: Sincert, per l'accreditamento di organismi di certificazione o di ispezione; Sinal, per l'accreditamento dei laboratori di prova e Sit, per l'accreditamento dei laboratori di taratura. Ci sono poi altre aziende che possono rilasciare la certificazione e fra tutte possiamo citare DNV (con una filiale anche in Italia), leader nella certificazione di sistema di gestione qualità (SGQ), che ha già certificato moltissime imprese in settori diversi non solo sull'SGQ ma anche sulla sicurezza, sul prodotto, sulla formazione. Altra azienda certificatrice è la TUV per quanto riguarda il settore dell'industria dell'automobile e dell'ingegneria. Mentre l'SGS si può considerare leader mondiale nel settore delle ispezioni, prove e certificazioni di beni e di servizi sia in campo agroalimentare, industriale che ambientale.
È nato di recente un nuovo certificato di qualità, gestito dalla Certiquality, relativo ai siti web di commercio elettronico (QWEB). Il QWEB ha come obiettivo quello di aumentare la fiducia dei clienti e dei consumatori nei confronti dell'e-commerce, rispondendo ad una serie di requisiti quali l'identificazione del fornitore cercato e dell'organismo di certificazione che ha rilasciato il marchio; la completezza delle informazioni relative al prodotto o servizio; le modalità di pagamento, le garanzie ed il rispetto della privacy, le condizioni di resa e di consegna, le condizioni di risarcimento in caso di recesso, le procedure dei reclami. In pratica si vuole certificare in questo modo la serietà del sito web che fa e-commerce offrendo più garanzie possibili.
 

Fonte: imprese-economia.it
 

 

I quesiti sul decreto 81/08: delega del SPP dal datore di lavoro

Chiarimenti sulla delega ad altri da parte del datore di lavoro per lo svolgimento dei compiti del servizio di prevenzione e protezione. A cura di G. Porreca.

Sulla delega ad altri da parte del datore di lavoro per lo svolgimento dei compiti del servizio di prevenzione e protezione. Commento a cura di Gerardo Porreca (www.porreca.it).

Quesito
Nel caso di una azienda con meno di 30 lavoratori può il datore di lavoro delegare lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione ed in tal caso il delegato deve frequentare il corso per datori di lavoro (da 16 a 48 ore) oppure il corso per RSPP relativo al macrosettore ATECO di appartenenza? Può la valutazione dei rischi essere effettuata dal delegato?

Risposta
Il D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, nel ribadire l’obbligo già fissato con il D. Lgs. n. 626/1994 di istituire comunque nelle aziende un servizio di prevenzione e protezione, prevede la possibilità della istituzione di un servizio diretto, interno od esterno.

Il servizio di prevenzione e protezione diretto è consentito per quelle aziende indicate nell’allegato II al D. Lgs. n. 81/2008 ed in tal caso è il datore di lavoro che, avvalendosi della facoltà prevista dall’art 34 dello stesso decreto, decide di svolgere direttamente tutti i compiti del servizio di prevenzione e protezione previsti dall’art. 33 ed in tal caso lo stesso è però obbligato a frequentare un corso di formazione regolamentato dal D. M. 16/1/1997 fin quando non saranno rivisti i contenuti e le articolazioni del corso in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Il datore di lavoro che invece opta per un servizio di prevenzione e protezione di tipo interno o esterno è tenuto a nominare un RSPP in possesso delle capacità e dei requisiti professionali già indicati nell’art. 8 bis del nel D. Lgs. n. 626/1994 ed ora inseriti nell’art. 32 del Testo Unico.

Il D. Lgs. n. 81/2008 ha inoltre introdotto con l’art. 16 la possibilità da parte del datore di lavoro di delegare una persona per l’attuazione degli obblighi rivenienti dal Testo Unico subordinando tale delega agli elementi indicati nell’articolo stesso e cioè alle condizioni:

a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;
b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
d) che essa attribuisca al delegato l'autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate;
e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

Ciò detto non si ritiene che il datore di lavoro possa trasferire la facoltà dello svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione ad una persona delegata a questo scopo in quanto tale facoltà è concessa dal legislatore al datore di lavoro in prima persona, il quale tra l’altro dovrà formarsi opportunamente per lo svolgimento di tali compiti, né ha senso il trasferimento ad un delegato della frequenza del corso di formazione.

Quindi in risposta al quesito formulato si ritiene che non sia assolutamente delegabile da parte del datore di lavoro lo svolgimento diretto del servizio di prevenzione e protezione e che se invece lo stesso datore di lavoro vuole ricorrere ad un servizio di prevenzione e protezione interno o esterno dovrà nominare un RSPP e degli ASPP che siano in possesso ovviamente dei requisiti previsti per tali figure dall’art. 32 del D. Lgs. n 81/2008.

Per quanto riguarda la delega per la effettuazione della valutazione dei rischi si rammenta che il legislatore ha esplicitamente escluso questa possibilità con l’art. 17 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008 secondo il quale “Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività: a) la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28…”.

Fonte: porreca.it