Consulenza e assistenza tecnico legale in materia di Ambiente, Igiene e Sicurezza sul Lavoro - Analisi e Rilievi Strumentali - Medicina del Lavoro - Certificazioni - Corsi di Formazione - Vendita dispositivi di protezione - Adeguamenti al D.Lgs. 196/03 (Codice Privacy)

 

HomeAziendaDove SiamoNEWSLeggi e SentenzeApprofondimentiScadenzeEventi

 

News:    Il "TESTO UNICO" è stato pubblicato come D.Lgs. n. 81 del 09/04/08 sul Supplemento n. 108/L della G.U. n. 101 del 30/04/2008.

TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

MODIFICHE, PROROGHE E CHIARIMENTI TESTO UNICO

 

 
 

LE NOSTRE ATTIVITA'

Sicurezza sul lavoro

Igiene

Ambiente

Prevenzione incendi

Medicina del Lavoro

Formazione

Certificazioni

Privacy

Risparmio energetico

Vendita

 

 

 

Links utili

 

 

 

 

Come contattarci

Sede legale:

Via Galliani, 8

71100 Foggia

Sede amministrativa

Via Luigi Zuppetta, 118

71100 Foggia

Tel./fax  +39 0881568185

info@aslsicurezzalavoro.it

 

 

 

NEWS

Luglio 2008

 

Giugno 2008Luglio 2008Agosto 2008Settembre 2008Ottobre 2008Novembre 2008Dicembre 2008

 

 

25/07/2008

 

Bari/ Brucia la fabbrica della Peroni. Tre intossicati

Almeno due operai e un vigile del fuoco sono rimasti intossicati a Bari a seguito di un incendio che ha distrutto il locale stabilimento della Peroni. Non ci sono feriti gravi: ha funzionato il piano di evacuazione rapida e tutti gli operai, non appena è scattato l'allarme, sono corsi nei punti di raduno.

Sul posto stanno già operando tecnici dell’Arpa, l’agenzia regionale della protezione ambiente della Regione Puglia, per stabilire la effettiva pericolosità delle emissioni. Nello stabilimento si utilizzano malto, luppolo ma anche ammoniaca.

In ogni caso la nube appare in progressivo dissolvimento, grazie anche ad un residuo di quel vento di maestrale che negli ultimi giorni ha spirato sulla costa sud adriatica.

DOMATE LE FIAMME - Per domare l’incendio è intervenuto anche un velivolo Canadair della Protezione Civile: il liquido ritardante del velivolo e l’intenso lavoro delle squadre dei Vigili de Fuoco del capoluogo pugliese si sono resi necessari dopo che un silos di stoccaggio ha improvvisamente preso fuoco, pare nel corso di lavori di manutenzione dove sarebbe stata usata una fiamma ossidrica.

Rapidamente sei silos sui ventisette presenti nella fabbrica hanno preso fuoco in rapida successione, dando luogo ad esplosioni che sono state avvertite in tutta la zona a nord della città. Tutta la zona resta ora transennata mentre dal Comune si fa appello agli abitanti perché restino comunque in casa a finestre chiuse.

Fonte: affaritaliani.it

 

 

Sicurezza sul lavoro, lo Stato intensifica i controlli
 

Dopo i numerosi incidenti e morti sul lavoro, il Ministero ha intensificato i controlli da parte dell’Ispesl, NAS ed ARPA presso tutte le attività di servizi di produzione ed attività commerciali, in sostanza, laddove gli impianti elettrici o la messa a terra possono mettere a rischio l’incolumità di qualsiasi persona.

Mentre precedentemente al DPR 462/01 le responsabilità per la sicurezza sul lavoro non erano ben regolamentate, oggi il datore di lavoro ha la piena responsabilità per gli eventuali incidenti; pertanto è tenuto a richiedere verifica, biennale o quinquennale, ad Organismi autorizzati dal Ministero delle Attività produttive.

Il datore di lavoro dovrà essere in possesso del verbale di verifica per esibirlo in occasione di controllo.

Non sono valide, dunque, ai fini del DPR 462/01, le verifiche effettuate da professionisti o da imprese installatrici poiché, per il conflitto d’interesse, non possono essere controllori.

L’inosservanza all DPR 462/01 comporta gravi sanzioni di natura penale e civili.

Fonte: agrigentoweb.it

 

 

VIAREGGIO - E' fuori pericolo l'operaio caduto, L'Asl sta indagando sull'incidente
 

E' fuori pericolo Angelo Lo Bello, l'operaio caduto da un ponteggio in Darsena. Intanto gli ispettori del Servizio prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’Asl stanno cercando di ricostruire la dinamica dall'incidente. Secondo quanto emerso, nessuno avrebbe detto a Lo Bello di indossare un'imbracatura di sicurezza prima di salire sul ponteggio
 

 


Viareggio, 25 luglio 2008 - Angelo Lo Bello sta meglio. E’ fuori pericolo, ma la strada della guarigione è ancora lunga. Le fratture e le ferite rimangono. E fanno male. Da ieri comunque il 21enne operaio caduto dal ponteggio in un cantiere dell’area del Polo Nautico è stato trasferito dal reparto di rianimazione in ortopedia.

Il ragazzo ha potuto parlare con gli ispettori del Servizio prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’Asl. A loro ha raccontato la dinamica dell’incidente, anche se la ricostruzione presenta molti "non ricordo" per lo choc subito. I medici sono fiduciosi per il decorso ospedaliero: preoccupano ancora le ferite alle vertebre ma non tanto per la mobilità quando per il rischio che possano insorgere problemi respiratori.


Il ragazzo, dipendente della ditta Magi Ponteggi, ha anche parlato con una sindacalista. Poche parole. Però importanti, a cominciare dalla ricostruzione dell’incidente, il fatto che lui da terra sia salito sul ponteggio, per sistemare una copertura in nylon, un lavoro che sarebbe dovuto durate pochi minuti. Ma prima di salire nessuno gli aveva detto che avrebbe dovuto indossare un’imbracatura di sicurezza.

"Tutte parole che confermano - ha sottolineato Lamberto Pocai, segretario versiliese della Fiom Cgil - ciò che abbiamo detto e sostenuto pochi minuti dopo l’incidente: il ragazzo lavora da due anni ma non mai mai avuto una formazione specifica sul tipo di lavoro che deve svolgere". Insomma, una formazione fai-da-te, imparandola sul campo, a contatto con i colleghi. "Ma non è così che si fa, che si sviluppa la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro" ha ribadito Pocai.

L’inchiesta è curata dal Servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’Asl Viareggio. "Nei prossimi giorni - ha spiegato il responsabile dell’unità operativa, il dottor Giuliano Angotzi - riferiremo all’autorità giudiaria". E’ scontato che fra qualchge giorno ci potranno essere anche persone iscritte sul registro degli indagati: un atto dovuto e di garanzia, soprattutto per chiarire i profili di responsabilità nell’incidente di Angelo Lo Bello. Anche gli uomini del commissariato hanno effettuato rilievi e controlli ma come ha spiegato il dirigente Leopoldo Laricchia "si è trattato soltanto di lavoro di supporto agli ispettori dell’Asl".

Ovviamente il giorno dopo l’angoscioso infortunio sul lavoro, il dibattito politico sul Polo Nautico e più in generale sulle condizioni di lavoro nei cantieri della Darsena ha tenuto banco. "Appalti e sub-appalti - ha sottolineato il segretario di Rifondazione Comunista, Roberto Alessandrini - sono diventati la regola e controlli vengono vanificati. E’ il momento di rivedere tutti i criteri con i quali vengono concessi gli spazi demaniali e comunali. E’ l’ora che il Comune si doti di un gruppo di vigilanza e di controllo veramente efficace, che intervenga prima, urante e dopo la concessione delle autorizzazioni. Bisogna avere il coraggio di revocare le concessioni a chi si dimostra indaffidabile".

Ugualmente per la linea dura anche Paolo Puccinelli, segretario comunale del Pdci: "Occorre rivedere realmente i criteri e i parametri per l’assegnazione e l’utilizzo delle aree demaniali: nella nostra città non possono esistere luoghi impermeabili ad ogni regola e insensibile al tessuto sociale e civile che le circondano".

"Non è comprensibile - ha concluso Massimo Braccini, segretario generale della Fiom-Cgil - che si possa andare avanti con questo modello distorto che rischia di mettere a rischio, nel medico lungo periodo, anche lo stesso futuro del settore. C’è la necessità di cambiare registro, di voltare pagina, il sindacato non può accettare questa situazione".

Fonte: lanazione.ilsole24ore.com

 

 

Lavoro ''sicuro'' in Vaticano
 

La sicurezza e la prevenzione sul lavoro, un tema tristemente noto in Italia per il ripetersi continuo di incidenti e 'morti bianche', è seguita e applicata anche in Vaticano. Attraverso l'inaugurazione, nei giorni scorsi, dei locali del Servizio per la Salute dei lavoratori, comincia a essere attuata nel piccolo Stato della Città del Vaticano la legge LIV, promulgata a fine 2007.

Il Servizio si compone di un'unità operativa ed è formata da un medico, da un ingegnere, da un ufficiale dei vigili del fuoco e da un funzionario. All'apertura dei nuovi uffici, che si trovano al quarto piano del Palazzo del Governatorato e che sono stati inaugurati dal cardinale Giovanni Lajolo, farà seguito il regolamento applicativo, che è stato definito ed entrerà in vigore a breve.

Lo ha reso noto il neo direttore del Servizio, il giudice Gianluigi Marrone, con un'ampia intervista rilasciata all'Osservatore Romano. La sicurezza sul lavoro è un tema a cui il foglio vaticano è particolarmente sensibile. Tra l'altro, la campagna quotidiana contro le 'morti bianche', che il giornale sosteneva con convinzione, ebbe il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nell'intervista, il neo direttore ha fatto il punto sulla situazione attuale e ha anche annunciato alcune novità. Vediamole. Prima di tutto, Marrone ha chiarito l'essenza del nuovo regolamento. Si tratterà di un testo-quadro che darà attuazione ai principi fissati dalla legge, seguendo, fin dove possibile la normativa italiana di riferimento, nel solco della dottrina sociale dei Papi sul lavoro e le condizioni dei lavoratori. Ma apporterà anche qualcosa di più. Tenendo conto della peculiare realtà di lavoro in cui operano i dipendenti vaticani, il regolamento insisterà molto sulla formazione dei lavoratori.

"Cercheremo di attuare una politica educativa delle persone" – ha detto Marrone. "Anzichè minacciare sanzioni, anche penali, cerchiamo di incidere nell'alveo dell'acquisizione dei valori, di una propagazione delle idee della tutela del valore e della dignità del lavoratore".

Inoltre – ha proseguito il direttore – il regolamento fisserà il principio che le norme sulla sicurezza dovranno coinvolgere anche il personale di ditte esterne, che sarà soggetto ai controlli degli ispettori vaticani, sia dentro le Mura Leonine che negli immobili extraterritoriali; prevederà una sorta di vademecum con tutte le norme da rispettare, che sarà consegnato ai lavoratori e alle loro amministrazioni, nonché la predisposizione di un documento di valutazione dei rischi, che sarà realizzato dai singoli dicasteri vaticani, al cui interno sarà nominato un responsabile della sicurezza.

Infine, novità per le donne in maternità e per le persone con disabilità. Per le mamme, afferma Marrone, saranno allestiti degli idonei locali, una sorta di asili nido, per le loro necessità di allattare i loro piccoli. Per i lavoratori disabili sarà riservata un'attenzione specifica per favorire il loro accesso ai luoghi di lavoro.

Fonte: korazym.org

 

 

Regione, contributo di 20-30 mila euro a ogni famiglia delle vittime sul lavoro altri 23 milioni per il contrasto alla povertà
 

Contrasto alla povertà e interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime di incidenti sul lavoro: erano stati due dei passaggi fondamentali durante la discussione della finanziaria regionale, indispensabili per il voto favorevole al documento contabile di tutta la maggioranza. Per la sicurezza sul lavoro si era espresso anche il consiglio regionale, con una legge ad hoc licenziata praticamente all'unanimità il 30 maggio. Nel corso dell'ultima seduta, la giunta ha approvato gli indirizzi attuativi per il testo dell'assemblea: su proposta dell'assessore regionale Romina Congera, l'esecutivo ha stabilito criteri e modalità per l'erogazione degli aiuti economici.

Il contributo, compreso fra i 20mila e 30mila euro, sarà erogato una tantum a favore dei familiari superstiti del lavoratore deceduto per un infortunio sul lavoro. «Sarà concesso», spiega Congera, «qualsiasi siano la natura e la tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima e prioritariamente nel caso in cui la stessa risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali». L'assegnazione, su richiesta, sarà a beneficio del coniuge superstite o dei figli, degli ascendenti, dei fratelli e delle sorelle, e dei conviventi anche senza prole dei lavoratori sardi deceduti a causa di incidente sul lavoro. Gli stessi benefici sono previsti anche per i familiari dei lavoratori comunitari ed extra-comunitari che lavorano nelle aziende dell'isola.

La richiesta, che dovrà essere corredata dall'autocertificazione, sarà esaudita entro venti giorni con procedura d'urgenza: in capo all'assessorato del lavoro il diritto di effettuare gli accertamenti. L'importo, per un massimo di 30mila euro, sarà fissato in base alle condizioni sociali ed economiche del nucleo familiare degli aventi diritto: calcolati con riferimento agli indicatori Isee, cioè il parametro “Indicatore di Situazione Economica Equivalente”, strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie.

Due milioni e mezzo le risorse stanziate per il 2008, un milione per gli anni sucessivi: nel primo anno di attuazione la dotazione finanziaria è destinata a interventi per infortuni mortali avvenuti in questi primi sette mesi del 2008 e nel 2007: rispettivamente, 13 e 33.

Sull'altro fronte, quella del contrasto alle povertà, la giunta ha approvato in via definitiva la seconda annualità del programma per la realizzazione di interventi destinati alle persone e alle famiglie prive di reddito. Sette i principi ispiratori: dalla «presa in carico globale della persona e della famiglia» alla promozione delle capacità individuali e familiari «ai fini del reinserimento sociale delle persone»; dalla temporaneità dell'intervento fino «al superamento della fase di emergenza» al ruolo attivo degli enti locali «nella valutazione delle situazioni di necessità e nella gestione degli interventi»; dalla valorizzazione del volontariato e della cooperazione sino all'integrazione «con gli interventi di inserimento sociale, lavorativo e formativo», sino al cofinanziamento comunale.

La Regione fa la sua parte, con uno stanziamento di quasi 23 milioni di euro: 22 vengono da risorse regionali, 940mila da fondi statali. Soldi utili per finanziare tre linee di intervento. La prima, con una dotazione di 15 milioni di euro, mira al sostegno economico diretto: con l'erogazione di un sostegno economico non superiore a 350 euro mensili e per un massimo di sei mesi, finalizzati all'abbattimento dei costi dei servizi essenziali come energia elettrica, gas, rifiuti solidi urbani, da ripartire tra i Comuni della Sardegna per il 10 per cento in parti uguali e per il 90 per cento in relazione alla popolazione. La seconda linea, con uno stanziamento di quasi 6 milioni di euro, è individuata per le famiglie con almeno quattro figli e in difficoltà economiche: previsti un contributo non superiore ai 4mila euro l'anno.

L'ultimo intervento, finanziato con 2 milioni di euro, è dedicato persone, gruppi e famiglie che soffrono la mancanza di beni primari come il cibo, l'abitazione, il vestiario e in condizioni di preoccupante isolamento relazionale: le risorse saranno ripartite tra gli ambiti territoriali Plus in relazione ai progetti "Né di freddo né di fame" che saranno presentati entro il 30 settembre 2008.

Fonte: altravoce.net

 

 

MOLFETTA. Operazione dei carabinieri per la sicurezza sul lavoro
 

I Comandi Provinciali di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, sotto la direzione del Comando Regione Carabinieri "Puglia" ed in stretta collaborazione col personale ispettivo delle Direzioni Provinciali del Lavoro e della Direzione Regionale del Lavoro della Puglia hanno attuato negli ultimi tre giorni una mirata attività di indagine ed ispettiva ambito "Programma Sicurezza 2008" principalmente nei confronti di numerose aziende operanti nel settore edile.

L´operazione, disposta a seguito dei recenti episodi delle cosiddette morti bianche e degli infortuni sul lavoro, verificatesi su tutto il territorio nazionale, ha avuto come obiettivi la verifica del rispetto della vigente normativa in materia di prevenzione degli infortuni, sicurezza, igiene ambientale, tutela della salute nonché il contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dello sfruttamento dei minori e degli stranieri assunti irregolarmente.

L´attività, finalizzata anche alla prevenzione e repressione dei reati in genere e che ha visto impiegati 886 carabinieri, 419 veicoli, due elicotteri e due natanti, ha consentito di raggiungere rilevanti e soddisfacenti risultati.

Nel settore edilizio, infatti, 174 sono stati i cantieri controllati di cui 1 sottoposto a sequestro, 43 le denunce a piede libero per reati inerenti in particolare la violazione della normativa antinfortunistica e sui rapporti di lavoro, 106 le violazioni alle norme sulla sicurezza del lavoro accertate per un importo contravvenzionale pari a 116 mila euro.

Le attività effettuate in contrasto alla criminalità hanno portato 48 arresti, di cui 15 in flagranza, 18 su ordine di custodia cautelare e 15 i provvedimenti di carcerazione, 57 denunce in stato di libertà per diversi reati e il sequestro di 3 chili di droga.

Fonte: ilfatto.net

 

 

FOGGIA - Cantieri edili: controlli straordinari in Capitanata
 

60 cantieri controllati, di cui 2 sequestrati; 32 violazioni rilevate di cui 13 a carattere penale e 19 a carattere amministrativo. Ma anche elevate sanzioni amministrative per un valore totale di 37500 euro ed infine denunciate all'autorità giudiziaria 10 persone. Questo il bilancio servizio straordinario di controllo ai cantieri edili di tutta la Capitanata attuato Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia coadiuvati dal personale del NIL - Nucleo Ispettorato del Lavoro. Nello specifico sono state rilevate infrazioni in 4 cantieri edili di San Severo e più precisamente in Via De Fazio, in Via Tondi ed in via Togliatti, dove sono state rilevate 11 contravvenzioni per mancato uso del casco protettivo, 3 contravvenzioni per mancato uso delle scarpe antinfortunistica e 2 per mancata copertura degli spuntoni di ferro con tappeti. A Cerignola sanzionati 3 cantieri: in Via Toscana per il mancato uso - da parte di cinque operai - del casco protettivo; mentre in località Torricelli dove sono in corso lavori per la costruzione di una palazzina per civile abitazione e per la realizzazione di un ipermercato sono state denunciate 2 persone perchè si stavano eseguendo lavori ad altezza superiore a 3 metri senza adottare adeguate impalcature o ponteggi che evitano eventuali cadute. Anche a San Marco in Lamis sono stati sanzionati due cantieri in Via De Gasperi per aver impiegato 3 operai in nero di cui uno minorenne. Denunciato in stato di libertà del datore di lavoro. Scoperto operaio in nero anche nel cantiere in via De Filippo. Controlli a tappeto anche a Casalnuovo Monterotaro dove sono state denunciate 5 persone per aver iniziato a costruire, nel centro abitato, due palazzine per abitazione civile in difformità del progetto depositato presso l'Ufficio Tecnico Comunale. Anche a Volturara Appula è stata denunciata una persona per aver iniziato la costruzione, in località San Vito, di un immobile senza il relativo permesso. In conclusione a Mattinata denunciato imprenditore che aveva occupato un operaio in nero e elevata una contravvenzione di 7500 euro per violazioni in materia di sicurezza dei lavoratori.

Fonte: teleradioerre.it

 

24/07/2008

 

URBANI CAPOGRUPPO COMMISSIONE INCIDENTI LAVORO

La Commissione è lo strumento che il parlamento utilizzerà per monitorare la situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro

La senatrice Ada Spadoni Urbani è stata nominata capogruppo della delegazione dei senatori del Pdl nella Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro. “E' un onore ed un impegno - ha commentato la Urbani - partecipare con questo importante incarico, segno della fiducia dei colleghi del Pdl. Le morti bianche - ha aggiunto - vanno sconfitte con una rivoluzione culturale di cui c'è grande bisogno e attraverso la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Credo che la strada giusta sarà quella di far capire che la sicurezza è un vantaggio per tutti, che le morti e gli incidenti sul lavoro – ha concluso la senatrice - possono essere ridotti in maniera notevole con un'azione positiva di educazione e di incentivi”.

Fonte: terninrete.it

 

 

"Inghiottito dal dirupo con l'albero" Odissea per soccorrere l'operaio
 

Al termine delle difficili operazioni di recupero purtroppo Gheorghita Arsenoaia è deceduto, ancor prima di salire sull'elicottero del 118. Il ragazzo era residente a Santa Fiora, aveva 27 anni, una moglie e due figli. Il medico del 118 per soccorrere l'uomo si è calato dall'elicottero con un verricello
 

Grosseto, 24 luglio 2008 - Col fiato sospeso hanno atteso che lo portassero in salvo. Ma al termine delle operazioni di recupero, Gheorghita Arsenoaia è deceduto, prima di salire sull’elicottero del 118 che lo avrebbe trasportato in ospedale. Il collega, che ha chiamato i soccorsi, e gli altri, accorsi nel punto in cui quel bosco sembrava aver inghiottito il giovane tagliaboschi. Tutti hanno seguito le operazioni di recupero, rese terribilmente difficili dalla zona impervia in cui si è consumata la tragedia di ieri. Ancora un incidente sul luogo di lavoro, per la provincia che in Toscana si conferma la pecora nera su questo fronte.

Di origine rumena, da tempo residente a Santa Fiora, Gheorghita aveva 27 anni, una moglie e due figli. Ieri intorno alle 13 stava lavorando nella zona delle Macchie di Arcidosso, vicino all’agriturismo Rondinelli. Stava tagliando un abete, quando il tronco dell’albero gli è caduto addosso, colpendolo alla testa e in altre parti del corpo. Il tronco è rotolato giù, lungo una ripida pendenza, falciando altre piante, e travolgendo il giovane, che è finito a venticinque metri dal punto in cui stava lavorando.

Pochi attimi, nel corso dei quali le ferite inflitte al corpo del giovane tagliaboschi lo hanno lasciato tramortito. Lo straniero è rimasto immobile, immerso nel bosco. In una zona che non ha consentito all’elisoccorso Pegaso di tentare alcuna manovra per atterrare. Tanto che il medico del 118, per prestare i primi soccorsi al tagliaboschi, si è calato dall’elicottero con un verricello. Le condizioni del rumeno sono apparse da subito disperate. Pegaso è riuscito ad atterrare in una radura, poco distante, ma l’uomo doveva essere trasferito fin là con una barella spinale. Sono stati quindi i vigili del fuoco ad aprire un varco nella fitta vegetazione, con motoseghe e altri attrezzi, per consentire di trasportare la barella. Ma il giovane è morto prima di essere caricato sull’elicottero. E il corpo ormai privo di vista è stato portato all’obitorio dell’ospedale amiatino.

Era assunto da una ditta florovivaistica di Santa Fiora. Sul rapporto di lavoro e sulla dinamica dell’incidente sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei carabinieri. Mentre i tecnici della medicina del lavoro della Asl 9, coordinata dal professor Pietro Catalano, ovvero l’ingegner Giuliano Savelli, e i tecnici della prevenzione Roberto Pisaneschi e Paolo Rabazzi, stanno verificando le condizioni sulla sicurezza del luogo di lavoro. Il sostituto procuratore Rosa Valotta ha infine disposto l’atopsia, per ottenere ulteriori riscontri.

Fonte: lanazione.ilsole24ore.com

 

 

Una carovana per il lavoro sicuro

 

Mercoledì 30 luglio, sala stampa della Camera dei Deputati, ore 13. E' questo l'appuntamento per la presentazione della Carovana Bianca, l'iniziativa messa in campo da Articolo 21, sindacati, associazioni e movimenti e coordinata da Cesare Damiano per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro. Sarà un viaggio unito ad iniziative che coinvolgono il mondo del cinema (la carovana sarà anche alla Mostra di Venezia grazie all'attenzione di Marco Muller al tema del lavoro affrontato nel cinema), del teatro, della musica e del giornalismo italiano che toccheranno i luoghi della memoria. Da Campello sul Clitumno a Torino a Marghera a Ortezzano. Luoghi simbolo dei "martiri" del lavoro.

Alla stampa verrà pèresentata l'iniziativa, le adesioni e le prime tappe di un percorso che durerà da settembre fino alla fine dell'anno. L'obiettivo? Ridurre ulteriormente, grazie ad una sensibilizzazione forte dell'opinione pubblica, il numero di infortuni, invaliti e morti anche in questo 2008, trasfromando il nostro paese, in Europa, da maglia nera a maglia bianca della sicurezza.

Presenti alla conferenza stampa, insieme a Cesare Damiano e Giuseppe Giulietti, il mondo della politica, del sindacato e della cultura italiana.

UNA CAROVANA PER IL LAVORO SICURO

Nelle aziende, ogni giorno, avvengono incidenti e infortuni mortali e il lavoro provoca malattie professionali. Nel 2006, secondo i dati dell’INAIL, sono morte sul lavoro 1341 persone. Nel 2007 ne sono morte 1210, con una diminuzione di quasi il 10%.

Nonostante questo miglioramento, anche frutto della lotta al lavoro nero, alla precarietà e grazie alle nuove norme contenute nel Testo Unico su “Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro” (Decreto Legislativo n. 81) voluto dal Governo Prodi , stentiamo a raggiungere gli obiettivi di abbattimento del rischio, fissati dall’Europa. Dietro alle statistiche, per loro natura aride, esistono persone, famiglie, volti; con il loro carico di sofferenze, di improvvisi vuoti esistenziali, di smarrimento.

Il tema del lavoro e dell’integrità psicofisica delle persone stenta ad affermarsi nel dibattito politico e sociale, nel mondo della comunic azione e della cultura. Vengono enfatizzati i casi più eclatanti, ma si dimentica la realtà quotidiana, quando questa è lontana dai riflettori.

Il nostro appello, invece è

PER NON DIMENTICARE

Non semplicemente attraverso una denuncia, ma con precise richieste alle forze politiche, sociali, della cultura e dell’informazione:

NON ABBASSARE LA GUARDIA NELLA LOTTA CONTRO IL LAVORO NERO E LA PRECARIETA’.

APPLICARE, GESTIRE E MIGLIORARE LE NORME CONTENUTE NEL PROTOCOLLO SUL WELFARE DEL 23 LUGLIO 2007 E NEL TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

ATTUARE LA DELEGA SUI LAVORI USURANTI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2008.

PROMUOVERE UNA GRANDE CAMPAGNA MEDIATICA PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE.

Per dare senso e concretezza alla nostra battaglia vogliamo promuovere una CAROVANA PER IL LAVORO SICURO che colleghi idealmente i luoghi segnati da eventi tragici per la storia del lavoro: Fossano , Campello sul Clitunno , Molfetta , Marghera , Torino, Mineo , Casale … Percorriamo insieme questi luoghi con eventi, dibattiti, manifestazioni capaci di mettere insieme i lavoratori, le forze politiche, sociali, culturali e dell’informazione.

LA SALUTE E LA SICUREZZA SONO UN DIRITTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI. PER UNA VERA CIVILTA’ DEL LAVORO, DIFENDIAMO E APPLICHIAMO LE LEGGI ESISTENTI. IL LAVORO E’ VITA.

Articolo 21- Beppe Giulietti, Cesare Damiano.

ACLI, ARCI, LIBERA, Tavolo della Pace, FNSI, ANAC, Comitato Nazionale per la libertà d’informazione Con la partecipazione di CGIL, CISL, UIL.

Hanno aderito Registi, giornalisti, deputati

Fonte: articolo21.info
 

 

Smonta le luminarie e cade da una scala, ferito operaio
 

È in serie condizioni, ma non in pericolo di vita l’operaio di scorrano precipitato da una scala in piazzetta Tancredi. L’uomo, insieme ai suoi colleghi, stava smontando le luminarie accese in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine.

L’incidente è avvenuto ieri intorno alle ore 13:30. Salvatore Botrugno, operaio 43enne, di Scorrano, era in cima ad una scala per smontare i pali che hanno illuminato piazza Tancredi in occasione della festa della Madonna del Carmine. Qualcosa ha fatto perdere l’equilibrio all’uomo che è precipitato violentemente per terra da un’altezza di 5 metri. Soccorso dai colleghi, l’uomo è stato portato all’ospedale “V.Fazzi” di Lecce, dove i medici gli hanno riscontrato una lesione all’addome, una frattura sul lato sinistro del bacino, contusioni craniche e un trauma al braccio sinistro. Il 43enne sarà operato per ristabilire la funzionalità del bacino; guarirà entro quaranta giorni. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli agenti della Questura di Lecce, che hanno avviato le indagini per stabilire se sul luogo di lavoro venissero osservate le norme di sicurezza.

Fonte: ilpaesenuovo.it
 

 

VITERBO - Agricoltura firmato il contratto
 

«Un ulteriore, importante passo nel positivo sviluppo delle relazioni sindacali nel settore agricolo ed una equilibrata risposta alle esigenze delle imprese e di questa indispensabile categoria di dipendenti». È questo il commento del presidente della Confagricoltura Viterbo e Rieti, Luigi Pasqualetti, dopo l'accordo raggiunto ieri per il rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Viterbo.

 

Si tratta di un contratto che riguarda circa 5.000 operai occupati nelle aziende agricole viterbesi e che sancisce, con un aumento del 6% delle retribuzioni, un riconoscimento del ruolo da questi svolto nelle aziende.
«Nel complessivo quadro economico, non solo agricolo — prosegue il presidente Pasqualetti — l'accordo raggiunto, dopo un serrato e costruttivo confronto con le Organizzazioni sindacali, conferma l'equilibrio che da tempo connota il settore nella gestione delle problematiche contrattuali».
Rilevante nel confronto con le rappresentanze sindacali è stata la volontà delle parti di mettere in atto tutte quelle misure per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso corsi di formazione riservati ai dipendenti tramite la cassa extra-legem.

Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
 

 

Luca Sani interviene dopo l‘ennesima morte sul lavoro
 

“Subito i decreti attuativi della nuova normativa sulla sicurezza sul lavoro”

 

“Ancora un morto sul lavoro, ed ancora un lavoratore extracomunitario.
La sicurezza sul lavoro – afferma Luca Sani - continua ad essere un’emergenza nazionale, che richiederebbe l’adozione immediata dei decreti attuativi della riforma della normativa nazionale approvata all’inizio dell’anno.
Mentre Governo e Parlamento sono stati impegnati per approvare a tappe forzate il “Lodo Alfano” e le altre leggi salva premier.
Forse un altro lavoratore extracomunitario che muore, fa meno notizia ed interessa meno certa politica. Tuttavia è un errore madornale continuare a sottovalutare colpevolmente il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Non è infatti evitando di affrontare i nodi scomodi di questa emergenza, che il sistema Paese recupererà produttività e competitività.”
“ Non è un caso – conclude Sani - che le economie trainanti dell’Unione europea hanno un tasso di mortalità sul lavoro incomparabilmente più basso dell’Italia.
Questo problema riguarda tutti quanti, non solo alcune categorie di lavoratori, in virtù del tipo di lavoro che svolgono o della loro nazionalità.”

Fonte: maremmanews.tv

 

 

Duomo, operai al lavoro senza protezioni

Privi di caschetto di protezione e cintura, impegnati nel restauro delle guglie a settanta metri d'altezza


MILANO - Che li protegga la Madonnina. Almeno lei, se non altro perché è così vicina. Alla (loro) sicurezza, loro non ci badano. Men che meno il capocantiere del restauro della cattedrale e i colleghi che lavorano giù terra e li vedono, lì, in sospeso, in paurosa sospensione. Men che meno ancora ci bada la Veneranda Fabbrica del Duomo, che il restauro lo governa. Niente. I caschetti lasciati a casa, le imbracature rinviate a data da destinare, gli scarponcini antinfortunistica rimasti in macchina, nel bagagliaio. Niente. Se non fossero appiccicati alle guglie con seghe e martelli, a camminare sui ponteggi, salire e scendere le scale, ecco, mica parrebbero muratori: una camicia, un paio di pantaloni normali, qualcuno in scarpe da tennis. Gente qualunque che prende il metrò.
 

Altro che operai in verticale, a una settantina di metri d'altezza. E poi fanno i tavoli in Prefettura. E firmano accordi. E promettono controlli impietosi. E garantiscono multe tremende per i titolari dei cantieri che non rispettano le norme. Ma quando mai. Ma dove. È questa la vera emergenza sicurezza. Nella Milano pre-Expo che aprirà scavi ed erigerà edifici ovunque, la tutela dei lavoratori, foss'anche minima e comunque prevista dalla legge, è l'ultima preoccupazione. Non importa, non conta, non serve. Ricordate? La scorsa settimana, visita guidata per la stampa a Santa Giulia per fare il punto sull'iter delle costruzioni. Palazzi e ruspe, camion e cemento, e sempre da contorno un'infilata di operai senza — di nuovo — caschetti, imbracature, scarponcini.
 

Questi muratori che ballano sul Duomo sfidando l'equilibrio — i piedi poggiati su travi ricurve, certi movimenti che non s'azzarderebbe manco un navigato equilibrista da circo, troppo rischiosi — sono stati osservati per tre giorni, a partire da mercoledì scorso. L'ultima volta, l'altroieri, alle 11 di mattina. Stanno su, si muovono, parlano, bevono un bicchiere d'acqua, s'arrampicano, sfidano la morte. Son piccini a osservarli da terra, i muratori. Minuscoli. Non si notano, e infatti nessuno li fissa. E chi si ferma a guardare, si perde nella meraviglia della cattedrale ripulita, risistemata, tornata a splendere. Manca una manciata di mesi, alla chiusura definitiva del cantiere. Meno male. C'è un operaio su un ponteggio, apre la sbarra sul parapetto, il parapetto è libero, non ha alcuna barriera, l'operaio si china, si spinge in avanti, si sporge per comunicare con i colleghi di sotto. Chissà se ha paura, l'uomo.

Fonte: corriere della sera

 

 

Sicurezza sul lavoro: 12 denunce dei Carabinieri
 

Non osservano pausa i continui controlli nei cantieri edili operati dai Carabinieri delle sezioni appartenenti al Comando Provinciale di Brindisi allo scopo di prevenire gli infortuni sul lavoro e contrastare i fenomeni del “lavoro nero”, del lavoro sommerso e dell'evasione contributiva previdenziale ed assistenziale.

Ieri i militari del Comando Provinciale, assieme al personale del nucleo ispettorato del lavoro di Brindisi, hanno effettuato un controllo mirato in alcuni cantieri del territorio di competenza.
In questo contesto dodici imprenditori edili sono stati denunciati in stato di libertà per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro .
In particolare:
B.R. 67enne da San Donaci, C.A. 35enne da San Donaci, M.A. 43enne da Mesagne e B.T. 65enne da Torre Santa Susanna dovranno rispondere di “aver realizzato opere edili senza la prescritta autorizzazione a costruire”;
R.L., 45enne, di Torre Santa Susanna e C.E., 59enne, da Latiano sono accusati di “non aver informato dei rischi in cantiere i lavoratori dipendenti”;
A P.L., 42enne, di Francavilla Fontana, P.G. 53enne, di Sogliano Cavour (Le), S.A., 44enne, di Erchie ed M.G. 43ennedi Molfetta (Ba) viene contestato di “non aver consegnato i dispositivi di protezione ai lavoratori”;
A D.F.A. 48enne, di Francavilla Fontana e V.R., 25enne, di Villa Castelli si muove l'accusa di “aver posto in cantiere un’impalcatura non idonea”.

Nello stesso contesto operativo venivano comminate sanzioni amministrative per complessivi 10.000,00 euro.

Fonte: brundisium.net

 

 

Viareggio - ANCORA SANGUE IN DARSENA Precipita nel cantiere come Joubert Grave 21enne con due vertebre rotte

 

E' caduto nel vuoto da un'altezza di cinque metri. Non è in pericolo di vita ma ha riportato fratture gravissime l'operaio ventunenne che stava lavorando sul ponteggio di uno scafo in ristrutturazione in un cantiere della Darsena. L'incidente ricorda da molto vicino quello accaduto un anno fa, quando perse la vita l'operaio sudafricano Joubert Thompson

Viareggio, 24 luglio 2008 - Ancora sangue, dolore e tensione al Polo Nautico. Ieri mattina alle 7.20 un operaio è caduto nel vuoto da un’altezza di cinque metri, rischiando la vita. Un volo dal ponteggio, accanto a uno scafo in ristrutturazione all’interno dell’area a secco di via Petrarca del cantiere AB Yacht del gruppo Fipa-Maiora: il giovane, che con ogni probabilità era impegnato in un’operazione per la stesura di una copertura in nylon a protezione dell’imbarcazione, ha battuto con violenza la testa e il collo su una sbarra metallica alla base dell’impalcatura.

Un infortunio sul lavoro accaduto a pochi metri di distanza dal punto in cui un anno e mezzo fa, con modalità che appaiono incredibilmente simili, perse la vita il 22enne operaio sudafricano Joubert Thompson. L’incidente è avvenuto in un’area strategica per l’economia della città, visto che anche in questa occasione entra in gioco il Polo Nautico, con tutto il contorno di polemiche.

"E’ una vergogna cittadina - ha commentato l’ex vice-presidente del Senato, Milziade Caprili -. Non ci sono controlli sulle condizioni in cui viene svolto il lavoro. E questo è gravissimo. Tutta la filiera degli appalti deve essere rivista".

Stavolta, non c’è stato il morto, ma il problema della sicurezza sui luoghi di lavoro esplode nuovamente in maniera drammatica. Il giovane caduto è grave, ma - assicurano i medici del pronto soccorso dell’ospedale unico - non è in pericolo di vita, visto che per il momento la prognosi è di trenta giorni: si tratta del ventunenne operaio Angelo Lo Bello, originario di Palermo, domiciliato a Lido di Camaiore in via Catalani, alle dipendenze della ditta Magi Ponteggi.

Stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, il ragazzo sarebbe salito sull’impalcatura senza indossare né il casco né le imbracature. La prognosi è di trenta giorni ma i medici vogliono approfondire i controlli sul quadro clinico del giovane operaio - dipendente della Magia Ponteggi - che ha rimediato le fratture di due vertebre dorsali: fratture che con il passare delle ore potrebbero anche provocare problemi alla respirazione.

Lo Bello ha riportato anche la frattura dello zigomo, del polso e della zona sacrale. Oggi il giovane sarà sottoposto a ulteriori accertamenti radiografici: è stata allertato anche il centro ortopedico Toscano di Firenze, dove Angelo Lo Bello potrebbe essere ricoverato nel caso in cui le fratture alle vertebre dovessero in qualche modo proporre un quadro clinico più preoccupante nelle prossime 48 ore. C’è comunque grande fiducia nei medici anche perché il ragazzo sta reagendo alla terapie.

Tra i primi a prestare soccorso al giovane siciliano è intervenuto Daniele Dinelli, responsabile dei lavoratori per la sicurezza alla Polo Nautico. Tragica fatalità: proprio a lui nel febbraio del 2007 era toccato assistere alla lenta agonia dell’operaio sudafricano. "Ho tenuto tra le braccia Joubert mentre moriva - raccontava ieri mattina - e mai avrei pensato di dover vivere nuovamente un’esperienza simile. Stamani stavo chiudendo l’ingresso del cantiere e ho sentito un grido di dolore. Quando sono arrivato sulla banchina il ragazzo era già a terra, in una pozza di sangue. Mi è sembrato di vivere lo stesso incubo. E’ stato terribile".

I primi soccorsi ad Angelo Lo Bello sono arrivati dall’ambulanza della Croce Verde, che lo ha prima stabilizzato e poi trasportato all’ospedale. Nel cantiere sono arrivati subito anche gli ispettori della Asl e la polizia: l’area in cui si è verificato l’incidente, a ridosso dello scafo AB Yacht, è stata sottoposta a sequestro.

Fonte: lanazione.ilsole24ore.com
 

 

La sicurezza sul lavoro
 

La sicurezza sul lavoro è uno dei temi più caldi della nostra attualità. La cronaca infatti non smette purtroppo di portarlo in evidenza. Ogni anno più del 5% dei lavoratori italiani patisce un incidente sul lavoro. Questo significa che ogni giorno tre persone perdono la vita per disgrazie legate al proprio lavoro.

E’ stata la legge numero 626 ad introdurre alcune migliorie nel campo della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Notevole la sua impostazione della tecnica di prevenzione. Con questa legge si è passati infatti da una normativa incentrata su un tipo di intervento riparatorio ad una che si concentra maggiormente sulla precauzione.

La legge non riserva più la gestione della sicurezza al datore di lavoro ma coinvolge tutti i lavoratori nella messa a punto di nuovi sistemi di sicurezza. La legge prevede infatti un intervento dall'interno dell'azienda che coinvolga tutti i soggetti del processo produttivo. Si concentra allora sull'obbligo del datore di lavoro di informare i propri dipendenti dei rischi collegati al lavoro che andranno a svolgere (dal 3 febbraio 2005 è in vigore l’obbligo del Pronto soccorso aziendale). Ogni azienda deve essere dotata di una cassetta di primo intervento e di personale per la gestione degli interventi di primo soccorso.

Il 626 è solo uno dei decreti legislativi attuativi in materia di igiene e sicurezza sul lavoro. Il Decreto legislativo n. 493/96 riguarda le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e salute sul luogo di lavoro mentre il n. 494/96 riguarda la sicurezza nei cantieri temporanei. Da sottolineare come nel 2001 l'Inail ha introdotto un nuovo sistema di incentivi per la difesa degli infortuni e la sicurezza sul lavoro. Le aziende realizzano infatti interventi che sostengono i programmi di adattamento delle strutture e dell'organizzazione alle normative di sicurezza.

Fonte: portaldiritto.com
 

 

Presidenza del Consiglio e Anes promuovono la sicurezza sul lavoro
 

La Presidenza del Consiglio e Anes (l'associazione di Confindustria che riunisce gli editori di 950 testate tecniche specializzate e periodiche) adottano la campagna sulla sicurezza sul lavoro realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso.

L'Anes promuoverà la campagna 'Io lavoro sicuro' presso le riviste aderenti. La Presidenza del Consiglio ha adottato la campagna che uscirà come spot sulle reti Mediaset e prossimamente sotto quelle Rai 'Sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica' e con il patrocinio della presidenza del Consiglio.
"Concederemo ovviamente a Pubblicità Progresso gli spazi gratuiti a disposizione della presidenza del Consiglio per la cosiddetta comunicazione istituzionale", ha spiegato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, specificando che: "Prevediamo sette, otto passaggi al giorno sulle reti Rai in buoni orari in maniera tale da attirare l'attenzione anche durante il difficile periodo estivo".
L'headline della seconda parte della campagna "Un amico le prende al posto tuo' - basata sull'importanza degli strumenti di lavoro - è protagonista anche nel sito web dedicato (www.iolavorosicuro.it) e nel decalogo con le principali norme di sicurezza tradotte in varie lingue. Una guida - per ora stampata in un milione di copie - semplice e di facile lettura che l'Inail sta distribuendo tramite le agenzie del lavoro.

Fonte: pubblicitaitalia.it
 

 

SALERNO - Sindacati di base verso lo sciopero generale

 

Di fronte ad un governo che pone la fiducia su una manovra economica di tagli e smantellamento dello Stato Sociale, lo sciopero generale dell'intera giornata e di tutte le categorie, indetto dal sindacalismo di base per il 17 ottobre prossimo, appare sempre più indispensabile.
CUB, Cobas e SdL hanno avviato una forte mobilitazione per rimettere al centro, attraverso il conflitto, gli interessi del mondo del lavoro, dei precari, degli immigrati. Già il 20 giugno nelle principali città italiane si sono svolte le prime iniziative a sostegno della piattaforma unitaria sottoscritta da oltre 2000 delegati e consegnata al governo, in cui si richiedono forti aumenti per salari e pensioni; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi; difesa di veri contratti nazionali a favore dei lavoratori/trici; abolizione delle leggi Treu e 30; ripristino della scala mobile; difesa della pensione pubblica e no allo scippo del TFR; contro la precarietà lavorativa e sociale, per la garanzia del reddito; no alla detassazione degli straordinari; contro il razzismo e la xenofobia, uguali diritti per stanziali e migranti; basta con il monopolio della casta Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali; per pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori/trici, restituire ai salariati il potere decisionale.
La trattativa in corso tra Confindustria e sindacati concertativi per eliminare di fatto il contratto collettivo nazionale di lavoro, l'affondo del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di smantellare definitivamente la Pubblica Amministrazione anche attraverso l'attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra porteranno ad un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato e governo mobiliterà lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti.


Fonte: casertanews.it

 

23/07/2008

 

FOGGIA - Costituito il Comitato Provinciale di Indirizzo e Vigilanza dell'Inail

 

Lauriola, segretario FILCEM e coordinatore RLS CGIL, eletto presidente

Formalizzata la costituzione del Comitato consultivo provinciale di indirizzo e vigilanza dell'Inail di Foggia, del quale fanno parte rappresentanti datoriali dei settori agricoltura, industria, commercio, artigianato, nonchè sindacati, Asl, Ministero del Lavoro. Nella riunione di insediamento svoltasi ieri presso la sede di Foggia dell'Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, si è anche provveduto all'elezione del presidente. Ad essere eletto Luigi Lauriola, sindacalista della CGIL, segretario della FILCEM (la categoria dei lavoratori dei settori Chimica, Energia, Manifatture), coordinatore provinciale degli RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) della CGIL di Capitanata. Tra i compiti del Comitato consultivo quello di concorrere a tradurre gli obiettivi nazionali in coerenza con le specificità del territorio e verificare lo stato di realizzazione degli obiettivi e delle iniziative programmate, proponendo all'occorrenza gli opportuni aggiustamenti. Tra i programmi di Lauriola, in accordo con tutte le componenti del Comitato, "quello di orientare il lavoro in particolar modo verso lo studio dell'andamento del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali, per eventuali segnalazioni e proposte agli organi operanti nel campo della prevenzione degli infortuni e dell'igiene".

Fonte: teleradioerre.it
 

 

INAIL - Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario.

 

Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
Circolare 18 luglio 2008, n.46

Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario.

-

Oggetto: Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario.

Quadro Normativo

- D.P.R. n. 1124 del 30 giugno 1965: "Testo Unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali" e successive modifiche ed integrazioni. Art. 42

- D.P.R. n. 602 del 30 aprile 1970: "Riassetto previdenziale ed assistenziale di particolari categorie di lavoratori soci di società e di enti cooperativi, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto delle società ed enti medesimi" Art. 8

- Decreto 15 luglio 1987 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale: "Premi speciali unitari per l'assicurazione dei facchini, barrocciai, vetturini, ippotrasportatori riuniti in cooperative, carovane, associazioni ed aggregati consimili"

- Decreto 3 dicembre 1999 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale: "Revisione triennale degli imponibili giornalieri e dei periodi di occupazione media mensile, nonché di inserimento nuove attività lavorative, per i lavoratori soci di società ed enti cooperativi, anche di fatto, cui si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1970"

- Decreto 6 giugno 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali: "Modifica dell'allegato del decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 3 dicembre 1999, recante: <Revisione triennale degli imponibili giornalieri e dei periodi di occupazione media mensile, nonché di inserimento nuove attività lavorative, per i lavoratori soci di società ed enti cooperativi, anche di fatto, cui si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1970"

Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario - Decorrenza

Con apposito decreto [1], il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha modificato l'elenco delle attività di facchinaggio assicurabili all'Inail a mezzo di pagamento di "premio speciale unitario" [2], inserendo il "facchinaggio svolto da cooperative nelle aree portuali".

In tal modo è stata estesa l'applicazione del premio speciale a tutte le tipologie di cooperative che svolgono attività di facchinaggio nei porti e a bordo navi.

In particolare, i lavori di facchinaggio svolti nelle aree portuali, originariamente esclusi dal premio speciale unitario, vennero poi riconosciuti [3] solo se svolti da cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in base alla normativa che ha ridisegnato la legislazione in materia portuale [4].

Le cooperative che svolgono attività di facchinaggio nelle aree portuali - comunque soggette all'obbligo assicurativo - che non rientravano in detta disposizione erano, quindi, assicurate mediante il pagamento del premio ordinario.

Si rende ora necessario assoggettarle al regime del premio speciale unitario con decorrenza dal terzo trimestre 2008 (1° luglio 2008).

Istruzioni operative

Le Strutture Territoriali dell'Istituto dovranno attivarsi da subito per:

- individuare le cooperative che operano in ambito portuale, attualmente assicurate nella gestione ordinaria;
- inoltrare a tali soggetti una richiesta di aggiornamento della denuncia di esercizio;
- richiedere contestualmente i codici fiscali dei soci lavoratori facchini;
- cessare le polizze dipendenti con le quali è assicurata l'attività di facchinaggio svolta dalle cooperative in ambito portuale;
- contestualmente aprire le polizze speciali per l'assicurazione delle citate attività di facchinaggio.

A sostegno della operatività di codeste Strutture, verrà inoltrata un'apposita nota con allegato un elenco di tutte le Società che operano in ambito portuale, attualmente assicurate nella gestione ordinaria.

Fonte: il sole 24 ore
 

 

Rifiuti da apparecchiatura elettriche ed elettroniche: in arrivo incentivi e rimborsi per Comuni e Gestori

 

Siglato l'Accordo di programma tra ANCI e il Centro di Coordinamento RAEE stipulato, ai sensi dell'art. 10 comma 2 lettera a) del DM 185/07, per la definizione delle condizioni generali di raccolta e gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. L'Accordo va nella direzione di una maggior razionalizzare del sistema di raccolta dei rifiuti RAEE e definisce, tra le altre cose, i criteri per l'iscrizione on line al portale del centro di coordinamento, i requisiti minimi per iscriversi ed il ruolo e l'operatività dei diversi soggetti della filiera della gestione. Viene così realizzato il definitivo passaggio di competenze per la gestione di questa tipologia di rifiuti dai Comuni ai produttori di apparecchiature elettrice ed elettroniche, che attraverso i "Sistemi Collettivi" di produttori istituiti per la gestione dei RAEE domestici se ne fanno carico.
Il nuovo sistema di raccolta prevede, inoltre, meccanismi premiali, "premi di efficienza", riconosciuti ai Comuni o gestori delegati dei centri di raccolta che hanno effettuato l'iscrizione del centro di raccolta, per tutti i ritiri di RAEE che raggiungono o superano la soglia minima di buona operatività; i premi saranno crescenti all'aumentare della popolazione servita da ciascun Centro di Raccolta.
Infine i Comuni ed i soggetti da essi delegati già iscritti al sito internet del Centro di Coordinamento RAEE o che si iscriveranno nei prossimi mesi (31 luglio o 30 settembre) avranno diritto ad un corrispettivo pari a 300 euro a tonnellata (320 per le isole), per i quantitativi RAEE gestiti dal 1 gennaio 2008.

Fonte: il sole 24 ore
 

 

Presidenza del Consiglio e Anes promuovono la sicurezza sul lavoro

 

La Presidenza del Consiglio e Anes (l'associazione di Confindustria che riunisce gli editori di 950 testate tecniche specializzate e periodiche) adottano la campagna sulla sicurezza sul lavoro realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso.

L'Anes promuoverà la campagna 'Io lavoro sicuro' presso le riviste aderenti. La Presidenza del Consiglio ha adottato la campagna che uscirà come spot sulle reti Mediaset e prossimamente sotto quelle Rai 'Sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica' e con il patrocinio della presidenza del Consiglio.
"Concederemo ovviamente a Pubblicità Progresso gli spazi gratuiti a disposizione della presidenza del Consiglio per la cosiddetta comunicazione istituzionale", ha spiegato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, specificando che: "Prevediamo sette, otto passaggi al giorno sulle reti Rai in buoni orari in maniera tale da attirare l'attenzione anche durante il difficile periodo estivo".
L'headline della seconda parte della campagna "Un amico le prende al posto tuo' - basata sull'importanza degli strumenti di lavoro - è protagonista anche nel sito web dedicato (www.iolavorosicuro.it) e nel decalogo con le principali norme di sicurezza tradotte in varie lingue. Una guida - per ora stampata in un milione di copie - semplice e di facile lettura che l'Inail sta distribuendo tramite le agenzie del lavoro.

Fonte: pubblicitaitalia.it
 

 

Brindisi - Sicurezza e lavoro irregolare: quattro denunce dei Carabinieri

 

Continuano i controlli nei cantieri edili operati dai Carabinieri delle sezioni appartenenti al Comando Provinciale di Brindisi allo scopo di prevenire gli infortuni sul lavoro e contrastare i fenomeni del “lavoro nero”, del lavoro sommerso e dell'evasione contributiva previdenziale ed assistenziale.

Ieri i militari del Comando Provinciale, assieme al personale del nucleo ispettorato del lavoro di Brindisi, hanno effettuato un controllo mirato in alcuni cantieri del territorio di competenza.
In questo contesto quattro imprenditore edili sono stati denunciati in stato di libertà per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro .
Sono F.C.S.,47enne, di Mesagne, P.G. 34enne di Faggiano (TA), P.R., 43enne, di Torchiarolo, C.L., 48enne, di Tuturano.


Fonte: brundisium.net
 

 

Più sicurezza per i lavoratori 'in somministrazione'. Il Patto stipulato in Toscana, primo a livello nazionale, prevede una formazione mirata

 

LAVORO TEMPORANEO | Il lavoro in somministrazione - quello prestato da personale dipendente da agenzie per il lavoro cui le aziende si affidano per assunzioni temporanee - sta diffondendosi anche in Toscana. Il problema della sicurezza è centrale per questi lavoratori che sono tenuti, per contratto, a passare da un'azienda all'altra, anche in settori fra loro molto diversi e non possono, per questo, essere inseriti nei normali canali formativi.
La Regione Toscana, le parti sociali, le Province, i circondari Val di Cornia e Empolese e il fondo per la formazione dei lavoratori temporanei FormaTemp hanno stipulato la prima intesa a livello nazionale per garantire l'accesso, prima a una corretta informazione e quindi a corsi di formazione per i lavoratori "in somministrazione" finalizzati alla sicurezza sul lavoro.

In Toscana, nel 2007, il lavoro somministrato ha rappresentato l'8,7% degli avviamenti, vale a dire 67.000 avviamenti su un totale di 793 mila (fonte: Irpet-settore Lavoro della Regione). L'incidenza fra le donne è del 7,5%, mentre fra gli uomini è del 9,9%.

La sicurezza sul lavoro è una priorità e importante è il ruolo della formazione nel qualificare il lavoro, rendere più consapevoli i lavoratori e i datori di lavoro, creando le condizioni per minimizzare i rischi. Questi elementi sono in piena sintonia con il lavoro portato avanti dal fondo per la formazione dei lavoratori temporanei, FomaTemp, con il quale erano già state avviate esperienze formative che hanno avuto importanti risultati in termini di qualificazione e successiva occupazione dei lavoratori coinvolti.

Il percorso formativo si articolerà in tre moduli complementari, i cui contenuti saranno attuati nel dettaglio attraverso specifici accordi a livello provinciale, con la partecipazione delle ASL e delle Agenzie per il Lavoro:
"Formazione base alla sicurezza", rivolto a tutti i potenziali lavoratori con contratto di somministrazione, di durata dalle 10 alle 12 ore. "Formazione base alla sicurezza nei settori produttivi", organizzato per singoli comparti produttivi e rivolto a tutti i lavoratori con contratto di somministrazione, per i quali è stato identificato il comparto produttivo nel quale andranno a lavorare. Il modulo, la cui durata sarà di 4 ore. "Formazione base alla sicurezza della mansione" rivolto a tutti i lavoratori con contratto di somministrazione, per i quali è stata identificata la mansione produttiva. Per alcune mansioni questo modulo sarà attivabile solo per i lavoratori con esperienza. La durata dell'unità didattica varia in funzione della mansione, partendo da un minimo di 4 ore. La metodologia adottata avrà un approccio essenzialmente pratico nell'ambito del luogo di lavoro. Al termine del percorso le Agenzie formative e le aziende sono tenute ad aggiornare, tramite i Centri per l'Impiego del territorio provinciale, e consegnare agli allievi, il "libretto individuale della formazione/informazione" nel quale saranno registrate le esperienze in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche gli allievi stessi possono aggiornare il proprio libretto individuale nel quale saranno registrate le esperienze formative/informative in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per tutti i lavoratori inseriti in azienda i tre moduli dovranno essere integrati dal datore di lavoro con un ulteriore percorso formativo specifico per la realtà dell'ambiente di lavoro, in base alla valutazione dei rischi aziendali.


Fonte: valdelsa.net
 

 

SICUREZZA LAVORO: INTESA CONFAPI PIEMONTE-SINDACATI


Torino, 22 lug. - Accordo in nome della sicurezza sul lavoro tra piccole imprese e sindacati in Piemonte. Confapi, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato stamattina un accordo perche’ reciprocamente si portino a conoscenza le rispettive priorita’ sulla sicurezza, ed in base a queste vengano svolte attivita’ di formazione e controllo per un importo totale di 300.000 euro messi a disposizione dal fondo formazione Pmi-Fapi.

Imprenditori e sindacati stileranno delle liste nere che entro ottobre si trasformeranno in iniziative concrete presso le 5000 aziende che fanno parte di Confapi in Piemonte e che impiegano 85.000 persone. Un secondo bando sempre da 300.000 euro per altre iniziative sara’ lanciato ad inizio 2009. “Sono soprattutto edilizia e trasporti i settori piu’ a rischio”, ha sottolineato il segretario generale piemontese Cgil, Vincenzo Scudiere.

“Speriamo di allargare questo accordo anche ad altre associazioni imprenditoriali al piu’ presto” ha aggiunto Giovanna Ventura, segretario regionale Cisl. “Il tema della sicurezza e’ per noi di primaria importanza - ha spiegato il presidente di Confapi Piemonte, Antonio Livio Costamagna - emotivita’, reazioni emergenziali ed eccessi mediatici non aiutano ad affrontare un argomento che richiede affinamento dell’analisi, articolazione e razionalita’ degli interventi”.

Oltre a quanto firmato oggi, secondo Confapi, serve anche un sostegno alle aziende che investono sulla sicurezza: “Solamente dal lavoro comune tra aziende e sindacati puo’ nascere la cultura della prevenzione - ha aggiunto la presidente di Api Torino, Claudia Porchietto - occorre andare oltre la mera logica delle sanzioni”.

Fonte: AGI
 

 

Venezia, sicurezza lavoro: sperimentazione rappresentanti territoriali dei lavoratori


Aiutare e favorire l'applicazione delle regole, segnalare le procedure per il miglioramento del lavoro di tutti i giorni e suggerire iniziative per evolvere gli ambienti di lavoro verso una maggiore cultura della sicurezza. Con questi obiettivi Venezia sarà apripista in Veneto e in Italia nella sicurezza sul lavoro per il comparto artigiano. Parte infatti oggi martedì 22 luglio, l'applicazione - in fase sperimentale - del decreto legge 81/2008 che prevede l'identificazione di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) anche in tutte le aziende con meno di 15 dipendenti.

Naturalmente le Pmi non saranno chiamate ad istituire questa figura all'interno del proprio limitato organico, ma potranno contare sulla figura di un Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per la Sicurezza (RTLS). Grazie ad un accordo tra le associazioni delle imprese artigiani (Confartigianato, Cna e Casa) e le organizzazioni sindacali, infatti, verranno formati e attivati gli RTLS, che interverranno nelle aziende per offrire consulenza sulle migliorie per la sicurezza, per ascoltare le esigenze dei lavoratori e per affiancare le imprese nella gestione ottimizzata delle procedure per la sicurezza.

Su questa strada il Veneto muove in avanscoperta grazie al lavoro del Cobis - l'ente bilaterale costituito in regione da Confartigianato, Cna e Casa con Cgil, Cisl e Uil -, che attiva la prima sperimentazione in provincia di Venezia a partire dal 22 luglio. Da martedì, infatti, i Rappresentanti si attiveranno preso le aziende, offrendo le proprie competenze per il miglioramento delle condizioni di sicurezza. "Saranno dei veri e propri consulenti per prevenire gli infortuni e aiutare ad evitare eventuali rischi - chiariscono alle imprese Giorgio Chinellato (Confartigianato) e Paolo Pozzobon (Cisl), coordinatori Cobis per il Veneziano -. L'obiettivo è di fare formazione, di costruire una cultura della sicurezza che parte dall'imprenditore e arriva al lavoratore. Nelle Pmi è fondamentale migliorare la qualità del lavoro, per rafforzare la competitività anche a partire dalla sicurezza. Questo progetto vede imprese e sindacati lavorare a stretto contatto, per questo puntiamo alla massima efficacia".

Il progetto di controllo sul campo ha un approccio innovativo per il mondo artigiano, puntando sulla prevenzione e sulla formazione più che sulla repressione. In quest'ottica rappresenta un felice punto d'incontro tra le esigenze delle imprese di "poca burocrazia" in tema di sicurezza e le esigenze dei lavoratori di veder crescere le tutele in tutti i luoghi di lavoro.

Le visite sul campo rappresentano una delle prime iniziative messe in atto dal Cobis di Venezia, con l'obiettivo di tutelare e promuovere la salute e la sicurezza del lavoro in azienda e fronteggiare l'emergenza di sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso il sistema di rappresentanza territoriale. Tre rappresentanti territoriali per la sicurezza (Rlst) entreranno nelle aziende e saranno l'interfaccia con gli sportelli territoriali per la sicurezza attivati presso le sedi delle organizzazioni dell'artigianato.

"Riteniamo che questo impegno condiviso da tutte le parti sociali del mondo delle PMI sia il miglior viatico nel raggiungere l'obiettivo della massima sicurezza possibile negli ambienti di lavoro - sottolineano Chinellato e Pozzobon -. Lavorare in sicurezza è un investimento vantaggioso per i datori di lavoro, un'esigenza dei lavoratori come persone prima di tutto, un obiettivo imprescindibile per una società e una realtà produttiva come quella del Nordest".

Il bacino di applicazione del sistema dei Rlst è quello delle aziende artigiane manifatturiere (con esclusione di quelle edili) che nella provincia di Venezia sono più di 18mila su un totale di 22.500 imprese, per oltre 40mila dipendenti.

"La necessità iniziale era concordare un modello di regole per la sicurezza sul lavoro applicabile al difficile assetto dimensionale delle aziende artigiane - sottolineano i referenti veneziani -. Tutte le difficoltà dell'applicazione delle normative in materia di sicurezza derivano dal fatto che il modello imprenditoriale assunto non ha mai tenuto conto delle caratteristiche intrinseche della piccola azienda, incentrandosi sempre su realtà aziendali medio-grandi".


Fonte: etribuna.com
 

 

DIRITTI DEI LAVORATORI - INCA CGIL:"MALATTIE PROFESSIONALI. IN VIGORE LE NUOVE TABELLE"
 

 Dopo tanta attesa sono state pubblicate in Gazzetta ufficiale le nuove tabelle delle malattie professionali dell’industria e dell’agricoltura (G.U. n. 169).

Si tratta di una conclusione positiva – afferma l’Inca Cgil - che dà al lavoratore il diritto al riconoscimento automatico, senza l’onere della prova, dell’origine professionale di patologie come quelle muscolo-scheletriche e alcune forme tumorali, che finora erano escluse dalle tabelle ufficiali.

Secondo la presidenza dell’Inca Cgil, con questo atto si è compiuto un ulteriore passo avanti per l’adeguamento della nostra legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che avvicina il nostro Paese ai sistemi di tutela europei più avanzati.

L’auspicio – continua l’Inca – è che questo contribuisca a sviluppare una maggiore attenzione da parte dei medici nel denunciare il nesso di causalità ed effetto delle malattie professionali riducendo la sottostima del fenomeno che invece risulta molto esteso.

In Italia, ricorda il patronato della Cgil, ogni anno vengono segnalate soltanto 26 mila malattie professionali e solo un quinto è riconosciuto dall’Inail. Anche il numero dei decessi causati da patologie contratte nei posti di lavoro risente della sottostima. Secondo l’Inca le morti sono più di mille ogni anno, ma soltanto 200 risultano indennizzate.

Fonte: *********************
 

 

Comunicazione annuale all'INAIL dei nominativi dei RLS

 

Una nota Inail precisazione che i datori di lavoro non devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto sono in corso di definizione le modalità e i termini di comunicazione

L'Inail ha diffuso nei giorni scorsi una comunicazione che chiarisce alcuni punti realtivi agli Rls: "Il D. Lgs. n. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera aa), impone di comunicare annualmente all'Inail i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. I datori di lavoro non devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto sono in corso di definizione le modalità e i termini di comunicazione. Non appena possibile saranno rese note tutte le indicazioni utili, per le quali si assicura fin da ora la massima semplificazione operativa.
Il recente Testo Unico stabilisce all'articolo 18, riguardante gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente, l'obbligo di "comunicare annualmente all'Inail i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza". Pur essendo già in vigore, la disposizione non può essere rispetta perchè ad oggi mancano le indicazioni sulle modalità e i termini di comunicazione.

Fonte: Inail

 

21/07/2008

 

NUOVO DOCUMENTO INAIL
 

Sul sito dell'INAIL è consultabile il numero 208 del servizio di documentazione multimediale INAIL.DOCMULT
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm
 

 

MORTI BIANCHE/ UGL: NON ABBASSARE GUARDIA SU SICUREZZA


Roma, 19 lug. (Apcom) - "Due incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, oggi uniscono Nord e Sud nella medesima mancanza di cultura della sicurezza, dimostrando che pericoli e disattenzioni non danno tregua e che non si può mai abbassare la guardia". È questo il commento del segretario confederale dell'Ugl, Paolo Varesi, in merito ai due incidenti sul lavoro avvenuti a Taranto e Bolzano.

"Tutti i nostri appelli - continua il sindacalista - hanno contribuito ad una maggiore sensibilità dei mezzi di informazione sul tema e questo è un fatto positivo, però occorre fare molto di più. Servono maggiori controlli per garantire una stretta osservanza delle leggi e un radicale cambiamento culturale, che porti l'impresa a considerare la sicurezza un valore aggiunto. Un cambiamento che deve coinvolgere anche le scuole per formare i lavoratori e gli imprenditori di domani".

"La sicurezza sul lavoro - conclude il sindacalista - richiede rigore da parte di tutti, imprese e lavoratori, insieme ad un maggiore impegno anche contro il lavoro nero e sommerso, perché è proprio in questi ambiti che il rischio diventa ancora più alto".

Fonte: notizie.alice.it
 

 

Disoccupati campani: in arrivo 400 tirocini
 

E' il 3 settembre il termine utile per la presentazione della documentazione per partecipare all'iniziativa "Tirocini in Campania". Il progetto, promosso dalla Regione in collaborazione con Italia Lavoro s.p.a., prevede la possibilità di attivare quattrocento percorsi di formazione sul lavoro e si rivolge a giovani disoccupati e inoccupati residenti in regione, svantaggiati o che vivano una condizione di disagio sociale.


Offrire ai giovani un'esperienza di formazione sul lavoro, favorire il loro inserimento in tutti i settori lavorativi, individuare organizzazioni disponibili a trasferire conoscenze e competenze ai tirocinanti. Sono i tre principali obiettivi dell'iniziativa "Tirocini in Campania", attivata da Palazzo Santa Lucia per consentire ai giovani di acquisire le competenze necessarie, in rapporto ai ruoli professionali ricoperti nel corso dei tirocini dell'organizzazione ospitante. Questo anche grazie all'impiego di esperti in qualità di tutor nei percorsi di formazione. E sono quattrocento i percorsi pronti a partire, dopo aver individuato organizzazioni sensibili ai problemi dei giovani svantaggiati e disponibili ad attivare percorsi sperimentali di tirocinio che si rivolgano anche a soggetti a rischio di esclusione.

Destinatari
La possibilità di usufruire dei tirocini viene data a imprese, consorzi, cooperative, società consortili, studi associati e professionali che siano localizzati nel territorio campano. Non tutti i settori però sono coinvolti in questa opportunità, ma solo le imprese di manifatture, attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese, alberghi e ristoranti, campeggi a altri alloggi per brevi soggiorni. Ancora, vengono coinvolte anche le imprese di trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, agenzie di viaggio e operatori turistici. Infine, l'iniziativa si rivolge a organizzazioni del terzo settore: cooperative sociali, fondazioni e associazioni, per i quali, però, non è prevista la limitazione dell'appartenenza ai settori di attività.

Requisiti
Le imprese che faranno richiesta dei tirocinanti non devono aver effettuato, nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda, licenziamenti o apertura di Cigs di dipendenti di professionalità identiche a quelle degli aspiranti tirocinanti, e non effettuarne per il periodo di svolgimento del tirocinio. Non dovranno avere in corso, inoltre, e non aver attuato, nello stesso periodo, procedure concorsuali.
Dovranno poi essere in regola con la normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Linee di intervento
L'intervento è suddiviso in quattro linee e si rivolge a diverse tipologie di giovani disoccupati e inoccupati campani.
Ne saranno presi in considerazione centocinquanta di età compresa tra i 18 e i 25 anni provenienti dall'area del disagio sociale e a rischio di insuccesso e fuoriuscita dal sistema scolastico e formativo attraverso l'inclusione in percorsi volti a contrastare il fenomeno della dispersione; 100 diplomati di età compresa tra i 18 e i 32 anni; 100 laureati di età compresa tra i 21 e i 32 anni, inclusa la laurea di 1° livello - è previsto un criterio di priorità per i laureati in materie umanistiche, conservazione dei beni culturali a altre lauree "deboli";
50 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni che abbiano assolto l'obbligo scolastico e che risiedano in una particolare area territoriale oggetto di stipula di un "protocollo di intesa in materia di educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva e alla promozione di una cultura antimafia" nella Provincia di Caserta. Sono finanziati tirocini formativi della durata massima di 6 mesi mediante una borsa lavoro pari 400 euro mensili al lordo delle ritenute di legge, a condizione che il tirocinante non superi il 25 per cento di assenze al mese.
Non sono ammissibili tirocini a beneficio di chi abbia già avuto rapporti di lavoro con l'organizzazione ospitante o abbia già svolto un tirocinio presso lo stesso datore di lavoro.

Domande
Chi è interessato a partecipare dovrà procurarsi la modulistica necessaria presso la sede di Italia Lavoro a Napoli e spedirla entro il 3 settembre 2008 al seguente indirizzo: Regione Campania, Settore Orientamento Professionale, Centro Direzionale, Isola A/6 Cap 80143 Napoli, esclusivamente a mezzo posta ordinaria, raccomandata a/r o consegnata direttamente a mano.
L'utilizzo della modulistica è vincolante ai fini della partecipazione al progetto. Il suo mancato utilizzo o l'errata compilazione non consentirà di partecipare al progetto.


Fonte: il denaro
 

 

Pmi Macerata, checkup sicurezza gratuito
 

La Provincia di Macerata ha approvato un progetto denominato Check up sicurezza e ambiente, che una volta attuato consentirà alle imprese della provincia di effettuare un controllo gratuito del proprio stato in tema di sicurezza sul lavoro

Buone notizie in ambito sicurezza sull'ambiente di lavoro: un segnale positivo che va incontro alle imprese per la valutazione della propria situazione in materia, arriva dalla Provincia di Macerata.

Per consentire alle aziende di verificare la propria conformità normativa in tema di sicurezza e risparmio energetico, è stato approvato un progetto che permetterà alle piccole e medie imprese della provincia di effettuare un checkup completo e completamente gratuito.

Il progetto dell'associazione di categoria Casartigiani, denominato appunto "Check up sicurezza e ambiente" si pone l'obiettivo di verificare il grado di attuazione degli adempimenti normativi in materia di sicurezza sul lavoro, ambiente e risparmio energetico che le aziende sono chiamate a rispettare.

L'iniziativa, che è ancora in attesa di attuazione, sarà cofinanziata dalla Provincia e si articolerà su diverse tipologie di interventi, tra cui l'apertura di dieci sportelli informativi sul territorio: Macerata, Civitanova, Tolentino, Recanati, San Severino, Treia, Montefano, Ripe San Ginesio, Pievetorina e Cingoli.

Prevista anche l'adesione da parte di studi di consulenza e strutture di servizi alle imprese, che forniranno i propri servizi gratuitamente. A disposizione delle imprese, infine, l'esperienza di operatori qualificati presenti presso gli sportelli, che potranno anche recarsi direttamente nella sedi delle aziende per offrire un contributo concreto e un supporto personalizzato.


Fonte: pmi.it
 

 

Dipendenti pubblici in rivolta, migliaia scendono in piazza

 


UDINE. Erano in migliaia ieri in piazza a Udine. C'erano i dipendenti della sanità, costretti a «turni massacranti per impedire la chiusura di reparti nel periodo estivo», quelli della agenzie fiscali che si portano il computer da casa perché «altrimenti a fare una pratica ci metti mezza mattinata», gli incaricati delle ispezioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro che si domandavano che cosa sarà della lotta al lavoro nero e all'evasione. E poi personale scolastico preoccupato dai 5mila tagli annunciati in regione. Impiegati comunali che in ufficio arrivano a 36° nonostante il ventilatore «rigorosamente portato da casa» e chi si sposta con la sua auto per lavorare perché «mancano le auto aziendali. E i rimborsi chilometrici – precisano – sono ridicoli».

Sono i dipendenti del pubblico impiego che ieri si sono riuniti in assemblea per far sapere al ministro Brunetta che «è ora di finirla di parlare di fannulloni: quello che serve – spiegano – è una riforma che punti a perseguire efficacia ed efficienza. Obiettivi irraggiungibili portando avanti solamente una politica di tagli indiscriminati».

A protestare davanti alla prefettura c'erano più di 3mila persone secondo i sindacalisti, mille a parere delle forze dell'ordine. Ma quello che è certo è che l'assemblea di ieri, organizzata dal segretario della Cisl Guarino Napolitano è stata la più affollata degli ultimi anni. «E questo la dice lunga – osservavano i sindacalisti – sul malessere che sta attraversando tutta la categoria». Centinaia di lavoratori sono rimasti fuori dall'aula magna del Ceconi. Ma nessuno ha rinunciato a sfilare fino davanti alla sede della prefettura «per dire no a una riforma della pubblica amministrazione il cui obiettivo vero è quello di tagliare i servizi e favorire le privatizzazioni, a partire da settori fondamentali come la sanità e l'istruzione».



Nel mirino di Cgil, Cisl e Uil ci sono quasi tutti gli interventi previsti dal decreto 112: «dallo scippo dei fondi sulla contrattazione accessoria – dicono Guarino e Claudio Palmisciano della Cisl – alla decurtazione del 10% delle risorse destinate all'incremento della produttività, senza dimenticare le nuove disposizioni sulla reperibilità di 12 ore (compresi il sabato e la domenica) in caso di malattia malgrado il certificato medico e la visita fiscale (praticamente è come essere agli arresti domiciliari) e l'irrigidimento della norma sul part time, la cui concessione viene rimessa alla discrezionalità del dirigente. Si tratta di interventi penalizzanti – commentano i sindacalisti –, che creano discriminazioni tra i lavoratori del pubblico impiego e quelli del privato e che di fatto porteranno a un arretramento dei servizi pubblici soprattutto di quelli legati al sociale».

A parere del segretario generale della Cgil Franco Belci «il Governo ha messo in atto una serie di provvedimenti che colpiscono tutti e aggrediscono il lavoro pubblico con norme vessatorie tese a colpire i deboli e non i furbi».

Il più bersagliato dai cori dei lavoratori riuniti fuori dalla prefettura era il ministro Brunetta accusato di voler togliere ai dipendenti pubblici non solo i diritti conquistati con anni di battaglie sindacali, ma anche la dignità perché così il pubblico non potrà mai essere competitivo ed è quindi destinato a scomparire garantendo sempre meno servizi ai cittadini».


Fonte: messaggeroveneto.repubblica.it

 

18/07/2008

 

GIOVEDÌ NERO, in provincia di Brescia, per gli incidenti sul lavoro

Oltre alla Valcamonica, dove è morto un anziano che stava conducendo un trattore, anche l'hinterland cittadino ha dovuto fare i conti con una disgrazia. L’infortunio, come tante altre volte in passato è accaduto nel settore dell'edilizia, che con quello della siderurgia rimane uno dei più colpiti da questo gravissimo problema.

E ANCHE la dinamica è di quelle che tutto hanno fuorché carattere di novità: una caduta da un'altezza di due metri che non sempre toglie le speranze alla vittima. È morto Lorenzo Verzelletti, 62 anni, impresario edile residente a Travagliato. Negli occhi di chiunque fosse presente, rimarrà lo strazio della moglie che è arrivata nel luogo dell'incidente nelle ore immediatamente successive.

I COLLEGHI e dipendenti del marito le si sono stretti attorno nel tentativo di portarle un minimo di conforto. Erano circa le 8 del mattino e l’attività nel cantiere di via Mandolossa era appena iniziata per i lavori di costruzione di un capannone. Movimenti, quelli che anche ieri mattina hanno caratterizzato l'attività di Lorenzo Verzelletti, che nella sua lunga esperienza d'imprenditore edile si sono ripetuti migliaia di volte. Ma ieri, qualcosa è andato in modo diverso dal solito ed è giunta l'ennesima conferma che nei luoghi di lavoro la morte non distingue per età o esperienza. Lorenzo Verzelletti è caduto dalla scala su cui si trovava. Una caduta da un'altezza di circa 2 metri: tante altre volte salti del genere si concludono solo con un po' di spavento.

IERI, INVECE, l'impresario ha battuto la testa, ogni soccorso è stato inutile. Nel luogo della disgrazia, poco dopo è stata sistemata una piccola croce. Ora saranno i carabinieri della stazione di Roncadelle a dover ricostruire la dinamica della tragedia. Ma, come sempre accade in questi casi, della morte dell'imprenditore edile, si stanno occupando anche i funzionari dell'Asl di Brescia. Una disgrazia che aumenta la preoccupazione per chi deve trovare un rimedio alle morti bianche; alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com
 

17/07/2008

 

EMILIA ROMAGNA - Lavoro: con Fondimpresa oltre 4.000 lavoratori in formazione
 

Fondimpresa investe in sicurezza anche in Emilia-Romagna: stanno per partire otto Piani formativi che coinvolgeranno 4.400 lavoratori di 133 piccole e medie imprese, dedicati all'aggiornamento nel campo della sicurezza del lavoro e della prevenzione degli infortuni.

Si tratta della più grande iniziativa di formazione in materia di sicurezza sul lavoro mai avviata a livello nazionale. In Italia i Piani formativi avviati alla prima scadenza dell'Avviso Fondimpresa 1/2008 riguarderanno circa 33.000 lavoratori di oltre 1.000 aziende in tutta Italia, per un valore di 9,5 milioni di euro. La prossima scadenza dell'Avviso, che avrà altri 6 milioni di euro a disposizione, è il 15 ottobre prossimo.

Con questa iniziativa Fondimpresa,

Fondo interprofessionale per la formazione continua costituito da Confindustria e CGIL CISL UIL, ha colto la fortissima esigenza di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dedicando particolare attenzione alle imprese di piccole dimensioni e ai lavoratori che risultano maggiormente esposti a rischi, individuati come non italiani, under 32 e assunti da meno di un anno.

Fondimpresa consente alle imprese e ai lavoratori di utilizzare in modo semplice ed efficace per la formazione continua le risorse da loro accantonate con lo 0,30% del monte salari.

Dalla sua nascita Fondimpresa ha già impegnato a livello nazionale oltre 40 milioni di euro per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Con 57.000 imprese che impiegano 2.800.000 lavoratori, Fondimpresa è il maggiore tra i Fondi interprofessionali: in quattro anni ha impegnato risorse per oltre 202 milioni di euro e ha consentito di realizzare attività formative per oltre 350.000 lavoratori.

Fonte: romagnaoggi.it

 

 

Milano/ Pedemontana sottoscrive un accordo con i sindacati per il lavoro sicuro nei cantieri


Autostrada Pedemontana Lombarda, CGIL, CISL e UIL e le Organizzazioni di categoria (FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL) hanno sottoscritto oggi un accordo volto a garantire la massima attenzione alla sicurezza sul lavoro, al lavoro nero e alla lotta alle infiltrazioni criminali nei cantieri che Pedemontana aprirà nel territorio lombardo a partire dal 2010.

Opere infrastrutturali per oltre 3 miliardi di Euro, che si tradurranno in 157 km di nuove strade ed autostrade che interessano 5 province e 78 comuni lombardi, decine di cantieri e migliaia di maestranze all'opera per 5 anni, in quello che sarà il più grande cantiere italiano, anche rispetto alle opere destinate all'Expo 2015 che saranno in fase di realizzazione nel medesimo periodo.

"Pedemontana aveva già dimostrato la propria attenzione al tema della sicurezza e della legalità prevedendo obblighi ed impegni specifici nel bando per la selezione del "General Contractor" che dovrà eseguire il primo lotto di opere da oltre 630 milioni di Euro. Con il protocollo sottoscritto oggi si fa un passo in avanti, coinvolgendo direttamente il sindacato in una funzione innovativa di supporto alla stazione appaltante nella verifica del rispetto delle normative sulla sicurezza e nella vigilanza sulla legalità e sulla trasparenza nei subappalti - spiega Pedemontana in una nota -. L'Accordo Quadro definisce preventivamente un sistema di relazioni con le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori edili della Lombardia, volto a regolamentare - ai vari livelli - l'applicazione e il rispetto della normativa esistente in tema di sicurezza, di adempimenti contrattuali e previdenziali al fine di prevenire il verificarsi di incidenti e infortuni sul lavoro.

Inoltre è stata ravvisata la necessità di estendere anche formalmente l'impegno a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di cantiere (contrattualmente inquadrati in settori diversi da quello delle imprese edili e affini) e alle imprese operanti nell'area di cantiere indipendentemente dal settore contrattuale di appartenenza delle stesse. Le parti hanno concordato di perseguire uno stabile sistema di relazioni sindacali al fine di: garantire condizioni di piena sicurezza ed igiene ambientale sul lavoro, assicurare l'applicazione delle normative e prescrizioni legislative comunitarie, nazionali e regionali e di prevenire e comporre l'insorgere di situazioni di conflittualità".

Il Presidente ed AD di Pedemontana, Fabio Terragni, ha dichiarato: "Pedemontana ha dimostrato in questi mesi il massimo impegno per garantire trasparenza e confronto con i cittadini, sta rispettando i tempi previsti per la progettazione ed intende mantenere fermo il costo dell'opera, per dimostrare non solo che le grandi infrastrutture si possono fare ma che si possono fare bene e con l'assenso dei territori attraversati. Nei prossimi anni Pedemontana Lombarda darà vita a più cantieri distribuiti in tutte le Province interessate, da Varese a Bergamo, dove lavoreranno migliaia di persone per circa 5 anni. Anche in questo caso occorre lo sforzo di tutte le realtà coinvolte per contrastare il drammatico fenomeno degli incidenti sul lavoro. Considero l'accordo di oggi con le organizzazioni sindacali un primo tangibile passo verso la realizzazione di un sistema di controlli su tutte le questioni che riguardano la gestione dei cantieri: sicurezza, lavoro nero e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Anche in questo caso vorremmo che la nostra esperienza potesse essere utile ed efficace per far crescere in modo attento e responsabile il sistema Lombardia. Ringrazio le Organizzazioni Sindacali per l'impegno e la collaborazione dimostrata ".

Fonte: affaritaliani.it
 

 

CALABRIA: DE MAIO, AL VIA IN AUTUNNO CAMPAGNA SU TEMI LAVORO
 

Catanzaro, 16 lug - ''Inizieremo, il prossimo autunno, il piano di prevenzione culturale, concertato con la scuola calabrese, iniziando da una campionatura di istituti scolastici per somministrare test e questionari in grado di valutare il grado di consapevolezza attiva dei nostri giovani sui temi della sicurezza sul lavoro e sul lavoro nero''. Lo afferma il Presidente della Commissione Regionale della Calabria per l'emersione del lavoro irregolare della Calabria, Alberto De Maio.

''Il lavoro con la scuola - dice De Maio - ci portera' a considerare le necessita' di intervento culturale e pedagogico, aspetti che il Censis , qualche tempo fa, ha considerato essenziali per poter agire in futuro in chiave preventiva''.

Per De Maio ''la Regione Calabria, attraverso il presidente Loiero e l'assessore Maiolo, sta programmando interventi concreti anche in attuazione dei fondi Por, con controlli incrociati, volti a garantire la regolarita' del lavoro''.

''Il nostro accordo con la scuola - ha aggiunto De Maio - ci consentira' di poter essere determinati nell'attuazione di politiche preventive, affiancandoci alle attivita' repressive di pertinenza degli organismi istituzionali preposti''.

Fonte: asca.it
 

 

Chiaia, troppe irregolarità stop dei vigili a otto cantieri

 

I vigili: sono pericolosi per pedoni e centauri

Bloccati i cantieri a Chiaia. Tutti. Otto su otto sono irregolari. Anzi pericolosi per residenti, pedoni, motociclisti e automobilisti. Tutto parte dalla querela di un motociclista. Dieci giorni fa M. E. 56 anni, rovina a terra in via dei Mille con la sua Bmw, a causa del brecciolino, abbandonato a centro carreggiata, fuori dal cantiere. Un brutto incidente, con gravi lesioni e la moto distrutta. L´uomo denuncia tutto, con tanto di foto allegate. E, ieri, la polizia municipale, con in mano la querela del cittadino, passa al setaccio i cantieri della I Municipalità, a caccia di pericoli.

Cinque ore di controlli per il tenente Gaetano Frattini e tre agenti della VI unità operativa. E, a fine giornata, l´amara sorpresa: su otto cantieri controllati, nessuno è in regola. Tutti i lavori - opere dell´Ansaldo, di Napoletana Gas, Anm - vengono «sospesi», in virtù dell´articolo 21 del codice della strada, con multe da 5.936 euro (otto verbali da 742 euro ciascuno). A difesa di ditte e committenti: le regole sulla sicurezza sul lavoro erano rispettate. Ma il rispetto delle norme per operai e dipendenti non bastano a rendere un cantiere sicuro. Infatti, i provvedimenti di sospensione dei cantieri scattano per omessa segnaletica e omessa sicurezza per i cittadini. Cosa vuol dire? Reti di protezioni mancanti, brecciolino abbandonato, betoniere al lavoro a centro strada e senza avvisi, cartelli per la sicurezza inesistenti, lavori che debordano sui marciapiedi.

I primi tre cantieri ad essere controllati sono proprio quello dell´arredo urbano in via dei Mille (General Costruzioni) e i due in via Nisco (New Verde srl e l´impresa Tagliabue spa per Napoletanagas). Subito dopo la polizia municipale passa: in piazza Eritrea (lavori realizzati dalla Riviera Scarl per Ansaldo); a Santa Caterina (Papa Costruzioni); in via Torelli (impresa Tagliabue per Napoletanagas) e nei due cantieri in Riviera di Chiaia (uno gestito dalla Dieffe spa per Anm e uno all´altezza di largo Torretta dell´Ansaldo). E se a questi si aggiunge il cantiere di piazza Mondragone (Napoletanagas), multato lunedì, si arriva a quota nove.


I lavori sono bloccati, in attesa che le ditte si mettano in regola. Lo stop porrebbe durare solo 24 ore, come giorni, con ulteriori disagi e ritardi sulle consegne.

«Abbiamo invocato i controlli - commenta a caldo l´assessore alla Mobilità, Agostino Nuzzolo - per verificare l´applicazione del codice della strada e garantire, innanzitutto, la sicurezza dei cittadini e, in secondo luogo, il buon esito degli interventi. Queste azioni servano da esempio anche alle imprese impegnate negli altri cantieri». E Fabio Choisi, presidente della I Municipalità: «I controlli sono a tutela della sicurezza dei cittadini e dell´utenza che ha il diritto di essere informata».


Fonte: la repubblica
 

 

Psicofarmaci come antistress, è allarme

 

Sempre più usati per sopportare le pressioni sul lavoro. Milano «capitale dell'abuso»

(Grazia neri)
MILANO - Psicofarmaci usati come antistress per lenire gli effetti dell'insoddisfazione e delle pressioni subite sul lavoro. Un fenomeno in continuo aumento, segnalato dall'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna. L'allarme è stato lanciato proprio da Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, durante il convegno «Salute sul lavoro».

MILANO «CAPITALE» - «Gli esperti stanno registrando un abuso di psicofarmaci correlati allo stress da lavoro - spiega - e Milano spicca negativamente per il record di casi del genere». La metropoli, secondo gli esperti del settore, sembra aggiudicarsi il titolo di Capitale degli impiegati stressati. «Sono state condotte diverse indagini -osserva Pietro Penati, coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela della salute dei lavoratori della Regione Lombardia- e tutte hanno confermato che circa il 50% dei lavoratori italiani è afflitto o affetto da stress da lavoro. La Lombardia rispecchia queste cifre». L'instabilitá emotiva, avverte Landi, «si ripercuote pericolosamente anche nella vita familiare. «Non si può parlare solo dei dipendenti degli uffici o degli operai. Nella classe dei lavoratori rientrano di diritto anche le casalinghe che spesso vivono un profondo stato di solitudine, aggravato dal mancato riconoscimento del loro ruolo. Una fonte enorme di stress».

INIZIATIVE - Per affrontare l'emergenza salute sul lavoro, l'assessorato comunale ha deciso di avviare un primo nucleo di iniziative, tra cui «un libro bianco. Contro le morti bianche, ma non solo: contro gli infortuni in genere, lo stress e l'abuso di psicofarmaci, il mobbing, i casi estremi di stalking che talvolta si verificano. Contro tutte le minacce alla salute del lavoratore». La fatica è anche psichica e sensoriale. Si pensi al rumore eccessivo e ripetitivo cui sono sottoposti certi lavoratori: si ripercuote non solo sull'udito ma su tutto l'organismo. Lo stress da lavoro è sempre più diffuso: si va da una fase moderata che permette il recupero totale, a una più intensa con conseguente accumulo dello stress, fino ai casi più gravi in cui l'affaticamento emotivo è permanente e dannoso.

LA SINDROME - La chiave per comprendere il fenomeno è in una definizione: Sindrome generale di adattamento. La prima tappa è quella dell'allarme. Tutto comincia con un aumento dell'adrenalina e dei corticoidi circolanti, e con uno stato di tensione emotiva. Poi si passa ai tentativi di resistenza, cioè allo sforzo di adattamento biologico e comportamentale agli stimoli esterni. Se l'operazione fallisce, scatta l'esaurimento. «I sintomi dello stress da lavoro sono molto comuni: alterazione del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Ma anche problemi all'apparato digerente, iperidrosi, formicolii. Sul fronte psichico i campanelli d'allarme sono ansia e aggressivitá, perdita di autostima fino alla depressione», elenca Penati. Un caso tipico di stress da lavoro è quello del 'burnout', aggiunge Pietro Penati, coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela della salute dei lavoratori della Regione Lombardia, «che porta gradualmente il lavoratore dall'entusiasmo idealistico all'apatia. Ultimo stadio: la morte professionale».

Fonte: corriere della sera

 

16/07/2008

 

UMBRIA: SICUREZZA LUOGHI DI LAVORO, DOCUMENTO PER LE SEDI REGIONALI
 

Perugia, 16 lug - Ha come obiettivo la sicurezza sui luoghi di lavoro della Regione Umbria il documento presentato a Perugia nel corso di un incontro che si e' svolto stamane nella sede della Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra. Era presente il direttore regionale alle Risorse umane finanziarie e strumentali della Regione Umbria, Annalisa Doria, che ha illustrato i contenuti del testo. Hanno partecipato i medici competenti, i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali e della ''Rsu'', i docenti dei percorsi di aggiornamento e formazione e i dipendenti regionali addetti alla sicurezza. ''La predisposizione del nuovo documento sulla sicurezza - ha detto Annalisa Doria - vuole essere un punto di partenza per le attivita' future e conferma l'impegno della Regione Umbria a migliorare lo standard qualitativo per la prevenzione e la sicurezza nelle sedi regionali''. Durante l'incontro e' stato evidenziato che nel primo semestre del 2008 la Regione Umbria ha posto particolare attenzione alla realizzazione di tutti i percorsi formativi previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre ad aver supportato - e' detto in una nota - le neo strutture organizzative preposte alla prevenzione, protezione e gestione tecnica delle sedi regionali con una formazione intervento che ha prodotto come risultato conclusivo il documento presentato oggi. Alle attivita' di formazione messe in atto dall'amministrazione regionale nel campo della sicurezza e prevenzione, ha fattivamente collaborato la Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra

Fonte: asca.it
 

 

LA GUARDIA DI FINANZA CHIUDE UNA FABBRICA PER MANCATO RISPETTO DELLE NORME SUL LAVORO
 

Controlli della Guardia di Finanza in tutta la Provincia di Perugia, scoperte decine di lavoratori irregolari.


Durante un 'operazione di controllo del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, principalmente rivolto al settore dei servizi Turistico - alberghieri, sono state scoperte 4 persone impiegate in " nero" presso un Hotel del Capoluogo ed altrettante, tra alberghi e pizzerie dello spoletino e nei dintorni di Todi. Un operaio in nero è stato scoperto anche nel settore agricolo, così come un commesso di un esercizio commerciale nell'assisano.

In una fabbrica per la lavorazione di manufatti in resina plastica invece , a Gualdo Tadino, i finanzieri della Tenenza di Gubbio hanno scoperto che tutti gli operai (5 donne e 2 uomini, comunitari e non, tutti comunque in regola con le norme per il soggiorno in Italia) erano impiegati in nero.

Al momento dell'ingresso nei locali della fabbrica , i finanzieri si sono trovati di fronte a locali e pezzi della lavorazione interamente ricoperti dalle polveri dei lavori che gli operai stavano eseguendo con macchinari ad aria compressa. La mancanza di aeratori e le finestre chiuse rendevano gli ambienti saturi e gli stessi operai, che vestivano normali abiti e calzature estive, senza mascherine né altro indumento protettivo, erano completamente ricoperti di polvere dalla testa ai piedi.

Bloccate le attività è stato subito convocato l'Ispettorato del Lavoro di Perugia e l'ASL nr. 1 di Gubbio. Sulla base della relazione tecnica dei funzionari sanitari, la Guardia di Finanza ha posto sottosequestro i locali in cui avveniva la lavorazione dei manufatti in resina ed ha provveduto a segnalare la Notizia di Reato a carico del datore di lavoro, inoltrandola alla A.G. di Perugia, per numerose violazioni di carattere penale (artt. 63, 67, 75, 81, 163, 225 ) previste dal D.Lgs. 81 /2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

L'Ispettorato del Lavoro ha inoltre disposto, la sospensione immediata dell'attività, così come previsto dall'art 14 del D.Lgs 81/2008, in quanto la società utilizzava personale, non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, in misura superiore al 20% dei lavoratori occupati.

Dagli accertamenti successivi poi è stata trovata anche documentazione circa l'impiego in nero di almeno altri 15 operai. Le ulteriori investigazioni mirano ora a ricostruire nel dettaglio il complesso dei rapporti di lavoro di fatto instaurati, oltre che tutti gli altri aspetti di rilevanza fiscale.

Fonte: tuttoggi.info
 

 

Sicurezza sul lavoro: i sindacati confederali incontrano il Prefetto
 

Si è svolto ieri in Prefettura l'incontro tra i sindacati provinciali Cgil Cisl e Uil e il Prefetto Scarpis avente per oggetto la piattaforma unitaria sulla sicurezza messa a punto dalle stesse sigle confederali. La piattaforma ha l'obiettivo di ridurre, attraverso azioni mirate sia dal punto di vista contrattuale che di coordinamento tra le istituzioni e gli organismi preposti al controllo ed alla vigilanza, il numero degli infortuni e delle morti sul lavoro nella nostra provincia.

"Il Prefetto - spiegano i sindacati -si è reso disponibile ad iniziare un percorso di comune collaborazione che colga l'obiettivo di promuovere e vigilare sull'applicazione della normativa sulla sicurezza, e di svolgere azione di contrasto all'illegalità anche per quanto concerne il sistema degli appalti, dei subappalti e più in generale delle subforniture che sembrano oggi essere il vero punto debole in materia di sicurezza.

Le parti hanno inoltre individuato come obiettivo comune l’esigenza di una diffusione capillare della cultura della sicurezza sia tra i lavoratori che tra i datori di lavoro, oltre che nell'intera società, non escludendo nemmeno un coinvolgimento degli istituti scolastici, che per loro natura sono preposti alla formazione dei futuri lavoratori e dei futuri imprenditori.


Fonte: lungoparma.com
 

 

Stralcio del Resoconto della 38ª seduta del Senato di ieri, Martedì 15 luglio 2008

 

“L'Assemblea ha approvato in prima lettura il ddl n. 735 di conversione in legge del decreto-legge 3 giugno 2008, n.97 recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in materia fiscale e di proroga di termini.

Il decreto (che ora passa all’esame della Camera n.d.r.) presenta una serie complessa di disposizioni, tra cui la previsione delle modalità per beneficiare del credito d'imposta riservato alle imprese che effettuano investimenti nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno e l'abrogazione della norma del cosiddetto decreto Bersani che stabilisce un rapporto di responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore.

Il testo del decreto ha subito molte modifiche nel corso dell'esame; in particolare nella seduta odierna, oltre a numerosi ordini del giorno accolti dal Governo, sono stati approvati alcuni emendamenti tendenti ad inserire articoli aggiuntivi recanti nuove proroghe di termini e disposizioni di carattere fiscale relativamente a diversi comparti, nonché misure, tra le altre, per il fermo di emergenza temporaneo e definitivo e la Cassa integrazione guadagni straordinaria nel settore della pesca, interventi per gli eventi alluvionali del maggio 2008 e norme relative all'emergenza rifiuti in Campania”.

Fonte: www.senato.it
 

 

Bologna: migliora la sicurezza sul lavoro, lo dice un sondaggio della Cna

 

La Cna di Bologna in seguito ad un sondagggio condotto sulla sicurezza tra le sue associate sostiene che "cresce l'attenzione verso la sicurezza sul luogo di lavoro". Lo dimostra un sondaggio realizzato tra le aziende della meccanica: il 98% delle aziende dichiara di svolgere controlli sull'efficienza delle attrezzature, per il 55% delle imprese nell'acquisto di un macchinario l'aspetto della sicurezza è essenziale e per il 45% è rilevante, nel 100% dei casi i macchinari acquistati dalle aziende sono marcati Ce oppure rispondenti a precedenti normative.
La Cna di Bologna sostiene questa attenzione, intensificando i servizi di consulenza sulla sicurezza verso i propri associati: nel 2008 sono già state garantite 1.295 prestazioni ad altrettante imprese, altrettanto numerosi sono i corsi e i seminari di formazione in tema di sicurezza
I risultati stanno confermando questo impegno, nelle imprese Cna Bologna infatti la media degli infortuni è più bassa rispetto alla media bolognese e regionale: nel 2007 la percentuale degli infortuni rispetto al numero di occupati nelle imprese di Cna Bologna è stata del 4,41%, la stessa percentuale considerando tutte le imprese bolognesi sale 5,91%, a livello regionale al 6,13%. E' importante considerare che questa percentuale tiene conto di tutti gli infortuni, anche quelli più lievi che hanno comportato non più di 6 giorni di assenza, e che per fortuna sono la larghissima maggioranza.
“Sono risultati importanti, che confermano l'impegno di Cna e delle sue imprese per migliorare la sicurezza sui posti di lavoro. Ma occorre fare ancora meglio - spiega Loretta Ghelfi, Segretario Cna Bologna -. E' fondamentale la formazione sui dipendenti e sugli imprenditori. Così come l'acquisto di macchinari talmente sicuri da prevenire anche l'eventuale errore umano. Per questo motivo stiamo aumentando i servizi di consulenza, formazione e credito agevolato per l'acquisto di macchinari innovativi in tema di sicurezza. Nelle piccole e medie aziende l'imprenditore lavora a fianco dei suoi addetti: aumentare la sicurezza per l'imprenditore dunque significa tutelare i propri dipendenti ed anche la propria incolumità”.
La Cna di Bologna - Unione Produzione ha dunque effettuato un sondaggio su un campione di 100 aziende associate del settore della meccanica. Nell'acquisto di una macchina utensile le caratteristiche rispetto alla sicurezza per il 55% degli imprenditori è un aspetto essenziale nella decisione dell'acquisto, per il 45% è un aspetto rilevante, nessuno l'ha considerato un aspetto secondario o irrilevante.
Nelle aziende consultate, il 51% ha acquistato macchine utensili tutte marcate Ce, il 49% ha acquistato macchine in parte marcate Ce e in parte rispondenti a precedenti normative.
Nel 67% dei casi i controlli sull'efficienza delle attrezzature vengono svolti periodicamente da personale formato ed in base alle istruzioni che accompagnano la macchina, nel 31% i controlli vengono svolti anche se non programmati periodicamente, nel 2% i documenti che accompagnano la macchina non contengono indicazioni chiare sulla manutenzione.
Per quanto riguarda il ruolo del responsabile del servizio prevenzione, nel 65% dei casi dà un parere definitivo sull'acquisto o meno di macchinari e impianti dopo averne verificato le condizioni di sicurezza, nel 26% viene consultato sull'acquisto.
Come dicevamo, la Cna ha intensificato la sua attività verso gli associati in tema di sicurezza. Nel 2008 sono già state 1.295 le consulenze prestate: nel 72% dei casi si è trattato di una unica consulenza in tema di rispetto delle normative sulla sicurezza, 168 hanno riguardato le attività di manutenzione, 139 le consulenze iniziali prima dell'acquisto di una nuova tecnologia.
Gli effetti di questo impegno sono stati confermati dai dati che dicono come nelle imprese associate a Cna Bologna la percentuale degli infortuni sul numero di occupati (4.41%) sia più bassa rispetto alla media bolognese (5,91%) e regionale (6,13%).
Sempre restando nelle imprese Cna, le giornate di assenza per infortunio sono lo 0,34% rispetto al totale delle giornate lavorative dei dipendenti. La maggiore incidenza di assenze per infortunio si è verificata ai dipendenti con fascia di età inferiore ai 20 anni, l'incidenza decresce con l'aumento dell'età, una conferma del fatto che esperienza e formazione sono una grande prevenzione contro gli infortuni. Sempre calcolando le giornate di assenza per infortunio sul totale delle giornate lavorative, la percentuale è maggiore per gli stranieri (0,49%) rispetto agli italiani (0,30%). L'incidenza maggiore si è verificata nel settore costruzioni e affini (0,58%), seguita dal settore trasporti (0,51%) e dal settore produzione (0,37%), che, per le loro caratteristiche, sono sempre stati i tre settori a maggior rischio di infortuni. Per quanto riguarda i trasporti, il rischio è rappresentato essenzialmente dalle difficili condizioni del traffico su strade e autostrade italiane, un tema che Cna da tempo ha portato all'attenzione di Istituzioni, Anas e Società Autostrade.

Fonte: sabatoseraonline.it

 

 

Medico competente? Solo se nell’Elenco nazionale
 

Il decreto 81/08 prevede che possano svolgere la funzione di medico competente solo i professionisti iscritti nell’Elenco nazionale. Il Ministero della Salute ha reso disponibile il modulo per richiedere l’iscrizione, da inviarsi entro il 15 novembre.


Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, i medici abilitati a svolgere la funzione di medico competente, sulla base dei titoli e requisiti previsti dall'art. 38, sono tenuti a trasmettere entro sei mesi dal 15 maggio 2008, al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, un'autocertificazione al fine di essere inclusi nell'elenco nazionale.

Il Ministero della salute ha reso disponibile da pochi giorni il modello (formato PDF, 114 kB) per l'autocertificazione, da sottoscrivere e inviare esclusivamente tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Secondo quanto previsto dall’articolo 38 del D.Lgs. 81/08, per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli o requisiti:
a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
c) autorizzazione di cui all'articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.

Inoltre, i medici saranno tenuti “a frequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell'università e della ricerca di concerto con il Ministero della salute.”

Il decreto stabilisce però che i soggetti i quali, alla data del 15 maggio 2008 (data di entrata in vigore del decreto 81/08), “svolgano le attività di medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un anno nell'arco dei tre anni anteriori all'entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovante l'espletamento di tale attività.”

Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente – prevede ancora il decreto 81/08 – “è altresì necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni,” a partire dal programma triennale successivo all'entrata in vigore del decreto 81/08.

I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina «medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro».

L’autocertificazione va inviata a:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali
Diparimento della Prevenzione e della Comunicazione
Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria - Ufficio II
Via Giorgio Ribotta, 5
00144 - Roma

In caso di mancata ricezione della ricevuta di ritorno, per avere conferma dell’avvenuto inserimento nell’elenco, gli interessati potranno telefonare al n. 06.59943821 o inviare una richiesta e-mail all’indirizzo r.pesce@sanita.it.
 

SCARICA MODELLO


Fonte: puntosicuro.it

 

15/07/2008

 

Sacconi: «Il calo degli infortuni sul lavoro è ancora insoddisfacente»
 

In Italia diminuiscono morti bianche e infortuni sul lavoro, ma crescono gli incidenti che colpiscono immigrati e lavoratori atipici. Nel 2007 ci sono state 912.615 denunce di infortuni, 15.500 in meno rispetto all'anno precedente, con un calo pari all'1,7 per cento. Scende anche il numero di morti bianche, che si attestano a circa 1.210 casi, con una flessione del 12,8% rispetto al 2006. A crescere sono, invece, gli infortuni degli stranieri (140mila, + 8,7 per cento) e quelli in itinere, con un dato agghiacciante: oltre il 50% delle morti sul lavoro avviene per strada. Parasubordinati e interinali si confermano, poi, tra i lavoratori meno sicuri, con incrementi di infortuni, rispettivamente, del 13,6% e del 5,7 per cento. Questa la fotografia scattata dalla relazione annuale dell'Osservatorio statistico infortuni dell'Inail sull'andamento infortunistico 2007 nel Belpaese, illustrati, al ministero del Lavoro, alla presenza del ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

«È un calo non soddisfacente», commenta il ministro Sacconi, che punta il dito, soprattutto, sul basso numero di aziende che denunciano all'Inail gli infortuni dei propri dipendenti. Il ministro ricorda che su 3 milioni e 750mila aziende iscritte all'Inail solo 280mila denunciano almeno un infortunio l'anno, cioè il 7,5% del totale. E, addirittura, solo 18.500 imprese denunciano più di cinque infortuni annui. Sacconi annuncia, quindi, di aver chiesto all'istituto di «fornire una ulteriore elaborazione della platea di imprese a rischio, con un'analisi dettagliata delle loro caratteristiche, dal carattere dimensionale all'ambito territoriale e all'attività merceologica svolta, per orientare al meglio gli interventi preventivi e formativi sulla fronte della sicurezza sul lavoro». E a breve, sottolinea Sacconi, il Governo convocherà le parti sociali per discutere del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e della bilateralità, che, assicura, «intendiamo favorire e incrementare».

Dal rapporto dell'Inail emerge come l'agricoltura sia il settore che, nel 2007, ha fatto registrare il minor numero di incidenti, con un significativo - 9,4 per cento. A seguire, anche se più distanziati, industria e servizi, con una riduzione di circa l'1,2 per cento. In controtendenza, invece, il pubblico impiego, che ha fatto registrare un aumento dell'1,5%, sulla scia degli incrementi già osservati negli anni precedenti. Anche se, tengono a precisare dall'Inail, «si tratta comunque di poche centinaia di casi».

Lavorazione dei metalli, costruzioni e autotrasporto sono i settori merceologici più a rischio infortuni per i lavoratori. Stabile, poi, la percentuale di donne che subiscono infortuni sul lavoro, ferma intorno al 27,5 per cento. Per entrambi i sessi quasi l'80% degli infortuni si concentra tra i giovani e gli impiegati sotto i 50 anni. A livello territoriale, poi, la riduzione degli infortuni ha interessato un po' tutte le regioni italiane, a eccezione della Sicilia (+4,1%), del Lazio, della Calabria e della provincia autonoma di Bolzano, con incrementi intorno al mezzo punto percentuale.

Fonte: ilsole24ore.com

 

 

INTESA INAIL, INDESIT E FEDERICO II PER SICUREZZA SUL LAVORO: PRESENTATI I RISULTATI DEL PROGETTO EIP
 

Sono stati presentati questa mattina i risultati finali del progetto EIP, frutto di un’intesa tra Indesit Company, direzione regionale Campania Inail e l’Università Federico II. Creare nuove soluzioni ergonomiche per il miglioramento delle postazioni di lavoro dello stabilimento Indesit di Teverola e Carinaro, in provincia di Caserta: queste le finalità del progetto. All’incontro, che so è svolto questa mattina presso il polo formativo INAIL di Villa Bandini ai colli aminei, sono intervenuti Vincenzo Guadagnuolo, direttore distretto industriale Indesit a Carinaro e Teverola, la prof.ssa Gabriella Caterina, direttore dipartimento DICATA (Laboratorio LEAS) dell’Università Federico II di Napoli e Luigi Matarese, Direttore regionale INAIL che abbiamo ascoltato sulla possibilità di esportare il progetto ad altri settori dell’industria
Il progetto, scelto per essere presentato nell’ambito della quinta conferenza nazionale sulla sicurezza del lavoro che si svolgerà ad ottobre a Modena, va considerato un valido esempio di ricerca accademica applicata all’ottimizzazione dei processi produttivi. L’applicazione degli esiti della ricerca ha consentito all’Indesit di riscontrare un miglioramento nel comfort della postazione di lavoro e della qualità del prodotto percepita da parte del cliente, oltre che un aumento dell’efficienza complessiva del processo produttivo. Inoltre, è stato realizzato un software, ERA, per la valutazione dei rischi per sovraccarico biomeccanico e delle condizioni ergonomiche delle postazioni di lavoro.

Fonte: videocomunicazioni.com

 

 

Convegno sulla sicurezza sul lavoro - Cento per Cento sicurezza
 

Cento. Il Comune di Cento, con il patrocinio della Camera Commercio di Ferrara, organizza un incontro che si propone di esaminare, le novità salienti del Testo Unico in materia di salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento alla situazione in essere nel distretto produttivo centese.
La riflessione trae alimento dall'impostazione del Decreto legislativo, che modifica il quadro della normativa esistente, assicurando il pieno rispetto delle disposizioni comunitarie, l'equilibrio tra Stato e Regioni e, soprattutto, l'uniformità della tutela sull'intero territorio nazionale.
Uno degli aspetti più rilevanti del Decreto 81/08 consiste nell'ampliamento del campo di applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro a tutti i settori, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, indipendentemente dalla qualificazione del rapporto di lavoro.
Il Comune di Cento è impegnato al raggiungimento dell'obiettivo di garantire la sicurezza del lavoro, e ciò mediante un'azione attiva che parte dal confronto programmato per svilupparsi in piani formativi da candidarsi sui fondi interprofessionali o su altre risorse pubbliche a cui fare ricorso in modo coordinato da parte delle aziende del territorio....
L'atelier che si terrà oggi presso sede CMV Servizi, Via Baldassarre Malamini, rappresenta un'occasione di incontro e di formazione per tutti i soggetti operanti nel settore ed è proposto in collaborazione con Sinergie Soc. Cons. a r.l., Ente di formazione accreditato alla Regione Emilia Romagna e vede la partecipazione di esperti del settore. Con l'occasione si potrà fare il punto del fabbisogno formativo ed elaborare una o più proposte progettuali da candidarsi sui bandi a sostegno della formazione sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro e sull'ambiente.
Considerata la modalità corsuale, il presente evento costituisce credito formativo della durata di 6 ore come previsto dall'accordo Stato Regioni del 14.02.2006, allegato 2, di cui all'art. 8 bis, comma 2 del D. Lgs. 626/94.
La presenza di relatori altamente qualificati, la novità dei temi trattati e l'obbligatorietà della registrazione dei presenti con la firma degli stessi sul apposito modulo consente il rilascio degli attestati di partecipazione che costituiscono credito formativo in base a quanto previsto dall'Accordo Stato regioni del 26 gennaio 2006.

Fonte: estense.com

 

 

Roma, Giunta Zingaretti vara piano per garantire lavoratori e formazione
 

L'assessore Smeriglio:''Si procederà all'espletamento delle proprie gare solo se sarà espressamente esclusa la clausola dell'affidamento al 'massimo ribasso' che spesso produce comportamenti poco virtuosi. Vogliamo inoltre premiare quelle aziende che si muovono sul sentiero della qualità, della 'responsabilità di impresa''

Roma, 14 lug. - "Il Lazio e' una delle regioni più colpite per gli infortuni sul lavoro. E' al terzo posto per le morti bianche. Ed anche la città di Roma e' in vetta alle classifiche della regione. Per questo motivo la giunta Zingaretti ha varato un piano, volto a garantire i lavoratori dell'amministrazione provinciale di Roma, incentivando al contempo la formazione nelle imprese del territorio". E' quanto ha dichiarato l'assessore alle politiche del lavoro, Massimiliano Smeriglio, presentando nella sede della Provincia, accanto all'assessore provinciale della Viabilità, Marco Vincenzi, e all'assessore provinciale delle Politiche della scuola, Paola Rita Stella, il piano legato alla sicurezza e alla tutela dei lavoratori.

"Nel Lazio ci sono moltissime imprese all'interno di un sistema molecolare -ha ricordato Smeriglio- e questo rende più complesso il nostro lavoro. Ci muoveremo comunque secondo quanto stabilito dalle direttive europee, ridurre cioè, entro il 2010, del 25% gli infortuni sul lavoro, rispondendo altresì al continuo monito del presidente della Repubblica".

La Provincia di Roma vuole fare la sua parte mettendo a disposizione risorse. "In programma -ha spiegato ancora Smeriglio- un'intesa attivita' di comunicazione in materia di sicurezza, percorsi 'di orientamento e formazione' (distribuendo anche materiale ad hoc) nelle scuole, nei centri per l'impiego e presso le aziende".

Riguardo alle gare l'assessore delle Politiche del Lavoro Smeriglio ha ricordato che "per proteggere i lavoratori nelle imprese appaltatrici la giunta provinciale procederà all'espletamento delle proprie gare solo se sarà espressamente esclusa la clausola dell'affidamento al 'massimo ribasso' -ha sottolineato- che spesso produce comportamenti poco virtuosi. Vogliamo inoltre premiare quelle aziende che si muovono sul sentiero della qualità, della 'responsabilità' di impresa'".

L'amministrazione della Provincia di Roma ha stabilito alcuni vincoli, imprescindibili, per gli appalti. Fondamentale l'obbligo di applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di settore per le imprese che assumono appalti di lavoro o acquisiscano affidamenti di beni e servizi dalla Provincia di Roma. L'obbligo di introduzione degli standard di sicurezza, nella progettazione e nella conduzione dei lavori, nei certificati di qualità delle imprese.

Importante anche il rispetto delle norme sulla sicurezza e per la salvaguardia della salute dei lavoratori, quale elemento vincolante nella presentazione del curriculum dell'impresa per la partecipazione ad appalti, subappalti ed affidamenti di lavori in nome e per conto della Provincia di Roma, per l'accesso alle agevolazioni, ai finanziamenti e ai contributi a carico degli enti pubblici. Per le imprese consortili e affidatarie dovrà esserci inoltre obbligo di assicurare l'applicazione e l'aggiornamento dei piani di sicurezza.

Per facilitare lo svolgimento dell'attività' lavorativa anche agli stranieri la giunta Zingaretti ha previsto lo svolgimento, nei prossimi anni, di corsi di formazione rivolti ai lavoratoti stranieri con specifici moduli formativi sulla sicurezza sul lavoro.

"Sarà fondamentale -ha sottolineato ancora Smeriglio- lavorare in piena sinergia con le altre istituzioni. Per questo, in accordo con la Prefettura di Roma e con la Regione Lazio, realizzeremo un sistema informativo per vagliare la regolarità del lavoro e per condividere tutti i dati disponibili. La Provincia di Roma -ha concluso Smeriglio- continuerà ad essere parte attiva al tavolo promosso dalla Prefettura di Roma, finalizzato alla messa a punto ed applicazione del Vua, Verbale unico di accertamento, in collaborazione con Inail, Inps, Direzione provinciale del Lavoro, Comune di Roma e Regione Lazio".


Fonte: Adnkronos

 

 

CONFINDUSTRIA BASILICATA IMPEGNATA SUL FRONTE DELLA SICUREZZA
 

“La sicurezza sui luoghi di lavoro rappresenta uno dei pilastri dell’azione di informazione e formazione promossa da Confindustria Basilicata, per favorire la crescita di una vera e propria cultura della sicurezza,che passa attraverso la condivisione e la comprensione dei contenuti e delle responsabilità connesse alle normative vigenti e alla loro applicazione”.
È quanto ha dichiarato Giuseppe Carrieo, direttore Generale di Confindustria Basilicata, a margine del seminario tecnico di aggiornamento professionale “Il Decreto Legislativo 81/2008: Le sanzioni e le responsabilità. Linee Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo secondo il D.L.vo 231/2001”, promosso da Confindustria Basilicata e da Conforma – Società di Formazione di Confindustria Basilicata, indirizzato ai Responsabili e agli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione nei luoghi di lavoro.

Fonte: lucanianews24.it

 

 

Lavoro - Accordo Legacoop-Inail sulla sicurezza
 

Il 16 giugno scorso è stato siglato un accordo tra Inail e Legacoop finalizzato alla sperimentazione di soluzioni pratiche volte a favorire e premiare la prevenzione e a diffondere la cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro delle cooperative associate a Legacoop. La collaborazione tra Inail e Legacoop consiste nell’analisi congiunta dei dati relativi alle imprese cooperative associate a Legacoop riguardo all’andamento infortunistico. Le parti hanno deciso di individuare i settori di intervento e definire i piani di attività al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni lavorative e dei livelli di sicurezza ma anche alla crescita di una cultura della prevenzione degli infortuni nelle cooperative. L’accordo consentirà di realizzare un osservatorio in grado di rilevare l’andamento infortunistico specifico delle imprese cooperative, attualmente censite nell’ambito di tutte le imprese di settore. La collaborazione tra Inail e Legacoop permetterà anche l’individuazione di esigenze e soluzioni specifiche più adeguate alle imprese cooperative. Altro aspetto importante della collaborazione è la promozione di una migliore rete di informazione tra la associate sulle opportunità offerte, soprattutto riguardo alla riduzione (del 10% o 5% , a seconda del numero dei lavoratori) dei tassi Inail, prevista dall’art. 24 del Decreto Ministeriale del 12 dicembre 2000.

Fonte: Legacoop
 

 

 

Cantieri: più ispettori per combattere lavoro nero e morti bianche
 

Per combattere il lavoro nero e le morti bianche serve la conoscenza dei cantieri sul territorio, delle imprese, dei subappalti e dei lavoratori; maggior coordinamento ispettivo e più concertazione istituzionale. Queste le proposte della Filca Cisl che ha organizzato una tavola rotonda sul tema della sicurezza e della legalità nei cantieri. Un tentativo di lanciare alcune proposte per un più compiuto sistema di prevenzione e per una maggiore sicurezza nei cantieri della nostra regione: questo lo scopo della tavola rotonda “Organizzare e costruire Sicurezza e Legalità nei cantieri” organizzata dalla Filca Cisl Piemonte.

Esiste una grande varietà di tipologie di cantieri: pubblici, privati, di dimensioni grandi, medie o piccole, civili, stradali; oltre a quelli dedicati alle ristrutturazioni, alle grandi opere e alle manutenzioni. Nel 2006 in Piemonte gli addetti all’edilizia erano circa 140mila, 70mila imprese le e più di 22.000 i cantieri aperti. Del totale addetti, 76mila risultavano dipendenti, il restante come singoli artigiani.

Per quanto riguarda gli incidenti mortali in edilizia, la situazione in Piemonte rispecchia la media nazionale: nel 2007 si sono verificati 21 infortuni mortali su 93 totali. Dal 2004 ad oggi si sono registrati oltre 134 morti nei cantieri edili e 1800 infortuni invalidanti con menomazioni permanenti.

Al convegno della Filca hanno partecipato tra gli altri l’ex vice presidente Commissione nazionale Antimafia, Giuseppe Lumia, il procuratore di Alessandria, Michele Di Lecce, il segretario generale della Filca Piemonte, Piero Donnola e il neo segretario generale della Cisl Piemonte, Giovanna Ventura. “Negli ultimi anni - ha spiegato il segretario regionale Piero Donnola - le organizzazioni sindacali hanno avviato una sistematica azione di denuncia sulle problematiche relative alla deregolamentazione del settore, ovvero, al lavoro irregolare, del caporalato, degli infortuni sui luoghi di lavoro."

Per controllare tutto il mondo del lavoro piemontese (non solo l’edilizia ma anche i settori metalmeccanico, tessile, chimico, ecc..) ci sono di fatto circa 500 ispettori per 650mila imprese di ogni settore. “Gli ispettori – ha aggiunto il segretario generale della Cisl Giovanna Ventura - sono pochi, sotto organico, devono vigilare su migliaia di aziende metalmeccaniche, chimiche, grafiche, hanno diversa preparazione e provenienza. Servono iniziative forti, campagne di informazione maggiori, politiche sulla formazione che riguardano i lavoratori ma anche gli imprenditori, specialmente nel comparto delle piccole imprese, dove il tema della sicurezza è molto spesso ignorato e sottovalutato e serve anche una politica scolastica che prevede la materia inerente la sicurezza nelle scuole”.

Proprio al riguardo la Filca Cisl piemontese, in raccordo con la Direzione scolastica Regionale, istituirà nei prossimi mesi tre borse di studio per gli istituti per Geometri. Con questa iniziativa, la Filca Cisl del Piemonte intende promuovere la sensibilizzazione sull’argomento tramite un progetto mirato a premiare i migliori elaborati o filmati multimediali inediti che evidenzi i vari aspetti della sicurezza: le problematiche, le difficoltà, le strategie di informazioni e le possibili soluzioni.

Fonte: giornal.it
 

14/07/2008

 

MORTI SUL LAVORO: UN WEEK-END DI SANGUE
 

Una lunga scia di sangue, di morti sul lavoro, di vite spezzate e di famiglie distrutte. L’incidente di Casalnuovo, costato la vita sabato scorso al 17enne Raffaele C., è solo l’ennesimo tragico episodio che caratterizza un mondo che sembra incapace di darsi regole nuove in materia di sicurezza. Nel caso del giovane residente a Secondigliano, gli inquirenti hanno accertato la mancanza di qualunque presidio di sicurezza e l’utilizzo delle necessarie precauzioni. Il ragazzo è volato da un’altezza di oltre 10 metri mentre stava installando un condizionatore d’aria senza avere indossato il casco di protezione e le imbracature necessarie quando si opera all’esterno di un palazzo.
Ma il week-end è stato caratterizzato da un altro tragico episodio. Il 33enne Paolo Di Biase, operaio della ditta “Armonioso”, è morto cadendo da una scala mentre riparava le luminarie di un “giglio” una delle alte strutture da portare in processione durante la tradizionale festa paesana. Il fatto è accaduto a Casavatore, comune dell’hinterland settentrionale di Napoli e sull’incidente indagano i carabinieri della locale stazione.
 

Fonte: videocomunicazioni.com

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO: PROPOSTO IL SERVIZIO ISPETTIVO UNICO REGIONALE
 

ROMA - “La competenza sulla sicurezza sul lavoro – si legge nell’interrogazione dell’on Nino Foti - è divisa attualmente in troppi settori: ispettori delle Aziende sanitarie (strutture regionali); ispettori – unità tecniche – del servizio ispettivo del lavoro delle Direzioni provinciali del lavoro (strutture periferiche del Ministero del Lavoro), Vigili del Fuoco, generando così confusione ed inefficienza”. Nella struttura provinciale sarebbero incluse le competenze ispettive delle ASL, del servizio ispettivo deL lavoro – unità tecniche – della DPL provinciale, l’attività ispettiva ordinaria del Servizio ispettivo del Lavoro (SIL) della DPL ed infine l’evasione contributiva svolta dagli ispettori provinciali dell’INPS e dell’INAIL”. “L’unificazione di queste strutture in un Servizio Ispettivo Unico della Sicurezza sul Lavoro di carattere regionale comporterebbe una maggiore certezza nei datori di lavoro e lavoratori della conoscenza dell’unica struttura competente alla vigilanza; si avrebbe un risparmio dei costi, si avrebbe un corpo ispettivo professionalmente competente nei vari settori della sicurezza stessa”. “In qualità di capogruppo PDL in Commissione Lavoro - conclude l’on Nino Foti - ho ritenuto opportuno chiedere al Governo una risposta in merito a tale riforma”.

Fonte: PRIMA

 

 

RIFIUTI DA ATTIVITA' ESTRATTIVE

Il 22 luglio entrerà in vigore il D. Lvo. 30 maggio 2008, n. 117 (Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie e che modifica la direttiva 2004/35/CE), pubblicato sulla GU n. 157 del 7-7-2008, il quale, tra l'altro, all'art. 15 modifica lo stesso DLvo 152/06 nella parte relativa al danno ambientale, predisponendo che "all'allegato 5 della parte VI del decreto legislativo n. 152 del2006 dopo il punto 12 e' aggiunto, in fine, il seguente: « 12-bis. La gestione dei rifiuti di estrazione ai sensi della direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive.»".

Purtroppo il nostro legislatore si è "dimenticato" di aggiungere la indispensabile parola "estrattive" dopo "industrie" nella stessa epigrafe del decreto!

 

 

Due morti sul lavoro, nel napoletano e nel vicentino

 

E' caduto da un'altezza di quattro metri mentre, su una scala, stava riparando le luminarie di un "giglio", una delle alte strutture da portare in processione durante la tradizionale festa paesana. Paolo Di Biase, 33 anni, operaio che stava lavorando per conto della ditta "Armonioso", e' morto all'istante. E' accaduto stasera a Casavatore, comune dell'hinterland settentrionale di Napoli.

Sull'incidente indagano i carabinieri della stazione diCasavatore.Gli investigatori hanno accertato che non sono state osservate le norme sulla sicurezza del lavoro. I militari stanno svolgendo accertamenti anche sulla posizione lavorativa della vittima. A quanto si e' appreso, i festeggiamenti previsti stasera potrebbero essere annullati in segno di lutto.

Travolto dal trattore
Un uomo e' morto, schiacciato da un trattore, a Lonigo (Vicenza), in localita' Madonna.

Secondo quanto si e' appreso dai carabinieri di Lonigo, che stanno intervenendo sul posto per accertare le cause dell'incidente, il deceduto sarebbe un anziano agricoltore. Tra i soccorritori anche i vigili del fuoco di Vicenza intervenuti per il recupero della salma.
 

Fonte: Rai News

 

 

Provincia Di Roma: Approvato Ordine Del Giorno Sulla Sicurezza Nei Posti Di Lavoro

 

Ven 13 Giu

Roma, 13 giu. (Ufficio Stampa Provincia di Roma) - Il Consiglio provinciale di Roma ha approvato un ordine del giorno straordinario sui temi della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, presentato questa mattina in aula dai consiglieri della maggioranza e dell'opposizione, dopo il tragico incidente sul lavoro avvenuto in una vasca di depurazione a Mineo, in Sicilia.

L'ordine del giorno, approvato con 35 voti a favore e uno astenuto, oltre ad esprimere il cordoglio dell'assemblea per le recenti morti bianche, impegna l'aula a convocare un Consiglio straordinario sul tema e a intraprendere 'iniziative utili a contribuire, per quanto di competenza, alla tutela dei lavoratori'. Lo comunica Palazzo Valentini con una nota.

In apertura dei lavori inoltre - prosegue la nota - il presidente del Consiglio provinciale di Roma, Pina Maturani, aveva invitato i consiglieri presenti in aula ad osservare un minuto di silenzio per ricordare le morti di Mineo. "Sono particolarmente contenta - ha spiegato Pina Maturani - che il Consiglio abbia voluto rispondere con questa sollecitudine all'emergenza delle morti bianche anche attraverso l'assunzione dell'impegno a svolgere una seduta straordinaria per affrontare tali temi, condividendo così lo spirito dell'appello, che ho richiamato in aula, del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano".

"Quello approvato dal Consiglio è un atto importante e non simbolico - ha detto l'assessore provinciale alla Cultura, Cecilia D'Elia - troppo spesso il lavoro non è socialmente riconosciuto e diventa causa di morte. La Provincia di Roma ha già fatto molto, ma certamente si può fare di più. La Giunta Zingaretti vuole impegnarsi a riflettere sulle cose concrete che si possono fare e soprattutto sugli impegni che la nostra istituzione può prendere nei confronti di tutte le altre istituzioni che hanno maggiore competenza in materia".

Fonte: Adnkronos

 

 

Sicurezza sul lavoro, imprenditore cesano assolto

 

CESA. Imprenditore edile sotto processo perché non aveva rispettato le norme di sicurezza ed assolto. Si tratta del giovane E.C., impegnato nel settore delle costruzioni per una vicenda avvenuta qualche anno fa.
Nel mentre erano in corso dei lavori presso un cantiere in provincia di Rieti, giunsero sul posto gli ispettori per controllare la regolarità ed il rispetto delle norme sulla sicurezza. Completati i controlli i solerti impiegati rilevarono una serie di carenze, inerenti la sicurezza sul cantiere. Per questa ragione scattò immediata la denuncia alla Procura della Repubblica di Rieti. L'imprenditore, difeso dal penalista Enzo Guida, è riuscito a dimostrare la sua innocenza. Così il tribunale di Rieti lo ha assolto, affermando che nessuna violazione alle norme sulla sicurezza era stata effettuata.
 

Fonte: pupia.tv

 

 

Benevento, sicurezza sul lavoro: attivo servizio informativo della Cisl

 

E’ attivo presso la sede della Cisl di Benevento in Via Nicola da Monteforte 1, il Servizio Informativo sulla Sicurezza sul Lavoro. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura della prevenzione, sensibilizzare ed informare i cittadini, sostenere i Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’ambiente di lavoro.

Il servizio prevede la possibilità di ricevere informazioni e risposte a quesiti specifici attraverso le seguenti modalità di contatto: sportello, e-mail, telefonico, cartaceo. Prevede, inoltre, la produzione e diffusione di materiale informativo sul D.Lgs. 81/2008, sulla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, la creazione di una banca dati per lo scambio di informazioni tra Rls, la promozione di momenti di incontro volti a migliorare
ed accrescere le competenze dei Rls.

“Tale iniziativa - afferma il coordinatore del servizio Alessandro De Lucia - ha l’obiettivo di contribuire a diffondere la cultura della prevenzione attraverso un’incisiva opera di sensibilizzazione e informazione; la sicurezza sul lavoro costituisce la prerogativa fondamentale che consente al lavoratore di svolgere a proprio agio la sua mansione con il conseguente incremento della produttività, del rendimento e della qualità del lavoro. E’ necessario un coordinamento ed un’azione congiunta degli Enti istituzionali e no, degli operatori del settore al fine di individuare, far circolare e mettere in rete buone prassi che partano dall’analisi degli infortuni nei diversi settori produttivi del nostro territorio e siano volte alla rimozione dei fattori di rischio che li hanno generati, andando oltre il formale adempimento agli obblighi di legge che resta comunque un punto fermo ed un riferimento a normative certe”.

“La sicurezza sul lavoro – conclude - non dovrà essere in futuro un problema da risolvere ma divenire patrimonio genetico ed elemento distintivo di una società civile ed evoluta che basa sulla conoscenza, sulla consapevolezza, una solida cultura della prevenzione per rispettare la persona e rafforzare con il rispetto e la dignità, ogni forma di tutela e di sicurezza”.
 

Fonte: ilquaderno.it

 

 

Sicurezza sul lavoro, 30 violazioni in un cantiere del varesotto
 

Olgiate Olona - Responsabilità penali per i datori di lavoro, applicato il nuovo decreto sulla sicurezza nei cantieri di lavoro. Ponteggi non ancorati e lavoratori senza protezione tra le violazioni contestate
 

Ponteggi non ancorati, lavoratori ad oltre tre metri di altezza senza protezioni e altre 30 violazioni sono state riscontrate all'interno del cantiere edile di via San Francesco a Olgiate Olona. Ad intervenire sono stati, attorno alle 10,30 di oggi venerdì 11 luglio, gli ispettori del Lavoro in forza alla Direzione Provinciale del Lavoro di Varese, unitamente ai militari del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Lavoro e gli uomini della Compagnia di Busto Arsizio. Il cantiere, del valore di 3,5 milioni di euro, è stato posto sotto sequestro preventivo e l'accesso ai lavoratori sarà consentito solo per opere di messa in sicurezza.

I tre proprietari delle ditte che stanno eseguendo i lavori sono stati denunciati a piede libero insieme al direttore dei lavori per una serie di violazioni alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro arrivando a contestare l'articolo 451 del codice penale che parla di "omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro". Per tutte le 30 violazioni è stato applicato il Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro approvato con il decreto legislativo 81 del 2008. Gli accertamenti di carattere amministrativo, volti, tra l’altro a definire la regolarità della posizione dei lavoratori trovati intenti ad operare al momento dell’accesso, sono tuttora in corso.

Fonte: varesenews.it

 

09/07/2008

 

SICUREZZA LAVORO: CC FERMANO CANTIERE NEL PESCARESE
 

Dopo aver riscontrato delle violazioni alla normativa sulla sicurezza sul lavoro, i carabinieri hanno sospeso i lavori in un cantiere edile di Loreto Aprutino (Pescara), una palazzina in costruzione con sei alloggi. I militari dell'Arma hanno denunciato il rappresentante della ditta appaltatrice, il responsabile dei lavori sulla sicurezza e il committente dei lavori.


Fonte: il centro

 

 

Edilizia: una legge per regolare l’accesso alla professione

 

Cna rivendica una legge che possa regolare l’accesso alla professione edili. “La ragione è semplice – commenta Maurizio Baldi, responsabile del settore per Cna Arezzo. Difendere le imprese regolari e garantire i consumatori. Prevediamo infatti non solo criteri professionali ma anche di onorabilità: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso”.
La bozza di legge elaborata da Cna è incentrata su alcuni requisiti di base che gli operatori del settore devono possedere o acquisire. “Innanzitutto di idoneità professionale di durata variabile fino a tre anni a seconda della complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro”.
Ci saranno poi requisiti di onorabilità: l’imprenditore non dovrà avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. Infine, requisiti di capacità organizzativa e finanziaria:” l’impresa – afferma Baldi - dovrà disporre delle attrezzature e delle risorse umane ed economiche adeguate per svolgere l’attività”.
La tutela della salute e la sicurezza sul lavoro, dovrebbero perciò rappresentare uno degli elementi centrali della formazione obbligatoria per i neo imprenditori, mentre l’esperienza professionale potrebbe essere acquisita attraverso il lavoro diretto in un’impresa per un certo numero di anni oppure tramite appositi corsi di formazione con relativi esami finali. “Questa proposta di legge rappresenta un tassello che va nella direzione della diminuzione degli infortuni e il miglioramento della sicurezza – dichiara Baldi. Oggi, con una semplice domanda di iscrizione alla Camera di Commercio, chiunque lo volesse avrebbe la possibilità di iniziare ad operare nel mercato dell’edilizia senza conoscerne minimamente i risvolti. Riteniamo pertanto necessario un provvedimento che, grazie anche alla qualificazione degli imprenditori, garantisca trasparenza del mercato e tuteli i lavoratori ed i consumatori”.
Costruttori qualificati, sottolinea Cna Costruzioni, significa cantieri sicuri. La proposta di legge ha quindi un obiettivo fondamentale: combattere il fenomeno degli operatori improvvisati, degli abusivi e dei doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse dello Stato, rendono un cattivo servizio ai consumatori.
 

Fonte: arezzonotizie.it

 

09/07/2008

 

Sicurezza sul lavoro, un cantiere su tre è fuori norma in REGIONE Emilia-Romagna
 

I cantieri edili in Emilia-Romagna sono ancora poco sicuri. Dai dati 2007 a disposizione della Regione Emilia-Romagna il 37% dei sopralluoghi ha fatto emergere situazioni fuori norma. Per questo partirà un piano di prevenzione per il 2008-2010 in cui si prevede il sequestro giudiziario immediato (con la sospensione dei lavori per 15 giorni) per chi non rispetta alcune norme di sicurezza: rischio caduta dall'alto, scavi non protetti, impianti elettrici pericolosi e altro.

Elementi che se conteggiati tutti assieme sono la causa del 95% degli infortuni. I sindacati pero' chiedono alla Regione di fare un passo oltre. L'obiettivo è quello di arrivare al varo di una nuova legge regionale sugli appalti incentrata sulla necessità di "ricostruire la responsabilita' sociale d'impresa nei cantieri, anche in quelli pubblici che molto spesso sono ad altissimo rischio incolumita'", chiede la Cgil.

Fonte: romagnaoggi.it

 

 

FIRENZE - un portale per la sicurezza

 

In arrivo un portale sulla sicurezza del lavoro dedicato soprattutto ai ragazzi delle scuole, una consulta del territorio fiorentino che riunisca organizzazioni sindacali e imprese, una dichiarazione formale che impegni Comune e Provincia di Firenze su questi temi nel lungo periodo.
Sono queste le tre proposte lanciate dall'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini nel corso del convegno su "La responsabilità sociale delle imprese alla luce del nuovo testo unico sulla prevenzione e sicurezza dei luoghi di lavoro, iniziative delle istituzioni locali" si è svolto questa mattina nel Salone de' Dugento a Palazzo Vecchio.
Nel seminario, organizzato dal Comune e dalla Provincia di Firenze, è stato analizzato il decreto legislativo 81/2008 e illustrate le iniziative degli enti locali e delle organizzazioni imprenditoriali in relazione all'entrata in vigore della nuova norma. Nel suo intervento l'assessore Nencini si è concentrato soprattutto sulle proposte operative, tre idee concrete per far diventare la sicurezza sul lavoro una occasione di sviluppo e di formazione oltre che una priorità nell'agenda politica.

L'assessore Nencini ha colto l'occasione del convegno per annunciare la prossima apertura di un portale per la sicurezza dedicato soprattutto alle scuole. "In autunno, all'inizio del prossimo anno scolastico, metteremo a disposizione delle scuole e di tutti i soggetti interessati un portale dedicato alla sicurezza sul lavoro. Sarà uno strumento innovativo, che utilizzerà un linguaggio adeguato ai ragazzi e che vuole avvicinare le nuove generazioni a questo tema con un obiettivo: creare l'abitudine alla sicurezza. Un'abitudine che nel nostro paese purtroppo spesso latita e non solo nell'ambito del lavoro".
Per quanto riguarda invece la consulta territoriale fiorentina, si tratta, come ha spiegato l'assessore Nencini di una "proposta è rivolta alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, alle imprese e alle loro rappresentanze e riguarda non tanto la sicurezza, quanto sulla responsabilità sociale, ovvero su quel profilo dell'azione di impresa che può qualificare l'impresa come un valore aggiunto. Si deve sapere che a Firenze si lavora meglio anche perché si lavora in condizioni di sicurezza e che questo rappresenta un vantaggio per l'integrazione fra la forza lavoro e l'impresa". Due gli obiettivi della consulta: prima di tutto deve essere un luogo in cui avvenga lo scambio delle scambio delle buone pratiche fra imprese e lavoro. In secondo luogo deve essere l'interfaccia del territorio rispetto a una sistemazione del Testo Unico che prevede il ruolo delle parti sociali solo a livello regionale.
La terza proposta riguarda invece il livello istituzionale. "In questi anni abbiamo portato avanti con la Provincia un utile e proficuo lavoro comune - ha spiegato l'assessore Nencini -un lavoro che può portare entro questo mandato amministrativo alla firma un atto solenne. Una dichiarazione che impegni nel lungo periodo formalmente le due istituzioni e le due assemblee elettive sul tema della sicurezza sul lavoro".
 

Fonte: il Reporter.it

 

 

SARDEGNA: APPROVATO IL NUOVO SISTEMA DI INCENTIVI ALLE IMPRESE

 

Cagliari, 9 lug - Nella riunione di ieri la Giunta regionale della Sardegna ha approvato nove direttive di attuazione del nuovo sistema di incentivi a favore del settore industriale in Sardegna, che si riferiscono alla Programmazione 2007-2013.

In modo particolare sono stati identificati una serie di strumenti che riguardano gli investimenti produttivi, le reti di imprese, il sostegno all'innovazione tecnologica e all'internazionalizzazione, il miglioramento della finanza per le imprese e infine il contenimento del costo dell'energia attraverso aiuti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nello specifico le direttive sono rappresentate da: agevolazioni per l'acquisto o il leasing di nuove macchine utensili o di produzione; interventi per l'innovazione tecnologica, la tutela ambientale e la sicurezza sul lavoro; interventi per favorire l'innovazione delle imprese attraverso l'acquisizione di capacita' e conoscenza, e per la promozione nei mercati esteri; la costituzione di un fondo di venture capital per creare imprese innovative; l'integrazione fondo rischi consorzi fidi e il concorso di interessi su prestiti concessi alle piccole e medie imprese aderenti ai Consorzi di Garanzia Collettivi Fidi; e infine aiuti alle imprese e sostegno alla produzione di beni strumentali per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
 

Fonte: ASCA

 

 

MORTI BIANCHE/ BOLOGNA, INTESA SU SICUREZZA LAVORO FINO A 2010

 

Protocollo coinvolge Provincia, Comune, Usl, Inail e sindacati

 

Roma, 9 lug. (Apcom) - Firmato oggi nella sede della Provincia di Bologna il protocollo d'intesa a supporto della sicurezza sul lavoro. A Palazzo Malvezzi, hanno sottoscritto l'intesa Provincia, Usl, Cgil, Cisl e Uil di Bologna, Comune di Bologna, Direzione provinciale lavoro e Inail. Il protocollo, che oggi è stato rinnovato, impegna le parti a garantire al Sirs (servizio di documentazione e informazione per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del territorio provinciale) attività di supporto e consolidamento, con l'obiettivo di rafforzare sinergie con strutture analoghe, mediante attività informative e formative, di assistenza e consulenza, e di gestione di accesso a un'apposita banca dati.

I firmatari, spiega una nota della Provincia di Bologna, nomineranno ciascuno un rappresentante, metteranno a disposizione risorse umane ed economiche e forniranno supporto al comitato di redazione che produce e distribuisce "Articolo 19", il periodico di informazione sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. Il protocollo entrerà in vigore immediatamente e avrà durata fino al 31 dicembre 2010.

Il Sirs, creato oltre 10 anni fa, ha sede presso l'Azienda Usl di Bologna e costituisce un punto di riferimento per il territorio provinciale. Paolo Rebaudengo, assessore provinciale all'Istruzione, formazione, lavoro, politiche per la sicurezza sul lavoro ha sottolineato l'importanza dell'attività del Sirs per valorizzare la figura dei rappresentanti per la sicurezza "affinché - commenta - non siano isolati ciascuno nella propria azienda, ma possano trovare un supporto organizzativo informativo e formativo nella loro importante azione di prevenzione".

Fonte: APCOM

 

 

MORTI BIANCHE/ SACCONI PRESENTA NUOVI SPOT "IO LAVORO SICURO"


Protagonisti casco, guanti e scarponi. Sacconi:messaggio efficace

 

Roma, 9 lug. (Apcom) - Prende il via la seconda parte della campagna 'Io lavoro sicuro' dedicata alla sicurezza sul lavoro. La Fondazione pubblicità progresso con il presidente, Alberto Contri, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l'hanno presentata oggi a Roma nella sede del ministero. Protagonisti dello spot, il casco, i guanti e gli scarponi, strumento di protezione per eccellenza, che diventano "amici" degli operai. Il messaggio lanciato in tre spot radiofonici, tre manifesti e uno spot televisivo, che saranno diffusi nei prossimi giorni, insiste sulla frase "Un vero amico le prende al posto tuo".

L'iniziativa si svolge sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica e segue la prima parte, a gennaio scorso, che fu dedicata ai controlli, rivolta prevalentemente alle aziende. La seconda parte punta a sensibilizzare i lavoratori sull'uso degli strumenti di protezione. E così, un casco giallo con una cicatrice suturata, un paio di guanti forati e degli scarponi bruciacchiati. Nello spot tv, il casco si ferisce al posto dell'operaio proteggendolo da un urto fatale.

Il presidente Longari ha ricordato che "probabilmente ci sarà anche una terza parte della campagna" e che c'è anche un sito internet (www.iolavorosicuro.it) e un decalogo con le principali norme di sicurezza tradotte in varie lingue che, in un milione di copie, l'Inail sta distribuendo tramite le agenzie del lavoro. "Il progetto - ha detto Contri - tende a diffondere la cultura della sicurezza, unico metodo per ridurre progressivamente la drammatica sequela di eventi, in larga parte dovuti a fatali distrazioni o poca attenzione posta alle misure di prevenzione".

Per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l'iniziativa lancia un "messaggio efficace", su un tema, come le morti bianche e la sicurezza sul lavoro, che per il governo è fondamentale: "Abbiamo molte risorse finanziarie disponibili che stiamo cercando di canalizzare, che arrivano anche da destinazioni generiche, e che stiamo orientando verso l'obiettivo primario della tutela della salute e dei lavoratori".
 

Fonte: APCOM

 

 

MORTI BIANCHE/ SACCONI: PRESTO CASCHI PIU' CONFORTEVOLI E SICURI
 

"Proporrò le azioni da realizzare in sinergia con i privati"
 

Roma, 9 lug. (Apcom) - Caschi più "confortevoli e sicuri" per migliorare il livello e gli standard di protezione degli operai al lavoro nei cantieri. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante la presentazione della seconda parte della campagna della Fondazione pubblicità progresso sulla sicurezza. "Presto proporrò - ha detto il ministro - le azioni da realizzare in sinergia con i privati".

Fonte: APCOM

 

 

MORTI BIANCHE/ SACCONI: MOLTE NORME MA DI BASSA EFFETTIVITA'

 

Possibile rivedere parti Testo unico in funzione semplificazione

 

Roma, 9 lug. (Apcom) - In tema di sicurezza sul lavoro "in Italia ci sono molte norme ma sono di bassa effettività". E' il parere del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che punta a una revisione del Testo unico sulla sicurezza in quelle parti che favoriranno una semplificazione normativa. "Il testo Unico è compiuto - ha detto Sacconi parlando a margine della presentazione della seconda parte della pubblicità progresso dedicata proprio alla sicurezza su lavoro - ed il problema è ora quello di vedere assieme alle parti sociali alcuni contenuti, con l'obiettivo di accrescere la capacità della normativa di essere effettiva".

Per Sacconi, occorre "cercare insieme" di fermare l'escalation delle morti bianche: "Abbiamo raggiunto un livello intollerabile con 1.200 infortuni mortali - ha affermato Sacconi - e dobbiamo farli scendere significativamente". Per questo motivo, il ministro si è appellato ai sindacati evidenziando, su questi temi, l'importanza della "condivisione" nelle decisioni sulle norme che regolano la sicurezza sul lavoro. "Esorteremo le parti sociali ad eliminare i contrasti e a trovare un'intesa, perché gli attori sociali devono collaborare per rendere gli adempimenti effettivi. Purtroppo - ha sottolineato Sacconi - ereditiamo un quadro di lacerazione tra le diverse parti che rappresenta il peggior viatico per l'applicazione di una disciplina".

Qualora si dovesse raggiungere un "quadro di concordia", il governo, che confida nella "costruzione di organismi bilaterali tra imprenditori e organizzazioni sindacali", potrebbe "delegare alle stesse parti - ha detto Sacconi - la realizzazione di alcuni adempimenti". Nella logica del "bilateralismo", le parti "cogestiranno i servizi che nel territorio danno valore alla persona che lavora e, in primis, la sicurezza".

"Troppo spesso ci si illude che alzando le sanzioni si ottenga il rispetto della norma. Ma dobbiamo capire che non è così", ha detto il ministro, sottolineando come "il formalismo esasperato distragga dal problema". In merito alle sanzioni, Sacconi ha spiegato anche di non aver "mai parlato di depenalizzazione" delle sanzioni penali nei confronti delle imprese che non rispettano le regole sulla sicurezza nel lavoro. "La gran parte degli infortuni - ha concluso - è di natura comportamentale, e questo si lega direttamente ad una informazione e a una formazione corretta degli stessi lavoratori".

 

Fonte: APCOM

 

 

Firenze, "nasce" la consulta per la sicurezza sul lavoro
 

Il seminario di Provincia e Comune per maggiori controlli che evitino le “morti bianche”

Rafforzare i servizi di vigilanza e creare una Consulta per la sicurezza sui luoghi di lavoro per Firenze e Provincia. Dal seminario: “La responsabilità sociale delle imprese alla luce del nuovo testo unico sulla prevenzione e sicurezza dei luoghi di lavoro, iniziative delle istituzioni locali”, organizzato da Provincia e Comune di Firenze nel Salone De’ Duecento di Palazzo Vecchio è partita chiara l’idea di creare una Consulta per lo scambio delle buone pratiche e che coinvolga lavoratori, imprenditori, organizzazioni di categoria. Uno strumento che metta attorno ad uno stesso tavolo tutti gli “attori” impegnati nella sicurezza sui luoghi di lavoro e che possa essere un’interfaccia, sul territorio provinciale, per l’interpretazione del decreto legislativo 81/2008. “Le assemblee elettive devono essere investite di questo problema – ha evidenziato il Presidente del Consiglio provinciale Massimo Mattei – anche perché contiamo, in tutta Italia, 1200 “morti bianche” l’anno. Circa 4 al giorno. E’ nostro compito intensificare i controlli. E c’è bisogno di più ispettori. In tutta Italia sono solo 2500 coloro che sorvegliano i cantieri e segnalano agli organi competenti situazioni non regolari. In Toscana ne sono stati assunti, di recente, altri 41 ma non dobbiamo abbassare la guardia. Morire di lavoro è un dramma e un tema che riguarda tutti e che fino ad oggi forse è stato troppo sottovalutato”. “La Provincia – ha aggiunto l’assessore provinciale al lavoro Stefania Saccardi – sta lavorando su questo tema soprattutto attraverso l’informazione, i voucher informativi, i centri per l'impiego con i quali si cerca di intervenire sulle fasce a rischio e la formazione nelle scuole edili”. “Dobbiamo – ha aggiunto il Presidente della commissione lavoro della Provincia Andrea Calò – chiamare tutti i soggetti in causa a dire cosa si deve fare, a partire dalle istituzioni e le associazioni degli imprenditori. E’ la sicurezza nei luoghi di lavoro e non quella nei confronti dell’immigrazione, il vero tema su cui si deve lavorare, a cominciare dal nuovo Governo”. Provincia e Comune, inoltre, puntano a sottoscrivere un atto solenne, valido a lunga scadenza, per la sicurezza sul lavoro.

Fonte: intoscana.it

 

 

INFORTUNI SUL LAVORO: PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE
 

Si curezza sul lavoro: basterebbero più controlli o è necessario prima di tutto entrare in un' ottica di prevenzione?
(pi. arc. 9/7) - Dal 29 giugno al 2 luglio, circa 4 mila persone sono intervenute a Seoul (Repubblica di Corea), al XVIII Congresso Mondiale sulla sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. Molti i leader del settore, politici ed esperti provenienti da oltre 100 Paesi. Per l’Italia è intervenuto il commissario straordinario dell’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), Antonio Moccaldi, il quale ha sottolineato la necessità di ridurre i costi derivanti dagli infortuni sul lavoro, così come quella di migliorare l' organizzazione del lavoro per ridurre gli infortuni determinati dall' esposizioneai rischi chimici,fisici e biologici.

Un problema, quello degli infortuni sul lavoro, sempre più pressante. Infatti, chi ha avuto modo di leggere o anche soltanto ascoltare i dati riguardanti gli infortuni sul lavoro in Italia non può non rilevare come questi siano in continua crescita. Il motivo? Beh, di motivi se ne conoscono parecchi ma quello più determinante, è relativo alla scarsa cultura imperante nel mondo del lavoro in fatto di sicurezza. Si sostiene, ed è certamente vero, che gli ispettori del lavoro sono pochi, sparsi su un territorio troppo vasto per poter effettuare controlli approfonditi e sistematici all'interno dei cantieri. E così, si continua a morire perché i ponteggi non sono a norma, perché il casco da fastidio e non lo si indossa, i carichi sospesi volteggiano pericolosamente sopra le teste (senza casco) di persone troppo concentrate nel proprio lavoro per badare a quanto si sta svolgendo attorno a loro, ed altro ancora. Qualcuno potrebbe eccepire che se ti cade sulla testa un carico di mattoni o qualche tonnellata di acciaio non c'è casco che tenga. Vero, ma il casco dovrebbe proteggere soprattutto dalle frequenti cadute di utensili o attrezzature sfuggite di mano nel corso dei lavori mentre, per quanto riguarda i carichi sospesi, esistono norme anche in quel senso. Ebbene! Chi ha intenzione di approfondire quanto appena citato, si prenda lo sfizio di girare per la propria città, e verifichi personalmente quanto esposto. Sarà certamente un caso, non accadrà sempre, ma nel peregrinare da un cantiere all'altro, di operai col casco all'interno dei molti cantieri aperti, in Alessandria, se ne vedono veramente pochi. Anzi per essere precisi ne abbiamo visto soltanto un paio, uno dei quali non era in un cantiere edile, ma si stava adoperando per scaricare un carico speciale in una via centralissima della nostra città. Gli altri suoi colleghi operavano tranquillamente (si fa per dire!) senza protezione. L'altra eccezione invece, l'abbiamo individuata nei pressi dei giardini pubblici, dove si stava montando una impalcatura, probabilmente, per opere di ristrutturazione dell'edificio. Ebbene, in questo caso, l'operaio con il casco si trovava sull'impalcatura con l'incarico di sitemare i pezzi che il collega, da sotto, gli passava legati ad una corda, per mezzo di una carrucola. Il fatto è che l'operaio piazzato a terra, e forse più soggetto ad un'eventuale caduta accidentale di pezzi, il casco non lo aveva nemmeno a parlarne! E' vero che viviamo in un paese dove le regole pare si facciano per il solo gusto di infrangerle, ma non sarebbe ora di cambiare registro e renderci conto che non si può continuare a sfidare la sorte pensando che certe cose possono capitare agli altri ma non a noi?

 

Fonte: agenfax.it

 

08/07/2008

 

Un giorno con gli ispettori dei cantieri
 

Gli addetti ai controlli: «Ci vedono e scappano. Quando troviamo un cantiere in cui tutto è a posto, lo segniamo sul calendario»

MILANO - «Buongiorno, siamo ispettori del lavoro. Potrebbe mostrarci i documenti? Anche il piano operativo per la sicurezza, per cortesia». Siamo in un cantiere qualunque alle porte di Milano, a Cesano Maderno. Ore 9 di venerdì scorso: un'ordinaria giornata di lavoro per gli ispettori della direzione provinciale del lavoro di Milano. Negli occhi dell'imprenditore la sorpresa e il disappunto passano veloci come un lampo. Poi abbozza un sorriso: «No, è che qui i documenti non ci sono. Sa, sono in ufficio». «Allora li faccia arrivare - ribatte l'ispettore -. Abbiamo tempo. Noi intanto diamo un'occhiata al cantiere».

I documenti non arriveranno mai. Il cantiere sarà temporaneamente sospeso: sanzioni per circa 20 mila euro. Su quattro siti controllati in zona, due sono stati sospesi e uno sanzionato in modo pesante. All'ultimo è andata meglio: solo un richiamo. Nessuna sorpresa: quando un ispettore entra in un cantiere e trova tutto in ordine segna la giornata sul calendario. Molto più facile scoprire condizioni di lavoro pessime. Come a Cesano Maderno. Seguiamo Francesco, l'ispettore della squadra specializzato nella normativa sulla sicurezza. «Vede, questa gru è sistemata in una posizione sbagliata e fissata male. Stesso discorso per le impalcature. Ovunque ti giri c'è un precipizio senza parapetto. Per non parlare della passerella con sotto il vuoto...». Un disastro.

Mentre noi ci avventuriamo tra le insidie del cantiere due manovali marocchini che fino a poco fa stavano tirando su un muro tengono gli occhi bassi mentre rispondono alle domande di Ilaria, la giovane collega di Francesco. Alla fine verrà fuori che entrambi sono in nero. Uno di loro è clandestino: arrivano i carabinieri e lo portano in caserma per l'identificazione. Dopo una giornata di lavoro sotto il sole gli ispettori si tolgono le scarpe da cantiere. L'indennità di missione è irrisoria: 0,86 euro l'ora. Da sommare a uno stipendio da 1.500 euro al mese (nulla cambia per chi ha un'anzianità di vent'anni). Fare telefonate di lavoro con il cellulare personale è la norma. Gli spostamenti avvengono solo con auto propria e la benzina è rimborsata in parte (un quinto del valore di mercato). Dei 70 giovani laureati arruolati nel 2006 (l'80 per cento provenienti dal Sud) c'è già chi pensa a lasciare. «Questo è un lavoro straordinario. Ma dobbiamo pensare anche alla famiglia », pensano i giovani ingegneri e avvocati di nuova nomina. Difficile dar loro torto. E così non resta che sperare in quei pochi - alcuni li chiamano fessi, altri eroi - che tengono duro. In nome del senso di responsabilità e del bene comune.
 

Fonte: il Corriere della sera del 7/7/2008 a firma di Rita Querzé

 

 

Contributi alle imprese delle provincie di Ferrara, Ravenna, Alessandria, Ancona per l’adozione di sistemi di qualità, di gestione ambientale, di sistemi di responsabilità sociale
 

Nell’ambito delle iniziative promozionali volte a favorire lo sviluppo del sistema economico locale, le Camere di Commercio intendono sostenere, attraverso l’erogazione di contributi, le imprese delle provincie suddette che decidono di adottare sistemi di gestione ambientale, di qualità dei processi e dei prodotti e di responsabilità sociale.

INTERVENTI FINANZIABILI

A. Certificazione di sistemi di gestione della qualità di prodotto e di processo.

- ISO 9001:2000 (Vision 2000) – sistemi di qualità aziendale;
- SA 8000 – certificazione etica o certificazione della responsabilità sociale
- EN 45000 – accreditamento organismi di certificazione e laboratori;
- certificazione di prodotto (es. Ecolabel, marchi di qualità rilasciati in base a norme tecniche EN, ISO, UNI)
- certificazioni specifiche per il settore agroalimentare (BRC, IFS, UNI 10939:01, UNI 11020:02, certificazione di provenienza UNI 10854:99, ISO 22000:05, EurepGap:04).

B. Sviluppo e certificazione di sistemi di gestione ambientale.

- UNI EN ISO 14001
- “EMAS” (Regolamento C.E. num. 761/2001)

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono presentare richiesta per ottenere i contributi:
- le imprese e loro consorzi, con sede legale e unità operativa nelle provincie suddette.
 

SPESE AMMISSIBILI

- consulenze specialistiche esterne;
- formazione del personale (esclusi i costi figurativi interni e i costi di trasferta del personale);
- ottenimento della prima certificazione da parte di un Organismo accreditato
 

Fonte:polistudio

 

 

Grande soddisfazione della Confartigianato Imprese Arezzo dopo che è passata al Senato la richiesta di proroga del termine per effettuare la valutazione del rischio
 

Dovranno mettersi in regola dal 1° gennaio 2009 ma intanto le imprese avranno più tempo per valutare i rischi aziendali. E' infatti passata al Senato la richiesta di Confartigianato di far slittare a questa data gli obblighi relativi alla valutazione dei rischi. Scompare inoltre la maxi sanzione a carico del datore di lavoro in caso di mancata fornitura ai lavoratori del cartellino identificativo. Tra le ipotesi di sospensione dell'attività d'impresa è depennata quella relativa alle "reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale".
'Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto - dice Mauro Giovagnoli Segretario di Confartigianato Imprese Arezzo - A soli quaranta giorni dall'avvio della legislatura, il Governo ha già riscritto parte dell'agenda del "Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro", spostando in avanti l'entrata in vigore di alcuni adempimenti e abrogandone altri'.
In particolare sul filo di lana il Senato ha approvato un emendamento al Decreto legge 3 giugno 2008 n.97 che rinvia al prossimo 1° gennaio le disposizioni sulla valutazione dei rischi, altrimenti già operative dal 29 luglio. 'L'approvazione di tale emendamento era stata fortemente sollecitata da Confartigianato che nelle scorse settimane aveva richiesto al Governo di concedere un lasso di tempo più ampio per permettere alle imprese di mettersi in regola con il nuovo adempimento, definito "particolarmente gravoso" dalla Confederazione - spiega Giovagnoli - Sempre nel Decreto legge 97/2008 è contenuta la proroga alla data del 1° gennaio 2009 dell'obbligo di comunicazione all'Inail dei dati relativi agli infortuni che comportano l'assenza di un giorno dal posto di lavoro e il divieto di effettuare visite mediche in fase preassuntiva'.
Inoltre, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 112/2008, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione (25 giugno 2008), il Governo ha apportato un'importante modifica al Testo Unico sulla Sicurezza in tema di sanzioni. E' stata soppressa, infatti, la sanzione a carico del datore di lavoro prevista in caso di mancata fornitura ai prestatori d'opera impiegati in lavorazioni in appalto o sub appalto del cartellino identificativo. Una sanzione amministrativa molto pesante che variava da 2.500 a 10.000 euro. Permane, invece, la sanzione (da 100 a 500 euro per lavoratore) proporzionata al numero dei lavoratori prevista dallo stesso Decreto. Sempre nell'ambito della manovra d'estate il Governo ha ridotto le ipotesi per la comminazione della sospensione dell'attività imprenditoriale, eliminando quella relativa alle "reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale".
'Ancora una volta la nostra Associazione si è fatta portavoce delle esigenze e dei bisogni delle imprese - conclude il Segretario di Confartigianato Imprese Arezzo - cercando una soluzione più che mai vantaggiosa per i loro problemi pur rimanendo al passo coi tempi e con le nuove normative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro'.

 

Fonte:arezzoweb.it

 

 

ECO - Sicurezza lavoro, Unci: Ok commissione ma modifiche a dlgs 81/08
 

Il segretario generale dell'Unci Sara Agostini è intervenuta questa mattina al Cnel all'audizione sul rapporto preliminare in materia di salute e sicurezza nel lavoro, redatto dalla commissione interistituzionale di indagine sul lavoro promossa dal Cnel, dalla Camera dei deputati e dal Senato e presieduta da Pierre Carniti. Lo comunica una nota dell'organizzazione, che aggiunge: "Agostini ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, improntato al pragmatismo e caratterizzato da una visione complessiva del fenomeno". Infatti, spiega direttamente il numero uno dell'Unci, "i dati del rapporto sono prova di una situazione strutturale che caratterizza il nostro paese, segnato dalla presenza di lavoro sommerso. La cooperazione è impegnata culturalmente in prima persona su questo fronte. Solo laddove i lavoratori sono informati, formati e partecipi della gestione dell'azienda si creano i presupposti per un ambiente produttivo sicuro e responsabile, qual'è l'impresa cooperativa, caratterizzata da un'autonoma responsabilità rispetto all'impresa profit. Nelle cooperative i soci lavoratori creano legami d'appartenenza con l'impresa essendo contemporaneamente co-imprenditori e non solo lavoratori".

"Il rapporto però - continua Agostini - potrebbe essere integrato con alcune considerazioni, poiché il dlgs 81/2008 non tiene conto delle peculiarità del settore cooperativo e non crea un'efficace simmetria tra cultura della prevenzione, apparato sanzionatorio e apparato premiale". Nel dettaglio, chiarisce il segretario generale dell'Unci, "in primo luogo, andrebbe valorizzato l'esempio di buone prassi delle cooperative sociali, strumento flessibile e concreto di ottimizzazione di risorse umane che rimarrebbero ai margini del sistema produttivo. In secondo luogo, sarebbe utile la promozione degli enti bilaterali necessari per contestualizzare le esigenze formative agli ambiti territoriali e aziendali". Per quanto riguarda invece l'aspetto preventivo del fenomeno, conclude Agostini, "il minor rischio cui sono esposti i lavoratori delle cooperative dovrebbe essere controbilanciato da un'aliquota di contribuzione Inail e delle altre forme di tutela assicurativa inferiore rispetto ai comparti di imprese dello stesso settore".

 

Fonte: ilvelino.it

 

 

Benevento - I Carabinieri hanno contestato complessivamente 4 violazioni in materia di sicurezza. Segnalato alla Procura il titolare di un’impresa.
 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Benevento, congiuntamente agli Ispettori dell'Ispettorato Provinciale del Lavoro ed ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato, su precisa disposizione del Comandante Provinciale, hanno proceduto, questa mattina, ad una serie di controlli presso alcuni cantieri edili attivi nel Rione Mellusi. Il servizio è stato finalizzato alla repressione del lavoro nero e delle morti bianche, realtà quanto mai attuale nella Regione Campania che 2007 ha visto il verificarsi di ben 61 decessi sul lavoro. Le attività sono state indirizzate prevalentemente ai cantieri edili, ove statisticamente avvengono la maggior parte delle morti bianche proseguendo, di fatto, il lavoro avviato già da tempo in tutta la provincia. Nel corso di quest'ultimo servizio, è stato controllata una impresa edile impegnata in un cantiere proprio a ridosso della sede dell’Arma, contestando complessivamente 4 violazioni per omessa adozione di parapetti e tavole fermapiedi, omessa impalcatura e ponteggi per eliminare pericoli di caduta persone e di cose, omissione di parapetti su impalcati per altezza superiore ai due metri e omessa fornitura di dispositivi di protezione individuali. Conseguentemente, il titolare della impresa è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica.
L'attività è stata indirizzata prevalentemente alla repressione di quei comportamenti che risultano potenzialmente lesivi della salute dei lavoratori, settore sul quale evidentemente occorre incidere costantemente, al fine di contribuire a formare un'adeguata cultura della sicurezza nel lavoro. Attenzione è stata altresì posta alla repressione del lavoro nero, tematica di particolare valenza nel territorio anche se gli operai presenti, in numero di 7, sono risultati tutti regolarmente assunti.

 

Fonte: 82cento.it

 

 

Cdm, via libera a cambio vertici Inps, Inail e Inpdap
 

Via libera del Consiglio dei ministri al rinnovo dei vertici di Inps, Inail e Inpdap. Nuovo presidente dell’Inps sarà Antonio Mastrapasqua, mentre Paolo Crescimbeni andrà alla guida dell’Inpdap. Marco Fabio Sartori diventerà invece presidente dell’Inail. Inoltre, Giancarlo Morcaldo sarà componente della Covip. Il Cdm ha dato il via libera anche alla procedura per la nomina del dirigente di prima fascia Gabriella Alemanno a direttore dell’Agenzia del Territorio. Sulla proposta di nomina sarà acquisito il parere della Conferenza Unificata. L’avvocato Raffaele Ferrara, estraneo ai ruoli della Pubblica amministrazione, sarà direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.

Il Consiglio dei ministri ha inoltre confermato Mario Virano nell’incarico di commissario straordinario del governo per il coordinamento delle attività relative alla realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione. Il Cdm ha rivolto al commissario “un plauso per i risultati conseguiti e un sentito ringraziamento per l'attività svolta con tale impegno”. Il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, è stato invece nominato dal Cdm come commissario ad acta per la realizzazione degli obiettivi di risanamento finanziario previsti nel Piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario.

 

Fonte: adnkronos.com

 

 

Consiglio regione Toscana, Dpef 2009 votato a maggioranza

 

Sette le priorità individuate: energia, rifiuti, servizi pubblici locali, sostegno allo sviluppo, sicurezza del lavoro, pari opportunità, mutamenti climatici, per una manovra che già prevede un tendenziale equilibrio fra risorse disponibili e interventi programmati, con un totale di 8.562 milioni di euro
 

Firenze, 8 lug. - (Adnkronos) - La commissione di Controllo del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Marco Cellai (An), ha licenziato a maggioranza il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) 2009 della Regione. Hanno votato contro, oltre a Cellai, Stefania Fuscagni (Fi-PdL) e Virgilio Luvisotti (Af), mentre il voto favorevole e' arrivato dal vicepresidente Alfonso Lippi (Pd) e con lui da Giancarlo Tei (Ps), Alessia Petraglia (Sd) e Paolo Marini (PdCi).

Il Dpef 2009, che attualmente e' all'attenzione della commissione Affari istituzionali per il parere di merito, rappresenta uno strumento di aggiornamento e specificazione annuale delle azioni contenute nel Piano regionale di sviluppo (Prs) e insieme uno strumento di raccordo con i bilanci annuale e pluriennale; proprio nel suo ruolo di collegamento con gli altri atti della programmazione regionale, sottolinea una nota, e' stato preso in esame dalla commissione di Controllo.

Sette le priorita' individuate per il 2009: energia, rifiuti, servizi pubblici locali, sostegno allo sviluppo, sicurezza del lavoro, pari opportunita', mutamenti climatici, per una manovra che gia' prevede un tendenziale equilibrio fra risorse disponibili e interventi programmati, con un totale di 8.562 milioni di euro. Fra le novita', un modesto alleggerimento della pressione fiscale con interventi sulla tassa automobilistica (eliminazione della sovrattassa del 10% per le auto 'euro 4 ed euro 5' ed esenzione per cinque anni per i veicoli a gpl e metano) e sull'Irap (misure per i comportamenti virtuosi delle imprese, su ricerca, innovazione, sostenibilita', sicurezza).

 

Fonte: adnkronos.com

 

07/07/2008

 

Lavoro nero e cantieri pericolosi: il duro mestiere degli ispettori
 

Vi abbiamo parlato molte volte della piaga del lavoro nero, che affligge allo stesso modo sia italiani che immigrati soprattutto nei cantieri. Spesso condizioni di lavoro senza le basilari norme di sicurezza e l'inesperienza provocano lesioni e purtroppo la morte degli operai.

A Settimo Milanese un incidente in un cantiere aveva provocato la morte di due operai, morti per il crollo dell'impalcatura sulla quale stavano lavorando, posizionata al sesto piano di un edificio.

Le due vittime erano senza permesso di soggiorno e il cugino di uno dei due e dell'operaio ferito ha raccontato che lavoravano in nero. I due erano stati reclutati in piazzale Lotto da alcuni caporali. Il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi avevano lanciato un appello, in particolare all'Ispettorato del Lavoro, per prendere provvedimenti contro l'utilizzo di lavoratori irregolari, ma purtroppo il fenomeno è ancora molto diffuso.

Aveva fatto scalpore la vicenda del cantiere di via Oglio 8 dove si stanno costruendo gli uffici della Cgil e un pensionato universitario. Mancavano infatti le basilari misure di sicurezza, e il cantiere è a soli 200 metri dell'Asl. Tre studenti della Cattolica avevano effettuato un report video per denunciare il fatto e lo avevano consegnato al Corriere. Nel video veniva intervistato Roberto Dighera, dell'Asl Milano (responsabile della sicurezza sul lavoro) che aveva dichiarato che spesso vengono fatti controlli nei cantieri, e altrettanto spesso vengono fatte multe per le irregolarità riscontrate, come la mancanza di guanti, caschi e imbragature o ponteggi mal fatti, nonostante sia obbligatorio per legge indossarle. Purtroppo però a causa della mancanza di fondi è impossibile tornare nei cantieri periodicamente per verificare che le misure di sicurezza siano state prese.

Sul Corriere è apparso oggi uno speciale sulla vita degli ispettori del lavoro, ovvero chi è incaricato di vigilare sulla regolarità dei cantieri. E il lavoro è molto duro.

Spesso infatti durante le ispezioni mancano documenti, le impalcature non sono costruite in modo corretto o gli operai non indossano il casco, ma il massimo che si può fare è sospendere il cantiere o fare un richiamo o una multa. Gli ispettori rivelano che sono più le volte in cui riscontrano irregolarità che quelle in cui va tutto bene. Senza contare che molte volte appena vengono avvistati gli ispettori i lavoratori irregolari scappano.

L'indennità di missione per questo tipo di impiego è di 0,86 euro l'ora, da sommare allo stipendio di 1500 euro al mese e spesso bisogna usare il cellulare personale per fare telefonate di lavoro. Anche gli spostamenti sono a carico dell'ispettore, che deve usare l'auto propria e la benzina viene rimborsata solo in parte. Dei 70 giovani laureati assunti nel 2006 molti vorrebbero lasciare.


Fonte: milano.blogosfere.it
 

 

La sicurezza sul lavoro si impara nei circoli di studio
 

Un progetto pilota a livello nazionale, finanziato dalla Provincia di Prato con il Fondo sociale europeo. “Un modello efficace e gradito dagli utenti”

E’ la prima sperimentazione in Italia di formazione sulla sicurezza attraverso i circoli di studio e la Regione sta pensando di farne un modello innovativo da proporre a livello toscano. Il progetto pilota, finanziato dalla Provincia di Prato all’interno del Fondo sociale europeo e realizzato in parternariato con le agenzie formative A-SForm e Sophia scarl e con IAL Cisl Toscana, si è concluso con un convegno il 3 luglio scorso a Palazzo Buonamici a Prato, alla presenza dell’assessore regionale alla Formazione e Lavoro Gianfranco Simoncini che ha giudicato molto positivo l’esperimento.

“La sperimentazione del circolo di studio, che permette un apprendimento basato sull’autoformazione e più vicino ai bisogni degli utenti, sarà fondamentale per costruire nuovi percorsi di formazione – ha spiegato l’assessore a Formazione e Lavoro della Provincia Paola Giugni –. La lezione frontale e l’obbligo di frequenza caratteristici dei corsi tradizionali sulla sicurezza non ci garantiscono la diffusione della cultura della sicurezza stessa e soprattutto il fondamentale passaggio dalle competenze ai comportamenti”.

Ai 5 circoli di studio realizzati tra febbraio e giugno 2008 hanno partecipato 66 persone, suddivise in 5 gruppi: titolari di imprese edili ed impiantisti (12 utenti), badanti (22 iscritti), immigrati che lavorano nei settori tessile ed edile (11), Responsabili lavoro e sicurezza (10) e giovani (11, la maggior parte già occupati). Come ha spiegato Gabriella Campanile dell’ASForm, “si tratta di un modello che si è dimostrato efficace ed è gradito dagli utenti perché più stimolante rispetto alla lezione tradizionale e soprattutto adatto a un pubblico di lavoratori sempre più multiculturale”.

Il progetto pilota si inserisce nell’attività Sicurezza e prevenzione sul lavoro: dalla normativa ai comportamenti SIC-PRAS del Fondo sociale europeo, è stato sostenuto dalla Cna di Prato e dall’Ust-Cisl di Prato. Hanno collaborato l’Assessorato a Multiculturalità, integrazione e partecipazione del Comune di Prato, la Biblioteca Lazzerini, la Cgil di Prato e il servizio Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl. Ma anche l’Albero della Salute dell’Asl, il Centro diurno di Narnali e la Comunità Eritrea in Toscana hanno avuto un ruolo nella realizzazione dei circoli. La direzione scientifica era di Paolo Federighi dell’Università di Firenze.

Al seminario conclusivo, oltre ad un gruppo di corsisti, hanno partecipato anche Franca Ferrara (settore Formazione e Lavoro della Provincia), Alfredo Zallocco (Medicina del lavoro Asl 4), Leonardo Angeletti (Cna), Gabriella Melighetti (Cisl), Leandro Innocenti (Cgil), Andrea Frattani (assessore Multiculturalità Comune di Prato) e Elio Satti (settore Istruzione educazione Regione Toscana).

Fonte: intoscana.it
 

 

Lavoro. Ogni anno l'amianto uccide migliaia di lavoratori
 

Ogni anno migliaia di persone muoiono per tumori causati dall'amianto. Questa mattina, con una conferenza stampa presso il Senato, Felice Casson (Pd) ha presentato il disegno di legge 173 a sostegno delle persone vittime dell'amianto. Gli obiettivi del ddl: attivazione di un fondo per le vittime esposte all'amianto e la loro sorveglianza sanitaria; la bonifica dei siti inquinati.
(michele imperio - annalena di giovanni)

Il disegno di legge 173 è il risultato delle oltre 10 mila firme raccolte dalle associazioni che sostengono i cittadini esposti all'amianto. Felice Casson, senatore del Pd, è stato tra i primi firmatari.
Il ddl ha tre obiettivi: il funzionamento del fondo per le persone che sono state esposte all'amianto; la bonifica dei siti inquinati; la sorveglianza sanitaria per le vittime da amianto. Il disegno di legge sarà presentato all'esame del presidente del Senato, Renato Schifani, e a quello dei presidenti delle Commissioni Lavoro e Giustizia di Palazzo Madama, in modo da iniziare, nel più breve tempo possibile, il suo iter parlamentare.
Una delle novità principali del ddl 173, è il diritto all'assistenza sanitaria e previdenziale non soltanto per i lavoratori, ma anche per tutti coloro che hanno vissuto in zone inquinate; come ribadisce il senatore del Pd, ed ex giudice di Porto Marghera: «Ci sono tanti lavoratori, ma anche tutti coloro che hanno vissuto con questi lavoratori, o in zone inquinate da amianto che aspettano un po' di verità e giustizia. E siccome i costi sono eccessivi, molto spesso, in passato questa verità e questa giustizia non è stata data».
Riguardo alle malattie causate dall'amianto, Felice Casson afferma che in Italia ci sarà un picco nel 2020, perché ci «sono patologie che possono venir fuori anche dopo quarant'anni dall'esposizione».
Alla conferenza stampa era presente anche il presidente del “Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio”, costituito essenzialmente da operai della ex fabbrica “Breda Fucine” di Sesto San Giovanni.
Il presidente del Comitato, Michele Michelino, ha sottolineato l'importanza della loro battaglia legale contro la ex Breda. In questa fabbrica, nel corso degli anni, a cusa dell'amianto sono morti più di 80 lavoratori. «Noi da anni abbiamo fatto una battaglia per cercare di ottenere giustizia, abbiamo fatto anche due cause penali. In uno i dirigenti della “Breda” sono stati assolti, nel secondo sono stati condannati». E sottolinea anche l'importanza della sorveglianza sanitaria per le persone vittime dell'amianto: «Vogliamo che chi è stato esposto all'amianto, chi ha avuto un danno, non solo abbiano un riconoscimento, ma sia anche sottoposto a visite mediche ».
L'amianto è usato in circa 3.00 prodotti di uso corrente, e poi con la sua dispersione nelle falde acquifere e nell'aria, è diventato anche un problema sociale, e come sottolinea Michelino l'amianto ha anche: «ucciso tanti cittadini di Sesto San Giovanni».
Fonte: agenziami.it
 

 

INFORTUNI: TREVISO UNITA PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

 

Treviso, 4 lug. E' stato firmato questa mattina in Provincia a Treviso il Protocollo d'Intesa per la Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. Erano presenti, oltre al presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il Prefetto di Treviso, Vittorio Capocelli, e l'assessore provinciale alla Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, Michele Noal, i rappresentati di Inail, Inps, Direzione Provinciale del Lavoro, Vigili del Fuoco, Ufficio Scolastico Provinciale, Arpav, Camera di Commercio, Ulss 7, Ulss 8, Ulss9, Associazione Costruttori Edili, Artigianato Trevigiano - Casartigiani, Conferederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Confederazione Nazionale Artigianato, Lega Cooperative, Unascom-Confcommercio, Confagricoltura, Unindustria, C.G.I.L., C.I.S.L., U.I.L., Anmil.

Tutti questi Enti fanno parte del Tavolo Provinciale per la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (coordinato dalla Provincia) che di fatto, con questo protocollo, dara' avvio a numerose azioni concrete con un minimo comun denominatore: la formazione.

Nel ringraziare i rappresentanti delle istituzioni intervenuti alla firma del protocollo, il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, ha espresso l'augurio ''che alle Province venga data ufficialmente la delega sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, cosi' come era stato stabilito dalla legge 123 del 2007, ora venuta a mancare con un ritorno di tale competenza alla Regione. Ma la Provincia ha sempre svolto il suo ruolo di ente coordinatore di un territorio di vasta area e il protocollo di quest'oggi che sottintende la messa in rete di tutti gli attori istituzionali e privati ne e' un esempio lampante. La Regione non puo' continuare a ragionare pensando alla centralita', perche' il risultato e' quello di far lavorare gli altri enti nell'incertezza. Oggi partono le azioni concrete programmate nel nostro Tavolo Provinciale, a partire dall'osservatorio per avere dati certi confrontabili''.
 

Fonte: Padovanews.it

 

 

LA SPEZIA: Sicurezza sul lavoro, raffica di assunzioni alle Asl e all'Arpal
 

Accordo Regione - Sindacati: nel 2008 24 ispettori e 7 tecnici in più

Incremento dell’attività ispettiva, attraverso nuovo personale, rafforzamento e completamento del sistema informativo, aumento dell’attività di prevenzione, in particolare nell’edilizia, in porto e presso i settori delle diverse realtà territoriali e incremento della formazione, attraverso l’aggiornamento degli operatori delle ASL e la formazione di altri soggetti quali datori di lavoro, i responsabili della sicurezza, gli studenti. Sono questi i punti salienti dell’intesa siglata oggi tra la Regione Liguria e le organizzazioni sindacali in materia di salute e sicurezza sul lavoro sulla base delle indicazioni del piano regionale di prevenzione.
“L’obiettivo – hanno spiegato gli assessori regionali alla Salute e alla Sicurezza sul lavoro - Claudio Montaldo Enrico Vesco – è quello di definire le azioni da portare avanti a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro in modo congiunto con le organizzazioni sindacali, considerato l’alto numero di infortuni e di malattie professionali”.
Coordinerà le attività di prevenzione e vigilanza il comitato regionale soggetto istituzionale dove è inoltre prevista la partecipazione di quattro rappresentanti dei lavoratori designati dai sindacati insieme ai rappresentanti degli Enti pubblici, dei datori di lavoro e delle aziende sanitarie. “Il comitato – spiegano Montaldo e Vesco – dovrà essere la sede istituzionale per affrontare tutte le problematiche relative all’attuazione della normativa nazionale in materia di prevenzione e vigilanza. Inoltre è previsto un coinvolgimento specifico delle organizzazioni sindacali soprattutto nell’informazione rivolta ai lavoratori e agli studenti”. Concordato anche un incremento dell’attività ispettiva nei luoghi di lavoro, attraverso un aumento degli organici negli organi di controllo pari al 5% in più rispetto al 2007, utilizzando i finanziamenti del fondo sociale regionale. Pertanto si dovrà passare dagli attuali 5.300 interventi ispettivi a 7.500, coprendo così il 5% delle aziende presenti sul territorio rispetto all’attuale 4% e aumentare anche il numero dei cantieri edili da controllare, passando dagli attuali 1.300 a 1.600. Obiettivi che in base all’intesa dovranno essere raggiunti già a partire dal 2008, accanto alle normali attività istituzionali obbligatorie quali le inchieste sugli infortuni e le malattie professionali su incarico della magistratura, attività di informazione e formazione. Per questo nell’intesa è prevista una deroga per l’anno 2008 per l’assunzione, da parte delle ASL liguri, di 24 unità tra medici, ingegneri e tecnici della prevenzione in base alle esigenze di ciascuna azienda sanitaria. Incremento di 7 unità anche per il personale dell’Arpal, l’agenzia regionale di protezione ambientale e ulteriore deroga nel biennio 2009/2010 per il completamento degli organici e la sostituzione del turn-over. Ai finanziamenti già stanziati dalla Regione Liguria nel 2007 per le ASL liguri e pari a 240.000 euro da destinare ad iniziative di sorveglianza e prevenzione infortuni si aggiungeranno ulteriori risorse nel 2008.

 

 

Tecnico Terna muore a Valmontone. I sindacati annunciano lo sciopero
 

Cgil: "Non è stato fatto abbastanza per la sicurezza sul lavoro"

ROMA - Si sospetta una nuova morte bianca. Questa mattina intorno alle 10 e 30 è deceduto mentre lavorava su una linea dell'alta tensione Umberto De Luca, tecnico specializzato di cinquantadue anni della società elettrica Terna. L'episodio, dalle modalità ancora non chiare, si è verificato nella stazione elettrica di Valmontone, un piccolo comune in provincia di Roma. Il tecnico stava svolgendo il suo lavoro quando un suo collega lo ha visto accasciarsi al suolo. Trasportato in ambulanza, è arrivato in gravissime condizioni all'ospedale di Colleferro, dove pochi minuti dopo è deceduto.

La notizia della morte di De Luca è stata comunicata dal sindacato degli operai del settore dell'energia Filcem-Cgil, che a fianco di Flaei-Cisl e Uilcem-Uil ha annunciato un'ora di sciopero in tutti i posti di lavoro di Terna nel Lazio per lunedì sette luglio.
"Si deve porre fine a questo continuo stillicidio - ha dichiarato il segretario generale della Filcem-Cgil Alberto Morselli - La sicurezza sul lavoro è un'emergenza nazionale per cui non è stato fatto abbastanza".

La società Terna, che sta collaborando con le autorità, ha avviato un'indagine interna per venire a conoscenza delle modalità dell'incidente. Secondo Terna l'incidente è " inspiegabile". De Luca stava infatti lavorando su una linea fuori servizio, adesso sotto sequestro, dopo aver effettuato tutte le manovre preventive di sicurezza.

Sulle cause della morte rimangono ancora dubbi. Secondo i primi rilevamenti infatti il corpo del tecnico non presenterebbe i classici segni della folgorazione, ma si attende l'autopsia di lunedì per chiarire definitivamente le cause del decesso.
(5 luglio 2008)

 

Fonte: La Repubblica.it

 

 

INAIL: SICUREZZA SUL LAVORO 1 MORTO OGNI 7 ORE
 

06/07/2008
06 lug. - L’Inail ha fatto il conto da gennaio 2008 al 30 aprile: al primo maggio erano 301, i morti sul lavoro. Ma se si scorrono le cronache che ogni giorno segnano l’avanzare incessante dello stillicidio, si devono aggiungere altri 41 decessi, per un totale di 342.
Operai che cadono da impalcature, che restano folgorati dall’alta tensione, colpiti da ganci che si abbattono da una gru, schiacciati tubi, tranciati da macchinari, ustionati o soffocati nel fango di liquami come nella tragedia Mineo, erano in sei, abbracciati, sul fondo della vasca di un depuratore.
I numeri dell'Inail. Nel 2007, secondo le stime dell’Inail (diffuse a marzo), le vittime sul lavoro sono state 1.260, in calo - dicono i numeri - del 6% rispetto alle 1.341 dell’anno precedente. Ma un numero che significa una morte ogni sette ore. Sul lavoro, di lavoro.
Gli infortuni sono in calo. Le cifre, comunque, non contano il dolore e bastano in ogni caso per segnare il triste primato: l’Italia è fanalino di coda in Europa. Anche se le stime segnano una diminuzione, secondo il Rapporto Anmil in dieci anni gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono diminuiti del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%.
Un dato, «poco esaltante rispetto a quello della Germania (-48,30%) o della Spagna (-33,64%)». In termini assoluti, l’Italia resta, comunque, il Paese con il più alto numero di morti sul lavoro.
Ucciso un tecnico in Valsangone. E anche oggi la tragica lista continua ad aumentare: un operaio di 52 anni, dipendente della Terna, è morto folgorato mentre lavorava alla manutenzione della linea ad alta tensione a Valmontone, vicino a Roma. Umberto Di Luca, sposato, aveva cominciato alle 8.30 il suo turno di lavoro sul cestello mobile, quando una scarica elettrica lo ha colpito. Per soccorrere l’operaio si è levata in volo un’eliambulanza che, per la foschia, non è riuscita ad atterrare.

Fonte: lastampa.it

 

 

COMUNICATO INAIL: Piano per il triennio 2008-2010


RISORSE E RILANCIO DELLA POLITICA DI PREVENZIONE

Il Piano predisposto dal CDA dell'INAIL dovrà essere approvato dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza.
Alla prevenzione 46 mln di euro per il 2008 e 56 mln di euro per il 2009.

Il nuovo Testo Unico tende a valorizzare le azioni di sistema e la responsabilità degli attori pubblici e punta sul coordinamento e la coerenza tra azioni di livello centrale e territoriale, promuovendo una impostazione di "rete".
In linea con questa filosofia, l'INAIL si propone di accentuare nel proprio modello organizzativo l'integrazione tra ruoli e competenze professionali diverse predisponendo un vero e proprio Piano di settore per la Prevenzione in grado di elevare i livelli di servizio offerti.

Nuovo modello organizzativo
Il modello organizzativo dell'Inail si sta evolvendo.
Nasce la figura dell'operatore per la prevenzione, chiamato a svolgere attivamente un ruolo di promotore sul territorio di cultura della sicurezza, con l'obiettivo di generare un meccanismo a catena di incremento dei livelli qualitativi di salute e sicurezza del lavoro, e di valorizzare le relazione con le istituzioni e le parti sociali.
Entro la fine del 2008 saranno disponibili presso tutte le strutture territoriali le risorse per diffondere capillarmente il processo prevenzione, radicandolo operativamente almeno in tutte le sedi provinciali (è previsto il graduale avvio di una linea di attività anche in quelle subprovinciali).

Risorse
Alle politiche di prevenzione saranno destinati (vedi scheda):

46.100.000 euro per l'anno 2008
56.100.000 euro per l'anno 2009.
Tra le aree di intervento informazione, sostegno alla bilateralità, promozione della cultura, formazione, sostegno all'edilizia scolastica.
A tali risorse si aggiungono 120.000.000 euro che l'INAIL sta spendendo in una sperimentazione pluriennale a sostegno delle aziende che investono in sicurezza e che si esauriranno nel 2012.

Formazione
La formazione è l'elemento strategico di sviluppo di una cultura della sicurezza.
Una priorità che nel Piano si traduce nella costituzione di una Scuola Inail di Formazione in prevenzione, concepita come polo formativo nel contesto nazionale, in particolare nei riguardi delle piccole e medie imprese, delle parti sociali e della Pubblica Amministrazione.
L'esperienza già esistente, e che si alimenterà in termini di strategie e prodotti con l'avvio della Scuola, è quella di uno sviluppo territoriale dell'attività di formazione, di un "network di poli formativi": sette sul territorio e uno centrale con funzioni anche di coordinamento e monitoraggio della rete.

Sempre nell'ambito della formazione, ed in particolare di quella sul posto di lavoro, sarà resa strutturale la tipologia di informazione-formazione sperimentata positivamente con la campagna itinerante "Camper della formazione". Tale modalità consentirà di coprire in maniera mirata e capillare target particolarmente importanti, come ad esempio i cantieri edili.
Il Piano prevede l'acquisizione di un quantitativo adeguato di mezzi itineranti, caratterizzati esternamente da immagini e messaggi omogenei in modo da consentirne l'identificabilità e la riconduzione all'iniziativa dell'Istituto.

Informazione
Il Sistema Informativo Nazionale per Prevenzione (SINP), previsto dall'art. 8 del Testo Unico, rappresenta il tassello fondamentale per la costruzione di un flusso informativo integrato, dinamico e condiviso, a servizio di una pianificazione efficace degli interventi territoriali.
Per il SINP, il cui punto di partenza e di forza è rappresentato dai Flussi Informativi INAIL, ISPESL, Regioni, il Testo Unico individua l'INAIL come garante della gestione tecnica ed informatica.
In particolare saranno impegni dell'INAIL:

potenziare ulteriormente la logica e l'esperienza dei flussi informativi, migliorando contenuti e fruibilità;
collaborare alla graduale realizzazione del sistema integrato in tutti i suoi aspetti (contenuti, archivi esistenti, soggetti, esigenze e contributi, modalità, flussi, destinatari);
rafforzare le possibilità di fruizione delle informazioni via via disponibili;
elaborare e implementare costantemente le mappe di rischio territoriali, per una definizione sempre più puntuale delle politiche del Sistema di prevenzione complessivamente inteso.
" Oggi l'INAIL - ha affermato il Presidente dell'INAIL Vincenzo Mungari - può offrire al proprio interno e agli interlocutori esterni una prospettiva nuova, frutto di un considerevole impegno progettuale ed economico. Il Piano di Settore triennale assume i risultati raggiunti quale base di sviluppo e di rilancio, definendo i programmi miranti ad indirizzare l'attività dell'Istituto verso un opportuno rafforzamento delle politiche di prevenzione, secondo modalità di azione consolidate, che si spingono ben oltre le logiche meramente assicurative".
 

PIANO DI SETTORE PREVENZIONE
RIEPILOGO SPESA PRESUNTA
 

 
Area di intervento  2008  2009 
Informazione  6.600.000  6.600.000 
Sostegno alla bilateralità  3.500.000  3.500.000 
Promozione della cultura     3.000.000  3.000.000 
Formazione  3.000.000  3.000.000 
Sostegno all'edilizia scolastica  30.000.000  40.000.000 
TOTALE  46.100.000  56.100.000 
Sostegno alle aziende  120.000.000 fino al 2012   

     




Roma, 30 giugno 2008
 

 

04/07/2008

 

Prevenzioni infortuni, a Seoul firmata la Dichiarazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro
 

Moccaldi (Ispesl): in sintonia con la nuova legislazione italiana, riduzione di tasse per imprese che investono


ROMA (Raif) - Circa 4mila persone, tra cui leader del settore, politici ed esperti provenienti da oltre 100 Paesi, si sono riuniti a Seoul, Repubblica di Corea, dal 29 giugno al 2 luglio per il XVIII Congresso Mondiale sulla sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. Il Congresso, organizzato dalla Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e l’International social security association (Issa), promuove la sicurezza e la salute a livello globale e contribuisce alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Partecipanti provenienti da tutto il mondo si sono quindi riuniti a Seoul per scambiarsi conoscenze ed esperienze sui tanti aspetti relativi alla salute e sicurezza sul lavoro. Per l’Italia è intervenuto il commissario straordinario dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), Antonio Moccaldi, che ha sottolineato l’importanza di ridurre i costi nazionali che derivano dagli infortuni sul lavoro, di migliorare l’organizzazione del lavoro, di ridurre gli infortuni e dell’esposizione ai rischi chimici, fisici e biologici.
La Dichiarazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro, firmata dai partecipanti a conclusione dei lavori, definisce un punto di riferimento per i datori di lavoro, lavoratori e per i governi per rafforzare la cooperazione per ridurre gli infortuni sul lavoro e malattie.
Riconoscendo che il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro ha un impatto positivo sulle condizioni di lavoro, la produttività e lo sviluppo economico e sociale, la dichiarazione sottolinea inoltre che il diritto ad un sicuro e sano ambiente di lavoro dovrebbe essere riconosciuto come un diritto umano fondamentale.
La dichiarazione incoraggia ad una crescita della cultura della prevenzione, attraverso il recepimento delle convenzioni Ilo, come la 155 del 1981 che contiene lo sviluppo di una politica nazionale in questo ambito e la 187 del 2006 richiama la necessità di una strategia nazionale che definisca il ruolo dei diversi attori del sistema prevenzionale, anche nei termini di coordinamento e cooperazione.
La Dichiarazione, inoltre, si sofferma in particolar modo sul rafforzamento dell’attività ispettiva nei luoghi di lavoro e il miglioramento di collaborazione tra le parti sociali.
"La Dichiarazione segna un passo importante nella creazione di un sistema preventivo della sicurezza e della salute sul lavoro", ha detto Assane Diop, direttore esecutivo dell'Ufficio internazionale del lavoro del settore della protezione sociale.
"L'Ilo, in collaborazione con l'International social security association e l’Istituto coreano Occupational Health and Safety Agency, sono determinati a continuare a progredire in modo tangibile verso la riduzione del numero di infortuni e delle malattie professionali e in tal senso la dichiarazione costituisce un impegno condiviso per uno sforzo comune".
Moccaldi, ha rilevato come la linea della Dichiarazione sia in sintonia con la nuova legislazione italiana sulla promozione della salute e sicurezza sul lavoro e di come il governo italiano sia fortemente interessato a una rapida applicazione di questa legge. Il commissario dell’Ispesl ha indicato alcune delle azioni concrete dell’Italia, tra cui: l’introduzione della cultura della prevenzione nelle scuole; l’addestramento e la formazione dei datori di lavoro e i lavoratori delle piccole medie imprese; riduzione delle tasse per le imprese che investono in sicurezza e un sistema informativo nazionale realizzato con enti e istituzioni.
 

 

Edilizia, UISV: infortuni in netto calo

 

Savona. Gli infortuni sul lavoro nel comparto edile, per quanto riguarda la Provincia di Savona, registrano una netta diminuzione. I dati della Cassa Edile riferiti al 2007, comparati a quelli del 2006, registrano infatti una notevole riduzione degli infortuni sui cantieri edili. Sono stati 244 i casi indennizzati a fronte dei 394 del 2006, questo nonostante un aumento sia degli addetti nel settore che delle ore lavorate. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa di presentazione dei dati 2007 sugli incidenti sul lavoro nel settore edile, illustrati questa mattina presso la sede savonese di Confindustria, in via Gramsci.

Gli infortuni hanno interessato il 6,2% dei lavoratori mentre l’incidenza nel 2006 era stata superiore al 10%. L’Unione Industriale di Savona e la Sezione Imprenditori Edili hanno posto da alcuni anni la sicurezza sul lavoro come una delle priorità della propria azione sfatando il mito secondo il quale non fare prevenzione sulla sicurezza avrebbe costi inferiori rispetto agli eventuali infortuni. A tal fine sono state effettuate quasi 800 consulenze gratuite presso i cantieri della Provincia da parte dei tecnici del Comitato Prevenzione Infortuni, che hanno lavorato per migliorare sempre di più la prevenzione e la sicurezza. Secondo l’Unione Industriale le cause principali di infortuni sul lavoro sono da ricondurre alla frammentazione delle imprese stesse. Infatti in Provincia di Savona le piccole imprese hanno una media di soli 3,8 addetti ognuna, a scapito molto spesso della professionalità. Non è neanche da sottovalutare il rilevante ingresso di manodopera extracomunitaria, non sufficientemente formata e professionalizzata.

Il presidente della sezione Imprenditori Edili Roberto Marson dichiara la propria soddisfazione riguardo alla diminuzione degli infortuni in Provincia di Savona: “Noi presentiamo questi dati con grande entusiasmo, nel senso che manifestano una grossa riduzione di quella che è l’incidenza degli infortuni nel loro settore.”

“Sono dati” prosegue Marson, “che hanno una loro ufficialità perché sono diffusi dalla Cassa Edile, quindi riguardano gli incidenti indennizzati. Siamo entusiasti perché rappresentano un percorso fatto che deve andare verso la direzione di un’ulteriore diminuzione degli infortuni. Non lo vediamo solo come un risultato ma come un riferimento da cui partire e proseguire nell’azione. Oggi c’è molta sensibilità sull’aspetto della sicurezza e questo ci coinvolge e ci vede ancora più sensibili come aziende al problema. I dati indicano una riduzione del 41% rispetto all’anno precedente a parità di numero di dipendenti.”

“Il settore sta investendo da parecchi anni nel settore della sicurezza” conclude il presidente della sezione Imprenditori Edili. “Questa è data da un’informazione continua che i nostri enti, Cassa Edile e Cpt, svolgono quotidianamente nel loro settore sotto il controllo di enti istituzionali quali l’ispettorato del lavoro, Asl, eccetera e aiutato da una cultura che si diffonde con una maggiore sensibilità all’utilizzo di attrezzature più aggiornate che hanno requisiti tecnici più efficienti.”

Il risultato ottenuto soddisfa solo in parte il presidente dell’Unione Industriali di Savona Marco Macciò: “L’obiettivo ultimo è zero incidenti. Questo è l’obiettivo di tutti. Indubbiamente siamo ancora molto lontani. Per ottenerlo si deve passare attraverso la cultura. In tutti i campi e in tutti i momenti si passa attraverso la formazione: il comportamento di ciascuno di noi che è fondamentale per cambiare. In azienda non è diverso dalle strade. Pertanto lo stesso comportamento che adottiamo non allacciando la cintura di sicurezza, utilizzando il telefonino senza auricolare, rischiamo poi di portarcelo anche nel mondo del lavoro. Non a caso il comportamento dell’individuo è responsabile della stragrande maggioranza degli incidenti nel mondo aziendale. Ben difficilmente il problema sono gli intenti.”

Per quanto concerne l’importanza avuta dall’informazione nell’ottenere questi risultati, Macciò precisa: “Il numero degli incidenti sul lavoro è in costante diminuzione, sia nel numero totale che relativamente agli incidenti mortali. Indubbiamente nei media ha avuto molta più rilevanza che in passato e io credo che sia una cosa positiva perché aiuta a fare cultura. Non si possono tollerare gli infortuni, di qualsiasi entità essi siano e portarli sotto gli occhi di tutti aiuta a fare cultura. Bisogna stare attenti però a valorizzare tutti gli sforzi che vengono fatti per la prevenzione all’interno delle aziende e da parte di tutte le istituzioni pubbliche competenti nel caso”.

Fonte: IVG.it

 

 

EMILIA ROMAGNA - Fondo regionale per i familiari delle vittime sul lavoro

 

Un minuto di silenzio. Profondo, intenso. Silenzio per ricordare Leonardo Carrara deceduto due giorni fa in seguito alle ustioni riportate nell’incidente alla clinica Città di Parma. E’ iniziato così, ricordando quel lavoratore e la sua famiglia, l’incontro di presentazione svoltosi oggi in Provincia della nuova normativa regionale che istituisce un fondo a favore dei familiari delle vittime sul lavoro. “E’ una legge che si occupa delle conseguenze che avvengono nelle famiglie quando accadono queste tragedie – ha spiegato Donatella Bortolazzi capogruppo nell’Assemblea legislativa regionale dei Comunisti Italiani che ha proposto la legge - Un fondo strutturato e organizzato, continuativo nel tempo e per questo impegnativo per la Regione, che cerca di evitare la dispersione scolastica e vuole accompagnare il percorso di un bambino dal nido all’università, rimborsando tutte le spese effettivamente sostenute”.

“Un incidente sul lavoro spezza la vita di chi muore, con conseguenze pesanti su chi rimane – ha detto Manuela Amoretti, assessore provinciale alle Politiche del lavoro e Formazione professionale – fare questa scelta significa riconoscere quei giovani come figli di una comunità che ha il dovere di occuparsi di loro.”
Sono oltre 100 i morti sul lavoro, ogni anno, in Emilia Romagna. A Parma secondo i dati Inail (al 31 ottobre 2007) sono stati 15; complessivamente 9276 gli incidenti. Numeri che parlano di drammi e che chiedono risposte.
“ La sicurezza sul lavoro è un problema avvertito da tutti ma ancora non si riesce a dare concretezza ad un’azione per ridurlo C’è un punto discriminante ed è il fatto che nelle aziende bisogna abituare imprenditori, lavoratori, capisquadra a fare la valutazione del rischio”.– ha detto Paola Manzini assessore regionale alle Politiche del Lavoro e formazione. Proprio il suo assessorato è ora all’opera sul regolamento applicativo della legge attraverso il quale si cerca di risolvere questioni come quelle della retroattività che secondo Manzini il provvedimento deve avere per i figli di caduti sul lavoro ancora minorenni.
Gianluca Ugo, portando l’adesione dell’Anmil nazionale alla legge ne ha messo in evidenza due aspetti: “il primo punto importante è che non è trascurato l’infortunio in itinere. Il secondo aspetto rilevante è dato dal fatto che è una legge a 360 gradi che pensa anche ai lavoratori in nero che purtroppo esistono”.
“ Nel nostro Paese si legifera molto e a volte troppo, ma con questa legge la regione ha dato un grande segnale di attenzione e interesse su un problema concreto” – ha detto l’on Motta rimarcando la necessità di procedere nei luoghi di lavoro con la valutazione del rischio.
“ Si parla molto di sicurezza, riferendosi spesso a questioni che attengono all’ordine pubblico. Ma la sicurezza è un tema più ampio, che richiama l’educazione e la formazione – ha sottolineato Gabriele Ferrari assessore provinciale alle Politiche scolastiche, chiudendo l’incontro – la disattenzione nasconde una mancanza di cultura e la necessità di una migliore qualità dell’educazione e dell’educazione anche su queste questioni, ed è un compito di tutti noi che siamo qui. Le comunità che vogliono crescere si danno strumenti operativi. Poter assicurare ai figli delle vittime sul lavoro il sostegno del loro percorso di apprendimento è un segno di civiltà e di grande intelligenza”.
Approvato all’unanimità il 29 aprile scorso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, il fondo si prevede sia attivo da settembre.
La legge prevede che la Regione sostenga i figli delle vittime con i redditi più bassi, per garantire il diritto allo studio e contrastare i rischi d’abbandono o dispersione. Il testo si compone di 7 articoli e prevede che le risorse del fondo regionale possano essere integrate da entrate provenienti dallo Stato, da persone fisiche o giuridiche; potranno accedere al fondo i figli delle vittime che rispondano a precisi requisiti (non abbiano ancora 25 anni, il genitore sia residente in Emilia-Romagna al momento del decesso, il reddito del nucleo familiare non superi quanto indicato annualmente dalla Giunta regionale secondo i criteri ISEE). Sono finanziabili le tasse di iscrizione, le rette di frequenza, l’acquisto di libri di testo, l’acquisto di ausili scolastici per portatori di handicap, il servizio mensa, l’abbonamento al trasporto pubblico; le risorse del fondo sono destinate al rimborso delle spese sostenute e documentate per l’iscrizione e la frequenza a scuole e università pubbliche, pareggiate, parificate e private.
Questi contributi potranno essere riconosciuti anche per gli eventi mortali verificatisi “in itinere”, lungo i percorsi stradali verso il lavoro.
All’incontro di oggi a Parma hanno presenziato amministratori e rappresentanti delle associazioni di volontariato, fra questi l’assessore provinciale Ettore Manno, il sindaco di San Secondo Roberto Bernardini, l’assessore di Traversetolo Emma Iovino, la consigliera di Parità Silvana Melegari, Rita Buzzi direttore amministrativo dell’azienda Ospedaliero-universitaria di Parma, Mirco Moroni della Direzione dell’Azienda Usl, Alberto Mutti, presidente dell’Anmic, Rocco Caccavari presidnete dell’associazione Marino Savini.

I dati
Sono oltre 100 i morti sul lavoro, ogni anno, in Emilia Romagna. A Parma, secondo i dati Inail (al 31 ottobre 2007) nel settore industria, commercio e servizi, sono 8.315 il totale degli incidenti sul lavoro denunciati dalle aziende: 13 i morti, 559 le persone con inabilità permanente, 7943 che hanno subito inabilità temporanea. Sono in maggioranza uomini (5907). Nel settore agricoltura hanno subito infortuni sul lavoro 774 persone (661 maschi) : 1 morto, 61 invalidità permanenti, 712 temporanea. Fra gli statali il totale risulta 187 ( 128 femmine), di cui 1 morto, 19 invalidità permanenti, 167 temporanee

 

Fonte: LungoParma.it

 

03/07/2008

 

ALTRE VITTIME SUL LAVORO

Pietro Ghiani, operaio di 23 anni, è morto sul lavoro a Mores (Sassari) dove è in costruzione il depuratore comunale. Un terrapieno lo ha travolto quando si trovava in un canalone durante l'installazione di alcuni tubi. Una parete ha ceduto per cause ancora da accertare. Due colleghi hanno tentato di liberarlo dalla terra che lo ha sepolto, ma senza riuscirci: all'arrivo dei vigili del fuoco e dell'ambulanza era già morto.

Andrea Ghisi, 26 anni, è invece morto schiacciato da una carriola precipitata al suolo per la rottura del cavo di acciaio di una gru all'interno di un cantiere di
ristrutturazione di una corte agricola a Custoza, nel Veronese. L'operaio stava lavorando nel cantiere con il padre, titolare di un'impresa edile.

Come riporta il sito BergamoNews, le condizioni di sicurezza sul lavoro continuano a non essere rispettate. Al cantiere del nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, quattro operai lavorano a un'altezza di almeno quindici metri senza il caschetto, come mostra chiaramente la foto.

Tanta paura a Monfalcone (Gorizia), per un giovane operaio albanese caduto dall'impalcatura sulla quale stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione per conto di una ditta esterna alla Sve. L'uomo è stato travolto da delle travi che altri colleghi stavano smontando ed è caduto da un'altezza di circa 5 metri. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi e guarirà in 40 giorni.
 

Fonte: TGCOM

 

 

parte da Foggia un importante programma operativo

 

Un progetto promosso dalla Asl di Foggia in collaborazione con Inail, Università degli Studi - Medicina del Lavoro, CGIL CISL UIL. Formazione, informazione, vigilanza, bonifiche

Con delibera n. 1730 del 12/06/08, la ASL di Foggia, di concerto con le Segreterie Provinciali di CGIL CISL UIL, la Direzione provinciale INAIL e l´Università di Foggia-Medicina del Lavoro, ha stabilito che le risorse rivenienti dal provvedimento adottato nel marzo scorso dalla Regione denominato “Patto per la salute-Piano straordinario di vigilanza negli ambienti di lavoro”, corrispondenti per la provincia di Foggia a circa 129.000 euro, siano destinate alla realizzazione entro il 2008 delle seguenti azioni:

iniziative formative:
- per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e per i delegati sindacali in campi specifici come il lavoro agricolo, quello della estrazione e lavorazione della pietra, i servizi in appalto come le pulizie e le mense, il lavoro in edilizia con particolare riferimento alla prevenzione delle cadute dall´alto;
- per gli operatori dei 3 Spesal (Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro), in aggiunta a quelle programmate per tutto il personale ASL;

campagne di informazione:
- pubblicazione di una rivista territoriale rivolta a tutti gli RLS e ai delegati sindacali sui luoghi di lavoro;
- campagna di informazione sulla sicurezza nelle scuole;
-
vigilanza e sorveglianza sanitaria:
- potenziamento dell´attività di vigilanza della ASL nel settore delle costruzioni per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano regionale;
- predisposizione di linee guida per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti a cancerogeni, come in particolare l´amianto;

bonifiche siti inquinati destinati a reinsediamento produttivo:
- convegno nazionale sulle bonifiche dell´area dell´ex petrolchimico di Macchia;
- attivazione delle procedure istituzionali per la bonifica dell´ area denominata “ex parco paglia” dell´Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato di Foggia.

Per il Commissario dell´ASL di Foggia, dott. Donato Troiano “le iniziative programmate con l´impiego dei fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia in materia di prevenzione, testimoniano l´importanza che per la ASL di Foggia riveste il tema della sicurezza sul lavoro. Una emergenza che va affrontata con il consenso e l´azione convergente delle parti sociali e degli altri soggeti istituzionali deputati a tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro”.

I Segretari Provinciali di CGIL CISL UIL di Foggia, Salvatore Castrignano, Carlo Ferrara, Luigi Giorgione sotolineano che “ogni azione di prevenzione e di tutela della salute sui luoghi di lavoro deve mettere al centro i lavoratori, i quali non vanno lasciati soli o adirittura penalizzati quando cercano di segnalare i rischi o quando ne sono vittime. Dobbiamo creare un contesto di iniziativa e di mobilitazione continua sul tema della sicurezza, perché l´obiettivo dev´essere quello, assolutamente possibile e valido per ogni paese civile, di azzerare gli episodi infortunistici e i rischi dovuti alla attività di lavoro. Perciò dobbiamo valorizzare e moltiplicare le azioni positive come quelle programmate con la ASL”.

Per il dott. Silvestro Miccoli, direttore provinciale dell´INAIL di Foggia e per il prof. Roberto Zefferino, Università degli Studi di Foggia-Medicina del Lavoro, “iniziative come quelle che da due anni si stanno unitariamente promuovendo in Capitanata sulla sicurezza del lavoro rappresentano la risposta più consapevole e utile che si possa costruire per determinare nel territorio una vera e propria svolta nella cultura lavorativa e nei comportamenti quotidiani dei soggetti, a partire dalle imprese, ai quali è affidata la responsabilità di saper produrre rispettando le leggi e tutelando prima di tutto la vita umana.”
 

Fonte: CGIL Foggia

 

 

Agenzia delle Entrate - Comunicato stampa 28 giugno 2008, Come risparmiare sul Fisco risparmiando energia Online la guida aggiornata dell'Agenzia

 

Risparmio energetico, tutti gli aggiornamenti in primo piano. Sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it è disponibile da oggi la nuova versione della guida alle agevolazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione degli edifici, integrata con le ultime novità introdotte dalla Finanziaria 2008 e dal decreto interministeriale del 7 aprile scorso.

L'accento è posto sulla proroga della detrazione fino al 2010 e sulle nuove regole per il suo riconoscimento e ripartizione. Da quest'anno, ad esempio, il contribuente può scegliere in quante rate ripartire la detrazione e, in caso di documentazione insufficiente, integrarla con una semplice autocertificazione, purché i lavori non siano già stati ultimati. Inoltre, non c'è più bisogno di presentare la certificazione per la sostituzione di finestre e l'installazione di pannelli solari.

Oltre a focalizzare l'attenzione sulle disposizioni più recenti, il vademecum fornisce indicazioni preziose ai contribuenti interessati a fruire del beneficio, che consiste in una detrazione Irpef o Ires del 55 per cento delle spese sostenute per i lavori di miglioramento dell'efficienza termica delle abitazioni.

In particolare, l'opuscolo spiega come si calcola la detrazione, chi sono i possibili beneficiari, quali sono i documenti necessari e le tipologie di lavori ammessi, a partire dalla sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione invernale con sistemi di riscaldamento eco-compatibili.
 

Fonte: IL SOLE 24 ORE

 

 

soppresso l'articolo 13 del d.m. 22 gennaio 2008, n. 37

Il d.l. 25 giugno 2008 n. 112 art. 35 sopprime l'articolo 13 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37
 


L'Art. 13 (riguardava la documentazione relativa alla conformità degli impianti da consegnare all'atto della compravendita degli immobili):

I soggetti destinatari delle prescrizioni previste dal presente decreto conservano la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell’immobile, a qualsiasi titolo, la consegnano all’avente causa. L’atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità de­gli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità ovvero la dichiarazione di rispondenza di cui all’articolo 7, comma 6. Copia della stes­sa documentazione è consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l’immobile.

 

02/07/2008

 

Ilva, sciopero contro la strage bianca


Vendola accusa: "Chi lavora muore, il governo pensa ai rom"

Lo stabilimento siderurgico Ilva a TarantoLa grande fabbrica dell´acciaio si ferma. Per piangere e riflettere sulla morte di un altro operaio. Su quella morte che quando avviene sul lavoro si chiama bianca, quasi a renderla meno tragica. Eppure da ieri all´ombra delle ciminiere dell´Ilva di Taranto le tute blu piangono un altro compagno. Antonio Alagni, tarantino di 45 anni, dipendente della P&P di Casoria, sposato con una figlia, è morto sul colpo mentre lavorava nel cantiere dell´impresa napoletana che cura manutenzioni meccaniche per conto del siderurgico. Lo ha ucciso il bozzello di una gru che gli ha praticamente sfondato la testa. Le funi che reggevano il gancio hanno ceduto di schianto. L´operaio è stato investito da un proiettile di cinquanta chili che è precipitato da un altezza di cinque metri. Per lui non c´è stato scampo.

La vittima con due colleghi stava effettuando una pulizia all´interno del cantiere aperto dalla P&P nei pressi dell´acciaieria uno, all´interno dell´Ilva. Un intervento banale con una gru tarata per 15 tonnellate. Eppure quel gancio si è inspiegabilmente spezzato sotto il peso di due travi da un centinaio di chili. Sul posto sono subito arrivati gli ispettori del lavoro e dello Spesal, ed il procuratore aggiunto Francesco Sebastio per i primi accertamenti. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio la presenza del lavoratore sotto una gru in movimento.

La tragedia ha scatenato la reazione dei sindacati. Da ieri sera sino alle 23 di oggi impianti fermi e lavoratori a casa. Le segreterie provinciali di Fim Fiom e Uilm, oltre a proclamare lo sciopero, hanno chiesto immediatamente un incontro con l´azienda. La decisione è stata adottata subito, proprio mentre la notizia della morte dell´operaio rimbalzava alla Camera e l´aula salutava con un applauso di cordoglio la memoria dello sfortunato Antonio Alagni. Al fianco dei lavoratori si è schierato anche il governatore della Puglia Nichi Vendola. "È un incidente che si aggiunge ad una tragica casistica. Una moria senza fine - ha detto Vendola - quasi il copione di un macabro lungometraggio.

Si continua a morire di lavoro, per il lavoro, sul lavoro". Poi l´affondo contro l´esecutivo. "Invece di applicare efficaci misure preventive di sicurezza nei cantieri, il governo si ingegna su provvedimenti ai limiti della decenza sociale, come le impronte dei bimbi rom. E preoccupanti dichiarazioni di ministri parlano di ammorbidire le sanzioni per i datori di lavoro che violano le norme di sicurezza sul lavoro. Avevamo segnalato sin dalla prima riunione ministeriale del maggio 2007 che l´area degli appalti in Ilva poneva i problemi più seri. Purtroppo - conclude Vendola - a Taranto una lunga catena di frammentazione del lavoro significa deresponsabilizzazione delle imprese e più infortuni". Sulla stessa lunghezza d´onda la segreteria regionale di Rifondazione Comunista che appoggia la scelta dello sciopero.

"Quante volte ancora bisogna dire basta per fermare la strage di vite umane? " si domandano le segreterie di Cgil, Cisl e Uil Puglia. "Disciplina degli appalti, piani di sicurezza, organizzazione del lavoro, applicazione delle norme contenute nel Testo Unico, devono diventare oggetto di un confronto con l´azienda. Lo sciopero - si legge in una nota congiunta - è la giusta risposta dei lavoratori che reclamano il diritto di lavoratore senza rischiare la vita". "Di giornata triste per la terra ionica parla il deputato tarantino del Pd Ludovico Vico che unisce nel suo commento la tragedia all´Ilva a quella del militare tarantino deceduto dopo essere precipitato con un elicottero della Marina. "C´è un file rouge quello che unisce queste due vittime - afferma Vico - e che deve porre ancora una volta all´attenzione istituzionale l´ineluttabile questione della sicurezza sul lavoro". L´Ilva, infine, esprime il proprio cordoglio alla famiglia dell´operaio, ed annuncia un´indagine interna per chiarire l´accaduto ed accertare le cause.
 

Fonte: La Repubblica - Bari

 

 

Benevento, sicurezza sul lavoro: il Centro Cantieri di Gratuità organizza 2 seminari

Il Centro Servizi per il Volontariato “Cantieri di Gratuità” di Benevento ha promosso due seminari formativi in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli incontri sono previsti per venerdì 11 luglio dalle 16 alle 20 presso lo Sportello Territoriale della Valle Telesina con sede a Frasso Telesino in via Fosso e sabato 12 luglio dalle 9 alle 13 presso la sede del CESVOB al Viale Mellusi.

I seminari si rivolgono ai rappresentanti legali e alle figure responsabili delle Associazioni di volontariato. Il seminario sarà condotto da Nicola De Rosa, funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Lodi e consulente di importanti associazioni nazionali.

Le domande di iscrizione al corso che si svolgerà a Benevento dovranno essere presentate alla segreteria del CESVOB entro martedì 8 luglio. Per l’appuntamento che si svolgerà a Frasso Telesino, le domande dovranno, invece, essere presentate alla sede dello stesso Sportello Territoriale della Valle Telesina, sempre, entro martedì 8 luglio.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del CESVOB all’indirizzo www.cesvob.it
 

 

 

Marrazzo: in prima linea per ridurre le morti sul lavoro.

La Giunta Regionale del Lazio ha istituito una direzione per la sicurezza sul lavoro.


''Le morti bianche non sono bianche ma macchiate di rosso del sangue''.- ha detto oggi il Presidente Piero Marrazzo intervenendo all’assemblea annuale dell’Acer. Come Regione stiamo facendo la nostra parte: la Giunta proprio ieri,infatti, ha istituito una direzione per la sicurezza sul lavoro presso l’assessorato alla Sanità e ha invitato i presenti a condividere il pensiero che non si può trarre profitto cercando margini sulla sicurezza sul lavoro. L’impegno profuso in questi anni è servito a ridurre gli incidenti mortali nell’edilizia del 20% - ha proseguito Marrazzo - ma occorre fare di piu e dunque ben venga la proposta avanzata dal Presidente dell’Acer Giancarlo Cremonesi di espellere dal sistema associativo le imprese che non rispetteranno le norme fondamentali sulla sicurezza e sul lavoro regolare".

Sul tema dei ritardi di pagamento degli stati d'avanzamento per le opere finanziate dalla Regione, sollevato dal presidente dell’ Ater il presidente della Regione Lazio ha chiarito: "La grande richiesta che faccio al Governo ancora una volta è che sblocchi i 5 miliardi di trasferimenti dovuti alla Regione Lazio. Abbiamo ancora pochi giorni poi la cassa non reggerà più. Ho detto al Governo che noi pensiamo che non ci siano le condizioni per il commissariamento in ogni caso occorre decidere e soprattutto dare il via ai trasferimenti altrimenti non saremo in grado di onorare i trasferimenti nei confronti degli enti locali, come Comune e Provincia di Roma. Solo così saremo in grado di rimetterci in moto".

Il presidente Marrazzo ha poi indicato il motore dello sviluppo nel Lazio nelle infrastrutture riguardanti energia, rifiuti e mobilità con grandi occasioni in cui bisogna credere per cogliere l’obiettivo: l’aeroporto di Fiumicino che può arrivare a 50 milioni di passeggeri nel 2020 alle grandi potenzialità del porto di Civitavecchia a cui va affiancato Fiumicino per il traffico turistico e quello da diporto, l‘aeroporto di Viterbo dedicato ai voli low cost, la Civitavecchia- Viterbo che completa il collegamento fra Adriatico e Tirrenorilanciato dalla Regione dopo un fermo trentennale.e la Roma–Latina.

Per tutto ciò sarà necessaria una grande attenzione all’ambiente ma anche un assetto istituzionale che superi le vecchie logiche Comune, Provincia e Regione al di là delle diverse colorazioni politiche devono lavorare insieme e trovare soluzioni al servizio dei cittadini.

 

Fonte: Sala Stampa Regione Lazio

 

 

Città di Parma, la Cgil accusa: "Indagato sul letto di morte"
La Cgil s'indigna per l'avviso di garanzia che ha raggiunto Leonardo Carrara, artigiano rimasto gravemente ustionato nell'incendio della clinica, quando era in fin di vita. Poi annuncia: "Ci costituiremo parte civile perché parlando con i lavoratori sono emersi, in tempi anche recenti, episodi preoccupanti sotto il profilo della sicurezza"
L'ultima beffa: raggiunto da un avviso di garanzia poche ore prima di morire. Un atto dovuto che però stupisce la Cgil: "Era proprio necessario?". E mentre proseguono le indagini della magistratura, il sindacato annuncia che si costituirà parte civile perché parlando con i lavoratori sono emersi episodi preoccupanti "anche in tempi recenti" sotto il profilo della sicurezza.


Leonardo Carrara è morto durante la notte (intorno alle 2) nel suo letto d'ospedale. L'uomo, che aveva ustioni profonde su circa il 90 per cento del corpo ed era in coma farmacologico, è deceduto per arresto cardiaco. Leonardo, avvolto dalle fiamme, aveva tentato di salvarsi gettandosi in una fontana.

Nel frattempo proseguono le indagini per accertare le responsabilità. Un fascicolo sulla esplosione della lampada alogena, avvenuto intorno alle 9.15 in un magazzino accanto a una sala operatoria al secondo piano, è stato aperto dalla Procura. Il bilancio dell' incendio è pesante: 1 morto e oltre venti feriti. Sono quattro le persone che erano state iscritte dal pm Francesco Gigliotti nel registro degli indagati: l'operaio ustionato deceduto la scorsa notte, i due responsabili dei lavori e il titolare della ditta costruttrice. Si tratta di un atto dovuto per proseguire nell'inchiesta, in cui la clinica rappresenta la parte lesa. Non è escluso che nei prossimi giorni possa aumentare il numero degli indagati.

Le indagini, oltre a chiarire la dinamica dell'incidente, dovranno accertare se vi siano state violazioni delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Per questo è stata interessata la medicina del lavoro.

"Un altro lavoratore è morto svolgendo il proprio compito. Questo stillicidio sembra davvero senza fine, ma dobbiamo pur trovare il modo di invertire questa rotta perversa", commenta Paolo Bertoletti, segretario generale della Cgil di Parma, che si è detto colpito dal fatto che ad una persona in fin di vita sia giunto, da parte della Magistratura, pur se dovuto come atto formale, un avviso di garanzia. "Mi sembra quanto meno un gesto di cattivo gusto, mi chiedo se non sarebbe stato possibile aspettare - precisa - Certo, da dichiarazioni fatte da lavoratori della Città di Parma, che abbiamo ritenuto degne di approfondimenti tanto da dirottare alle autorità competenti, nella clinica sono accaduti in tempi anche recenti episodi preoccupanti sotto il profilo della sicurezza. Anche per questo il sindacato ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile, una decisione che permetterà peraltro di nominare esperti di parte, che saranno incaricati non solo di fare valutazioni sul gravissimo episodio dei giorni scorsi ma più in generale di verificare i sistemi di sicurezza della struttura".

"Siamo costretti a intraprendere questa strada – conclude Bertoletti – anche a causa delle pessime relazioni sindacali che caratterizzano la Città di Parma e che non permettono una partecipazione adeguata dei rappresentanti dei lavoratori alle scelte che riguardano questi ultimi. Anche da questo gravissimo fatto si conferma, purtroppo, la necessità di procedere con il confronto sulla nostra piattaforma unitaria per difendere l'incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori di Parma".

 

Fonte: La Repubblica.

 

01/07/2008

 

Privacy: autocertificazione e modalità del DPS

Autocertificazione e modalità del Documento Programmatico della Sicurezza: le novità del Decreto Legge 112 e le procedure semplificate indicate dal Garante per la protezione dei dati personali.

Nuove procedure semplificate per la gestione dei dati personali da parte delle aziende: con il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008, all’art. 29 (Trattamento dei dati personali) in esso contenuto, sono state adottate delle nuove procedure con l’introduzione dell'autocertificazione e la previsione di emanazione di un nuovo provvedimento che delinei delle modalità semplificate di redazione del Documento Programmatico della Sicurezza (DPS) per "i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e l'unico dato sensibile è costituito dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti". Con la clausola che, se qualora il decreto di definizione delle procedure semplificate non venisse adottato entro il termine indicato, la disciplina dell’autocertificazione si applicherà anche a tutti i soggetti che avrebbero dovuto rientrare nelle procedure semplificate.

Le nuove procedure si affiancano a quanto già previsto il 19 giugno 2008 da una serie di prescrizioni del Garante per la protezione dei dati personali in cui sono stabilite alcune “Semplificazioni di taluni adempimenti in ambito pubblico e privato rispetto a trattamenti per finalità amministrative e contabili”.

Per il DPS, congiuntamente al provvedimento sulla semplificazione, il Garante ha segnalato alle competenti autorità di Governo l'opportunità di apportare anche una modifica al Codice in materia di protezione dei dati personali con riferimento alla disciplina delle misure minime di sicurezza e al documento programmatico, per contemperare meglio l'applicazione delle necessarie cautele di sicurezza dei dati e dei sistemi con l'esigenza di adattarle alle attività che, specie presso piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani, vengono svolte in relazione ad attività di corrente gestione amministrativa e contabile.

In tale prospettiva, il Garante ha ipotizzato una modifica normativa dell'art. 33 del Codice, del seguente tenore:

"All'articolo 33 del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1-bis. Il Garante può individuare con proprio provvedimento modalità semplificate in ordine all'adozione delle misure minime di cui al comma 1, con riferimento ai trattamenti effettuati per correnti finalità amministrative e contabili, in particolare presso piccole e medie imprese, liberi professionisti e artigiani".".
 


Di seguito un estratto del Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008:

Art. 29.
Trattamento dei dati personali
1. All'articolo 34 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
«1-bis. Per i soggetti che trattano soltanto dati personali non sensibili e l'unico dato sensibile è costituito dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti senza indicazione della relativa diagnosi, l'obbligo di cui alla lettera g) del comma 1 e di cui al punto 19 dell'Allegato B è sostituito dall'autocertificazione, resa dal titolare del trattamento ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di trattare soltanto dati personali non sensibili, che l'unico dato sensibile è costituito dallo stato di salute o malattia dei propri dipendenti senza indicazione della relativa diagnosi, e che il trattamento di tale ultimo dato è stato eseguito in osservanza delle misure di sicurezza richieste dal presente codice nonché dall'Allegato B).».
2. Entro due mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, con un aggiornamento del disciplinare tecnico adottato nelle forme del decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con il Ministro per la semplificazione normativa, ai sensi dell'articolo 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono previste modalità semplificate di redazione del documento programmatico per la sicurezza di cui alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 34 e di cui al punto 19 dell'Allegato B al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 per le correnti finalità amministrative e contabili.
3. Qualora il decreto di cui al comma 2 non venga adottato entro il termine ivi indicato, la disciplina di cui al comma 1 si applica a tutti i soggetti di cui al comma 2.
4. All'articolo 38 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il comma 2 è sostituito dal seguente:
«La notificazione è validamente effettuata solo se è trasmessa attraverso il sito del Garante, utilizzando l'apposito modello, che contiene la richiesta di fornire tutte e soltanto le seguenti informazioni:
1) le coordinate identificative del titolare del trattamento e, eventualmente, del suo rappresentante, nonché di un responsabile del trattamento se designato;
2) la o le finalità del trattamento;
3) una descrizione della o delle categorie di persone interessate e dei dati o delle categorie di dati relativi alle medesime;
4) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati possono essere comunicati;
5) i trasferimenti di dati previsti verso Paesi terzi;
6) una descrizione generale che permetta di valutare in via preliminare l'adeguatezza delle misure adottate per garantire la sicurezza del trattamento.».
5. Entro due mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Garante di cui all'articolo 153 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 adegua il modello di cui al comma 2 dell'articolo 38 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 alle prescrizioni di cui al comma 4.

Fonte: PUNTO SICURO