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NEWS
Novembre 2008
      
Le fonti sono riportate alla
fine delle notizie. L'A.S.L. Az. Sicurezza Lavoro
(www.aslsicurezzalavoro.it) non è responsabile del contenuto degli articoli
riportati in questa pagina.
Contro gli incidenti sul lavoro Scatti
d’autore per dire “Mai più!”
Fino al 3 dicembre a Roma una
mostra fotografica organizzata da Anmil e Contrasto. E poi in giro per
l’Italia. I ritratti di chi ha dovuto fare i conti con un incidente solo
perché stava facendo il suo lavoro in condizioni inadeguate. Un fenomeno
sociale tristemente innervato nel sistema produttivo italiano.
Abbiamo bisogno di storie per comprendere il mondo. Non solo di romanzi e
racconti. Ma storie reali. Storie che facciano diventare chiaro ed evidente
quello che non riusciamo a comprendere a fondo. Abbiamo bisogno di immagini.
Frammenti di luce che rompano il velo che rischia di continuare ad avvolgere
lo sguardo. Storie e immagini così si possono trovare alla mostra
fotografica “No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro” che si tiene,
fino al 3 dicembre, a Roma. Ospitata nel complesso di Vicolo Valdina di Roma
(in Vicolo Valdina 3/a) e organizzata da Anmil insieme a Contrasto, la
mostra con le immagini del fotoreporter Riccardo Venturi prova a svelare
quello che le cifre pure terrificanti (sono più di un milione l’anno gli
incidenti sul lavoro e oltre mille le persone che perdono la vita mentre
lavorano) forse non riescono da sole a fare. Prova ad avvicinare ciascuno
alla gravità di questo fenomeno sociale perversamente inserito nel sistema
produttivo italiano.
Tante sono le storie che attraversano come schegge taglienti“le cronache
veloci dei nostri notiziari”. Tanti gli uomini e le donne che si devono
misurare con il tragico avvenimento di un infortunio sul lavoro. Tanti
quelli che devono misurarsi con i problemi del reinserimento sociale, con le
difficili condizioni economiche e con condizioni divenute più complesse.
Le storie e la memoria. Giulia Tornari spiega che Contrasto e Riccardo
Venturi, con l’aiuto di Anmil, hanno attraversato tutta Italia perché queste
storie venissero “raccolte, ascoltate e fotografate e non andassero
perdute”. I protagonisti di questa narrazione così sono diventati loro.
Quelli che con “coraggio e umiltà hanno accolto il fotografo e hanno
accettato di esserci e di testimoniare”. Tra loro ci sono Giuditta e suo
marito Nicola. Un ragazzo di 28 anni che non c’è più solo perché nel maggio
del 2005 è rimasto intrappolato in un’impastatrice priva delle grate di
sicurezza. Giuditta ha confessato che da allora è come in un tunnel buio
“fatto il primo chilometro, gli occhi si sono abituati alla semioscurità
rendendo meno difficile il cammino, non so verso dove e verso cosa”. Sa solo
che continuerà a “lottare contro queste tragedie, affinché si tuteli la vita
dei lavoratori”.
C’è la storia di Sergio Piazza che comincia a lavorare a diciotto anni al
porto di Marghera. Come aveva fatto il padre. E come aveva fatto il nonno.
Fino a che il 30 marzo del 2000 un portellone scorrevole d’acciaio che è
lungo cinque metri e spesso dieci centimetri esce fuori da i binari e lo
schiaccia insieme al cugino Armando. Vertebre schiacciate. Fratture multiple
alle gambe e al bacino. “Il porto, che ho sempre amato – racconta Sergio -
mi ha lasciato in uno sfacelo fisico ma anche mentale”. Sì perché con
l’incidente “da un giorno all’altro diventi un’altra persona”.
C’è la storia di Antonella Munaro, sportiva nonostante tutto. Allegra
nonostante tutto. Che ha fatto la maratona di New York nonostante
l’incidente d’auto avvenuto in una notte di ritorno dal lavoro che l’ha
lasciata paraplegica. C’è quella di Kweku Abakan Reebodj, detto Peebody. Di
giorno faceva il muratore e di sera vestiva i panni di pastore evangelico.
Fino a che nel 26 luglio del 2007 a Cavriago è rimasto schiacciato da una
trave di acciaio. Nessuno voleva sostenere le spese del funerale. Il suo
corpo è rimasto congelato per oltre due mesi. Fino a che i figli hanno
trovato i soldi per volare dal Ghana fino a Reggio Emilia. E dare l’addio al
padre con un funerale africano. Di gioia e dolore.
Infine c’è anche la storia a lieto fine di Cristian Azzolari che a 14 anni
entra in una ditta meccanica. Nel 2000 si infortuna perché mentre stava
smontando la colonna di sollevamento di un carro, il fermo del montante cede
e le due traverse gli causano l’amputazione della mano sinistra e di tre
falangi della mano destra. Ora lavora ancora lì. Come capofficina. Anche
perché ha “ricevuto molta solidarietà” e oggi lavora anche dieci ore al
giorno. E si è fidanzato con Gabriella.
La dignitià di un lavoratore. Per raccogliere le storie ci vuole tempo. Per
queste storie sono stati impiegati diciotto mesi. Riccardo Venturi, il
fotoreporter che ha raccolto le immagini e che nel 1997 ha vinto il World
Press Photo per i suoi primi reportage in Afghanistan, quando ha dovuto
raccontare che cosa lo ha colpito di più ha raccontato di Carmelo,
asfaltista cinquantenne di origini siciliane che ha perduto una gamba dentro
un rullo compressore. E di quando Carmelo gli ha raccontato quello che non
gli andava giù. Di come non sopportasse, non tanto l’incuria del datore di
lavoro o le condizioni delle macchine da lavoro, il fatto di dover togliersi
“i pantaloni in mezzo ad una strada, nascondendosi dentro una macchina o
dietro un muretto”. Solo perché il datore di lavoro non offriva loro neppure
un bagno pulito dove “levarsi la tuta a fine giornata”.
Il loro problema, il nostro problema. In occasione di un recente incontro a
Stoccolma con l’anglo-indiano Salman Rushdie, per parlare della “solitudine
dei perseguitati”, lo scrittore Roberto Saviano ha detto che di un narratore
che racconta e svela una storia e un problema, i poteri criminali temono
“che i lettori sentano quel problema come il loro problema”. Ha ricordato
che dopo quello che Primo Levi ha scritto in Se questo è un uomo, “nessuno
può più dire di non essere stato ad Auschwivtz”. Così, si può forse dire
che, una volta ascoltata una di queste storie, una volta vista una di queste
fotografie che testimoniano le esperienze di questa umanità fragile di
fronte alla provocazione crudele di un infortunio sul lavoro, nessuno può
più dire di non essere stato vittima di un incidente sul lavoro.
GUARDA LE IMAGINI(foto di Riccardo Venturi)
L'APPUNTAMENTO
Fino al 3 dicembre
"No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro”
Complesso di Vicolo Valdina in Vicolo Valdina, 3/A - Roma
Fonte: miojob.repubblica.it
Incidenti lavoro: Confindustria Sicilia,
insieme a sindacati 9 progetti per la prevenzione
“Confindustria Sicilia con
l’Ance è l’unica organizzazione datoriale concretamente in prima linea, a
fianco di Cgil, Cisl e Uil, per garantire la prevenzione e diffondere fra i
dipendenti la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché di lavoro
non si deve morire. In Sicilia vogliamo invertire l’attuale tendenza che ha
visto nel 2008 l’Isola ai primi posti nel paese per infortuni in luoghi di
lavoro”.
Lo ha detto oggi il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria
Sicilia, Giorgio Cappello, intervenuto a Enna al seminario su “Sicurezza e
prevenzione” organizzato da Giuseppe Marzuolo, vicepresidente regionale dei
Giovani con delega alla Sicurezza sul lavoro.
Cappello ha spiegato che “il sistema formativo di Confindustria Sicilia,
tramite il fondo paritetico aziende-sindacati Fondimpresa, ha attivato in un
anno e mezzo nove progetti sulla sicurezza, per la formazione del personale
dipendente di circa 200 aziende, e altri ne sta presentando a valere sul
bando di Fondimpresa tuttora aperto”.
Fonte: rassegna.it
Il 77% dei Comuni a rischio frana o
alluvione
Rischio frana o alluvione nel
77% dei comuni italiani. Forti i ritardi nella prevenzione, interi quartieri
costruiti lungo i corsi d'acqua, mancanza di manutenzione. È negativo il
bilancio di «Ecosistema rischio 2008», il dossier di Legambiente sul rischio
idrogeologico. Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, sottolinea
come la messa in sicurezza del territorio e delle scuole sia «la più grande
opera pubblica da fare». Un appello a investire che viene anche dal
presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, che ricorda anche «la
violenza e l'imprevedibilità» di questi fenomeni, aumentata dai cambiamenti
climatici».
Si costruisce troppo in aree pericolose. Dei 5.581 i comuni minacciati da
frane o alluvioni, il rapporto ne ha monitorati 1.500, che nel 77% dei casi
hanno fatto registrare abitazioni in aree a rischio. Il 30% di questi comuni
ha addirittura interi quartieri costruiti in queste zone pericolose. Oppure
fabbricati industriali, nel 56% dei comuni: in caso di calamità non solo
sarebbero messe a repentaglio le vite dei dipendenti, ma si aggiungerebbe
l'eventualità dello sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei
terreni circostanti. Benchè classificati come comuni a rischio, l'88% degli
intervistati non presenta nei piani urbanistici dei vincoli all'edificazione
nelle zone esposte a maggior pericolo. «Ancora oggi – evidenzia Simone
Andreotti di Legambiente – si continua a costruire». Al contrario, sono
minime (5%) le azioni da parte dei comuni per delocalizzazione le abitazioni
e le aree industriali nelle aree a rischio.
Meno sagre e più prevenzione. La messa in sicurezza dei corsi d'acqua e dei
versanti è stata fatta nel 73% dei casi, ma secondo Legambiente si tratta
spesso di «interventi che rischiano di accrescere la fragilità del
territorio piuttosto che migliorarne la condizione». Il 42% dei comuni non
svolge regolarmente un'attività di manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua.
Con lo slogan «meno sagre della salsiccia e più prevenzione» il capo della
Protezione Civile, Guido Bertolaso, commenta questi dati. «Con la
prevenzione – spiega – non si viene rieletti e non si può fare campagna
elettorale: se si hanno mille euro si deve valutare se è meglio usarli per
pulire un argine o per una sagra». In compenso, l'82% dei comuni si è dotato
di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione.
Tuttavia, soltanto il 57% di questi piani è stato aggiornato negli ultimi
due anni. Nel 66% dei comuni, inoltre, esiste una struttura di protezione
civile operativa ventiquattro ore su ventiquattro.
Sicilia maglia nera. E se la Sicilia fa il pieno di "maglie nere" assegnate
da Legambiente, è nel Centro Nord che si assegna il maggior numero di
"maglie rosa". Legambiente dà i voti: uno zero spaccato ai comuni di Ucria e
Alì, entrambi in provincia di Messina, e un bel 10 a Santa Croce sull'Arno
(Pisa), Vallerano (Viterbo) e Finale Emilia (Modena). Fra i capoluoghi di
regione analizzati è L'Aquila a portare a casa l'insufficienza (3,5),
colpevole di non aver avviato alcun intervento di delocalizzazione; seguita
da Trento e Genova con un 4; Aosta con un 4,5 e Potenza a un passo dalla
sufficienza con 5,5. Tutti sufficienti, ma fermi sul 6, gli altri
capoluoghi: Roma, Torino, Firenze e Perugia. Nonostante la sufficienza del
suo capoluogo, però, l'Umbria è la regione con la percentuale maggiore di
comuni con strutture costruite in aree a rischio idrogeologico e nel 50% dei
casi si tratta di interi quartieri.
Fonte: ilsole24ore.com
Imprese e lavoratori a confronto ieri
all’Hotel de la Ville
Dopo il grande successo del
convegno organizzato dallo Spi Cgil lunedì pomeriggio presso l'autorità
portuale sulla sanità, la Cgil registra un nuovo en plein con la
manifestazione svoltasi ieri presso l'Hotel de la Ville, dove imprese e
lavoratori si sono confrontati sul tema della sicurezza sul lavoro in un
convegno organizzato dal sindacato, Pianeta Sicurezza e Sincert.
I lavori sono stati introdotti da Paolo Fanti, ex dirigente dell'assessorato
alla Sanità cui hanno fatto seguito poi gli interventi del geometra Augusto
Ferraioli per conto di Pianeta Sicurezza, una società accreditata come ente
formatore presso la Regione Lazio che si occupa di ricerca, progettazione e
consulenza e di Franco Boriello, segretario generale della Cgil
territoriale. Di livello gli interventi degli altri relatori tutti
incentrati sugli strumenti di tutela in materia di salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro che offre il Decreto Legislativo 81 approvato quest'anno.
Non sono mancati ovviamente i riferimenti ai gravi incidenti avvenuti presso
la centrale di Torre Nord, segnata dalla morte di Michele Cozzolino e Ivan
Ciffarym ed agli obblighi spettanti alle imprese ed ai controlli che debbono
essere esercitati dalle istituzioni. Dopo Canio Calistri della segreteria
regionale Fiom e del responsabile regionale degli edili della Cgl, ha preso
la parola l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi oltre ad alcuni
lavoratori della centrale.
Fonte: trcgiornale.it
INCIDENTI LAVORO: PRESTO IN VAL D'AOSTA
LEGGE SU SICUREZZA
AOSTA - La Valle d'Aosta si
doterà di una legge in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro con la
quale istituirà anche un fondo di solidarietà per i familiari delle vittime
sul lavoro. Il Consiglio Valle, su proposta del gruppo Pd, ha infatti
approvato all'unanimità una risoluzione che impegna in tale senso il governo
regionale.
La proposta di legge dovrà poi prevedere "la promozione di iniziative atte a
realizzare un effettivo coordinamento fra tutti i soggetti pubblici e
privati ai quali sono affidati compiti in materia di prevenzione degli
infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro".
Nell'illustrare la mozione, Gianni Rigo, primo firmatario, ha osservato dal
rapporto annuale dell'Inail risula che in Valle d'Aosta, nel 2007, le
denunce di situazioni illegali sono state 2387, in diminuzione rispetto al
2006 e al 2005 - rispettivamente 2591 e 2665. I morti sul lavoro nel 2007
sono state tre, nel 2006 cinque e nel 2005 due. Nel 2007, gli infortuni in
agricoltura sono stati 205, di cui uno mortale, nell'industria e nei servizi
2172, di cui due mortali, tra i dipendenti conto Stato 10.
Esprimendosi a favore della proposta del Pd, il presidente della Giunta,
Augusto Rollandin, ha ricordato che la creazione di un coordinamento tra
soggetti delegati ai controlli "é uno dei punti del programma di legislatura
della maggioranza" e che "é già stato ricostituito il Comitato regionale di
sicurezza e controllo sui luoghi di lavoro".
Fonte: ansa.it
Filca-Cisl, intervento su sicurezza nei
posti di lavoro
"L'infortunio mortale avvenuto
mercoledì a Raffadali e di poco successivo a quello della settimana scorsa,
sono la palese dimostrazione che il settore edile in provincia di Agrigento,
soprattutto quando si tratta di lavori realizzati da privati, è il settore
produttivo dove si registra il più alto tasso di infortuni spesso mortali".
Lo dice Roberto Migliara, segretario provinciale della Filca-Cisl di
Agrigento all'indomani dell'ennesimo episodio di morte sul posto di lavoro.
"Purtroppo - dice Migliara - nonostante le norme a tutela del lavoro e del
lavoratore, il mancato rispetto delle leggi legate alla sicurezza non
applicate correttamente, portano a decessi. Il lavoro legale e il lavoro in
sicurezza sono una priorità per organizzazioni sindacali Filca, Feneal e
Fillea, e per i rappresentanti dei datori di lavoro dell'Ance settore edili
. Insieme, nell'ultimo contratto collettivo nazionale del lavoro abbiamo
introdotto la norma della formazione obbligatoria per tutti i lavoratori di
primo ingresso. Questo poiché è fondamentale non mandare allo sbaraglio
lavoratori che non hanno mai avuto esperienza lavorativa nel nostro settore,
Ma il tutto non basta perché bisogna estendere a tutti i lavoratori,
soprattutto a chi opera con i privati, la cultura della sicurezza con una
formazione continua così come previsto dal testo unico della sicurezza al
fine di debellare il fenomeno delle morti bianche che più che un fenomeno è
ormai la piaga del lavoro di oggi".
La Filca torna a chiedere la riapertura del tavolo tecnico istituito qualche
anno addietro con lo scopo di individuare posizioni comuni per fare in modo
che l'episodio di Raffadali possa essere l'ultima morte sul lavoro.
Fonte: agrigentonotizie.it
Giornata per i caduti sul lavoro
Nell'ambito della Festa della
Toscana, venerdì 28 novembre verrà celebrata la Giornata in memoria delle
vittime sui luoghi di lavoro. Alle 12 la deposizione di una corona di fiori
alla stazione di Castello, dove morì un operaio delle ferrovie; alle 15
omaggio al cantiere dell'A1 dove persero la vita tre operai.
Il presidente della commissione regionale speciale Lavoro, Eduardo Bruno,
con il presidente regionale Anmil Toscana, Pietro Salvini deporrà la corona
di fiori alla stazione dove morì Alessandro Marrai.
Alle 15 Bruno, insieme al sindaco di Barberino di Mugello, Gian Piero Luchi,
renderà omaggio a Giovanni Mesiti, Rosario Caruso e Gaetano Cervicato, i tre
operai deceduti sul cantiere dell'A1.
Alle 16 al Teatro Comunale Corsini in via della Repubblica 3 a Barberino si
svolgerà il convegno "Vittime sul lavoro - una legge regionale di sostegno
alle famiglie" con il sindaco Luchi, il presidente Bruno e il presidente del
Consiglio Comunale regionale Riccardo Nencini.
Interverranno anche il presidente regionale Anmil Toscana (Associazione
Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), Pietro Salvini, la vicepresidente
della commissione speciale Lavoro, Rossella Angiolini, Marco Masi del
settore sicurezza e salute sui luoghi di lavoro della Regione Toscana e il
segretario generale Cgil Toscana, Alessio Gremolati.
Fonte: ilreporter.it
INAIL - consultabile il numero 218 del
servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT
Amianto
-Presupposti per il beneficio speciale e amianto
(articolo)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1626
Andamento Infortunistico
-Lavoratori stranieri: una risorsa, ma tanti infortuni
(Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670420288/Bozza3%20DATI%20INAIL%20N10_2008.pdf
Assicurazione Infortuni
Certificazione
-Il nuovo certificato di assicurazione INAIL
(comunicato)
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info-1185798110.jsp
Ergonomia
-E. Attaianese, G. Duca: "Manuale di raccomandazioni ergonomiche per le
postazioni di lavoro metalmeccaniche"
(Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N1763824399/0041_0061_def_E.pdf
Lavoro sommerso
-ISFOL: Rapporto 2008
(Dossier)
http://www.isfol.it/DocEditor/Test/File/FlashRapporto/Sintesi2008.pdf
Malattie Professionali
Muscoloscheletriche
-Facteurs de risques de TMS au travail et perspectives de solutions: passé,
présent, avenir
(articolo)
http://hesa.etui-rehs.org/fr/newsletter/files/Nwsl-34-FR-p3.pdf
Medicina del Lavoro
-Promuovere l'attività fisica tra i lavoratori
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8400
Mobbing
-A.Aiello, P.Deitinger, C.Nardella, M.Bonafede: "Uno strumento valutativo
del rischio mobbing nei contesti organizzativi: la scala "Val.Mob"
(articolo)
http://prevenzioneoggi.ispesl.it/pdf/ric2008_03_1_it.pdf
Obbligo Assicurativo
-Domanda pregiudiziale - Concorrenza - Iscrizione obbligatoria ad un ente
gestore dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali - Se tale ente debba essere considerato un'impresa - Limiti
alla facoltà degli Stati membri di organizzare i propri regimi di previdenza
sociale - Rispetto del diritto comunitario - Libera prestazione di servizi -
Causa C-350/07 presentata il 18 novembre 2008
(sentenza)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/documentazione/altridoc/conclusioni/c350-07.pdf
Premio assicurativo
-INAIL circolare n. 69 del 17
novembre 2008 - Pagamento dei premi ed accessori: modifica del tasso di
interesse di rateazione e di dilazione
(circolare)
http://normativo.inail.it/bdninternet/2008/ci200869.htm
-Il modello OT24 si rinnova
(comunicato)
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info-1763818080.jsp
Prevenzione
-Gli atti del convegno "Evidence Based Prevention e Lavoro: la prevenzione
efficace dei rischi e danni da lavoro"
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8399
Rischio professionale
-New Forms of Phisical and Psychosocial Health Risks at Work
(Dossier)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/documentazione/altridoc/New_forms_health_risks_EPstudyOctober08.pdf
-Rendere il Dialogo Sociale un successo per la gestione del Rischio
Psicosociale
(articolo)
http://prima-ef.ispesl.it/documenti/04_social%20Dialogue_Layout%202.pdf
Sicurezza del Lavoro
-Campagna europea: "Alleggerisci il carico" - La direttiva europea e il
CARIL
(Dossier)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/alleggerisci_carico/caril.html
-"Sicurezza"
(Dossier)
http://www.consulentidellavoro.it/pdf/ebooksicurezzalavoro.pdf
-Imparare dagli errori: ancora sui giovani, la formazione e il Testo Unico
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8429
-Le sanzioni vigenti per l'assenza della tessera di riconoscimento
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8413
-L'état de santé de la Roumanie au travail
(articolo)
http://hesa.etui-rehs.org/fr/newsletter/files/Nwsl-34-FR-p30.pdf
-Alleggerisci il carico - Informazioni per i datori di lavoro e i lavoratori
del settore delle costruzioni
(Dossier)
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/51411053-672C-47FC-AC7F-1CCD650FDFA9/0/BrochureMMC.pdf
Fonte: inail.it
INAIL: DURC - Chiarimenti sulla
regolarità in agricoltura.
Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: Nota 13/11/2008 prot. n.
8626
DURC - Chiarimenti sulla regolarità in agricoltura.
Rapporti speciali di lavoro - agricoltura - documento unico di regolarità
contributiva (durc) - gestione agricoltura Inps - durc agricolo - obbligo
assicurativo Inail - procedura di Sportello unico - verifiche di regolarità
VAI AL DOCUMENTO
Documento di valutazione rischi: corsa a
ostacoli per le semplificazioni alle Pmi
In tema di salute e sicurezza
sui luoghi di lavoro applicate alle Pmi, è abbastanza evidente la difficoltà
di tenere insieme due esigenze di grande importanza, la tutela dei
lavoratori (e degli imprenditori) e la semplicità degli adempimenti e delle
procedure necessarie per la realizzazione di misure tendenti ad un luogo di
lavoro sano e sicuro. L’una non dovrebbe escludere l’altra.
Il Documento di Valutazione dei rischi costituisce il momento e l’atto di
sintesi di un procedimento di valutazione di tutti i rischi presenti in
azienda, denominato appunto “Valutazione dei Rischi”.
Non è raro osservare nella pratica quotidiana quanto il primo termine venga
confuso con il secondo (e viceversa), soprattutto quando ci si cala nella
realtà aziendale ed organizzativa delle piccole e medie aziende e delle
microimprese.
Una confusione che può costare cara ed avere conseguenze gravi, tanto per i
lavoratori quanto per i datori di lavoro, e sia in termini di infortuni che
con riferimento alle responsabilità (anche penali) per l’imprenditore.
Di fatto, la valutazione dei rischi costituisce un adempimento obbligatorio
per tutte le imprese con dipendenti a prescindere dal loro numero e deve
essere normalmente aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che
potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza
sanitaria rendano necessaria la sua revisione.
Infine occorre che il datore di lavoro consideri, alla luce delle nuove
disposizioni introdotte dal D.Lgs.81/2008 la necessità di ripetere la
valutazione dei rischi nella propria azienda.
Per quanto riguarda invece il Documento di Valutazione dei rischi,
attualmente, nelle imprese che occupano fino a 10 lavoratori può essere
sostituito con una autocertificazione con la quale il datore di lavoro
attesta che ha effettuato la Valutazione dei rischi. Dunque
l’autocertificazione restringe al massimo (sin qui possibile) solo
l’adempimento formale.
Peraltro, anche l’autocertificazione come il documento di valutazione dei
rischi dovrà osservare il requisito della data certa.
Il D.Lgs. 81/2008 ha previsto, quale misura di semplificazione futura per i
datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, la possibilità di
effettuare la valutazione dei rischi sulla base di procedure standardizzate.
Ma per questo ci vorrà del tempo, dal momento che la norma (Art.29 comma 5)
prevede che queste procedure dovranno essere elaborate da un apposito
organismo, (Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul
lavoro), entro e non oltre il 30 giugno 2012.
Insomma, allo stato attuale, ci sembra di poter sintetizzare la situazione
dicendo che, almeno per ora, non esistono valutazioni semplificate del
rischio ma possono esistere casomai documenti di valutazione del rischio
semplificati.
Fonte: blog.pmi.it
Ragusa: libro sulla sicurezza sul lavoro
«In materia di sicurezza sul
posto di lavoro ci sono interni volumi di leggi e sanzioni. Ma sono pagine
che vengono aperte quando il dramma si è già verificato. Un libro più
semplice nei contenuti, ma incentrato sulla prevenzione, può invece dare un
contributo enorme nell’impedire che accadano ancora incidenti del genere.
Nel caso specifico, parliamo di un testo che intende diffondere la cultura
della sicurezza sul lavoro soprattutto negli istituti scolastici, dove
crescono i lavoratori di domani».
Così il presidente della Provincia, Franco Antoci, ha aperto la conferenza
di presentazione del libro intitolato «Ritornare a casa», a cura di Giuseppe
Spadola, presidente dell’Inarsind ragusano (il sindacato degli ingegneri e
degli architetti liberi professionisti). All’incontro era presente anche il
Provveditore agli studi di Ragusa, Cataldo Dinolfo. Il quale ha colto
l’occasione per ricordare – dopo il crollo di un soffitto in una scuola
piemontese che ha provocato la morte di uno studente – che le scuole della
provincia «sono sicure, malgrado i problemi di fondi e le pastoie
burocratiche».
«Il libro – ha spiegato Giuseppe Spadola – è rivolto agli studenti delle
scuole medie e superiori, e sarà inserito, gratuitamente, nei programmi
scolastici a seconda delle diverse modalità decise dai singoli istituti. La
prima diffusione riguarderà la sola città di Ragusa, in seguito cercheremo
di andare incontro alle richieste delle scuole di tutta la provincia. Questo
testo nasce da uno scopo educativo, dalla necessità di diffondere tra i
giovani la cultura della sicurezza sul lavoro, ma nasce anche come tributo a
tutti i caduti sul lavoro di cui non ricordiamo né il volto né il nome».
Per le scuole primarie, invece, è disponibile un altro testo, «più idoneo al
linguaggio dei giovanissimi – ha concluso Spadola – e scaricabile
interamente e gratuitamente dal sito dell’Inarsind (www.inarsind.rg.it), al
link ‘Ritornare a casa’».
Fonte: corrierediragusa.it
ISPESL: applicare testo unico sicurezza
anche nelle scuole
Antonio Moccaldi, Commissario
straordinario dell'ISPESL ha aperto questa mattina, a Roma, il convegno
"Acustica e ambienti scolastici (Centro Congressi Frentani), organizzato
dall'Associazione Italiana di Acustica (AIA) e dall'Istituto Superiore per
la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL).
"Questa giornata di studio, organizzata in collaborazione con l'Associazione
Italiana di Acustica, è l'ultimo esempio di un impegno continuo e
un'attenzione particolare del nostro Istituto verso questo comparto,
testimoniato dalle molteplici ricerche svolte negli ultimi anni nel campo
della salute e sicurezza del lavoro e dalle numerose iniziative di
informazione, formazione e documentazione volte a trasferire i risultati e
le conoscenze acquisite a tutto il personale addetto della scuola, ai
dirigenti e alle istituzioni preposte".
"La scuola - sottolinea Moccaldi - se per gli allievi è un ambiente di vita,
per i docenti e per il personale non docente è un ambiente di lavoro. Ciò
impone una coerente valutazione del nuovo Testo Unico normativo (D.Lgs.
81/2008) che non riserva più, come in passato, la gestione della sicurezza
al datore di lavoro e ai suoi più stretti collaboratori nella messa a punto
di un generico 'sistema sicurezza’. In particolare nell'ambito della scuola
il D.Lgs. 81/2008 pone l'attenzione anche sugli studenti, prevedendo
appositi finanziamenti delle attività degli istituti scolastici di ogni
ordine e grado finalizzati all'inserimento nei programmi scolastici di
specifici percorsi formativi interdisciplinari volti a favorire la
conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle
autonomie didattiche".
È chiaro infatti che solo partendo dalla scuola, agendo sugli allievi che
saranno i futuri lavoratori o datori di lavoro, si potrà ottenere quella
cultura della sicurezza sul lavoro necessaria per abbattere
significativamente gli infortuni e le malattie professionali che permangono
ancora a livelli inaccettabili nel nostro Paese".
Fonte: ilpaesenuovo.it
Infortuni, in Italia poche le
informazioni disponibili
I dati sugli incidenti, che
permetterebbero d’orientare le attività di prevenzione, vengono spesso
ignorati. Riguardo alle condizioni di salute sui luoghi di lavoro, invece,
indagini approfondite nel nostro paese non ce ne sono
di Diego Alhaique
I dati sugli infortuni e le malattie professionali possono fornire
informazioni importanti ai fini della prevenzione. A livello aziendale lo
studio degli incidenti, anche di quelli che non hanno causato danni alle
persone, è essenziale per adottare misure atte a impedire che gli “eventi
indesiderati” si ripetano. A livello territoriale e di settore, le analisi
delle statistiche fornite dall’Inail, e oggi elaborate anche da Ispesl e
Regioni, offrono la possibilità di definire politiche di prevenzione sulla
base di priorità e obiettivi motivati, su scala regionale e nazionale.
Purtroppo, però, queste fonti conoscitive non sono ancora pienamente
utilizzate a tale scopo. L’unica iniziativa di carattere sistematico finora
intrapresa con questo metodo, partendo dai gravissimi dati circa le cadute
dall’alto e i seppellimenti nel corso di attività di scavo, è il piano
nazionale triennale di prevenzione in edilizia, lanciato nella Conferenza
del Servizio sanitario nazionale di Torino del giugno 2007, basato sulla
collaborazione tra i ministeri della Salute e del Lavoro, Inail, Inps,
Ispesl, Regioni e parti sociali, ma di cui dopo l’avvento del governo di
centro-destra non si ha più notizia.
Preso atto di questa prima grave carenza (il non utilizzo di dati che ci
sono e che pur permetterebbero d’orientare le attività di prevenzione a
vario livello) se ne deve purtroppo registrare un’altra, riguardo alla quale
invece non c’è oggi disponibilità di dati. Si tratta delle condizioni di
salute e di lavoro. Se infatti infortuni e malattie forniscono informazioni
a posteriori, quando il rischio si è già verificato in danno, disporre di
informazioni riguardo ai disturbi percepiti dai lavoratori, come i “muscoloscheletrici”,
ai fattori di rischio presenti nelle lavorazioni, alle cause delle assenze
per malattia, alle caratteristiche dell’organizzazione del lavoro, come i
ritmi e i contenuti delle mansioni e il grado d’autonomia nell’esecuzione
dei compiti, costituisce un presupposto necessario per politiche di
prevenzione e di promozione della salute. Quel poco che sappiamo in
proposito in Italia lo dobbiamo alle indagini condotte ogni cinque anni
dalla Fondazione europea di Dublino, mentre non possediamo strumenti
autoctoni d’indagine e di conoscenza che costituiscano quel monitoraggio
essenziale per programmare la prevenzione “a ragion veduta”.
Eppure un tentativo di aprire una strada in questa direzione è stato fatto.
Si tratta della sperimentazione (promossa dall’Ispesl) di un modello
d’indagine finalizzato a fornire un quadro complessivo delle condizioni di
salute e sicurezza dei lavoratori di una regione italiana (è stato scelto il
Veneto), quale studio pilota per la costituzione di un sistema di
monitoraggio su scala nazionale. La ricerca è stata strutturata in cinque
indagini: percezione dei rischi professionali, condizioni di salute e azioni
adottate per la prevenzione; relazione tra stress, infortuni sul lavoro e
assenze per malattia; infortuni dei lavoratori irregolari extracomunitari;
assenze dal lavoro per malattia; andamento degli infortuni, delle inabilità
e delle assenze per malattia.
I risultati scaturiti, molto interessanti (una sintesi è stata pubblicata da
“Prevenzione Oggi”, n. 1/2008, disponibile in www.ispesl.it), dimostrano che
è possibile passare dalla sperimentazione alla costituzione di un sistema di
monitoraggio nazionale e servirsene per le necessarie politiche di
prevenzione. Cosa si aspetta? La prossima strage?
Fonte: rassegna.it
CPTO IIPLE Bologna e provincia: da
giovedì nuovo numero di "Edilizia sicura"
Da giovedì nuovo numero di
'Edilizia sicura': la corretta alimentazione e l'uso di alcolici
Nella nuova puntata di 'Edilizia sicura' in tv e radio (visibile anche su
web e YouTube) si parla di come curare bene le proprie condizioni di salute
e di alimentazione, con poi un approfondimento sui rischi di un uso
eccessivo di bevande alcoliche.
Vengono messi in onda alcuni filmati su questi temi, cartoni animati europei
NAPO, uno spot sull' uso del casco realizzato da 'Pubblicità progresso'
poco messo in onda dai grandi network nazionali tv, che trascurano
totalmente l'educazione alla sicurezza sul lavoro .
Parlano nella trasmissione :
- un operaio edile rumeno,
- il Presidente IIPLE Bologna, l'ing. Antonio Mazza
- Paola Maretti, consulente CNA Ambiente e Sicurezza Bologna
- il medico del lavoro Paolo Galli, responsabile SPSAL ASL Imola
- Giuliano Pancaldi, tecnico ASL Bologna
- l'architetto Gazmend Llanai
Al termine viene data notizia dello scoprimento di una targa a Bologna nel
luogo dove esisteva nel 1400 la Corporazione dei muratori e su questo viene
intervistato il dott.Marco Buriani, Presidente Collegio Costruttori Edili
ANCE Bologna.
'Edilizia sicura' ha il sostegno di INAIL Emilia-Romagna,ed il patrocinio di
CNCPT nazionale, Formedil Emilia-Romagna, Provincia di Bologna.
La versione video che verrà inserita su You Tube sarà reperibile da Venerdì
nella home page del nostro sito di documentazione sulla sicurezza sul lavoro
www.cpto.it
Gli orari di messa in onda della trasmissione tv su E'Tv, SKY, Canale 11 e
su Radio CittàFujiko sono scaricabili collegandosi al seguente indirizzo
http://www.cpto.it/orari_edilizia_sicura.htm
E' possibile scaricare il volantino di Edilizia Sicura collegandosi al
seguente indirizzo
http://www.cpto.it/ES_definitivo.pdf.pdf
Fonte: www.cpto.it
Forlì: sicurezza sul lavoro, la piaga dei
cantieri edili
C'è ancora molto da migliorare
per la sicurezza nei cantieri edili. Anche nel territorio della provincia di
Forlì-Cesena dove, secondo quanto rivelato dall'ordine degli ingegneri, nei
primi dieci mesi del 2008 sono stati rilevati 474 reati in 117 cantieri
controllati. Tra lavoratori, dirigenti e tecnici sono 805 le persone
coinvolte. Dati allarmanti, che riportano al centro del dibattito il tema
della sicurezza sul lavoro, anche alle luce dei 12 infortuni mortali del
2007.
La vigilanza nei cantieri operata nei primi dieci mesi dell'anno ha avuto
importanti risvolgi giudiziari, visto che dalle 252 imprese finite nel
mirino delle indagini, sono emerse 180 denunce alle autorità giudizarie.
La maggior criticità per la sicurezza nei cantieri edili è legata, secondo
le rilevazioni svolte dall'Ausl assieme alla Direzione provinciale del
lavoro, dalle cadute dell'alto, che costituiscono il 69,5% dei rischi. Unica
nota positiva la dimunuzione del 7% dei rischi legati alle scosse
elettriche.
Fonte: romagnaoggi.it
rainews24: Lavoro e sicurezza
Ospiti: Dante De Angelis, rls
licenziato dalle Ferrovie dello Stato, e Vincenzo Di Nucci, tecnico di
prevenzione Asl e Presidente dell' Aitep.
Parliamo di lavoro e sicurezza e in particolare dei rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza e dei tecnici di prevenzione Asl, due categorie
in prima linea nella battaglia contro gli infortuni e le morti bianche.
Troppo spesso gli Rls sono soggetti ad una sottile pressione da parte dei
datori di lavoro ed a una sostanziale emarginazione dalle dinamiche
sindacali. Per non parlare poi dei contrasti che si creano quando si
affrontano temi come l'orario di lavoro, le abitudini consolidate o i rischi
non percepiti. In condizioni critiche versano anche i tecnici di prevenzione
Asl, in grado di ispezionare solo il 3 per cento delle aziende perché sotto
organico. Sono circa 2.000 in tutta Italia, il che vuol dire uno ogni 3.000
aziende.
GUARDA IL VIDEO
Fonte: rainews24.it
PESCARA, PRESENTATA LA PIATTAFORMA
INFORMATIVA INTEGRATA PER LA SICUREZZA E L’IGIENE SUL LAVORO
PESCARA- Nei giorni scorsi è
stata presentata la Piattaforma Informativa Integrata per la Sicurezza e
Igiene sul Lavoro. La Piattaforma è stata sviluppata, su incarico della
Regione Abruzzo con fondi del POR FSE 2000-2006, per rispondere alle
esigenze di studio e monitoraggio dei problemi di sicurezza e irregolarità
del lavoro sul territorio abruzzese e per supportare e orientare le attività
di vigilanza.
Negli ultimi anni diverse norme hanno spinto alla collaborazione
interistituzionale per risolvere i problemi degli infortuni e del lavoro
nero e Abruzzo Lavoro ha colto questa opportunità impegnando una quota dei
fondi strutturali messi a disposizione dalla Regione.
Gli studi dell’INAIL indicano che circa il 40% degli infortuni indennizzati
ogni anno non avverrebbe se venissero rispettate le norme relative alla
prevenzione con conseguente organizzazione del lavoro più attenta ai rischi
per la salute. Nel territorio abruzzese nel periodo 2000-2006 sono occorsi
179.067 infortuni di cui 349 mortali, un numero molto elevato che abbisogna
di politiche di intervento condivise e partecipate da tutti gli attori del
territorio. Dei suddetti infortuni circa il 73% riguarda i lavoratori di
sesso maschile che sono coinvolti anche nel 94% dei casi mortali.
La dott.ssa Rita del Campo, direttrice dell’Ente Abruzzo Lavoro, ha
evidenziato i vantaggi derivanti dall’utilizzo della Piattaforma e ha
ricordato che tale strumento rappresenta una reale innovazione sia per ciò
che riguarda l’integrazione dei dati sia per la gestione della vigilanza e
del relativo coordinamento.
L’incontro si è svolto alla presenza delle parti sociali e di alcuni
responsabili delle ASL abruzzesi e dell’Università che, oltre ad aver
manifestato il proprio apprezzamento per l’iniziativa, hanno fornito
indicazioni utili per il miglioramento della piattaforma e della relativa
messa in esercizio.
Sono stati presentati poi alcuni report che possono fornire una importante
fotografia del problema. Incrociando i dati dei rapporti di lavoro e degli
infortuni denunciati all’Inail è possibile, ad esempio, valutare quali sono
le professionalità più a rischio, suddividendole per fascia oraria,
nazionalità dei lavoratori, periodo e luogo fisico della prestazione
lavorativa, ecc. Un ulteriore possibilità offerta dalla piattaforma è quella
di estrarre i dati di singoli settori o di determinati luoghi per fare studi
analitici finalizzati all’ispezione o ad attività di consulenza preventiva.
A titolo di esempio sono stati forniti gli incroci sul fenomeno degli
infortuni occorsi nel territorio della Val Vibrata. Nel periodo di
riferimento sono avvenuti 11.339 infortuni di cui 5.102 nel settore
manifatturiero per attività svolte da personale con mansioni di bassa
qualifica (431) e nella maggior parte dei casi riguardano lavoratori che
hanno urtato o che sono stati colpiti da materiali presenti nelle aziende
(macchinari, materiali, ecc.). Sempre nella stessa zona sono rilevati
maggiori incidenti nella fascia di lavoro notturna (19-06) seguita da quella
mattutina, principalmente nella giornata di Lunedì.
Fonte: sambuceto.info
Legge 133/08: chiarimenti
sull'apprendistato professionalizzante
Chiarimenti in materia di
apprendistato professionalizzante alla luce delle modifiche introdotte
dall’articolo 23 del decreto legge n. 112/2008 convertito dalla legge
133/2008. La circolare ministeriale n. 27 del 10 novembre.
Il Ministero del Lavoro della salute e delle politiche sociali, con la
circolare n. 27 del 10 novembre, ha fornito chiarimenti in materia di
apprendistato professionalizzante alla luce delle modifiche introdotte dall’
articolo 23 del decreto legge 112/2008 convertito dalla legge 133/2008.
I punti principali della circolare intervengono su:
- durata del contratto;
- trasformazione anticipata del rapporto;
- formazione esclusivamente aziendale;
- formazione e responsabilità del datore di lavoro;
- sottoinquadramento e profili retributivi
- cumulabilità dei rapporti di apprendistato.
- abrogazioni
Secondo il Ministero del Lavoro, l'apprendistato professionalizzante è un
contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 6 anni,
finalizzato all'acquisizione di una qualifica professionale. In questo
periodo l'apprendista deve essere formato sul lavoro e deve poter acquisire
alcune competenze di base e tecnico-professionali inerenti la qualifica che
si intende ottenere. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività,
con contratto di apprendistato professionalizzante, i soggetti di età
compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni.
Nella circolare viene sottolineata l’importanza della formazione. Ricordiamo
che, oltre ad essere utile per l’acquisizione delle competenze, la
formazione dei nuovi assunti, dei giovani e degli apprendisti è
particolarmente importante in quanto include la prevenzione degli infortuni
e tutti quegli insegnamenti necessari ad evitare errori che potrebbero
portare ad incidenti sul lavoro. Infatti con l’informazione e la formazione
è possibile sensibilizzare i lavoratori verso tutte quelle precauzioni
necessarie a lavorare in sicurezza, dall’uso corretto dei DPI, all’adozione
di procedure di movimento che possano evitare problemi muscolo-scheletrici,
all’utilizzo dei dispositivi di protezione delle macchine e in generale a
qualsiasi precauzione utile alla riduzione del rischio.
Nella circolare si chiariscono quindi alcune delle caratteristiche che il
contratto di apprendistato professionalizzante deve avere. Ad esempio è
precisato che il contratto deve essere redatto in forma scritta e deve
contenere le indicazione della prestazione oggetto del contratto, del piano
formativo individuale, nonché della eventuale qualifica che potrà essere
acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della
formazione. Inoltre è indicata la possibilità di sommare i periodo di
apprendistato svolti nell’ ambito del diritto-dovere di istruzione e
formazione con quelli dell’ apprendistato professionalizzante nel rispetto
del limite massimo di durata del contratto.
L’ultimo punto, al fine di semplificare le procedure, abroga esplicitamente
con il decreto legge 112/2008:
1. La comunicazione all'amministrazione dei dati dell'apprendista entro 30
giorni dalla data di assunzione ( art. 1 DM 7 ottobre 1999)
2. le informazioni da dare alla famiglia dell'apprendista e la comunicazione
all’ufficio di collocamento degli apprendisti che avevano conseguito la
qualifica (artt. 21 e 24 del DPR 1668/1956)
3. la visita sanitaria prima dell'assunzione come apprendista (art. 4 legge
25/1955).
La circolare n. 27 del 10 novembre.
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - Direzione
Generale Per L’attività Ispettiva – alla Confcommercio - Istanza di
interpello n. 50 del 7 ottobre 2008 - apprendistato professionalizzante -
art. 49, comma 5 ter, D.Lgs. n. 276/2003.
Fonte: puntosicuro.it
Convegno on line sulla movimentazione
manuale dei carichi
Il 28 novembre sarà trasmesso in
diretta streaming il seminario "Alleggerisci il carico" sul sito della
Scuola Edile di Taranto. La visione è gratuita.
In occasione della campagna europea sulla movimentazione manuale dei carichi
"Alleggerisci il carico" promossa dal Comitato degli Alti Responsabili
dell’Ispettorato del Lavoro ("CARIL" - dizione italiana dell'acronimo
inglese SLIC - Senior Labour Inspectors Committee), la Scuola Edile di
Taranto ha organizzato il seminario dal titolo "Alleggerisci il carico", che
sarà trasmesso in diretta sul sito
www.scuolaediletaranto.com.
La Scuola Edile ha l’obiettivo di contribuire a rilanciare l’attività di
formazione nel settore edile della provincia di Taranto ed in generale in
tutti i comparti produttivi anche attraverso apposite pubblicazioni,
incontri, convegni, attività seminariali ed azioni corsuali e formative, per
promuovere risposte efficaci e metodologie innovative sul terreno delle idee
imprenditoriali, della formazione, del miglioramento dei servizi per
l’impiego.
L'obiettivo campagna è quello di informare, favorendo la diffusione della
consapevolezza circa i rischi connessi al sollevamento e allo spostamento
dei carichi con il dichiarato fine di promuovere adeguate soluzioni che
permettano di ridurli o eliminarli.
Il seminario focalizza l’attenzione sul settore delle costruzioni, un
settore ad alto rischio dove la frequenza di operazioni di movimentazione
manuale dei carichi è molto elevata.
I relatori del convegno sono:
- l'Avv. Nunzio Leone, esperto sicurezza sul lavoro, di Ambiente lavoro
Puglia
- l'Ing. Francesco Di Francesco, della Direzione Provinciale del Lavoro di
Taranto.
La visione in videostreaming è completamente gratuita ed è prevista per il
28 novembre dalle ore 16.30 alle 18.00. Gli atti saranno successivamente
consultabili sempre sul sito.
Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800161233.
Fonte: puntosicuro.it
I quesiti sul decreto 81/08: pubblicata
una raccolta
Disponibile on line una
raccolta di quesiti sul decreto 81/08: applicazione, macchine, DPI,
cantieri, segnaletica di sicurezza, movimentazione manuale dei carichi,
videoterminali, sostanze pericolose... A cura della Direzione Sanità della
Regione Piemonte
La Direzione Sanità, Prevenzione Sanitaria ambienti di vita e di lavoro
della Regione Piemonte ha raccolto in una pubblicazione, disponibile on line,
alcuni dei quesiti sul D. Lgs. 81/08 pervenuti al numero verde regionale per
la sicurezza sul lavoro (800580001).
Ne pubblichiamo alcuni, ciascuno tratta un titolo diverso del D.Lgs. 81/08.
Applicazione generale del decreto 81/08 – Titolo I
Nel caso in cui il Coordinatore di esecuzione richiedesse ad un lavoratore
autonomo che esercita la propria attività nel cantieri, un certificato di
idoneità alla mansione e/o una formazione, quest’ultimo ha l’obbligo di
fornire tale documentazione? Nel caso in cui il lavoratore si rifiutasse di
fornire il certificato di idoneità il Coordinatore può allontanare il
lavoratore autonomo dal cantiere?
L’allegato XVII stabilisce la documentazione che deve essere esibita al
committente o al responsabile dei lavori ai fini della verifica
dell’idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi
nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili. In particolare il punto 2. 1,
lettera d) stabilisce che i lavoratori autonomi devono esibire gli
«attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria
previsti dal presente decreto legislativo». Il Decreto Legislativo 81/08
prevede, all’art. 21, comma 2, che i lavoratori autonomi relativamente ai
rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno
facoltà di: a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le
previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da
norme speciali; b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di
salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività
svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli
obblighi previsti da norme speciali. Quindi il lavoratore autonomo ha
facoltà di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e alla formazione, mentre il
committente ha l’obbligo di affidare gli incarichi, solo nei cantieri
temporanei o mobili, a lavoratori autonomi che posseggano tali attestazioni.
In conclusione il lavoratore autonomo può legittimamente non sottoporsi a
sorveglianza sanitaria e a percorsi di formazione, ma in questo caso il
committente, non potendone verificare l’idoneità tecnico professionale,
incorre a violazione degli obblighi dell’art. 90 comma 9 dlgs 81/08.
Luoghi di lavoro, macchine e DPI – Titolo II e III
Le piattaforme autosollevanti e gli ascensori da cantiere: denuncie e
controlli. La prima denuncia viene effettuata all’Ispesl per apparecchiature
di sollevamento marchiate CE, dove viene indicata la ditta proprietaria e la
copia del certificato di conformità. Successivamente i controlli periodici
annuali saranno effettuati dall’ARPA una volta ottenuto il libretto delle
verifiche. Premettendo che trattasi di macchiari nuovi quindi rispondenti
alla Direttiva Macchine, le domande sono: ovviamente detti macchinari non
sono fissi e vengono spostati nei vari cantieri a seconda della necessità, è
necessario effettuare una comunicazione di «variata installazione» per ogni
cantiere e se sì a quale ente?
Fatto salvo che le attrezzature denominate piattaforme autosollevanti nel
quesito siano da intendersi come ponti sviluppabili, la materia di cui
trattasi è regolamentata dai commi 11,12 e 13 dell’art. 71 del D.Lgs. 81/08.
In base a tale norma è «Il datore di lavoro» che deve farsi carico di
sottoporre le attrezzature alle verifiche. Dunque è nel suo interesse che
l’ISPESL per la prima verifica e le ASL (ARPA) per le verifiche periodiche
siano a conoscenza dell’ubicazione
dell’attrezzatura che gli dovrà essere comunicata. Tale obbligo pur non
espressamente previsto nella lettera della norma si desume anche in
relazione all’art. 16 del DM 12/9/1959 (che non è stato esplicitamente
abrogato) il quale dispone l’obbligo di comunicazione dei trasferimenti.
Cantieri – Titolo IV
Quando deve essere fatto il PSC? Prima della consegna della DIA o
semplicemente prima dell’inizio dei lavori? C’era forse l’intenzione di
ridurre i tempi e semplificare la procedura?
Sui tempi di redazione del PSC in questa circostanza non esiste una precisa
previsione di legge, ma si deve osservare che il CPE deve essere designato
prima dell’affidamento dei lavori (90, comma 4) e che il committente o il
responsabile dei lavori trasmette il PSC a tutte le imprese invitate a
presentare offerte per l’esecuzione dei lavori (art. 101, comma 1). Se ne
ricava che nei lavori privati nei quali è prevista la presenza di più
imprese, che non sono soggetti a permesso a costruire, gli obblighi di
redazione del PSC vengono realizzati dal CSE prima della richiesta alle
imprese di presentare offerte (esattamente come avverrebbe in presenza del
CSP).
Segnaletica di sicurezza, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali
– Titoli V, VI, VII
Considerato che nel decreto si fa riferimento a molteplici metodologie e
norme tecniche per la valutazione dei rischi da MMC. E’ corretto
interpretare che tali metodi siano non necessariamente obbligatori ma che
l’azienda possa eventualmente utilizzare solo i fattori che sono indice di
rischio nella movimentazione e analizzare quelli senza ricorrere
obbligatoriamente a NIOSH, MAPO o altro?
Secondo quanto previsto dal titolo VI del decreto legislativo 81/08 il
datore di lavoro valuta le situazioni di rischio in materia di MMC e adotta
le conseguenti azioni di prevenzione tenendo conto delle indicazioni di cui
all’allegato XXXIII. Il ricorso a buone prassi e a linee guida non è un
obbligo tassativo ma come indicato dall’articolo 168, comma 3 un semplice
criterio di riferimento.
Agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici, protezione da
atmosfere esplosive – Titoli VIII, IX, X, XI
L’articolo 201 del nuovo decreto 81, relativo ai valori limite di
esposizione e valori d’azione inerenti il rischio vibrazioni, contrariamente
a quanto previsto dal precedente articolo 3 del decreto 187/2005, stabilisce
valori limite anche su «periodi brevi». Cosa si intende per periodi brevi?
Il decreto legislativo 81/08 non chiarisce quale sia la durata del “periodo
breve”.
Tuttavia la questione è stata affrontata in un documento del luglio 2008
“Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II e III sulla
prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici
nei luoghi di lavoro – Prime indicazioni applicative” redatto dal
Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e
delle Province autonome in collaborazione con l’ISPESL , che, al riguardo,
puntualizza quanto segue:
“I valori limite di esposizione su periodi brevi (20 m/s2 per HAV e 1,5 m/s2
per WBV) sono valori che puntano a ridurre i rischi indiretti di infortunio
e sono desunti dalle prime versioni della direttiva comunitaria sulle
vibrazioni (le proposte di Direttiva 93/C77/02 e 94/C230/03) che
utilizzavano il termine “… in pochi minuti”.
Premesso che i valori limite su tempi brevi sono comunque valori R.M.S., in
attesa di ulteriori approfondimenti di natura tecnico-normativa si ritiene
che per “periodi brevi” si debba intendere un valore di aw che corrisponda
al minimo tempo di acquisizione statisticamente significativa delle
grandezze in indagine.
Con la strumentazione attualmente disponibile tali tempi corrispondono ad
almeno 1 minuto per HAV e almeno 3 minuti per WBV.
Fonte: puntosicuro.it
Scuola/ Bertolaso: Vergognoso prorogare
applicazione legge 626
Roma, 25 nov. (Apcom) - Le
continue proroghe dei governi all'applicazione negli istituti italiani della
legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono "una vergogna che deve
terminare, una condizione assolutamente inaccettabile". È quanto ha
sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido
Bertolaso, intervenendo oggi alla Camera a nome del governo sul crollo del
liceo Darwin di Rivoli sabato scorso.
Quando si parla di sicurezza nelle scuole non possiamo dimenticare che nelle
scuole italiane l'applicazione della normativa 626/94 sulla messa in
sicurezza dei luoghi di lavoro è sempre stata prorogata negli ultimi anni
con decreti legge di deroghe di fine anno", ha detto: "La motivazione alle
proroghe è sempre stata dettata da gravi carenze economiche e su queste
proroghe c'è sempre stata l'unanimità delle strutture centrali e degli enti
locali interessati".
Per Bertolaso "la legge madre sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si
applica quindi in tutti le realtà istituzionali del paese, fatta salva la
scuola: è una condizione assolutamente inaccettabile".
E' dovere di tutti invece avviare un serio, concreto, rapido piano di
intervento, mentre non si deve fermare il monitoraggio quotidiano di ogni
istituto". Soprattutto, ha concluso, "terminiamo questa vergogna della
proroga dell'applicazione della legge 626 nelle scuole: lo dobbiamo ai
bambini di San Giuliano e a Vito", il ragazzo morto sabato a Rivoli.
Fonte: notizie.alice.it
ESPLOSIONE IN FABBRICA: PARLAMENTARI IN
VISITA A SASSO MARCONI
Bologna, 24 nov. - Una
delegazione della commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul
lavoro, presieduta dal senatore del Pdl Oreste Tofani, ha visitato, questa
mattina, lo stabilimento della Marconigomma, la fabbrica di Sasso Marconi,
sul primo Appennino bolognese, dove lunedì scorso è avvenuta l’esplosione di
un miscelatore che ha causato la morte di due dipendenti dell’azienda. I
parlamentari sono stati informati dagli inquirenti sullo stato dell’indagine
giudiziaria che al momento vede indagati per omicidio colposo e lesioni il
direttore generale della società Jader Righetti e il responsabile per la
sicurezza Tiziano Boselli. Come spiegato durante una conferenza stampa in
Prefettura a Bologna dal senatore Tofani, l’obiettivo è capire se siano o
meno state rispettate tutte le condizioni di sicurezza nel luogo dove è
avvenuto lo scoppio. Si attendono dunque risposte sulla composizione della
miscela utilizzata per la sperimentazione e sulla qualità delle sostanze
utilizzate. A questo proposito potrebbero essere effettuati accertamenti
mirati a verificare la provenienza delle sostanze chimiche usate per la
creazione della mescola poi esplosa. Inoltre dovrà essere appurata la
capacità di tenuta del miscelatore andato a fuoco. “Su questo - ha detto
Tofani - non abbiamo avuto riscontri né in positivo né in negativo”. Per
avere elementi più precisi si dovrà aspettare l’esame della macchina
chiamata “banbury” da parte dei periti tecnici incaricati dal pm Marco
Mescolini titolare dell’inchiesta sul grave incidente. La verifica verrà
effettuata nei prossimi giorni ed essendo un esame irripetibile,
probabilmente, sarà preceduto dall’iscrizione di altri nomi sul registro
degli indagati. I parlamentari hanno spiegato che l’impianto esploso era del
1992 ed era stato sempre sottoposto ad una manutenzione ordinaria (ogni sei
mesi) dai dipendenti dell’azienda. L’attuale normativa non obbliga le
società a controlli da parte di terzi sui macchinari industriali. “Questo -
ha spiegato il parlamentare del Pd Paolo Nerozzi, vicepresidente della
Commissione - potrebbe essere oggetto di una modifica legislativa”. (AGI)
(AGI) - Bologna, 24 nov. - Parlando più in generale dei temi legati alla
sicurezza sul lavoro e al problema delle morti bianche (oltre 1000 decessi
all’anno sul posto di lavoro e o900mila denunce di infortuni) il senatore
Tofani ha evidenziato la necessità di “aprire un varco nuovo in termini di
cultura” coinvolgendo anche le scuole. Oltre agli infortuni sul lavoro è
opportuno approfondire l’aspetto delle malattie professionali “non tabellate
- ha detto il presidente della commissione parlamentare - perché non
possiamo creare fenomeni come il dopo amianto”. Sul fronte normativo- ha
spiegato il senatore del Pd Nerozzi - un’ipotesi da considerare è il
superamento della legislazione concorrente (a capo delle varie Regioni) per
conferire allo Stato la competenza sulle materie legate alla sicurezza sul
lavoro, così come accade nel resto d’Europa. Secondo Nerozzi, infine,
sarebbe utile un rafforzamento degli istituti ispettivi centrali e
periferici legati, ad esempio, ai controlli sugli impianti industriali.
Fonte: industriale-oggi.it
SICUREZZA SUL LAVORO: 250 LE INIZIATIVE
DELL'ENEL PER L'OBIETTIVO "ZERO INFORTUNI"
ROMA, 24 NOV. Dal 24 al 30
novembre l'Enel organizza più di 250 iniziative che coinvolgono tutti i
dipendenti per promuovere la cultura della sicurezza in tutti i paesi in cui
è presente e raggiungere l'ambizioso obiettivo "zero infortuni". Lo ha fatto
sapere l'Azienda in un comunicato stampa. Sette giorni, dal 24 al 30
novembre, dedicati al tema della sicurezza sul lavoro. Enel ha inaugurato
oggi la Prima Settimana Internazionale sulla Sicurezza, alla presenza del
ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi e
dell'Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti. Durante la settimana
verranno organizzate più di 250 iniziative che coinvolgeranno tutti i
dipendenti che lavorano nei paesi dove Enel è presente, tutti attorno al
motto "Everyonefor Safety", per arrivare ad avere una maggiore
consapevolezza sul tema della sicurezza,migliorare i processi, e potere
raggiungere l'ambizioso obiettivo "zero infortuni"."La sicurezza è la nostra
priorità più importante - ha detto l'Amministratore Delegato Fulvio Conti -
non è ammissibile che delle persone perdano la vita, o si facciano male
lavorando, per Enel o per chiunque altro. Negli ultimi anni, grazie
all'impegno profuso da tutto il nostro Gruppo, gli indici della sicurezza di
Enel sono migliorati. Ma non potremo ritenerci soddisfatti finché non avremo
raggiunto il traguardo zero incidenti".Durante la settimana i manager di
Enel saranno impegnati in prima persona in oltre 60"Safety Walk", una serie
di visite agli impianti per promuovere la prevenzione degli infortuni,
verificare l'applicazione delle norme, l'adozione di comportamenti sicuri,
lo stato e la manutenzione di strutture e macchinari. Sono state programmate
inoltre piú di80 simulazioni, dall'evacuazione di edifici alle esercitazioni
antincendio, nonché momenti di formazione, workshop, coinvolgimento del
territorio, delle scuole e delle famiglie. Sul tema sicurezza, nel corso
degli anni, grazie a importanti investimenti sulla formazione e a un piano
capillare di sensibilizzazione e al coinvolgimento di tutti i lavoratori nel
miglioramento dei processi, sono stati ottenuti importanti risultati: negli
ultimi 4 anni il numero complessivo di infortuni (in occasione di lavoro e
in itinere) è diminuito del 45%, passando dai 1.336 del 2004 ai 740 del
2007. Anche l'indice di frequenza che rappresenta il numero di infortuni
rapportato alle ore lavorate(espresse in milioni) è diminuito, passando da
9,69 del 2003 a 5,47 del 2007, con una riduzione del 44%. Gli infortuni si
sono ridotti anche in termini di gravità: negli ultimi 5anni l'indice di
gravità di tutto il Gruppo Enel (il numero dei giorni di inattività a causa
di eventi infortunistici rapportato alle ore lavorate, espresse in migliaia)
è sceso del 35%;tra il 2006 e il 2007 gli infortuni gravi che hanno
riguardato i dipendenti Enel sono diminuiti da 17 a 11 e gli infortuni
mortali, tra il 2005 e il 2007 sono passati da 4 a 1.In aumento anche gli
investimenti dell'azienda: nel 2007 Enel ha destinato una cifra di circa 540
euro pro capite per la sicurezza, maggiore del 45% rispetto al 2003. Per
raggiungere l'obiettivo "zero infortuni", Enel ha lanciato un Piano di
miglioramento della gestione della sicurezza, articolato in 9 ambiti di
intervento: promozione della cultura della sicurezza, miglioramento dei
processi e dei rapporti tra appaltatori e fornitori, una comunicazione
efficace, reazione tempestiva agli eventi, migliore formazione,
pianificazione e chiarezza degli obiettivi, prevenzione strutturale dei
luoghi di lavoro, organizzazione della sicurezza e condivisione delle
esperienze.
Fonte: irispress.it
Paura nell’isola tra studenti e
professori
Sul fronte della prevenzione
troppi precedenti gravi. Emergenza a Sassari per infiltrazioni allo
Scientifico
SASSARI. L'allarme sicurezza investe le scuole sarde con una forza più
intensa del maestrale. Moltissimi edifici non sono a norma. In altri mancano
collaudi e certificazioni. In tanti altri sono cominciati (ma non finiti) i
lavori di adeguamento. Nel frattempo si diffondono paure, dubbi, incertezze.
Come ieri a Sassari. Dove la sede staccata dello Scientifico 1 e una Media
sono state chiuse per infiltrazioni d'acqua dai soffitti: le conseguenze
restano da valutare, ma intanto nessuno vuole correre rischi. A rendere più
difficili le cose, l'assenza di un quadro generale certo con dati condivisi.
Che cosa significa? È presto detto. Se tutti i capi d'istituto e gli enti
locali hanno un'idea parcellizzata delle diverse situazioni, manca sempre un
osservatorio globale. L'ufficio scolastico si occupa solo di alcuni aspetti
e ieri attraverso il suo dirigente, Armando Pietrella, ha dichiarato che
nell'isola non esistono gravi emergenze per danni a strutture portanti negli
istituti. La Regione stanzia i fondi per gli interventi negli edifici (quasi
50 milioni nel triennio 2007-2009). Ma sono poi le 8 Province (per le medie
e le superiori) e i 377 Comuni (per le materne e le elementari) a gestire in
concreto i casi negli ambiti territoriali.
Così in Sardegna l'assenza di un'anagrafe dell'edilizia scolastica, come del
resto in altre zone d'Italia, è fonte di guai suppletivi. Un esempio per
tutti. L'isola, grazie alla relativa asismicità, è ritenuta al di fuori
della soglia di rischio per quanto riguarda la staticità delle sue scuole.
Ma quel che rassicura da una parte, non garantisce da altri punti di vista.
Che succede per ogni differente misura di sicurezza? Di fatto, nella
sostanza, non si sa. Almeno su scala regionale. E in effetti solo una mappa
complessiva dei pericoli potenziali e delle esigenze concrete potrebbe
consentire nel tempo un superamento efficace e coordinato delle defaillances
registrate sul fronte della prevenzione.
In questi anni - da Golfo Aranci a Olbia, da Badesi ad Alghero e a Sassari
città - sono stati numerosi i cedimenti e i crolli che hanno fatto di volta
in volta innalzare i livelli d'allarme. A fronte delle emergenze, e sulla
scia della tragedia di Rivoli, si attendono adesso elaborazioni organiche,
esaurienti. Nel frattempo ecco qualche punto fermo, sia pure parziale. Dal
2000 la Regione ha erogato per l'edilizia scolastica fondi che nel 2013
dovrebbero raggiungere una cifra pari a quasi 442 milioni (57 dei quali per
il potenziamento delle strutture). Fino al 2006 agli istituti "seguiti" dai
Comuni sono andati 163 milioni, alle superiori "seguite" dalle Province 95,
per un totale di quasi 258.
Nel Nuorese, per quanto riguarda la legge 626, cioè la sicurezza sui luoghi
di lavoro, la stragrande maggioranza delle scuole andrebbe chiusa. Nel
capoluogo barbaricino non ci sarebbero pericoli di crolli in materne ed
elementari. In 29 superiori sono in atto lavori per il rispetto delle norme.
Oltre 8 milioni il budget stanziato dalla Provincia Carbonia Iglesias per
adeguamenti e ristrutturazioni in 9 complessi. Nel Sassarese il 40% delle
superiori ha ricevuto la certificazione d'idoneità statica. In un altro 40%
di casi il monitoraggio avviato dalla Provincia nel 2007 è in corso. Esclusi
dall'indagine, gli stabili costruiti negli ultimi 15 anni.
Contemporaneamente la Provincia ha intrapreso verifiche dell'impiantistica
(antincendio, uscite di sicurezza, ascensori), che si tradurranno in
manutenzioni straordinarie. Nel Cagliaritano, sulla carta, istituti
superiori inagibili: mancano collaudi, riassetti, adeguamenti. In pratica,
tra deroghe nazionali e interventi all'ultimo minuto, i cancelli rimangono
aperti. Eppure, i dati in mano all'assessorato provinciale disegnano un
quadro allarmante: su 75 istituti, solo 4 hanno il certificato di agibilità.
Ribaltando i numeri: le strutture fuori norma sono il 94%.
Il discorso non migliora per il collaudo statico (assente al 73%) o il
nullaosta dei vigili del fuoco (accordato a 40 istituti su 100). «Certo, c'è
da migliorare la situazione, ma tutto sommato, almeno per quel che riguarda
gli istituti superiori, la situazione è buona»: così da Oristano l'assessore
provinciale ai Lavori pubblici, Franco Serra. Che alla fine rileva: «C'è
ancora da fare parecchio, ma posso affermare che le nostre scuole sono
sicure».
Fonte: lanuovasardegna.repubblica.it
Il lavoro protagonista dell’edizione 2008
della Festa della Toscana
Il Comune di Monte Argentario
partecipa quest’anno alla Festa con un programma di iniziative messo a punto
dagli Istituti Scolastici con la collaborazione della Pro Loco Monte
Argentario di Porto S.Stefano
Monte Argentario: Il lavoro come diritto, come etica, come responsabilità,
come fattore di crescita e di sviluppo. Ma anche la dignità del lavoro e la
sicurezza sul lavoro. Il lavoro in ogni sua declinazione è quest’anno il
protagonista della Festa della Toscana, l’evento con il quale la Regione
Toscana da nove anni ricorda l’abolizione della pena di morte avvenuta ad
opera del Granduca di Toscana il 30 novembre1786.
Prima in Europa la Toscana ha così concretamente dimostrato il suo impegno
per la promozione dei diritti umani e della pace e la sua vocazione a
contrastare ogni forma di settarismo e di razzismo.
Le celebrazioni sono iniziate domenica 23 novembre a Prato con il
tradizionale appuntamento più scenografico : la Grande Parata dei cortei
storici della Toscana. In rappresentanza del nostro Comune ha partecipato il
corteo storico del Palio Marinaro con l’Associazione Argentario Vivo.
Il Comune di Monte Argentario partecipa quest’anno alla Festa con un
programma di iniziative messo a punto dagli Istituti Scolastici con la
collaborazione della Pro Loco Monte Argentario di Porto S.Stefano.
27 novembre
Porto S.Stefano, Corso Umberto I e Via xx settembre
“Bambini di Toscana...bambini del Mondo” - I bambini incontrano il Mondo del
Lavoro
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli alunni della Scuola Elementare incontreranno
gli artigiani e i lavoratori che illustreranno e mostreranno il loro lavoro.
Un percorso sugli antichi mestieri dislocato con mostre e dimostrazioni
all’interno di locali e lungo le vie del centro storico di Porto S.Stefano.
A fine mattinata merenda per tutti preparata dalle mamme dei bambini e un
piccolo omaggio degli alunni ai lavoratori intervenuti.
28 novembre
Porto S.Stefano, Aula magna della Scuola Elementare “Appetito”
Conferenza sui diritti del bambino, con particolare riferimento ai bambini
lavoratori
Dalle ore 10.00 alle 13.00 Proiezione di alcuni filmati e dibattito sul
lavoro minorile organizzato dalla Direzione Didattica con la presenza di
esperti e volontari.
1 dicembre
Porto S.Stefano, Piazza dei Rioni e Sala Consiliare
“Il mare: una “rete” di mestieri e passioni” - Dalle tradizioni
all’evoluzione del lavoro
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Mazzini”
di Porto S. Stefano e Porto Ercole (Scuola dell’infanzia, Scuole elementari
e medie) incontreranno numerosi esperti, in particolare del settore nautico.
Verranno presentati video dei laboratori effettuati dagli alunni dei vari
plessi e nella Sala del Consiglio saranno esposti tutti i lavori. Sulla
Piazza sarà messa in scena anche una drammatizzazione riguardante momenti di
vita dei pescatori.
“Il lavoro - uno sguardo dal banco”
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione
Tecnica e Professionale “Giovanni da Verrazzano” incontreranno esperti dei
settori delle attività marittime ed ittiche. Saranno proiettati i filmati
realizzati nei laboratori dei progetti di formazione.
Fonte: maremmanews.tv
La sicurezza sul lavoro: una risorsa per
tutti
Novara, 25 novembre 2008-
Prosegue, grazie al costante interesse degli ascoltatori, l’appuntamento di
informazione sanitaria con BLU RADIO.
Nella trasmissione di mercoledì 3 dicembre p.v. si parlerà di sicurezza e di
infortuni negli ambienti di lavoro (come fare a prevenirli, gli organi di
vigilanza, le sanzioni). Ospite della puntata sarà la dott.ssa Ivana Cucco,
Dirigente Medico dello S.Pre.S.A.L., il Servizio Prevenzione e Sicurezza
degli Ambienti di Vita e di Lavoro dell’ASL NO.
Sintonizzatevi mercoledì 3 dicembre alle 11.00, e ogni mercoledì successivo
con le frequenze di BLU RADIO, per Novara e Provincia FM 102.200 (tutte le
altre frequenze sono consultabili sul sito www.bluradio.it).
Per suggerire un argomento che vi sta particolarmente a cuore o volete che
se ne parli, per informazioni più approfondite sui temi trattati, inviate
un’ e-mail all’indirizzo ure@asl.novara.it oppure info@bluradio.it;
Buon ascolto!
Fonte: paginemediche.it
SICUREZZA SUL LAVORO: ORVIETO, "LA
GESTIONE DEL RISCHIO ELETTRICO NELLE ATTIVITA' ESTRATTIVE"
ORVIETO (TR), 25 NOV. "La
gestione del rischio elettrico nelle attività estrattive". Questo il
convegno che si svolgerà giovedí prossimo, 27 novembre, dalle ore 15,00, al
Palazzo dei Sette di Orvieto. L'iniziativa, organizzata dall'Ufficio Difesa
del suolo e Protezione civile di Palazzo Bazzani, in collaborazione con
Assocave Umbria, si inserisce all'interno del progetto "coltivare la
sicurezza" finalizzato alla prevenzione degli infortuni all'interno dei siti
estrattivi. Al convegno partecipano gli Assessori provinciali Loriana Stella
e Giampaolo Antoniella. Nel corso dei lavori verrà presentata anche la nuova
unità operativa della Provincia che si occuperà di gestione delle attività
estrattive e polizia mineraria.
Fonte: irispress.it
Cittadinanzattiva chiede piano in 5 anni
per la sicurezza a scuola. Inail, aumentano gli incidenti
Un appello al governo perche'
ripristini i fondi per la sicurezza delle scuole e realizzi un piano in
cinque anni per la messa in sicurezza delle scuole e realizzi un piano per
gli edifici scolastici.
È quanto chiede Cittadinanzattiva in occasione della sesta giornata
nazionale della sicurezza nelle scuole promossa dall'Associazione,
nell'ambito della campagna "impararesicuri". "Sarebbe questo il modo
migliore per onorare le vittime della scuola e lavorare per evitare il
ripetersi di simili tragedie ", ha commentato Adriana Bizzarri,
coordinatrice della scuola di Cittadinanzattiva .
A Roma l'evento nazionale si e' tenuto presso l'Istituto Tecnico Galilei
dove 120 ragazzi delle scuole superiori della citta' hanno realizzato
pannelli artistici sul tema della sicurezza.
"Mettiamoci al sicuro", "Sicura mente", "La sicurezza dipende anche da te",
"la terra trema ... si salvi chi sa " sono alcuni degli slogan che hanno
fatto da sfondo alla giornata.
Un pannello e' stato dedicato a Vito, il ragazzo di 17 anni morto sotto il
crollo di un controsoffitto della sua aula. Dal rapporto annuale
Impararesicuri emerge una situazione diffusa di insicurezza: crolli di
intonaco, certificazioni mancanti o non disponibili, scarsa manutenzione. Ed
e' soprattutto su quest'ultimo aspetto che mancano controlli adeguati sul
rispetto delle norme edilizie, sui lavori effettuati e sul rispetto dei
tempi".
Alcuni dati
Il certificato di agibilita' statica e' presente solo nel 34% delle scuole,
quello di agibilita' igienico-sanitaria e' disponibile nel 39% dei casi, nel
37% per la prevenzione incendi ; la segnaletica e' messa male e molto meglio
si potrebbe fare spendendo poco.
E ancora, una scuola su quattro non ha la piantina con i percorsi di
evacuazione e le uscite di emergenza non sono segnalate nel 17% dei casi.
Nelle scuole che hanno laboratori scientifici, solo 63% ha cartelli
informativi sulle precauzioni da seguire e l'84% possiede armadi chiusi per
riporre sostanze e attrezzature pericolose.
Scarsa e' la formazione del personale: nel dettaglio, una scuola su quattro
non attua i corsi sulla sicurezza del lavoro , il 17% non fa le prove di
evacuazione , il 42% non fa corsi di primo soccorso ne' di prevenzione
incendi e addirittura l'83% non ha svolto alcun corso sulla sicurezza
elettrica.
Inail: Incidenti a scuola sono in costante aumento
I dati diffusi dall' Inail, segnalano che nel 2007 gli incidenti sono stati
12.912 al personale e
90.478 agli studenti. Nelle scuole monitorate da Cittadinanzattiva, i
responsabili del servizio di prevenzione e protezione hanno segnalato 739
incidenti, con 90 richieste di intervento del 118 e 34 casi nei quali e'
stato disposto il trasferimento in ospedale. Poco piu' della meta' degli
edifici quest'anno si colloca in zone a rischio sismico, il 38% ha
l'ingresso direttamente sulla strada, il 35% ha subito atti vandalici.
Nessun edificio ottiene pieni voti, 12 un giudizio buono, 33 discreto, 56
appena sufficiente, 24 insufficiente e 7 pessimo.
Nell'ultima categoria , su 7 scuole ben 6 sono dell'infanzia , cio'
significa che sono soprattutto i piu' piccoli a vivere in ambienti insicuri.
Fonte: rainews24.rai.it
Newsletter DEL GOVERNO - Anno IX n. 43
del 25 novembre 2008
Stampa la newsletter
Infanzia,
la giornata nazionale e la figura del garante
Più quote
latte per l'Italia
Collocamento mirato per i disabili
Prevenire
i rischi idrogeologici
Export, i
contributi 2009 per le piccole e medie imprese
In treno
con cani e altri animali
ascolta la newsletter (formato mp3)
Fonte: governo.it
Infortuni e linee guida nei cantieri
stradali ed autostradali
Disponibili i risultati della
ricerca promossa dall’ISPESL sulle cause d’infortuni e malattie
professionali per i lavoratori dei cantieri stradali ed autostradali
temporanei mobili con la realizzazione di linee guida tecnico-organizzative.
Non è facile parlare di sicurezza e prevenzione degli infortuni nei cantieri
stradali e autostradali con presenza di traffico veicolare: intorno a questi
cantieri convergono una serie di attività riguardanti sia l’edilizia sia i
trasporti, attività che sono normalmente caratterizzate da un elevato
potenziale di rischio infortunistico.
Per questo motivo PuntoSicuro aveva dato rilievo l’anno passato al convegno
internazionale "La Gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nei
cantieri stradali ed autostradali, in presenza di traffico veicolare" che si
era tenuto a Foligno.
Durante il convegno erano stati illustrati i principali risultati della
ricerca “Analisi delle cause d’infortuni e malattie professionali per i
lavoratori operanti nei cantieri stradali ed autostradali temporanei mobili
e realizzazione di linee guida tecnico-organizzative per la tutela della
salute e sicurezza degli addetti” promossa dall’ISPESL in collaborazione con
la Regione Umbria.
Questa ricerca è ora disponibile per la consultazione on line ed è “una
occasione importante per recuperare, sviluppare e trasferire, conoscenze,
valutazioni, proposte operative ed esigenze informativo-formative nel
comparto dei Cantieri Stradali ed Autostradali Temporanei e Mobili
caratterizzati dalla contemporanea presenza di traffico veicolare”.
Gli obiettivi fissati per la realizzazione del progetto erano tre:
- “reperire e sistematizzare la produzione di documenti (protocolli,
manuali, linee guida etc.) di sicurezza sul lavoro e della letteratura
tecnico-scientifica relativa ai rischi specifici del settore”;
- “produrre il profilo di rischio di comparto”;
- “definire linee guida contenenti le procedure tecnico-organizzative per la
tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.
Riguardo al primo obiettivo attraverso la ricerca è stato possibile reperire
e sistematizzare “circa 60 documenti di vario genere (Norme, circolari
applicative, linee guida, procedure operative, protocolli d'intesa, lavori
scientifici etc.), sia nazionali che internazionali”.
Documenti che “hanno trovato collocazione in uno spazio specifico del sito
dell'ANAS”.
Riguardo al secondo obiettivo oltre “ad un approccio tradizionale alla
descrizione del profilo di rischio ottenuto mediante sopralluoghi in 30
cantieri ed effettuazione di 3 indagini specifiche mirate a definire
l'esposizione a fattori di rischio particolari (vibrazioni ed idrocarburi
policicli aromatici), si è proceduto a valutare gli aspetti organizzativi e
gestionali attinenti la sicurezza sia delle stazioni appaltanti che delle 30
aziende coinvolte nel progetto”.
In questo caso sono emersi interessanti punti critici che chiedono
specifiche soluzioni, sia a livello di committente che di impresa
esecutrice.
Ricordiamo che tra le stazioni appaltanti coinvolte nel progetto erano
presenti ANAS, Autostrade per l'Italia e 29 province.
Riguardo infine la definizione di linee guida “è stato realizzato un manuale
del Sistema di Gestione della Sicurezza che applica i principi della
qualità”, un manuale sul quale probabilmente tornerà PuntoSicuro per qualche
approfondimento mirato.
La ricerca ha cercato inoltre di “trovare strumenti più moderni ed efficaci
per la formazione”.
A questo proposito sono state prodotte, con software predisposti per la
realizzazione di animazioni, una “serie di simulazioni di alcune situazioni
‘critiche’ di cantiere stradale in presenza di traffico”.
Per ogni situazione “sono rappresentate tre diverse prospettive di
osservazione (panoramica, operatore, utente) per tre diversi scenari:
- uno dichiaratamente errato con evidenti violazioni alla normativa di legge
(Codice della Strada, Regolamento di attuazione, Disciplinare tecnico sulla
segnaletica temporanea) ed alle regole di ‘buona pratica’;
- uno apparentemente corretto, ma con errori applicativi della normativa di
legge e delle regole di ‘buona pratica’;
- uno definito ‘migliorato’ in quanto costruito sull’applicazione della
normativa di legge e delle regole di ‘buona pratica’”.
In definitiva la ricerca si compone di tre diverse parti.
Prima parte:
- illustrazione sintetica del progetto;
- A) Definizione del comparto, delle attività di ricerca e metodologia:
analisi dei processi lavorativi, schede committente, schede imprese, scheda
di sopralluogo in cantiere;
- B) Capitolo 1: censimento della documentazione esistente (protocolli,
manuali, linee guida etc) relativa alla sicurezza sul lavoro e della
letteratura tecnico-scientifica.
Seconda parte:
- l'organizzazione della Stazione appaltante e del Committente;
- l'organizzazione aziendale;
- descrizione dei cicli produttivi e del profilo dei rischi tradizionali;
- incidenti da traffico nei cantieri stradali: dati, fattori di rischio e
possibili azioni di prevenzione;
- Allegato A: “Figure professionali negli appalti pubblici nelle diverse
normative”;
- Allegato B: “Campionamenti ambientali e personali per valutazione
esposizione ad IPA” e “Esposizione alle vibrazioni al corpo intero” (Contarp
Inail - Direzione regionale dell'Umbria);
- Allegato C: “Monitoraggio biologico per la valutazione del rischio
espositivo a composti genotossici” (Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica
- Università di Perugia).
Terza parte:
- linee guida tecnico organizzative per la tutela della salute e sicurezza
degli addetti;
- esempio di manuale del sistema;
- documenti di sistema;
- procedure gestionali;
- procedure operative;
- istruzioni operative.
Fonte: puntosicuro.it
La cultura della sicurezza sul lavoro
deve partire dai giovani
Il tema della sicurezza sul
lavoro, al centro dell'edizione 2008 della Festa della Toscana, si rivolge
anche ai giovani.
La provincia di Prato ha
promosso una serie di iniziative, diverse delle quali coinvolgono proprio
gli studenti, nella convinzione che la cultura della prevenzione degli
infortuni in ambito lavorativo debba partire dalle giovani generazioni.
Stamani nella sede dell'istituto Buzzi si e' tenuto un incontro rivolto ad
alunni delle scuole superiori dal titolo 'Sicurezza e lavoro: un diritto per
tutti'. Autorita' cittadine ed esperti del settore hanno tenuto una serie di
interventi, spaziando dalle normative ai dati relativi a questo fenomeno. E'
stata anche lanciata l'idea di costituire una task force tra i vari enti
interessati per elaborare un progetto unico sulla sicurezza. L'incontro
dara' vita ad una pubblicazione, a cura della presidenza del Consiglio
provinciale, destinata alle scuole.
Fonte: *********
Dalla Provincia un milione e 400
mila euro per la formazione professionale
LUCCA - Un milione a 400 mila
euro sono stati investiti dalla Provincia per progetti formativi, di
riqualificazione professionale e reinserimento occupazionale. E' stato
possibile grazie ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo concessi a
Palazzo Ducale.
Con 1 milione e 420 mila euro a
disposizione, la Provincia di Lucca ha finanziato interventi per la
riqualificazione professionale, per percorsi formativi e di reinserimento
lavorativo sul territorio. A tanto ammonta, infatti, il contributo del Fondo
sociale europeo (nell'ambito dell'obiettivo 2 che sostiene le zone con
difficoltà strutturali) previsto dall'avviso pubblico del Piano operativo
regionale (Por).
Nel dettaglio, grazie ai fondi UE assegnati a Palazzo Ducale,
l'amministrazione provinciale ha finanziato, con 770 mila euro, 6 interventi
biennali per il conseguimento di qualifiche professionali e per favorire
l'inserimento nel mondo del lavoro, in particolare dei giovani. In coerenza
con le esigenze del territorio recepite dalla Provincia, si tratta di
addetti elettrici-elettronici (due interventi di cui uno a Lucca e l'altro a
Castelnuovo Garfagnana), addetto ai rapporti commerciali, contabile,
pasticcere, addetto alle ortifloricolture e manutenzione del verde.
Con la stessa tranche di finanziamento è stato predisposto un intervento per
sole donne per favorirne l'inserimento lavorativo nel settore alberghiero
della Versilia.
150 mila euro, invece, sono serviti per tre interventi mirati a favorire il
reinserimento lavorativo, nonché a contrastare ogni forma di discriminazione
nel mercato del lavoro nei confronti delle persone in condizione di
svantaggio.
Con 500 mila euro, inoltre, sono stati finanziati progetti di formazione
continua presentati da imprese del territorio provinciale rivolti a
lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti; lavoratori in Cassa
integrazione o in possesso di contratti atipici e soci lavoratori di
cooperative. I progetti hanno riguardato l'aspetto della qualità, della
sicurezza sui luoghi di lavoro e la responsabilità sociale.
« Questi percorsi formativi - spiega l'assessore provinciale al lavoro
Gabriella Pedreschi - offrono valide opportunità di formazione e di crescita
professionale; un aspetto fondamentale per entrare nel mondo del lavoro ma
anche per mantenere la necessaria competitività in un mercato sempre più
dinamico che, oggi più che mai, richiede maggiori e più specialistiche
competenze. E' per questa ragione che la strategia d'intervento del Fondo
sociale europeo a sostegno delle politiche della formazione e del lavoro
punta decisamente, come la più generale strategia UE per l'occupazione, sul
concetto di occupabilità per contribuire ad abbattere le barriere
all'ingresso nel mercato del lavoro».
Fonte: loschermo.it
REGIONE CAMPANIA: Formazione, riaprono i
bandi
Formazione continua: pronti
oltre 16 milioni di euro destinati a finanziare i piani aziendali per
accrescere le competenze dei lavoratori e sviluppare la competitività delle
imprese. Il Denaro presenta in anteprima i contenuti dei bandi che a breve
l'assessorato alla Formazione della Regione Campania, guidato da Corrado
Gabriele, aprirà. I fondi sono destinati a finanziare due azioni principali:
la formazione diretta ai lavoratori in cassa integrazione, per un totale di
3,8 milioni di euro; la formazione diretta ai lavoratori di aziende con sede
in regione, per un totale di 12,6 milioni di euro. Per ogni singolo piano è
previsto un contributo massimo di 56 mila euro che può salire fino a 336
mila se il piano riguarda due o più aziende. Diversa la modalità di
presentazione delle domande: per le azioni destinate ai cassa integrati, la
procedura è a sportello; per tutte la altre, invece, è a bando.
Riaprono i bandi destinati alla formazione continua e finanziati grazie alla
legge 236 del 1993. Le date per la presentazione delle domande ancora non
sono disponibili. Da quanto è dato sapere, il varo delle misure dovrebbe
avvenire entro poco tempo, anche nei prossimi dieci giorni. A disposizione
di imprese e enti di formazione ci sono oltre 16 milioni di euro, destinati
a finanziare la formazione continua. Come il bando varato lo scorso anno,
anche quello allo studio degli esperti di Palazzo Santa Lucia, prevede due
grandi misure di finanziamento: le azioni destinati ai lavoratori in cassa
integrazione e quelle con sede operativa in Campania. Per entrambe le
misure, gli obiettivi sono: migliorare le competenze dei lavoratori e
favorire l'aumento della competitività delle imprese.
MISURE
Per quanto riguarda gli interventi relativi alla Cassa integrazione, per
ottenere il contributo è necessario attivare una procedura di accordo tra
sindacati, aziende e ministero. Obiettivo, infatti, è favorire la
riconversione dei lavoratori che vivono la situazione di emergenza. Le
domande di partecipazione possono essere presentate da imprese, consorzio di
imprese e associazioni temporanee di scopo con sede legale in Campania. Non
cambia la procedura per quanto riguarda la tipologia B, ovvero i piani
formativi destinati a tutte le altre aziende. La formazione per i piani di
tipo B riguardano: gestione aziendale, amministrazione, qualità,
informatica, tecniche di produzione, impatto ambientale, sicurezza sui
luoghi di lavoro, marketing e vendite, lavoro d'ufficio e attività di
segreteria, lingue, contabilità e finanza. Ogni piano dovrà prevedere:
un'analisi di contesto, una descrizione del fabbisogno dei lavoratori e
dell'azienda stessa e una descrizione delle attività formative che si
realizzeranno.
ATTIVITA'
Le attività formative potranno essere realizzate direttamente in azienda
oppure presso organismi formativi accreditati presso la Regione Campania per
le attività di formazione continua. Il piano formativo aziendale deve avere
una durata massima di 200 ore e il numero di allievi minimo deve essere
cinque e il massimo 20.
Le attività finanziabili dalla Regione ammontano a 56 mila euro per piano
aziendale fino a un massimo di 336 mila euro per i piani pluriaziendali,
quelli cioè organizzati da un gruppo di imprese. Per quanto riguarda i piani
pluriaziendali, il bando prevede che la durata massima le percorso formativo
non superi le 400 ore. I contributi, ricordiamo, vengono concessi sotto
forma di regime "de minimis": in pratica un'azienda che usufruisce di questo
sistema non potrà avere aiuti per un massimo di 200 mila euro in tre anni.
Ancora poco chiaro il sistema di presentazione delle domande, per il
semplice fatto che le date saranno stabilite dal giorno di pubblicazione del
bando sul bollettino ufficiale della Regione Campania (il burc). In ogni
caso, Palazzo Santa Lucia prevede la creazione di tre possibilità: una entro
la fine dell'anno (una prima data dovrebbe essere all'inizio del mese di
dicembre, ma questa è un'informazione che va presa con le molle); una
seconda tranche all'inizio del nuovo anno, a cavallo dei mesi di febbraio e
marzo. Infine, una data prima dell'estate 2009, verso la fine di maggio.
Ogni tranche avrà la durata di quindici giorni. .
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L'azione in pillole
Destinatari Imprese, associazioni temporanee di imprese, consorzi, enti
formativi
Obiettivo Favorire la formazione dei dipendenti e l'aumento della
competitività delle aziende
Fondi Oltre 16 milioni di euro
Azioni 3,8 mln per formare i dipendenti in Cassa integrazione
12,6 mln per tutti i dipendenti
Scadenza A giorni la pubblicazione delle misure
I fondi messi a disposizione dalla Regione Campania per la formazione
superano i 16 milioni di euro
Fonte: denaro.it
regione Emilia Romagna: Dalla Regionale a
una proposta di legge per ridurre i rischi nei cantieri edili
Regione - Maggiori tutele per i
lavoratori dell’edilizia, cantieri più sicuri, semplificazione di procedure
e adempimenti ma anche incentivi economici ed agevolazioni bancarie per le
stazioni appaltanti e le imprese virtuose che investono in elevati standard
di sicurezza. Sono queste le linee principali della proposta di legge
"Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile"
varata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla
programmazione territoriale Luigi Gilli.
Il provvedimento – maturato con la condivisione delle forze e sociali e che
ha già avuto il via libera della Conferenza regionale delle autonomie locali
- nelle prossime settimane sarà esaminata dall’Assemblea Legislativa.
«La proposta di legge - spiega l’assessore Luigi Gilli - tiene conto dei
fenomeni che si manifestano nell’ambito di una filiera produttiva che
presenta caratteristiche particolari e specifiche, soprattutto di natura
organizzativa. Infatti occorre ricordare la peculiare struttura del mercato
del settore dell’edilizia caratterizzato da numerose piccole e
micro-imprese». Novità anche per i Comuni. Infatti per i lavori di
manutenzione e le nuove realizzazioni di privati, la Regione stabilirà
indirizzi rivolti ai regolamenti urbanistici ed edilizi dei Comuni per una
maggior sicurezza nell’esecuzione degli interventi, in particolare qualora
la manutenzione comporti lavorazioni particolarmente pericolose. «Si deve –
aggiunge l’assessore Gilli - aumentare ogni azione che rafforzi sempre più
le condizioni di sicurezza nei cantieri, il rispetto delle condizioni
normative e contrattuali nonché gli obblighi assicurativi e previdenziali
dei lavoratori. La normativa punta a superare gli aspetti di criticità, sia
nei cantieri a committenza pubblica che privata. La Regione, con questa
proposta, mette a frutto le numerose esperienze positive di accordi e
progetti che hanno coinvolto le istituzioni, le rappresentanze economiche e
sociali, nonché gli organismi bilaterali».
La norma prevede anche strumenti di incentivazione economica a favore dei
committenti che affidano i lavori ad imprese che svolgano la loro attività
secondo principi di responsabilità sociale e a chi investe in ulteriori
standard di sicurezza prevedendo anche accordi con enti competenti per
benefici assicurativi e previdenziali.
Inoltre la Regione promuove accordi con gli istituti di credito e con le
associazioni di rappresentanza delle imprese, per agevolare l’accesso al
credito per le imprese che investono in maggior sicurezza nei cantieri.
Per quanto riguarda il coordinamento si prevede una messa in rete delle
diverse esperienze positive di enti locali, Ausl, Direzione regionale del
Lavoro, Inail, Inps, Ispesl, sindacati e associazioni economiche. Mentre per
i controlli si andrà verso una maggiore semplificazione amministrativa, un
aumento e un coordinamento dei controlli sui cantieri con l’utilizzo
informatica per maggiore efficacia ispettiva.
È prevista infine una maggiore attività formativa (ed informativa) di
prevenzione ai lavoratori, agli imprenditori edili e ai soggetti che
intendono intraprendere l’attività di impresa edile, al personale addetto
alla vigilanza dei cantieri, ma anche ai progettisti e esecutori delle opere
edili.
Fonte: bologna2000.com
Operaio morto sul lavoro, l'impianto era
già sotto sequestro ma lavorava clandestinamente
Due arresti a Gubbio: il
carcere per uno dei due titolari del centro di rottamazione, mentre l'altro
ha ottenuto i domiciliari
L’ incidente sul lavoro, a Gubbio alcuni mesi fa, nel quale era morto un
operaio di 32 anni mentre scaricava dal suo camion materiale ferroso, non
doveva accadere perché l’'impianto ritenuto non a norma era stato posto
sotto sequestro già dal marzo 2007.
L' uomo, di Umbertide, era stato colpito al torace da una bombola di
anidride carbonica che durante le operazioni di scarico dal camion aveva
perso la valvola di sicurezza ed era schizzata contro di lui,
scaraventandolo a diversi metri di distanza dal veicolo
L’attività tuttavia, per l'accusa formulata dal gip Nicla Flavia Restivo, a
conclusione di un'indagine coordinata dal pm della procura della repubblica
presso il tribunale del capoluogo umbro Antonella Duchini, era continuata
ugualmente.
I due titolari di un centro di rottamazione di Gubbio sono stati arrestati,
uno ai domiciliari, oggi dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo
ecologico) di Perugia per traffico illecito di rifiuti ed altri reati.
Sono accusati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti,
violazione dei sigilli, scarichi industriali non autorizzati, nonchè
inosservanza delle prescrizioni autorizzative, Sono stati accertati, anche,
l'utilizzo ripetuto di manodopera straniera non in regola, l'inquinamento
del terreno e dei corsi d'acqua con residui oleosi, il mancato rispetto
delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre all'interramento di
rifiuti su un'area pubblica adiacente. Nel centro di rottamazione sono stati
trovati anche notevoli quantitativi di rame.
Il giro d'affari è stato stimato dagli inquirenti in circa un milione e
mezzo di euro per la raccolta ed il trattamento illecito di circa 1.500
tonnellate di rifiuti, costituiti principalmente da autovetture da demolire,
bombole, oli ed altri materiali provenienti soprattutto dal comprensorio
Eugubino-gualdese e Tifernate.
Fonte: iltamtam.it
Incidenti sul lavoro, Italia e Europa a
confronto
Intervista a Paolo
Nerozzi Il senatore Nerozzi, di ritorno da una
missione a Londra, Parigi e Berlino in qualità di
vicepresidente della Commissione d'inchiesta sulle morti
bianche, commenta le normative sulla sicurezza adottate dai
maggiori paesi del Vecchio continente e le compara con
il nostro Testo unico
Morti bianche, una realtà scomoda che fin troppi fanno finta
di non vedere. D'altronde è un dato di fatto che il lavoro
ha perso la sua centralità rispetto all'impresa, come
testimoniano le statistiche sugli infortuni che con ritmo
implacabile ne rispecchiano la drammatica mercificazione nel
mondo globalizzato. E dopo pochi giorni dalla storica
sentenza sul rogo della ThyssenKrupp, che introduce la
responsabilità penale dei manager e dei datori di lavoro,
gli incidenti continuano a mietere vittime senza sosta.
Eppure nell'aprile dello scorso anno è stato licenziato il
Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di
lavoro, una normativa che segna un considerevole passo in
avanti nel contrasto agli incidenti sul lavoro. Un testo
ritenuto da molti esaustivo, ma male applicato. Ne abbiamo
parlato con il senatore del PD Paolo Nerozzi, vicepresidente
della Commissione d'inchiesta sulle morti bianche, di
ritorno da una missione/studio a Parigi, Londra e Berlino
sulle norme vigenti nei principali paesi del Vecchio
continente in materia di sicurezza sul lavoro.
Partiamo
dalla decisione della magistratura riguardo alla
ThyssenKrupp...
Si tratta di una sentenza che rende giustizia di
una tragedia, anche se quando si tratta di morti la
giustizia non può che essere limitata. Ma il dato importante
è che in questo caso i magistrati hanno potuto applicare le
leggi italiane che prevedono anche la responsabilità penale
ispirandosi al Testo Unico del ministro Damiano, che
introduceva questo elemento. Un elemento osteggiato dal
Governo, che ne vorrebbe l'abolizione, e dalla Confindustria
che ha commentato la sentenza in maniera del tutto priva di
stile e di umanità dichiarandola eccessiva.
La
Commissione d'inchiesta sulle morti bianche, di cui sei
vicepresidente, è andata in missione in Europa la scorsa
settimana per conoscere le misure adottate da Gran Bretagna,
Germania e Francia per arginare il fenomeno degli infortuni
sul lavoro. Qual è la situazione europea?
La Gran Bretagna è il paese che vanta la mortalità
piu bassa grazie all'introduzione della responsabilità
penale che prevede dalla sospensione temporanea o perpetua
dai consigli di amministrazione all'arresto dei
responsabili, laddove le manovre punitive che vanno ad
aggiungersi agli aspetti decisivi, ma non esaustivi, di
informazione e prevenzione.
Paradossalmente le critiche della Confindustria inglese si
sono concentrate, come in Italia, sull'aspetto della
responsabilità individuale dei manager o dei datori di
lavoro rispetto ad eventuali infortuni, malattie
professionali o morti sul lavoro. Va detto però che la
nostra legislazione sull'amianto è all'avanguardia, sebbene
introdotta quando il fenomeno era purtroppo già esploso, con
livelli di intervento e di sicurezza che non hanno eguali in
Europa. In Francia la mortalità per esposizione all'amianto
è molto alta, come anche in Gran Bretagna, mentre in
Germania meno.
Quindi
abbiamo una buona legge...
Sì, il problema è l'applicazione e il controllo.
Cosa si
deduce guardando ai tre modelli europei nel loro insieme?
Intanto quello inglese ha l'aspetto della
punibilità: efficacissimo per quanto riguarda gli incidenti
mortali, meno efficace per gli infortuni o le malattie
professonali, i cui dati sono simili a quelli italiani
poiché, soprattutto nella piccola e media impresa, è più
facile nasconderli.
Se in
Italia applicassimo il Testo Unico così com'è ci
avvicineremmo ai livelli della Gran Bretagna?
No, saremmo simili solo sotto gli aspetti penali,
per il resto rimarremmo unici. Infatti il modello britannico
e quello tedesco - di quello francese parlerò dopo - hanno
un ruolo della bilateralità e del sindacato dell'impresa più
forte che da noi. In Gran Bretagna regge perché accompagnato
dalle misure penali, mentre in Germania procede con
risultati leggermente migliori rispetto al sistema itlaiano
perché il rapporto di bilateralità e di rigore nel rispetto
della legge nei paesi nordici raggiunge dei livelli ben
diversi dai nostri. Un sistema bilaterale in un paese come
l'Italia rischia di permettere una gestione penalizzante dei
diritti individuali delle persone, ed ecco perché non è
contenuto nel Testo unico.
E'
proprio questo il terreno sul quale si sta spingendo
Sacconi, la bilateralità...
Certo. E come è vero che in Germania regge, in
Francia - dove è presente un sistema simil-bilaterale - non
dà i risultati sperati. I sistemi inglese e francese
infatti, che sono simili tranne che per l'aspetto della
punibilità, sono senz'altro inferiori a quello tedesco. Però
riguardo alla mortalità il modello più interessante è quello
inglese che prevede un elemento penale molto forte,
contenuto anche nel nostro Testo unico.
Ma c'è una seconda considerazione da fare sull'insieme dei
paesi, e cioè che ci troviamo in presenza di un
rallentamento della diminuzione degli incidenti sul lavoro,
e in parte anche delle morti, simile a quello sperimentato
dall'Italia nel biennio 2006-07. In pratica il fenomeno di
abbassamento che inizia negli anni ‘70 in Germania e che
pervade poi tutti i Paesi, subisce un'inversione di tendenza
intorno a questi ultimi anni.
Perché
questa inversione?
Per la deregulation che investe in forme
diverse tutti i paesi. I settori e le tipologie degli
infortuni, identici nei paesi in esame, riguardano
l'edilizia e l'agricoltura - anche se in Francia il sistema
di rilevazione per il secondo settore citato è differente
rispetto agli altri e non ci sono dati disponibili perché
frammentati e parziali - e gli extracomunitari e i giovani
precari. Questo fenoneno dalle dimensioni europee dimostra
che un mercato con meno regole e meno diritti colpisce in
maniera simile, anche se con percentuli diverse, le due
catgorie più deboli: i giovani e gli immigrati. Le
argomentazioni addotte dai paesi che abbiamo visitato
riguardano il fatto che i giovani hanno meno formazione e
meno informazione, e tra questi primi fra tutti gli
immigrati.
Ma in realtà, benché formazione e informazione siano due
punti indispensabili nella prevenzione degli infortuni sul
lavoro, spesso gli incidenti avvengono anche per un aumento
eccessivo dei carichi di lavoro e per la necessità di fare
straordinari, aspetto al quale non viene posta la giusta
attenzione. Sicuramente formazione e informazione vanno
rafforzate nel nostro paese, basta girare per le strade per
rendersene conto, ma non è sufficiente. L'elemento della
deregolamentazione, di fronte alla necessità di portare a
casa un salario minimo, è condizionante della situazione.
Quanto
incide la crisi economica sugli infortuni sul lavoro?
Incide sempre tanto, perché porta a due aspetti: a
carichi di lavoro maggiori da un lato, alla paura di perdere
il posto di lavoro dall'altro che rende il lavoratore più
proteso alla difesa del proprio posto di lavoro e disposto a
sacrificarsi.
Qual è
la situazione dell'Italia, dal punto di vista delle
statistiche, rispetto ai tre Paesi che hai visitato?
Sicuramente peggiore, anche se percentualmente
identica a quella della Francia che, con l'aggiunta delle
morti da amianto, presenta una situazione con fasi alterne
simile alla nostra benché annoveri complessivamente meno
morti e meno infortuni. I dati d'Oltralpe su malattie
professionali e mortalità ad esse legata sono più alti che
da noi. La Gran Bretagna e soprattutto la Germania
presentano, invece, una situazione onestamente migliore
della nostra.
In particolare la Germania è più omogenea ed efficace
nell'insieme dei campi, dalle malattie professionali agli
infortuni alle morti sul lavoro; la Gran Bretagna invece ha
dei picchi positivi molto alti sulle morti - superando
anche la Germania - e molto meno positivi sulle malattie
professionali e sull'amianto. Si può dire che Londra arrivi
alla media di Berlino attraverso picchi alti e bassi.
Alla
luce di quanto fin qui detto, quale importanza riveste oggi
il lavoro della tua Commissione?
Intanto, fermo restando che il lavoro va giudicato
alla fine del percorso, lunedì 24 novembre la commissione si
recherà a Bologna, con una rapidità di intervento credo mai
registrata prima, per incontrare le istituzioni e fare un
sopralluogo alla "Marconigomme" di Sasso Marconi (dove in
seguito all'esplosione dello scorso 17 novembre sono morte
due persone e tre ne sono rimaste ferite n.d.r.).
Per quanto concerne il ruolo della commissione, questo si
svolge su due livelli: il primo riguarda il monitoraggio
della situazione e il come avviare interventi formativi e
informativi fin dalla scuola primaria; il secondo si
articola su due piani: uno prende in esame una questione tra
le tante non risolte nel nostro Paese, e cioè la riforma in
senso federale del Titolo V della Costituzione - la
legislazione concorrente tra Stato e regioni - laddove la
divisione di competenze può creare confusione. Si tratta
della vecchia posizione, inascoltata, della Cgil e del
sindacato. Questo è il primo intervento che potremmo essere
in condizione di attuare per poterci avvicinare agli altri
paesi, dove la competenza è solo statale.
Cosa
comporta la responsabilità in mano solo allo Stato?
Meno confusione, insieme alla minore possibilità di
avere forme di legislazione diverse da regione a regione,
una eventualità che non si è ancora verificata ma che
potrebbe avvenire in futuro.
E la
seconda questione?
La seconda è provare a fare un po' di ordine nei
diversi enti; oltre all'Inail ce ne sono altri due o tre che
si occupano della materia infortunistica a livello
nazionale.
A questo
proposito Sacconi avrebbe intenzione di unificare Inail e
Ispesl...
Sì, ma probabilmente c'è bisogno di fare qualcosa
di più. La questione è di coordinare meglio l'elemento
ispettivo.
Attualmente questo aspetto come è regolamentato?
Attualmente sono preposti a questa funzione vari
enti nazionali e le Asl. E' necessario procedere alla
soppressione degli enti più piccoli per unificare attorno
all'Inail tutto ciò che riguarda la prevenzione a livello
nazionale, mentre con le Asl è necessario formare un
coordinamento, soprattutto nella fase ispettiva che deve
vedere coinvolti anche Inps, Inpdap e le banche dati per
poter intervenire in maniera più precisa.
Abbiamo
cominciato commentando la decisione della magistratura sulle
responsabilità del rogo alla ThyssenKrupp, e lì vorrei che
tornassimo: qual è il significato politico di quella
sentenza?
Innanzitutto significa che c'è giustizia, che è una
cosa importante. Secondo, costringe tutti a una maggiore
attenzione; infine, dimostra che dobbiamo andare avanti col
Testo unico, che non va modificato. Questa sentenza
costringe il Governo, di fronte all'opinione pubblica, a
rallentare alcune modifiche perché la sensazione è che si
voglia andare ad operare per tutelare negligenze o colpe
anche gravissime come in questo caso.
Si
tratta davvero di una sentenza storica...
Sì, è una sentenza importante.
Fonte: aprileonline.info
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