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NEWS
Luglio 2008
      
Bari/ Brucia la fabbrica della Peroni.
Tre intossicati
Almeno due operai e un vigile del fuoco sono rimasti intossicati a Bari a
seguito di un incendio che ha distrutto il locale stabilimento della Peroni.
Non ci sono feriti gravi: ha funzionato il piano di evacuazione rapida e
tutti gli operai, non appena è scattato l'allarme, sono corsi nei punti di
raduno.
Sul posto stanno già operando tecnici dell’Arpa, l’agenzia regionale della
protezione ambiente della Regione Puglia, per stabilire la effettiva
pericolosità delle emissioni. Nello stabilimento si utilizzano malto,
luppolo ma anche ammoniaca.
In ogni caso la nube appare in progressivo dissolvimento, grazie anche ad un
residuo di quel vento di maestrale che negli ultimi giorni ha spirato sulla
costa sud adriatica.
DOMATE LE FIAMME - Per domare l’incendio è intervenuto anche un velivolo
Canadair della Protezione Civile: il liquido ritardante del velivolo e
l’intenso lavoro delle squadre dei Vigili de Fuoco del capoluogo pugliese si
sono resi necessari dopo che un silos di stoccaggio ha improvvisamente preso
fuoco, pare nel corso di lavori di manutenzione dove sarebbe stata usata una
fiamma ossidrica.
Rapidamente sei silos sui ventisette presenti nella fabbrica hanno preso
fuoco in rapida successione, dando luogo ad esplosioni che sono state
avvertite in tutta la zona a nord della città. Tutta la zona resta ora
transennata mentre dal Comune si fa appello agli abitanti perché restino
comunque in casa a finestre chiuse.
Fonte: affaritaliani.it
Sicurezza sul lavoro, lo Stato
intensifica i controlli
Dopo i numerosi incidenti e
morti sul lavoro, il Ministero ha intensificato i controlli da parte dell’Ispesl,
NAS ed ARPA presso tutte le attività di servizi di produzione ed attività
commerciali, in sostanza, laddove gli impianti elettrici o la messa a terra
possono mettere a rischio l’incolumità di qualsiasi persona.
Mentre precedentemente al DPR 462/01 le responsabilità per la sicurezza sul
lavoro non erano ben regolamentate, oggi il datore di lavoro ha la piena
responsabilità per gli eventuali incidenti; pertanto è tenuto a richiedere
verifica, biennale o quinquennale, ad Organismi autorizzati dal Ministero
delle Attività produttive.
Il datore di lavoro dovrà essere in possesso del verbale di verifica per
esibirlo in occasione di controllo.
Non sono valide, dunque, ai fini del DPR 462/01, le verifiche effettuate da
professionisti o da imprese installatrici poiché, per il conflitto
d’interesse, non possono essere controllori.
L’inosservanza all DPR 462/01 comporta gravi sanzioni di natura penale e
civili.
Fonte: agrigentoweb.it
VIAREGGIO - E' fuori pericolo l'operaio
caduto, L'Asl sta indagando sull'incidente
E' fuori pericolo Angelo Lo
Bello, l'operaio caduto da un ponteggio in Darsena. Intanto gli ispettori
del Servizio prevenzione degli infortuni sul lavoro dell’Asl stanno cercando
di ricostruire la dinamica dall'incidente. Secondo quanto emerso, nessuno
avrebbe detto a Lo Bello di indossare un'imbracatura di sicurezza prima di
salire sul ponteggio
Viareggio, 25 luglio 2008 - Angelo Lo Bello sta meglio. E’ fuori pericolo,
ma la strada della guarigione è ancora lunga. Le fratture e le ferite
rimangono. E fanno male. Da ieri comunque il 21enne operaio caduto dal
ponteggio in un cantiere dell’area del Polo Nautico è stato trasferito dal
reparto di rianimazione in ortopedia.
Il ragazzo ha potuto parlare con gli ispettori del Servizio prevenzione
degli infortuni sul lavoro dell’Asl. A loro ha raccontato la dinamica
dell’incidente, anche se la ricostruzione presenta molti "non ricordo" per
lo choc subito. I medici sono fiduciosi per il decorso ospedaliero:
preoccupano ancora le ferite alle vertebre ma non tanto per la mobilità
quando per il rischio che possano insorgere problemi respiratori.
Il ragazzo, dipendente della ditta Magi Ponteggi, ha anche parlato con una
sindacalista. Poche parole. Però importanti, a cominciare dalla
ricostruzione dell’incidente, il fatto che lui da terra sia salito sul
ponteggio, per sistemare una copertura in nylon, un lavoro che sarebbe
dovuto durate pochi minuti. Ma prima di salire nessuno gli aveva detto che
avrebbe dovuto indossare un’imbracatura di sicurezza.
"Tutte parole che confermano - ha sottolineato Lamberto Pocai, segretario
versiliese della Fiom Cgil - ciò che abbiamo detto e sostenuto pochi minuti
dopo l’incidente: il ragazzo lavora da due anni ma non mai mai avuto una
formazione specifica sul tipo di lavoro che deve svolgere". Insomma, una
formazione fai-da-te, imparandola sul campo, a contatto con i colleghi. "Ma
non è così che si fa, che si sviluppa la cultura della sicurezza sui luoghi
di lavoro" ha ribadito Pocai.
L’inchiesta è curata dal Servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro
dell’Asl Viareggio. "Nei prossimi giorni - ha spiegato il responsabile
dell’unità operativa, il dottor Giuliano Angotzi - riferiremo all’autorità
giudiaria". E’ scontato che fra qualchge giorno ci potranno essere anche
persone iscritte sul registro degli indagati: un atto dovuto e di garanzia,
soprattutto per chiarire i profili di responsabilità nell’incidente di
Angelo Lo Bello. Anche gli uomini del commissariato hanno effettuato rilievi
e controlli ma come ha spiegato il dirigente Leopoldo Laricchia "si è
trattato soltanto di lavoro di supporto agli ispettori dell’Asl".
Ovviamente il giorno dopo l’angoscioso infortunio sul lavoro, il dibattito
politico sul Polo Nautico e più in generale sulle condizioni di lavoro nei
cantieri della Darsena ha tenuto banco. "Appalti e sub-appalti - ha
sottolineato il segretario di Rifondazione Comunista, Roberto Alessandrini -
sono diventati la regola e controlli vengono vanificati. E’ il momento di
rivedere tutti i criteri con i quali vengono concessi gli spazi demaniali e
comunali. E’ l’ora che il Comune si doti di un gruppo di vigilanza e di
controllo veramente efficace, che intervenga prima, urante e dopo la
concessione delle autorizzazioni. Bisogna avere il coraggio di revocare le
concessioni a chi si dimostra indaffidabile".
Ugualmente per la linea dura anche Paolo Puccinelli, segretario comunale del
Pdci: "Occorre rivedere realmente i criteri e i parametri per l’assegnazione
e l’utilizzo delle aree demaniali: nella nostra città non possono esistere
luoghi impermeabili ad ogni regola e insensibile al tessuto sociale e civile
che le circondano".
"Non è comprensibile - ha concluso Massimo Braccini, segretario generale
della Fiom-Cgil - che si possa andare avanti con questo modello distorto che
rischia di mettere a rischio, nel medico lungo periodo, anche lo stesso
futuro del settore. C’è la necessità di cambiare registro, di voltare
pagina, il sindacato non può accettare questa situazione".
Fonte: lanazione.ilsole24ore.com
Lavoro ''sicuro'' in Vaticano
La sicurezza e la prevenzione
sul lavoro, un tema tristemente noto in Italia per il ripetersi continuo di
incidenti e 'morti bianche', è seguita e applicata anche in Vaticano.
Attraverso l'inaugurazione, nei giorni scorsi, dei locali del Servizio per
la Salute dei lavoratori, comincia a essere attuata nel piccolo Stato della
Città del Vaticano la legge LIV, promulgata a fine 2007.
Il Servizio si compone di un'unità operativa ed è formata da un medico, da
un ingegnere, da un ufficiale dei vigili del fuoco e da un funzionario.
All'apertura dei nuovi uffici, che si trovano al quarto piano del Palazzo
del Governatorato e che sono stati inaugurati dal cardinale Giovanni Lajolo,
farà seguito il regolamento applicativo, che è stato definito ed entrerà in
vigore a breve.
Lo ha reso noto il neo direttore del Servizio, il giudice Gianluigi Marrone,
con un'ampia intervista rilasciata all'Osservatore Romano. La sicurezza sul
lavoro è un tema a cui il foglio vaticano è particolarmente sensibile. Tra
l'altro, la campagna quotidiana contro le 'morti bianche', che il giornale
sosteneva con convinzione, ebbe il plauso del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano.
Nell'intervista, il neo direttore ha fatto il punto sulla situazione attuale
e ha anche annunciato alcune novità. Vediamole. Prima di tutto, Marrone ha
chiarito l'essenza del nuovo regolamento. Si tratterà di un testo-quadro che
darà attuazione ai principi fissati dalla legge, seguendo, fin dove
possibile la normativa italiana di riferimento, nel solco della dottrina
sociale dei Papi sul lavoro e le condizioni dei lavoratori. Ma apporterà
anche qualcosa di più. Tenendo conto della peculiare realtà di lavoro in cui
operano i dipendenti vaticani, il regolamento insisterà molto sulla
formazione dei lavoratori.
"Cercheremo di attuare una politica educativa delle persone" – ha detto
Marrone. "Anzichè minacciare sanzioni, anche penali, cerchiamo di incidere
nell'alveo dell'acquisizione dei valori, di una propagazione delle idee
della tutela del valore e della dignità del lavoratore".
Inoltre – ha proseguito il direttore – il regolamento fisserà il principio
che le norme sulla sicurezza dovranno coinvolgere anche il personale di
ditte esterne, che sarà soggetto ai controlli degli ispettori vaticani, sia
dentro le Mura Leonine che negli immobili extraterritoriali; prevederà una
sorta di vademecum con tutte le norme da rispettare, che sarà consegnato ai
lavoratori e alle loro amministrazioni, nonché la predisposizione di un
documento di valutazione dei rischi, che sarà realizzato dai singoli
dicasteri vaticani, al cui interno sarà nominato un responsabile della
sicurezza.
Infine, novità per le donne in maternità e per le persone con disabilità.
Per le mamme, afferma Marrone, saranno allestiti degli idonei locali, una
sorta di asili nido, per le loro necessità di allattare i loro piccoli. Per
i lavoratori disabili sarà riservata un'attenzione specifica per favorire il
loro accesso ai luoghi di lavoro.
Fonte: korazym.org
Regione, contributo di 20-30 mila euro a
ogni famiglia delle vittime sul lavoro altri 23 milioni per il contrasto
alla povertà
Contrasto alla povertà e
interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime di incidenti sul
lavoro: erano stati due dei passaggi fondamentali durante la discussione
della finanziaria regionale, indispensabili per il voto favorevole al
documento contabile di tutta la maggioranza. Per la sicurezza sul lavoro si
era espresso anche il consiglio regionale, con una legge ad hoc licenziata
praticamente all'unanimità il 30 maggio. Nel corso dell'ultima seduta, la
giunta ha approvato gli indirizzi attuativi per il testo dell'assemblea: su
proposta dell'assessore regionale Romina Congera, l'esecutivo ha stabilito
criteri e modalità per l'erogazione degli aiuti economici.
Il contributo, compreso fra i 20mila e 30mila euro, sarà erogato una tantum
a favore dei familiari superstiti del lavoratore deceduto per un infortunio
sul lavoro. «Sarà concesso», spiega Congera, «qualsiasi siano la natura e la
tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima e
prioritariamente nel caso in cui la stessa risulti priva della copertura
assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali». L'assegnazione, su richiesta, sarà a beneficio del coniuge
superstite o dei figli, degli ascendenti, dei fratelli e delle sorelle, e
dei conviventi anche senza prole dei lavoratori sardi deceduti a causa di
incidente sul lavoro. Gli stessi benefici sono previsti anche per i
familiari dei lavoratori comunitari ed extra-comunitari che lavorano nelle
aziende dell'isola.
La richiesta, che dovrà essere corredata dall'autocertificazione, sarà
esaudita entro venti giorni con procedura d'urgenza: in capo all'assessorato
del lavoro il diritto di effettuare gli accertamenti. L'importo, per un
massimo di 30mila euro, sarà fissato in base alle condizioni sociali ed
economiche del nucleo familiare degli aventi diritto: calcolati con
riferimento agli indicatori Isee, cioè il parametro “Indicatore di
Situazione Economica Equivalente”, strumento che permette di misurare la
condizione economica delle famiglie.
Due milioni e mezzo le risorse stanziate per il 2008, un milione per gli
anni sucessivi: nel primo anno di attuazione la dotazione finanziaria è
destinata a interventi per infortuni mortali avvenuti in questi primi sette
mesi del 2008 e nel 2007: rispettivamente, 13 e 33.
Sull'altro fronte, quella del contrasto alle povertà, la giunta ha approvato
in via definitiva la seconda annualità del programma per la realizzazione di
interventi destinati alle persone e alle famiglie prive di reddito. Sette i
principi ispiratori: dalla «presa in carico globale della persona e della
famiglia» alla promozione delle capacità individuali e familiari «ai fini
del reinserimento sociale delle persone»; dalla temporaneità dell'intervento
fino «al superamento della fase di emergenza» al ruolo attivo degli enti
locali «nella valutazione delle situazioni di necessità e nella gestione
degli interventi»; dalla valorizzazione del volontariato e della
cooperazione sino all'integrazione «con gli interventi di inserimento
sociale, lavorativo e formativo», sino al cofinanziamento comunale.
La Regione fa la sua parte, con uno stanziamento di quasi 23 milioni di
euro: 22 vengono da risorse regionali, 940mila da fondi statali. Soldi utili
per finanziare tre linee di intervento. La prima, con una dotazione di 15
milioni di euro, mira al sostegno economico diretto: con l'erogazione di un
sostegno economico non superiore a 350 euro mensili e per un massimo di sei
mesi, finalizzati all'abbattimento dei costi dei servizi essenziali come
energia elettrica, gas, rifiuti solidi urbani, da ripartire tra i Comuni
della Sardegna per il 10 per cento in parti uguali e per il 90 per cento in
relazione alla popolazione. La seconda linea, con uno stanziamento di quasi
6 milioni di euro, è individuata per le famiglie con almeno quattro figli e
in difficoltà economiche: previsti un contributo non superiore ai 4mila euro
l'anno.
L'ultimo intervento, finanziato con 2 milioni di euro, è dedicato persone,
gruppi e famiglie che soffrono la mancanza di beni primari come il cibo,
l'abitazione, il vestiario e in condizioni di preoccupante isolamento
relazionale: le risorse saranno ripartite tra gli ambiti territoriali Plus
in relazione ai progetti "Né di freddo né di fame" che saranno presentati
entro il 30 settembre 2008.
Fonte: altravoce.net
MOLFETTA. Operazione dei carabinieri per
la sicurezza sul lavoro
I Comandi Provinciali di Bari,
Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, sotto la direzione del Comando Regione
Carabinieri "Puglia" ed in stretta collaborazione col personale ispettivo
delle Direzioni Provinciali del Lavoro e della Direzione Regionale del
Lavoro della Puglia hanno attuato negli ultimi tre giorni una mirata
attività di indagine ed ispettiva ambito "Programma Sicurezza 2008"
principalmente nei confronti di numerose aziende operanti nel settore edile.
L´operazione, disposta a seguito dei recenti episodi delle cosiddette morti
bianche e degli infortuni sul lavoro, verificatesi su tutto il territorio
nazionale, ha avuto come obiettivi la verifica del rispetto della vigente
normativa in materia di prevenzione degli infortuni, sicurezza, igiene
ambientale, tutela della salute nonché il contrasto del fenomeno del lavoro
sommerso, dello sfruttamento dei minori e degli stranieri assunti
irregolarmente.
L´attività, finalizzata anche alla prevenzione e repressione dei reati in
genere e che ha visto impiegati 886 carabinieri, 419 veicoli, due elicotteri
e due natanti, ha consentito di raggiungere rilevanti e soddisfacenti
risultati.
Nel settore edilizio, infatti, 174 sono stati i cantieri controllati di cui
1 sottoposto a sequestro, 43 le denunce a piede libero per reati inerenti in
particolare la violazione della normativa antinfortunistica e sui rapporti
di lavoro, 106 le violazioni alle norme sulla sicurezza del lavoro accertate
per un importo contravvenzionale pari a 116 mila euro.
Le attività effettuate in contrasto alla criminalità hanno portato 48
arresti, di cui 15 in flagranza, 18 su ordine di custodia cautelare e 15 i
provvedimenti di carcerazione, 57 denunce in stato di libertà per diversi
reati e il sequestro di 3 chili di droga.
Fonte: ilfatto.net
FOGGIA - Cantieri edili: controlli
straordinari in Capitanata
60 cantieri controllati, di cui
2 sequestrati; 32 violazioni rilevate di cui 13 a carattere penale e 19 a
carattere amministrativo. Ma anche elevate sanzioni amministrative per un
valore totale di 37500 euro ed infine denunciate all'autorità giudiziaria 10
persone. Questo il bilancio servizio straordinario di controllo ai cantieri
edili di tutta la Capitanata attuato Carabinieri del Comando Provinciale di
Foggia coadiuvati dal personale del NIL - Nucleo Ispettorato del Lavoro.
Nello specifico sono state rilevate infrazioni in 4 cantieri edili di San
Severo e più precisamente in Via De Fazio, in Via Tondi ed in via Togliatti,
dove sono state rilevate 11 contravvenzioni per mancato uso del casco
protettivo, 3 contravvenzioni per mancato uso delle scarpe antinfortunistica
e 2 per mancata copertura degli spuntoni di ferro con tappeti. A Cerignola
sanzionati 3 cantieri: in Via Toscana per il mancato uso - da parte di
cinque operai - del casco protettivo; mentre in località Torricelli dove
sono in corso lavori per la costruzione di una palazzina per civile
abitazione e per la realizzazione di un ipermercato sono state denunciate 2
persone perchè si stavano eseguendo lavori ad altezza superiore a 3 metri
senza adottare adeguate impalcature o ponteggi che evitano eventuali cadute.
Anche a San Marco in Lamis sono stati sanzionati due cantieri in Via De
Gasperi per aver impiegato 3 operai in nero di cui uno minorenne. Denunciato
in stato di libertà del datore di lavoro. Scoperto operaio in nero anche nel
cantiere in via De Filippo. Controlli a tappeto anche a Casalnuovo
Monterotaro dove sono state denunciate 5 persone per aver iniziato a
costruire, nel centro abitato, due palazzine per abitazione civile in
difformità del progetto depositato presso l'Ufficio Tecnico Comunale. Anche
a Volturara Appula è stata denunciata una persona per aver iniziato la
costruzione, in località San Vito, di un immobile senza il relativo
permesso. In conclusione a Mattinata denunciato imprenditore che aveva
occupato un operaio in nero e elevata una contravvenzione di 7500 euro per
violazioni in materia di sicurezza dei lavoratori.
Fonte: teleradioerre.it
URBANI CAPOGRUPPO COMMISSIONE INCIDENTI
LAVORO
La Commissione è lo strumento che il parlamento utilizzerà per monitorare
la situazione della sicurezza nei luoghi di lavoro
La senatrice Ada Spadoni Urbani è stata nominata capogruppo della
delegazione dei senatori del Pdl nella Commissione parlamentare di inchiesta
sugli infortuni sul lavoro. “E' un onore ed un impegno - ha commentato la
Urbani - partecipare con questo importante incarico, segno della fiducia dei
colleghi del Pdl. Le morti bianche - ha aggiunto - vanno sconfitte con una
rivoluzione culturale di cui c'è grande bisogno e attraverso la
collaborazione di tutti i soggetti interessati. Credo che la strada giusta
sarà quella di far capire che la sicurezza è un vantaggio per tutti, che le
morti e gli incidenti sul lavoro – ha concluso la senatrice - possono essere
ridotti in maniera notevole con un'azione positiva di educazione e di
incentivi”.
Fonte: terninrete.it
"Inghiottito dal dirupo con l'albero"
Odissea per soccorrere l'operaio
Al termine delle difficili
operazioni di recupero purtroppo Gheorghita Arsenoaia è deceduto, ancor
prima di salire sull'elicottero del 118. Il ragazzo era residente a Santa
Fiora, aveva 27 anni, una moglie e due figli. Il medico del 118 per
soccorrere l'uomo si è calato dall'elicottero con un verricello
Grosseto, 24 luglio 2008 - Col
fiato sospeso hanno atteso che lo portassero in salvo. Ma al termine delle
operazioni di recupero, Gheorghita Arsenoaia è deceduto, prima di salire
sull’elicottero del 118 che lo avrebbe trasportato in ospedale. Il collega,
che ha chiamato i soccorsi, e gli altri, accorsi nel punto in cui quel bosco
sembrava aver inghiottito il giovane tagliaboschi. Tutti hanno seguito le
operazioni di recupero, rese terribilmente difficili dalla zona impervia in
cui si è consumata la tragedia di ieri. Ancora un incidente sul luogo di
lavoro, per la provincia che in Toscana si conferma la pecora nera su questo
fronte.
Di origine rumena, da tempo residente a Santa Fiora, Gheorghita aveva 27
anni, una moglie e due figli. Ieri intorno alle 13 stava lavorando nella
zona delle Macchie di Arcidosso, vicino all’agriturismo Rondinelli. Stava
tagliando un abete, quando il tronco dell’albero gli è caduto addosso,
colpendolo alla testa e in altre parti del corpo. Il tronco è rotolato giù,
lungo una ripida pendenza, falciando altre piante, e travolgendo il giovane,
che è finito a venticinque metri dal punto in cui stava lavorando.
Pochi attimi, nel corso dei quali le ferite inflitte al corpo del giovane
tagliaboschi lo hanno lasciato tramortito. Lo straniero è rimasto immobile,
immerso nel bosco. In una zona che non ha consentito all’elisoccorso Pegaso
di tentare alcuna manovra per atterrare. Tanto che il medico del 118, per
prestare i primi soccorsi al tagliaboschi, si è calato dall’elicottero con
un verricello. Le condizioni del rumeno sono apparse da subito disperate.
Pegaso è riuscito ad atterrare in una radura, poco distante, ma l’uomo
doveva essere trasferito fin là con una barella spinale. Sono stati quindi i
vigili del fuoco ad aprire un varco nella fitta vegetazione, con motoseghe e
altri attrezzi, per consentire di trasportare la barella. Ma il giovane è
morto prima di essere caricato sull’elicottero. E il corpo ormai privo di
vista è stato portato all’obitorio dell’ospedale amiatino.
Era assunto da una ditta florovivaistica di Santa Fiora. Sul rapporto di
lavoro e sulla dinamica dell’incidente sono in corso ulteriori accertamenti
da parte dei carabinieri. Mentre i tecnici della medicina del lavoro della
Asl 9, coordinata dal professor Pietro Catalano, ovvero l’ingegner Giuliano
Savelli, e i tecnici della prevenzione Roberto Pisaneschi e Paolo Rabazzi,
stanno verificando le condizioni sulla sicurezza del luogo di lavoro. Il
sostituto procuratore Rosa Valotta ha infine disposto l’atopsia, per
ottenere ulteriori riscontri.
Fonte: lanazione.ilsole24ore.com
Una carovana per il lavoro sicuro
Mercoledì 30 luglio, sala stampa
della Camera dei Deputati, ore 13. E' questo l'appuntamento per la
presentazione della Carovana Bianca, l'iniziativa messa in campo da Articolo
21, sindacati, associazioni e movimenti e coordinata da Cesare Damiano per
sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sicurezza sul lavoro. Sarà
un viaggio unito ad iniziative che coinvolgono il mondo del cinema (la
carovana sarà anche alla Mostra di Venezia grazie all'attenzione di Marco
Muller al tema del lavoro affrontato nel cinema), del teatro, della musica e
del giornalismo italiano che toccheranno i luoghi della memoria. Da Campello
sul Clitumno a Torino a Marghera a Ortezzano. Luoghi simbolo dei "martiri"
del lavoro.
Alla stampa verrà pèresentata l'iniziativa, le adesioni e le prime tappe di
un percorso che durerà da settembre fino alla fine dell'anno. L'obiettivo?
Ridurre ulteriormente, grazie ad una sensibilizzazione forte dell'opinione
pubblica, il numero di infortuni, invaliti e morti anche in questo 2008,
trasfromando il nostro paese, in Europa, da maglia nera a maglia bianca
della sicurezza.
Presenti alla conferenza stampa, insieme a Cesare Damiano e Giuseppe
Giulietti, il mondo della politica, del sindacato e della cultura italiana.
UNA CAROVANA PER IL LAVORO SICURO
Nelle aziende, ogni giorno, avvengono incidenti e infortuni mortali e il
lavoro provoca malattie professionali. Nel 2006, secondo i dati dell’INAIL,
sono morte sul lavoro 1341 persone. Nel 2007 ne sono morte 1210, con una
diminuzione di quasi il 10%.
Nonostante questo miglioramento, anche frutto della lotta al lavoro nero,
alla precarietà e grazie alle nuove norme contenute nel Testo Unico su
“Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro” (Decreto Legislativo n. 81) voluto
dal Governo Prodi , stentiamo a raggiungere gli obiettivi di abbattimento
del rischio, fissati dall’Europa. Dietro alle statistiche, per loro natura
aride, esistono persone, famiglie, volti; con il loro carico di sofferenze,
di improvvisi vuoti esistenziali, di smarrimento.
Il tema del lavoro e dell’integrità psicofisica delle persone stenta ad
affermarsi nel dibattito politico e sociale, nel mondo della comunic azione
e della cultura. Vengono enfatizzati i casi più eclatanti, ma si dimentica
la realtà quotidiana, quando questa è lontana dai riflettori.
Il nostro appello, invece è
PER NON DIMENTICARE
Non semplicemente attraverso una denuncia, ma con precise richieste alle
forze politiche, sociali, della cultura e dell’informazione:
NON ABBASSARE LA GUARDIA NELLA LOTTA CONTRO IL LAVORO NERO E LA PRECARIETA’.
APPLICARE, GESTIRE E MIGLIORARE LE NORME CONTENUTE NEL PROTOCOLLO SUL
WELFARE DEL 23 LUGLIO 2007 E NEL TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA NEI
LUOGHI DI LAVORO.
ATTUARE LA DELEGA SUI LAVORI USURANTI ENTRO IL 31 DICEMBRE 2008.
PROMUOVERE UNA GRANDE CAMPAGNA MEDIATICA PER UNA CULTURA DELLA PREVENZIONE.
Per dare senso e concretezza alla nostra battaglia vogliamo promuovere una
CAROVANA PER IL LAVORO SICURO che colleghi idealmente i luoghi segnati da
eventi tragici per la storia del lavoro: Fossano , Campello sul Clitunno ,
Molfetta , Marghera , Torino, Mineo , Casale … Percorriamo insieme questi
luoghi con eventi, dibattiti, manifestazioni capaci di mettere insieme i
lavoratori, le forze politiche, sociali, culturali e dell’informazione.
LA SALUTE E LA SICUREZZA SONO UN DIRITTO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.
PER UNA VERA CIVILTA’ DEL LAVORO, DIFENDIAMO E APPLICHIAMO LE LEGGI
ESISTENTI. IL LAVORO E’ VITA.
Articolo 21- Beppe Giulietti, Cesare Damiano.
ACLI, ARCI, LIBERA, Tavolo della Pace, FNSI, ANAC, Comitato Nazionale per la
libertà d’informazione Con la partecipazione di CGIL, CISL, UIL.
Hanno aderito Registi, giornalisti, deputati
Fonte: articolo21.info
Smonta le luminarie e cade da una scala,
ferito operaio
È in serie condizioni, ma non in
pericolo di vita l’operaio di scorrano precipitato da una scala in piazzetta
Tancredi. L’uomo, insieme ai suoi colleghi, stava smontando le luminarie
accese in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Carmine.
L’incidente è avvenuto ieri intorno alle ore 13:30. Salvatore Botrugno,
operaio 43enne, di Scorrano, era in cima ad una scala per smontare i pali
che hanno illuminato piazza Tancredi in occasione della festa della Madonna
del Carmine. Qualcosa ha fatto perdere l’equilibrio all’uomo che è
precipitato violentemente per terra da un’altezza di 5 metri. Soccorso dai
colleghi, l’uomo è stato portato all’ospedale “V.Fazzi” di Lecce, dove i
medici gli hanno riscontrato una lesione all’addome, una frattura sul lato
sinistro del bacino, contusioni craniche e un trauma al braccio sinistro. Il
43enne sarà operato per ristabilire la funzionalità del bacino; guarirà
entro quaranta giorni. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche gli
agenti della Questura di Lecce, che hanno avviato le indagini per stabilire
se sul luogo di lavoro venissero osservate le norme di sicurezza.
Fonte: ilpaesenuovo.it
VITERBO - Agricoltura firmato il
contratto
«Un ulteriore, importante
passo nel positivo sviluppo delle relazioni sindacali nel settore agricolo
ed una equilibrata risposta alle esigenze delle imprese e di questa
indispensabile categoria di dipendenti». È questo il commento del presidente
della Confagricoltura Viterbo e Rieti, Luigi Pasqualetti, dopo l'accordo
raggiunto ieri per il rinnovo del contratto provinciale degli operai
agricoli e florovivaisti della provincia di Viterbo.
Si tratta di un contratto che
riguarda circa 5.000 operai occupati nelle aziende agricole viterbesi e che
sancisce, con un aumento del 6% delle retribuzioni, un riconoscimento del
ruolo da questi svolto nelle aziende.
«Nel complessivo quadro economico, non solo agricolo — prosegue il
presidente Pasqualetti — l'accordo raggiunto, dopo un serrato e costruttivo
confronto con le Organizzazioni sindacali, conferma l'equilibrio che da
tempo connota il settore nella gestione delle problematiche contrattuali».
Rilevante nel confronto con le rappresentanze sindacali è stata la volontà
delle parti di mettere in atto tutte quelle misure per il miglioramento
delle condizioni di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro anche
attraverso corsi di formazione riservati ai dipendenti tramite la cassa
extra-legem.
Fonte: iltempo.ilsole24ore.com
Luca Sani interviene dopo l‘ennesima
morte sul lavoro
“Subito i decreti attuativi
della nuova normativa sulla sicurezza sul lavoro”
“Ancora un morto sul lavoro, ed
ancora un lavoratore extracomunitario.
La sicurezza sul lavoro – afferma Luca Sani - continua ad essere
un’emergenza nazionale, che richiederebbe l’adozione immediata dei decreti
attuativi della riforma della normativa nazionale approvata all’inizio
dell’anno.
Mentre Governo e Parlamento sono stati impegnati per approvare a tappe
forzate il “Lodo Alfano” e le altre leggi salva premier.
Forse un altro lavoratore extracomunitario che muore, fa meno notizia ed
interessa meno certa politica. Tuttavia è un errore madornale continuare a
sottovalutare colpevolmente il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Non è infatti evitando di affrontare i nodi scomodi di questa emergenza, che
il sistema Paese recupererà produttività e competitività.”
“ Non è un caso – conclude Sani - che le economie trainanti dell’Unione
europea hanno un tasso di mortalità sul lavoro incomparabilmente più basso
dell’Italia.
Questo problema riguarda tutti quanti, non solo alcune categorie di
lavoratori, in virtù del tipo di lavoro che svolgono o della loro
nazionalità.”
Fonte: maremmanews.tv
Duomo, operai al lavoro senza protezioni
Privi di caschetto di protezione e cintura, impegnati nel restauro delle
guglie a settanta metri d'altezza
MILANO - Che li protegga la Madonnina. Almeno lei, se non altro perché è
così vicina. Alla (loro) sicurezza, loro non ci badano. Men che meno il
capocantiere del restauro della cattedrale e i colleghi che lavorano giù
terra e li vedono, lì, in sospeso, in paurosa sospensione. Men che meno
ancora ci bada la Veneranda Fabbrica del Duomo, che il restauro lo governa.
Niente. I caschetti lasciati a casa, le imbracature rinviate a data da
destinare, gli scarponcini antinfortunistica rimasti in macchina, nel
bagagliaio. Niente. Se non fossero appiccicati alle guglie con seghe e
martelli, a camminare sui ponteggi, salire e scendere le scale, ecco, mica
parrebbero muratori: una camicia, un paio di pantaloni normali, qualcuno in
scarpe da tennis. Gente qualunque che prende il metrò.
Altro che operai in verticale, a
una settantina di metri d'altezza. E poi fanno i tavoli in Prefettura. E
firmano accordi. E promettono controlli impietosi. E garantiscono multe
tremende per i titolari dei cantieri che non rispettano le norme. Ma quando
mai. Ma dove. È questa la vera emergenza sicurezza. Nella Milano pre-Expo
che aprirà scavi ed erigerà edifici ovunque, la tutela dei lavoratori, foss'anche
minima e comunque prevista dalla legge, è l'ultima preoccupazione. Non
importa, non conta, non serve. Ricordate? La scorsa settimana, visita
guidata per la stampa a Santa Giulia per fare il punto sull'iter delle
costruzioni. Palazzi e ruspe, camion e cemento, e sempre da contorno
un'infilata di operai senza — di nuovo — caschetti, imbracature,
scarponcini.
Questi muratori che ballano sul
Duomo sfidando l'equilibrio — i piedi poggiati su travi ricurve, certi
movimenti che non s'azzarderebbe manco un navigato equilibrista da circo,
troppo rischiosi — sono stati osservati per tre giorni, a partire da
mercoledì scorso. L'ultima volta, l'altroieri, alle 11 di mattina. Stanno
su, si muovono, parlano, bevono un bicchiere d'acqua, s'arrampicano, sfidano
la morte. Son piccini a osservarli da terra, i muratori. Minuscoli. Non si
notano, e infatti nessuno li fissa. E chi si ferma a guardare, si perde
nella meraviglia della cattedrale ripulita, risistemata, tornata a
splendere. Manca una manciata di mesi, alla chiusura definitiva del
cantiere. Meno male. C'è un operaio su un ponteggio, apre la sbarra sul
parapetto, il parapetto è libero, non ha alcuna barriera, l'operaio si
china, si spinge in avanti, si sporge per comunicare con i colleghi di
sotto. Chissà se ha paura, l'uomo.
Fonte: corriere della sera
Sicurezza sul lavoro: 12 denunce dei
Carabinieri
Non osservano pausa i
continui controlli nei cantieri edili operati dai Carabinieri delle sezioni
appartenenti al Comando Provinciale di Brindisi allo scopo di prevenire gli
infortuni sul lavoro e contrastare i fenomeni del “lavoro nero”, del lavoro
sommerso e dell'evasione contributiva previdenziale ed assistenziale.
Ieri i militari del Comando Provinciale, assieme al personale del nucleo
ispettorato del lavoro di Brindisi, hanno effettuato un controllo mirato in
alcuni cantieri del territorio di competenza.
In questo contesto dodici imprenditori edili sono stati denunciati in stato
di libertà per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro .
In particolare:
B.R. 67enne da San Donaci, C.A. 35enne da San Donaci, M.A. 43enne da Mesagne
e B.T. 65enne da Torre Santa Susanna dovranno rispondere di “aver realizzato
opere edili senza la prescritta autorizzazione a costruire”;
R.L., 45enne, di Torre Santa Susanna e C.E., 59enne, da Latiano sono
accusati di “non aver informato dei rischi in cantiere i lavoratori
dipendenti”;
A P.L., 42enne, di Francavilla Fontana, P.G. 53enne, di Sogliano Cavour
(Le), S.A., 44enne, di Erchie ed M.G. 43ennedi Molfetta (Ba) viene
contestato di “non aver consegnato i dispositivi di protezione ai
lavoratori”;
A D.F.A. 48enne, di Francavilla Fontana e V.R., 25enne, di Villa Castelli si
muove l'accusa di “aver posto in cantiere un’impalcatura non idonea”.
Nello stesso contesto operativo venivano comminate sanzioni amministrative
per complessivi 10.000,00 euro.
Fonte: brundisium.net
Viareggio - ANCORA SANGUE IN DARSENA
Precipita nel cantiere come Joubert Grave 21enne con due vertebre rotte
E' caduto nel vuoto da
un'altezza di cinque metri. Non è in pericolo di vita ma ha riportato
fratture gravissime l'operaio ventunenne che stava lavorando sul ponteggio
di uno scafo in ristrutturazione in un cantiere della Darsena. L'incidente
ricorda da molto vicino quello accaduto un anno fa, quando perse la vita
l'operaio sudafricano Joubert Thompson
Viareggio, 24 luglio 2008 - Ancora sangue, dolore e tensione al Polo
Nautico. Ieri mattina alle 7.20 un operaio è caduto nel vuoto da un’altezza
di cinque metri, rischiando la vita. Un volo dal ponteggio, accanto a uno
scafo in ristrutturazione all’interno dell’area a secco di via Petrarca del
cantiere AB Yacht del gruppo Fipa-Maiora: il giovane, che con ogni
probabilità era impegnato in un’operazione per la stesura di una copertura
in nylon a protezione dell’imbarcazione, ha battuto con violenza la testa e
il collo su una sbarra metallica alla base dell’impalcatura.
Un infortunio sul lavoro accaduto a pochi metri di distanza dal punto in cui
un anno e mezzo fa, con modalità che appaiono incredibilmente simili, perse
la vita il 22enne operaio sudafricano Joubert Thompson. L’incidente è
avvenuto in un’area strategica per l’economia della città, visto che anche
in questa occasione entra in gioco il Polo Nautico, con tutto il contorno di
polemiche.
"E’ una vergogna cittadina - ha commentato l’ex vice-presidente del Senato,
Milziade Caprili -. Non ci sono controlli sulle condizioni in cui viene
svolto il lavoro. E questo è gravissimo. Tutta la filiera degli appalti deve
essere rivista".
Stavolta, non c’è stato il morto, ma il problema della sicurezza sui luoghi
di lavoro esplode nuovamente in maniera drammatica. Il giovane caduto è
grave, ma - assicurano i medici del pronto soccorso dell’ospedale unico -
non è in pericolo di vita, visto che per il momento la prognosi è di trenta
giorni: si tratta del ventunenne operaio Angelo Lo Bello, originario di
Palermo, domiciliato a Lido di Camaiore in via Catalani, alle dipendenze
della ditta Magi Ponteggi.
Stando alle dichiarazioni di alcuni testimoni, il ragazzo sarebbe salito
sull’impalcatura senza indossare né il casco né le imbracature. La prognosi
è di trenta giorni ma i medici vogliono approfondire i controlli sul quadro
clinico del giovane operaio - dipendente della Magia Ponteggi - che ha
rimediato le fratture di due vertebre dorsali: fratture che con il passare
delle ore potrebbero anche provocare problemi alla respirazione.
Lo Bello ha riportato anche la frattura dello zigomo, del polso e della zona
sacrale. Oggi il giovane sarà sottoposto a ulteriori accertamenti
radiografici: è stata allertato anche il centro ortopedico Toscano di
Firenze, dove Angelo Lo Bello potrebbe essere ricoverato nel caso in cui le
fratture alle vertebre dovessero in qualche modo proporre un quadro clinico
più preoccupante nelle prossime 48 ore. C’è comunque grande fiducia nei
medici anche perché il ragazzo sta reagendo alla terapie.
Tra i primi a prestare soccorso al giovane siciliano è intervenuto Daniele
Dinelli, responsabile dei lavoratori per la sicurezza alla Polo Nautico.
Tragica fatalità: proprio a lui nel febbraio del 2007 era toccato assistere
alla lenta agonia dell’operaio sudafricano. "Ho tenuto tra le braccia
Joubert mentre moriva - raccontava ieri mattina - e mai avrei pensato di
dover vivere nuovamente un’esperienza simile. Stamani stavo chiudendo
l’ingresso del cantiere e ho sentito un grido di dolore. Quando sono
arrivato sulla banchina il ragazzo era già a terra, in una pozza di sangue.
Mi è sembrato di vivere lo stesso incubo. E’ stato terribile".
I primi soccorsi ad Angelo Lo Bello sono arrivati dall’ambulanza della Croce
Verde, che lo ha prima stabilizzato e poi trasportato all’ospedale. Nel
cantiere sono arrivati subito anche gli ispettori della Asl e la polizia:
l’area in cui si è verificato l’incidente, a ridosso dello scafo AB Yacht, è
stata sottoposta a sequestro.
Fonte: lanazione.ilsole24ore.com
La sicurezza sul lavoro
La sicurezza sul lavoro è uno
dei temi più caldi della nostra attualità. La cronaca infatti non smette
purtroppo di portarlo in evidenza. Ogni anno più del 5% dei lavoratori
italiani patisce un incidente sul lavoro. Questo significa che ogni giorno
tre persone perdono la vita per disgrazie legate al proprio lavoro.
E’ stata la legge numero 626 ad introdurre alcune migliorie nel campo della
salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Notevole la sua impostazione
della tecnica di prevenzione. Con questa legge si è passati infatti da una
normativa incentrata su un tipo di intervento riparatorio ad una che si
concentra maggiormente sulla precauzione.
La legge non riserva più la gestione della sicurezza al datore di lavoro ma
coinvolge tutti i lavoratori nella messa a punto di nuovi sistemi di
sicurezza. La legge prevede infatti un intervento dall'interno dell'azienda
che coinvolga tutti i soggetti del processo produttivo. Si concentra allora
sull'obbligo del datore di lavoro di informare i propri dipendenti dei
rischi collegati al lavoro che andranno a svolgere (dal 3 febbraio 2005 è in
vigore l’obbligo del Pronto soccorso aziendale). Ogni azienda deve essere
dotata di una cassetta di primo intervento e di personale per la gestione
degli interventi di primo soccorso.
Il 626 è solo uno dei decreti legislativi attuativi in materia di igiene e
sicurezza sul lavoro. Il Decreto legislativo n. 493/96 riguarda le
prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e salute sul luogo di
lavoro mentre il n. 494/96 riguarda la sicurezza nei cantieri temporanei. Da
sottolineare come nel 2001 l'Inail ha introdotto un nuovo sistema di
incentivi per la difesa degli infortuni e la sicurezza sul lavoro. Le
aziende realizzano infatti interventi che sostengono i programmi di
adattamento delle strutture e dell'organizzazione alle normative di
sicurezza.
Fonte: portaldiritto.com
Presidenza del Consiglio e Anes
promuovono la sicurezza sul lavoro
La Presidenza del Consiglio e
Anes (l'associazione di Confindustria che riunisce gli editori di 950
testate tecniche specializzate e periodiche) adottano la campagna sulla
sicurezza sul lavoro realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso.
L'Anes promuoverà la campagna 'Io lavoro sicuro' presso le riviste aderenti.
La Presidenza del Consiglio ha adottato la campagna che uscirà come spot
sulle reti Mediaset e prossimamente sotto quelle Rai 'Sotto l'Alto Patronato
della Presidenza della Repubblica' e con il patrocinio della presidenza del
Consiglio.
"Concederemo ovviamente a Pubblicità Progresso gli spazi gratuiti a
disposizione della presidenza del Consiglio per la cosiddetta comunicazione
istituzionale", ha spiegato sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti, specificando che: "Prevediamo sette, otto passaggi al giorno
sulle reti Rai in buoni orari in maniera tale da attirare l'attenzione anche
durante il difficile periodo estivo".
L'headline della seconda parte della campagna "Un amico le prende al posto
tuo' - basata sull'importanza degli strumenti di lavoro - è protagonista
anche nel sito web dedicato (www.iolavorosicuro.it) e nel decalogo con le
principali norme di sicurezza tradotte in varie lingue. Una guida - per ora
stampata in un milione di copie - semplice e di facile lettura che l'Inail
sta distribuendo tramite le agenzie del lavoro.
Fonte: pubblicitaitalia.it
SALERNO - Sindacati di base verso lo
sciopero generale
Di fronte ad un governo che pone
la fiducia su una manovra economica di tagli e smantellamento dello Stato
Sociale, lo sciopero generale dell'intera giornata e di tutte le categorie,
indetto dal sindacalismo di base per il 17 ottobre prossimo, appare sempre
più indispensabile.
CUB, Cobas e SdL hanno avviato una forte mobilitazione per rimettere al
centro, attraverso il conflitto, gli interessi del mondo del lavoro, dei
precari, degli immigrati. Già il 20 giugno nelle principali città italiane
si sono svolte le prime iniziative a sostegno della piattaforma unitaria
sottoscritta da oltre 2000 delegati e consegnata al governo, in cui si
richiedono forti aumenti per salari e pensioni; sicurezza nei luoghi di
lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi; difesa di veri
contratti nazionali a favore dei lavoratori/trici; abolizione delle leggi
Treu e 30; ripristino della scala mobile; difesa della pensione pubblica e
no allo scippo del TFR; contro la precarietà lavorativa e sociale, per la
garanzia del reddito; no alla detassazione degli straordinari; contro il
razzismo e la xenofobia, uguali diritti per stanziali e migranti; basta con
il monopolio della casta Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali; per pari
diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori/trici, restituire ai
salariati il potere decisionale.
La trattativa in corso tra Confindustria e sindacati concertativi per
eliminare di fatto il contratto collettivo nazionale di lavoro, l'affondo
del governo sulle privatizzazioni, la profonda crisi salariale che vivono i
lavoratori e le loro famiglie, il dilagare della precarietà, il tentativo di
smantellare definitivamente la Pubblica Amministrazione anche attraverso
l'attacco ai lavoratori pubblici ed i tagli al personale della scuola e
della sanità, il razzismo diffuso a piene mani, i rinnovati venti di guerra
porteranno ad un autunno in cui il confronto tra mondo del lavoro, padronato
e governo mobiliterà lavoratrici e lavoratori per difendere quanto sin qui
acquisito con le lotte e per conquistare salario e nuovi diritti.
Fonte: casertanews.it
FOGGIA - Costituito il Comitato
Provinciale di Indirizzo e Vigilanza dell'Inail
Lauriola, segretario FILCEM e
coordinatore RLS CGIL, eletto presidente
Formalizzata la costituzione del Comitato consultivo provinciale di
indirizzo e vigilanza dell'Inail di Foggia, del quale fanno parte
rappresentanti datoriali dei settori agricoltura, industria, commercio,
artigianato, nonchè sindacati, Asl, Ministero del Lavoro. Nella riunione di
insediamento svoltasi ieri presso la sede di Foggia dell'Istituto nazionale
di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, si è anche provveduto
all'elezione del presidente. Ad essere eletto Luigi Lauriola, sindacalista
della CGIL, segretario della FILCEM (la categoria dei lavoratori dei settori
Chimica, Energia, Manifatture), coordinatore provinciale degli RLS
(Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) della CGIL di Capitanata.
Tra i compiti del Comitato consultivo quello di concorrere a tradurre gli
obiettivi nazionali in coerenza con le specificità del territorio e
verificare lo stato di realizzazione degli obiettivi e delle iniziative
programmate, proponendo all'occorrenza gli opportuni aggiustamenti. Tra i
programmi di Lauriola, in accordo con tutte le componenti del Comitato,
"quello di orientare il lavoro in particolar modo verso lo studio
dell'andamento del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali,
per eventuali segnalazioni e proposte agli organi operanti nel campo della
prevenzione degli infortuni e dell'igiene".
Fonte: teleradioerre.it
INAIL - Cooperative di facchinaggio nelle
aree portuali - Premio speciale unitario.
Istituto nazionale per
l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
Circolare 18 luglio 2008, n.46
Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario.
-
Oggetto: Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale
unitario.
Quadro Normativo
- D.P.R. n. 1124 del 30 giugno 1965: "Testo Unico delle disposizioni per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali" e successive modifiche ed integrazioni. Art. 42
- D.P.R. n. 602 del 30 aprile 1970: "Riassetto previdenziale ed
assistenziale di particolari categorie di lavoratori soci di società e di
enti cooperativi, anche di fatto, che prestino la loro attività per conto
delle società ed enti medesimi" Art. 8
- Decreto 15 luglio 1987 del Ministro del lavoro e della previdenza sociale:
"Premi speciali unitari per l'assicurazione dei facchini, barrocciai,
vetturini, ippotrasportatori riuniti in cooperative, carovane, associazioni
ed aggregati consimili"
- Decreto 3 dicembre 1999 del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale: "Revisione triennale degli imponibili giornalieri e dei periodi di
occupazione media mensile, nonché di inserimento nuove attività lavorative,
per i lavoratori soci di società ed enti cooperativi, anche di fatto, cui si
applicano le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n.
602/1970"
- Decreto 6 giugno 2008 del Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali: "Modifica dell'allegato del decreto del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale del 3 dicembre 1999, recante: <Revisione
triennale degli imponibili giornalieri e dei periodi di occupazione media
mensile, nonché di inserimento nuove attività lavorative, per i lavoratori
soci di società ed enti cooperativi, anche di fatto, cui si applicano le
disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 602/1970"
Cooperative di facchinaggio nelle aree portuali - Premio speciale unitario -
Decorrenza
Con apposito decreto [1], il Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche sociali ha modificato l'elenco delle attività di facchinaggio
assicurabili all'Inail a mezzo di pagamento di "premio speciale unitario"
[2], inserendo il "facchinaggio svolto da cooperative nelle aree portuali".
In tal modo è stata estesa l'applicazione del premio speciale a tutte le
tipologie di cooperative che svolgono attività di facchinaggio nei porti e a
bordo navi.
In particolare, i lavori di facchinaggio svolti nelle aree portuali,
originariamente esclusi dal premio speciale unitario, vennero poi
riconosciuti [3] solo se svolti da cooperative derivanti dalla
trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in base alla normativa che
ha ridisegnato la legislazione in materia portuale [4].
Le cooperative che svolgono attività di facchinaggio nelle aree portuali -
comunque soggette all'obbligo assicurativo - che non rientravano in detta
disposizione erano, quindi, assicurate mediante il pagamento del premio
ordinario.
Si rende ora necessario assoggettarle al regime del premio speciale unitario
con decorrenza dal terzo trimestre 2008 (1° luglio 2008).
Istruzioni operative
Le Strutture Territoriali dell'Istituto dovranno attivarsi da subito per:
- individuare le cooperative che operano in ambito portuale, attualmente
assicurate nella gestione ordinaria;
- inoltrare a tali soggetti una richiesta di aggiornamento della denuncia di
esercizio;
- richiedere contestualmente i codici fiscali dei soci lavoratori facchini;
- cessare le polizze dipendenti con le quali è assicurata l'attività di
facchinaggio svolta dalle cooperative in ambito portuale;
- contestualmente aprire le polizze speciali per l'assicurazione delle
citate attività di facchinaggio.
A sostegno della operatività di codeste Strutture, verrà inoltrata
un'apposita nota con allegato un elenco di tutte le Società che operano in
ambito portuale, attualmente assicurate nella gestione ordinaria.
Fonte: il sole 24 ore
Rifiuti da apparecchiatura elettriche ed
elettroniche: in arrivo incentivi e rimborsi per Comuni e Gestori
Siglato l'Accordo di programma
tra ANCI e il Centro di Coordinamento RAEE stipulato, ai sensi dell'art. 10
comma 2 lettera a) del DM 185/07, per la definizione delle condizioni
generali di raccolta e gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche. L'Accordo va nella direzione di una maggior razionalizzare del
sistema di raccolta dei rifiuti RAEE e definisce, tra le altre cose, i
criteri per l'iscrizione on line al portale del centro di coordinamento, i
requisiti minimi per iscriversi ed il ruolo e l'operatività dei diversi
soggetti della filiera della gestione. Viene così realizzato il definitivo
passaggio di competenze per la gestione di questa tipologia di rifiuti dai
Comuni ai produttori di apparecchiature elettrice ed elettroniche, che
attraverso i "Sistemi Collettivi" di produttori istituiti per la gestione
dei RAEE domestici se ne fanno carico.
Il nuovo sistema di raccolta prevede, inoltre, meccanismi premiali, "premi
di efficienza", riconosciuti ai Comuni o gestori delegati dei centri di
raccolta che hanno effettuato l'iscrizione del centro di raccolta, per tutti
i ritiri di RAEE che raggiungono o superano la soglia minima di buona
operatività; i premi saranno crescenti all'aumentare della popolazione
servita da ciascun Centro di Raccolta.
Infine i Comuni ed i soggetti da essi delegati già iscritti al sito internet
del Centro di Coordinamento RAEE o che si iscriveranno nei prossimi mesi (31
luglio o 30 settembre) avranno diritto ad un corrispettivo pari a 300 euro a
tonnellata (320 per le isole), per i quantitativi RAEE gestiti dal 1 gennaio
2008.
Fonte: il sole 24 ore
Presidenza del Consiglio e Anes
promuovono la sicurezza sul lavoro
La Presidenza del Consiglio e
Anes (l'associazione di Confindustria che riunisce gli editori di 950
testate tecniche specializzate e periodiche) adottano la campagna sulla
sicurezza sul lavoro realizzata dalla Fondazione Pubblicità Progresso.
L'Anes promuoverà la campagna 'Io lavoro sicuro' presso le riviste aderenti.
La Presidenza del Consiglio ha adottato la campagna che uscirà come spot
sulle reti Mediaset e prossimamente sotto quelle Rai 'Sotto l'Alto Patronato
della Presidenza della Repubblica' e con il patrocinio della presidenza del
Consiglio.
"Concederemo ovviamente a Pubblicità Progresso gli spazi gratuiti a
disposizione della presidenza del Consiglio per la cosiddetta comunicazione
istituzionale", ha spiegato sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti, specificando che: "Prevediamo sette, otto passaggi al giorno
sulle reti Rai in buoni orari in maniera tale da attirare l'attenzione anche
durante il difficile periodo estivo".
L'headline della seconda parte della campagna "Un amico le prende al posto
tuo' - basata sull'importanza degli strumenti di lavoro - è protagonista
anche nel sito web dedicato (www.iolavorosicuro.it) e nel decalogo con le
principali norme di sicurezza tradotte in varie lingue. Una guida - per ora
stampata in un milione di copie - semplice e di facile lettura che l'Inail
sta distribuendo tramite le agenzie del lavoro.
Fonte: pubblicitaitalia.it
Brindisi - Sicurezza e lavoro irregolare:
quattro denunce dei Carabinieri
Continuano i controlli nei
cantieri edili operati dai Carabinieri delle sezioni appartenenti al Comando
Provinciale di Brindisi allo scopo di prevenire gli infortuni sul lavoro e
contrastare i fenomeni del “lavoro nero”, del lavoro sommerso e
dell'evasione contributiva previdenziale ed assistenziale.
Ieri i militari del Comando Provinciale, assieme al personale del nucleo
ispettorato del lavoro di Brindisi, hanno effettuato un controllo mirato in
alcuni cantieri del territorio di competenza.
In questo contesto quattro imprenditore edili sono stati denunciati in stato
di libertà per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro .
Sono F.C.S.,47enne, di Mesagne, P.G. 34enne di Faggiano (TA), P.R., 43enne,
di Torchiarolo, C.L., 48enne, di Tuturano.
Fonte: brundisium.net
Più sicurezza per i lavoratori 'in
somministrazione'. Il Patto stipulato in Toscana, primo a livello nazionale,
prevede una formazione mirata
LAVORO TEMPORANEO | Il lavoro in
somministrazione - quello prestato da personale dipendente da agenzie per il
lavoro cui le aziende si affidano per assunzioni temporanee - sta
diffondendosi anche in Toscana. Il problema della sicurezza è centrale per
questi lavoratori che sono tenuti, per contratto, a passare da un'azienda
all'altra, anche in settori fra loro molto diversi e non possono, per
questo, essere inseriti nei normali canali formativi.
La Regione Toscana, le parti sociali, le Province, i circondari Val di
Cornia e Empolese e il fondo per la formazione dei lavoratori temporanei
FormaTemp hanno stipulato la prima intesa a livello nazionale per garantire
l'accesso, prima a una corretta informazione e quindi a corsi di formazione
per i lavoratori "in somministrazione" finalizzati alla sicurezza sul
lavoro.
In Toscana, nel 2007, il lavoro somministrato ha rappresentato l'8,7% degli
avviamenti, vale a dire 67.000 avviamenti su un totale di 793 mila (fonte:
Irpet-settore Lavoro della Regione). L'incidenza fra le donne è del 7,5%,
mentre fra gli uomini è del 9,9%.
La sicurezza sul lavoro è una priorità e importante è il ruolo della
formazione nel qualificare il lavoro, rendere più consapevoli i lavoratori e
i datori di lavoro, creando le condizioni per minimizzare i rischi. Questi
elementi sono in piena sintonia con il lavoro portato avanti dal fondo per
la formazione dei lavoratori temporanei, FomaTemp, con il quale erano già
state avviate esperienze formative che hanno avuto importanti risultati in
termini di qualificazione e successiva occupazione dei lavoratori coinvolti.
Il percorso formativo si articolerà in tre moduli complementari, i cui
contenuti saranno attuati nel dettaglio attraverso specifici accordi a
livello provinciale, con la partecipazione delle ASL e delle Agenzie per il
Lavoro:
"Formazione base alla sicurezza", rivolto a tutti i potenziali lavoratori
con contratto di somministrazione, di durata dalle 10 alle 12 ore.
"Formazione base alla sicurezza nei settori produttivi", organizzato per
singoli comparti produttivi e rivolto a tutti i lavoratori con contratto di
somministrazione, per i quali è stato identificato il comparto produttivo
nel quale andranno a lavorare. Il modulo, la cui durata sarà di 4 ore.
"Formazione base alla sicurezza della mansione" rivolto a tutti i lavoratori
con contratto di somministrazione, per i quali è stata identificata la
mansione produttiva. Per alcune mansioni questo modulo sarà attivabile solo
per i lavoratori con esperienza. La durata dell'unità didattica varia in
funzione della mansione, partendo da un minimo di 4 ore. La metodologia
adottata avrà un approccio essenzialmente pratico nell'ambito del luogo di
lavoro. Al termine del percorso le Agenzie formative e le aziende sono
tenute ad aggiornare, tramite i Centri per l'Impiego del territorio
provinciale, e consegnare agli allievi, il "libretto individuale della
formazione/informazione" nel quale saranno registrate le esperienze in
materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche gli allievi stessi
possono aggiornare il proprio libretto individuale nel quale saranno
registrate le esperienze formative/informative in materia di igiene e
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per tutti i lavoratori inseriti in azienda i tre moduli dovranno essere
integrati dal datore di lavoro con un ulteriore percorso formativo specifico
per la realtà dell'ambiente di lavoro, in base alla valutazione dei rischi
aziendali.
Fonte: valdelsa.net
SICUREZZA LAVORO: INTESA CONFAPI
PIEMONTE-SINDACATI
Torino, 22 lug. - Accordo in nome della sicurezza sul lavoro tra piccole
imprese e sindacati in Piemonte. Confapi, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato
stamattina un accordo perche’ reciprocamente si portino a conoscenza le
rispettive priorita’ sulla sicurezza, ed in base a queste vengano svolte
attivita’ di formazione e controllo per un importo totale di 300.000 euro
messi a disposizione dal fondo formazione Pmi-Fapi.
Imprenditori e sindacati stileranno delle liste nere che entro ottobre si
trasformeranno in iniziative concrete presso le 5000 aziende che fanno parte
di Confapi in Piemonte e che impiegano 85.000 persone. Un secondo bando
sempre da 300.000 euro per altre iniziative sara’ lanciato ad inizio 2009.
“Sono soprattutto edilizia e trasporti i settori piu’ a rischio”, ha
sottolineato il segretario generale piemontese Cgil, Vincenzo Scudiere.
“Speriamo di allargare questo accordo anche ad altre associazioni
imprenditoriali al piu’ presto” ha aggiunto Giovanna Ventura, segretario
regionale Cisl. “Il tema della sicurezza e’ per noi di primaria importanza -
ha spiegato il presidente di Confapi Piemonte, Antonio Livio Costamagna -
emotivita’, reazioni emergenziali ed eccessi mediatici non aiutano ad
affrontare un argomento che richiede affinamento dell’analisi, articolazione
e razionalita’ degli interventi”.
Oltre a quanto firmato oggi, secondo Confapi, serve anche un sostegno alle
aziende che investono sulla sicurezza: “Solamente dal lavoro comune tra
aziende e sindacati puo’ nascere la cultura della prevenzione - ha aggiunto
la presidente di Api Torino, Claudia Porchietto - occorre andare oltre la
mera logica delle sanzioni”.
Fonte: AGI
Venezia, sicurezza lavoro:
sperimentazione rappresentanti territoriali dei lavoratori
Aiutare e favorire l'applicazione delle regole, segnalare le procedure per
il miglioramento del lavoro di tutti i giorni e suggerire iniziative per
evolvere gli ambienti di lavoro verso una maggiore cultura della sicurezza.
Con questi obiettivi Venezia sarà apripista in Veneto e in Italia nella
sicurezza sul lavoro per il comparto artigiano. Parte infatti oggi martedì
22 luglio, l'applicazione - in fase sperimentale - del decreto legge 81/2008
che prevede l'identificazione di un Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza (RLS) anche in tutte le aziende con meno di 15 dipendenti.
Naturalmente le Pmi non saranno chiamate ad istituire questa figura
all'interno del proprio limitato organico, ma potranno contare sulla figura
di un Rappresentante Territoriale dei Lavoratori per la Sicurezza (RTLS).
Grazie ad un accordo tra le associazioni delle imprese artigiani
(Confartigianato, Cna e Casa) e le organizzazioni sindacali, infatti,
verranno formati e attivati gli RTLS, che interverranno nelle aziende per
offrire consulenza sulle migliorie per la sicurezza, per ascoltare le
esigenze dei lavoratori e per affiancare le imprese nella gestione
ottimizzata delle procedure per la sicurezza.
Su questa strada il Veneto muove in avanscoperta grazie al lavoro del Cobis
- l'ente bilaterale costituito in regione da Confartigianato, Cna e Casa con
Cgil, Cisl e Uil -, che attiva la prima sperimentazione in provincia di
Venezia a partire dal 22 luglio. Da martedì, infatti, i Rappresentanti si
attiveranno preso le aziende, offrendo le proprie competenze per il
miglioramento delle condizioni di sicurezza. "Saranno dei veri e propri
consulenti per prevenire gli infortuni e aiutare ad evitare eventuali rischi
- chiariscono alle imprese Giorgio Chinellato (Confartigianato) e Paolo
Pozzobon (Cisl), coordinatori Cobis per il Veneziano -. L'obiettivo è di
fare formazione, di costruire una cultura della sicurezza che parte
dall'imprenditore e arriva al lavoratore. Nelle Pmi è fondamentale
migliorare la qualità del lavoro, per rafforzare la competitività anche a
partire dalla sicurezza. Questo progetto vede imprese e sindacati lavorare a
stretto contatto, per questo puntiamo alla massima efficacia".
Il progetto di controllo sul campo ha un approccio innovativo per il mondo
artigiano, puntando sulla prevenzione e sulla formazione più che sulla
repressione. In quest'ottica rappresenta un felice punto d'incontro tra le
esigenze delle imprese di "poca burocrazia" in tema di sicurezza e le
esigenze dei lavoratori di veder crescere le tutele in tutti i luoghi di
lavoro.
Le visite sul campo rappresentano una delle prime iniziative messe in atto
dal Cobis di Venezia, con l'obiettivo di tutelare e promuovere la salute e
la sicurezza del lavoro in azienda e fronteggiare l'emergenza di sicurezza
nei luoghi di lavoro attraverso il sistema di rappresentanza territoriale.
Tre rappresentanti territoriali per la sicurezza (Rlst) entreranno nelle
aziende e saranno l'interfaccia con gli sportelli territoriali per la
sicurezza attivati presso le sedi delle organizzazioni dell'artigianato.
"Riteniamo che questo impegno condiviso da tutte le parti sociali del mondo
delle PMI sia il miglior viatico nel raggiungere l'obiettivo della massima
sicurezza possibile negli ambienti di lavoro - sottolineano Chinellato e
Pozzobon -. Lavorare in sicurezza è un investimento vantaggioso per i datori
di lavoro, un'esigenza dei lavoratori come persone prima di tutto, un
obiettivo imprescindibile per una società e una realtà produttiva come
quella del Nordest".
Il bacino di applicazione del sistema dei Rlst è quello delle aziende
artigiane manifatturiere (con esclusione di quelle edili) che nella
provincia di Venezia sono più di 18mila su un totale di 22.500 imprese, per
oltre 40mila dipendenti.
"La necessità iniziale era concordare un modello di regole per la sicurezza
sul lavoro applicabile al difficile assetto dimensionale delle aziende
artigiane - sottolineano i referenti veneziani -. Tutte le difficoltà
dell'applicazione delle normative in materia di sicurezza derivano dal fatto
che il modello imprenditoriale assunto non ha mai tenuto conto delle
caratteristiche intrinseche della piccola azienda, incentrandosi sempre su
realtà aziendali medio-grandi".
Fonte: etribuna.com
DIRITTI DEI LAVORATORI - INCA
CGIL:"MALATTIE PROFESSIONALI. IN VIGORE LE NUOVE TABELLE"
Dopo tanta attesa sono
state pubblicate in Gazzetta ufficiale le nuove tabelle delle malattie
professionali dell’industria e dell’agricoltura (G.U. n. 169).
Si tratta di una conclusione positiva – afferma l’Inca Cgil - che dà al
lavoratore il diritto al riconoscimento automatico, senza l’onere della
prova, dell’origine professionale di patologie come quelle
muscolo-scheletriche e alcune forme tumorali, che finora erano escluse dalle
tabelle ufficiali.
Secondo la presidenza dell’Inca Cgil, con questo atto si è compiuto un
ulteriore passo avanti per l’adeguamento della nostra legislazione in
materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che avvicina il nostro
Paese ai sistemi di tutela europei più avanzati.
L’auspicio – continua l’Inca – è che questo contribuisca a sviluppare una
maggiore attenzione da parte dei medici nel denunciare il nesso di causalità
ed effetto delle malattie professionali riducendo la sottostima del fenomeno
che invece risulta molto esteso.
In Italia, ricorda il patronato della Cgil, ogni anno vengono segnalate
soltanto 26 mila malattie professionali e solo un quinto è riconosciuto
dall’Inail. Anche il numero dei decessi causati da patologie contratte nei
posti di lavoro risente della sottostima. Secondo l’Inca le morti sono più
di mille ogni anno, ma soltanto 200 risultano indennizzate.
Fonte: *********************
Comunicazione annuale all'INAIL dei
nominativi dei RLS
Una nota Inail precisazione che
i datori di lavoro non devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto
sono in corso di definizione le modalità e i termini di comunicazione
L'Inail ha diffuso nei giorni scorsi una comunicazione che chiarisce alcuni
punti realtivi agli Rls: "Il D. Lgs. n. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera
aa), impone di comunicare annualmente all'Inail i nominativi dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. I datori di lavoro non
devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto sono in corso di
definizione le modalità e i termini di comunicazione. Non appena possibile
saranno rese note tutte le indicazioni utili, per le quali si assicura fin
da ora la massima semplificazione operativa.
Il recente Testo Unico stabilisce all'articolo 18, riguardante gli obblighi
del datore di lavoro e del dirigente, l'obbligo di "comunicare annualmente
all'Inail i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza".
Pur essendo già in vigore, la disposizione non può essere rispetta perchè ad
oggi mancano le indicazioni sulle modalità e i termini di comunicazione.
Fonte: Inail
NUOVO DOCUMENTO INAIL
Sul sito dell'INAIL è
consultabile il numero 208 del servizio di documentazione multimediale
INAIL.DOCMULT
http://siti.inail.it/inaildocmult/indice.htm
MORTI BIANCHE/ UGL: NON ABBASSARE GUARDIA
SU SICUREZZA
Roma, 19 lug. (Apcom) - "Due incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, oggi
uniscono Nord e Sud nella medesima mancanza di cultura della sicurezza,
dimostrando che pericoli e disattenzioni non danno tregua e che non si può
mai abbassare la guardia". È questo il commento del segretario confederale
dell'Ugl, Paolo Varesi, in merito ai due incidenti sul lavoro avvenuti a
Taranto e Bolzano.
"Tutti i nostri appelli - continua il sindacalista - hanno contribuito ad
una maggiore sensibilità dei mezzi di informazione sul tema e questo è un
fatto positivo, però occorre fare molto di più. Servono maggiori controlli
per garantire una stretta osservanza delle leggi e un radicale cambiamento
culturale, che porti l'impresa a considerare la sicurezza un valore
aggiunto. Un cambiamento che deve coinvolgere anche le scuole per formare i
lavoratori e gli imprenditori di domani".
"La sicurezza sul lavoro - conclude il sindacalista - richiede rigore da
parte di tutti, imprese e lavoratori, insieme ad un maggiore impegno anche
contro il lavoro nero e sommerso, perché è proprio in questi ambiti che il
rischio diventa ancora più alto".
Fonte: notizie.alice.it
Disoccupati campani: in arrivo 400
tirocini
E' il 3 settembre il termine
utile per la presentazione della documentazione per partecipare
all'iniziativa "Tirocini in Campania". Il progetto, promosso dalla Regione
in collaborazione con Italia Lavoro s.p.a., prevede la possibilità di
attivare quattrocento percorsi di formazione sul lavoro e si rivolge a
giovani disoccupati e inoccupati residenti in regione, svantaggiati o che
vivano una condizione di disagio sociale.
Offrire ai giovani un'esperienza di formazione sul lavoro, favorire il loro
inserimento in tutti i settori lavorativi, individuare organizzazioni
disponibili a trasferire conoscenze e competenze ai tirocinanti. Sono i tre
principali obiettivi dell'iniziativa "Tirocini in Campania", attivata da
Palazzo Santa Lucia per consentire ai giovani di acquisire le competenze
necessarie, in rapporto ai ruoli professionali ricoperti nel corso dei
tirocini dell'organizzazione ospitante. Questo anche grazie all'impiego di
esperti in qualità di tutor nei percorsi di formazione. E sono quattrocento
i percorsi pronti a partire, dopo aver individuato organizzazioni sensibili
ai problemi dei giovani svantaggiati e disponibili ad attivare percorsi
sperimentali di tirocinio che si rivolgano anche a soggetti a rischio di
esclusione.
Destinatari
La possibilità di usufruire dei tirocini viene data a imprese, consorzi,
cooperative, società consortili, studi associati e professionali che siano
localizzati nel territorio campano. Non tutti i settori però sono coinvolti
in questa opportunità, ma solo le imprese di manifatture, attività
immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese, alberghi
e ristoranti, campeggi a altri alloggi per brevi soggiorni. Ancora, vengono
coinvolte anche le imprese di trasporti, magazzinaggio e comunicazioni,
agenzie di viaggio e operatori turistici. Infine, l'iniziativa si rivolge a
organizzazioni del terzo settore: cooperative sociali, fondazioni e
associazioni, per i quali, però, non è prevista la limitazione
dell'appartenenza ai settori di attività.
Requisiti
Le imprese che faranno richiesta dei tirocinanti non devono aver effettuato,
nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda,
licenziamenti o apertura di Cigs di dipendenti di professionalità identiche
a quelle degli aspiranti tirocinanti, e non effettuarne per il periodo di
svolgimento del tirocinio. Non dovranno avere in corso, inoltre, e non aver
attuato, nello stesso periodo, procedure concorsuali.
Dovranno poi essere in regola con la normativa in materia di salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Linee di intervento
L'intervento è suddiviso in quattro linee e si rivolge a diverse tipologie
di giovani disoccupati e inoccupati campani.
Ne saranno presi in considerazione centocinquanta di età compresa tra i 18 e
i 25 anni provenienti dall'area del disagio sociale e a rischio di
insuccesso e fuoriuscita dal sistema scolastico e formativo attraverso
l'inclusione in percorsi volti a contrastare il fenomeno della dispersione;
100 diplomati di età compresa tra i 18 e i 32 anni; 100 laureati di età
compresa tra i 21 e i 32 anni, inclusa la laurea di 1° livello - è previsto
un criterio di priorità per i laureati in materie umanistiche, conservazione
dei beni culturali a altre lauree "deboli";
50 giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni che abbiano assolto
l'obbligo scolastico e che risiedano in una particolare area territoriale
oggetto di stipula di un "protocollo di intesa in materia di educazione alla
legalità, alla cittadinanza attiva e alla promozione di una cultura
antimafia" nella Provincia di Caserta. Sono finanziati tirocini formativi
della durata massima di 6 mesi mediante una borsa lavoro pari 400 euro
mensili al lordo delle ritenute di legge, a condizione che il tirocinante
non superi il 25 per cento di assenze al mese.
Non sono ammissibili tirocini a beneficio di chi abbia già avuto rapporti di
lavoro con l'organizzazione ospitante o abbia già svolto un tirocinio presso
lo stesso datore di lavoro.
Domande
Chi è interessato a partecipare dovrà procurarsi la modulistica necessaria
presso la sede di Italia Lavoro a Napoli e spedirla entro il 3 settembre
2008 al seguente indirizzo: Regione Campania, Settore Orientamento
Professionale, Centro Direzionale, Isola A/6 Cap 80143 Napoli,
esclusivamente a mezzo posta ordinaria, raccomandata a/r o consegnata
direttamente a mano.
L'utilizzo della modulistica è vincolante ai fini della partecipazione al
progetto. Il suo mancato utilizzo o l'errata compilazione non consentirà di
partecipare al progetto.
Fonte: il denaro
Pmi Macerata, checkup sicurezza gratuito
La Provincia di Macerata ha
approvato un progetto denominato Check up sicurezza e ambiente, che una
volta attuato consentirà alle imprese della provincia di effettuare un
controllo gratuito del proprio stato in tema di sicurezza sul lavoro
Buone notizie in ambito sicurezza sull'ambiente di lavoro: un segnale
positivo che va incontro alle imprese per la valutazione della propria
situazione in materia, arriva dalla Provincia di Macerata.
Per consentire alle aziende di verificare la propria conformità normativa in
tema di sicurezza e risparmio energetico, è stato approvato un progetto che
permetterà alle piccole e medie imprese della provincia di effettuare un
checkup completo e completamente gratuito.
Il progetto dell'associazione di categoria Casartigiani, denominato appunto
"Check up sicurezza e ambiente" si pone l'obiettivo di verificare il grado
di attuazione degli adempimenti normativi in materia di sicurezza sul
lavoro, ambiente e risparmio energetico che le aziende sono chiamate a
rispettare.
L'iniziativa, che è ancora in attesa di attuazione, sarà cofinanziata dalla
Provincia e si articolerà su diverse tipologie di interventi, tra cui
l'apertura di dieci sportelli informativi sul territorio: Macerata,
Civitanova, Tolentino, Recanati, San Severino, Treia, Montefano, Ripe San
Ginesio, Pievetorina e Cingoli.
Prevista anche l'adesione da parte di studi di consulenza e strutture di
servizi alle imprese, che forniranno i propri servizi gratuitamente. A
disposizione delle imprese, infine, l'esperienza di operatori qualificati
presenti presso gli sportelli, che potranno anche recarsi direttamente nella
sedi delle aziende per offrire un contributo concreto e un supporto
personalizzato.
Fonte: pmi.it
Dipendenti pubblici in rivolta, migliaia
scendono in piazza
UDINE. Erano in migliaia ieri in piazza a Udine. C'erano i dipendenti della
sanità, costretti a «turni massacranti per impedire la chiusura di reparti
nel periodo estivo», quelli della agenzie fiscali che si portano il computer
da casa perché «altrimenti a fare una pratica ci metti mezza mattinata», gli
incaricati delle ispezioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro che si
domandavano che cosa sarà della lotta al lavoro nero e all'evasione. E poi
personale scolastico preoccupato dai 5mila tagli annunciati in regione.
Impiegati comunali che in ufficio arrivano a 36° nonostante il ventilatore
«rigorosamente portato da casa» e chi si sposta con la sua auto per lavorare
perché «mancano le auto aziendali. E i rimborsi chilometrici – precisano –
sono ridicoli».
Sono i dipendenti del pubblico impiego che ieri si sono riuniti in assemblea
per far sapere al ministro Brunetta che «è ora di finirla di parlare di
fannulloni: quello che serve – spiegano – è una riforma che punti a
perseguire efficacia ed efficienza. Obiettivi irraggiungibili portando
avanti solamente una politica di tagli indiscriminati».
A protestare davanti alla prefettura c'erano più di 3mila persone secondo i
sindacalisti, mille a parere delle forze dell'ordine. Ma quello che è certo
è che l'assemblea di ieri, organizzata dal segretario della Cisl Guarino
Napolitano è stata la più affollata degli ultimi anni. «E questo la dice
lunga – osservavano i sindacalisti – sul malessere che sta attraversando
tutta la categoria». Centinaia di lavoratori sono rimasti fuori dall'aula
magna del Ceconi. Ma nessuno ha rinunciato a sfilare fino davanti alla sede
della prefettura «per dire no a una riforma della pubblica amministrazione
il cui obiettivo vero è quello di tagliare i servizi e favorire le
privatizzazioni, a partire da settori fondamentali come la sanità e
l'istruzione».
Nel mirino di Cgil, Cisl e Uil ci sono quasi tutti gli interventi previsti
dal decreto 112: «dallo scippo dei fondi sulla contrattazione accessoria –
dicono Guarino e Claudio Palmisciano della Cisl – alla decurtazione del 10%
delle risorse destinate all'incremento della produttività, senza dimenticare
le nuove disposizioni sulla reperibilità di 12 ore (compresi il sabato e la
domenica) in caso di malattia malgrado il certificato medico e la visita
fiscale (praticamente è come essere agli arresti domiciliari) e
l'irrigidimento della norma sul part time, la cui concessione viene rimessa
alla discrezionalità del dirigente. Si tratta di interventi penalizzanti –
commentano i sindacalisti –, che creano discriminazioni tra i lavoratori del
pubblico impiego e quelli del privato e che di fatto porteranno a un
arretramento dei servizi pubblici soprattutto di quelli legati al sociale».
A parere del segretario generale della Cgil Franco Belci «il Governo ha
messo in atto una serie di provvedimenti che colpiscono tutti e aggrediscono
il lavoro pubblico con norme vessatorie tese a colpire i deboli e non i
furbi».
Il più bersagliato dai cori dei lavoratori riuniti fuori dalla prefettura
era il ministro Brunetta accusato di voler togliere ai dipendenti pubblici
non solo i diritti conquistati con anni di battaglie sindacali, ma anche la
dignità perché così il pubblico non potrà mai essere competitivo ed è quindi
destinato a scomparire garantendo sempre meno servizi ai cittadini».
Fonte: messaggeroveneto.repubblica.it
GIOVEDÌ NERO, in provincia di Brescia,
per gli incidenti sul lavoro
Oltre alla Valcamonica, dove è morto un anziano che stava conducendo un
trattore, anche l'hinterland cittadino ha dovuto fare i conti con una
disgrazia. L’infortunio, come tante altre volte in passato è accaduto nel
settore dell'edilizia, che con quello della siderurgia rimane uno dei più
colpiti da questo gravissimo problema.
E ANCHE la dinamica è di quelle che tutto hanno fuorché carattere di novità:
una caduta da un'altezza di due metri che non sempre toglie le speranze alla
vittima. È morto Lorenzo Verzelletti, 62 anni, impresario edile residente a
Travagliato. Negli occhi di chiunque fosse presente, rimarrà lo strazio
della moglie che è arrivata nel luogo dell'incidente nelle ore
immediatamente successive.
I COLLEGHI e dipendenti del marito le si sono stretti attorno nel tentativo
di portarle un minimo di conforto. Erano circa le 8 del mattino e l’attività
nel cantiere di via Mandolossa era appena iniziata per i lavori di
costruzione di un capannone. Movimenti, quelli che anche ieri mattina hanno
caratterizzato l'attività di Lorenzo Verzelletti, che nella sua lunga
esperienza d'imprenditore edile si sono ripetuti migliaia di volte. Ma ieri,
qualcosa è andato in modo diverso dal solito ed è giunta l'ennesima conferma
che nei luoghi di lavoro la morte non distingue per età o esperienza.
Lorenzo Verzelletti è caduto dalla scala su cui si trovava. Una caduta da
un'altezza di circa 2 metri: tante altre volte salti del genere si
concludono solo con un po' di spavento.
IERI, INVECE, l'impresario ha battuto la testa, ogni soccorso è stato
inutile. Nel luogo della disgrazia, poco dopo è stata sistemata una piccola
croce. Ora saranno i carabinieri della stazione di Roncadelle a dover
ricostruire la dinamica della tragedia. Ma, come sempre accade in questi
casi, della morte dell'imprenditore edile, si stanno occupando anche i
funzionari dell'Asl di Brescia. Una disgrazia che aumenta la preoccupazione
per chi deve trovare un rimedio alle morti bianche; alla sicurezza sui
luoghi di lavoro.
Fonte: ilgiorno.ilsole24ore.com
EMILIA ROMAGNA - Lavoro: con Fondimpresa
oltre 4.000 lavoratori in formazione
Fondimpresa investe in sicurezza
anche in Emilia-Romagna: stanno per partire otto Piani formativi che
coinvolgeranno 4.400 lavoratori di 133 piccole e medie imprese, dedicati
all'aggiornamento nel campo della sicurezza del lavoro e della prevenzione
degli infortuni.
Si tratta della più grande iniziativa di formazione in materia di sicurezza
sul lavoro mai avviata a livello nazionale. In Italia i Piani formativi
avviati alla prima scadenza dell'Avviso Fondimpresa 1/2008 riguarderanno
circa 33.000 lavoratori di oltre 1.000 aziende in tutta Italia, per un
valore di 9,5 milioni di euro. La prossima scadenza dell'Avviso, che avrà
altri 6 milioni di euro a disposizione, è il 15 ottobre prossimo.
Con questa iniziativa Fondimpresa,
Fondo interprofessionale per la formazione continua costituito da
Confindustria e CGIL CISL UIL, ha colto la fortissima esigenza di formazione
in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dedicando particolare
attenzione alle imprese di piccole dimensioni e ai lavoratori che risultano
maggiormente esposti a rischi, individuati come non italiani, under 32 e
assunti da meno di un anno.
Fondimpresa consente alle imprese e ai lavoratori di utilizzare in modo
semplice ed efficace per la formazione continua le risorse da loro
accantonate con lo 0,30% del monte salari.
Dalla sua nascita Fondimpresa ha già impegnato a livello nazionale oltre 40
milioni di euro per la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Con
57.000 imprese che impiegano 2.800.000 lavoratori, Fondimpresa è il maggiore
tra i Fondi interprofessionali: in quattro anni ha impegnato risorse per
oltre 202 milioni di euro e ha consentito di realizzare attività formative
per oltre 350.000 lavoratori.
Fonte: romagnaoggi.it
Milano/ Pedemontana sottoscrive un
accordo con i sindacati per il lavoro sicuro nei cantieri
Autostrada Pedemontana Lombarda, CGIL, CISL e UIL e le Organizzazioni di
categoria (FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL) hanno sottoscritto oggi un
accordo volto a garantire la massima attenzione alla sicurezza sul lavoro,
al lavoro nero e alla lotta alle infiltrazioni criminali nei cantieri che
Pedemontana aprirà nel territorio lombardo a partire dal 2010.
Opere infrastrutturali per oltre 3 miliardi di Euro, che si tradurranno in
157 km di nuove strade ed autostrade che interessano 5 province e 78 comuni
lombardi, decine di cantieri e migliaia di maestranze all'opera per 5 anni,
in quello che sarà il più grande cantiere italiano, anche rispetto alle
opere destinate all'Expo 2015 che saranno in fase di realizzazione nel
medesimo periodo.
"Pedemontana aveva già dimostrato la propria attenzione al tema della
sicurezza e della legalità prevedendo obblighi ed impegni specifici nel
bando per la selezione del "General Contractor" che dovrà eseguire il primo
lotto di opere da oltre 630 milioni di Euro. Con il protocollo sottoscritto
oggi si fa un passo in avanti, coinvolgendo direttamente il sindacato in una
funzione innovativa di supporto alla stazione appaltante nella verifica del
rispetto delle normative sulla sicurezza e nella vigilanza sulla legalità e
sulla trasparenza nei subappalti - spiega Pedemontana in una nota -.
L'Accordo Quadro definisce preventivamente un sistema di relazioni con le
organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori edili della Lombardia,
volto a regolamentare - ai vari livelli - l'applicazione e il rispetto della
normativa esistente in tema di sicurezza, di adempimenti contrattuali e
previdenziali al fine di prevenire il verificarsi di incidenti e infortuni
sul lavoro.
Inoltre è stata ravvisata la necessità di estendere anche formalmente
l'impegno a tutti i soggetti coinvolti nelle attività di cantiere
(contrattualmente inquadrati in settori diversi da quello delle imprese
edili e affini) e alle imprese operanti nell'area di cantiere
indipendentemente dal settore contrattuale di appartenenza delle stesse. Le
parti hanno concordato di perseguire uno stabile sistema di relazioni
sindacali al fine di: garantire condizioni di piena sicurezza ed igiene
ambientale sul lavoro, assicurare l'applicazione delle normative e
prescrizioni legislative comunitarie, nazionali e regionali e di prevenire e
comporre l'insorgere di situazioni di conflittualità".
Il Presidente ed AD di Pedemontana, Fabio Terragni, ha dichiarato:
"Pedemontana ha dimostrato in questi mesi il massimo impegno per garantire
trasparenza e confronto con i cittadini, sta rispettando i tempi previsti
per la progettazione ed intende mantenere fermo il costo dell'opera, per
dimostrare non solo che le grandi infrastrutture si possono fare ma che si
possono fare bene e con l'assenso dei territori attraversati. Nei prossimi
anni Pedemontana Lombarda darà vita a più cantieri distribuiti in tutte le
Province interessate, da Varese a Bergamo, dove lavoreranno migliaia di
persone per circa 5 anni. Anche in questo caso occorre lo sforzo di tutte le
realtà coinvolte per contrastare il drammatico fenomeno degli incidenti sul
lavoro. Considero l'accordo di oggi con le organizzazioni sindacali un primo
tangibile passo verso la realizzazione di un sistema di controlli su tutte
le questioni che riguardano la gestione dei cantieri: sicurezza, lavoro nero
e possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Anche in questo
caso vorremmo che la nostra esperienza potesse essere utile ed efficace per
far crescere in modo attento e responsabile il sistema Lombardia. Ringrazio
le Organizzazioni Sindacali per l'impegno e la collaborazione dimostrata ".
Fonte: affaritaliani.it
CALABRIA: DE MAIO, AL VIA IN AUTUNNO
CAMPAGNA SU TEMI LAVORO
Catanzaro, 16 lug -
''Inizieremo, il prossimo autunno, il piano di prevenzione culturale,
concertato con la scuola calabrese, iniziando da una campionatura di
istituti scolastici per somministrare test e questionari in grado di
valutare il grado di consapevolezza attiva dei nostri giovani sui temi della
sicurezza sul lavoro e sul lavoro nero''. Lo afferma il Presidente della
Commissione Regionale della Calabria per l'emersione del lavoro irregolare
della Calabria, Alberto De Maio.
''Il lavoro con la scuola - dice De Maio - ci portera' a considerare le
necessita' di intervento culturale e pedagogico, aspetti che il Censis ,
qualche tempo fa, ha considerato essenziali per poter agire in futuro in
chiave preventiva''.
Per De Maio ''la Regione Calabria, attraverso il presidente Loiero e
l'assessore Maiolo, sta programmando interventi concreti anche in attuazione
dei fondi Por, con controlli incrociati, volti a garantire la regolarita'
del lavoro''.
''Il nostro accordo con la scuola - ha aggiunto De Maio - ci consentira' di
poter essere determinati nell'attuazione di politiche preventive,
affiancandoci alle attivita' repressive di pertinenza degli organismi
istituzionali preposti''.
Fonte: asca.it
Chiaia, troppe irregolarità stop dei
vigili a otto cantieri
I vigili: sono pericolosi per
pedoni e centauri
Bloccati i cantieri a Chiaia. Tutti. Otto su otto sono irregolari. Anzi
pericolosi per residenti, pedoni, motociclisti e automobilisti. Tutto parte
dalla querela di un motociclista. Dieci giorni fa M. E. 56 anni, rovina a
terra in via dei Mille con la sua Bmw, a causa del brecciolino, abbandonato
a centro carreggiata, fuori dal cantiere. Un brutto incidente, con gravi
lesioni e la moto distrutta. L´uomo denuncia tutto, con tanto di foto
allegate. E, ieri, la polizia municipale, con in mano la querela del
cittadino, passa al setaccio i cantieri della I Municipalità, a caccia di
pericoli.
Cinque ore di controlli per il tenente Gaetano Frattini e tre agenti della
VI unità operativa. E, a fine giornata, l´amara sorpresa: su otto cantieri
controllati, nessuno è in regola. Tutti i lavori - opere dell´Ansaldo, di
Napoletana Gas, Anm - vengono «sospesi», in virtù dell´articolo 21 del
codice della strada, con multe da 5.936 euro (otto verbali da 742 euro
ciascuno). A difesa di ditte e committenti: le regole sulla sicurezza sul
lavoro erano rispettate. Ma il rispetto delle norme per operai e dipendenti
non bastano a rendere un cantiere sicuro. Infatti, i provvedimenti di
sospensione dei cantieri scattano per omessa segnaletica e omessa sicurezza
per i cittadini. Cosa vuol dire? Reti di protezioni mancanti, brecciolino
abbandonato, betoniere al lavoro a centro strada e senza avvisi, cartelli
per la sicurezza inesistenti, lavori che debordano sui marciapiedi.
I primi tre cantieri ad essere controllati sono proprio quello dell´arredo
urbano in via dei Mille (General Costruzioni) e i due in via Nisco (New
Verde srl e l´impresa Tagliabue spa per Napoletanagas). Subito dopo la
polizia municipale passa: in piazza Eritrea (lavori realizzati dalla Riviera
Scarl per Ansaldo); a Santa Caterina (Papa Costruzioni); in via Torelli
(impresa Tagliabue per Napoletanagas) e nei due cantieri in Riviera di
Chiaia (uno gestito dalla Dieffe spa per Anm e uno all´altezza di largo
Torretta dell´Ansaldo). E se a questi si aggiunge il cantiere di piazza
Mondragone (Napoletanagas), multato lunedì, si arriva a quota nove.
I lavori sono bloccati, in attesa che le ditte si mettano in regola. Lo stop
porrebbe durare solo 24 ore, come giorni, con ulteriori disagi e ritardi
sulle consegne.
«Abbiamo invocato i controlli - commenta a caldo l´assessore alla Mobilità,
Agostino Nuzzolo - per verificare l´applicazione del codice della strada e
garantire, innanzitutto, la sicurezza dei cittadini e, in secondo luogo, il
buon esito degli interventi. Queste azioni servano da esempio anche alle
imprese impegnate negli altri cantieri». E Fabio Choisi, presidente della I
Municipalità: «I controlli sono a tutela della sicurezza dei cittadini e
dell´utenza che ha il diritto di essere informata».
Fonte: la repubblica
Psicofarmaci come antistress, è allarme
Sempre più usati per
sopportare le pressioni sul lavoro. Milano «capitale dell'abuso»
(Grazia neri)
MILANO - Psicofarmaci usati come antistress per lenire gli effetti
dell'insoddisfazione e delle pressioni subite sul lavoro. Un fenomeno in
continuo aumento, segnalato dall'assessore alla Salute del Comune di Milano,
Giampaolo Landi di Chiavenna. L'allarme è stato lanciato proprio da Palazzo
Marino, sede del Comune di Milano, durante il convegno «Salute sul lavoro».
MILANO «CAPITALE» - «Gli esperti stanno registrando un abuso di psicofarmaci
correlati allo stress da lavoro - spiega - e Milano spicca negativamente per
il record di casi del genere». La metropoli, secondo gli esperti del
settore, sembra aggiudicarsi il titolo di Capitale degli impiegati
stressati. «Sono state condotte diverse indagini -osserva Pietro Penati,
coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela della
salute dei lavoratori della Regione Lombardia- e tutte hanno confermato che
circa il 50% dei lavoratori italiani è afflitto o affetto da stress da
lavoro. La Lombardia rispecchia queste cifre». L'instabilitá emotiva,
avverte Landi, «si ripercuote pericolosamente anche nella vita familiare.
«Non si può parlare solo dei dipendenti degli uffici o degli operai. Nella
classe dei lavoratori rientrano di diritto anche le casalinghe che spesso
vivono un profondo stato di solitudine, aggravato dal mancato riconoscimento
del loro ruolo. Una fonte enorme di stress».
INIZIATIVE - Per affrontare l'emergenza salute sul lavoro, l'assessorato
comunale ha deciso di avviare un primo nucleo di iniziative, tra cui «un
libro bianco. Contro le morti bianche, ma non solo: contro gli infortuni in
genere, lo stress e l'abuso di psicofarmaci, il mobbing, i casi estremi di
stalking che talvolta si verificano. Contro tutte le minacce alla salute del
lavoratore». La fatica è anche psichica e sensoriale. Si pensi al rumore
eccessivo e ripetitivo cui sono sottoposti certi lavoratori: si ripercuote
non solo sull'udito ma su tutto l'organismo. Lo stress da lavoro è sempre
più diffuso: si va da una fase moderata che permette il recupero totale, a
una più intensa con conseguente accumulo dello stress, fino ai casi più
gravi in cui l'affaticamento emotivo è permanente e dannoso.
LA SINDROME - La chiave per comprendere il fenomeno è in una definizione:
Sindrome generale di adattamento. La prima tappa è quella dell'allarme.
Tutto comincia con un aumento dell'adrenalina e dei corticoidi circolanti, e
con uno stato di tensione emotiva. Poi si passa ai tentativi di resistenza,
cioè allo sforzo di adattamento biologico e comportamentale agli stimoli
esterni. Se l'operazione fallisce, scatta l'esaurimento. «I sintomi dello
stress da lavoro sono molto comuni: alterazione del ritmo cardiaco e della
pressione arteriosa. Ma anche problemi all'apparato digerente, iperidrosi,
formicolii. Sul fronte psichico i campanelli d'allarme sono ansia e
aggressivitá, perdita di autostima fino alla depressione», elenca Penati. Un
caso tipico di stress da lavoro è quello del 'burnout', aggiunge Pietro
Penati, coordinatore del servizio di sorveglianza sanitaria per la tutela
della salute dei lavoratori della Regione Lombardia, «che porta gradualmente
il lavoratore dall'entusiasmo idealistico all'apatia. Ultimo stadio: la
morte professionale».
Fonte: corriere della sera
UMBRIA: SICUREZZA LUOGHI DI LAVORO,
DOCUMENTO PER LE SEDI REGIONALI
Perugia, 16 lug - Ha come
obiettivo la sicurezza sui luoghi di lavoro della Regione Umbria il
documento presentato a Perugia nel corso di un incontro che si e' svolto
stamane nella sede della Scuola di Amministrazione Pubblica Villa Umbra. Era
presente il direttore regionale alle Risorse umane finanziarie e strumentali
della Regione Umbria, Annalisa Doria, che ha illustrato i contenuti del
testo. Hanno partecipato i medici competenti, i rappresentanti delle
Organizzazioni sindacali e della ''Rsu'', i docenti dei percorsi di
aggiornamento e formazione e i dipendenti regionali addetti alla sicurezza.
''La predisposizione del nuovo documento sulla sicurezza - ha detto Annalisa
Doria - vuole essere un punto di partenza per le attivita' future e conferma
l'impegno della Regione Umbria a migliorare lo standard qualitativo per la
prevenzione e la sicurezza nelle sedi regionali''. Durante l'incontro e'
stato evidenziato che nel primo semestre del 2008 la Regione Umbria ha posto
particolare attenzione alla realizzazione di tutti i percorsi formativi
previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di
lavoro, oltre ad aver supportato - e' detto in una nota - le neo strutture
organizzative preposte alla prevenzione, protezione e gestione tecnica delle
sedi regionali con una formazione intervento che ha prodotto come risultato
conclusivo il documento presentato oggi. Alle attivita' di formazione messe
in atto dall'amministrazione regionale nel campo della sicurezza e
prevenzione, ha fattivamente collaborato la Scuola di Amministrazione
Pubblica Villa Umbra
Fonte: asca.it
LA GUARDIA DI FINANZA CHIUDE UNA FABBRICA
PER MANCATO RISPETTO DELLE NORME SUL LAVORO
Controlli della Guardia di
Finanza in tutta la Provincia di Perugia, scoperte decine di lavoratori
irregolari.
Durante un 'operazione di controllo del Comando Provinciale della Guardia di
Finanza, principalmente rivolto al settore dei servizi Turistico -
alberghieri, sono state scoperte 4 persone impiegate in " nero" presso un
Hotel del Capoluogo ed altrettante, tra alberghi e pizzerie dello spoletino
e nei dintorni di Todi. Un operaio in nero è stato scoperto anche nel
settore agricolo, così come un commesso di un esercizio commerciale
nell'assisano.
In una fabbrica per la lavorazione di manufatti in resina plastica invece ,
a Gualdo Tadino, i finanzieri della Tenenza di Gubbio hanno scoperto che
tutti gli operai (5 donne e 2 uomini, comunitari e non, tutti comunque in
regola con le norme per il soggiorno in Italia) erano impiegati in nero.
Al momento dell'ingresso nei locali della fabbrica , i finanzieri si sono
trovati di fronte a locali e pezzi della lavorazione interamente ricoperti
dalle polveri dei lavori che gli operai stavano eseguendo con macchinari ad
aria compressa. La mancanza di aeratori e le finestre chiuse rendevano gli
ambienti saturi e gli stessi operai, che vestivano normali abiti e calzature
estive, senza mascherine né altro indumento protettivo, erano completamente
ricoperti di polvere dalla testa ai piedi.
Bloccate le attività è stato subito convocato l'Ispettorato del Lavoro di
Perugia e l'ASL nr. 1 di Gubbio. Sulla base della relazione tecnica dei
funzionari sanitari, la Guardia di Finanza ha posto sottosequestro i locali
in cui avveniva la lavorazione dei manufatti in resina ed ha provveduto a
segnalare la Notizia di Reato a carico del datore di lavoro, inoltrandola
alla A.G. di Perugia, per numerose violazioni di carattere penale (artt. 63,
67, 75, 81, 163, 225 ) previste dal D.Lgs. 81 /2008 in materia di tutela
della salute e della sicurezza sul lavoro.
L'Ispettorato del Lavoro ha inoltre disposto, la sospensione immediata
dell'attività, così come previsto dall'art 14 del D.Lgs 81/2008, in quanto
la società utilizzava personale, non risultante dalle scritture o da altra
documentazione obbligatoria, in misura superiore al 20% dei lavoratori
occupati.
Dagli accertamenti successivi poi è stata trovata anche documentazione circa
l'impiego in nero di almeno altri 15 operai. Le ulteriori investigazioni
mirano ora a ricostruire nel dettaglio il complesso dei rapporti di lavoro
di fatto instaurati, oltre che tutti gli altri aspetti di rilevanza fiscale.
Fonte: tuttoggi.info
Sicurezza sul lavoro: i sindacati
confederali incontrano il Prefetto
Si è svolto ieri in Prefettura
l'incontro tra i sindacati provinciali Cgil Cisl e Uil e il Prefetto Scarpis
avente per oggetto la piattaforma unitaria sulla sicurezza messa a punto
dalle stesse sigle confederali. La piattaforma ha l'obiettivo di ridurre,
attraverso azioni mirate sia dal punto di vista contrattuale che di
coordinamento tra le istituzioni e gli organismi preposti al controllo ed
alla vigilanza, il numero degli infortuni e delle morti sul lavoro nella
nostra provincia.
"Il Prefetto - spiegano i sindacati -si è reso disponibile ad iniziare un
percorso di comune collaborazione che colga l'obiettivo di promuovere e
vigilare sull'applicazione della normativa sulla sicurezza, e di svolgere
azione di contrasto all'illegalità anche per quanto concerne il sistema
degli appalti, dei subappalti e più in generale delle subforniture che
sembrano oggi essere il vero punto debole in materia di sicurezza.
Le parti hanno inoltre individuato come obiettivo comune l’esigenza di una
diffusione capillare della cultura della sicurezza sia tra i lavoratori che
tra i datori di lavoro, oltre che nell'intera società, non escludendo
nemmeno un coinvolgimento degli istituti scolastici, che per loro natura
sono preposti alla formazione dei futuri lavoratori e dei futuri
imprenditori.
Fonte: lungoparma.com
Stralcio del Resoconto della 38ª seduta
del Senato di ieri, Martedì 15 luglio 2008
“L'Assemblea ha approvato in
prima lettura il ddl n. 735 di conversione in legge del decreto-legge 3
giugno 2008, n.97 recante disposizioni urgenti in materia di monitoraggio e
trasparenza dei meccanismi di allocazione della spesa pubblica, nonché in
materia fiscale e di proroga di termini.
Il decreto (che ora passa all’esame della Camera n.d.r.) presenta una serie
complessa di disposizioni, tra cui la previsione delle modalità per
beneficiare del credito d'imposta riservato alle imprese che effettuano
investimenti nelle aree svantaggiate del Mezzogiorno e l'abrogazione della
norma del cosiddetto decreto Bersani che stabilisce un rapporto di
responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore.
Il testo del decreto ha subito molte modifiche nel corso dell'esame; in
particolare nella seduta odierna, oltre a numerosi ordini del giorno accolti
dal Governo, sono stati approvati alcuni emendamenti tendenti ad inserire
articoli aggiuntivi recanti nuove proroghe di termini e disposizioni di
carattere fiscale relativamente a diversi comparti, nonché misure, tra le
altre, per il fermo di emergenza temporaneo e definitivo e la Cassa
integrazione guadagni straordinaria nel settore della pesca, interventi per
gli eventi alluvionali del maggio 2008 e norme relative all'emergenza
rifiuti in Campania”.
Fonte: www.senato.it
Bologna: migliora la sicurezza sul
lavoro, lo dice un sondaggio della Cna
La Cna di Bologna in seguito ad
un sondagggio condotto sulla sicurezza tra le sue associate sostiene che
"cresce l'attenzione verso la sicurezza sul luogo di lavoro". Lo dimostra un
sondaggio realizzato tra le aziende della meccanica: il 98% delle aziende
dichiara di svolgere controlli sull'efficienza delle attrezzature, per il
55% delle imprese nell'acquisto di un macchinario l'aspetto della sicurezza
è essenziale e per il 45% è rilevante, nel 100% dei casi i macchinari
acquistati dalle aziende sono marcati Ce oppure rispondenti a precedenti
normative.
La Cna di Bologna sostiene questa attenzione, intensificando i servizi di
consulenza sulla sicurezza verso i propri associati: nel 2008 sono già state
garantite 1.295 prestazioni ad altrettante imprese, altrettanto numerosi
sono i corsi e i seminari di formazione in tema di sicurezza
I risultati stanno confermando questo impegno, nelle imprese Cna Bologna
infatti la media degli infortuni è più bassa rispetto alla media bolognese e
regionale: nel 2007 la percentuale degli infortuni rispetto al numero di
occupati nelle imprese di Cna Bologna è stata del 4,41%, la stessa
percentuale considerando tutte le imprese bolognesi sale 5,91%, a livello
regionale al 6,13%. E' importante considerare che questa percentuale tiene
conto di tutti gli infortuni, anche quelli più lievi che hanno comportato
non più di 6 giorni di assenza, e che per fortuna sono la larghissima
maggioranza.
“Sono risultati importanti, che confermano l'impegno di Cna e delle sue
imprese per migliorare la sicurezza sui posti di lavoro. Ma occorre fare
ancora meglio - spiega Loretta Ghelfi, Segretario Cna Bologna -. E'
fondamentale la formazione sui dipendenti e sugli imprenditori. Così come
l'acquisto di macchinari talmente sicuri da prevenire anche l'eventuale
errore umano. Per questo motivo stiamo aumentando i servizi di consulenza,
formazione e credito agevolato per l'acquisto di macchinari innovativi in
tema di sicurezza. Nelle piccole e medie aziende l'imprenditore lavora a
fianco dei suoi addetti: aumentare la sicurezza per l'imprenditore dunque
significa tutelare i propri dipendenti ed anche la propria incolumità”.
La Cna di Bologna - Unione Produzione ha dunque effettuato un sondaggio su
un campione di 100 aziende associate del settore della meccanica.
Nell'acquisto di una macchina utensile le caratteristiche rispetto alla
sicurezza per il 55% degli imprenditori è un aspetto essenziale nella
decisione dell'acquisto, per il 45% è un aspetto rilevante, nessuno l'ha
considerato un aspetto secondario o irrilevante.
Nelle aziende consultate, il 51% ha acquistato macchine utensili tutte
marcate Ce, il 49% ha acquistato macchine in parte marcate Ce e in parte
rispondenti a precedenti normative.
Nel 67% dei casi i controlli sull'efficienza delle attrezzature vengono
svolti periodicamente da personale formato ed in base alle istruzioni che
accompagnano la macchina, nel 31% i controlli vengono svolti anche se non
programmati periodicamente, nel 2% i documenti che accompagnano la macchina
non contengono indicazioni chiare sulla manutenzione.
Per quanto riguarda il ruolo del responsabile del servizio prevenzione, nel
65% dei casi dà un parere definitivo sull'acquisto o meno di macchinari e
impianti dopo averne verificato le condizioni di sicurezza, nel 26% viene
consultato sull'acquisto.
Come dicevamo, la Cna ha intensificato la sua attività verso gli associati
in tema di sicurezza. Nel 2008 sono già state 1.295 le consulenze prestate:
nel 72% dei casi si è trattato di una unica consulenza in tema di rispetto
delle normative sulla sicurezza, 168 hanno riguardato le attività di
manutenzione, 139 le consulenze iniziali prima dell'acquisto di una nuova
tecnologia.
Gli effetti di questo impegno sono stati confermati dai dati che dicono come
nelle imprese associate a Cna Bologna la percentuale degli infortuni sul
numero di occupati (4.41%) sia più bassa rispetto alla media bolognese
(5,91%) e regionale (6,13%).
Sempre restando nelle imprese Cna, le giornate di assenza per infortunio
sono lo 0,34% rispetto al totale delle giornate lavorative dei dipendenti.
La maggiore incidenza di assenze per infortunio si è verificata ai
dipendenti con fascia di età inferiore ai 20 anni, l'incidenza decresce con
l'aumento dell'età, una conferma del fatto che esperienza e formazione sono
una grande prevenzione contro gli infortuni. Sempre calcolando le giornate
di assenza per infortunio sul totale delle giornate lavorative, la
percentuale è maggiore per gli stranieri (0,49%) rispetto agli italiani
(0,30%). L'incidenza maggiore si è verificata nel settore costruzioni e
affini (0,58%), seguita dal settore trasporti (0,51%) e dal settore
produzione (0,37%), che, per le loro caratteristiche, sono sempre stati i
tre settori a maggior rischio di infortuni. Per quanto riguarda i trasporti,
il rischio è rappresentato essenzialmente dalle difficili condizioni del
traffico su strade e autostrade italiane, un tema che Cna da tempo ha
portato all'attenzione di Istituzioni, Anas e Società Autostrade.
Fonte: sabatoseraonline.it
Medico competente? Solo se nell’Elenco nazionale
Il decreto 81/08 prevede che
possano svolgere la funzione di medico competente solo i professionisti
iscritti nell’Elenco nazionale. Il Ministero della Salute ha reso
disponibile il modulo per richiedere l’iscrizione, da inviarsi entro il 15
novembre.
Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, i
medici abilitati a svolgere la funzione di medico competente, sulla base dei
titoli e requisiti previsti dall'art. 38, sono tenuti a trasmettere entro
sei mesi dal 15 maggio 2008, al Ministero del Lavoro, Salute e Politiche
Sociali, un'autocertificazione al fine di essere inclusi nell'elenco
nazionale.
Il Ministero della salute ha reso disponibile da pochi giorni il
modello (formato PDF, 114 kB) per l'autocertificazione, da sottoscrivere
e inviare esclusivamente tramite lettera raccomandata con ricevuta di
ritorno.
Secondo quanto previsto dall’articolo 38 del D.Lgs. 81/08, per svolgere le
funzioni di medico competente è necessario possedere uno dei seguenti titoli
o requisiti:
a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei
lavoratori e psicotecnica;
b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e
psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in
fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
c) autorizzazione di cui all'articolo 55 del decreto legislativo 15 agosto
1991, n. 277;
d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.
Inoltre, i medici saranno tenuti “a frequentare appositi percorsi formativi
universitari da definire con apposito decreto del Ministero dell'università
e della ricerca di concerto con il Ministero della salute.”
Il decreto stabilisce però che i soggetti i quali, alla data del 15 maggio
2008 (data di entrata in vigore del decreto 81/08), “svolgano le attività di
medico competente o dimostrino di avere svolto tali attività per almeno un
anno nell'arco dei tre anni anteriori all'entrata in vigore del presente
decreto legislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal
fine sono tenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro
comprovante l'espletamento di tale attività.”
Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente – prevede ancora il
decreto 81/08 – “è altresì necessario partecipare al programma di educazione
continua in medicina ai sensi del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.
229, e successive modificazioni e integrazioni,” a partire dal programma
triennale successivo all'entrata in vigore del decreto 81/08.
I crediti previsti dal programma triennale dovranno essere conseguiti nella
misura non inferiore al 70 per cento del totale nella disciplina «medicina
del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro».
L’autocertificazione va inviata a:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali
Diparimento della Prevenzione e della Comunicazione
Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria - Ufficio II
Via Giorgio Ribotta, 5
00144 - Roma
In caso di mancata ricezione della ricevuta di ritorno, per avere conferma
dell’avvenuto inserimento nell’elenco, gli interessati potranno telefonare
al n. 06.59943821 o inviare una richiesta e-mail all’indirizzo
r.pesce@sanita.it.
SCARICA MODELLO
Fonte: puntosicuro.it
Sacconi: «Il calo degli infortuni sul lavoro è ancora insoddisfacente»
In Italia diminuiscono morti
bianche e infortuni sul lavoro, ma crescono gli incidenti che colpiscono
immigrati e lavoratori atipici. Nel 2007 ci sono state 912.615 denunce di
infortuni, 15.500 in meno rispetto all'anno precedente, con un calo pari
all'1,7 per cento. Scende anche il numero di morti bianche, che si attestano
a circa 1.210 casi, con una flessione del 12,8% rispetto al 2006. A crescere
sono, invece, gli infortuni degli stranieri (140mila, + 8,7 per cento) e
quelli in itinere, con un dato agghiacciante: oltre il 50% delle morti sul
lavoro avviene per strada. Parasubordinati e interinali si confermano, poi,
tra i lavoratori meno sicuri, con incrementi di infortuni, rispettivamente,
del 13,6% e del 5,7 per cento. Questa la fotografia scattata dalla relazione
annuale dell'Osservatorio statistico infortuni dell'Inail sull'andamento
infortunistico 2007 nel Belpaese, illustrati, al ministero del Lavoro, alla
presenza del ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
«È un calo non soddisfacente», commenta il ministro Sacconi, che punta il
dito, soprattutto, sul basso numero di aziende che denunciano all'Inail gli
infortuni dei propri dipendenti. Il ministro ricorda che su 3 milioni e
750mila aziende iscritte all'Inail solo 280mila denunciano almeno un
infortunio l'anno, cioè il 7,5% del totale. E, addirittura, solo 18.500
imprese denunciano più di cinque infortuni annui. Sacconi annuncia, quindi,
di aver chiesto all'istituto di «fornire una ulteriore elaborazione della
platea di imprese a rischio, con un'analisi dettagliata delle loro
caratteristiche, dal carattere dimensionale all'ambito territoriale e
all'attività merceologica svolta, per orientare al meglio gli interventi
preventivi e formativi sulla fronte della sicurezza sul lavoro». E a breve,
sottolinea Sacconi, il Governo convocherà le parti sociali per discutere del
testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e della bilateralità, che,
assicura, «intendiamo favorire e incrementare».
Dal rapporto dell'Inail emerge come l'agricoltura sia il settore che, nel
2007, ha fatto registrare il minor numero di incidenti, con un significativo
- 9,4 per cento. A seguire, anche se più distanziati, industria e servizi,
con una riduzione di circa l'1,2 per cento. In controtendenza, invece, il
pubblico impiego, che ha fatto registrare un aumento dell'1,5%, sulla scia
degli incrementi già osservati negli anni precedenti. Anche se, tengono a
precisare dall'Inail, «si tratta comunque di poche centinaia di casi».
Lavorazione dei metalli, costruzioni e autotrasporto sono i settori
merceologici più a rischio infortuni per i lavoratori. Stabile, poi, la
percentuale di donne che subiscono infortuni sul lavoro, ferma intorno al
27,5 per cento. Per entrambi i sessi quasi l'80% degli infortuni si
concentra tra i giovani e gli impiegati sotto i 50 anni. A livello
territoriale, poi, la riduzione degli infortuni ha interessato un po' tutte
le regioni italiane, a eccezione della Sicilia (+4,1%), del Lazio, della
Calabria e della provincia autonoma di Bolzano, con incrementi intorno al
mezzo punto percentuale.
Fonte: ilsole24ore.com
INTESA INAIL, INDESIT E FEDERICO II PER SICUREZZA SUL LAVORO: PRESENTATI I
RISULTATI DEL PROGETTO EIP
Sono stati presentati questa
mattina i risultati finali del progetto EIP, frutto di un’intesa tra Indesit
Company, direzione regionale Campania Inail e l’Università Federico II.
Creare nuove soluzioni ergonomiche per il miglioramento delle postazioni di
lavoro dello stabilimento Indesit di Teverola e Carinaro, in provincia di
Caserta: queste le finalità del progetto. All’incontro, che so è svolto
questa mattina presso il polo formativo INAIL di Villa Bandini ai colli
aminei, sono intervenuti Vincenzo Guadagnuolo, direttore distretto
industriale Indesit a Carinaro e Teverola, la prof.ssa Gabriella Caterina,
direttore dipartimento DICATA (Laboratorio LEAS) dell’Università Federico II
di Napoli e Luigi Matarese, Direttore regionale INAIL che abbiamo ascoltato
sulla possibilità di esportare il progetto ad altri settori dell’industria
Il progetto, scelto per essere presentato nell’ambito della quinta
conferenza nazionale sulla sicurezza del lavoro che si svolgerà ad ottobre a
Modena, va considerato un valido esempio di ricerca accademica applicata
all’ottimizzazione dei processi produttivi. L’applicazione degli esiti della
ricerca ha consentito all’Indesit di riscontrare un miglioramento nel
comfort della postazione di lavoro e della qualità del prodotto percepita da
parte del cliente, oltre che un aumento dell’efficienza complessiva del
processo produttivo. Inoltre, è stato realizzato un software, ERA, per la
valutazione dei rischi per sovraccarico biomeccanico e delle condizioni
ergonomiche delle postazioni di lavoro.
Fonte: videocomunicazioni.com
Convegno sulla sicurezza sul lavoro - Cento per Cento sicurezza
Cento. Il Comune di Cento, con
il patrocinio della Camera Commercio di Ferrara, organizza un incontro che
si propone di esaminare, le novità salienti del Testo Unico in materia di
salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento alla
situazione in essere nel distretto produttivo centese.
La riflessione trae alimento dall'impostazione del Decreto legislativo, che
modifica il quadro della normativa esistente, assicurando il pieno rispetto
delle disposizioni comunitarie, l'equilibrio tra Stato e Regioni e,
soprattutto, l'uniformità della tutela sull'intero territorio nazionale.
Uno degli aspetti più rilevanti del Decreto 81/08 consiste nell'ampliamento
del campo di applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza
sul lavoro a tutti i settori, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori,
indipendentemente dalla qualificazione del rapporto di lavoro.
Il Comune di Cento è impegnato al raggiungimento dell'obiettivo di garantire
la sicurezza del lavoro, e ciò mediante un'azione attiva che parte dal
confronto programmato per svilupparsi in piani formativi da candidarsi sui
fondi interprofessionali o su altre risorse pubbliche a cui fare ricorso in
modo coordinato da parte delle aziende del territorio....
L'atelier che si terrà oggi presso sede CMV Servizi, Via Baldassarre
Malamini, rappresenta un'occasione di incontro e di formazione per tutti i
soggetti operanti nel settore ed è proposto in collaborazione con Sinergie
Soc. Cons. a r.l., Ente di formazione accreditato alla Regione Emilia
Romagna e vede la partecipazione di esperti del settore. Con l'occasione si
potrà fare il punto del fabbisogno formativo ed elaborare una o più proposte
progettuali da candidarsi sui bandi a sostegno della formazione sui temi
della sicurezza sui luoghi di lavoro e sull'ambiente.
Considerata la modalità corsuale, il presente evento costituisce credito
formativo della durata di 6 ore come previsto dall'accordo Stato Regioni del
14.02.2006, allegato 2, di cui all'art. 8 bis, comma 2 del D. Lgs. 626/94.
La presenza di relatori altamente qualificati, la novità dei temi trattati e
l'obbligatorietà della registrazione dei presenti con la firma degli stessi
sul apposito modulo consente il rilascio degli attestati di partecipazione
che costituiscono credito formativo in base a quanto previsto dall'Accordo
Stato regioni del 26 gennaio 2006.
Fonte: estense.com
Roma, Giunta Zingaretti vara piano per garantire lavoratori e formazione
L'assessore Smeriglio:''Si
procederà all'espletamento delle proprie gare solo se sarà espressamente
esclusa la clausola dell'affidamento al 'massimo ribasso' che spesso
produce comportamenti poco virtuosi. Vogliamo inoltre premiare quelle
aziende che si muovono sul sentiero della qualità, della 'responsabilità di
impresa''
Roma, 14 lug. - "Il Lazio e' una delle regioni più colpite per gli infortuni
sul lavoro. E' al terzo posto per le morti bianche. Ed anche la città di
Roma e' in vetta alle classifiche della regione. Per questo motivo la giunta
Zingaretti ha varato un piano, volto a garantire i lavoratori
dell'amministrazione provinciale di Roma, incentivando al contempo la
formazione nelle imprese del territorio". E' quanto ha dichiarato
l'assessore alle politiche del lavoro, Massimiliano Smeriglio, presentando
nella sede della Provincia, accanto all'assessore provinciale della
Viabilità, Marco Vincenzi, e all'assessore provinciale delle Politiche della
scuola, Paola Rita Stella, il piano legato alla sicurezza e alla tutela dei
lavoratori.
"Nel Lazio ci sono moltissime imprese all'interno di un sistema molecolare
-ha ricordato Smeriglio- e questo rende più complesso il nostro lavoro. Ci
muoveremo comunque secondo quanto stabilito dalle direttive europee, ridurre
cioè, entro il 2010, del 25% gli infortuni sul lavoro, rispondendo altresì
al continuo monito del presidente della Repubblica".
La Provincia di Roma vuole fare la sua parte mettendo a disposizione
risorse. "In programma -ha spiegato ancora Smeriglio- un'intesa attivita' di
comunicazione in materia di sicurezza, percorsi 'di orientamento e
formazione' (distribuendo anche materiale ad hoc) nelle scuole, nei centri
per l'impiego e presso le aziende".
Riguardo alle gare l'assessore delle Politiche del Lavoro Smeriglio ha
ricordato che "per proteggere i lavoratori nelle imprese appaltatrici la
giunta provinciale procederà all'espletamento delle proprie gare solo se
sarà espressamente esclusa la clausola dell'affidamento al 'massimo ribasso'
-ha sottolineato- che spesso produce comportamenti poco virtuosi. Vogliamo
inoltre premiare quelle aziende che si muovono sul sentiero della qualità,
della 'responsabilità' di impresa'".
L'amministrazione della Provincia di Roma ha stabilito alcuni vincoli,
imprescindibili, per gli appalti. Fondamentale l'obbligo di applicazione del
contratto collettivo nazionale di lavoro di settore per le imprese che
assumono appalti di lavoro o acquisiscano affidamenti di beni e servizi
dalla Provincia di Roma. L'obbligo di introduzione degli standard di
sicurezza, nella progettazione e nella conduzione dei lavori, nei
certificati di qualità delle imprese.
Importante anche il rispetto delle norme sulla sicurezza e per la
salvaguardia della salute dei lavoratori, quale elemento vincolante nella
presentazione del curriculum dell'impresa per la partecipazione ad appalti,
subappalti ed affidamenti di lavori in nome e per conto della Provincia di
Roma, per l'accesso alle agevolazioni, ai finanziamenti e ai contributi a
carico degli enti pubblici. Per le imprese consortili e affidatarie dovrà
esserci inoltre obbligo di assicurare l'applicazione e l'aggiornamento dei
piani di sicurezza.
Per facilitare lo svolgimento dell'attività' lavorativa anche agli stranieri
la giunta Zingaretti ha previsto lo svolgimento, nei prossimi anni, di corsi
di formazione rivolti ai lavoratoti stranieri con specifici moduli formativi
sulla sicurezza sul lavoro.
"Sarà fondamentale -ha sottolineato ancora Smeriglio- lavorare in piena
sinergia con le altre istituzioni. Per questo, in accordo con la Prefettura
di Roma e con la Regione Lazio, realizzeremo un sistema informativo per
vagliare la regolarità del lavoro e per condividere tutti i dati
disponibili. La Provincia di Roma -ha concluso Smeriglio- continuerà ad
essere parte attiva al tavolo promosso dalla Prefettura di Roma, finalizzato
alla messa a punto ed applicazione del Vua, Verbale unico di accertamento,
in collaborazione con Inail, Inps, Direzione provinciale del Lavoro, Comune
di Roma e Regione Lazio".
Fonte: Adnkronos
CONFINDUSTRIA BASILICATA IMPEGNATA SUL FRONTE DELLA SICUREZZA
“La sicurezza sui luoghi di
lavoro rappresenta uno dei pilastri dell’azione di informazione e formazione
promossa da Confindustria Basilicata, per favorire la crescita di una vera e
propria cultura della sicurezza,che passa attraverso la condivisione e la
comprensione dei contenuti e delle responsabilità connesse alle normative
vigenti e alla loro applicazione”.
È quanto ha dichiarato Giuseppe Carrieo, direttore Generale di Confindustria
Basilicata, a margine del seminario tecnico di aggiornamento professionale
“Il Decreto Legislativo 81/2008: Le sanzioni e le responsabilità. Linee
Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo
secondo il D.L.vo 231/2001”, promosso da Confindustria Basilicata e da
Conforma – Società di Formazione di Confindustria Basilicata, indirizzato ai
Responsabili e agli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione nei
luoghi di lavoro.
Fonte: lucanianews24.it
Lavoro - Accordo Legacoop-Inail sulla sicurezza
Il 16 giugno scorso è stato
siglato un accordo tra Inail e Legacoop finalizzato alla sperimentazione di
soluzioni pratiche volte a favorire e premiare la prevenzione e a diffondere
la cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro delle
cooperative associate a Legacoop. La collaborazione tra Inail e Legacoop
consiste nell’analisi congiunta dei dati relativi alle imprese cooperative
associate a Legacoop riguardo all’andamento infortunistico. Le parti hanno
deciso di individuare i settori di intervento e definire i piani di attività
al fine di contribuire al miglioramento delle condizioni lavorative e dei
livelli di sicurezza ma anche alla crescita di una cultura della prevenzione
degli infortuni nelle cooperative. L’accordo consentirà di realizzare un
osservatorio in grado di rilevare l’andamento infortunistico specifico delle
imprese cooperative, attualmente censite nell’ambito di tutte le imprese di
settore. La collaborazione tra Inail e Legacoop permetterà anche
l’individuazione di esigenze e soluzioni specifiche più adeguate alle
imprese cooperative. Altro aspetto importante della collaborazione è la
promozione di una migliore rete di informazione tra la associate sulle
opportunità offerte, soprattutto riguardo alla riduzione (del 10% o 5% , a
seconda del numero dei lavoratori) dei tassi Inail, prevista dall’art. 24
del Decreto Ministeriale del 12 dicembre 2000.
Fonte: Legacoop
Cantieri: più ispettori per combattere lavoro nero e morti bianche
Per combattere il lavoro nero e
le morti bianche serve la conoscenza dei cantieri sul territorio, delle
imprese, dei subappalti e dei lavoratori; maggior coordinamento ispettivo e
più concertazione istituzionale. Queste le proposte della Filca Cisl che ha
organizzato una tavola rotonda sul tema della sicurezza e della legalità nei
cantieri. Un tentativo di lanciare alcune proposte per un più compiuto
sistema di prevenzione e per una maggiore sicurezza nei cantieri della
nostra regione: questo lo scopo della tavola rotonda “Organizzare e
costruire Sicurezza e Legalità nei cantieri” organizzata dalla Filca Cisl
Piemonte.
Esiste una grande varietà di tipologie di cantieri: pubblici, privati, di
dimensioni grandi, medie o piccole, civili, stradali; oltre a quelli
dedicati alle ristrutturazioni, alle grandi opere e alle manutenzioni. Nel
2006 in Piemonte gli addetti all’edilizia erano circa 140mila, 70mila
imprese le e più di 22.000 i cantieri aperti. Del totale addetti, 76mila
risultavano dipendenti, il restante come singoli artigiani.
Per quanto riguarda gli incidenti mortali in edilizia, la situazione in
Piemonte rispecchia la media nazionale: nel 2007 si sono verificati 21
infortuni mortali su 93 totali. Dal 2004 ad oggi si sono registrati oltre
134 morti nei cantieri edili e 1800 infortuni invalidanti con menomazioni
permanenti.
Al convegno della Filca hanno partecipato tra gli altri l’ex vice presidente
Commissione nazionale Antimafia, Giuseppe Lumia, il procuratore di
Alessandria, Michele Di Lecce, il segretario generale della Filca Piemonte,
Piero Donnola e il neo segretario generale della Cisl Piemonte, Giovanna
Ventura. “Negli ultimi anni - ha spiegato il segretario regionale Piero
Donnola - le organizzazioni sindacali hanno avviato una sistematica azione
di denuncia sulle problematiche relative alla deregolamentazione del
settore, ovvero, al lavoro irregolare, del caporalato, degli infortuni sui
luoghi di lavoro."
Per controllare tutto il mondo del lavoro piemontese (non solo l’edilizia ma
anche i settori metalmeccanico, tessile, chimico, ecc..) ci sono di fatto
circa 500 ispettori per 650mila imprese di ogni settore. “Gli ispettori – ha
aggiunto il segretario generale della Cisl Giovanna Ventura - sono pochi,
sotto organico, devono vigilare su migliaia di aziende metalmeccaniche,
chimiche, grafiche, hanno diversa preparazione e provenienza. Servono
iniziative forti, campagne di informazione maggiori, politiche sulla
formazione che riguardano i lavoratori ma anche gli imprenditori,
specialmente nel comparto delle piccole imprese, dove il tema della
sicurezza è molto spesso ignorato e sottovalutato e serve anche una politica
scolastica che prevede la materia inerente la sicurezza nelle scuole”.
Proprio al riguardo la Filca Cisl piemontese, in raccordo con la Direzione
scolastica Regionale, istituirà nei prossimi mesi tre borse di studio per
gli istituti per Geometri. Con questa iniziativa, la Filca Cisl del Piemonte
intende promuovere la sensibilizzazione sull’argomento tramite un progetto
mirato a premiare i migliori elaborati o filmati multimediali inediti che
evidenzi i vari aspetti della sicurezza: le problematiche, le difficoltà, le
strategie di informazioni e le possibili soluzioni.
Fonte: giornal.it
MORTI SUL LAVORO: UN WEEK-END DI SANGUE
Una lunga scia di sangue, di
morti sul lavoro, di vite spezzate e di famiglie distrutte. L’incidente di
Casalnuovo, costato la vita sabato scorso al 17enne Raffaele C., è solo
l’ennesimo tragico episodio che caratterizza un mondo che sembra incapace di
darsi regole nuove in materia di sicurezza. Nel caso del giovane residente a
Secondigliano, gli inquirenti hanno accertato la mancanza di qualunque
presidio di sicurezza e l’utilizzo delle necessarie precauzioni. Il ragazzo
è volato da un’altezza di oltre 10 metri mentre stava installando un
condizionatore d’aria senza avere indossato il casco di protezione e le
imbracature necessarie quando si opera all’esterno di un palazzo.
Ma il week-end è stato caratterizzato da un altro tragico episodio. Il
33enne Paolo Di Biase, operaio della ditta “Armonioso”, è morto cadendo da
una scala mentre riparava le luminarie di un “giglio” una delle alte
strutture da portare in processione durante la tradizionale festa paesana.
Il fatto è accaduto a Casavatore, comune dell’hinterland settentrionale di
Napoli e sull’incidente indagano i carabinieri della locale stazione.
Fonte: videocomunicazioni.com
SICUREZZA SUL LAVORO: PROPOSTO IL SERVIZIO ISPETTIVO UNICO REGIONALE
ROMA - “La competenza sulla
sicurezza sul lavoro – si legge nell’interrogazione dell’on Nino Foti - è
divisa attualmente in troppi settori: ispettori delle Aziende sanitarie
(strutture regionali); ispettori – unità tecniche – del servizio ispettivo
del lavoro delle Direzioni provinciali del lavoro (strutture periferiche del
Ministero del Lavoro), Vigili del Fuoco, generando così confusione ed
inefficienza”. Nella struttura provinciale sarebbero incluse le competenze
ispettive delle ASL, del servizio ispettivo deL lavoro – unità tecniche –
della DPL provinciale, l’attività ispettiva ordinaria del Servizio ispettivo
del Lavoro (SIL) della DPL ed infine l’evasione contributiva svolta dagli
ispettori provinciali dell’INPS e dell’INAIL”. “L’unificazione di queste
strutture in un Servizio Ispettivo Unico della Sicurezza sul Lavoro di
carattere regionale comporterebbe una maggiore certezza nei datori di lavoro
e lavoratori della conoscenza dell’unica struttura competente alla
vigilanza; si avrebbe un risparmio dei costi, si avrebbe un corpo ispettivo
professionalmente competente nei vari settori della sicurezza stessa”. “In
qualità di capogruppo PDL in Commissione Lavoro - conclude l’on Nino Foti -
ho ritenuto opportuno chiedere al Governo una risposta in merito a tale
riforma”.
Fonte: PRIMA
RIFIUTI DA ATTIVITA' ESTRATTIVE
Il 22 luglio
entrerà in vigore il D. Lvo. 30 maggio 2008, n. 117 (Attuazione della
direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie e
che modifica la direttiva 2004/35/CE), pubblicato sulla GU n. 157 del
7-7-2008, il quale, tra l'altro, all'art. 15 modifica lo stesso DLvo 152/06
nella parte relativa al danno ambientale, predisponendo che "all'allegato 5
della parte VI del decreto legislativo n. 152 del2006 dopo il punto 12 e'
aggiunto, in fine, il seguente: « 12-bis. La gestione dei rifiuti di
estrazione ai sensi della direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle
industrie estrattive.»".
Purtroppo il nostro legislatore
si è "dimenticato" di aggiungere la indispensabile parola "estrattive" dopo
"industrie" nella stessa epigrafe del decreto!
Due morti sul lavoro, nel napoletano e
nel vicentino
E' caduto da un'altezza di
quattro metri mentre, su una scala, stava riparando le luminarie di un
"giglio", una delle alte strutture da portare in processione durante la
tradizionale festa paesana. Paolo Di Biase, 33 anni, operaio che stava
lavorando per conto della ditta "Armonioso", e' morto all'istante. E'
accaduto stasera a Casavatore, comune dell'hinterland settentrionale di
Napoli.
Sull'incidente indagano i carabinieri della stazione diCasavatore.Gli
investigatori hanno accertato che non sono state osservate le norme sulla
sicurezza del lavoro. I militari stanno svolgendo accertamenti anche sulla
posizione lavorativa della vittima. A quanto si e' appreso, i festeggiamenti
previsti stasera potrebbero essere annullati in segno di lutto.
Travolto dal trattore
Un uomo e' morto, schiacciato da un trattore, a Lonigo (Vicenza), in
localita' Madonna.
Secondo quanto si e' appreso dai carabinieri di Lonigo, che stanno
intervenendo sul posto per accertare le cause dell'incidente, il deceduto
sarebbe un anziano agricoltore. Tra i soccorritori anche i vigili del fuoco
di Vicenza intervenuti per il recupero della salma.
Fonte: Rai News
Provincia Di Roma: Approvato Ordine Del
Giorno Sulla Sicurezza Nei Posti Di Lavoro
Ven 13 Giu
Roma, 13 giu. (Ufficio Stampa Provincia di Roma) - Il Consiglio provinciale
di Roma ha approvato un ordine del giorno straordinario sui temi della
sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, presentato questa mattina in
aula dai consiglieri della maggioranza e dell'opposizione, dopo il tragico
incidente sul lavoro avvenuto in una vasca di depurazione a Mineo, in
Sicilia.
L'ordine del giorno, approvato con 35 voti a favore e uno astenuto, oltre ad
esprimere il cordoglio dell'assemblea per le recenti morti bianche, impegna
l'aula a convocare un Consiglio straordinario sul tema e a intraprendere
'iniziative utili a contribuire, per quanto di competenza, alla tutela dei
lavoratori'. Lo comunica Palazzo Valentini con una nota.
In apertura dei lavori inoltre - prosegue la nota - il presidente del
Consiglio provinciale di Roma, Pina Maturani, aveva invitato i consiglieri
presenti in aula ad osservare un minuto di silenzio per ricordare le morti
di Mineo. "Sono particolarmente contenta - ha spiegato Pina Maturani - che
il Consiglio abbia voluto rispondere con questa sollecitudine all'emergenza
delle morti bianche anche attraverso l'assunzione dell'impegno a svolgere
una seduta straordinaria per affrontare tali temi, condividendo così lo
spirito dell'appello, che ho richiamato in aula, del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano".
"Quello approvato dal Consiglio è un atto importante e non simbolico - ha
detto l'assessore provinciale alla Cultura, Cecilia D'Elia - troppo spesso
il lavoro non è socialmente riconosciuto e diventa causa di morte. La
Provincia di Roma ha già fatto molto, ma certamente si può fare di più. La
Giunta Zingaretti vuole impegnarsi a riflettere sulle cose concrete che si
possono fare e soprattutto sugli impegni che la nostra istituzione può
prendere nei confronti di tutte le altre istituzioni che hanno maggiore
competenza in materia".
Fonte: Adnkronos
Sicurezza sul lavoro, imprenditore cesano
assolto
CESA. Imprenditore edile sotto
processo perché non aveva rispettato le norme di sicurezza ed assolto. Si
tratta del giovane E.C., impegnato nel settore delle costruzioni per una
vicenda avvenuta qualche anno fa.
Nel mentre erano in corso dei lavori presso un cantiere in provincia di
Rieti, giunsero sul posto gli ispettori per controllare la regolarità ed il
rispetto delle norme sulla sicurezza. Completati i controlli i solerti
impiegati rilevarono una serie di carenze, inerenti la sicurezza sul
cantiere. Per questa ragione scattò immediata la denuncia alla Procura della
Repubblica di Rieti. L'imprenditore, difeso dal penalista Enzo Guida, è
riuscito a dimostrare la sua innocenza. Così il tribunale di Rieti lo ha
assolto, affermando che nessuna violazione alle norme sulla sicurezza era
stata effettuata.
Fonte: pupia.tv
Benevento, sicurezza sul lavoro: attivo
servizio informativo della Cisl
E’ attivo presso la sede della
Cisl di Benevento in Via Nicola da Monteforte 1, il Servizio Informativo
sulla Sicurezza sul Lavoro. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire alla
diffusione della cultura della prevenzione, sensibilizzare ed informare i
cittadini, sostenere i Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza)
e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’ambiente di lavoro.
Il servizio prevede la possibilità di ricevere informazioni e risposte a
quesiti specifici attraverso le seguenti modalità di contatto: sportello,
e-mail, telefonico, cartaceo. Prevede, inoltre, la produzione e diffusione
di materiale informativo sul D.Lgs. 81/2008, sulla normativa in materia di
sicurezza sul lavoro, la creazione di una banca dati per lo scambio di
informazioni tra Rls, la promozione di momenti di incontro volti a
migliorare
ed accrescere le competenze dei Rls.
“Tale iniziativa - afferma il coordinatore del servizio Alessandro De Lucia
- ha l’obiettivo di contribuire a diffondere la cultura della prevenzione
attraverso un’incisiva opera di sensibilizzazione e informazione; la
sicurezza sul lavoro costituisce la prerogativa fondamentale che consente al
lavoratore di svolgere a proprio agio la sua mansione con il conseguente
incremento della produttività, del rendimento e della qualità del lavoro. E’
necessario un coordinamento ed un’azione congiunta degli Enti istituzionali
e no, degli operatori del settore al fine di individuare, far circolare e
mettere in rete buone prassi che partano dall’analisi degli infortuni nei
diversi settori produttivi del nostro territorio e siano volte alla
rimozione dei fattori di rischio che li hanno generati, andando oltre il
formale adempimento agli obblighi di legge che resta comunque un punto fermo
ed un riferimento a normative certe”.
“La sicurezza sul lavoro – conclude - non dovrà essere in futuro un problema
da risolvere ma divenire patrimonio genetico ed elemento distintivo di una
società civile ed evoluta che basa sulla conoscenza, sulla consapevolezza,
una solida cultura della prevenzione per rispettare la persona e rafforzare
con il rispetto e la dignità, ogni forma di tutela e di sicurezza”.
Fonte: ilquaderno.it
Sicurezza sul lavoro, 30 violazioni in un
cantiere del varesotto
Olgiate Olona -
Responsabilità penali per i datori di lavoro, applicato il nuovo decreto
sulla sicurezza nei cantieri di lavoro. Ponteggi non ancorati e lavoratori
senza protezione tra le violazioni contestate
Ponteggi non ancorati,
lavoratori ad oltre tre metri di altezza senza protezioni e altre 30
violazioni sono state riscontrate all'interno del cantiere edile di via San
Francesco a Olgiate Olona. Ad intervenire sono stati, attorno alle 10,30 di
oggi venerdì 11 luglio, gli ispettori del Lavoro in forza alla Direzione
Provinciale del Lavoro di Varese, unitamente ai militari del Nucleo
Carabinieri per la Tutela del Lavoro e gli uomini della Compagnia di Busto
Arsizio. Il cantiere, del valore di 3,5 milioni di euro, è stato posto sotto
sequestro preventivo e l'accesso ai lavoratori sarà consentito solo per
opere di messa in sicurezza.
I tre proprietari delle ditte che stanno eseguendo i lavori sono stati
denunciati a piede libero insieme al direttore dei lavori per una serie di
violazioni alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro arrivando a
contestare l'articolo 451 del codice penale che parla di "omissione colposa
di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro". Per tutte le 30
violazioni è stato applicato il Testo unico in materia di sicurezza sul
lavoro approvato con il decreto legislativo 81 del 2008. Gli accertamenti di
carattere amministrativo, volti, tra l’altro a definire la regolarità della
posizione dei lavoratori trovati intenti ad operare al momento dell’accesso,
sono tuttora in corso.
Fonte: varesenews.it
SICUREZZA LAVORO: CC FERMANO CANTIERE NEL
PESCARESE
Dopo aver riscontrato delle
violazioni alla normativa sulla sicurezza sul lavoro, i carabinieri hanno
sospeso i lavori in un cantiere edile di Loreto Aprutino (Pescara), una
palazzina in costruzione con sei alloggi. I militari dell'Arma hanno
denunciato il rappresentante della ditta appaltatrice, il responsabile dei
lavori sulla sicurezza e il committente dei lavori.
Fonte: il centro
Edilizia: una legge per regolare
l’accesso alla professione
Cna rivendica una legge che
possa regolare l’accesso alla professione edili. “La ragione è semplice –
commenta Maurizio Baldi, responsabile del settore per Cna Arezzo. Difendere
le imprese regolari e garantire i consumatori. Prevediamo infatti non solo
criteri professionali ma anche di onorabilità: l’imprenditore non dovrà
avere precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso”.
La bozza di legge elaborata da Cna è incentrata su alcuni requisiti di base
che gli operatori del settore devono possedere o acquisire. “Innanzitutto di
idoneità professionale di durata variabile fino a tre anni a seconda della
complessità dell’attività imprenditoriale, integrati da periodi di
esperienza lavorativa e professionale in aziende abilitate, da integrare in
base ai principi di alternanza fra periodi di studio e pratica sul lavoro”.
Ci saranno poi requisiti di onorabilità: l’imprenditore non dovrà avere
precedenti penali o procedimenti giudiziari in corso. Infine, requisiti di
capacità organizzativa e finanziaria:” l’impresa – afferma Baldi - dovrà
disporre delle attrezzature e delle risorse umane ed economiche adeguate per
svolgere l’attività”.
La tutela della salute e la sicurezza sul lavoro, dovrebbero perciò
rappresentare uno degli elementi centrali della formazione obbligatoria per
i neo imprenditori, mentre l’esperienza professionale potrebbe essere
acquisita attraverso il lavoro diretto in un’impresa per un certo numero di
anni oppure tramite appositi corsi di formazione con relativi esami finali.
“Questa proposta di legge rappresenta un tassello che va nella direzione
della diminuzione degli infortuni e il miglioramento della sicurezza –
dichiara Baldi. Oggi, con una semplice domanda di iscrizione alla Camera di
Commercio, chiunque lo volesse avrebbe la possibilità di iniziare ad operare
nel mercato dell’edilizia senza conoscerne minimamente i risvolti. Riteniamo
pertanto necessario un provvedimento che, grazie anche alla qualificazione
degli imprenditori, garantisca trasparenza del mercato e tuteli i lavoratori
ed i consumatori”.
Costruttori qualificati, sottolinea Cna Costruzioni, significa cantieri
sicuri. La proposta di legge ha quindi un obiettivo fondamentale: combattere
il fenomeno degli operatori improvvisati, degli abusivi e dei
doppiolavoristi che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori, fanno
concorrenza sleale alle imprese regolari, sottraggono gettito alle casse
dello Stato, rendono un cattivo servizio ai consumatori.
Fonte: arezzonotizie.it
Sicurezza sul lavoro, un cantiere su tre
è fuori norma in REGIONE Emilia-Romagna
I cantieri edili in
Emilia-Romagna sono ancora poco sicuri. Dai dati 2007 a disposizione della
Regione Emilia-Romagna il 37% dei sopralluoghi ha fatto emergere situazioni
fuori norma. Per questo partirà un piano di prevenzione per il 2008-2010 in
cui si prevede il sequestro giudiziario immediato (con la sospensione dei
lavori per 15 giorni) per chi non rispetta alcune norme di sicurezza:
rischio caduta dall'alto, scavi non protetti, impianti elettrici pericolosi
e altro.
Elementi che se conteggiati tutti assieme sono la causa del 95% degli
infortuni. I sindacati pero' chiedono alla Regione di fare un passo oltre.
L'obiettivo è quello di arrivare al varo di una nuova legge regionale sugli
appalti incentrata sulla necessità di "ricostruire la responsabilita'
sociale d'impresa nei cantieri, anche in quelli pubblici che molto spesso
sono ad altissimo rischio incolumita'", chiede la Cgil.
Fonte: romagnaoggi.it
FIRENZE - un portale per la sicurezza
In arrivo un portale sulla
sicurezza del lavoro dedicato soprattutto ai ragazzi delle scuole, una
consulta del territorio fiorentino che riunisca organizzazioni sindacali e
imprese, una dichiarazione formale che impegni Comune e Provincia di Firenze
su questi temi nel lungo periodo.
Sono queste le tre proposte lanciate dall'assessore alle politiche del
lavoro Riccardo Nencini nel corso del convegno su "La responsabilità sociale
delle imprese alla luce del nuovo testo unico sulla prevenzione e sicurezza
dei luoghi di lavoro, iniziative delle istituzioni locali" si è svolto
questa mattina nel Salone de' Dugento a Palazzo Vecchio.
Nel seminario, organizzato dal Comune e dalla Provincia di Firenze, è stato
analizzato il decreto legislativo 81/2008 e illustrate le iniziative degli
enti locali e delle organizzazioni imprenditoriali in relazione all'entrata
in vigore della nuova norma. Nel suo intervento l'assessore Nencini si è
concentrato soprattutto sulle proposte operative, tre idee concrete per far
diventare la sicurezza sul lavoro una occasione di sviluppo e di formazione
oltre che una priorità nell'agenda politica.
L'assessore Nencini ha colto l'occasione del convegno per annunciare la
prossima apertura di un portale per la sicurezza dedicato soprattutto alle
scuole. "In autunno, all'inizio del prossimo anno scolastico, metteremo a
disposizione delle scuole e di tutti i soggetti interessati un portale
dedicato alla sicurezza sul lavoro. Sarà uno strumento innovativo, che
utilizzerà un linguaggio adeguato ai ragazzi e che vuole avvicinare le nuove
generazioni a questo tema con un obiettivo: creare l'abitudine alla
sicurezza. Un'abitudine che nel nostro paese purtroppo spesso latita e non
solo nell'ambito del lavoro".
Per quanto riguarda invece la consulta territoriale fiorentina, si tratta,
come ha spiegato l'assessore Nencini di una "proposta è rivolta alle
organizzazioni sindacali dei lavoratori, alle imprese e alle loro
rappresentanze e riguarda non tanto la sicurezza, quanto sulla
responsabilità sociale, ovvero su quel profilo dell'azione di impresa che
può qualificare l'impresa come un valore aggiunto. Si deve sapere che a
Firenze si lavora meglio anche perché si lavora in condizioni di sicurezza e
che questo rappresenta un vantaggio per l'integrazione fra la forza lavoro e
l'impresa". Due gli obiettivi della consulta: prima di tutto deve essere un
luogo in cui avvenga lo scambio delle scambio delle buone pratiche fra
imprese e lavoro. In secondo luogo deve essere l'interfaccia del territorio
rispetto a una sistemazione del Testo Unico che prevede il ruolo delle parti
sociali solo a livello regionale.
La terza proposta riguarda invece il livello istituzionale. "In questi anni
abbiamo portato avanti con la Provincia un utile e proficuo lavoro comune -
ha spiegato l'assessore Nencini -un lavoro che può portare entro questo
mandato amministrativo alla firma un atto solenne. Una dichiarazione che
impegni nel lungo periodo formalmente le due istituzioni e le due assemblee
elettive sul tema della sicurezza sul lavoro".
Fonte: il Reporter.it
SARDEGNA: APPROVATO IL NUOVO SISTEMA DI
INCENTIVI ALLE IMPRESE
Cagliari, 9 lug - Nella riunione
di ieri la Giunta regionale della Sardegna ha approvato nove direttive di
attuazione del nuovo sistema di incentivi a favore del settore industriale
in Sardegna, che si riferiscono alla Programmazione 2007-2013.
In modo particolare sono stati identificati una serie di strumenti che
riguardano gli investimenti produttivi, le reti di imprese, il sostegno
all'innovazione tecnologica e all'internazionalizzazione, il miglioramento
della finanza per le imprese e infine il contenimento del costo dell'energia
attraverso aiuti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Nello specifico le direttive sono rappresentate da: agevolazioni per
l'acquisto o il leasing di nuove macchine utensili o di produzione;
interventi per l'innovazione tecnologica, la tutela ambientale e la
sicurezza sul lavoro; interventi per favorire l'innovazione delle imprese
attraverso l'acquisizione di capacita' e conoscenza, e per la promozione nei
mercati esteri; la costituzione di un fondo di venture capital per creare
imprese innovative; l'integrazione fondo rischi consorzi fidi e il concorso
di interessi su prestiti concessi alle piccole e medie imprese aderenti ai
Consorzi di Garanzia Collettivi Fidi; e infine aiuti alle imprese e sostegno
alla produzione di beni strumentali per la produzione di energia da fonti
rinnovabili.
Fonte: ASCA
MORTI BIANCHE/ BOLOGNA, INTESA SU
SICUREZZA LAVORO FINO A 2010
Protocollo coinvolge Provincia,
Comune, Usl, Inail e sindacati
Roma, 9 lug. (Apcom) - Firmato
oggi nella sede della Provincia di Bologna il protocollo d'intesa a supporto
della sicurezza sul lavoro. A Palazzo Malvezzi, hanno sottoscritto l'intesa
Provincia, Usl, Cgil, Cisl e Uil di Bologna, Comune di Bologna, Direzione
provinciale lavoro e Inail. Il protocollo, che oggi è stato rinnovato,
impegna le parti a garantire al Sirs (servizio di documentazione e
informazione per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del
territorio provinciale) attività di supporto e consolidamento, con
l'obiettivo di rafforzare sinergie con strutture analoghe, mediante attività
informative e formative, di assistenza e consulenza, e di gestione di
accesso a un'apposita banca dati.
I firmatari, spiega una nota della Provincia di Bologna, nomineranno
ciascuno un rappresentante, metteranno a disposizione risorse umane ed
economiche e forniranno supporto al comitato di redazione che produce e
distribuisce "Articolo 19", il periodico di informazione sui temi della
salute e sicurezza sul lavoro. Il protocollo entrerà in vigore
immediatamente e avrà durata fino al 31 dicembre 2010.
Il Sirs, creato oltre 10 anni fa, ha sede presso l'Azienda Usl di Bologna e
costituisce un punto di riferimento per il territorio provinciale. Paolo
Rebaudengo, assessore provinciale all'Istruzione, formazione, lavoro,
politiche per la sicurezza sul lavoro ha sottolineato l'importanza
dell'attività del Sirs per valorizzare la figura dei rappresentanti per la
sicurezza "affinché - commenta - non siano isolati ciascuno nella propria
azienda, ma possano trovare un supporto organizzativo informativo e
formativo nella loro importante azione di prevenzione".
Fonte: APCOM
MORTI BIANCHE/ SACCONI PRESENTA NUOVI
SPOT "IO LAVORO SICURO"
Protagonisti casco, guanti e scarponi. Sacconi:messaggio efficace
Roma, 9 lug. (Apcom) - Prende il
via la seconda parte della campagna 'Io lavoro sicuro' dedicata alla
sicurezza sul lavoro. La Fondazione pubblicità progresso con il presidente,
Alberto Contri, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l'hanno
presentata oggi a Roma nella sede del ministero. Protagonisti dello spot, il
casco, i guanti e gli scarponi, strumento di protezione per eccellenza, che
diventano "amici" degli operai. Il messaggio lanciato in tre spot
radiofonici, tre manifesti e uno spot televisivo, che saranno diffusi nei
prossimi giorni, insiste sulla frase "Un vero amico le prende al posto tuo".
L'iniziativa si svolge sotto l'alto patronato del presidente della
Repubblica e segue la prima parte, a gennaio scorso, che fu dedicata ai
controlli, rivolta prevalentemente alle aziende. La seconda parte punta a
sensibilizzare i lavoratori sull'uso degli strumenti di protezione. E così,
un casco giallo con una cicatrice suturata, un paio di guanti forati e degli
scarponi bruciacchiati. Nello spot tv, il casco si ferisce al posto
dell'operaio proteggendolo da un urto fatale.
Il presidente Longari ha ricordato che "probabilmente ci sarà anche una
terza parte della campagna" e che c'è anche un sito internet
(www.iolavorosicuro.it) e un decalogo con le principali norme di sicurezza
tradotte in varie lingue che, in un milione di copie, l'Inail sta
distribuendo tramite le agenzie del lavoro. "Il progetto - ha detto Contri -
tende a diffondere la cultura della sicurezza, unico metodo per ridurre
progressivamente la drammatica sequela di eventi, in larga parte dovuti a
fatali distrazioni o poca attenzione posta alle misure di prevenzione".
Per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, l'iniziativa lancia un
"messaggio efficace", su un tema, come le morti bianche e la sicurezza sul
lavoro, che per il governo è fondamentale: "Abbiamo molte risorse
finanziarie disponibili che stiamo cercando di canalizzare, che arrivano
anche da destinazioni generiche, e che stiamo orientando verso l'obiettivo
primario della tutela della salute e dei lavoratori".
Fonte: APCOM
MORTI BIANCHE/ SACCONI: PRESTO CASCHI
PIU' CONFORTEVOLI E SICURI
"Proporrò le azioni da
realizzare in sinergia con i privati"
Roma, 9 lug. (Apcom) - Caschi
più "confortevoli e sicuri" per migliorare il livello e gli standard di
protezione degli operai al lavoro nei cantieri. Lo ha detto il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, durante la presentazione della seconda parte
della campagna della Fondazione pubblicità progresso sulla sicurezza.
"Presto proporrò - ha detto il ministro - le azioni da realizzare in
sinergia con i privati".
Fonte: APCOM
MORTI BIANCHE/ SACCONI: MOLTE NORME MA DI
BASSA EFFETTIVITA'
Possibile rivedere parti Testo
unico in funzione semplificazione
Roma, 9 lug. (Apcom) - In tema
di sicurezza sul lavoro "in Italia ci sono molte norme ma sono di bassa
effettività". E' il parere del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che
punta a una revisione del Testo unico sulla sicurezza in quelle parti che
favoriranno una semplificazione normativa. "Il testo Unico è compiuto - ha
detto Sacconi parlando a margine della presentazione della seconda parte
della pubblicità progresso dedicata proprio alla sicurezza su lavoro - ed il
problema è ora quello di vedere assieme alle parti sociali alcuni contenuti,
con l'obiettivo di accrescere la capacità della normativa di essere
effettiva".
Per Sacconi, occorre "cercare insieme" di fermare l'escalation delle morti
bianche: "Abbiamo raggiunto un livello intollerabile con 1.200 infortuni
mortali - ha affermato Sacconi - e dobbiamo farli scendere
significativamente". Per questo motivo, il ministro si è appellato ai
sindacati evidenziando, su questi temi, l'importanza della "condivisione"
nelle decisioni sulle norme che regolano la sicurezza sul lavoro.
"Esorteremo le parti sociali ad eliminare i contrasti e a trovare un'intesa,
perché gli attori sociali devono collaborare per rendere gli adempimenti
effettivi. Purtroppo - ha sottolineato Sacconi - ereditiamo un quadro di
lacerazione tra le diverse parti che rappresenta il peggior viatico per
l'applicazione di una disciplina".
Qualora si dovesse raggiungere un "quadro di concordia", il governo, che
confida nella "costruzione di organismi bilaterali tra imprenditori e
organizzazioni sindacali", potrebbe "delegare alle stesse parti - ha detto
Sacconi - la realizzazione di alcuni adempimenti". Nella logica del
"bilateralismo", le parti "cogestiranno i servizi che nel territorio danno
valore alla persona che lavora e, in primis, la sicurezza".
"Troppo spesso ci si illude che alzando le sanzioni si ottenga il rispetto
della norma. Ma dobbiamo capire che non è così", ha detto il ministro,
sottolineando come "il formalismo esasperato distragga dal problema". In
merito alle sanzioni, Sacconi ha spiegato anche di non aver "mai parlato di
depenalizzazione" delle sanzioni penali nei confronti delle imprese che non
rispettano le regole sulla sicurezza nel lavoro. "La gran parte degli
infortuni - ha concluso - è di natura comportamentale, e questo si lega
direttamente ad una informazione e a una formazione corretta degli stessi
lavoratori".
Fonte: APCOM
Firenze, "nasce" la consulta per la
sicurezza sul lavoro
Il seminario di Provincia e
Comune per maggiori controlli che evitino le “morti bianche”
Rafforzare i servizi di vigilanza e creare una Consulta per la sicurezza sui
luoghi di lavoro per Firenze e Provincia. Dal seminario: “La responsabilità
sociale delle imprese alla luce del nuovo testo unico sulla prevenzione e
sicurezza dei luoghi di lavoro, iniziative delle istituzioni locali”,
organizzato da Provincia e Comune di Firenze nel Salone De’ Duecento di
Palazzo Vecchio è partita chiara l’idea di creare una Consulta per lo
scambio delle buone pratiche e che coinvolga lavoratori, imprenditori,
organizzazioni di categoria. Uno strumento che metta attorno ad uno stesso
tavolo tutti gli “attori” impegnati nella sicurezza sui luoghi di lavoro e
che possa essere un’interfaccia, sul territorio provinciale, per
l’interpretazione del decreto legislativo 81/2008. “Le assemblee elettive
devono essere investite di questo problema – ha evidenziato il Presidente
del Consiglio provinciale Massimo Mattei – anche perché contiamo, in tutta
Italia, 1200 “morti bianche” l’anno. Circa 4 al giorno. E’ nostro compito
intensificare i controlli. E c’è bisogno di più ispettori. In tutta Italia
sono solo 2500 coloro che sorvegliano i cantieri e segnalano agli organi
competenti situazioni non regolari. In Toscana ne sono stati assunti, di
recente, altri 41 ma non dobbiamo abbassare la guardia. Morire di lavoro è
un dramma e un tema che riguarda tutti e che fino ad oggi forse è stato
troppo sottovalutato”. “La Provincia – ha aggiunto l’assessore provinciale
al lavoro Stefania Saccardi – sta lavorando su questo tema soprattutto
attraverso l’informazione, i voucher informativi, i centri per l'impiego con
i quali si cerca di intervenire sulle fasce a rischio e la formazione nelle
scuole edili”. “Dobbiamo – ha aggiunto il Presidente della commissione
lavoro della Provincia Andrea Calò – chiamare tutti i soggetti in causa a
dire cosa si deve fare, a partire dalle istituzioni e le associazioni degli
imprenditori. E’ la sicurezza nei luoghi di lavoro e non quella nei
confronti dell’immigrazione, il vero tema su cui si deve lavorare, a
cominciare dal nuovo Governo”. Provincia e Comune, inoltre, puntano a
sottoscrivere un atto solenne, valido a lunga scadenza, per la sicurezza sul
lavoro.
Fonte: intoscana.it
INFORTUNI SUL LAVORO: PREVENIRE E' MEGLIO
CHE CURARE
Si curezza sul lavoro:
basterebbero più controlli o è necessario prima di tutto entrare in un'
ottica di prevenzione?
(pi. arc. 9/7) - Dal 29 giugno al 2 luglio, circa 4 mila persone sono
intervenute a Seoul (Repubblica di Corea), al XVIII Congresso Mondiale sulla
sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. Molti i leader del settore,
politici ed esperti provenienti da oltre 100 Paesi. Per l’Italia è
intervenuto il commissario straordinario dell’Ispesl (Istituto Superiore per
la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro), Antonio Moccaldi, il quale ha
sottolineato la necessità di ridurre i costi derivanti dagli infortuni sul
lavoro, così come quella di migliorare l' organizzazione del lavoro per
ridurre gli infortuni determinati dall' esposizioneai rischi chimici,fisici
e biologici.
Un problema, quello degli infortuni sul lavoro, sempre più pressante.
Infatti, chi ha avuto modo di leggere o anche soltanto ascoltare i dati
riguardanti gli infortuni sul lavoro in Italia non può non rilevare come
questi siano in continua crescita. Il motivo? Beh, di motivi se ne conoscono
parecchi ma quello più determinante, è relativo alla scarsa cultura
imperante nel mondo del lavoro in fatto di sicurezza. Si sostiene, ed è
certamente vero, che gli ispettori del lavoro sono pochi, sparsi su un
territorio troppo vasto per poter effettuare controlli approfonditi e
sistematici all'interno dei cantieri. E così, si continua a morire perché i
ponteggi non sono a norma, perché il casco da fastidio e non lo si indossa,
i carichi sospesi volteggiano pericolosamente sopra le teste (senza casco)
di persone troppo concentrate nel proprio lavoro per badare a quanto si sta
svolgendo attorno a loro, ed altro ancora. Qualcuno potrebbe eccepire che se
ti cade sulla testa un carico di mattoni o qualche tonnellata di acciaio non
c'è casco che tenga. Vero, ma il casco dovrebbe proteggere soprattutto dalle
frequenti cadute di utensili o attrezzature sfuggite di mano nel corso dei
lavori mentre, per quanto riguarda i carichi sospesi, esistono norme anche
in quel senso. Ebbene! Chi ha intenzione di approfondire quanto appena
citato, si prenda lo sfizio di girare per la propria città, e verifichi
personalmente quanto esposto. Sarà certamente un caso, non accadrà sempre,
ma nel peregrinare da un cantiere all'altro, di operai col casco all'interno
dei molti cantieri aperti, in Alessandria, se ne vedono veramente pochi.
Anzi per essere precisi ne abbiamo visto soltanto un paio, uno dei quali non
era in un cantiere edile, ma si stava adoperando per scaricare un carico
speciale in una via centralissima della nostra città. Gli altri suoi
colleghi operavano tranquillamente (si fa per dire!) senza protezione.
L'altra eccezione invece, l'abbiamo individuata nei pressi dei giardini
pubblici, dove si stava montando una impalcatura, probabilmente, per opere
di ristrutturazione dell'edificio. Ebbene, in questo caso, l'operaio con il
casco si trovava sull'impalcatura con l'incarico di sitemare i pezzi che il
collega, da sotto, gli passava legati ad una corda, per mezzo di una
carrucola. Il fatto è che l'operaio piazzato a terra, e forse più soggetto
ad un'eventuale caduta accidentale di pezzi, il casco non lo aveva nemmeno a
parlarne! E' vero che viviamo in un paese dove le regole pare si facciano
per il solo gusto di infrangerle, ma non sarebbe ora di cambiare registro e
renderci conto che non si può continuare a sfidare la sorte pensando che
certe cose possono capitare agli altri ma non a noi?
Fonte: agenfax.it
Un giorno con gli ispettori dei cantieri
Gli addetti ai controlli: «Ci
vedono e scappano. Quando troviamo un cantiere in cui tutto è a posto, lo
segniamo sul calendario»
MILANO - «Buongiorno, siamo ispettori del lavoro. Potrebbe mostrarci i
documenti? Anche il piano operativo per la sicurezza, per cortesia». Siamo
in un cantiere qualunque alle porte di Milano, a Cesano Maderno. Ore 9 di
venerdì scorso: un'ordinaria giornata di lavoro per gli ispettori della
direzione provinciale del lavoro di Milano. Negli occhi dell'imprenditore la
sorpresa e il disappunto passano veloci come un lampo. Poi abbozza un
sorriso: «No, è che qui i documenti non ci sono. Sa, sono in ufficio».
«Allora li faccia arrivare - ribatte l'ispettore -. Abbiamo tempo. Noi
intanto diamo un'occhiata al cantiere».
I documenti non arriveranno mai. Il cantiere sarà temporaneamente sospeso:
sanzioni per circa 20 mila euro. Su quattro siti controllati in zona, due
sono stati sospesi e uno sanzionato in modo pesante. All'ultimo è andata
meglio: solo un richiamo. Nessuna sorpresa: quando un ispettore entra in un
cantiere e trova tutto in ordine segna la giornata sul calendario. Molto più
facile scoprire condizioni di lavoro pessime. Come a Cesano Maderno.
Seguiamo Francesco, l'ispettore della squadra specializzato nella normativa
sulla sicurezza. «Vede, questa gru è sistemata in una posizione sbagliata e
fissata male. Stesso discorso per le impalcature. Ovunque ti giri c'è un
precipizio senza parapetto. Per non parlare della passerella con sotto il
vuoto...». Un disastro.
Mentre noi ci avventuriamo tra le insidie del cantiere due manovali
marocchini che fino a poco fa stavano tirando su un muro tengono gli occhi
bassi mentre rispondono alle domande di Ilaria, la giovane collega di
Francesco. Alla fine verrà fuori che entrambi sono in nero. Uno di loro è
clandestino: arrivano i carabinieri e lo portano in caserma per
l'identificazione. Dopo una giornata di lavoro sotto il sole gli ispettori
si tolgono le scarpe da cantiere. L'indennità di missione è irrisoria: 0,86
euro l'ora. Da sommare a uno stipendio da 1.500 euro al mese (nulla cambia
per chi ha un'anzianità di vent'anni). Fare telefonate di lavoro con il
cellulare personale è la norma. Gli spostamenti avvengono solo con auto
propria e la benzina è rimborsata in parte (un quinto del valore di
mercato). Dei 70 giovani laureati arruolati nel 2006 (l'80 per cento
provenienti dal Sud) c'è già chi pensa a lasciare. «Questo è un lavoro
straordinario. Ma dobbiamo pensare anche alla famiglia », pensano i giovani
ingegneri e avvocati di nuova nomina. Difficile dar loro torto. E così non
resta che sperare in quei pochi - alcuni li chiamano fessi, altri eroi - che
tengono duro. In nome del senso di responsabilità e del bene comune.
Fonte: il Corriere della sera
del 7/7/2008 a firma di Rita Querzé
Contributi alle imprese delle provincie
di Ferrara, Ravenna, Alessandria, Ancona per l’adozione di sistemi di
qualità, di gestione ambientale, di sistemi di responsabilità sociale
Nell’ambito delle iniziative
promozionali volte a favorire lo sviluppo del sistema economico locale, le
Camere di Commercio intendono sostenere, attraverso l’erogazione di
contributi, le imprese delle provincie suddette che decidono di adottare
sistemi di gestione ambientale, di qualità dei processi e dei prodotti e di
responsabilità sociale.
INTERVENTI FINANZIABILI
A. Certificazione di sistemi di gestione della qualità di prodotto e di
processo.
- ISO 9001:2000 (Vision 2000) – sistemi di qualità aziendale;
- SA 8000 – certificazione etica o certificazione della responsabilità
sociale
- EN 45000 – accreditamento organismi di certificazione e laboratori;
- certificazione di prodotto (es. Ecolabel, marchi di qualità rilasciati in
base a norme tecniche EN, ISO, UNI)
- certificazioni specifiche per il settore agroalimentare (BRC, IFS, UNI
10939:01, UNI 11020:02, certificazione di provenienza UNI 10854:99, ISO
22000:05, EurepGap:04).
B. Sviluppo e certificazione di sistemi di gestione ambientale.
- UNI EN ISO 14001
- “EMAS” (Regolamento C.E. num. 761/2001)
SOGGETTI BENEFICIARI
Possono presentare richiesta per ottenere i contributi:
- le imprese e loro consorzi, con sede legale e unità operativa nelle
provincie suddette.
SPESE AMMISSIBILI
- consulenze specialistiche esterne;
- formazione del personale (esclusi i costi figurativi interni e i costi di
trasferta del personale);
- ottenimento della prima certificazione da parte di un Organismo
accreditato
Fonte:polistudio
Grande soddisfazione della
Confartigianato Imprese Arezzo dopo che è passata al Senato la richiesta di
proroga del termine per effettuare la valutazione del rischio
Dovranno mettersi in regola dal
1° gennaio 2009 ma intanto le imprese avranno più tempo per valutare i
rischi aziendali. E' infatti passata al Senato la richiesta di
Confartigianato di far slittare a questa data gli obblighi relativi alla
valutazione dei rischi. Scompare inoltre la maxi sanzione a carico del
datore di lavoro in caso di mancata fornitura ai lavoratori del cartellino
identificativo. Tra le ipotesi di sospensione dell'attività d'impresa è
depennata quella relativa alle "reiterate violazioni della disciplina in
materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e
settimanale".
'Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto - dice Mauro Giovagnoli
Segretario di Confartigianato Imprese Arezzo - A soli quaranta giorni
dall'avvio della legislatura, il Governo ha già riscritto parte dell'agenda
del "Testo Unico in materia di Sicurezza sul Lavoro", spostando in avanti
l'entrata in vigore di alcuni adempimenti e abrogandone altri'.
In particolare sul filo di lana il Senato ha approvato un emendamento al
Decreto legge 3 giugno 2008 n.97 che rinvia al prossimo 1° gennaio le
disposizioni sulla valutazione dei rischi, altrimenti già operative dal 29
luglio. 'L'approvazione di tale emendamento era stata fortemente sollecitata
da Confartigianato che nelle scorse settimane aveva richiesto al Governo di
concedere un lasso di tempo più ampio per permettere alle imprese di
mettersi in regola con il nuovo adempimento, definito "particolarmente
gravoso" dalla Confederazione - spiega Giovagnoli - Sempre nel Decreto legge
97/2008 è contenuta la proroga alla data del 1° gennaio 2009 dell'obbligo di
comunicazione all'Inail dei dati relativi agli infortuni che comportano
l'assenza di un giorno dal posto di lavoro e il divieto di effettuare visite
mediche in fase preassuntiva'.
Inoltre, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge
112/2008, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione (25
giugno 2008), il Governo ha apportato un'importante modifica al Testo Unico
sulla Sicurezza in tema di sanzioni. E' stata soppressa, infatti, la
sanzione a carico del datore di lavoro prevista in caso di mancata fornitura
ai prestatori d'opera impiegati in lavorazioni in appalto o sub appalto del
cartellino identificativo. Una sanzione amministrativa molto pesante che
variava da 2.500 a 10.000 euro. Permane, invece, la sanzione (da 100 a 500
euro per lavoratore) proporzionata al numero dei lavoratori prevista dallo
stesso Decreto. Sempre nell'ambito della manovra d'estate il Governo ha
ridotto le ipotesi per la comminazione della sospensione dell'attività
imprenditoriale, eliminando quella relativa alle "reiterate violazioni della
disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo
giornaliero e settimanale".
'Ancora una volta la nostra Associazione si è fatta portavoce delle esigenze
e dei bisogni delle imprese - conclude il Segretario di Confartigianato
Imprese Arezzo - cercando una soluzione più che mai vantaggiosa per i loro
problemi pur rimanendo al passo coi tempi e con le nuove normative in
materia di sicurezza nei luoghi di lavoro'.
Fonte:arezzoweb.it
ECO - Sicurezza lavoro, Unci: Ok
commissione ma modifiche a dlgs 81/08
Il segretario generale dell'Unci
Sara Agostini è intervenuta questa mattina al Cnel all'audizione sul
rapporto preliminare in materia di salute e sicurezza nel lavoro, redatto
dalla commissione interistituzionale di indagine sul lavoro promossa dal
Cnel, dalla Camera dei deputati e dal Senato e presieduta da Pierre Carniti.
Lo comunica una nota dell'organizzazione, che aggiunge: "Agostini ha
espresso soddisfazione per il lavoro svolto, improntato al pragmatismo e
caratterizzato da una visione complessiva del fenomeno". Infatti, spiega
direttamente il numero uno dell'Unci, "i dati del rapporto sono prova di una
situazione strutturale che caratterizza il nostro paese, segnato dalla
presenza di lavoro sommerso. La cooperazione è impegnata culturalmente in
prima persona su questo fronte. Solo laddove i lavoratori sono informati,
formati e partecipi della gestione dell'azienda si creano i presupposti per
un ambiente produttivo sicuro e responsabile, qual'è l'impresa cooperativa,
caratterizzata da un'autonoma responsabilità rispetto all'impresa profit.
Nelle cooperative i soci lavoratori creano legami d'appartenenza con
l'impresa essendo contemporaneamente co-imprenditori e non solo lavoratori".
"Il rapporto però - continua Agostini - potrebbe essere integrato con alcune
considerazioni, poiché il dlgs 81/2008 non tiene conto delle peculiarità del
settore cooperativo e non crea un'efficace simmetria tra cultura della
prevenzione, apparato sanzionatorio e apparato premiale". Nel dettaglio,
chiarisce il segretario generale dell'Unci, "in primo luogo, andrebbe
valorizzato l'esempio di buone prassi delle cooperative sociali, strumento
flessibile e concreto di ottimizzazione di risorse umane che rimarrebbero ai
margini del sistema produttivo. In secondo luogo, sarebbe utile la
promozione degli enti bilaterali necessari per contestualizzare le esigenze
formative agli ambiti territoriali e aziendali". Per quanto riguarda invece
l'aspetto preventivo del fenomeno, conclude Agostini, "il minor rischio cui
sono esposti i lavoratori delle cooperative dovrebbe essere controbilanciato
da un'aliquota di contribuzione Inail e delle altre forme di tutela
assicurativa inferiore rispetto ai comparti di imprese dello stesso
settore".
Fonte: ilvelino.it
Benevento - I Carabinieri hanno
contestato complessivamente 4 violazioni in materia di sicurezza. Segnalato
alla Procura il titolare di un’impresa.
I Carabinieri del Comando
Provinciale di Benevento, congiuntamente agli Ispettori dell'Ispettorato
Provinciale del Lavoro ed ai Carabinieri del Nucleo Ispettorato, su precisa
disposizione del Comandante Provinciale, hanno proceduto, questa mattina, ad
una serie di controlli presso alcuni cantieri edili attivi nel Rione
Mellusi. Il servizio è stato finalizzato alla repressione del lavoro nero e
delle morti bianche, realtà quanto mai attuale nella Regione Campania che
2007 ha visto il verificarsi di ben 61 decessi sul lavoro. Le attività sono
state indirizzate prevalentemente ai cantieri edili, ove statisticamente
avvengono la maggior parte delle morti bianche proseguendo, di fatto, il
lavoro avviato già da tempo in tutta la provincia. Nel corso di quest'ultimo
servizio, è stato controllata una impresa edile impegnata in un cantiere
proprio a ridosso della sede dell’Arma, contestando complessivamente 4
violazioni per omessa adozione di parapetti e tavole fermapiedi, omessa
impalcatura e ponteggi per eliminare pericoli di caduta persone e di cose,
omissione di parapetti su impalcati per altezza superiore ai due metri e
omessa fornitura di dispositivi di protezione individuali. Conseguentemente,
il titolare della impresa è stato segnalato alla locale Procura della
Repubblica.
L'attività è stata indirizzata prevalentemente alla repressione di quei
comportamenti che risultano potenzialmente lesivi della salute dei
lavoratori, settore sul quale evidentemente occorre incidere costantemente,
al fine di contribuire a formare un'adeguata cultura della sicurezza nel
lavoro. Attenzione è stata altresì posta alla repressione del lavoro nero,
tematica di particolare valenza nel territorio anche se gli operai presenti,
in numero di 7, sono risultati tutti regolarmente assunti.
Fonte: 82cento.it
Cdm, via libera a cambio vertici Inps,
Inail e Inpdap
Via libera del Consiglio dei
ministri al rinnovo dei vertici di Inps, Inail e Inpdap. Nuovo presidente
dell’Inps sarà Antonio Mastrapasqua, mentre Paolo Crescimbeni andrà alla
guida dell’Inpdap. Marco Fabio Sartori diventerà invece presidente
dell’Inail. Inoltre, Giancarlo Morcaldo sarà componente della Covip. Il Cdm
ha dato il via libera anche alla procedura per la nomina del dirigente di
prima fascia Gabriella Alemanno a direttore dell’Agenzia del Territorio.
Sulla proposta di nomina sarà acquisito il parere della Conferenza
Unificata. L’avvocato Raffaele Ferrara, estraneo ai ruoli della Pubblica
amministrazione, sarà direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato.
Il Consiglio dei ministri ha inoltre confermato Mario Virano nell’incarico
di commissario straordinario del governo per il coordinamento delle attività
relative alla realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione. Il Cdm ha
rivolto al commissario “un plauso per i risultati conseguiti e un sentito
ringraziamento per l'attività svolta con tale impegno”. Il presidente della
regione Lazio, Piero Marrazzo, è stato invece nominato dal Cdm come
commissario ad acta per la realizzazione degli obiettivi di risanamento
finanziario previsti nel Piano di rientro dai disavanzi nel settore
sanitario.
Fonte: adnkronos.com
Consiglio regione Toscana, Dpef 2009
votato a maggioranza
Sette le priorità individuate: energia, rifiuti, servizi pubblici locali,
sostegno allo sviluppo, sicurezza del lavoro, pari opportunità, mutamenti
climatici, per una manovra che già prevede un tendenziale equilibrio fra
risorse disponibili e interventi programmati, con un totale di 8.562 milioni
di euro
Firenze, 8 lug. - (Adnkronos) - La commissione di Controllo del Consiglio
regionale della Toscana, presieduta da Marco Cellai (An), ha licenziato a
maggioranza il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef)
2009 della Regione. Hanno votato contro, oltre a Cellai, Stefania Fuscagni
(Fi-PdL) e Virgilio Luvisotti (Af), mentre il voto favorevole e' arrivato
dal vicepresidente Alfonso Lippi (Pd) e con lui da Giancarlo Tei (Ps),
Alessia Petraglia (Sd) e Paolo Marini (PdCi).
Il Dpef 2009, che attualmente e' all'attenzione della commissione Affari
istituzionali per il parere di merito, rappresenta uno strumento di
aggiornamento e specificazione annuale delle azioni contenute nel Piano
regionale di sviluppo (Prs) e insieme uno strumento di raccordo con i
bilanci annuale e pluriennale; proprio nel suo ruolo di collegamento con gli
altri atti della programmazione regionale, sottolinea una nota, e' stato
preso in esame dalla commissione di Controllo.
Sette le priorita' individuate per il 2009: energia, rifiuti, servizi
pubblici locali, sostegno allo sviluppo, sicurezza del lavoro, pari
opportunita', mutamenti climatici, per una manovra che gia' prevede un
tendenziale equilibrio fra risorse disponibili e interventi programmati, con
un totale di 8.562 milioni di euro. Fra le novita', un modesto
alleggerimento della pressione fiscale con interventi sulla tassa
automobilistica (eliminazione della sovrattassa del 10% per le auto 'euro 4
ed euro 5' ed esenzione per cinque anni per i veicoli a gpl e metano) e
sull'Irap (misure per i comportamenti virtuosi delle imprese, su ricerca,
innovazione, sostenibilita', sicurezza).
Fonte: adnkronos.com
Lavoro nero e cantieri pericolosi: il
duro mestiere degli ispettori
Vi abbiamo parlato molte volte
della piaga del lavoro nero, che affligge allo stesso modo sia italiani che
immigrati soprattutto nei cantieri. Spesso condizioni di lavoro senza le
basilari norme di sicurezza e l'inesperienza provocano lesioni e purtroppo
la morte degli operai.
A Settimo Milanese un incidente in un cantiere aveva provocato la morte di
due operai, morti per il crollo dell'impalcatura sulla quale stavano
lavorando, posizionata al sesto piano di un edificio.
Le due vittime erano senza permesso di soggiorno e il cugino di uno dei due
e dell'operaio ferito ha raccontato che lavoravano in nero. I due erano
stati reclutati in piazzale Lotto da alcuni caporali. Il Prefetto di Milano
Gian Valerio Lombardi avevano lanciato un appello, in particolare
all'Ispettorato del Lavoro, per prendere provvedimenti contro l'utilizzo di
lavoratori irregolari, ma purtroppo il fenomeno è ancora molto diffuso.
Aveva fatto scalpore la vicenda del cantiere di via Oglio 8 dove si stanno
costruendo gli uffici della Cgil e un pensionato universitario. Mancavano
infatti le basilari misure di sicurezza, e il cantiere è a soli 200 metri
dell'Asl. Tre studenti della Cattolica avevano effettuato un report video
per denunciare il fatto e lo avevano consegnato al Corriere. Nel video
veniva intervistato Roberto Dighera, dell'Asl Milano (responsabile della
sicurezza sul lavoro) che aveva dichiarato che spesso vengono fatti
controlli nei cantieri, e altrettanto spesso vengono fatte multe per le
irregolarità riscontrate, come la mancanza di guanti, caschi e imbragature o
ponteggi mal fatti, nonostante sia obbligatorio per legge indossarle.
Purtroppo però a causa della mancanza di fondi è impossibile tornare nei
cantieri periodicamente per verificare che le misure di sicurezza siano
state prese.
Sul Corriere è apparso oggi uno speciale sulla vita degli ispettori del
lavoro, ovvero chi è incaricato di vigilare sulla regolarità dei cantieri. E
il lavoro è molto duro.
Spesso infatti durante le ispezioni mancano documenti, le impalcature non
sono costruite in modo corretto o gli operai non indossano il casco, ma il
massimo che si può fare è sospendere il cantiere o fare un richiamo o una
multa. Gli ispettori rivelano che sono più le volte in cui riscontrano
irregolarità che quelle in cui va tutto bene. Senza contare che molte volte
appena vengono avvistati gli ispettori i lavoratori irregolari scappano.
L'indennità di missione per questo tipo di impiego è di 0,86 euro l'ora, da
sommare allo stipendio di 1500 euro al mese e spesso bisogna usare il
cellulare personale per fare telefonate di lavoro. Anche gli spostamenti
sono a carico dell'ispettore, che deve usare l'auto propria e la benzina
viene rimborsata solo in parte. Dei 70 giovani laureati assunti nel 2006
molti vorrebbero lasciare.
Fonte: milano.blogosfere.it
La sicurezza sul lavoro si impara nei
circoli di studio
Un progetto pilota a livello
nazionale, finanziato dalla Provincia di Prato con il Fondo sociale europeo.
“Un modello efficace e gradito dagli utenti”
E’ la prima sperimentazione in Italia di formazione sulla sicurezza
attraverso i circoli di studio e la Regione sta pensando di farne un modello
innovativo da proporre a livello toscano. Il progetto pilota, finanziato
dalla Provincia di Prato all’interno del Fondo sociale europeo e realizzato
in parternariato con le agenzie formative A-SForm e Sophia scarl e con IAL
Cisl Toscana, si è concluso con un convegno il 3 luglio scorso a Palazzo
Buonamici a Prato, alla presenza dell’assessore regionale alla Formazione e
Lavoro Gianfranco Simoncini che ha giudicato molto positivo l’esperimento.
“La sperimentazione del circolo di studio, che permette un apprendimento
basato sull’autoformazione e più vicino ai bisogni degli utenti, sarà
fondamentale per costruire nuovi percorsi di formazione – ha spiegato
l’assessore a Formazione e Lavoro della Provincia Paola Giugni –. La lezione
frontale e l’obbligo di frequenza caratteristici dei corsi tradizionali
sulla sicurezza non ci garantiscono la diffusione della cultura della
sicurezza stessa e soprattutto il fondamentale passaggio dalle competenze ai
comportamenti”.
Ai 5 circoli di studio realizzati tra febbraio e giugno 2008 hanno
partecipato 66 persone, suddivise in 5 gruppi: titolari di imprese edili ed
impiantisti (12 utenti), badanti (22 iscritti), immigrati che lavorano nei
settori tessile ed edile (11), Responsabili lavoro e sicurezza (10) e
giovani (11, la maggior parte già occupati). Come ha spiegato Gabriella
Campanile dell’ASForm, “si tratta di un modello che si è dimostrato efficace
ed è gradito dagli utenti perché più stimolante rispetto alla lezione
tradizionale e soprattutto adatto a un pubblico di lavoratori sempre più
multiculturale”.
Il progetto pilota si inserisce nell’attività Sicurezza e prevenzione sul
lavoro: dalla normativa ai comportamenti SIC-PRAS del Fondo sociale europeo,
è stato sostenuto dalla Cna di Prato e dall’Ust-Cisl di Prato. Hanno
collaborato l’Assessorato a Multiculturalità, integrazione e partecipazione
del Comune di Prato, la Biblioteca Lazzerini, la Cgil di Prato e il servizio
Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro dell’Asl. Ma anche
l’Albero della Salute dell’Asl, il Centro diurno di Narnali e la Comunità
Eritrea in Toscana hanno avuto un ruolo nella realizzazione dei circoli. La
direzione scientifica era di Paolo Federighi dell’Università di Firenze.
Al seminario conclusivo, oltre ad un gruppo di corsisti, hanno partecipato
anche Franca Ferrara (settore Formazione e Lavoro della Provincia), Alfredo
Zallocco (Medicina del lavoro Asl 4), Leonardo Angeletti (Cna), Gabriella
Melighetti (Cisl), Leandro Innocenti (Cgil), Andrea Frattani (assessore
Multiculturalità Comune di Prato) e Elio Satti (settore Istruzione
educazione Regione Toscana).
Fonte: intoscana.it
Lavoro. Ogni anno l'amianto uccide
migliaia di lavoratori
Ogni anno migliaia di persone
muoiono per tumori causati dall'amianto. Questa mattina, con una conferenza
stampa presso il Senato, Felice Casson (Pd) ha presentato il disegno di
legge 173 a sostegno delle persone vittime dell'amianto. Gli obiettivi del
ddl: attivazione di un fondo per le vittime esposte all'amianto e la loro
sorveglianza sanitaria; la bonifica dei siti inquinati.
(michele imperio - annalena di giovanni)
Il disegno di legge 173 è il risultato delle oltre 10 mila firme raccolte
dalle associazioni che sostengono i cittadini esposti all'amianto. Felice
Casson, senatore del Pd, è stato tra i primi firmatari.
Il ddl ha tre obiettivi: il funzionamento del fondo per le persone che sono
state esposte all'amianto; la bonifica dei siti inquinati; la sorveglianza
sanitaria per le vittime da amianto. Il disegno di legge sarà presentato
all'esame del presidente del Senato, Renato Schifani, e a quello dei
presidenti delle Commissioni Lavoro e Giustizia di Palazzo Madama, in modo
da iniziare, nel più breve tempo possibile, il suo iter parlamentare.
Una delle novità principali del ddl 173, è il diritto all'assistenza
sanitaria e previdenziale non soltanto per i lavoratori, ma anche per tutti
coloro che hanno vissuto in zone inquinate; come ribadisce il senatore del
Pd, ed ex giudice di Porto Marghera: «Ci sono tanti lavoratori, ma anche
tutti coloro che hanno vissuto con questi lavoratori, o in zone inquinate da
amianto che aspettano un po' di verità e giustizia. E siccome i costi sono
eccessivi, molto spesso, in passato questa verità e questa giustizia non è
stata data».
Riguardo alle malattie causate dall'amianto, Felice Casson afferma che in
Italia ci sarà un picco nel 2020, perché ci «sono patologie che possono
venir fuori anche dopo quarant'anni dall'esposizione».
Alla conferenza stampa era presente anche il presidente del “Comitato per la
difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio”, costituito
essenzialmente da operai della ex fabbrica “Breda Fucine” di Sesto San
Giovanni.
Il presidente del Comitato, Michele Michelino, ha sottolineato l'importanza
della loro battaglia legale contro la ex Breda. In questa fabbrica, nel
corso degli anni, a cusa dell'amianto sono morti più di 80 lavoratori. «Noi
da anni abbiamo fatto una battaglia per cercare di ottenere giustizia,
abbiamo fatto anche due cause penali. In uno i dirigenti della “Breda” sono
stati assolti, nel secondo sono stati condannati». E sottolinea anche
l'importanza della sorveglianza sanitaria per le persone vittime
dell'amianto: «Vogliamo che chi è stato esposto all'amianto, chi ha avuto un
danno, non solo abbiano un riconoscimento, ma sia anche sottoposto a visite
mediche ».
L'amianto è usato in circa 3.00 prodotti di uso corrente, e poi con la sua
dispersione nelle falde acquifere e nell'aria, è diventato anche un problema
sociale, e come sottolinea Michelino l'amianto ha anche: «ucciso tanti
cittadini di Sesto San Giovanni».
Fonte: agenziami.it
INFORTUNI: TREVISO UNITA PER LA SICUREZZA
SUL LAVORO
Treviso, 4 lug. E' stato firmato
questa mattina in Provincia a Treviso il Protocollo d'Intesa per la
Sicurezza dei Luoghi di Lavoro. Erano presenti, oltre al presidente della
Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il Prefetto di Treviso, Vittorio
Capocelli, e l'assessore provinciale alla Salute e Sicurezza sui Luoghi di
Lavoro, Michele Noal, i rappresentati di Inail, Inps, Direzione Provinciale
del Lavoro, Vigili del Fuoco, Ufficio Scolastico Provinciale, Arpav, Camera
di Commercio, Ulss 7, Ulss 8, Ulss9, Associazione Costruttori Edili,
Artigianato Trevigiano - Casartigiani, Conferederazione Italiana
Agricoltori, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti,
Confederazione Nazionale Artigianato, Lega Cooperative,
Unascom-Confcommercio, Confagricoltura, Unindustria, C.G.I.L., C.I.S.L.,
U.I.L., Anmil.
Tutti questi Enti fanno parte del Tavolo Provinciale per la Sicurezza nei
Luoghi di Lavoro (coordinato dalla Provincia) che di fatto, con questo
protocollo, dara' avvio a numerose azioni concrete con un minimo comun
denominatore: la formazione.
Nel ringraziare i rappresentanti delle istituzioni intervenuti alla firma
del protocollo, il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro,
ha espresso l'augurio ''che alle Province venga data ufficialmente la delega
sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, cosi' come era stato stabilito dalla
legge 123 del 2007, ora venuta a mancare con un ritorno di tale competenza
alla Regione. Ma la Provincia ha sempre svolto il suo ruolo di ente
coordinatore di un territorio di vasta area e il protocollo di quest'oggi
che sottintende la messa in rete di tutti gli attori istituzionali e privati
ne e' un esempio lampante. La Regione non puo' continuare a ragionare
pensando alla centralita', perche' il risultato e' quello di far lavorare
gli altri enti nell'incertezza. Oggi partono le azioni concrete programmate
nel nostro Tavolo Provinciale, a partire dall'osservatorio per avere dati
certi confrontabili''.
Fonte: Padovanews.it
LA SPEZIA: Sicurezza sul lavoro, raffica
di assunzioni alle Asl e all'Arpal
Accordo Regione - Sindacati: nel
2008 24 ispettori e 7 tecnici in più
Incremento dell’attività ispettiva, attraverso nuovo personale,
rafforzamento e completamento del sistema informativo, aumento dell’attività
di prevenzione, in particolare nell’edilizia, in porto e presso i settori
delle diverse realtà territoriali e incremento della formazione, attraverso
l’aggiornamento degli operatori delle ASL e la formazione di altri soggetti
quali datori di lavoro, i responsabili della sicurezza, gli studenti. Sono
questi i punti salienti dell’intesa siglata oggi tra la Regione Liguria e le
organizzazioni sindacali in materia di salute e sicurezza sul lavoro sulla
base delle indicazioni del piano regionale di prevenzione.
“L’obiettivo – hanno spiegato gli assessori regionali alla Salute e alla
Sicurezza sul lavoro - Claudio Montaldo Enrico Vesco – è quello di definire
le azioni da portare avanti a tutela della salute e della sicurezza sui
luoghi di lavoro in modo congiunto con le organizzazioni sindacali,
considerato l’alto numero di infortuni e di malattie professionali”.
Coordinerà le attività di prevenzione e vigilanza il comitato regionale
soggetto istituzionale dove è inoltre prevista la partecipazione di quattro
rappresentanti dei lavoratori designati dai sindacati insieme ai
rappresentanti degli Enti pubblici, dei datori di lavoro e delle aziende
sanitarie. “Il comitato – spiegano Montaldo e Vesco – dovrà essere la sede
istituzionale per affrontare tutte le problematiche relative all’attuazione
della normativa nazionale in materia di prevenzione e vigilanza. Inoltre è
previsto un coinvolgimento specifico delle organizzazioni sindacali
soprattutto nell’informazione rivolta ai lavoratori e agli studenti”.
Concordato anche un incremento dell’attività ispettiva nei luoghi di lavoro,
attraverso un aumento degli organici negli organi di controllo pari al 5% in
più rispetto al 2007, utilizzando i finanziamenti del fondo sociale
regionale. Pertanto si dovrà passare dagli attuali 5.300 interventi
ispettivi a 7.500, coprendo così il 5% delle aziende presenti sul territorio
rispetto all’attuale 4% e aumentare anche il numero dei cantieri edili da
controllare, passando dagli attuali 1.300 a 1.600. Obiettivi che in base
all’intesa dovranno essere raggiunti già a partire dal 2008, accanto alle
normali attività istituzionali obbligatorie quali le inchieste sugli
infortuni e le malattie professionali su incarico della magistratura,
attività di informazione e formazione. Per questo nell’intesa è prevista una
deroga per l’anno 2008 per l’assunzione, da parte delle ASL liguri, di 24
unità tra medici, ingegneri e tecnici della prevenzione in base alle
esigenze di ciascuna azienda sanitaria. Incremento di 7 unità anche per il
personale dell’Arpal, l’agenzia regionale di protezione ambientale e
ulteriore deroga nel biennio 2009/2010 per il completamento degli organici e
la sostituzione del turn-over. Ai finanziamenti già stanziati dalla Regione
Liguria nel 2007 per le ASL liguri e pari a 240.000 euro da destinare ad
iniziative di sorveglianza e prevenzione infortuni si aggiungeranno
ulteriori risorse nel 2008.
Tecnico Terna muore a Valmontone. I
sindacati annunciano lo sciopero
Cgil: "Non è stato fatto
abbastanza per la sicurezza sul lavoro"
ROMA - Si sospetta una nuova morte bianca. Questa mattina intorno alle 10 e
30 è deceduto mentre lavorava su una linea dell'alta tensione Umberto De
Luca, tecnico specializzato di cinquantadue anni della società elettrica
Terna. L'episodio, dalle modalità ancora non chiare, si è verificato nella
stazione elettrica di Valmontone, un piccolo comune in provincia di Roma. Il
tecnico stava svolgendo il suo lavoro quando un suo collega lo ha visto
accasciarsi al suolo. Trasportato in ambulanza, è arrivato in gravissime
condizioni all'ospedale di Colleferro, dove pochi minuti dopo è deceduto.
La notizia della morte di De Luca è stata comunicata dal sindacato degli
operai del settore dell'energia Filcem-Cgil, che a fianco di Flaei-Cisl e
Uilcem-Uil ha annunciato un'ora di sciopero in tutti i posti di lavoro di
Terna nel Lazio per lunedì sette luglio.
"Si deve porre fine a questo continuo stillicidio - ha dichiarato il
segretario generale della Filcem-Cgil Alberto Morselli - La sicurezza sul
lavoro è un'emergenza nazionale per cui non è stato fatto abbastanza".
La società Terna, che sta collaborando con le autorità, ha avviato
un'indagine interna per venire a conoscenza delle modalità dell'incidente.
Secondo Terna l'incidente è " inspiegabile". De Luca stava infatti lavorando
su una linea fuori servizio, adesso sotto sequestro, dopo aver effettuato
tutte le manovre preventive di sicurezza.
Sulle cause della morte rimangono ancora dubbi. Secondo i primi rilevamenti
infatti il corpo del tecnico non presenterebbe i classici segni della
folgorazione, ma si attende l'autopsia di lunedì per chiarire
definitivamente le cause del decesso.
(5 luglio 2008)
Fonte: La Repubblica.it
INAIL: SICUREZZA SUL LAVORO 1 MORTO OGNI
7 ORE
06/07/2008
06 lug. - L’Inail ha fatto il conto da gennaio 2008 al 30 aprile: al primo
maggio erano 301, i morti sul lavoro. Ma se si scorrono le cronache che ogni
giorno segnano l’avanzare incessante dello stillicidio, si devono aggiungere
altri 41 decessi, per un totale di 342.
Operai che cadono da impalcature, che restano folgorati dall’alta tensione,
colpiti da ganci che si abbattono da una gru, schiacciati tubi, tranciati da
macchinari, ustionati o soffocati nel fango di liquami come nella tragedia
Mineo, erano in sei, abbracciati, sul fondo della vasca di un depuratore.
I numeri dell'Inail. Nel 2007, secondo le stime dell’Inail (diffuse a
marzo), le vittime sul lavoro sono state 1.260, in calo - dicono i numeri -
del 6% rispetto alle 1.341 dell’anno precedente. Ma un numero che significa
una morte ogni sette ore. Sul lavoro, di lavoro.
Gli infortuni sono in calo. Le cifre, comunque, non contano il dolore e
bastano in ogni caso per segnare il triste primato: l’Italia è fanalino di
coda in Europa. Anche se le stime segnano una diminuzione, secondo il
Rapporto Anmil in dieci anni gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono
diminuiti del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%.
Un dato, «poco esaltante rispetto a quello della Germania (-48,30%) o della
Spagna (-33,64%)». In termini assoluti, l’Italia resta, comunque, il Paese
con il più alto numero di morti sul lavoro.
Ucciso un tecnico in Valsangone. E anche oggi la tragica lista continua ad
aumentare: un operaio di 52 anni, dipendente della Terna, è morto folgorato
mentre lavorava alla manutenzione della linea ad alta tensione a Valmontone,
vicino a Roma. Umberto Di Luca, sposato, aveva cominciato alle 8.30 il suo
turno di lavoro sul cestello mobile, quando una scarica elettrica lo ha
colpito. Per soccorrere l’operaio si è levata in volo un’eliambulanza che,
per la foschia, non è riuscita ad atterrare.
Fonte: lastampa.it
COMUNICATO INAIL:
Piano per il triennio
2008-2010
RISORSE E RILANCIO DELLA POLITICA DI PREVENZIONE
Il Piano predisposto dal CDA dell'INAIL dovrà essere approvato dal Consiglio
di Indirizzo e Vigilanza.
Alla prevenzione 46 mln di euro per il 2008 e 56 mln di euro per il 2009.
Il nuovo Testo Unico tende a valorizzare le azioni di sistema e la
responsabilità degli attori pubblici e punta sul coordinamento e la coerenza
tra azioni di livello centrale e territoriale, promuovendo una impostazione
di "rete".
In linea con questa filosofia, l'INAIL si propone di accentuare nel proprio
modello organizzativo l'integrazione tra ruoli e competenze professionali
diverse predisponendo un vero e proprio Piano di settore per la Prevenzione
in grado di elevare i livelli di servizio offerti.
Nuovo modello organizzativo
Il modello organizzativo dell'Inail si sta evolvendo.
Nasce la figura dell'operatore per la prevenzione, chiamato a svolgere
attivamente un ruolo di promotore sul territorio di cultura della sicurezza,
con l'obiettivo di generare un meccanismo a catena di incremento dei livelli
qualitativi di salute e sicurezza del lavoro, e di valorizzare le relazione
con le istituzioni e le parti sociali.
Entro la fine del 2008 saranno disponibili presso tutte le strutture
territoriali le risorse per diffondere capillarmente il processo
prevenzione, radicandolo operativamente almeno in tutte le sedi provinciali
(è previsto il graduale avvio di una linea di attività anche in quelle
subprovinciali).
Risorse
Alle politiche di prevenzione saranno destinati (vedi scheda):
46.100.000 euro per l'anno 2008
56.100.000 euro per l'anno 2009.
Tra le aree di intervento informazione, sostegno alla bilateralità,
promozione della cultura, formazione, sostegno all'edilizia scolastica.
A tali risorse si aggiungono 120.000.000 euro che l'INAIL sta spendendo in
una sperimentazione pluriennale a sostegno delle aziende che investono in
sicurezza e che si esauriranno nel 2012.
Formazione
La formazione è l'elemento strategico di sviluppo di una cultura della
sicurezza.
Una priorità che nel Piano si traduce nella costituzione di una Scuola Inail
di Formazione in prevenzione, concepita come polo formativo nel contesto
nazionale, in particolare nei riguardi delle piccole e medie imprese, delle
parti sociali e della Pubblica Amministrazione.
L'esperienza già esistente, e che si alimenterà in termini di strategie e
prodotti con l'avvio della Scuola, è quella di uno sviluppo territoriale
dell'attività di formazione, di un "network di poli formativi": sette sul
territorio e uno centrale con funzioni anche di coordinamento e monitoraggio
della rete.
Sempre nell'ambito della formazione, ed in particolare di quella sul posto
di lavoro, sarà resa strutturale la tipologia di informazione-formazione
sperimentata positivamente con la campagna itinerante "Camper della
formazione". Tale modalità consentirà di coprire in maniera mirata e
capillare target particolarmente importanti, come ad esempio i cantieri
edili.
Il Piano prevede l'acquisizione di un quantitativo adeguato di mezzi
itineranti, caratterizzati esternamente da immagini e messaggi omogenei in
modo da consentirne l'identificabilità e la riconduzione all'iniziativa
dell'Istituto.
Informazione
Il Sistema Informativo Nazionale per Prevenzione (SINP), previsto dall'art.
8 del Testo Unico, rappresenta il tassello fondamentale per la costruzione
di un flusso informativo integrato, dinamico e condiviso, a servizio di una
pianificazione efficace degli interventi territoriali.
Per il SINP, il cui punto di partenza e di forza è rappresentato dai Flussi
Informativi INAIL, ISPESL, Regioni, il Testo Unico individua l'INAIL come
garante della gestione tecnica ed informatica.
In particolare saranno impegni dell'INAIL:
potenziare ulteriormente la logica e l'esperienza dei flussi informativi,
migliorando contenuti e fruibilità;
collaborare alla graduale realizzazione del sistema integrato in tutti i
suoi aspetti (contenuti, archivi esistenti, soggetti, esigenze e contributi,
modalità, flussi, destinatari);
rafforzare le possibilità di fruizione delle informazioni via via
disponibili;
elaborare e implementare costantemente le mappe di rischio territoriali, per
una definizione sempre più puntuale delle politiche del Sistema di
prevenzione complessivamente inteso.
" Oggi l'INAIL - ha affermato il Presidente dell'INAIL Vincenzo Mungari -
può offrire al proprio interno e agli interlocutori esterni una prospettiva
nuova, frutto di un considerevole impegno progettuale ed economico. Il Piano
di Settore triennale assume i risultati raggiunti quale base di sviluppo e
di rilancio, definendo i programmi miranti ad indirizzare l'attività
dell'Istituto verso un opportuno rafforzamento delle politiche di
prevenzione, secondo modalità di azione consolidate, che si spingono ben
oltre le logiche meramente assicurative".
PIANO DI SETTORE PREVENZIONE
RIEPILOGO SPESA PRESUNTA
|
Area di intervento |
2008 |
2009 |
|
Informazione |
6.600.000 |
6.600.000 |
|
Sostegno alla bilateralità |
3.500.000 |
3.500.000 |
|
Promozione della cultura |
3.000.000 |
3.000.000 |
|
Formazione |
3.000.000 |
3.000.000 |
|
Sostegno all'edilizia scolastica |
30.000.000 |
40.000.000 |
|
TOTALE |
46.100.000 |
56.100.000 |
|
Sostegno alle aziende |
120.000.000 fino al
2012 |
|
Roma, 30 giugno 2008
Prevenzioni infortuni, a Seoul firmata la
Dichiarazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro
Moccaldi (Ispesl): in sintonia
con la nuova legislazione italiana, riduzione di tasse per imprese che
investono
ROMA (Raif) - Circa 4mila persone, tra cui leader del settore, politici ed
esperti provenienti da oltre 100 Paesi, si sono riuniti a Seoul, Repubblica
di Corea, dal 29 giugno al 2 luglio per il XVIII Congresso Mondiale sulla
sicurezza e la salute sul luogo di lavoro. Il Congresso, organizzato dalla
Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) e l’International social
security association (Issa), promuove la sicurezza e la salute a livello
globale e contribuisce alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle
malattie professionali.
Partecipanti provenienti da tutto il mondo si sono quindi riuniti a Seoul
per scambiarsi conoscenze ed esperienze sui tanti aspetti relativi alla
salute e sicurezza sul lavoro. Per l’Italia è intervenuto il commissario
straordinario dell’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la
sicurezza del lavoro), Antonio Moccaldi, che ha sottolineato l’importanza di
ridurre i costi nazionali che derivano dagli infortuni sul lavoro, di
migliorare l’organizzazione del lavoro, di ridurre gli infortuni e
dell’esposizione ai rischi chimici, fisici e biologici.
La Dichiarazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro, firmata dai
partecipanti a conclusione dei lavori, definisce un punto di riferimento per
i datori di lavoro, lavoratori e per i governi per rafforzare la
cooperazione per ridurre gli infortuni sul lavoro e malattie.
Riconoscendo che il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro
ha un impatto positivo sulle condizioni di lavoro, la produttività e lo
sviluppo economico e sociale, la dichiarazione sottolinea inoltre che il
diritto ad un sicuro e sano ambiente di lavoro dovrebbe essere riconosciuto
come un diritto umano fondamentale.
La dichiarazione incoraggia ad una crescita della cultura della prevenzione,
attraverso il recepimento delle convenzioni Ilo, come la 155 del 1981 che
contiene lo sviluppo di una politica nazionale in questo ambito e la 187 del
2006 richiama la necessità di una strategia nazionale che definisca il ruolo
dei diversi attori del sistema prevenzionale, anche nei termini di
coordinamento e cooperazione.
La Dichiarazione, inoltre, si sofferma in particolar modo sul rafforzamento
dell’attività ispettiva nei luoghi di lavoro e il miglioramento di
collaborazione tra le parti sociali.
"La Dichiarazione segna un passo importante nella creazione di un sistema
preventivo della sicurezza e della salute sul lavoro", ha detto Assane Diop,
direttore esecutivo dell'Ufficio internazionale del lavoro del settore della
protezione sociale.
"L'Ilo, in collaborazione con l'International social security association e
l’Istituto coreano Occupational Health and Safety Agency, sono determinati a
continuare a progredire in modo tangibile verso la riduzione del numero di
infortuni e delle malattie professionali e in tal senso la dichiarazione
costituisce un impegno condiviso per uno sforzo comune".
Moccaldi, ha rilevato come la linea della Dichiarazione sia in sintonia con
la nuova legislazione italiana sulla promozione della salute e sicurezza sul
lavoro e di come il governo italiano sia fortemente interessato a una rapida
applicazione di questa legge. Il commissario dell’Ispesl ha indicato alcune
delle azioni concrete dell’Italia, tra cui: l’introduzione della cultura
della prevenzione nelle scuole; l’addestramento e la formazione dei datori
di lavoro e i lavoratori delle piccole medie imprese; riduzione delle tasse
per le imprese che investono in sicurezza e un sistema informativo nazionale
realizzato con enti e istituzioni.
Edilizia, UISV: infortuni in netto calo
Savona. Gli infortuni sul lavoro
nel comparto edile, per quanto riguarda la Provincia di Savona, registrano
una netta diminuzione. I dati della Cassa Edile riferiti al 2007, comparati
a quelli del 2006, registrano infatti una notevole riduzione degli infortuni
sui cantieri edili. Sono stati 244 i casi indennizzati a fronte dei 394 del
2006, questo nonostante un aumento sia degli addetti nel settore che delle
ore lavorate. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa di presentazione dei
dati 2007 sugli incidenti sul lavoro nel settore edile, illustrati questa
mattina presso la sede savonese di Confindustria, in via Gramsci.
Gli infortuni hanno interessato il 6,2% dei lavoratori mentre l’incidenza
nel 2006 era stata superiore al 10%. L’Unione Industriale di Savona e la
Sezione Imprenditori Edili hanno posto da alcuni anni la sicurezza sul
lavoro come una delle priorità della propria azione sfatando il mito secondo
il quale non fare prevenzione sulla sicurezza avrebbe costi inferiori
rispetto agli eventuali infortuni. A tal fine sono state effettuate quasi
800 consulenze gratuite presso i cantieri della Provincia da parte dei
tecnici del Comitato Prevenzione Infortuni, che hanno lavorato per
migliorare sempre di più la prevenzione e la sicurezza. Secondo l’Unione
Industriale le cause principali di infortuni sul lavoro sono da ricondurre
alla frammentazione delle imprese stesse. Infatti in Provincia di Savona le
piccole imprese hanno una media di soli 3,8 addetti ognuna, a scapito molto
spesso della professionalità. Non è neanche da sottovalutare il rilevante
ingresso di manodopera extracomunitaria, non sufficientemente formata e
professionalizzata.
Il presidente della sezione Imprenditori Edili Roberto Marson dichiara la
propria soddisfazione riguardo alla diminuzione degli infortuni in Provincia
di Savona: “Noi presentiamo questi dati con grande entusiasmo, nel senso che
manifestano una grossa riduzione di quella che è l’incidenza degli infortuni
nel loro settore.”
“Sono dati” prosegue Marson, “che hanno una loro ufficialità perché sono
diffusi dalla Cassa Edile, quindi riguardano gli incidenti indennizzati.
Siamo entusiasti perché rappresentano un percorso fatto che deve andare
verso la direzione di un’ulteriore diminuzione degli infortuni. Non lo
vediamo solo come un risultato ma come un riferimento da cui partire e
proseguire nell’azione. Oggi c’è molta sensibilità sull’aspetto della
sicurezza e questo ci coinvolge e ci vede ancora più sensibili come aziende
al problema. I dati indicano una riduzione del 41% rispetto all’anno
precedente a parità di numero di dipendenti.”
“Il settore sta investendo da parecchi anni nel settore della sicurezza”
conclude il presidente della sezione Imprenditori Edili. “Questa è data da
un’informazione continua che i nostri enti, Cassa Edile e Cpt, svolgono
quotidianamente nel loro settore sotto il controllo di enti istituzionali
quali l’ispettorato del lavoro, Asl, eccetera e aiutato da una cultura che
si diffonde con una maggiore sensibilità all’utilizzo di attrezzature più
aggiornate che hanno requisiti tecnici più efficienti.”
Il risultato ottenuto soddisfa solo in parte il presidente dell’Unione
Industriali di Savona Marco Macciò: “L’obiettivo ultimo è zero incidenti.
Questo è l’obiettivo di tutti. Indubbiamente siamo ancora molto lontani. Per
ottenerlo si deve passare attraverso la cultura. In tutti i campi e in tutti
i momenti si passa attraverso la formazione: il comportamento di ciascuno di
noi che è fondamentale per cambiare. In azienda non è diverso dalle strade.
Pertanto lo stesso comportamento che adottiamo non allacciando la cintura di
sicurezza, utilizzando il telefonino senza auricolare, rischiamo poi di
portarcelo anche nel mondo del lavoro. Non a caso il comportamento
dell’individuo è responsabile della stragrande maggioranza degli incidenti
nel mondo aziendale. Ben difficilmente il problema sono gli intenti.”
Per quanto concerne l’importanza avuta dall’informazione nell’ottenere
questi risultati, Macciò precisa: “Il numero degli incidenti sul lavoro è in
costante diminuzione, sia nel numero totale che relativamente agli incidenti
mortali. Indubbiamente nei media ha avuto molta più rilevanza che in passato
e io credo che sia una cosa positiva perché aiuta a fare cultura. Non si
possono tollerare gli infortuni, di qualsiasi entità essi siano e portarli
sotto gli occhi di tutti aiuta a fare cultura. Bisogna stare attenti però a
valorizzare tutti gli sforzi che vengono fatti per la prevenzione
all’interno delle aziende e da parte di tutte le istituzioni pubbliche
competenti nel caso”.
Fonte: IVG.it
EMILIA ROMAGNA - Fondo regionale per i
familiari delle vittime sul lavoro
Un minuto di silenzio.
Profondo, intenso. Silenzio per ricordare Leonardo Carrara deceduto due
giorni fa in seguito alle ustioni riportate nell’incidente alla clinica
Città di Parma. E’ iniziato così, ricordando quel lavoratore e la sua
famiglia, l’incontro di presentazione svoltosi oggi in Provincia della nuova
normativa regionale che istituisce un fondo a favore dei familiari delle
vittime sul lavoro. “E’ una legge che si occupa delle conseguenze che
avvengono nelle famiglie quando accadono queste tragedie – ha spiegato
Donatella Bortolazzi capogruppo nell’Assemblea legislativa regionale dei
Comunisti Italiani che ha proposto la legge - Un fondo strutturato e
organizzato, continuativo nel tempo e per questo impegnativo per la Regione,
che cerca di evitare la dispersione scolastica e vuole accompagnare il
percorso di un bambino dal nido all’università, rimborsando tutte le spese
effettivamente sostenute”.
“Un incidente sul lavoro spezza la vita di chi muore, con conseguenze
pesanti su chi rimane – ha detto Manuela Amoretti, assessore provinciale
alle Politiche del lavoro e Formazione professionale – fare questa scelta
significa riconoscere quei giovani come figli di una comunità che ha il
dovere di occuparsi di loro.”
Sono oltre 100 i morti sul lavoro, ogni anno, in Emilia Romagna. A Parma
secondo i dati Inail (al 31 ottobre 2007) sono stati 15; complessivamente
9276 gli incidenti. Numeri che parlano di drammi e che chiedono risposte.
“ La sicurezza sul lavoro è un problema avvertito da tutti ma ancora non si
riesce a dare concretezza ad un’azione per ridurlo C’è un punto
discriminante ed è il fatto che nelle aziende bisogna abituare imprenditori,
lavoratori, capisquadra a fare la valutazione del rischio”.– ha detto Paola
Manzini assessore regionale alle Politiche del Lavoro e formazione. Proprio
il suo assessorato è ora all’opera sul regolamento applicativo della legge
attraverso il quale si cerca di risolvere questioni come quelle della
retroattività che secondo Manzini il provvedimento deve avere per i figli di
caduti sul lavoro ancora minorenni.
Gianluca Ugo, portando l’adesione dell’Anmil nazionale alla legge ne ha
messo in evidenza due aspetti: “il primo punto importante è che non è
trascurato l’infortunio in itinere. Il secondo aspetto rilevante è dato dal
fatto che è una legge a 360 gradi che pensa anche ai lavoratori in nero che
purtroppo esistono”.
“ Nel nostro Paese si legifera molto e a volte troppo, ma con questa legge
la regione ha dato un grande segnale di attenzione e interesse su un
problema concreto” – ha detto l’on Motta rimarcando la necessità di
procedere nei luoghi di lavoro con la valutazione del rischio.
“ Si parla molto di sicurezza, riferendosi spesso a questioni che attengono
all’ordine pubblico. Ma la sicurezza è un tema più ampio, che richiama
l’educazione e la formazione – ha sottolineato Gabriele Ferrari assessore
provinciale alle Politiche scolastiche, chiudendo l’incontro – la
disattenzione nasconde una mancanza di cultura e la necessità di una
migliore qualità dell’educazione e dell’educazione anche su queste
questioni, ed è un compito di tutti noi che siamo qui. Le comunità che
vogliono crescere si danno strumenti operativi. Poter assicurare ai figli
delle vittime sul lavoro il sostegno del loro percorso di apprendimento è un
segno di civiltà e di grande intelligenza”.
Approvato all’unanimità il 29 aprile scorso dall’Assemblea legislativa della
Regione Emilia Romagna, il fondo si prevede sia attivo da settembre.
La legge prevede che la Regione sostenga i figli delle vittime con i redditi
più bassi, per garantire il diritto allo studio e contrastare i rischi
d’abbandono o dispersione. Il testo si compone di 7 articoli e prevede che
le risorse del fondo regionale possano essere integrate da entrate
provenienti dallo Stato, da persone fisiche o giuridiche; potranno accedere
al fondo i figli delle vittime che rispondano a precisi requisiti (non
abbiano ancora 25 anni, il genitore sia residente in Emilia-Romagna al
momento del decesso, il reddito del nucleo familiare non superi quanto
indicato annualmente dalla Giunta regionale secondo i criteri ISEE). Sono
finanziabili le tasse di iscrizione, le rette di frequenza, l’acquisto di
libri di testo, l’acquisto di ausili scolastici per portatori di handicap,
il servizio mensa, l’abbonamento al trasporto pubblico; le risorse del fondo
sono destinate al rimborso delle spese sostenute e documentate per
l’iscrizione e la frequenza a scuole e università pubbliche, pareggiate,
parificate e private.
Questi contributi potranno essere riconosciuti anche per gli eventi mortali
verificatisi “in itinere”, lungo i percorsi stradali verso il lavoro.
All’incontro di oggi a Parma hanno presenziato amministratori e
rappresentanti delle associazioni di volontariato, fra questi l’assessore
provinciale Ettore Manno, il sindaco di San Secondo Roberto Bernardini,
l’assessore di Traversetolo Emma Iovino, la consigliera di Parità Silvana
Melegari, Rita Buzzi direttore amministrativo dell’azienda
Ospedaliero-universitaria di Parma, Mirco Moroni della Direzione
dell’Azienda Usl, Alberto Mutti, presidente dell’Anmic, Rocco Caccavari
presidnete dell’associazione Marino Savini.
I dati
Sono oltre 100 i morti sul lavoro, ogni anno, in Emilia Romagna. A Parma,
secondo i dati Inail (al 31 ottobre 2007) nel settore industria, commercio e
servizi, sono 8.315 il totale degli incidenti sul lavoro denunciati dalle
aziende: 13 i morti, 559 le persone con inabilità permanente, 7943 che hanno
subito inabilità temporanea. Sono in maggioranza uomini (5907). Nel settore
agricoltura hanno subito infortuni sul lavoro 774 persone (661 maschi) : 1
morto, 61 invalidità permanenti, 712 temporanea. Fra gli statali il totale
risulta 187 ( 128 femmine), di cui 1 morto, 19 invalidità permanenti, 167
temporanee
Fonte: LungoParma.it
ALTRE VITTIME SUL LAVORO
Pietro Ghiani, operaio di 23
anni, è morto sul lavoro a Mores (Sassari) dove è in costruzione il
depuratore comunale. Un terrapieno lo ha travolto quando si trovava in un
canalone durante l'installazione di alcuni tubi. Una parete ha ceduto per
cause ancora da accertare. Due colleghi hanno tentato di liberarlo dalla
terra che lo ha sepolto, ma senza riuscirci: all'arrivo dei vigili del fuoco
e dell'ambulanza era già morto.
Andrea Ghisi, 26 anni, è invece morto schiacciato da una carriola
precipitata al suolo per la rottura del cavo di acciaio di una gru
all'interno di un cantiere di
ristrutturazione di una corte agricola a Custoza, nel Veronese. L'operaio
stava lavorando nel cantiere con il padre, titolare di un'impresa edile.
Come riporta il sito BergamoNews, le condizioni di sicurezza sul lavoro
continuano a non essere rispettate. Al cantiere del nuovo ospedale Papa
Giovanni XXIII di Bergamo, quattro operai lavorano a un'altezza di almeno
quindici metri senza il caschetto, come mostra chiaramente la foto.
Tanta paura a Monfalcone (Gorizia), per un giovane operaio albanese caduto
dall'impalcatura sulla quale stava eseguendo alcuni lavori di manutenzione
per conto di una ditta esterna alla Sve. L'uomo è stato travolto da delle
travi che altri colleghi stavano smontando ed è caduto da un'altezza di
circa 5 metri. Fortunatamente le sue condizioni non sono gravi e guarirà in
40 giorni.
Fonte: TGCOM
parte da Foggia un importante programma
operativo
Un progetto promosso dalla
Asl di Foggia in collaborazione con Inail, Università degli Studi - Medicina
del Lavoro, CGIL CISL UIL. Formazione, informazione, vigilanza, bonifiche
Con delibera n. 1730 del 12/06/08, la ASL di Foggia, di concerto con le
Segreterie Provinciali di CGIL CISL UIL, la Direzione provinciale INAIL e
l´Università di Foggia-Medicina del Lavoro, ha stabilito che le risorse
rivenienti dal provvedimento adottato nel marzo scorso dalla Regione
denominato “Patto per la salute-Piano straordinario di vigilanza negli
ambienti di lavoro”, corrispondenti per la provincia di Foggia a circa
129.000 euro, siano destinate alla realizzazione entro il 2008 delle
seguenti azioni:
iniziative formative:
- per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e per i
delegati sindacali in campi specifici come il lavoro agricolo, quello della
estrazione e lavorazione della pietra, i servizi in appalto come le pulizie
e le mense, il lavoro in edilizia con particolare riferimento alla
prevenzione delle cadute dall´alto;
- per gli operatori dei 3 Spesal (Servizi di prevenzione e sicurezza degli
ambienti di lavoro), in aggiunta a quelle programmate per tutto il personale
ASL;
campagne di informazione:
- pubblicazione di una rivista territoriale rivolta a tutti gli RLS e ai
delegati sindacali sui luoghi di lavoro;
- campagna di informazione sulla sicurezza nelle scuole;
-
vigilanza e sorveglianza sanitaria:
- potenziamento dell´attività di vigilanza della ASL nel settore
delle costruzioni per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano
regionale;
- predisposizione di linee guida per la sorveglianza sanitaria degli ex
esposti a cancerogeni, come in particolare l´amianto;
bonifiche siti inquinati destinati a reinsediamento produttivo:
- convegno nazionale sulle bonifiche dell´area dell´ex petrolchimico
di Macchia;
- attivazione delle procedure istituzionali per la bonifica dell´ area
denominata “ex parco paglia” dell´Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
di Foggia.
Per il Commissario dell´ASL di Foggia, dott. Donato Troiano “le iniziative
programmate con l´impiego dei fondi messi a disposizione dalla Regione
Puglia in materia di prevenzione, testimoniano l´importanza che per la ASL
di Foggia riveste il tema della sicurezza sul lavoro. Una emergenza che va
affrontata con il consenso e l´azione convergente delle parti sociali e
degli altri soggeti istituzionali deputati a tutelare la salute e la
sicurezza sul lavoro”.
I Segretari Provinciali di CGIL CISL UIL di Foggia, Salvatore Castrignano,
Carlo Ferrara, Luigi Giorgione sotolineano che “ogni azione di prevenzione e
di tutela della salute sui luoghi di lavoro deve mettere al centro i
lavoratori, i quali non vanno lasciati soli o adirittura penalizzati quando
cercano di segnalare i rischi o quando ne sono vittime. Dobbiamo creare un
contesto di iniziativa e di mobilitazione continua sul tema della sicurezza,
perché l´obiettivo dev´essere quello, assolutamente possibile e valido per
ogni paese civile, di azzerare gli episodi infortunistici e i rischi dovuti
alla attività di lavoro. Perciò dobbiamo valorizzare e moltiplicare le
azioni positive come quelle programmate con la ASL”.
Per il dott. Silvestro Miccoli, direttore provinciale dell´INAIL di Foggia e
per il prof. Roberto Zefferino, Università degli Studi di Foggia-Medicina
del Lavoro, “iniziative come quelle che da due anni si stanno unitariamente
promuovendo in Capitanata sulla sicurezza del lavoro rappresentano la
risposta più consapevole e utile che si possa costruire per determinare nel
territorio una vera e propria svolta nella cultura lavorativa e nei
comportamenti quotidiani dei soggetti, a partire dalle imprese, ai quali è
affidata la responsabilità di saper produrre rispettando le leggi e
tutelando prima di tutto la vita umana.”
Fonte: CGIL Foggia
Agenzia delle Entrate - Comunicato stampa
28 giugno 2008, Come risparmiare sul Fisco risparmiando energia Online la
guida aggiornata dell'Agenzia
Risparmio energetico, tutti gli
aggiornamenti in primo piano. Sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate
www.agenziaentrate.gov.it è disponibile da oggi la nuova versione della
guida alle agevolazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione degli
edifici, integrata con le ultime novità introdotte dalla Finanziaria 2008 e
dal decreto interministeriale del 7 aprile scorso.
L'accento è posto sulla proroga della detrazione fino al 2010 e sulle nuove
regole per il suo riconoscimento e ripartizione. Da quest'anno, ad esempio,
il contribuente può scegliere in quante rate ripartire la detrazione e, in
caso di documentazione insufficiente, integrarla con una semplice
autocertificazione, purché i lavori non siano già stati ultimati. Inoltre,
non c'è più bisogno di presentare la certificazione per la sostituzione di
finestre e l'installazione di pannelli solari.
Oltre a focalizzare l'attenzione sulle disposizioni più recenti, il
vademecum fornisce indicazioni preziose ai contribuenti interessati a fruire
del beneficio, che consiste in una detrazione Irpef o Ires del 55 per cento
delle spese sostenute per i lavori di miglioramento dell'efficienza termica
delle abitazioni.
In particolare, l'opuscolo spiega come si calcola la detrazione, chi sono i
possibili beneficiari, quali sono i documenti necessari e le tipologie di
lavori ammessi, a partire dalla sostituzione dei vecchi impianti di
climatizzazione invernale con sistemi di riscaldamento eco-compatibili.
Fonte: IL SOLE 24 ORE
soppresso l'articolo 13 del d.m. 22
gennaio 2008, n. 37
Il d.l. 25 giugno 2008 n. 112
art. 35 sopprime l'articolo 13 del decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n.
37
L'Art. 13 (riguardava la documentazione relativa alla conformità degli
impianti da consegnare all'atto della compravendita degli immobili):
I soggetti destinatari delle prescrizioni previste dal presente decreto
conservano la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di
uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell’immobile, a qualsiasi
titolo, la consegnano all’avente causa. L’atto di trasferimento riporta la
garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla
vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo
espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità ovvero la
dichiarazione di rispondenza di cui all’articolo 7, comma 6. Copia della
stessa documentazione è consegnata anche al soggetto che utilizza, a
qualsiasi titolo, l’immobile.
Ilva, sciopero contro la strage bianca
Vendola accusa: "Chi lavora muore, il governo pensa ai rom"
Lo stabilimento siderurgico Ilva a TarantoLa grande fabbrica dell´acciaio si
ferma. Per piangere e riflettere sulla morte di un altro operaio. Su quella
morte che quando avviene sul lavoro si chiama bianca, quasi a renderla meno
tragica. Eppure da ieri all´ombra delle ciminiere dell´Ilva di Taranto le
tute blu piangono un altro compagno. Antonio Alagni, tarantino di 45 anni,
dipendente della P&P di Casoria, sposato con una figlia, è morto sul colpo
mentre lavorava nel cantiere dell´impresa napoletana che cura manutenzioni
meccaniche per conto del siderurgico. Lo ha ucciso il bozzello di una gru
che gli ha praticamente sfondato la testa. Le funi che reggevano il gancio
hanno ceduto di schianto. L´operaio è stato investito da un proiettile di
cinquanta chili che è precipitato da un altezza di cinque metri. Per lui non
c´è stato scampo.
La vittima con due colleghi stava effettuando una pulizia all´interno del
cantiere aperto dalla P&P nei pressi dell´acciaieria uno, all´interno
dell´Ilva. Un intervento banale con una gru tarata per 15 tonnellate. Eppure
quel gancio si è inspiegabilmente spezzato sotto il peso di due travi da un
centinaio di chili. Sul posto sono subito arrivati gli ispettori del lavoro
e dello Spesal, ed il procuratore aggiunto Francesco Sebastio per i primi
accertamenti. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio la presenza del
lavoratore sotto una gru in movimento.
La tragedia ha scatenato la reazione dei sindacati. Da ieri sera sino alle
23 di oggi impianti fermi e lavoratori a casa. Le segreterie provinciali di
Fim Fiom e Uilm, oltre a proclamare lo sciopero, hanno chiesto
immediatamente un incontro con l´azienda. La decisione è stata adottata
subito, proprio mentre la notizia della morte dell´operaio rimbalzava alla
Camera e l´aula salutava con un applauso di cordoglio la memoria dello
sfortunato Antonio Alagni. Al fianco dei lavoratori si è schierato anche il
governatore della Puglia Nichi Vendola. "È un incidente che si aggiunge ad
una tragica casistica. Una moria senza fine - ha detto Vendola - quasi il
copione di un macabro lungometraggio.
Si continua a morire di lavoro, per il lavoro, sul lavoro". Poi l´affondo
contro l´esecutivo. "Invece di applicare efficaci misure preventive di
sicurezza nei cantieri, il governo si ingegna su provvedimenti ai limiti
della decenza sociale, come le impronte dei bimbi rom. E preoccupanti
dichiarazioni di ministri parlano di ammorbidire le sanzioni per i datori di
lavoro che violano le norme di sicurezza sul lavoro. Avevamo segnalato sin
dalla prima riunione ministeriale del maggio 2007 che l´area degli appalti
in Ilva poneva i problemi più seri. Purtroppo - conclude Vendola - a Taranto
una lunga catena di frammentazione del lavoro significa
deresponsabilizzazione delle imprese e più infortuni". Sulla stessa
lunghezza d´onda la segreteria regionale di Rifondazione Comunista che
appoggia la scelta dello sciopero.
"Quante volte ancora bisogna dire basta per fermare la strage di vite umane?
" si domandano le segreterie di Cgil, Cisl e Uil Puglia. "Disciplina degli
appalti, piani di sicurezza, organizzazione del lavoro, applicazione delle
norme contenute nel Testo Unico, devono diventare oggetto di un confronto
con l´azienda. Lo sciopero - si legge in una nota congiunta - è la giusta
risposta dei lavoratori che reclamano il diritto di lavoratore senza
rischiare la vita". "Di giornata triste per la terra ionica parla il
deputato tarantino del Pd Ludovico Vico che unisce nel suo commento la
tragedia all´Ilva a quella del militare tarantino deceduto dopo essere
precipitato con un elicottero della Marina. "C´è un file rouge quello che
unisce queste due vittime - afferma Vico - e che deve porre ancora una volta
all´attenzione istituzionale l´ineluttabile questione della sicurezza sul
lavoro". L´Ilva, infine, esprime il proprio cordoglio alla famiglia
dell´operaio, ed annuncia un´indagine interna per chiarire l´accaduto ed
accertare le cause.
Fonte: La Repubblica - Bari
Benevento, sicurezza sul lavoro:
il Centro Cantieri di Gratuità organizza 2 seminari
Il Centro Servizi per il Volontariato “Cantieri di Gratuità” di
Benevento ha promosso due seminari formativi in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli incontri sono
previsti per venerdì 11 luglio dalle 16 alle 20 presso lo Sportello
Territoriale della Valle Telesina con sede a Frasso Telesino in via
Fosso e sabato 12 luglio dalle 9 alle 13 presso la sede del CESVOB al
Viale Mellusi.
I seminari si rivolgono ai rappresentanti legali e alle figure
responsabili delle Associazioni di volontariato. Il seminario sarà
condotto da Nicola De Rosa, funzionario della Direzione Provinciale del
Lavoro di Lodi e consulente di importanti associazioni nazionali.
Le domande di iscrizione al corso che si svolgerà a Benevento dovranno
essere presentate alla segreteria del CESVOB entro martedì 8 luglio. Per
l’appuntamento che si svolgerà a Frasso Telesino, le domande dovranno,
invece, essere presentate alla sede dello stesso Sportello Territoriale
della Valle Telesina, sempre, entro martedì 8 luglio.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del CESVOB
all’indirizzo www.cesvob.it
Marrazzo: in prima linea per ridurre
le morti sul lavoro.
La Giunta Regionale del Lazio ha
istituito una direzione per la sicurezza sul lavoro.
''Le morti bianche non sono bianche ma macchiate di rosso del sangue''.- ha
detto oggi il Presidente Piero Marrazzo intervenendo all’assemblea annuale
dell’Acer. Come Regione stiamo facendo la nostra parte: la Giunta proprio
ieri,infatti, ha istituito una direzione per la sicurezza sul lavoro presso
l’assessorato alla Sanità e ha invitato i presenti a condividere il pensiero
che non si può trarre profitto cercando margini sulla sicurezza sul lavoro.
L’impegno profuso in questi anni è servito a ridurre gli incidenti mortali
nell’edilizia del 20% - ha proseguito Marrazzo - ma occorre fare di piu e
dunque ben venga la proposta avanzata dal Presidente dell’Acer Giancarlo
Cremonesi di espellere dal sistema associativo le imprese che non
rispetteranno le norme fondamentali sulla sicurezza e sul lavoro regolare".
Sul tema dei ritardi di pagamento degli stati d'avanzamento per le opere
finanziate dalla Regione, sollevato dal presidente dell’ Ater il presidente
della Regione Lazio ha chiarito: "La grande richiesta che faccio al Governo
ancora una volta è che sblocchi i 5 miliardi di trasferimenti dovuti alla
Regione Lazio. Abbiamo ancora pochi giorni poi la cassa non reggerà più. Ho
detto al Governo che noi pensiamo che non ci siano le condizioni per il
commissariamento in ogni caso occorre decidere e soprattutto dare il via ai
trasferimenti altrimenti non saremo in grado di onorare i trasferimenti nei
confronti degli enti locali, come Comune e Provincia di Roma. Solo così
saremo in grado di rimetterci in moto".
Il presidente Marrazzo ha poi indicato il motore dello sviluppo nel Lazio
nelle infrastrutture riguardanti energia, rifiuti e mobilità con grandi
occasioni in cui bisogna credere per cogliere l’obiettivo: l’aeroporto di
Fiumicino che può arrivare a 50 milioni di passeggeri nel 2020 alle grandi
potenzialità del porto di Civitavecchia a cui va affiancato Fiumicino per il
traffico turistico e quello da diporto, l‘aeroporto di Viterbo dedicato ai
voli low cost, la Civitavecchia- Viterbo che completa il collegamento fra
Adriatico e Tirrenorilanciato dalla Regione dopo un fermo trentennale.e la
Roma–Latina.
Per tutto ciò sarà necessaria una grande attenzione all’ambiente ma anche un
assetto istituzionale che superi le vecchie logiche Comune, Provincia e
Regione al di là delle diverse colorazioni politiche devono lavorare insieme
e trovare soluzioni al servizio dei cittadini.
Fonte: Sala Stampa Regione Lazio
Città di Parma, la Cgil accusa:
"Indagato sul letto di morte"
La Cgil s'indigna per l'avviso di garanzia che ha raggiunto Leonardo
Carrara, artigiano rimasto gravemente ustionato nell'incendio della
clinica, quando era in fin di vita. Poi annuncia: "Ci costituiremo parte
civile perché parlando con i lavoratori sono emersi, in tempi anche
recenti, episodi preoccupanti sotto il profilo della sicurezza"
L'ultima beffa: raggiunto da un avviso di garanzia poche ore prima di
morire. Un atto dovuto che però stupisce la Cgil: "Era proprio
necessario?". E mentre proseguono le indagini della magistratura, il
sindacato annuncia che si costituirà parte civile perché parlando con i
lavoratori sono emersi episodi preoccupanti "anche in tempi recenti"
sotto il profilo della sicurezza.
Leonardo Carrara è morto durante la notte (intorno alle 2) nel suo letto
d'ospedale. L'uomo, che aveva ustioni profonde su circa il 90 per cento
del corpo ed era in coma farmacologico, è deceduto per arresto cardiaco.
Leonardo, avvolto dalle fiamme, aveva tentato di salvarsi gettandosi in
una fontana.
Nel frattempo proseguono le indagini per accertare le responsabilità. Un
fascicolo sulla esplosione della lampada alogena, avvenuto intorno alle
9.15 in un magazzino accanto a una sala operatoria al secondo piano, è
stato aperto dalla Procura. Il bilancio dell' incendio è pesante: 1
morto e oltre venti feriti. Sono quattro le persone che erano state
iscritte dal pm Francesco Gigliotti nel registro degli indagati:
l'operaio ustionato deceduto la scorsa notte, i due responsabili dei
lavori e il titolare della ditta costruttrice. Si tratta di un atto
dovuto per proseguire nell'inchiesta, in cui la clinica rappresenta la
parte lesa. Non è escluso che nei prossimi giorni possa aumentare il
numero degli indagati.
Le indagini, oltre a chiarire la dinamica dell'incidente, dovranno
accertare se vi siano state violazioni delle norme sulla prevenzione
degli infortuni sul lavoro. Per questo è stata interessata la medicina
del lavoro.
"Un altro lavoratore è morto svolgendo il proprio compito. Questo
stillicidio sembra davvero senza fine, ma dobbiamo pur trovare il modo
di invertire questa rotta perversa", commenta Paolo Bertoletti,
segretario generale della Cgil di Parma, che si è detto colpito dal
fatto che ad una persona in fin di vita sia giunto, da parte della
Magistratura, pur se dovuto come atto formale, un avviso di garanzia.
"Mi sembra quanto meno un gesto di cattivo gusto, mi chiedo se non
sarebbe stato possibile aspettare - precisa - Certo, da dichiarazioni
fatte da lavoratori della Città di Parma, che abbiamo ritenuto degne di
approfondimenti tanto da dirottare alle autorità competenti, nella
clinica sono accaduti in tempi anche recenti episodi preoccupanti sotto
il profilo della sicurezza. Anche per questo il sindacato ha dato
mandato ai propri legali di costituirsi parte civile, una decisione che
permetterà peraltro di nominare esperti di parte, che saranno incaricati
non solo di fare valutazioni sul gravissimo episodio dei giorni scorsi
ma più in generale di verificare i sistemi di sicurezza della
struttura".
"Siamo costretti a intraprendere questa strada – conclude Bertoletti –
anche a causa delle pessime relazioni sindacali che caratterizzano la
Città di Parma e che non permettono una partecipazione adeguata dei
rappresentanti dei lavoratori alle scelte che riguardano questi ultimi.
Anche da questo gravissimo fatto si conferma, purtroppo, la necessità di
procedere con il confronto sulla nostra piattaforma unitaria per
difendere l'incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori di Parma".
Fonte: La Repubblica.
Privacy:
autocertificazione e modalità del DPS
Autocertificazione e modalità del Documento
Programmatico della Sicurezza: le novità del
Decreto Legge 112 e le procedure
semplificate indicate dal Garante per la
protezione dei dati personali.
Nuove procedure semplificate per la gestione
dei dati personali da parte delle aziende:
con il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno
2008, all’art. 29 (Trattamento dei dati
personali) in esso contenuto, sono state
adottate delle nuove procedure con
l’introduzione dell'autocertificazione e la
previsione di emanazione di un nuovo
provvedimento che delinei delle modalità
semplificate di redazione del Documento
Programmatico della Sicurezza (DPS) per "i
soggetti che trattano soltanto dati
personali non sensibili e l'unico dato
sensibile è costituito dallo stato di salute
o malattia dei propri dipendenti". Con la
clausola che, se qualora il decreto di
definizione delle procedure semplificate non
venisse adottato entro il termine indicato,
la disciplina dell’autocertificazione si
applicherà anche a tutti i soggetti che
avrebbero dovuto rientrare nelle procedure
semplificate.
Le nuove procedure si affiancano a quanto
già previsto il 19 giugno 2008 da una serie
di prescrizioni del Garante per la
protezione dei dati personali in cui sono
stabilite alcune “Semplificazioni di taluni
adempimenti in ambito pubblico e privato
rispetto a trattamenti per finalità
amministrative e contabili”.
Per il DPS, congiuntamente al provvedimento
sulla semplificazione, il Garante ha
segnalato alle competenti autorità di
Governo l'opportunità di apportare anche una
modifica al Codice in materia di protezione
dei dati personali con riferimento alla
disciplina delle misure minime di sicurezza
e al documento programmatico, per
contemperare meglio l'applicazione delle
necessarie cautele di sicurezza dei dati e
dei sistemi con l'esigenza di adattarle alle
attività che, specie presso piccole e medie
imprese, liberi professionisti e artigiani,
vengono svolte in relazione ad attività di
corrente gestione amministrativa e
contabile.
In tale prospettiva, il Garante ha
ipotizzato una modifica normativa dell'art.
33 del Codice, del seguente tenore:
"All'articolo 33 del decreto legislativo 30
giugno 2003 n. 196, dopo il comma 1, è
aggiunto il seguente:
"1-bis. Il Garante può individuare con
proprio provvedimento modalità semplificate
in ordine all'adozione delle misure minime
di cui al comma 1, con riferimento ai
trattamenti effettuati per correnti finalità
amministrative e contabili, in particolare
presso piccole e medie imprese, liberi
professionisti e artigiani".".
Di seguito un estratto del Decreto Legge n.
112 del 25 giugno 2008:
Art. 29.
Trattamento dei dati personali
1. All'articolo 34 del decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, dopo il comma 1 è
aggiunto il seguente:
«1-bis. Per i soggetti che trattano soltanto
dati personali non sensibili e l'unico dato
sensibile è costituito dallo stato di salute
o malattia dei propri dipendenti senza
indicazione della relativa diagnosi,
l'obbligo di cui alla lettera g) del comma 1
e di cui al punto 19 dell'Allegato B è
sostituito dall'autocertificazione, resa dal
titolare del trattamento ai sensi
dell'articolo 47 del decreto del Presidente
della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
di trattare soltanto dati personali non
sensibili, che l'unico dato sensibile è
costituito dallo stato di salute o malattia
dei propri dipendenti senza indicazione
della relativa diagnosi, e che il
trattamento di tale ultimo dato è stato
eseguito in osservanza delle misure di
sicurezza richieste dal presente codice
nonché dall'Allegato B).».
2. Entro due mesi dall'entrata in vigore
della legge di conversione del presente
decreto-legge, con un aggiornamento del
disciplinare tecnico adottato nelle forme
del decreto del Ministro della giustizia di
concerto con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione e con il
Ministro per la semplificazione normativa,
ai sensi dell'articolo 36 del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono
previste modalità semplificate di redazione
del documento programmatico per la sicurezza
di cui alla lettera g) del comma 1
dell'articolo 34 e di cui al punto 19
dell'Allegato B al decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196 per le correnti finalità
amministrative e contabili.
3. Qualora il decreto di cui al comma 2 non
venga adottato entro il termine ivi
indicato, la disciplina di cui al comma 1 si
applica a tutti i soggetti di cui al comma
2.
4. All'articolo 38 del decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196, il comma 2 è
sostituito dal seguente:
«La notificazione è validamente effettuata
solo se è trasmessa attraverso il sito del
Garante, utilizzando l'apposito modello, che
contiene la richiesta di fornire tutte e
soltanto le seguenti informazioni:
1) le coordinate identificative del titolare
del trattamento e, eventualmente, del suo
rappresentante, nonché di un responsabile
del trattamento se designato;
2) la o le finalità del trattamento;
3) una descrizione della o delle categorie
di persone interessate e dei dati o delle
categorie di dati relativi alle medesime;
4) i destinatari o le categorie di
destinatari a cui i dati possono essere
comunicati;
5) i trasferimenti di dati previsti verso
Paesi terzi;
6) una descrizione generale che permetta di
valutare in via preliminare l'adeguatezza
delle misure adottate per garantire la
sicurezza del trattamento.».
5. Entro due mesi dall'entrata in vigore
della presente legge il Garante di cui
all'articolo 153 del decreto legislativo 30
giugno 2003, n. 196 adegua il modello di cui
al comma 2 dell'articolo 38 del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196 alle
prescrizioni di cui al comma 4.
Fonte: PUNTO SICURO
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