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News:    Il "TESTO UNICO" è stato pubblicato come D.Lgs. n. 81 del 09/04/08 sul Supplemento n. 108/L della G.U. n. 101 del 30/04/2008.

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NEWS

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Le fonti sono riportate alla fine delle notizie. L'A.S.L. Az. Sicurezza Lavoro (www.aslsicurezzalavoro.it) non è responsabile del contenuto degli articoli riportati in questa pagina.

 

27/11/2008

 

Contro gli incidenti sul lavoro Scatti d’autore per dire “Mai più!”
 

Fino al 3 dicembre a Roma una mostra fotografica organizzata da Anmil e Contrasto. E poi in giro per l’Italia. I ritratti di chi ha dovuto fare i conti con un incidente solo perché stava facendo il suo lavoro in condizioni inadeguate. Un fenomeno sociale tristemente innervato nel sistema produttivo italiano.

Abbiamo bisogno di storie per comprendere il mondo. Non solo di romanzi e racconti. Ma storie reali. Storie che facciano diventare chiaro ed evidente quello che non riusciamo a comprendere a fondo. Abbiamo bisogno di immagini. Frammenti di luce che rompano il velo che rischia di continuare ad avvolgere lo sguardo. Storie e immagini così si possono trovare alla mostra fotografica “No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro” che si tiene, fino al 3 dicembre, a Roma. Ospitata nel complesso di Vicolo Valdina di Roma (in Vicolo Valdina 3/a) e organizzata da Anmil insieme a Contrasto, la mostra con le immagini del fotoreporter Riccardo Venturi prova a svelare quello che le cifre pure terrificanti (sono più di un milione l’anno gli incidenti sul lavoro e oltre mille le persone che perdono la vita mentre lavorano) forse non riescono da sole a fare. Prova ad avvicinare ciascuno alla gravità di questo fenomeno sociale perversamente inserito nel sistema produttivo italiano.

Tante sono le storie che attraversano come schegge taglienti“le cronache veloci dei nostri notiziari”. Tanti gli uomini e le donne che si devono misurare con il tragico avvenimento di un infortunio sul lavoro. Tanti quelli che devono misurarsi con i problemi del reinserimento sociale, con le difficili condizioni economiche e con condizioni divenute più complesse.

Le storie e la memoria. Giulia Tornari spiega che Contrasto e Riccardo Venturi, con l’aiuto di Anmil, hanno attraversato tutta Italia perché queste storie venissero “raccolte, ascoltate e fotografate e non andassero perdute”. I protagonisti di questa narrazione così sono diventati loro. Quelli che con “coraggio e umiltà hanno accolto il fotografo e hanno accettato di esserci e di testimoniare”. Tra loro ci sono Giuditta e suo marito Nicola. Un ragazzo di 28 anni che non c’è più solo perché nel maggio del 2005 è rimasto intrappolato in un’impastatrice priva delle grate di sicurezza. Giuditta ha confessato che da allora è come in un tunnel buio “fatto il primo chilometro, gli occhi si sono abituati alla semioscurità rendendo meno difficile il cammino, non so verso dove e verso cosa”. Sa solo che continuerà a “lottare contro queste tragedie, affinché si tuteli la vita dei lavoratori”.

C’è la storia di Sergio Piazza che comincia a lavorare a diciotto anni al porto di Marghera. Come aveva fatto il padre. E come aveva fatto il nonno. Fino a che il 30 marzo del 2000 un portellone scorrevole d’acciaio che è lungo cinque metri e spesso dieci centimetri esce fuori da i binari e lo schiaccia insieme al cugino Armando. Vertebre schiacciate. Fratture multiple alle gambe e al bacino. “Il porto, che ho sempre amato – racconta Sergio - mi ha lasciato in uno sfacelo fisico ma anche mentale”. Sì perché con l’incidente “da un giorno all’altro diventi un’altra persona”.

C’è la storia di Antonella Munaro, sportiva nonostante tutto. Allegra nonostante tutto. Che ha fatto la maratona di New York nonostante l’incidente d’auto avvenuto in una notte di ritorno dal lavoro che l’ha lasciata paraplegica. C’è quella di Kweku Abakan Reebodj, detto Peebody. Di giorno faceva il muratore e di sera vestiva i panni di pastore evangelico. Fino a che nel 26 luglio del 2007 a Cavriago è rimasto schiacciato da una trave di acciaio. Nessuno voleva sostenere le spese del funerale. Il suo corpo è rimasto congelato per oltre due mesi. Fino a che i figli hanno trovato i soldi per volare dal Ghana fino a Reggio Emilia. E dare l’addio al padre con un funerale africano. Di gioia e dolore.

Infine c’è anche la storia a lieto fine di Cristian Azzolari che a 14 anni entra in una ditta meccanica. Nel 2000 si infortuna perché mentre stava smontando la colonna di sollevamento di un carro, il fermo del montante cede e le due traverse gli causano l’amputazione della mano sinistra e di tre falangi della mano destra. Ora lavora ancora lì. Come capofficina. Anche perché ha “ricevuto molta solidarietà” e oggi lavora anche dieci ore al giorno. E si è fidanzato con Gabriella.

La dignitià di un lavoratore. Per raccogliere le storie ci vuole tempo. Per queste storie sono stati impiegati diciotto mesi. Riccardo Venturi, il fotoreporter che ha raccolto le immagini e che nel 1997 ha vinto il World Press Photo per i suoi primi reportage in Afghanistan, quando ha dovuto raccontare che cosa lo ha colpito di più ha raccontato di Carmelo, asfaltista cinquantenne di origini siciliane che ha perduto una gamba dentro un rullo compressore. E di quando Carmelo gli ha raccontato quello che non gli andava giù. Di come non sopportasse, non tanto l’incuria del datore di lavoro o le condizioni delle macchine da lavoro, il fatto di dover togliersi “i pantaloni in mezzo ad una strada, nascondendosi dentro una macchina o dietro un muretto”. Solo perché il datore di lavoro non offriva loro neppure un bagno pulito dove “levarsi la tuta a fine giornata”.

Il loro problema, il nostro problema. In occasione di un recente incontro a Stoccolma con l’anglo-indiano Salman Rushdie, per parlare della “solitudine dei perseguitati”, lo scrittore Roberto Saviano ha detto che di un narratore che racconta e svela una storia e un problema, i poteri criminali temono “che i lettori sentano quel problema come il loro problema”. Ha ricordato che dopo quello che Primo Levi ha scritto in Se questo è un uomo, “nessuno può più dire di non essere stato ad Auschwivtz”. Così, si può forse dire che, una volta ascoltata una di queste storie, una volta vista una di queste fotografie che testimoniano le esperienze di questa umanità fragile di fronte alla provocazione crudele di un infortunio sul lavoro, nessuno può più dire di non essere stato vittima di un incidente sul lavoro.


GUARDA LE IMAGINI(foto di Riccardo Venturi)
 

L'APPUNTAMENTO
Fino al 3 dicembre
"No! contro il dramma degli incidenti sul lavoro”
Complesso di Vicolo Valdina in Vicolo Valdina, 3/A - Roma


Fonte: miojob.repubblica.it

 

 

Incidenti lavoro: Confindustria Sicilia, insieme a sindacati 9 progetti per la prevenzione
 

“Confindustria Sicilia con l’Ance è l’unica organizzazione datoriale concretamente in prima linea, a fianco di Cgil, Cisl e Uil, per garantire la prevenzione e diffondere fra i dipendenti la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché di lavoro non si deve morire. In Sicilia vogliamo invertire l’attuale tendenza che ha visto nel 2008 l’Isola ai primi posti nel paese per infortuni in luoghi di lavoro”.

Lo ha detto oggi il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, Giorgio Cappello, intervenuto a Enna al seminario su “Sicurezza e prevenzione” organizzato da Giuseppe Marzuolo, vicepresidente regionale dei Giovani con delega alla Sicurezza sul lavoro.

Cappello ha spiegato che “il sistema formativo di Confindustria Sicilia, tramite il fondo paritetico aziende-sindacati Fondimpresa, ha attivato in un anno e mezzo nove progetti sulla sicurezza, per la formazione del personale dipendente di circa 200 aziende, e altri ne sta presentando a valere sul bando di Fondimpresa tuttora aperto”. 

Fonte: rassegna.it

 

 

Il 77% dei Comuni a rischio frana o alluvione

 

Rischio frana o alluvione nel 77% dei comuni italiani. Forti i ritardi nella prevenzione, interi quartieri costruiti lungo i corsi d'acqua, mancanza di manutenzione. È negativo il bilancio di «Ecosistema rischio 2008», il dossier di Legambiente sul rischio idrogeologico. Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, sottolinea come la messa in sicurezza del territorio e delle scuole sia «la più grande opera pubblica da fare». Un appello a investire che viene anche dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, che ricorda anche «la violenza e l'imprevedibilità» di questi fenomeni, aumentata dai cambiamenti climatici».

Si costruisce troppo in aree pericolose. Dei 5.581 i comuni minacciati da frane o alluvioni, il rapporto ne ha monitorati 1.500, che nel 77% dei casi hanno fatto registrare abitazioni in aree a rischio. Il 30% di questi comuni ha addirittura interi quartieri costruiti in queste zone pericolose. Oppure fabbricati industriali, nel 56% dei comuni: in caso di calamità non solo sarebbero messe a repentaglio le vite dei dipendenti, ma si aggiungerebbe l'eventualità dello sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni circostanti. Benchè classificati come comuni a rischio, l'88% degli intervistati non presenta nei piani urbanistici dei vincoli all'edificazione nelle zone esposte a maggior pericolo. «Ancora oggi – evidenzia Simone Andreotti di Legambiente – si continua a costruire». Al contrario, sono minime (5%) le azioni da parte dei comuni per delocalizzazione le abitazioni e le aree industriali nelle aree a rischio.

Meno sagre e più prevenzione. La messa in sicurezza dei corsi d'acqua e dei versanti è stata fatta nel 73% dei casi, ma secondo Legambiente si tratta spesso di «interventi che rischiano di accrescere la fragilità del territorio piuttosto che migliorarne la condizione». Il 42% dei comuni non svolge regolarmente un'attività di manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua. Con lo slogan «meno sagre della salsiccia e più prevenzione» il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, commenta questi dati. «Con la prevenzione – spiega – non si viene rieletti e non si può fare campagna elettorale: se si hanno mille euro si deve valutare se è meglio usarli per pulire un argine o per una sagra». In compenso, l'82% dei comuni si è dotato di un piano di emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione. Tuttavia, soltanto il 57% di questi piani è stato aggiornato negli ultimi due anni. Nel 66% dei comuni, inoltre, esiste una struttura di protezione civile operativa ventiquattro ore su ventiquattro.

Sicilia maglia nera. E se la Sicilia fa il pieno di "maglie nere" assegnate da Legambiente, è nel Centro Nord che si assegna il maggior numero di "maglie rosa". Legambiente dà i voti: uno zero spaccato ai comuni di Ucria e Alì, entrambi in provincia di Messina, e un bel 10 a Santa Croce sull'Arno (Pisa), Vallerano (Viterbo) e Finale Emilia (Modena). Fra i capoluoghi di regione analizzati è L'Aquila a portare a casa l'insufficienza (3,5), colpevole di non aver avviato alcun intervento di delocalizzazione; seguita da Trento e Genova con un 4; Aosta con un 4,5 e Potenza a un passo dalla sufficienza con 5,5. Tutti sufficienti, ma fermi sul 6, gli altri capoluoghi: Roma, Torino, Firenze e Perugia. Nonostante la sufficienza del suo capoluogo, però, l'Umbria è la regione con la percentuale maggiore di comuni con strutture costruite in aree a rischio idrogeologico e nel 50% dei casi si tratta di interi quartieri. 

Fonte: ilsole24ore.com

 

 

Imprese e lavoratori a confronto ieri all’Hotel de la Ville

 

Dopo il grande successo del convegno organizzato dallo Spi Cgil lunedì pomeriggio presso l'autorità portuale sulla sanità, la Cgil registra un nuovo en plein con la manifestazione svoltasi ieri presso l'Hotel de la Ville, dove imprese e lavoratori si sono confrontati sul tema della sicurezza sul lavoro in un convegno organizzato dal sindacato, Pianeta Sicurezza e Sincert.

I lavori sono stati introdotti da Paolo Fanti, ex dirigente dell'assessorato alla Sanità cui hanno fatto seguito poi gli interventi del geometra Augusto Ferraioli per conto di Pianeta Sicurezza, una società accreditata come ente formatore presso la Regione Lazio che si occupa di ricerca, progettazione e consulenza e di Franco Boriello, segretario generale della Cgil territoriale. Di livello gli interventi degli altri relatori tutti incentrati sugli strumenti di tutela in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che offre il Decreto Legislativo 81 approvato quest'anno. Non sono mancati ovviamente i riferimenti ai gravi incidenti avvenuti presso la centrale di Torre Nord, segnata dalla morte di Michele Cozzolino e Ivan Ciffarym ed agli obblighi spettanti alle imprese ed ai controlli che debbono essere esercitati dalle istituzioni. Dopo Canio Calistri della segreteria regionale Fiom e del responsabile regionale degli edili della Cgl, ha preso la parola l'assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi oltre ad alcuni lavoratori della centrale. 

Fonte: trcgiornale.it

 

 

INCIDENTI LAVORO: PRESTO IN VAL D'AOSTA LEGGE SU SICUREZZA

 

AOSTA - La Valle d'Aosta si doterà di una legge in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro con la quale istituirà anche un fondo di solidarietà per i familiari delle vittime sul lavoro. Il Consiglio Valle, su proposta del gruppo Pd, ha infatti approvato all'unanimità una risoluzione che impegna in tale senso il governo regionale.

La proposta di legge dovrà poi prevedere "la promozione di iniziative atte a realizzare un effettivo coordinamento fra tutti i soggetti pubblici e privati ai quali sono affidati compiti in materia di prevenzione degli infortuni e sicurezza dei luoghi di lavoro".

Nell'illustrare la mozione, Gianni Rigo, primo firmatario, ha osservato dal rapporto annuale dell'Inail risula che in Valle d'Aosta, nel 2007, le denunce di situazioni illegali sono state 2387, in diminuzione rispetto al 2006 e al 2005 - rispettivamente 2591 e 2665. I morti sul lavoro nel 2007 sono state tre, nel 2006 cinque e nel 2005 due. Nel 2007, gli infortuni in agricoltura sono stati 205, di cui uno mortale, nell'industria e nei servizi 2172, di cui due mortali, tra i dipendenti conto Stato 10.

Esprimendosi a favore della proposta del Pd, il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, ha ricordato che la creazione di un coordinamento tra soggetti delegati ai controlli "é uno dei punti del programma di legislatura della maggioranza" e che "é già stato ricostituito il Comitato regionale di sicurezza e controllo sui luoghi di lavoro".

Fonte: ansa.it

 

 

Filca-Cisl, intervento su sicurezza nei posti di lavoro

 

"L'infortunio mortale avvenuto mercoledì a Raffadali e di poco successivo a quello della settimana scorsa, sono la palese dimostrazione che il settore edile in provincia di Agrigento, soprattutto quando si tratta di lavori realizzati da privati, è il settore produttivo dove si registra il più alto tasso di infortuni spesso mortali". Lo dice Roberto Migliara, segretario provinciale della Filca-Cisl di Agrigento all'indomani dell'ennesimo episodio di morte sul posto di lavoro.

"Purtroppo - dice Migliara - nonostante le norme a tutela del lavoro e del lavoratore, il mancato rispetto delle leggi legate alla sicurezza non applicate correttamente, portano a decessi. Il lavoro legale e il lavoro in sicurezza sono una priorità per organizzazioni sindacali Filca, Feneal e Fillea, e per i rappresentanti dei datori di lavoro dell'Ance settore edili . Insieme, nell'ultimo contratto collettivo nazionale del lavoro abbiamo introdotto la norma della formazione obbligatoria per tutti i lavoratori di primo ingresso. Questo poiché è fondamentale non mandare allo sbaraglio lavoratori che non hanno mai avuto esperienza lavorativa nel nostro settore, Ma il tutto non basta perché bisogna estendere a tutti i lavoratori, soprattutto a chi opera con i privati, la cultura della sicurezza con una formazione continua così come previsto dal testo unico della sicurezza al fine di debellare il fenomeno delle morti bianche che più che un fenomeno è ormai la piaga del lavoro di oggi".

La Filca torna a chiedere la riapertura del tavolo tecnico istituito qualche anno addietro con lo scopo di individuare posizioni comuni per fare in modo che l'episodio di Raffadali possa essere l'ultima morte sul lavoro.

Fonte: agrigentonotizie.it

 

 

Giornata per i caduti sul lavoro

 

Nell'ambito della Festa della Toscana, venerdì 28 novembre verrà celebrata la Giornata in memoria delle vittime sui luoghi di lavoro. Alle 12 la deposizione di una corona di fiori alla stazione di Castello, dove morì un operaio delle ferrovie; alle 15 omaggio al cantiere dell'A1 dove persero la vita tre operai.

Il presidente della commissione regionale speciale Lavoro, Eduardo Bruno, con il presidente regionale Anmil Toscana, Pietro Salvini deporrà la corona di fiori alla stazione dove morì Alessandro Marrai.
Alle 15 Bruno, insieme al sindaco di Barberino di Mugello, Gian Piero Luchi, renderà omaggio a Giovanni Mesiti, Rosario Caruso e Gaetano Cervicato, i tre operai deceduti sul cantiere dell'A1.
Alle 16 al Teatro Comunale Corsini in via della Repubblica 3 a Barberino si svolgerà il convegno "Vittime sul lavoro - una legge regionale di sostegno alle famiglie" con il sindaco Luchi, il presidente Bruno e il presidente del Consiglio Comunale regionale Riccardo Nencini.
Interverranno anche il presidente regionale Anmil Toscana (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), Pietro Salvini, la vicepresidente della commissione speciale Lavoro, Rossella Angiolini, Marco Masi del settore sicurezza e salute sui luoghi di lavoro della Regione Toscana e il segretario generale Cgil Toscana, Alessio Gremolati.

Fonte: ilreporter.it

 

 

INAIL - consultabile il numero 218 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT

 

Amianto
-Presupposti per il beneficio speciale e amianto
(articolo)
http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1626



Andamento Infortunistico
-Lavoratori stranieri: una risorsa, ma tanti infortuni
(Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/node/N670420288/Bozza3%20DATI%20INAIL%20N10_2008.pdf


Assicurazione Infortuni
Certificazione
-Il nuovo certificato di assicurazione INAIL
(comunicato)
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info-1185798110.jsp


Ergonomia
-E. Attaianese, G. Duca: "Manuale di raccomandazioni ergonomiche per le postazioni di lavoro metalmeccaniche"
(Dossier)
http://www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N1763824399/0041_0061_def_E.pdf


Lavoro sommerso
-ISFOL: Rapporto 2008
(Dossier)
http://www.isfol.it/DocEditor/Test/File/FlashRapporto/Sintesi2008.pdf


Malattie Professionali
Muscoloscheletriche
-Facteurs de risques de TMS au travail et perspectives de solutions: passé, présent, avenir
(articolo)
http://hesa.etui-rehs.org/fr/newsletter/files/Nwsl-34-FR-p3.pdf


Medicina del Lavoro
-Promuovere l'attività fisica tra i lavoratori
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8400


Mobbing
-A.Aiello, P.Deitinger, C.Nardella, M.Bonafede: "Uno strumento valutativo del rischio mobbing nei contesti organizzativi: la scala "Val.Mob"
(articolo)
http://prevenzioneoggi.ispesl.it/pdf/ric2008_03_1_it.pdf


Obbligo Assicurativo
-Domanda pregiudiziale - Concorrenza - Iscrizione obbligatoria ad un ente gestore dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - Se tale ente debba essere considerato un'impresa - Limiti alla facoltà degli Stati membri di organizzare i propri regimi di previdenza sociale - Rispetto del diritto comunitario - Libera prestazione di servizi - Causa C-350/07 presentata il 18 novembre 2008
(sentenza)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/documentazione/altridoc/conclusioni/c350-07.pdf


Premio assicurativo

-INAIL circolare n. 69 del 17 novembre 2008 - Pagamento dei premi ed accessori: modifica del tasso di interesse di rateazione e di dilazione
(circolare)
http://normativo.inail.it/bdninternet/2008/ci200869.htm


-Il modello OT24 si rinnova
(comunicato)
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info-1763818080.jsp


Prevenzione

-Gli atti del convegno "Evidence Based Prevention e Lavoro: la prevenzione efficace dei rischi e danni da lavoro"
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8399


Rischio professionale
-New Forms of Phisical and Psychosocial Health Risks at Work
(Dossier)
http://www.lex.unict.it/eurolabor/documentazione/altridoc/New_forms_health_risks_EPstudyOctober08.pdf


-Rendere il Dialogo Sociale un successo per la gestione del Rischio Psicosociale
(articolo)
http://prima-ef.ispesl.it/documenti/04_social%20Dialogue_Layout%202.pdf


Sicurezza del Lavoro
-Campagna europea: "Alleggerisci il carico" - La direttiva europea e il CARIL
(Dossier)
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/alleggerisci_carico/caril.html


-"Sicurezza"
(Dossier)
http://www.consulentidellavoro.it/pdf/ebooksicurezzalavoro.pdf


-Imparare dagli errori: ancora sui giovani, la formazione e il Testo Unico
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8429


-Le sanzioni vigenti per l'assenza della tessera di riconoscimento
(articolo)
http://www.puntosicuro.it/italian/index.php?VM=articolo&IA=8413


-L'état de santé de la Roumanie au travail
(articolo)
http://hesa.etui-rehs.org/fr/newsletter/files/Nwsl-34-FR-p30.pdf


-Alleggerisci il carico - Informazioni per i datori di lavoro e i lavoratori del settore delle costruzioni
(Dossier)
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/51411053-672C-47FC-AC7F-1CCD650FDFA9/0/BrochureMMC.pdf


Fonte: inail.it

 

26/11/2008

 

INAIL: DURC - Chiarimenti sulla regolarità in agricoltura.
 

Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: Nota 13/11/2008 prot. n. 8626
DURC - Chiarimenti sulla regolarità in agricoltura.

Rapporti speciali di lavoro - agricoltura - documento unico di regolarità contributiva (durc) - gestione agricoltura Inps - durc agricolo - obbligo assicurativo Inail - procedura di Sportello unico - verifiche di regolarità

 

VAI AL DOCUMENTO
 

 

Documento di valutazione rischi: corsa a ostacoli per le semplificazioni alle Pmi

 

In tema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro applicate alle Pmi, è abbastanza evidente la difficoltà di tenere insieme due esigenze di grande importanza, la tutela dei lavoratori (e degli imprenditori) e la semplicità degli adempimenti e delle procedure necessarie per la realizzazione di misure tendenti ad un luogo di lavoro sano e sicuro. L’una non dovrebbe escludere l’altra.

Il Documento di Valutazione dei rischi costituisce il momento e l’atto di sintesi di un procedimento di valutazione di tutti i rischi presenti in azienda, denominato appunto “Valutazione dei Rischi”.


Non è raro osservare nella pratica quotidiana quanto il primo termine venga confuso con il secondo (e viceversa), soprattutto quando ci si cala nella realtà aziendale ed organizzativa delle piccole e medie aziende e delle microimprese.
Una confusione che può costare cara ed avere conseguenze gravi, tanto per i lavoratori quanto per i datori di lavoro, e sia in termini di infortuni che con riferimento alle responsabilità (anche penali) per l’imprenditore.

Di fatto, la valutazione dei rischi costituisce un adempimento obbligatorio per tutte le imprese con dipendenti a prescindere dal loro numero e deve essere normalmente aggiornata ogni qual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione.
Infine occorre che il datore di lavoro consideri, alla luce delle nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs.81/2008 la necessità di ripetere la valutazione dei rischi nella propria azienda.

Per quanto riguarda invece il Documento di Valutazione dei rischi, attualmente, nelle imprese che occupano fino a 10 lavoratori può essere sostituito con una autocertificazione con la quale il datore di lavoro attesta che ha effettuato la Valutazione dei rischi. Dunque l’autocertificazione restringe al massimo (sin qui possibile) solo l’adempimento formale.
Peraltro, anche l’autocertificazione come il documento di valutazione dei rischi dovrà osservare il requisito della data certa.

Il D.Lgs. 81/2008 ha previsto, quale misura di semplificazione futura per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori, la possibilità di effettuare la valutazione dei rischi sulla base di procedure standardizzate.
Ma per questo ci vorrà del tempo, dal momento che la norma (Art.29 comma 5) prevede che queste procedure dovranno essere elaborate da un apposito organismo, (Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro), entro e non oltre il 30 giugno 2012.

Insomma, allo stato attuale, ci sembra di poter sintetizzare la situazione dicendo che, almeno per ora, non esistono valutazioni semplificate del rischio ma possono esistere casomai documenti di valutazione del rischio semplificati.

Fonte: blog.pmi.it

 

 

Ragusa: libro sulla sicurezza sul lavoro

 

«In materia di sicurezza sul posto di lavoro ci sono interni volumi di leggi e sanzioni. Ma sono pagine che vengono aperte quando il dramma si è già verificato. Un libro più semplice nei contenuti, ma incentrato sulla prevenzione, può invece dare un contributo enorme nell’impedire che accadano ancora incidenti del genere. Nel caso specifico, parliamo di un testo che intende diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro soprattutto negli istituti scolastici, dove crescono i lavoratori di domani».
Così il presidente della Provincia, Franco Antoci, ha aperto la conferenza di presentazione del libro intitolato «Ritornare a casa», a cura di Giuseppe Spadola, presidente dell’Inarsind ragusano (il sindacato degli ingegneri e degli architetti liberi professionisti). All’incontro era presente anche il Provveditore agli studi di Ragusa, Cataldo Dinolfo. Il quale ha colto l’occasione per ricordare – dopo il crollo di un soffitto in una scuola piemontese che ha provocato la morte di uno studente – che le scuole della provincia «sono sicure, malgrado i problemi di fondi e le pastoie burocratiche».
«Il libro – ha spiegato Giuseppe Spadola – è rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, e sarà inserito, gratuitamente, nei programmi scolastici a seconda delle diverse modalità decise dai singoli istituti. La prima diffusione riguarderà la sola città di Ragusa, in seguito cercheremo di andare incontro alle richieste delle scuole di tutta la provincia. Questo testo nasce da uno scopo educativo, dalla necessità di diffondere tra i giovani la cultura della sicurezza sul lavoro, ma nasce anche come tributo a tutti i caduti sul lavoro di cui non ricordiamo né il volto né il nome».
Per le scuole primarie, invece, è disponibile un altro testo, «più idoneo al linguaggio dei giovanissimi – ha concluso Spadola – e scaricabile interamente e gratuitamente dal sito dell’Inarsind (www.inarsind.rg.it), al link ‘Ritornare a casa’». 

Fonte: corrierediragusa.it

 

 

ISPESL: applicare testo unico sicurezza anche nelle scuole 

 

Antonio Moccaldi, Commissario straordinario dell'ISPESL ha aperto questa mattina, a Roma, il convegno "Acustica e ambienti scolastici (Centro Congressi Frentani), organizzato dall'Associazione Italiana di Acustica (AIA) e dall'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL).

"Questa giornata di studio, organizzata in collaborazione con l'Associazione Italiana di Acustica, è l'ultimo esempio di un impegno continuo e un'attenzione particolare del nostro Istituto verso questo comparto, testimoniato dalle molteplici ricerche svolte negli ultimi anni nel campo della salute e sicurezza del lavoro e dalle numerose iniziative di informazione, formazione e documentazione volte a trasferire i risultati e le conoscenze acquisite a tutto il personale addetto della scuola, ai dirigenti e alle istituzioni preposte".

"La scuola - sottolinea Moccaldi - se per gli allievi è un ambiente di vita, per i docenti e per il personale non docente è un ambiente di lavoro. Ciò impone una coerente valutazione del nuovo Testo Unico normativo (D.Lgs. 81/2008) che non riserva più, come in passato, la gestione della sicurezza al datore di lavoro e ai suoi più stretti collaboratori nella messa a punto di un generico 'sistema sicurezza’. In particolare nell'ambito della scuola il D.Lgs. 81/2008 pone l'attenzione anche sugli studenti, prevedendo appositi finanziamenti delle attività degli istituti scolastici di ogni ordine e grado finalizzati all'inserimento nei programmi scolastici di specifici percorsi formativi interdisciplinari volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomie didattiche".

È chiaro infatti che solo partendo dalla scuola, agendo sugli allievi che saranno i futuri lavoratori o datori di lavoro, si potrà ottenere quella cultura della sicurezza sul lavoro necessaria per abbattere significativamente gli infortuni e le malattie professionali che permangono ancora a livelli inaccettabili nel nostro Paese".


Fonte: ilpaesenuovo.it

 

 

Infortuni, in Italia poche le informazioni disponibili

 

I dati sugli incidenti, che permetterebbero d’orientare le attività di prevenzione, vengono spesso ignorati. Riguardo alle condizioni di salute sui luoghi di lavoro, invece, indagini approfondite nel nostro paese non ce ne sono

di Diego Alhaique

I dati sugli infortuni e le malattie professionali possono fornire informazioni importanti ai fini della prevenzione. A livello aziendale lo studio degli incidenti, anche di quelli che non hanno causato danni alle persone, è essenziale per adottare misure atte a impedire che gli “eventi indesiderati” si ripetano. A livello territoriale e di settore, le analisi delle statistiche fornite dall’Inail, e oggi elaborate anche da Ispesl e Regioni, offrono la possibilità di definire politiche di prevenzione sulla base di priorità e obiettivi motivati, su scala regionale e nazionale.

Purtroppo, però, queste fonti conoscitive non sono ancora pienamente utilizzate a tale scopo. L’unica iniziativa di carattere sistematico finora intrapresa con questo metodo, partendo dai gravissimi dati circa le cadute dall’alto e i seppellimenti nel corso di attività di scavo, è il piano nazionale triennale di prevenzione in edilizia, lanciato nella Conferenza del Servizio sanitario nazionale di Torino del giugno 2007, basato sulla collaborazione tra i ministeri della Salute e del Lavoro, Inail, Inps, Ispesl, Regioni e parti sociali, ma di cui dopo l’avvento del governo di centro-destra non si ha più notizia.

Preso atto di questa prima grave carenza (il non utilizzo di dati che ci sono e che pur permetterebbero d’orientare le attività di prevenzione a vario livello) se ne deve purtroppo registrare un’altra, riguardo alla quale invece non c’è oggi disponibilità di dati. Si tratta delle condizioni di salute e di lavoro. Se infatti infortuni e malattie forniscono informazioni a posteriori, quando il rischio si è già verificato in danno, disporre di informazioni riguardo ai disturbi percepiti dai lavoratori, come i “muscoloscheletrici”, ai fattori di rischio presenti nelle lavorazioni, alle cause delle assenze per malattia, alle caratteristiche dell’organizzazione del lavoro, come i ritmi e i contenuti delle mansioni e il grado d’autonomia nell’esecuzione dei compiti, costituisce un presupposto necessario per politiche di prevenzione e di promozione della salute. Quel poco che sappiamo in proposito in Italia lo dobbiamo alle indagini condotte ogni cinque anni dalla Fondazione europea di Dublino, mentre non possediamo strumenti autoctoni d’indagine e di conoscenza che costituiscano quel monitoraggio essenziale per programmare la prevenzione “a ragion veduta”.

Eppure un tentativo di aprire una strada in questa direzione è stato fatto. Si tratta della sperimentazione (promossa dall’Ispesl) di un modello d’indagine finalizzato a fornire un quadro complessivo delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori di una regione italiana (è stato scelto il Veneto), quale studio pilota per la costituzione di un sistema di monitoraggio su scala nazionale. La ricerca è stata strutturata in cinque indagini: percezione dei rischi professionali, condizioni di salute e azioni adottate per la prevenzione; relazione tra stress, infortuni sul lavoro e assenze per malattia; infortuni dei lavoratori irregolari extracomunitari; assenze dal lavoro per malattia; andamento degli infortuni, delle inabilità e delle assenze per malattia.

I risultati scaturiti, molto interessanti (una sintesi è stata pubblicata da “Prevenzione Oggi”, n. 1/2008, disponibile in www.ispesl.it), dimostrano che è possibile passare dalla sperimentazione alla costituzione di un sistema di monitoraggio nazionale e servirsene per le necessarie politiche di prevenzione. Cosa si aspetta? La prossima strage?

Fonte: rassegna.it

 

 

CPTO IIPLE Bologna e provincia: da giovedì nuovo numero di "Edilizia sicura"

 

Da giovedì nuovo numero di 'Edilizia sicura': la corretta alimentazione e l'uso di alcolici

Nella nuova puntata di 'Edilizia sicura' in tv e radio (visibile anche su web e YouTube) si parla di come curare bene le proprie condizioni di salute e di alimentazione, con poi un approfondimento sui rischi di un uso eccessivo di bevande alcoliche.
Vengono messi in onda alcuni filmati su questi temi, cartoni animati europei NAPO, uno spot sull' uso del casco realizzato da 'Pubblicità progresso'
poco messo in onda dai grandi network nazionali tv, che trascurano totalmente l'educazione alla sicurezza sul lavoro .
Parlano nella trasmissione :
- un operaio edile rumeno,
- il Presidente IIPLE Bologna, l'ing. Antonio Mazza
- Paola Maretti, consulente CNA Ambiente e Sicurezza Bologna
- il medico del lavoro Paolo Galli, responsabile SPSAL ASL Imola
- Giuliano Pancaldi, tecnico ASL Bologna
- l'architetto Gazmend Llanai
Al termine viene data notizia dello scoprimento di una targa a Bologna nel luogo dove esisteva nel 1400 la Corporazione dei muratori e su questo viene intervistato il dott.Marco Buriani, Presidente Collegio Costruttori Edili ANCE Bologna.
'Edilizia sicura' ha il sostegno di INAIL Emilia-Romagna,ed il patrocinio di CNCPT nazionale, Formedil Emilia-Romagna, Provincia di Bologna.

La versione video che verrà inserita su You Tube sarà reperibile da Venerdì nella home page del nostro sito di documentazione sulla sicurezza sul lavoro www.cpto.it


Gli orari di messa in onda della trasmissione tv su E'Tv, SKY, Canale 11 e su Radio CittàFujiko sono scaricabili collegandosi al seguente indirizzo http://www.cpto.it/orari_edilizia_sicura.htm


E' possibile scaricare il volantino di Edilizia Sicura collegandosi al seguente indirizzo http://www.cpto.it/ES_definitivo.pdf.pdf


Fonte: www.cpto.it

 

 

Forlì: sicurezza sul lavoro, la piaga dei cantieri edili

 

C'è ancora molto da migliorare per la sicurezza nei cantieri edili. Anche nel territorio della provincia di Forlì-Cesena dove, secondo quanto rivelato dall'ordine degli ingegneri, nei primi dieci mesi del 2008 sono stati rilevati 474 reati in 117 cantieri controllati. Tra lavoratori, dirigenti e tecnici sono 805 le persone coinvolte. Dati allarmanti, che riportano al centro del dibattito il tema della sicurezza sul lavoro, anche alle luce dei 12 infortuni mortali del 2007.

La vigilanza nei cantieri operata nei primi dieci mesi dell'anno ha avuto importanti risvolgi giudiziari, visto che dalle 252 imprese finite nel mirino delle indagini, sono emerse 180 denunce alle autorità giudizarie.

La maggior criticità per la sicurezza nei cantieri edili è legata, secondo le rilevazioni svolte dall'Ausl assieme alla Direzione provinciale del lavoro, dalle cadute dell'alto, che costituiscono il 69,5% dei rischi. Unica nota positiva la dimunuzione del 7% dei rischi legati alle scosse elettriche.

Fonte: romagnaoggi.it

 

 

rainews24: Lavoro e sicurezza

 

Ospiti: Dante De Angelis, rls licenziato dalle Ferrovie dello Stato, e Vincenzo Di Nucci, tecnico di prevenzione Asl e Presidente dell' Aitep.

Parliamo di lavoro e sicurezza e in particolare dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dei tecnici di prevenzione Asl, due categorie in prima linea nella battaglia contro gli infortuni e le morti bianche. Troppo spesso gli Rls sono soggetti ad una sottile pressione da parte dei datori di lavoro ed a una sostanziale emarginazione dalle dinamiche sindacali. Per non parlare poi dei contrasti che si creano quando si affrontano temi come l'orario di lavoro, le abitudini consolidate o i rischi non percepiti. In condizioni critiche versano anche i tecnici di prevenzione Asl, in grado di ispezionare solo il 3 per cento delle aziende perché sotto organico. Sono circa 2.000 in tutta Italia, il che vuol dire uno ogni 3.000 aziende.
 

GUARDA IL VIDEO


Fonte: rainews24.it

 

 

PESCARA, PRESENTATA LA PIATTAFORMA INFORMATIVA INTEGRATA PER LA SICUREZZA E L’IGIENE SUL LAVORO

 

PESCARA- Nei giorni scorsi è stata presentata la Piattaforma Informativa Integrata per la Sicurezza e Igiene sul Lavoro. La Piattaforma è stata sviluppata, su incarico della Regione Abruzzo con fondi del POR FSE 2000-2006, per rispondere alle esigenze di studio e monitoraggio dei problemi di sicurezza e irregolarità del lavoro sul territorio abruzzese e per supportare e orientare le attività di vigilanza.
Negli ultimi anni diverse norme hanno spinto alla collaborazione interistituzionale per risolvere i problemi degli infortuni e del lavoro nero e Abruzzo Lavoro ha colto questa opportunità impegnando una quota dei fondi strutturali messi a disposizione dalla Regione.
Gli studi dell’INAIL indicano che circa il 40% degli infortuni indennizzati ogni anno non avverrebbe se venissero rispettate le norme relative alla prevenzione con conseguente organizzazione del lavoro più attenta ai rischi per la salute. Nel territorio abruzzese nel periodo 2000-2006 sono occorsi 179.067 infortuni di cui 349 mortali, un numero molto elevato che abbisogna di politiche di intervento condivise e partecipate da tutti gli attori del territorio. Dei suddetti infortuni circa il 73% riguarda i lavoratori di sesso maschile che sono coinvolti anche nel 94% dei casi mortali.
La dott.ssa Rita del Campo, direttrice dell’Ente Abruzzo Lavoro, ha evidenziato i vantaggi derivanti dall’utilizzo della Piattaforma e ha ricordato che tale strumento rappresenta una reale innovazione sia per ciò che riguarda l’integrazione dei dati sia per la gestione della vigilanza e del relativo coordinamento.
L’incontro si è svolto alla presenza delle parti sociali e di alcuni responsabili delle ASL abruzzesi e dell’Università che, oltre ad aver manifestato il proprio apprezzamento per l’iniziativa, hanno fornito indicazioni utili per il miglioramento della piattaforma e della relativa messa in esercizio.
Sono stati presentati poi alcuni report che possono fornire una importante fotografia del problema. Incrociando i dati dei rapporti di lavoro e degli infortuni denunciati all’Inail è possibile, ad esempio, valutare quali sono le professionalità più a rischio, suddividendole per fascia oraria, nazionalità dei lavoratori, periodo e luogo fisico della prestazione lavorativa, ecc. Un ulteriore possibilità offerta dalla piattaforma è quella di estrarre i dati di singoli settori o di determinati luoghi per fare studi analitici finalizzati all’ispezione o ad attività di consulenza preventiva. A titolo di esempio sono stati forniti gli incroci sul fenomeno degli infortuni occorsi nel territorio della Val Vibrata. Nel periodo di riferimento sono avvenuti 11.339 infortuni di cui 5.102 nel settore manifatturiero per attività svolte da personale con mansioni di bassa qualifica (431) e nella maggior parte dei casi riguardano lavoratori che hanno urtato o che sono stati colpiti da materiali presenti nelle aziende (macchinari, materiali, ecc.). Sempre nella stessa zona sono rilevati maggiori incidenti nella fascia di lavoro notturna (19-06) seguita da quella mattutina, principalmente nella giornata di Lunedì.

Fonte: sambuceto.info

 

 

Legge 133/08: chiarimenti sull'apprendistato professionalizzante

 

Chiarimenti in materia di apprendistato professionalizzante alla luce delle modifiche introdotte dall’articolo 23 del decreto legge n. 112/2008 convertito dalla legge 133/2008. La circolare ministeriale n. 27 del 10 novembre.

Il Ministero del Lavoro della salute e delle politiche sociali, con la circolare n. 27 del 10 novembre, ha fornito chiarimenti in materia di apprendistato professionalizzante alla luce delle modifiche introdotte dall’ articolo 23 del decreto legge 112/2008 convertito dalla legge 133/2008.

I punti principali della circolare intervengono su:
- durata del contratto;

- trasformazione anticipata del rapporto;

- formazione esclusivamente aziendale;

- formazione e responsabilità del datore di lavoro;

- sottoinquadramento e profili retributivi

- cumulabilità dei rapporti di apprendistato.

- abrogazioni

Secondo il Ministero del Lavoro, l'apprendistato professionalizzante è un contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di 6 anni, finalizzato all'acquisizione di una qualifica professionale. In questo periodo l'apprendista deve essere formato sul lavoro e deve poter acquisire alcune competenze di base e tecnico-professionali inerenti la qualifica che si intende ottenere. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato professionalizzante, i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i ventinove anni.

Nella circolare viene sottolineata l’importanza della formazione. Ricordiamo che, oltre ad essere utile per l’acquisizione delle competenze, la formazione dei nuovi assunti, dei giovani e degli apprendisti è particolarmente importante in quanto include la prevenzione degli infortuni e tutti quegli insegnamenti necessari ad evitare errori che potrebbero portare ad incidenti sul lavoro. Infatti con l’informazione e la formazione è possibile sensibilizzare i lavoratori verso tutte quelle precauzioni necessarie a lavorare in sicurezza, dall’uso corretto dei DPI, all’adozione di procedure di movimento che possano evitare problemi muscolo-scheletrici, all’utilizzo dei dispositivi di protezione delle macchine e in generale a qualsiasi precauzione utile alla riduzione del rischio.

Nella circolare si chiariscono quindi alcune delle caratteristiche che il contratto di apprendistato professionalizzante deve avere. Ad esempio è precisato che il contratto deve essere redatto in forma scritta e deve contenere le indicazione della prestazione oggetto del contratto, del piano formativo individuale, nonché della eventuale qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di lavoro sulla base degli esiti della formazione. Inoltre è indicata la possibilità di sommare i periodo di apprendistato svolti nell’ ambito del diritto-dovere di istruzione e formazione con quelli dell’ apprendistato professionalizzante nel rispetto del limite massimo di durata del contratto.

L’ultimo punto, al fine di semplificare le procedure, abroga esplicitamente con il decreto legge 112/2008:
1. La comunicazione all'amministrazione dei dati dell'apprendista entro 30 giorni dalla data di assunzione ( art. 1 DM 7 ottobre 1999)

2. le informazioni da dare alla famiglia dell'apprendista e la comunicazione all’ufficio di collocamento degli apprendisti che avevano conseguito la qualifica (artt. 21 e 24 del DPR 1668/1956)

3. la visita sanitaria prima dell'assunzione come apprendista (art. 4 legge 25/1955).

La circolare n. 27 del 10 novembre.

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - Direzione Generale Per L’attività Ispettiva – alla Confcommercio - Istanza di interpello n. 50 del 7 ottobre 2008 - apprendistato professionalizzante - art. 49, comma 5 ter, D.Lgs. n. 276/2003.

Fonte: puntosicuro.it

 

 

Convegno on line sulla movimentazione manuale dei carichi

 

Il 28 novembre sarà trasmesso in diretta streaming il seminario "Alleggerisci il carico" sul sito della Scuola Edile di Taranto. La visione è gratuita.

In occasione della campagna europea sulla movimentazione manuale dei carichi "Alleggerisci il carico" promossa dal Comitato degli Alti Responsabili dell’Ispettorato del Lavoro ("CARIL" - dizione italiana dell'acronimo inglese SLIC - Senior Labour Inspectors Committee), la Scuola Edile di Taranto ha organizzato il seminario dal titolo "Alleggerisci il carico", che sarà trasmesso in diretta sul sito www.scuolaediletaranto.com.

La Scuola Edile ha l’obiettivo di contribuire a rilanciare l’attività di formazione nel settore edile della provincia di Taranto ed in generale in tutti i comparti produttivi anche attraverso apposite pubblicazioni, incontri, convegni, attività seminariali ed azioni corsuali e formative, per promuovere risposte efficaci e metodologie innovative sul terreno delle idee imprenditoriali, della formazione, del miglioramento dei servizi per l’impiego.

L'obiettivo campagna è quello di informare, favorendo la diffusione della consapevolezza circa i rischi connessi al sollevamento e allo spostamento dei carichi con il dichiarato fine di promuovere adeguate soluzioni che permettano di ridurli o eliminarli.

Il seminario focalizza l’attenzione sul settore delle costruzioni, un settore ad alto rischio dove la frequenza di operazioni di movimentazione manuale dei carichi è molto elevata.

I relatori del convegno sono:
- l'Avv. Nunzio Leone, esperto sicurezza sul lavoro, di Ambiente lavoro Puglia

- l'Ing. Francesco Di Francesco, della Direzione Provinciale del Lavoro di Taranto.

La visione in videostreaming è completamente gratuita ed è prevista per il 28 novembre dalle ore 16.30 alle 18.00. Gli atti saranno successivamente consultabili sempre sul sito.
Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800161233.

Fonte: puntosicuro.it

 

 

I quesiti sul decreto 81/08: pubblicata una raccolta 
 

Disponibile on line una raccolta di quesiti sul decreto 81/08: applicazione, macchine, DPI, cantieri, segnaletica di sicurezza, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, sostanze pericolose... A cura della Direzione Sanità della Regione Piemonte

La Direzione Sanità, Prevenzione Sanitaria ambienti di vita e di lavoro della Regione Piemonte ha raccolto in una pubblicazione, disponibile on line, alcuni dei quesiti sul D. Lgs. 81/08 pervenuti al numero verde regionale per la sicurezza sul lavoro (800580001).

Ne pubblichiamo alcuni, ciascuno tratta un titolo diverso del D.Lgs. 81/08.

Applicazione generale del decreto 81/08 – Titolo I
Nel caso in cui il Coordinatore di esecuzione richiedesse ad un lavoratore autonomo che esercita la propria attività nel cantieri, un certificato di idoneità alla mansione e/o una formazione, quest’ultimo ha l’obbligo di fornire tale documentazione? Nel caso in cui il lavoratore si rifiutasse di fornire il certificato di idoneità il Coordinatore può allontanare il lavoratore autonomo dal cantiere?

L’allegato XVII stabilisce la documentazione che deve essere esibita al committente o al responsabile dei lavori ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili. In particolare il punto 2. 1, lettera d) stabilisce che i lavoratori autonomi devono esibire gli «attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria previsti dal presente decreto legislativo». Il Decreto Legislativo 81/08 prevede, all’art. 21, comma 2, che i lavoratori autonomi relativamente ai rischi propri delle attività svolte e con oneri a proprio carico hanno facoltà di: a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cui all’articolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali; b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attività svolte, secondo le previsioni di cui all’articolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali. Quindi il lavoratore autonomo ha facoltà di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e alla formazione, mentre il committente ha l’obbligo di affidare gli incarichi, solo nei cantieri temporanei o mobili, a lavoratori autonomi che posseggano tali attestazioni. In conclusione il lavoratore autonomo può legittimamente non sottoporsi a sorveglianza sanitaria e a percorsi di formazione, ma in questo caso il committente, non potendone verificare l’idoneità tecnico professionale, incorre a violazione degli obblighi dell’art. 90 comma 9 dlgs 81/08.

Luoghi di lavoro, macchine e DPI – Titolo II e III

Le piattaforme autosollevanti e gli ascensori da cantiere: denuncie e controlli. La prima denuncia viene effettuata all’Ispesl per apparecchiature di sollevamento marchiate CE, dove viene indicata la ditta proprietaria e la copia del certificato di conformità. Successivamente i controlli periodici annuali saranno effettuati dall’ARPA una volta ottenuto il libretto delle verifiche. Premettendo che trattasi di macchiari nuovi quindi rispondenti alla Direttiva Macchine, le domande sono: ovviamente detti macchinari non sono fissi e vengono spostati nei vari cantieri a seconda della necessità, è necessario effettuare una comunicazione di «variata installazione» per ogni cantiere e se sì a quale ente?

Fatto salvo che le attrezzature denominate piattaforme autosollevanti nel quesito siano da intendersi come ponti sviluppabili, la materia di cui trattasi è regolamentata dai commi 11,12 e 13 dell’art. 71 del D.Lgs. 81/08. In base a tale norma è «Il datore di lavoro» che deve farsi carico di sottoporre le attrezzature alle verifiche. Dunque è nel suo interesse che l’ISPESL per la prima verifica e le ASL (ARPA) per le verifiche periodiche siano a conoscenza dell’ubicazione
dell’attrezzatura che gli dovrà essere comunicata. Tale obbligo pur non espressamente previsto nella lettera della norma si desume anche in relazione all’art. 16 del DM 12/9/1959 (che non è stato esplicitamente abrogato) il quale dispone l’obbligo di comunicazione dei trasferimenti.

Cantieri – Titolo IV

Quando deve essere fatto il PSC? Prima della consegna della DIA o semplicemente prima dell’inizio dei lavori? C’era forse l’intenzione di ridurre i tempi e semplificare la procedura?

Sui tempi di redazione del PSC in questa circostanza non esiste una precisa previsione di legge, ma si deve osservare che il CPE deve essere designato prima dell’affidamento dei lavori (90, comma 4) e che il committente o il responsabile dei lavori trasmette il PSC a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori (art. 101, comma 1). Se ne ricava che nei lavori privati nei quali è prevista la presenza di più imprese, che non sono soggetti a permesso a costruire, gli obblighi di redazione del PSC vengono realizzati dal CSE prima della richiesta alle imprese di presentare offerte (esattamente come avverrebbe in presenza del CSP).

Segnaletica di sicurezza, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali – Titoli V, VI, VII

Considerato che nel decreto si fa riferimento a molteplici metodologie e norme tecniche per la valutazione dei rischi da MMC. E’ corretto interpretare che tali metodi siano non necessariamente obbligatori ma che l’azienda possa eventualmente utilizzare solo i fattori che sono indice di rischio nella movimentazione e analizzare quelli senza ricorrere obbligatoriamente a NIOSH, MAPO o altro?

Secondo quanto previsto dal titolo VI del decreto legislativo 81/08 il datore di lavoro valuta le situazioni di rischio in materia di MMC e adotta le conseguenti azioni di prevenzione tenendo conto delle indicazioni di cui all’allegato XXXIII. Il ricorso a buone prassi e a linee guida non è un obbligo tassativo ma come indicato dall’articolo 168, comma 3 un semplice criterio di riferimento.

Agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici, protezione da atmosfere esplosive – Titoli VIII, IX, X, XI

L’articolo 201 del nuovo decreto 81, relativo ai valori limite di esposizione e valori d’azione inerenti il rischio vibrazioni, contrariamente a quanto previsto dal precedente articolo 3 del decreto 187/2005, stabilisce valori limite anche su «periodi brevi». Cosa si intende per periodi brevi?

Il decreto legislativo 81/08 non chiarisce quale sia la durata del “periodo breve”.
Tuttavia la questione è stata affrontata in un documento del luglio 2008 “Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II e III sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro – Prime indicazioni applicative” redatto dal Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con l’ISPESL , che, al riguardo, puntualizza quanto segue:

“I valori limite di esposizione su periodi brevi (20 m/s2 per HAV e 1,5 m/s2 per WBV) sono valori che puntano a ridurre i rischi indiretti di infortunio e sono desunti dalle prime versioni della direttiva comunitaria sulle vibrazioni (le proposte di Direttiva 93/C77/02 e 94/C230/03) che utilizzavano il termine “… in pochi minuti”.

Premesso che i valori limite su tempi brevi sono comunque valori R.M.S., in attesa di ulteriori approfondimenti di natura tecnico-normativa si ritiene che per “periodi brevi” si debba intendere un valore di aw che corrisponda al minimo tempo di acquisizione statisticamente significativa delle grandezze in indagine.

Con la strumentazione attualmente disponibile tali tempi corrispondono ad almeno 1 minuto per HAV e almeno 3 minuti per WBV.

La raccolta di quesiti sul decreto legislativo 81/08 (formato PDF, 132 kB, a cura della Direzione Sanità della Regione Piemonte).

 

Fonte: puntosicuro.it

 

25/11/2008

 

Scuola/ Bertolaso: Vergognoso prorogare applicazione legge 626 
 

Roma, 25 nov. (Apcom) - Le continue proroghe dei governi all'applicazione negli istituti italiani della legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono "una vergogna che deve terminare, una condizione assolutamente inaccettabile". È quanto ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Bertolaso, intervenendo oggi alla Camera a nome del governo sul crollo del liceo Darwin di Rivoli sabato scorso.

Quando si parla di sicurezza nelle scuole non possiamo dimenticare che nelle scuole italiane l'applicazione della normativa 626/94 sulla messa in sicurezza dei luoghi di lavoro è sempre stata prorogata negli ultimi anni con decreti legge di deroghe di fine anno", ha detto: "La motivazione alle proroghe è sempre stata dettata da gravi carenze economiche e su queste proroghe c'è sempre stata l'unanimità delle strutture centrali e degli enti locali interessati".

Per Bertolaso "la legge madre sulla sicurezza nei luoghi di lavoro si applica quindi in tutti le realtà istituzionali del paese, fatta salva la scuola: è una condizione assolutamente inaccettabile".

E' dovere di tutti invece avviare un serio, concreto, rapido piano di intervento, mentre non si deve fermare il monitoraggio quotidiano di ogni istituto". Soprattutto, ha concluso, "terminiamo questa vergogna della proroga dell'applicazione della legge 626 nelle scuole: lo dobbiamo ai bambini di San Giuliano e a Vito", il ragazzo morto sabato a Rivoli.

Fonte: notizie.alice.it

 

 

ESPLOSIONE IN FABBRICA: PARLAMENTARI IN VISITA A SASSO MARCONI

 

Bologna, 24 nov. - Una delegazione della commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro, presieduta dal senatore del Pdl Oreste Tofani, ha visitato, questa mattina, lo stabilimento della Marconigomma, la fabbrica di Sasso Marconi, sul primo Appennino bolognese, dove lunedì scorso è avvenuta l’esplosione di un miscelatore che ha causato la morte di due dipendenti dell’azienda. I parlamentari sono stati informati dagli inquirenti sullo stato dell’indagine giudiziaria che al momento vede indagati per omicidio colposo e lesioni il direttore generale della società Jader Righetti e il responsabile per la sicurezza Tiziano Boselli. Come spiegato durante una conferenza stampa in Prefettura a Bologna dal senatore Tofani, l’obiettivo è capire se siano o meno state rispettate tutte le condizioni di sicurezza nel luogo dove è avvenuto lo scoppio. Si attendono dunque risposte sulla composizione della miscela utilizzata per la sperimentazione e sulla qualità delle sostanze utilizzate. A questo proposito potrebbero essere effettuati accertamenti mirati a verificare la provenienza delle sostanze chimiche usate per la creazione della mescola poi esplosa. Inoltre dovrà essere appurata la capacità di tenuta del miscelatore andato a fuoco. “Su questo - ha detto Tofani - non abbiamo avuto riscontri né in positivo né in negativo”. Per avere elementi più precisi si dovrà aspettare l’esame della macchina chiamata “banbury” da parte dei periti tecnici incaricati dal pm Marco Mescolini titolare dell’inchiesta sul grave incidente. La verifica verrà effettuata nei prossimi giorni ed essendo un esame irripetibile, probabilmente, sarà preceduto dall’iscrizione di altri nomi sul registro degli indagati. I parlamentari hanno spiegato che l’impianto esploso era del 1992 ed era stato sempre sottoposto ad una manutenzione ordinaria (ogni sei mesi) dai dipendenti dell’azienda. L’attuale normativa non obbliga le società a controlli da parte di terzi sui macchinari industriali. “Questo - ha spiegato il parlamentare del Pd Paolo Nerozzi, vicepresidente della Commissione - potrebbe essere oggetto di una modifica legislativa”. (AGI) (AGI) - Bologna, 24 nov. - Parlando più in generale dei temi legati alla sicurezza sul lavoro e al problema delle morti bianche (oltre 1000 decessi all’anno sul posto di lavoro e o900mila denunce di infortuni) il senatore Tofani ha evidenziato la necessità di “aprire un varco nuovo in termini di cultura” coinvolgendo anche le scuole. Oltre agli infortuni sul lavoro è opportuno approfondire l’aspetto delle malattie professionali “non tabellate - ha detto il presidente della commissione parlamentare - perché non possiamo creare fenomeni come il dopo amianto”. Sul fronte normativo- ha spiegato il senatore del Pd Nerozzi - un’ipotesi da considerare è il superamento della legislazione concorrente (a capo delle varie Regioni) per conferire allo Stato la competenza sulle materie legate alla sicurezza sul lavoro, così come accade nel resto d’Europa. Secondo Nerozzi, infine, sarebbe utile un rafforzamento degli istituti ispettivi centrali e periferici legati, ad esempio, ai controlli sugli impianti industriali. 

Fonte: industriale-oggi.it

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO: 250 LE INIZIATIVE DELL'ENEL PER L'OBIETTIVO "ZERO INFORTUNI"

 

ROMA, 24 NOV. Dal 24 al 30 novembre l'Enel organizza più di 250 iniziative che coinvolgono tutti i dipendenti per promuovere la cultura della sicurezza in tutti i paesi in cui è presente e raggiungere l'ambizioso obiettivo "zero infortuni". Lo ha fatto sapere l'Azienda in un comunicato stampa. Sette giorni, dal 24 al 30 novembre, dedicati al tema della sicurezza sul lavoro. Enel ha inaugurato oggi la Prima Settimana Internazionale sulla Sicurezza, alla presenza del ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi e dell'Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti. Durante la settimana verranno organizzate più di 250 iniziative che coinvolgeranno tutti i dipendenti che lavorano nei paesi dove Enel è presente, tutti attorno al motto "Everyonefor Safety", per arrivare ad avere una maggiore consapevolezza sul tema della sicurezza,migliorare i processi, e potere raggiungere l'ambizioso obiettivo "zero infortuni"."La sicurezza è la nostra priorità più importante - ha detto l'Amministratore Delegato Fulvio Conti - non è ammissibile che delle persone perdano la vita, o si facciano male lavorando, per Enel o per chiunque altro. Negli ultimi anni, grazie all'impegno profuso da tutto il nostro Gruppo, gli indici della sicurezza di Enel sono migliorati. Ma non potremo ritenerci soddisfatti finché non avremo raggiunto il traguardo zero incidenti".Durante la settimana i manager di Enel saranno impegnati in prima persona in oltre 60"Safety Walk", una serie di visite agli impianti per promuovere la prevenzione degli infortuni, verificare l'applicazione delle norme, l'adozione di comportamenti sicuri, lo stato e la manutenzione di strutture e macchinari. Sono state programmate inoltre piú di80 simulazioni, dall'evacuazione di edifici alle esercitazioni antincendio, nonché momenti di formazione, workshop, coinvolgimento del territorio, delle scuole e delle famiglie. Sul tema sicurezza, nel corso degli anni, grazie a importanti investimenti sulla formazione e a un piano capillare di sensibilizzazione e al coinvolgimento di tutti i lavoratori nel miglioramento dei processi, sono stati ottenuti importanti risultati: negli ultimi 4 anni il numero complessivo di infortuni (in occasione di lavoro e in itinere) è diminuito del 45%, passando dai 1.336 del 2004 ai 740 del 2007. Anche l'indice di frequenza che rappresenta il numero di infortuni rapportato alle ore lavorate(espresse in milioni) è diminuito, passando da 9,69 del 2003 a 5,47 del 2007, con una riduzione del 44%. Gli infortuni si sono ridotti anche in termini di gravità: negli ultimi 5anni l'indice di gravità di tutto il Gruppo Enel (il numero dei giorni di inattività a causa di eventi infortunistici rapportato alle ore lavorate, espresse in migliaia) è sceso del 35%;tra il 2006 e il 2007 gli infortuni gravi che hanno riguardato i dipendenti Enel sono diminuiti da 17 a 11 e gli infortuni mortali, tra il 2005 e il 2007 sono passati da 4 a 1.In aumento anche gli investimenti dell'azienda: nel 2007 Enel ha destinato una cifra di circa 540 euro pro capite per la sicurezza, maggiore del 45% rispetto al 2003. Per raggiungere l'obiettivo "zero infortuni", Enel ha lanciato un Piano di miglioramento della gestione della sicurezza, articolato in 9 ambiti di intervento: promozione della cultura della sicurezza, miglioramento dei processi e dei rapporti tra appaltatori e fornitori, una comunicazione efficace, reazione tempestiva agli eventi, migliore formazione, pianificazione e chiarezza degli obiettivi, prevenzione strutturale dei luoghi di lavoro, organizzazione della sicurezza e condivisione delle esperienze.

Fonte: irispress.it

 

 

Paura nell’isola tra studenti e professori

 

Sul fronte della prevenzione troppi precedenti gravi. Emergenza a Sassari per infiltrazioni allo Scientifico


SASSARI. L'allarme sicurezza investe le scuole sarde con una forza più intensa del maestrale. Moltissimi edifici non sono a norma. In altri mancano collaudi e certificazioni. In tanti altri sono cominciati (ma non finiti) i lavori di adeguamento. Nel frattempo si diffondono paure, dubbi, incertezze. Come ieri a Sassari. Dove la sede staccata dello Scientifico 1 e una Media sono state chiuse per infiltrazioni d'acqua dai soffitti: le conseguenze restano da valutare, ma intanto nessuno vuole correre rischi. A rendere più difficili le cose, l'assenza di un quadro generale certo con dati condivisi.

Che cosa significa? È presto detto. Se tutti i capi d'istituto e gli enti locali hanno un'idea parcellizzata delle diverse situazioni, manca sempre un osservatorio globale. L'ufficio scolastico si occupa solo di alcuni aspetti e ieri attraverso il suo dirigente, Armando Pietrella, ha dichiarato che nell'isola non esistono gravi emergenze per danni a strutture portanti negli istituti. La Regione stanzia i fondi per gli interventi negli edifici (quasi 50 milioni nel triennio 2007-2009). Ma sono poi le 8 Province (per le medie e le superiori) e i 377 Comuni (per le materne e le elementari) a gestire in concreto i casi negli ambiti territoriali.

Così in Sardegna l'assenza di un'anagrafe dell'edilizia scolastica, come del resto in altre zone d'Italia, è fonte di guai suppletivi. Un esempio per tutti. L'isola, grazie alla relativa asismicità, è ritenuta al di fuori della soglia di rischio per quanto riguarda la staticità delle sue scuole. Ma quel che rassicura da una parte, non garantisce da altri punti di vista. Che succede per ogni differente misura di sicurezza? Di fatto, nella sostanza, non si sa. Almeno su scala regionale. E in effetti solo una mappa complessiva dei pericoli potenziali e delle esigenze concrete potrebbe consentire nel tempo un superamento efficace e coordinato delle defaillances registrate sul fronte della prevenzione.

In questi anni - da Golfo Aranci a Olbia, da Badesi ad Alghero e a Sassari città - sono stati numerosi i cedimenti e i crolli che hanno fatto di volta in volta innalzare i livelli d'allarme. A fronte delle emergenze, e sulla scia della tragedia di Rivoli, si attendono adesso elaborazioni organiche, esaurienti. Nel frattempo ecco qualche punto fermo, sia pure parziale. Dal 2000 la Regione ha erogato per l'edilizia scolastica fondi che nel 2013 dovrebbero raggiungere una cifra pari a quasi 442 milioni (57 dei quali per il potenziamento delle strutture). Fino al 2006 agli istituti "seguiti" dai Comuni sono andati 163 milioni, alle superiori "seguite" dalle Province 95, per un totale di quasi 258.

Nel Nuorese, per quanto riguarda la legge 626, cioè la sicurezza sui luoghi di lavoro, la stragrande maggioranza delle scuole andrebbe chiusa. Nel capoluogo barbaricino non ci sarebbero pericoli di crolli in materne ed elementari. In 29 superiori sono in atto lavori per il rispetto delle norme. Oltre 8 milioni il budget stanziato dalla Provincia Carbonia Iglesias per adeguamenti e ristrutturazioni in 9 complessi. Nel Sassarese il 40% delle superiori ha ricevuto la certificazione d'idoneità statica. In un altro 40% di casi il monitoraggio avviato dalla Provincia nel 2007 è in corso. Esclusi dall'indagine, gli stabili costruiti negli ultimi 15 anni.

Contemporaneamente la Provincia ha intrapreso verifiche dell'impiantistica (antincendio, uscite di sicurezza, ascensori), che si tradurranno in manutenzioni straordinarie. Nel Cagliaritano, sulla carta, istituti superiori inagibili: mancano collaudi, riassetti, adeguamenti. In pratica, tra deroghe nazionali e interventi all'ultimo minuto, i cancelli rimangono aperti. Eppure, i dati in mano all'assessorato provinciale disegnano un quadro allarmante: su 75 istituti, solo 4 hanno il certificato di agibilità. Ribaltando i numeri: le strutture fuori norma sono il 94%.

Il discorso non migliora per il collaudo statico (assente al 73%) o il nullaosta dei vigili del fuoco (accordato a 40 istituti su 100). «Certo, c'è da migliorare la situazione, ma tutto sommato, almeno per quel che riguarda gli istituti superiori, la situazione è buona»: così da Oristano l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Franco Serra. Che alla fine rileva: «C'è ancora da fare parecchio, ma posso affermare che le nostre scuole sono sicure».

Fonte: lanuovasardegna.repubblica.it

 

 

Il lavoro protagonista dell’edizione 2008 della Festa della Toscana

 

Il Comune di Monte Argentario partecipa quest’anno alla Festa con un programma di iniziative messo a punto dagli Istituti Scolastici con la collaborazione della Pro Loco Monte Argentario di Porto S.Stefano

Monte Argentario: Il lavoro come diritto, come etica, come responsabilità, come fattore di crescita e di sviluppo. Ma anche la dignità del lavoro e la sicurezza sul lavoro. Il lavoro in ogni sua declinazione è quest’anno il protagonista della Festa della Toscana, l’evento con il quale la Regione Toscana da nove anni ricorda l’abolizione della pena di morte avvenuta ad opera del Granduca di Toscana il 30 novembre1786.
Prima in Europa la Toscana ha così concretamente dimostrato il suo impegno per la promozione dei diritti umani e della pace e la sua vocazione a contrastare ogni forma di settarismo e di razzismo.
Le celebrazioni sono iniziate domenica 23 novembre a Prato con il tradizionale appuntamento più scenografico : la Grande Parata dei cortei storici della Toscana. In rappresentanza del nostro Comune ha partecipato il corteo storico del Palio Marinaro con l’Associazione Argentario Vivo.
Il Comune di Monte Argentario partecipa quest’anno alla Festa con un programma di iniziative messo a punto dagli Istituti Scolastici con la collaborazione della Pro Loco Monte Argentario di Porto S.Stefano.

27 novembre
Porto S.Stefano, Corso Umberto I e Via xx settembre
“Bambini di Toscana...bambini del Mondo” - I bambini incontrano il Mondo del Lavoro
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli alunni della Scuola Elementare incontreranno gli artigiani e i lavoratori che illustreranno e mostreranno il loro lavoro. Un percorso sugli antichi mestieri dislocato con mostre e dimostrazioni all’interno di locali e lungo le vie del centro storico di Porto S.Stefano. A fine mattinata merenda per tutti preparata dalle mamme dei bambini e un piccolo omaggio degli alunni ai lavoratori intervenuti.

28 novembre
Porto S.Stefano, Aula magna della Scuola Elementare “Appetito”
Conferenza sui diritti del bambino, con particolare riferimento ai bambini lavoratori
Dalle ore 10.00 alle 13.00 Proiezione di alcuni filmati e dibattito sul lavoro minorile organizzato dalla Direzione Didattica con la presenza di esperti e volontari.

1 dicembre
Porto S.Stefano, Piazza dei Rioni e Sala Consiliare
“Il mare: una “rete” di mestieri e passioni” - Dalle tradizioni all’evoluzione del lavoro
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Mazzini” di Porto S. Stefano e Porto Ercole (Scuola dell’infanzia, Scuole elementari e medie) incontreranno numerosi esperti, in particolare del settore nautico. Verranno presentati video dei laboratori effettuati dagli alunni dei vari plessi e nella Sala del Consiglio saranno esposti tutti i lavori. Sulla Piazza sarà messa in scena anche una drammatizzazione riguardante momenti di vita dei pescatori.

“Il lavoro - uno sguardo dal banco”
Dalle ore 9.00 alle 12.30 gli studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Tecnica e Professionale “Giovanni da Verrazzano” incontreranno esperti dei settori delle attività marittime ed ittiche. Saranno proiettati i filmati realizzati nei laboratori dei progetti di formazione.­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­
 
Fonte: maremmanews.tv

 

 

La sicurezza sul lavoro: una risorsa per tutti

 

Novara, 25 novembre 2008- Prosegue, grazie al costante interesse degli ascoltatori, l’appuntamento di informazione sanitaria con BLU RADIO.
Nella trasmissione di mercoledì 3 dicembre p.v. si parlerà di sicurezza e di infortuni negli ambienti di lavoro (come fare a prevenirli, gli organi di vigilanza, le sanzioni). Ospite della puntata sarà la dott.ssa Ivana Cucco, Dirigente Medico dello S.Pre.S.A.L., il Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Vita e di Lavoro dell’ASL NO.

Sintonizzatevi mercoledì 3 dicembre alle 11.00, e ogni mercoledì successivo con le frequenze di BLU RADIO, per Novara e Provincia FM 102.200 (tutte le altre frequenze sono consultabili sul sito www.bluradio.it).
Per suggerire un argomento che vi sta particolarmente a cuore o volete che se ne parli, per informazioni più approfondite sui temi trattati, inviate un’ e-mail all’indirizzo ure@asl.novara.it oppure info@bluradio.it;
Buon ascolto!

Fonte: paginemediche.it

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO: ORVIETO, "LA GESTIONE DEL RISCHIO ELETTRICO NELLE ATTIVITA' ESTRATTIVE"

 

ORVIETO (TR), 25 NOV. "La gestione del rischio elettrico nelle attività estrattive". Questo il convegno che si svolgerà giovedí prossimo, 27 novembre, dalle ore 15,00, al Palazzo dei Sette di Orvieto. L'iniziativa, organizzata dall'Ufficio Difesa del suolo e Protezione civile di Palazzo Bazzani, in collaborazione con Assocave Umbria, si inserisce all'interno del progetto "coltivare la sicurezza" finalizzato alla prevenzione degli infortuni all'interno dei siti estrattivi. Al convegno partecipano gli Assessori provinciali Loriana Stella e Giampaolo Antoniella. Nel corso dei lavori verrà presentata anche la nuova unità operativa della Provincia che si occuperà di gestione delle attività estrattive e polizia mineraria. 

Fonte: irispress.it

 

 

Cittadinanzattiva chiede piano in 5 anni per la sicurezza a scuola. Inail, aumentano gli incidenti

 

Un appello al governo perche' ripristini i fondi per la sicurezza delle scuole e realizzi un piano in cinque anni per la messa in sicurezza delle scuole e realizzi un piano per gli edifici scolastici.

È quanto chiede Cittadinanzattiva in occasione della sesta giornata nazionale della sicurezza nelle scuole promossa dall'Associazione, nell'ambito della campagna "impararesicuri". "Sarebbe questo il modo migliore per onorare le vittime della scuola e lavorare per evitare il ripetersi di simili tragedie ", ha commentato Adriana Bizzarri, coordinatrice della scuola di Cittadinanzattiva .

A Roma l'evento nazionale si e' tenuto presso l'Istituto Tecnico Galilei dove 120 ragazzi delle scuole superiori della citta' hanno realizzato pannelli artistici sul tema della sicurezza.

"Mettiamoci al sicuro", "Sicura mente", "La sicurezza dipende anche da te", "la terra trema ... si salvi chi sa " sono alcuni degli slogan che hanno fatto da sfondo alla giornata.

Un pannello e' stato dedicato a Vito, il ragazzo di 17 anni morto sotto il crollo di un controsoffitto della sua aula. Dal rapporto annuale Impararesicuri emerge una situazione diffusa di insicurezza: crolli di intonaco, certificazioni mancanti o non disponibili, scarsa manutenzione. Ed e' soprattutto su quest'ultimo aspetto che mancano controlli adeguati sul rispetto delle norme edilizie, sui lavori effettuati e sul rispetto dei tempi".

Alcuni dati
Il certificato di agibilita' statica e' presente solo nel 34% delle scuole, quello di agibilita' igienico-sanitaria e' disponibile nel 39% dei casi, nel 37% per la prevenzione incendi ; la segnaletica e' messa male e molto meglio si potrebbe fare spendendo poco.

E ancora, una scuola su quattro non ha la piantina con i percorsi di evacuazione e le uscite di emergenza non sono segnalate nel 17% dei casi. Nelle scuole che hanno laboratori scientifici, solo 63% ha cartelli informativi sulle precauzioni da seguire e l'84% possiede armadi chiusi per riporre sostanze e attrezzature pericolose.

Scarsa e' la formazione del personale: nel dettaglio, una scuola su quattro non attua i corsi sulla sicurezza del lavoro , il 17% non fa le prove di evacuazione , il 42% non fa corsi di primo soccorso ne' di prevenzione incendi e addirittura l'83% non ha svolto alcun corso sulla sicurezza elettrica.

Inail: Incidenti a scuola sono in costante aumento
I dati diffusi dall' Inail, segnalano che nel 2007 gli incidenti sono stati 12.912 al personale e
90.478 agli studenti. Nelle scuole monitorate da Cittadinanzattiva, i responsabili del servizio di prevenzione e protezione hanno segnalato 739 incidenti, con 90 richieste di intervento del 118 e 34 casi nei quali e' stato disposto il trasferimento in ospedale. Poco piu' della meta' degli edifici quest'anno si colloca in zone a rischio sismico, il 38% ha l'ingresso direttamente sulla strada, il 35% ha subito atti vandalici. Nessun edificio ottiene pieni voti, 12 un giudizio buono, 33 discreto, 56 appena sufficiente, 24 insufficiente e 7 pessimo.

Nell'ultima categoria , su 7 scuole ben 6 sono dell'infanzia , cio' significa che sono soprattutto i piu' piccoli a vivere in ambienti insicuri. 

Fonte: rainews24.rai.it

 

 

Newsletter DEL GOVERNO - Anno IX n. 43 del 25 novembre 2008

 

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Infanzia, la giornata nazionale e la figura del garante

Più quote latte per l'Italia

Collocamento mirato per i disabili

Prevenire i rischi idrogeologici

Export, i contributi 2009 per le piccole e medie imprese

In treno con cani e altri animali

 

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Fonte: governo.it

 

 

Infortuni e linee guida nei cantieri stradali ed autostradali

 

Disponibili i risultati della ricerca promossa dall’ISPESL sulle cause d’infortuni e malattie professionali per i lavoratori dei cantieri stradali ed autostradali temporanei mobili con la realizzazione di linee guida tecnico-organizzative.

Non è facile parlare di sicurezza e prevenzione degli infortuni nei cantieri stradali e autostradali con presenza di traffico veicolare: intorno a questi cantieri convergono una serie di attività riguardanti sia l’edilizia sia i trasporti, attività che sono normalmente caratterizzate da un elevato potenziale di rischio infortunistico.

Per questo motivo PuntoSicuro aveva dato rilievo l’anno passato al convegno internazionale "La Gestione della salute e sicurezza dei lavoratori nei cantieri stradali ed autostradali, in presenza di traffico veicolare" che si era tenuto a Foligno.

Durante il convegno erano stati illustrati i principali risultati della ricerca “Analisi delle cause d’infortuni e malattie professionali per i lavoratori operanti nei cantieri stradali ed autostradali temporanei mobili e realizzazione di linee guida tecnico-organizzative per la tutela della salute e sicurezza degli addetti” promossa dall’ISPESL in collaborazione con la Regione Umbria.
Questa ricerca è ora disponibile per la consultazione on line ed è “una occasione importante per recuperare, sviluppare e trasferire, conoscenze, valutazioni, proposte operative ed esigenze informativo-formative nel comparto dei Cantieri Stradali ed Autostradali Temporanei e Mobili caratterizzati dalla contemporanea presenza di traffico veicolare”.

Gli obiettivi fissati per la realizzazione del progetto erano tre:
- “reperire e sistematizzare la produzione di documenti (protocolli, manuali, linee guida etc.) di sicurezza sul lavoro e della letteratura tecnico-scientifica relativa ai rischi specifici del settore”;

- “produrre il profilo di rischio di comparto”;

- “definire linee guida contenenti le procedure tecnico-organizzative per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”.

Riguardo al primo obiettivo attraverso la ricerca è stato possibile reperire e sistematizzare “circa 60 documenti di vario genere (Norme, circolari applicative, linee guida, procedure operative, protocolli d'intesa, lavori scientifici etc.), sia nazionali che internazionali”.
Documenti che “hanno trovato collocazione in uno spazio specifico del sito dell'ANAS”.

Riguardo al secondo obiettivo oltre “ad un approccio tradizionale alla descrizione del profilo di rischio ottenuto mediante sopralluoghi in 30 cantieri ed effettuazione di 3 indagini specifiche mirate a definire l'esposizione a fattori di rischio particolari (vibrazioni ed idrocarburi policicli aromatici), si è proceduto a valutare gli aspetti organizzativi e gestionali attinenti la sicurezza sia delle stazioni appaltanti che delle 30 aziende coinvolte nel progetto”.
In questo caso sono emersi interessanti punti critici che chiedono specifiche soluzioni, sia a livello di committente che di impresa esecutrice.

Ricordiamo che tra le stazioni appaltanti coinvolte nel progetto erano presenti ANAS, Autostrade per l'Italia e 29 province.

Riguardo infine la definizione di linee guida “è stato realizzato un manuale del Sistema di Gestione della Sicurezza che applica i principi della qualità”, un manuale sul quale probabilmente tornerà PuntoSicuro per qualche approfondimento mirato.

La ricerca ha cercato inoltre di “trovare strumenti più moderni ed efficaci per la formazione”.

A questo proposito sono state prodotte, con software predisposti per la realizzazione di animazioni, una “serie di simulazioni di alcune situazioni ‘critiche’ di cantiere stradale in presenza di traffico”.

Per ogni situazione “sono rappresentate tre diverse prospettive di osservazione (panoramica, operatore, utente) per tre diversi scenari:

- uno dichiaratamente errato con evidenti violazioni alla normativa di legge (Codice della Strada, Regolamento di attuazione, Disciplinare tecnico sulla segnaletica temporanea) ed alle regole di ‘buona pratica’;

- uno apparentemente corretto, ma con errori applicativi della normativa di legge e delle regole di ‘buona pratica’;

- uno definito ‘migliorato’ in quanto costruito sull’applicazione della normativa di legge e delle regole di ‘buona pratica’”.


In definitiva la ricerca si compone di tre diverse parti.

Prima parte:

- illustrazione sintetica del progetto;

- A) Definizione del comparto, delle attività di ricerca e metodologia: analisi dei processi lavorativi, schede committente, schede imprese, scheda di sopralluogo in cantiere;

- B) Capitolo 1: censimento della documentazione esistente (protocolli, manuali, linee guida etc) relativa alla sicurezza sul lavoro e della letteratura tecnico-scientifica.

Seconda parte:

- l'organizzazione della Stazione appaltante e del Committente;

- l'organizzazione aziendale;

- descrizione dei cicli produttivi e del profilo dei rischi tradizionali;

- incidenti da traffico nei cantieri stradali: dati, fattori di rischio e possibili azioni di prevenzione;

- Allegato A: “Figure professionali negli appalti pubblici nelle diverse normative”;

- Allegato B: “Campionamenti ambientali e personali per valutazione esposizione ad IPA” e “Esposizione alle vibrazioni al corpo intero” (Contarp Inail - Direzione regionale dell'Umbria);

- Allegato C: “Monitoraggio biologico per la valutazione del rischio espositivo a composti genotossici” (Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica - Università di Perugia).


Terza parte:

- linee guida tecnico organizzative per la tutela della salute e sicurezza degli addetti;

- esempio di manuale del sistema;

- documenti di sistema;

- procedure gestionali;

- procedure operative;

- istruzioni operative.
 

Fonte: puntosicuro.it

 

 

La cultura della sicurezza sul lavoro deve partire dai giovani 

 

Il tema della sicurezza sul lavoro, al centro dell'edizione 2008 della Festa della Toscana, si rivolge anche ai giovani.
 

La provincia di Prato ha promosso una serie di iniziative, diverse delle quali coinvolgono proprio gli studenti, nella convinzione che la cultura della prevenzione degli infortuni in ambito lavorativo debba partire dalle giovani generazioni. Stamani nella sede dell'istituto Buzzi si e' tenuto un incontro rivolto ad alunni delle scuole superiori dal titolo 'Sicurezza e lavoro: un diritto per tutti'. Autorita' cittadine ed esperti del settore hanno tenuto una serie di interventi, spaziando dalle normative ai dati relativi a questo fenomeno. E' stata anche lanciata l'idea di costituire una task force tra i vari enti interessati per elaborare un progetto unico sulla sicurezza. L'incontro dara' vita ad una pubblicazione, a cura della presidenza del Consiglio provinciale, destinata alle scuole. 

Fonte: *********

 

 

 Dalla Provincia un milione e 400 mila euro per la formazione professionale

 

LUCCA - Un milione a 400 mila euro sono stati investiti dalla Provincia per progetti formativi, di riqualificazione professionale e reinserimento occupazionale. E' stato possibile grazie ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo concessi a Palazzo Ducale.

 

Con 1 milione e 420 mila euro a disposizione, la Provincia di Lucca ha finanziato interventi per la riqualificazione professionale, per percorsi formativi e di reinserimento lavorativo sul territorio. A tanto ammonta, infatti, il contributo del Fondo sociale europeo (nell'ambito dell'obiettivo 2 che sostiene le zone con difficoltà strutturali) previsto dall'avviso pubblico del Piano operativo regionale (Por).

Nel dettaglio, grazie ai fondi UE assegnati a Palazzo Ducale, l'amministrazione provinciale ha finanziato, con 770 mila euro, 6 interventi biennali per il conseguimento di qualifiche professionali e per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro, in particolare dei giovani. In coerenza con le esigenze del territorio recepite dalla Provincia, si tratta di addetti elettrici-elettronici (due interventi di cui uno a Lucca e l'altro a Castelnuovo Garfagnana), addetto ai rapporti commerciali, contabile, pasticcere, addetto alle ortifloricolture e manutenzione del verde.

Con la stessa tranche di finanziamento è stato predisposto un intervento per sole donne per favorirne l'inserimento lavorativo nel settore alberghiero della Versilia.

150 mila euro, invece, sono serviti per tre interventi mirati a favorire il reinserimento lavorativo, nonché a contrastare ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro nei confronti delle persone in condizione di svantaggio.

Con 500 mila euro, inoltre, sono stati finanziati progetti di formazione continua presentati da imprese del territorio provinciale rivolti a lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti; lavoratori in Cassa integrazione o in possesso di contratti atipici e soci lavoratori di cooperative. I progetti hanno riguardato l'aspetto della qualità, della sicurezza sui luoghi di lavoro e la responsabilità sociale.

« Questi percorsi formativi - spiega l'assessore provinciale al lavoro Gabriella Pedreschi - offrono valide opportunità di formazione e di crescita professionale; un aspetto fondamentale per entrare nel mondo del lavoro ma anche per mantenere la necessaria competitività in un mercato sempre più dinamico che, oggi più che mai, richiede maggiori e più specialistiche competenze. E' per questa ragione che la strategia d'intervento del Fondo sociale europeo a sostegno delle politiche della formazione e del lavoro punta decisamente, come la più generale strategia UE per l'occupazione, sul concetto di occupabilità per contribuire ad abbattere le barriere all'ingresso nel mercato del lavoro».
 
Fonte: loschermo.it

 

 

REGIONE CAMPANIA: Formazione, riaprono i bandi

 

Formazione continua: pronti oltre 16 milioni di euro destinati a finanziare i piani aziendali per accrescere le competenze dei lavoratori e sviluppare la competitività delle imprese. Il Denaro presenta in anteprima i contenuti dei bandi che a breve l'assessorato alla Formazione della Regione Campania, guidato da Corrado Gabriele, aprirà. I fondi sono destinati a finanziare due azioni principali: la formazione diretta ai lavoratori in cassa integrazione, per un totale di 3,8 milioni di euro; la formazione diretta ai lavoratori di aziende con sede in regione, per un totale di 12,6 milioni di euro. Per ogni singolo piano è previsto un contributo massimo di 56 mila euro che può salire fino a 336 mila se il piano riguarda due o più aziende. Diversa la modalità di presentazione delle domande: per le azioni destinate ai cassa integrati, la procedura è a sportello; per tutte la altre, invece, è a bando.

Riaprono i bandi destinati alla formazione continua e finanziati grazie alla legge 236 del 1993. Le date per la presentazione delle domande ancora non sono disponibili. Da quanto è dato sapere, il varo delle misure dovrebbe avvenire entro poco tempo, anche nei prossimi dieci giorni. A disposizione di imprese e enti di formazione ci sono oltre 16 milioni di euro, destinati a finanziare la formazione continua. Come il bando varato lo scorso anno, anche quello allo studio degli esperti di Palazzo Santa Lucia, prevede due grandi misure di finanziamento: le azioni destinati ai lavoratori in cassa integrazione e quelle con sede operativa in Campania. Per entrambe le misure, gli obiettivi sono: migliorare le competenze dei lavoratori e favorire l'aumento della competitività delle imprese.

MISURE
Per quanto riguarda gli interventi relativi alla Cassa integrazione, per ottenere il contributo è necessario attivare una procedura di accordo tra sindacati, aziende e ministero. Obiettivo, infatti, è favorire la riconversione dei lavoratori che vivono la situazione di emergenza. Le domande di partecipazione possono essere presentate da imprese, consorzio di imprese e associazioni temporanee di scopo con sede legale in Campania. Non cambia la procedura per quanto riguarda la tipologia B, ovvero i piani formativi destinati a tutte le altre aziende. La formazione per i piani di tipo B riguardano: gestione aziendale, amministrazione, qualità, informatica, tecniche di produzione, impatto ambientale, sicurezza sui luoghi di lavoro, marketing e vendite, lavoro d'ufficio e attività di segreteria, lingue, contabilità e finanza. Ogni piano dovrà prevedere: un'analisi di contesto, una descrizione del fabbisogno dei lavoratori e dell'azienda stessa e una descrizione delle attività formative che si realizzeranno.

ATTIVITA'
Le attività formative potranno essere realizzate direttamente in azienda oppure presso organismi formativi accreditati presso la Regione Campania per le attività di formazione continua. Il piano formativo aziendale deve avere una durata massima di 200 ore e il numero di allievi minimo deve essere cinque e il massimo 20.
Le attività finanziabili dalla Regione ammontano a 56 mila euro per piano aziendale fino a un massimo di 336 mila euro per i piani pluriaziendali, quelli cioè organizzati da un gruppo di imprese. Per quanto riguarda i piani pluriaziendali, il bando prevede che la durata massima le percorso formativo non superi le 400 ore. I contributi, ricordiamo, vengono concessi sotto forma di regime "de minimis": in pratica un'azienda che usufruisce di questo sistema non potrà avere aiuti per un massimo di 200 mila euro in tre anni. Ancora poco chiaro il sistema di presentazione delle domande, per il semplice fatto che le date saranno stabilite dal giorno di pubblicazione del bando sul bollettino ufficiale della Regione Campania (il burc). In ogni caso, Palazzo Santa Lucia prevede la creazione di tre possibilità: una entro la fine dell'anno (una prima data dovrebbe essere all'inizio del mese di dicembre, ma questa è un'informazione che va presa con le molle); una seconda tranche all'inizio del nuovo anno, a cavallo dei mesi di febbraio e marzo. Infine, una data prima dell'estate 2009, verso la fine di maggio. Ogni tranche avrà la durata di quindici giorni. .
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L'azione in pillole
Destinatari Imprese, associazioni temporanee di imprese, consorzi, enti formativi
Obiettivo Favorire la formazione dei dipendenti e l'aumento della competitività delle aziende
Fondi Oltre 16 milioni di euro
Azioni 3,8 mln per formare i dipendenti in Cassa integrazione
12,6 mln per tutti i dipendenti
Scadenza A giorni la pubblicazione delle misure

I fondi messi a disposizione dalla Regione Campania per la formazione superano i 16 milioni di euro

Fonte: denaro.it

 

 

regione Emilia Romagna: Dalla Regionale a una proposta di legge per ridurre i rischi nei cantieri edili 

 

Regione - Maggiori tutele per i lavoratori dell’edilizia, cantieri più sicuri, semplificazione di procedure e adempimenti ma anche incentivi economici ed agevolazioni bancarie per le stazioni appaltanti e le imprese virtuose che investono in elevati standard di sicurezza. Sono queste le linee principali della proposta di legge "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile" varata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla programmazione territoriale Luigi Gilli.

Il provvedimento – maturato con la condivisione delle forze e sociali e che ha già avuto il via libera della Conferenza regionale delle autonomie locali - nelle prossime settimane sarà esaminata dall’Assemblea Legislativa.

«La proposta di legge - spiega l’assessore Luigi Gilli - tiene conto dei fenomeni che si manifestano nell’ambito di una filiera produttiva che presenta caratteristiche particolari e specifiche, soprattutto di natura organizzativa. Infatti occorre ricordare la peculiare struttura del mercato del settore dell’edilizia caratterizzato da numerose piccole e micro-imprese». Novità anche per i Comuni. Infatti per i lavori di manutenzione e le nuove realizzazioni di privati, la Regione stabilirà indirizzi rivolti ai regolamenti urbanistici ed edilizi dei Comuni per una maggior sicurezza nell’esecuzione degli interventi, in particolare qualora la manutenzione comporti lavorazioni particolarmente pericolose. «Si deve – aggiunge l’assessore Gilli - aumentare ogni azione che rafforzi sempre più le condizioni di sicurezza nei cantieri, il rispetto delle condizioni normative e contrattuali nonché gli obblighi assicurativi e previdenziali dei lavoratori. La normativa punta a superare gli aspetti di criticità, sia nei cantieri a committenza pubblica che privata. La Regione, con questa proposta, mette a frutto le numerose esperienze positive di accordi e progetti che hanno coinvolto le istituzioni, le rappresentanze economiche e sociali, nonché gli organismi bilaterali».

La norma prevede anche strumenti di incentivazione economica a favore dei committenti che affidano i lavori ad imprese che svolgano la loro attività secondo principi di responsabilità sociale e a chi investe in ulteriori standard di sicurezza prevedendo anche accordi con enti competenti per benefici assicurativi e previdenziali.
Inoltre la Regione promuove accordi con gli istituti di credito e con le associazioni di rappresentanza delle imprese, per agevolare l’accesso al credito per le imprese che investono in maggior sicurezza nei cantieri.
Per quanto riguarda il coordinamento si prevede una messa in rete delle diverse esperienze positive di enti locali, Ausl, Direzione regionale del Lavoro, Inail, Inps, Ispesl, sindacati e associazioni economiche. Mentre per i controlli si andrà verso una maggiore semplificazione amministrativa, un aumento e un coordinamento dei controlli sui cantieri con l’utilizzo informatica per maggiore efficacia ispettiva.
È prevista infine una maggiore attività formativa (ed informativa) di prevenzione ai lavoratori, agli imprenditori edili e ai soggetti che intendono intraprendere l’attività di impresa edile, al personale addetto alla vigilanza dei cantieri, ma anche ai progettisti e esecutori delle opere edili.

Fonte: bologna2000.com

 

 

Operaio morto sul lavoro, l'impianto era già sotto sequestro ma lavorava clandestinamente

 

Due arresti a Gubbio: il carcere per uno dei due titolari del centro di rottamazione, mentre l'altro ha ottenuto i domiciliari

L’ incidente sul lavoro, a Gubbio alcuni mesi fa, nel quale era morto un operaio di 32 anni mentre scaricava dal suo camion materiale ferroso, non doveva accadere perché l’'impianto ritenuto non a norma era stato posto sotto sequestro già dal marzo 2007.
L' uomo, di Umbertide, era stato colpito al torace da una bombola di anidride carbonica che durante le operazioni di scarico dal camion aveva perso la valvola di sicurezza ed era schizzata contro di lui, scaraventandolo a diversi metri di distanza dal veicolo
L’attività tuttavia, per l'accusa formulata dal gip Nicla Flavia Restivo, a conclusione di un'indagine coordinata dal pm della procura della repubblica presso il tribunale del capoluogo umbro Antonella Duchini, era continuata ugualmente.
I due titolari di un centro di rottamazione di Gubbio sono stati arrestati, uno ai domiciliari, oggi dai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Perugia per traffico illecito di rifiuti ed altri reati.

Sono accusati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, violazione dei sigilli, scarichi industriali non autorizzati, nonchè inosservanza delle prescrizioni autorizzative, Sono stati accertati, anche, l'utilizzo ripetuto di manodopera straniera non in regola, l'inquinamento del terreno e dei corsi d'acqua con residui oleosi, il mancato rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre all'interramento di rifiuti su un'area pubblica adiacente. Nel centro di rottamazione sono stati trovati anche notevoli quantitativi di rame.
Il giro d'affari è stato stimato dagli inquirenti in circa un milione e mezzo di euro per la raccolta ed il trattamento illecito di circa 1.500 tonnellate di rifiuti, costituiti principalmente da autovetture da demolire, bombole, oli ed altri materiali provenienti soprattutto dal comprensorio Eugubino-gualdese e Tifernate.

Fonte: iltamtam.it

 

 

Incidenti sul lavoro, Italia e Europa a confronto

 

Intervista a Paolo Nerozzi     Il senatore Nerozzi, di ritorno da una missione a Londra, Parigi e Berlino in qualità di vicepresidente della Commissione d'inchiesta sulle morti bianche, commenta le normative sulla sicurezza adottate dai maggiori paesi del Vecchio continente e le compara con il nostro Testo unico


Morti bianche, una realtà scomoda che fin troppi fanno finta di non vedere. D'altronde è un dato di fatto che il lavoro ha perso la sua centralità rispetto all'impresa, come testimoniano le statistiche sugli infortuni che con ritmo implacabile ne rispecchiano la drammatica mercificazione nel mondo globalizzato. E dopo pochi giorni dalla storica sentenza sul rogo della ThyssenKrupp, che introduce la responsabilità penale dei manager e dei datori di lavoro, gli incidenti continuano a mietere vittime senza sosta.

Eppure nell'aprile dello scorso anno è stato licenziato il Testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, una normativa che segna un considerevole passo in avanti nel contrasto agli incidenti sul lavoro. Un testo ritenuto da molti esaustivo, ma male applicato. Ne abbiamo parlato con il senatore del PD Paolo Nerozzi, vicepresidente della Commissione d'inchiesta sulle morti bianche, di ritorno da una missione/studio a Parigi, Londra e Berlino sulle norme vigenti nei principali paesi del Vecchio continente in materia di sicurezza sul lavoro.

Partiamo dalla decisione della magistratura riguardo alla ThyssenKrupp...
Si tratta di una sentenza che rende giustizia di una tragedia, anche se quando si tratta di morti la giustizia non può che essere limitata. Ma il dato importante è che in questo caso i magistrati hanno potuto applicare le leggi italiane che prevedono anche la responsabilità penale ispirandosi al Testo Unico del ministro Damiano, che introduceva questo elemento. Un elemento osteggiato dal Governo, che ne vorrebbe l'abolizione, e dalla Confindustria che ha commentato la sentenza in maniera del tutto priva di stile e di umanità dichiarandola eccessiva.

La Commissione d'inchiesta sulle morti bianche, di cui sei vicepresidente, è andata in missione in Europa la scorsa settimana per conoscere le misure adottate da Gran Bretagna, Germania e Francia per arginare il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Qual è la situazione europea?
La Gran Bretagna è il paese che vanta la mortalità piu bassa grazie all'introduzione della responsabilità penale che prevede dalla sospensione temporanea o perpetua dai consigli di amministrazione all'arresto dei responsabili, laddove le manovre punitive che vanno ad aggiungersi agli aspetti decisivi, ma non esaustivi, di informazione e prevenzione.
Paradossalmente le critiche della Confindustria inglese si sono concentrate, come in Italia, sull'aspetto della responsabilità individuale dei manager o dei datori di lavoro rispetto ad eventuali infortuni, malattie professionali o morti sul lavoro. Va detto però che la nostra legislazione sull'amianto è all'avanguardia, sebbene introdotta quando il fenomeno era purtroppo già esploso, con livelli di intervento e di sicurezza che non hanno eguali in Europa. In Francia la mortalità per esposizione all'amianto è molto alta, come anche in Gran Bretagna, mentre in Germania meno.

Quindi abbiamo una buona legge...
Sì, il problema è l'applicazione e il controllo.

Cosa si deduce guardando ai tre modelli europei nel loro insieme?
Intanto quello inglese ha l'aspetto della punibilità: efficacissimo per quanto riguarda gli incidenti mortali, meno efficace per gli infortuni o le malattie professonali, i cui dati sono simili a quelli italiani poiché, soprattutto nella piccola e media impresa, è più facile nasconderli.

Se in Italia applicassimo il Testo Unico così com'è ci avvicineremmo ai livelli della Gran Bretagna?
No, saremmo simili solo sotto gli aspetti penali, per il resto rimarremmo unici. Infatti il modello britannico e quello tedesco - di quello francese parlerò dopo - hanno un ruolo della bilateralità e del sindacato dell'impresa più forte che da noi. In Gran Bretagna regge perché accompagnato dalle misure penali, mentre in Germania procede con risultati leggermente migliori rispetto al sistema itlaiano perché il rapporto di bilateralità e di rigore nel rispetto della legge nei paesi nordici raggiunge dei livelli ben diversi dai nostri. Un sistema bilaterale in un paese come l'Italia rischia di permettere una gestione penalizzante dei diritti individuali delle persone, ed ecco perché non è contenuto nel Testo unico.

E' proprio questo il terreno sul quale si sta spingendo Sacconi, la bilateralità...
Certo. E come è vero che in Germania regge, in Francia - dove è presente un sistema simil-bilaterale - non dà i risultati sperati. I sistemi inglese e francese infatti, che sono simili tranne che per l'aspetto della punibilità, sono senz'altro inferiori a quello tedesco. Però riguardo alla mortalità il modello più interessante è quello inglese che prevede un elemento penale molto forte, contenuto anche nel nostro Testo unico.
Ma c'è una seconda considerazione da fare sull'insieme dei paesi, e cioè che ci troviamo in presenza di un rallentamento della diminuzione degli incidenti sul lavoro, e in  parte anche delle morti, simile a quello sperimentato dall'Italia nel biennio 2006-07. In pratica il fenomeno di abbassamento che inizia negli anni ‘70 in Germania e che pervade poi tutti i Paesi, subisce un'inversione di tendenza intorno a questi ultimi anni.

Perché questa inversione?
Per la deregulation che investe in forme diverse tutti i paesi. I settori e le tipologie degli infortuni, identici nei paesi in esame, riguardano l'edilizia e l'agricoltura  - anche se in Francia il sistema di rilevazione per il secondo settore citato è differente rispetto agli altri e non ci sono dati disponibili perché frammentati e parziali - e gli extracomunitari e i giovani precari. Questo fenoneno dalle dimensioni europee dimostra che un mercato con meno regole e meno diritti colpisce in maniera simile, anche se con percentuli diverse, le due catgorie più deboli: i giovani e gli immigrati.  Le argomentazioni addotte dai paesi che abbiamo visitato riguardano il fatto che i giovani hanno meno formazione e meno informazione, e tra questi primi fra tutti gli immigrati.
Ma in realtà, benché formazione e informazione siano due punti indispensabili nella prevenzione degli infortuni sul lavoro, spesso gli incidenti avvengono anche per un aumento eccessivo dei carichi di lavoro e per la necessità di fare straordinari, aspetto al quale non viene posta la giusta attenzione. Sicuramente formazione e informazione vanno rafforzate nel nostro paese, basta girare per le strade per rendersene conto, ma non è sufficiente. L'elemento della deregolamentazione, di fronte alla necessità di portare a casa un salario minimo, è condizionante della situazione.

Quanto incide la crisi economica sugli infortuni sul lavoro?
Incide sempre tanto, perché porta a due aspetti: a carichi di lavoro maggiori da un lato, alla paura di perdere il posto di lavoro dall'altro che rende il lavoratore più proteso alla difesa del proprio posto di lavoro e disposto a sacrificarsi.

Qual è la situazione dell'Italia, dal punto di vista delle statistiche, rispetto ai tre Paesi che hai visitato?
Sicuramente peggiore, anche se percentualmente identica a quella della Francia che, con l'aggiunta delle morti da amianto, presenta una situazione con fasi alterne simile alla nostra benché annoveri complessivamente meno morti e meno infortuni. I dati d'Oltralpe su malattie professionali e mortalità ad esse legata sono più alti che da noi. La Gran Bretagna e soprattutto la Germania presentano, invece, una situazione onestamente migliore della nostra.
In particolare la Germania è più omogenea ed efficace nell'insieme dei campi, dalle malattie professionali agli infortuni alle morti sul lavoro; la Gran Bretagna invece ha dei picchi positivi molto alti sulle morti  - superando anche la Germania - e molto meno positivi sulle malattie professionali e sull'amianto. Si può dire che Londra arrivi alla media di Berlino attraverso picchi alti e bassi.

Alla luce di quanto fin qui detto, quale importanza riveste oggi il lavoro della tua Commissione?
Intanto, fermo restando che il lavoro va giudicato alla fine del percorso, lunedì 24 novembre la commissione si recherà a Bologna, con una rapidità di intervento credo mai registrata prima, per incontrare le istituzioni e fare un sopralluogo alla "Marconigomme" di Sasso Marconi (dove in seguito all'esplosione dello scorso 17 novembre sono morte due persone e tre ne sono rimaste  ferite n.d.r.).
Per quanto concerne il ruolo della commissione, questo si svolge su due livelli: il primo riguarda il monitoraggio della situazione e il come avviare interventi formativi e informativi fin dalla scuola primaria; il secondo si articola su due piani: uno prende in esame una questione tra le tante non risolte nel nostro Paese, e cioè la riforma in senso federale del Titolo V della Costituzione - la legislazione concorrente tra Stato e regioni - laddove la divisione di competenze può creare confusione. Si tratta della vecchia posizione, inascoltata, della Cgil e del sindacato. Questo è il primo intervento che potremmo essere in condizione di attuare per poterci avvicinare agli altri paesi, dove la competenza è solo statale.

Cosa comporta la responsabilità in mano solo allo Stato?
Meno confusione, insieme alla minore possibilità di avere forme di legislazione diverse da regione a regione, una eventualità che non si è ancora verificata ma che potrebbe avvenire in futuro.

E la seconda questione?
La seconda è provare a fare un po' di ordine nei diversi enti; oltre all'Inail ce ne sono altri due o tre che si occupano della materia infortunistica a livello nazionale.

A questo proposito Sacconi avrebbe intenzione di unificare Inail e Ispesl...
Sì, ma probabilmente c'è bisogno di fare qualcosa di più. La questione è di coordinare meglio l'elemento ispettivo.

Attualmente questo aspetto come è regolamentato?
Attualmente sono preposti a questa funzione vari enti nazionali e le Asl. E' necessario procedere alla soppressione degli enti più piccoli per unificare attorno all'Inail tutto ciò che riguarda la prevenzione a livello nazionale, mentre con le Asl è necessario formare un coordinamento, soprattutto nella fase ispettiva che deve vedere coinvolti anche Inps, Inpdap e le banche dati per poter intervenire in maniera più precisa.

Abbiamo cominciato commentando la decisione della magistratura sulle responsabilità del rogo alla ThyssenKrupp, e lì vorrei che tornassimo: qual è il significato politico di quella sentenza?
Innanzitutto significa che c'è giustizia, che è una cosa importante. Secondo, costringe tutti a una maggiore attenzione; infine, dimostra che dobbiamo andare avanti col Testo unico, che non va modificato. Questa sentenza costringe il Governo, di fronte all'opinione pubblica, a rallentare alcune modifiche perché la sensazione è che si voglia andare ad operare per tutelare negligenze o colpe anche gravissime come in questo caso.

Si tratta davvero di una sentenza storica...
Sì, è una sentenza importante.

 
Fonte: aprileonline.info